Crea sito
Terre Celtiche Blog

Seal Woman’s Sea-Joy/ Yundah/Ann an Caolas Od Odrum

Per gli Scozzesi delle Isole Ebridi le foche sono selkie, creature metà foca e metà uomo, guardiani del mare, il popolo delle fate del regno sottomarino. Quando assumono la forma umana, abbandonano la pelle sulle scogliere per cantare e danzare sulla terra ferma; ovviamente non poteva mancare nella tradizione popolare la testimonianza di questi canti.

For the Scots of the Hebrides the seals are selkies, half-seal and half-human, guardians of the sea, the fairy people of the underwater kingdom.
When they assume the human form, they abandon the skin on the cliffs to sing and dance on dry land; their melodies could not be missing in the popular tradition..

We were some little distance from the water’s edge, parallel with which out in the sea ran a long line of skerries, reefs that are covered at high tide. On the skerries were stretched, also basking in the sunlight, innumerable great grey seals, seals that visit these isles only at long intervals. My friends, great enthusiasts for Hebridean songs, who use their own string instrument arrangements of them for their students, said to me: ‘Try singing “The Sealwoman’s Sea-joy” to the seals themselves.’ I raised myself on my elbow — I was too lazily happy at the moment to stand erect — and, with the most carrying tone I could summon, sang the first phrase of the song. Instantly the response began at the southern end of the reef, and a perfect fusillade of single answering tones came from seal after seal, travelling rapidly northward, until at the further end of the reef it ceased. Then, after a moment of intense silence, a beautiful solo voice sang…The voice was quite human in character but much greater in volume than any mezzo-soprano I have ever heard. Is the song I sang really a seal song, and did the Isles folk learn it from the seals? I noted it many years ago from an old Uist woman. Did the seals mistake me for one of themselves, and had the phrase I sang a meaning for them, and did they instantly grasp it and answer it?” “From the Hebrides” (1925) 

“Eravamo a poca distanza dal bordo dell’acqua, parallelo al quale nel  mare si estendeva una lunga fila di scogli, scogliere che sono coperte dall’alta marea. Sugli scogli erano distese, quasi crogiolandosi al sole, innumerevoli grandi foche grigie, che visitano queste isole solo a lunghi intervalli. I miei amici, grandi appassionati delle canzoni delle Ebridi, che insegnano quegli arrangiamenti per strumenti ad arco ai loro studenti, mi dissero: “Prova a cantare ““The Sealwoman’s Sea-joy” alle foche” Mi sono alzato su gomito – ero troppo pigramente felice al momento per alzarmi in piedi – e, con il tono più trasportabile che potevo evocare, cantai il primo verso della canzone. Immediatamente la risposta iniziò all’estremità meridionale della barriera corallina, e una perfetta fusione di singoli toni di risposta venne da foca dopo foca, viaggiando rapidamente verso nord, finché all’estremità della scogliera cessò. Poi, dopo un momento di intenso silenzio, una bella voce da solista cantò … La voce era quasi di natura umana ma molto più estesa di qualsiasi mezzosoprano che abbia mai sentito. La canzone che ho cantato era davvero il canto di una foca, e la gente dell’Isola l’ha imparata dalle foche?
L’ho trascritta molti anni fa da una vecchia donna di Uist. Le foche mi hanno scambiato per uno di loro, e il verso che ho cantato aveva un significato per loro, e l’hanno afferrata all’istante e hanno risposto?” (tradotto da “From the Hebrides” (1925)

The Sealwoman’s Sea-joyè una canzone tradizionale delle  Isole Ebridi collezionata agli inizi del Novecento da Marjory Kennedy-Fraser dalla testimonianza della signora Catriona Campbell di S. Uist. L’arrangiamento per piano o arpa è pubblicato in “Sea Tangle some more Songs of The Hebrides” (1913) e poi in “Songs of the Hebrides for voice and Celtic Harp or Piano” (1922) di Patuffa Kennedy-Fraser a pag 12 (qui); nello spartito è riportato solo un fraseggio non-sense.

The Sealwoman’s Sea-joy” is a traditional song from the Hebrides, collected at the beginning of the twentieth century by Marjory Kennedy-Fraser from the testimony of Mrs. Catriona Campbell of S. Uist. The arrangement for piano or harp is published in “Sea Tangle some more Songs of the Hebrides” (1913) and then in “Songs of the Hebrides for voice and Celtic Harp or Piano” (1922) by Patuffa Kennedy Fraser on page 12 (cf); in the score it is reported only a non-sense phrasing.

Peter Govan in Devotion 2001

Ananda in Cosmic Chants 2010

I
Ionn da, ionn do
Ionn da, odar da
Ionn da, ionn do
Ionn da, odar da
II
Hi-o-dan dao
Hi-o-dan dao
Hi-o-dan dao
odar da.

Mary Mclaughlin in Celtic Voices, Women of Song (1995) with a lyrics

lyrics by Mary McLaughlin
I
Over the waves you call to me
Shadow of dream, ancient mystery
Oh how I long for
your sweet caress
Oh how I long
for your gentleness.
II
Torn between sea mists
and solid land
Nights when I’ve ached
for a human hand
III
I’ll come to you
when the moon shines bright
But I must go free
with the first streak of light

traduzione italiana di Cattia Salto
I (LUI)
Dalle onde mi chiami
ombra del sogno, antico mistero.
Come mi mancano
le tue dolci carezze,
quanto desidero
la tua gentilezza.
II (Selkie)
Lacerata tra le brume del mare
e la terra ferma,
nelle notti in cui bruciavo dal desiderio 
di una mano umana.
III (Selkie)
Verrò da te
quando la luna splenderà luminosa,
ma devo andare via libera
al primo raggio di luce.

‘Ann an Caolas Od Odrum’ 

Julie Fowlis in “Gach Sgeul/Every Story” 2014, il brano è abbinato con ‘An Ròn’ e inizia a 1:29

Ann an Caolas Od Odrum
Far an coidleadh an ròn,
‘S far nach cluinnte guth duine
Ach fuaim tuinne ’s glog geòidh
Muime ‘g altram a pàistean
‘s i gan tàladh gu ciùin,
Gu bheil tulgadh nan cuantan
ga sìor luasgadh nan suain.
Hion da hion do hion da odar da
Hion da hion do hion da odar da
Hì o dan dao, hì o dan dao,
Hì o dan dao odar da, odar da

Muime ‘g altram a pàistean
‘s i gan tàladh gu ciùin,
Gu bheil tulgadh nan cuantan
ga sìor luasgadh nan suain.
An ròn rìoghail a’ gusgail,
‘n eala guileag ri thaobh,
A’ mhaighdeann-mhara ’s i bruadar
anns an uaigneas air laoch.
An ròn rìoghail a’ gusgail,
’n eala guileag ri thaobh,
A’ mhaighdeann-mhara ’s i bruadar
anns an uaigneas air laoch.
Ann an Caolas Od Odrum
far an coidleadh an ròn,
Is far nach cluinnte guth duine
ach fuaim tuinne ’s glog geòidh.

In the Narrows of Od Odrum
where the seals would sleep:
where a human voice was never heard,
only the sound of the waves
and the calling of geese
A stepmother nurses her children,
softly singing a lullaby
the movement of the waves
gently rocks them to sleep.
Hion da hion do hion da odar da
Hion da hion do hion da odar da
Hì o dan dao, hì o dan dao,
Hì o dan dao odar da, odar da.

A stepmother nurses her children,
softly singing a lullaby
the movement of the waves
gently rocks them to sleep.
The noble seal is mewling,
the swan singing beside him
the mermaid dreams
in solitude of a hero.
The noble seal is mewling,
the swan singing beside him
the mermaid dreams
in solitude of a hero.
In Caolas Od Odrum
where the seals would sleep
where a human voice was never heard,
only the sound of the waves
and the calling of geese.

Nello stretto di Od Odrum dove le foche dormivano: dove non si è mai udita voce umana,
solo il suono delle onde e il richiamo delle oche selvatiche
Una tata cura i bambini, cantando dolcemente una ninnananna
il movimento delle onde li culla dolcemente verso il sonno
Hion da hion do hion da odar da
Hion da hion do hion da odar da
Hì o dan dao, hì o dan dao,
Hì o dan dao odar da, odar da.

Una tata cura i bambini, cantando dolcemente una ninnananna
il movimento delle onde li culla dolcemente verso il sonno
La nobile foca piagnucola, il cigno canta accanto a lei
la sirena sogna in solitudine di un eroe
La nobile foca piagnucola, il cigno canta accanto a lei
la sirena sogna in solitudine di un eroe
Nello stretto di Od Odrum dove le foche dormivano: dove non si è mai udita voce umana,
solo il suono delle onde e il richiamo delle oche selvatiche


I vocalizzi ricordano i richiami rivolti agli animali tipici dei paesi nordici (i croon scozzesi) e scandinavi (Kulning)

The vocalizations recall the calls the Scottish croons and the Scandinavian kulnings.

Selkie song

LINK
http://www.musicweb-international.com/bantock/budd.htm

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13136
http://homepages.sover.net/~chughes/jlc/essays/seals.html https://archive.org/stream/songsofhebridesf00kenn#page/n1/mode/2up http://homepages.sover.net/~chughes/jlc/essays/seals.html https://urresearch.rochester.edu/institutionalPublicationPublicView.action;jsessionid= D4880D32953DCE531C0B60F225B615F6?institutionalItemId=24996 http://blog.naturalcontemplative.com/2009/01/singing-of-seals.html http://theroseandchestnut.com/2014/04/15/seven-tears-into-the-sea-the-male-roots-of-selkie-legends/
https://thesession.org/recordings/4322
https://digital.nls.uk/an-comunn-gaidhealach/archive/126109301?mode=transcription

(Cattia Salto novembre 2014 e aggiornamenti 2019/2020)

Pubblicato da Cattia Salto

folklorista delle Terre Celtiche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.