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Terre Celtiche Blog

Hind Etin

Hind Etin (Young Akin) è una ballata tradizionale proveniente dalla Scozia, raccolta da Frances James Child al numero 41. La storia è probabilmente derivata dalla ballata danese “Jomfruen og Dværgekongen” essendo peraltro un tema diffuso nelle ballate scandinave.

Hind Etin


Hind Etin (Child # 41)
Jomfruen og Dværgekongen (trad danese)
Liti Kjersti og Bergekongen (trad norvegese)
Liti Kjersti og Elvekjongen (trad norvegese)
Liti Kjersti og Haugebonden (trad norvegese)

Così scrive Riccardo Venturi “Con Hind Etin siamo veramente agli albori della cultura occidentale. La ballata fu comunicata al Motherwell per la sua Minstrelsy (pp. 287-290) da Peter Buchan, il quale, a sua volta, l’aveva ricevuta da un certo James Nicol di Strichen; altre versioni furono registrate fino agli anni ‘20 di questo secolo, una delle quali da Gavin Greig.
Hind sembra essere l’anglosassone hina “giovane servo, sguattero” e, per esteso, “giovane” (inglese medio hine; ma potrebbe trattarsi anche di una variante di kind “cortese, gentile”; v. anche Hind Horn); ma quel che più interessa è Etin, formalmente corrispondente all’islandese jötunn “gigante” (ed ancora conservato nello scozzese ettin). Il punto di partenza sarebbe dunque il rapimento di una giovane donna da parte di un gigante, vale a dire di una delle figure primordiali della mitologia europea e germanica.” in Il soprannaturale e remote tradizioni popolari

Hind Etin prende lo stesso abbrivio della ballata Tam Lin: Lady Margaret nel suo castello a ricamare, sente una musica provenire dal bosco e d’impulso la segue. Appena strappa un ramo compare Etin che la rapisce e la porta nella sua grotta. Passano gli anni e Margaret mette al mondo sette figli.

Della ballata al momento abbiamo solo un paio di ricostruzioni tramite il folk revival più recente.

Young Hasting the groom

Young Hasting the groom è la versione consegnata da Peter Buchan a Motherwell per il suo Minstrelsy. (Child ballad#41C)

Scrive a proposito il Venturi “La ballata è strutturata in flashes rapidissimi, e le varie scene non ci restano sempre chiarissime; appare comunque evidente che la donna è consenziente ad essere rapita (e, nel nostro testo, il suo amante è un groom, qui nel significato di “giovane gentiluomo”, ma etimologicamente connesso con la radice indeuropea sia dell’ “uomo” [lat. homo] che della “terra” [lat. humus]). Il tutto parrebbe dunque simboleggiare alcune delle forze principali, la terra, la virilità, la fecondità. Durante il rapimento, il gigante-uomo crea la nebbia, prende la sua donna e si reca in una foresta (l’ambiente magico-sacrale primitivo per eccellenza); qui la coppia vive di caccia, e tutto questo ci riporta alle atmosfere originarie ed ai primi abitatori della “foresta verde”. Qui la donna partorisce sette volte (naturalmente un numero carico di significati simbolici); ma appare abbastanza chiaro, ad un certo punto, che il suo amante si stanca di lei e la abbandona sola nella foresta coi figli per tornarsene alla sua dimora.”

A questo punto si inserisce l’elemento cristiano, ovviamente posteriore, su un impianto che conserva tutte le sue caratteristiche culturalmente più remote. La donna, che è costretta da oltre dieci anni a vivere in una grotta (e qui s’intravede un tratto veramente preistorico, unico in tutte le ballate tradizionali) decide di abbracciare la “vera fede”… Il finale della ballata è interamente cristiano: il figlio maggiore suggerisce semplicemente di recarsi tutti insieme ad una chiesa e di farsi battezzare (ma è curiosa la specificazione del figlio quando dice alla madre che “le chiese son fatte di pietra”; forse per rassicurarla che sarebbe stata al sicuro dall’ira del gigante?). Con il battesimo e la redenzione della donna e dei suoi figli si avverte un passaggio epocale: dalla foresta primordiale si passa alla chiesa, e l’umanità preistorica sfuma nel mondo attuale lasciando i suoi ultimi deboli echi.
in Il soprannaturale e remote tradizioni popolari

Gavin Davenport Young Hastings in Brief Lives 2010


O well love I to ride in a mist
And shoot in a norther wind,
And far better a lady to steal
That’s come of a noble kind.
Four-and-twenty young ladies
Put on that lady’s sheen,
And as many young gentlemen
Did lead her o’er the green.

Yet she preferred before them all
Him, young Hastings the Groom;
He’s coosten a mist before them all
And away this lady has ta’en.
He’s taken the lady on him behind,
Spared neither the grass nor corn,
Till they came to the wood of Amonshaw
Where again their loves were sworn.

And they have lived in the wood
Full many a year and a day,
And were supported from time to time
By what he made of prey.
And seven bairns, fair and fine,
There she has born to him,
And never was in good church door
Nor never gat good kirking.
Once she took harp into her hand
And harped them asleep;
Then she sat down at their couch side
And bitterly did weep.

[Said, seven bairn have I born now
To my lord in the ha’;]
I wish they were seven greedy rats
To run upon the wa’,
And I mysel’ a great grey cat
To eat them ane an’ a’.

[For ten long years now I have lived
Within this cave of stane,
And never was at good church door
Nor got no good churching.
O then outspak her eldest child,
And a fine boy was he:
O hold your tongue, my mother dear,
I’ll tell ye what to dee:
Take you the youngest in your lap,
The next youngest by the hand;
Put all the rest of us you before,
As you learnt us to gang.
And go with us into some kirk,
You say they are built of stane –
And let us all be christened,
And you get good kirking.
She took the youngest in her lap,
The next youngest by the hand –
Set all the rest of them her before,
As she learnt them to gang.
And she has left the wood with them
And to a kirk has gane,
Where the good priest them christened
And gave her good kirking.]

Traduzione italiana Riccardo Venturi*
Mi piace proprio cavalcar nella nebbia
E tirar d’arco col vento del nord;
Ma ancor di più rapire una donna
Nata da nobil casato.
Ventiquattro dame misero
Le scarpe a quella signora (1),
Altrettanti giovanotti
La condussero sul prato. (2)

Ma più di tutti preferiva
Il giovane gentiluomo Hastings;
Ha fatto venire la nebbia
E ha portato via quella dama.
Ha preso con sé la signora
Calpestando erba e grano,
Finché son giunti al bosco di Amonshaw
Dove ancor si giurarono amore (3).

Vissero in quella foresta
Per molti anni, molti giorni,
Campando di tanto in tanto
Di quello che cacciavano.
Sette bei bambini
Lei gli ha partorito,
Ma mai aveva messo piede in chiesa
E non era mai stata battezzata.
Una volta prese l’arpa in mano
E li addormentò tutti suonando;
Poi sedette fianco al loro letto
E pianse amaramente.

[“Ho partorito sette figli
Al mio signore nel castello;]
“Vorrei fossero sette grassi topi (4)
Che corrono sulle mura,
Ed io, invece, un gran gatto grigio
Che se li mangia tutti.”

[Dieci lunghi anni ho vissuto
In questa grotta di pietra,
E mai sono entrata in chiesa,
Per esser battezzata.
Parlò allora il suo figlio maggiore,
Ed era proprio un bel ragazzo:
“Stai zitta, madre mia cara,
Ti dirò cosa fare:
“Prendi il più piccolo in grembo
E il penultimo per mano;
Tutti gli altri davanti a te,
Come ci insegnasti a camminare.
Vai assieme a noi a qualche chiesa
Dici che son fatte di pietra,
Facci battezzare tutti,
E fatti battezzare anche te.”
Prese il più piccolo in grembo,
Il penultimo per mano –
Tutti gli altri davanti a lei
Come gl’insegnò a camminare.
Ha lasciato il bosco assieme a loro
Ed è andata a una chiesa,
Dove il buon prete li battezzò
E battezzò anche lei.]

NOTE
* da Il soprannaturale e remote tradizioni popolari (saggio di Riccardo Venturi su “Ballate popolari Angloscozzesi (Child Ballads)”
Gavin Davenport segue quasi integralmente le prime strofe, ma poi ricostruisce la parte centrale e finale.
Al momento si riporta integralmente solo la versione originaria, mettendo sotto parentesi quadre il testo omesso.

  1. ho corretto il verso, credo che qui si voglia dire che le ancelle della dama l’aiutarono a vestirsi; 24 è un tipico numero utilizzato nelle ballate tradizionali per indicare uno stuolo di servitori
  2. si tratta del giardino delle delizie, cioè quella parte del giardino medievale destinato al piacere e allo svago, abbellito con piante ornamentali e statue; arredato con panchine, padiglioni o pergolati in cui le dame e i cavalieri si trastullavano danzando e facendo musica, conversando, giocando a scacchi o a palla
  3. il rapimento della fanciulla non è un atto violento, o lei deve fare buon viso a cattivo gioco
  4. l’immagine ricorre anche in altre ballate

Hind Etin

Questa riscrittura è di Jim Moray che fin dagli esordi musicali si è cimentato nella riproposizione della ballata tradizionale. Le prime strofe riprendono la versione di Child #41 A.

Jim Moray Skulk 2012

Lady Margaret sits in her father’s door,
Sewing at her silken seam;
She heard a note from Elmond’s wood,
And wished she was there.
She threw a needle to her side,
And the (treat???) down to her knee,
She is gone to Elmond’s wood
As fast as she could fly.

She is walked among the (Osseling???)’s woods
and sat down by a stone
And by her came a ???
Says, Lady, “lat alane.
Vou may no pull a flowers here
no (sheaten???) this tree.
For I am the keeper o this wood:
and none may govern me.”

I heard a note from Elmond’s wood


They lived inside the royal house,
with all .. and glee,
And when the king was deceased,
Heir of the crown was she.

Lady Margaret siede all’uscio di casa
e cuce al suo ricamo;
sentì una melodia dal bosco di Elmond,
e avrebbe voluto trovarsi là.
Mise l’ago da parte,
e .. giù ai suoi piedi,
ed è andata nel bosco di Elmond
volando il più velocemente possibile.

Camminava tra i boschi di Osseling
e si sedette vicino a una pietra
E da lei venne un …,
Dice, signora, “Lascia stare.
Non puoi cogliere un fiore qui
e nessun ramo dall’albero.
Perché io sono il custode di questo bosco:
e nessuno può governarmi.”

Ho sentito una musica dal bosco di Elmond


Vissero nella casa del re
con .. e in allegria
e quando il re morì
lei divenne l’erede della corona

NOTE
il testo di Jim Moray al momento non è disponibile so solo riportato i primi versi e il finale, in attesa di un rilascio del testo in rete.

LINK

https://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch041.htm
https://www.8notes.com/scores/4888.asp?ftype=gif
http://sniff.numachi.com/pages/tiHINDETIN;ttHINDETIN.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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