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FACTORY GIRLS IN FOLK SONGS

The Factory girl” è una canzone tradizionale irlandese che accosta la struttura poetica e musicale delle “aisling songs” alle storie della quotidianità della rivoluzione industriale. Nelle “aisling songs” del XVII-XVIII secolo il poeta, di solito all’alba, incontra una bellezza simile a una dea (simbolo della Primavera secondo la tradizione medievale trovadorica). In questo genere poetico si festeggia l’arrivo della bella stagione e lo sbocciare dell’amore, ma nella ripresa irlandese la donna raffigura più o meno velatamente l’Irlanda e così dietro al genere si nascondeva l’amore patriottico che non poteva essere manifestato apertamente durante il dominio inglese..

In questa canzone fine Settecento – inizi Ottocento, il contesto è più propriamente di corteggiamento, in cui un uomo benestante si innamora (o incapriccia) di una bellezza popolana, una semplice e povera operaia di un opificio tessile. Diffusa in l’Irlanda del Nord (Contee di Armagh, Down, Tyrone e Fermanagh), Inghilterra e Scozia, la canzone è stata stampata su vari broadsides nel 1830. E tuttavia la storia si evolve in diverse versioni non tutte a lieto fine.

IL CORTEGGIATORE RESPINTO

In alcune versioni il corteggiatore viene dapprima respinto per la fretta di andare al lavoro
“Oh young man, excuse me, for now I must leave you
For yonder’s the sound of my factory bell”
E poi a causa delle differenze sociali:
“Oh love and temptation are our ruination Go find you a lady and may you do well For I am an orphan with ne’er a relation And besides, I’m a hard working factory girl”
Così si allontana ramingo (ovviamente in una valle nascosta dove nessuno lo possa riconoscere) per poter dare sfogo al suo dolore.

ASCOLTA The Bothy Band in “Out of the Wind into the Sun”, 1977
ASCOLTA Jim Doherty (Smug) 1986


I
As I went out walking one fine summers morning
The birds on yon bushes
did warble and sing
Gay lads and gay lasses
in couples were sporting
Going down to yon factory
their work to begin
II
I spied one amongst them
more fairer than any
Her cheeks like the red rose
than none could excel
Her skin like the lily
that grows in yon valley
And she was a hard-working
factory girl
III
l stepped up beside
more closely to view her
But on me she cast such a look of disdain
Saying “young man have manners
and do not come near me
For I’m a poor girl though
I think it no shame”
IV
“It’s not for to scorn you
fair maid I adore you
But grant me one favour
say where do you dwell?”
“Kind sir I’ll excuse you
for now I must leave you
For yonder’s the sound
of my factory bell”
V
“I have lands I have houses
I adorned them with ivy
l have gold in my pocket
and silver as well
And if you’ll come with me
a lady I’ll make you
And no more may you heed
yon factory bell”
VIII
With these words she turned
and with that she had left me,
And all for her sake
I’ll go wander away,
And in some deep valley,
where no one shall know me,
I shall mourn for the sake
of my factory girl.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo in una bella mattina d’estate,
gli uccelli nei cespugli
fischiettavano e cinguettavano,
ragazzi e ragazze
a gruppi amoreggiavano in allegria
tornando alla fabbrica
dove iniziare il lavoro.
II
Egli ne vide una tra di loro,
più bella di molte,
le sue guance come una rosa rossa
che nessun fiore può rivaleggiare,
l’incarnato come giglio
che cresce nella valle
ed era solamente un’operaia
della fabbrica.
III
Mi fermai  accanto a lei,
per vederla più da vicino
ma lei mi gettò uno sguardo di disprezzo dicendo: “Giovanotto, comportatevi da gentiluomo e non venitemi così vicino
perchè sono una povera ragazza,
anche se non me ne vergogno”
IV
“Non è per disprezzarti,
bella fanciulla io vi adoro,
ma concedetemi un favore,
ditemi dove abitate?”
“Buon Signore siete perdonato,
ma devo proprio lasciarvi
perchè risuona la sirena
della mia fabbrica”
V
“Ho terre e case
che adorno d’edera
ho monete d’oro nella tasca
e anche d’argento
e se verrete con me
vi farò una Signora
e non ascolterete
più la sirena della fabbrica”
VIII
A queste parole lei si voltò
e con ciò mi ha lasciato,
e per amor suo
andrò ramingo
in qualche valle oscura
dove nessuno mi conoscerà,
piangerò per amore
della mia operaia

IL MATRIMONIO VANTAGGIOSO

In alcune versioni  il corteggiamento si conclude con un matrimonio e la giovane ragazza diventa una signora che non ha più bisogno di lavorare.
Margaret Barry 1958 (strofe da I a III)

The Chieftains & Sinead O’Connor (strofe da I a III) in Tear of Stone, 1999

Eric Burdon (che aggiunge una IV strofa)


I
As I went out walking
one fine summer morning
The birds in the bushes
did whistle and sing
The lads and the lasses
in couples were courtin’ (sporting)
Going back to the factory
their work to begin
II
He spied one among them,
she was fairer then many
Her cheeks like the red rose
that blooms in the spring
Her hair(1) like the lily
that grows in Yon’ valley
She was only a hard-working
factory girl
III
He sat soft beside her,
more closely to view her
She says, “My young man,
don’t stare me so”(2)
“I gold in my pocket and silver as well”
“No more will I answer
that factory call”
IV
Now the years have gone past
from the days of our youth
Our home is now teemin’
with children at play
Life goes on in the village
you can still hear the whistle
“Hey there goes that lad with his factory girl.”
You can still hear the sound of the factory call.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo
in una bella mattina d’estate,
(come) gli uccelli nei cespugli
fischiettavano e cinguettavano,
(così) ragazzi e ragazze
a gruppi amoreggiavano
tornando alla fabbrica
a iniziare il lavoro.
II
Egli ne vide una tra di loro,
più bella di molte,
guance come una rosa rossa
che fiorisce in primavera,
capelli come giglio
che cresce nella valle
ed era solamente un’operaia
della fabbrica.
III
Le si avvicinò
per vederla meglio
Dice lei: “Giovanotto,
non fissatemi così”
“Ho oro e argento in tasca”
“Più non risponderò
a quel richiamo della fabbrica” .
IV
Ora gli anni sono passati
dai tempi della nostra gioventù,
la nostra casa è piena
di bambini che giocano,
la vita continua nel villaggio
puoi ancora sentire il fischio
“Ecco che va quel ragazzo con la sua operaia”
Puoi ancora sentire il richiamo della fabbrica

NOTE
1) in alcune versioni è riportato “skin” come sarebbe più logico
2) in questa versione testuale i dialoghi sono ridotti all’essenziale a discapito della comprensione del testo, così alla ritrosia di lei, lui risponde dicendole di essere ricco, e lei accetta di sposarlo

ASCOLTA Sarah Makem 1968. La melodia ricordata da Sarah è diversa da quella dalla irish traveller Margaret Barry . Nelle note dell’album “Mrs Sara Makem, Ulster Ballad Singer 1968 ” è scritto ” The air in the Soh Mode is particularly attractive and is related to “The Unspoken Farewell” (Gems of Melody, Pt. 1., Hardebeck)“.

I dialoghi sono un po’ più dettagliati, veniamo così a sapere che la ragazza è una povera orfanella sola al mondo, ma fiera oltre che bella.


I
As I went a-walking
one fine summer’s morning,
The birds on the branches
they sweetly did sing.
The lads and the lasses
together were sporting,
Going down to yon factory
their work to begin.
II
I spied a wee damsel more
fairer than Venus,
Her skin like the lily
that grows in the dell,
Her cheek like the red rose
that grew in yon valley.
She is my own only goddess;
she’s a sweet factory girl.
III
I stepped it up to her,
it was for to view her,
When on me she cast
a proud look of disdain.
“Stand off me! Stand off me
and do not insult me,
For although I’m a poor girl,
I think it no shame.”
IV
“I don’t mean to harm you
or yet, love, to scorn you,
But grant me one favour:
pray where to you dwell?”
“I am a poor orphan
without home or relations
And besides I’m a hard
working factory girl.”
V
Well, now to conclude
and to finish these verses,
This couple got married
and both are doing well.
So, lads, fill your glasses
and drink to the lasses
Till we hear the dumb sound
of the sweet factory bell.

traduzione italiano di Cattia Salto
I
Mentre passeggiavo
in una bella mattina d’estate,
(come) gli uccelli sui rami
cantavano armoniosamente,
(così) ragazzi e ragazze
a gruppi amoreggiavano
tornando alla fabbrica
per iniziare il lavoro.
II
Vidi una damigella,
più bella di Venere,
l’incarnato come giglio
che cresce nella forra
le sue guance come una rosa rossa
che fiorisce nella valle.
Lei è la mia sola Dea
l’amabile operaia
III
Mi sono avvicinato a lei
per vederla (meglio)
ma lei mi gettò con orgoglio
uno sguardo di disprezzo
“Stammi lontano, lontano
e non insultarmi
perchè sebbene sia una povera ragazza, non me ne vergogno”
IV
“Non voglio farvi del male
o mia cara disprezzarvi,
ma rendimi un favore:
ditemi dove abitate?”
“Sono una povera orfana
senza casa e parentele
e inoltre sono un’operaia
che fa un duro lavoro”
V
Allora per farla breve,
e chiudere questi versi
questa coppia si è sposata
e tutti e due stanno bene.
Quindi ragazzi, riempite i vostri bicchieri e brindate alle ragazze
finchè sentiamo il suono sordo della campana della fabbrica.

FONTI
http://www.norbeck.nu/abc/lyrics.asp?rhythm=song&ref=110
http://mainlynorfolk.info/frankie.armstrong/songs/thefactorygirl.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=88929
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31323 http://www.itma.ie/inishowen/song/factory_girl_jim_doherty