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Terre Celtiche Blog

Liti Kjersti og Bergekongen

Liti Kjersti og Bergekongen
Il re della montagna e la giovane sposa umana
Il re mago e la principessa, di Axel Törneman 1925

Liti Kjersti og Bergekongen (in italiano La piccola Kjersti e il Re della montagna) è una antica ballata proveniente dalla tradizione norvegese. La sua popolarità fu tale da diffondersi anche con numerose varianti in Danimarca, Svezia e nelle isole Fær Øyer.

Nelle ballate che narrano dei rapimenti fatati o dei tragici amori tra razze diverse sono i cavalieri elfi o le figlie del re degli elfi a fare da modello, raramente si canta dei nani.
Questo filone è proprio una rara testimonianza di questa memoria perduta sul popolo delle Montagne.

Della stessa storia si conosce anche la versione in cui la fanciulla che resta ammaliata dal suono del Haugebonden (il re dei Nani) e decide di seguirlo nel suo tumulo fatato. Si tratta di un filone ballatistico detto degli “incantesimi della montagna
Vittime predilette dell’incantesimo alpestre erano le fanciulle, giovani e belle, che facilmente si perdevano nei boschi e altrettanto facilmente si lasciavano condurre nel ventre della montagna, ammaliate da promesse di ricchezza o di libertà. Le ragazze non andavano volentieri con esseri mostruosi, per cui era solo per mezzo di un potente incantesimo che si poteva ottenebrare la loro mente e una volta rapite, comprendevano la loro disgrazia: in alcune narrazioni, le vittime riescono a ottenere favori, in altre le vittime vengono ulteriormente “incantate” con pozioni che inducono l’oblio e dimenticano il loro passato.  (Annalisa Maurantonio)

Bergekongen
l’incantesimo della montagna: il bergtatt. dipinto di John Bauer (1915)

Il Re dei Nani

Una giovane fanciulla viene data in moglie dal padre fabbro, al Re della Montagna, il Re dei Nani (in danese Dværgekongen, in norvegese Haugebonden). La razza dei nani, creature fatate che vivono nelle viscere delle montagne, è nata, secondo la mitologia norrena, dalle carni pietrificate del gigante Ymir.
Guardiani delle miniere e custodi di monili e monete d’oro, gioielli e pietre preziose sono partecipi dei segreti delle piante e dei minerali, sono i custodi del fuoco primordiale e conoscono l’arte di forgiare i metalli per plasmare le armi degli dei. Sono anche i guardiani dei tesori depositati nei tumuli funerari e più in generale dei tesori nascosti sottoterra e proverbiale è la loro sapienza; i nani sono esperti di incantesimi e di rune. (continua)

Liti Kjersti og Bergekongen

In questa versione Kjersti accetta a malincuore il matrimonio con il troll. In altre versioni è lo stesso padre che la vende o è lei a lasciarsi allettare dalle promesse di ricchi doni; qui invece cede alle minacce del Troll.
Per impedirle ogni velleità di fuga (o per alleviare le pene della fanciulla) il re le fa bere una bevanda magica che le farà dimenticare ogni ricordo della sua vita precedente.
A corollario del tema principale anche il concepimento di una numerosa figliolanza.

Ho trovato due video musicali, il primo dei Kong Lavring in versione quasi integrale

Kong Lavring

Liti Kjersti ho var seg so lite eit viv,
– brunfolen rinner lett –
ho kunde ‘kje råda sitt unge liv.
Det regner og det blæs
Langt nord i fjellom
djupt under hellom der leikar det. 


Bergekongen kom seg ridand’ i gård
Pål gullsmed ute for honom står.
[«Velkommen, bergekongen, heim til min,
No hev eg bryggja og blanda vin.»
«Eg er ‘kje um anten brygg ell’ bland,
Eg er meir um liti Kjersti, det liljevand[1].»
«Liti Kjersti ho er berre barnet endå,
Ho kann ikkje vera si moder ifrå.»
Liti Kjersti ho seg inn um døri steig,
Bergekongen tykte at soli skein.
Bergekongen klappa på høyendi blå:
«Kom her, liti Kjersti, og set deg på!»
«Eg vil ikkje sitja, eg kann vel stå,
Seg meg ditt ærend, so vil eg gå.»
«Å kjære mi dotter, du tala ‘kje so,
Det er no den festarmann du skal få.»
«Her er so mang ein kristen mann,
Du tarv meg ‘kje gjeva eit troll uti hand.»
«Må eg deg ikkje med godom få,
So vil eg lata elden gjenom farsgarden gå.»
«Fyrr elden skal gjenom farsgarden gå,
Fyrr lyt du no meg med godom få.»]

Bergekongen ha’ seg ein gangare spak,
Han sette liti Kjersti på hans bak.
[So reid dei seg gjeom djupe dal,
Liti Kjersti ho gret og bergekongen kvad.]
So reid dei berget tri gonger ikring,
Og berget det opnast so dei kom der inn.
[Dei sette liti Kjersti på sylvarstol,]
Dei gav henne drikke av raude gullhorn.

[Den fyste drykken liti KJersti ho drakk,
Dei kristne landi ho endå gat.
«Kvar er du fødd, og kvar er du bori?
Og kvar er dine jomfruklæde skorne?[2]»
«I Noreg er eg fødd, og der er eg bori,
Og der er mine jomfruklæde skorne.»
Den andre drykken liti Kjersti ho drakk,
Dei kristne landi ho endå gat.
Di gav henne drikke av raude gullhorn,]

Dei slepte der nedi tri villarkorn (3).
Den tridje drykken liti Kjersti ho drakk,
Dei kristne landi ho aldri mer gat.
“Kvar er du fødd, og kvar er du bori?
Kvar er dine jomfruklæde skorne?’
[«I berget er eg fødd, og der er eg bori,
Og der er mine jomfruklæde skorne.»]
“I berget vil eg leva, og der vil eg døy.
– brunfolen rinner lett –
“Og der er eg kongens festarmøy.”
Hu! det regner og det blæs.
For langt nord i fjellom
djupt under hellom, der leikar det.

La piccola Kjersti era una così tenera fanciulla
– il puledro marrone veloce corre sulla radura-
non era ancora in grado di decider per sé
Ma fuori piove e il vento ulula
lassù a nord sulla montagna oscura
qualcuno suona per te.


Il Re della montagna cavalca verso la fattoria
Pål il fabbro aspetta davanti la sua fattoria
[«Benvenuto, o Re della montagna, a casa mia
il vino buono ho appena fermentato e versato
«non sono venuto qui per il vino fermentato
sono qui per la piccola Kjersti, gioia mia»
«Kjersti è poco più che una bambina,
non può vivere senza la madre»
Kjersti dall’uscio della porta si avvicina
il Re della montagna come un sole appare
Il Re della montagna la invita a entrare.
«vieni qui, piccola Kjersti, e mettiti a sedere
«Non voglio sedermi, in piedi voglio restare
Dimmi cosa pretendi e poi posso andare»
«Oh figlia mia amata, non parlare così
presto sarà il tuo sposo»
«Ci sono così tanti uomini cristiani qui/non dovevi
concedere la mia mano a un essere mostruoso»
«Se non verrai con me con le buone
brucerò la fattoria di tuo padre»
«Prima che tu bruci la fattoria di mio padre
verrò, dunque, con te con le buone”]

Il re della montagna era giunto a cavallo
e pose Kjersti sul dorso del suo destriero
[Poi cavalcarono lungo il profondo vallo
Kjerst piangeva, il Re cantava fiero]
Tre giri intorno alla montagna fecero
e il monte si aprì per farli entrare
[pose Kjersti su un trono di argento vero]
e da un calice d’argento la fece dissetare

[La piccola Kjersti, dopo il primo sorso
ricordava ancora la terra dei cristiani
«Dove sei nata e dove abiti in corso?
Dove sono stati cuciti i tuoi abiti virginali?
«In Norvegia sono nata, lì io abito
e li i miei abiti confezionarono»
al secondo sorso, Kjersti subito
della terra dei cristiani si rimembrò
Le porse allora un corno d’oro rosso]

tre semi di fior di loto dentro riversò
la piccola Kjersti al terzo sorso
la terra dei cristiani per sempre dimenticò
«Dove sei nata e dove vivi?
E dove sono stati cuciti i tuoi vestiti?»
[«Nella montagna sono nata e abito ivi
e qua sono stati cuciti i miei vestiti»]
«Nella montagna vivo e qui morirò
-il puledro marrone veloce corre nella radura-
«E la diletta sposa sono del re”
Oh! Piove e il vento ulula
lassù a nord sulla montagna oscura
qualcuno suona per te.

NOTE
Traduzione italiana e note di Annalisa Maurantonio da norlit.wordpress.com.
Tra parentesi quadre i versi omessi, tra parentesi tonde le note di Cattia Salto
[1]  Liljevand è un termine composto da lilje – giglio (fiore sinonimo di purezza e giovinezza) e vand/vånd un termine arcaico per indicare una ragazza molto avvenente. La locuzione sta per “bella come un giglio”. Nella traduzione per mantenere la rima e alludere alle “proprietà” del Re della montagna che colleziona gioielli e pietre preziose si è optato per l’espressione “gioia mia” che ugualmente allude alla perfezione della fanciulla.
[2] Gli abiti tradizionali norvegesi si distinguono per alcuni dettagli tra abiti per donne sposate e per giovani non sposate
(3) villarkorn letteralmente grano selvatico; si tratta in realtà di un escrescenza che si forma sul ginepro

Gåte in una versione ridotta ai minimi termini

Liti Kjersti ho var seg så liti eit viv,
Brunfolen løyper lett.
Ho kunne ikkje råde sitt unge liv.
Men det regnar og det bles.
For langt nord i fjello,
djupt under hello der leikar det.

Velkomen Bergjekongen, heim til min,
Brunfolen løyper lett.
No hev eg bryggja og blanda vin.
Men det regnar og det bles.
For langt nord i fjello,
djupt under hello der leikar det


Dei gav henne drikke av raude gull honn, Brunfolen løyper lett.
Dei slept der nedi tri villar kônn.
Men det regnar og det bles.
For langt nord i fjello,
djupt under hello der leikar det

I bergjet vil eg leva og der vil eg døy,
Brunfolen løyper lett.
Og der er eg Kongjen festarmøy,
hu det regnar og det bles.
For langt nord i fjello,
djupt under hello der leikar det.

La piccola Kjersti era una così tenera fanciulla
– il puledro marrone veloce corre sulla radura-
non era ancora in grado di decider per sé
Ma fuori piove e il vento ulula
lassù a nord sulla montagna oscura
qualcuno suona per te.

«Benvenuto, o Re della montagna, a casa mia
– il puledro marrone veloce corre sulla radura-
il vino buono ho appena fermentato e versato”
Ma fuori piove e il vento ulula
lassù a nord sulla montagna oscura
qualcuno suona per te.


Le porse allora un corno d’oro rosso
– il puledro marrone veloce corre sulla radura-
tre semi di fior di loto dentro riversò
Ma fuori piove e il vento ulula
lassù a nord sulla montagna oscura
qualcuno suona per te.

«Nella montagna vivo e qui morirò
– il puledro marrone veloce corre sulla radura-
«E la diletta sposa sono del re»
Oh! Piove e il vento ulula
lassù a nord sulla montagna oscura
qualcuno suona per te.

NOTE
Traduzione italiana di Annalisa Maurantonio da norlit.wordpress.com

Liti Kjersti og Bergekongen

Hind Etin (Child # 41) -trad scozzese)

Jomfruen og Dværgekongen (trad danese)
Liti Kjersti og Bergekongen (trad norvegese)
Liti Kjersti og Elvekjongen (trad norvegese)
Liti Kjersti og Haugebonden (trad norvegese)

LINK

http://songbat.com/archive/songs/norwegian/liti-kjersti-og-bergekongen
https://norlit.wordpress.com/2020/08/04/la-piccola-kjersti-e-il-re-della-montagna/


Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

2 Risposte a “Liti Kjersti og Bergekongen”

  1. https://www.youtube.com/watch?v=emejhbgxS-c&list=PLJPx26pQxXRZ5VuaLKUYw2AagSSBSkxKd&index=43
    Io conoscevo questa versione che per me è un capolavoro, una traduzione di Roberto Giretto si trova qui:
    https://sezionescandinavistica.weebly.com/landstad.html
    Agnes Buen Garnas è una cantante incredibile anche se ha inciso poco, proveniente da una di quelle famiglie che custodiscono una tradizione intera. Che meraviglia “Il Draumkvedet” la grandiosa ballata visionaria di cui non si conosce l’autore, per fortuna se ne interessarono il folklorista Olea Croger e il pastore protestante Magnus Brostrup Landstad, verso il 1840. Nel 1987 Agnes ha inviato a Garbarek un nastro di ballate antiche medievali norvegesi cantate a cappella e questo fu uno dei risultati: la fiera cavalcata di Rosensfole, con le sue redini in seta, la sella adornata di pietre preziose e che mangiava il grano solo se era dentro corna d’argento:
    https://www.youtube.com/watch?v=UrN-tJ9D0EM

    1. Molto interessante il canto e molto brava Agnes Buen Garnas; però a parte il soggetto la storia è un’altra -altrettanto affascinante- mi segno anche questa tra i nuovi filoni di studio

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