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THE HIGHWAYMAN

Nel  1906 il poeta inglese Alfred Noyes scrive una ballata dal titolo “The Highwayman”  il racconto in rima di un tragico amore tra un tenebroso e affascinante bandito settecentesco e Bess (diminutivo di Elisabetta) la bella figlia dai lunghi capelli neri del locandiere.
Una natura romantica e tipicamente gotica fa da cornice alla storia.

IL BANDITO GENTILUOMO

La tradizione letteraria di questo “bandito gentiluomo” arriva dal medioevo europeo, in particolare dalla penisola italiana, Eric Hobsbawm definì il fenomeno «banditismo sociale», così riassume brillantemente nel suo saggio Federica Veglia Con l’espressione di «banditismo sociale» Hobsbawm si riferisce all’emergenza, in aree contadine in genere marginali, soggette ad un dominio non accettato e in momenti di forte cambiamento sociale, di persone o gruppi di persone che commettono azioni considerate punibili dalla legge e dall’autorità costituita ma non considerate colpevoli dalle comunità di appartenenza. Il fatto storico che secondo lo studioso suscita il maggiore interesse, però, è proprio la trasfigurazione leggendaria che di tali personaggi viene data: secondo l’autore essa è originata dalla necessità di idealizzare, e rendere compatibile con le aspirazioni di cambiamento e rinnovamento, un comportamento che si dimostra innanzi tutto libero e privo di legami, noncurante dell’autorità, ispirato a valori di equità assoluta e moderazione nell’uso della violenza, e spesso determinato da un torto iniziale subito ingiustamente” (tratto da qui)

Il nostro bandito di strada assalta le carrozze e le diligenze ma è sempre cortese e galante con le dame.
“Le campagne irlandesi del Seicento-Settecento erano la terra degli highwaymen fuorilegge (outlow) dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!!
Anche sul versante scozzese non mancavano i briganti che rapinavano gli incauti viaggiatori, ed erano per lo più rampolli di clan sconfitti ed espropriati delle loro terre in favore di clan più potenti e “prepotenti” che si davano alle razzie di bestiame e al bracconaggio vivendo nella macchia. Il Border scozzese era il Far West del Medioevo e anche qui nel 1600 spuntano gli highwaymen (che nel secolo precedente erano detti reivers)”. (tratto da qui)

Anche in America il bandito gentiluomo è parte del “Leggendario West” l’uomo che nel “nuovo mondo della libertà” subisce un’ingiustizia o viene coinvolto in una faida tra pistoleri (dopo un passato onesto se non proprio eroico) e si getta alla macchia e alla rapina (da Charles Earl Bowles alias Black Bart a Jesse James).
Così possiamo definire il bandito gentiluomo letterario come l’ultimo cavaliere che combatte la tirannia, una sorta di campione del popolo, vendicatore dei torti; nell’Ottocento e poi Novecento però il personaggio diventa più “solitario” e si specializza nel furto con destrezza o nelle truffe ai danni dei potenti, ma non uccide mai di proposito se non come autodifesa o per giusta vendetta.

Illustrazione di Charles Mikolaycak

IL SACRIFICIO PER AMORE

Alfred Noyes è considerato un poeta e narratore minore ma molto popolare ancora oggi in Gran Bretagna.  “The Highwayman” descrive  il sacrificio di Betta la figlia del taverniere, presa come esca dalla soldataglia inglese (legata stretta ad un moschetto usato come minaccia) che si appostano nella locanda per la cattura del bandito; il tranello è sventato dalla  fanciulla che fa scattare il grilletto del moschetto ferendosi mortalmente: il bandito fugge l’imboscata ignaro dell’accaduto, ma all’alba viene a sapere la notizia e ritorna sui suoi passi lanciandosi folle di rabbia contro il fuoco dei soldati che lo uccidono in strada come un cane. E il suo fantasma ritorna nelle notti di luna piena.

Illustrazione di Charles Mikolaycak

ASCOLTA Loreena McKennitt in The Bool of Secrets1997

oppure nella clip meravigliosamente illustrata di Bruno Adams VEDI

Lyrics Alfred Noyes
I
The wind was a torrent of darkness among the gusty trees,
The moon was a ghostly galleon tossed upon cloudy seas,
The road was a ribbon of moonlight, over the purple moor,
And the highwayman came riding-
Riding-riding-
The highwayman came riding, up to the old inn-door.
II
He’d a French cocked-hat on his forehead, a bunch of lace at his chin,
A coat of the claret velvet, and breeches of brown doe-skin;
They fitted with never a wrinkle:
his boots were up to the thigh!
And he rode with a jewelled twinkle,
His pistol butts a-twinkle,
His rapier hilt a-twinkle, under the jewelled sky.
III
Over the cobbles he clattered and clashed in the dark inn-yard,
And he tapped with his whip on the shutters, but all was locked and barred;
He whistled a tune to the window (1), and who should be waiting there
But the landlord’s black-eyed daughter,
Bess, the landlord’s daughter,
Plaiting a dark red love-knot into her long black hair
IV
“One kiss, my bonny sweetheart, I’m after a prize to-night,
But I shall be back with the yellow gold before the morning light;
Yet, if they press me sharply,
and harry me through the day,
Then look for me by moonlight,
Watch for me by moonlight,
I’ll come to thee by moonlight, though hell should bar the way.”
V
He rose upright in the stirrups; he scarce could reach her hand,
But she loosened her hair i’ the casement! His face burnt like a brand
As the black cascade of perfume came tumbling over his breast; And he kissed its waves in the moonlight, (Oh, sweet black waves in the moonlight!) Then he tugged at his rein in the moonlight, and galloped away to the West.
[instrumental]
VI
He did not come in the dawning; he did not come at noon;
And out o’ the tawny sunset, before the rise o’ the moon,
When the road was a gipsy’s ribbon, looping the purple moor,
A red-coat troop came marching-
Marching-marching-
King George’s men came marching,
up to the old inn-door.
VII
They said no word to the landlord, they drank his ale instead,
But they gagged his daughter and bound her to the foot of her narrow bed; Two of them knelt at her casement, with muskets at their side!
There was death at every window;
And hell at one dark window;
For Bess could see, through the casement, the road that he would ride.
VIII
They had tied her up to attention, with many a sniggering jest;
They bound a musket beside her, with the barrel beneath her breast!
“Now keep good watch!” and they kissed her.
She heard the dead man say- Look for me by moonlight; Watch for me by moonlight;
I’ll come to thee by moonlight, though hell should bar the way!
IX
She twisted her hands behind her; but all the knots held good!
She writhed her hands till here fingers were wet with sweat or blood!
They stretched and strained in the darkness, and the hours crawled by like years,
Till, now, on the stroke of midnight,
Cold, on the stroke of midnight,
The tip of one finger touched it!
The trigger at least was hers!
[instrumental]
X
Tlot-tlot; tlot-tlot! Had they heard it? The horse-hoofs ringing clear;
Tlot-tlot, tlot-tlot, in the distance? Were they deaf that they did not hear?
Down the ribbon of moonlight, over the brow of the hill,
The highwayman came riding,
Riding, riding!
The red-coats looked to their priming! She stood up strait and still!
XI
Tlot-tlot, in the frosty silence!
Tlot-tlot, in the echoing night!
Nearer he came and nearer!
Her face was like a light!
Her eyes grew wide for a moment; she drew one last deep breath,
Then her finger moved in the moonlight,
Her musket shattered the moonlight,
Shattered her breast in the moonlight and warned him-with her death.
XII
He turned; he spurred to the West;
he did not know who stood
Bowed, with her head o’er the musket, drenched with her own red blood!
Not till the dawn he heard it, his face grew grey to hear How Bess, the landlord’s daughter, The landlord’s black-eyed daughter, Had watched for her love in the moonlight, and died in the darkness there.
XIII
Back, he spurred like a madman, shrieking a curse to the sky,
With the white road smoking behind him and his rapier brandished high!
Blood-red were his spurs i’ the golden noon; wine-red was his velvet coat,
When they shot him down on the highway,
Down like a dog on the highway,
And he lay in his blood on the highway, with a bunch of lace at his throat.
XIV
And still of a winter’s night, they say, when the wind is in the trees,
When the moon is a ghostly galleon tossed upon cloudy seas,
When the road is a ribbon of moonlight over the purple moor,
A highwayman comes riding-
Riding-riding-
A highwayman comes riding, up to the old inn-door.
Tradotto da Luna Stella Tasso *
I
Torrente di tenebra è il vento,
fra gli alberi impetuosi
La luna è vascello spettrale,
tra nuvole e marosi
La strada è un bel nastro d’argento, sulla rossastra landa
Arriva a cavallo un brigante,
cavalca, sì, cavalca,
A cavallo, arriva un brigante, arriva alla locanda
II
Sul capo ha un tricorno francese, trine al mento son vanto,
le brache di daino e un cappotto in velluto amaranto,
stivali alti fino alla coscia, è curato il suo aspetto (1)
al fianco prezioso sfavilla calcio di rivoltella
e sotto a quel cielo scintilla l’elsa dello stiletto.
III
I passi scandiscon cadenza, sui ciottoli in cortile
Serrati son tutti i battenti, sibila lo staffile,
[fischia una melodia alla finestra (2)]
per chi  lo aspetta,
nascosta dietro al muro,
dolce Elisa dagli occhi neri, dell’oste bella figlia
[s’intreccia un fiocco rosso sui lunghi capelli neri]
IV
“Baciami, mia dolce fanciulla, stanotte c’è un tesoro,
se lo prendo prima dell’alba, poi torno a te con l’oro.
[ma se mi tendono un agguato
e mi stanno dappresso tutto il giorno]
allora aspettami con il chiaro di luna,
cercami al chiardiluna
verrò da te al chiaro di luna,
non mi ferma l’inferno (3)”
V
Lui dalle staffe poi si allunga,
la man le sfiora a stento
Lei si scioglie per lui i capelli,
cascata giù nel vento
aspira il soave profumo, rosso di brace ardente
baciando le dolci onde nere,
sotto al chiaro di luna
Poi sprona il destriero e galoppa nel vento ad Occidente
[strumentale]
VI
Non torna con l’alba nè a giorno, non torna quand’imbruna
nemmeno col rosso tramonto, al sorger della luna
La strada è un nastro gitano, si snoda nella landa,
son soldati scarlatti in marcia, arrivano, arrivano:
Re Giorgio ha mandato i soldati alla vecchia locanda
VII
Non parlano all’oste, ma bevon bruna birra di malto,
dopo aver legato sua figlia ben stretta a un letto alto;
due sgherri nascosti in ginocchio, col fucile di fianco,
cela la morte ogni finestra, l’inferno a quella buia;
Attenta lei osserva la strada e cerca il passo suo stanco.
VIII
Legata è con grande attenzione, i nodi stringono tanto,
la canna dell’arma sul seno, avvinta a lei d’accanto
“E fai buona guardia!” le han detto, con quel bacio nefando (4)
Lei sente all’orecchio una voce – verrò al chiar di luna; [aspettami al chiardiluna]
Tornerò qui al chiaro di luna, anche inferno beffando!”
IX
Lei torce le mani tra i nodi, presa dal suo dolore,
Finchè son bagnate le dita di sangue e di sudore!
[li tira e forza nel buio]
di sonno sbadiglian nel buio; eterne son le ore
ma ecco che al freddo rintocco, mezzanotte suonata
col dito lei sfiora il grilletto, che mira dritto al cuore!
[strumentale]
X
Clip-clop; clip-clop! L’han sentito?
Il suo zoccolo ardito?
Clip-clop; clip-clop, non è lontano.
Son sordi o l’hanno udito?
Dal nastro del chiaro di luna, sulla collina, al ciglio,
Arriva a cavallo il brigante, cavalca, sì cavalca,
Le giubbe rosse hanno la preda, lei s’alza con fier piglio.
XI
Clip-clop, nel silenzio glaciale! Clip-clop, notte spettrale
Arriva pian piano!
Lei freme, bianca come un fanale!
Ha occhi più grandi un istante, nel suo ultimo fiato
Poi il dito ritrova il grilletto, al chiaror della luna
[il moschetto esplode alla luna]
Esplode alla luna il suo petto, che avverte il suo amato
XII
Lui si volta e sprona a occidente;
non sa di lei che giace
col capo chino sul fucile,
sangue gorgoglia audace
Il suo volto è livido all’alba, apprende (5) la sciagura
[che Elisa la figlia dell’oste]
Elisa-occhi neri  di quell’oste la figlia
[ha atteso ] l’amato al chiaro di luna,
ed è morta in spregio alla paura
XIII
A rotta di collo ritorna,
impreca al dio beffardo
In strada brandisce la spada quasi fosse stendardo!
Speroni scarlatti nel sole, cappotto d’amaranto,
sparano su quella strada,
gli sparano come a un cane
in strada si copre di sangue,
la trina ch’era suo vanto.
XVI
Dicono che ancora d’inverno, tra venti tempestosi,
la luna è vascello spettrale tra nuvole e marosi,
Quando strada è nastro di luna sulla rossastra landa
Arriva a cavallo un brigante, cavalca, sì, cavalca
A cavallo arriva un brigante, arriva alla locanda

NOTE
* e alcune mie integrazioni; più aderente al testo la traduzione di Riccardo Venturi qui; nella versione della McKennitt sono state stralciate solo un paio di strofe in particolare quella del traditore che denuncia il bandito perchè innamorato della stessa donna
1) è un luogo comune  quello del bandito gentiluomo, sempre bello (e ben vestito), abile  spadaccino e provetto tiratore, forbito nel parlare e colto, a volte poeta, il prototipo del rubacuori.
2) il motivetto che il bandito fischietta è il loro codice segreto
3) il giuramento puntualmente si compie e il bandito ritorna alla locanda come spirito inquieto nelle notti di luna piena
4) il poeta non dice ma nella realtà la soldataglia avrebbe violentato prima la fanciulla e poi l’avrebbe legata
5) altra locanda ma stessi brutti ceffi tra questi forse anche lo stalliere che l’aveva denunciato

Una decina d’anni prima già Phil Ochs aveva messo in musica “The Highwayman”
ASCOLTA  Phil Ochs live 1967

I Fleetwood Mac utilizzano la storia per il loro corto di Everywhere in Tango in the Night (1987) sul testo scritto da Christine McVie (rimasterizzato nel 2017 e pubblicato in formato cd, doppio cd con registrazioni rare e inedite  e deluxe)

Il testo non ha niente a che vedere con il filmato


I
Can you hear me calling
Out your name
You know that I’m falling
And I don’t know what to say
I’ll speak a little louder
I’ll even shout
You know that I’m pround
And I can’t get the words out
CHORUS
Oh I…
I want to be with you everywhere
Oh I…
I want to be with you everywhere
(Wanna be with you everywhere)
II
Something’s happening
Happening to me
My friends say I’m acting peculiarly
C’mon baby
We better make a start
You better make it soon
Before you break my heart
III
Can you hear me calling
Out your name
You know that I’m falling
And I don’t know what to say
Come along baby
We better make a start
You better make it soon
Before you break my heart
Tradotto da Cattia Salto
I
Riesci a sentirmi mentre invoco
il tuo nome?
Lo sai che mi sto innamorando
e non so cosa dire,
griderò un po’ più forte
Allora urlerò-
lo sai che sono orgogliosa
e non riesco a far uscire le parole.
CORO
Oh io
voglia stare con te dappertutto
Oh io
voglia stare con te dappertutto
voglia stare con te dappertutto
II
Sta accadendo qualcosa,
capita proprio a me
i miei amici dicono che sono strana,
dai piccolo
è meglio darsi una mossa,
è meglio che ti sbrighi
prima di spezzarmi il cuore
III
Riesci a sentirmi mentre invoco
il tuo nome?
Lo sai che mi sto innamorando
e non so cosa dire
vieni piccolo
è meglio darsi una mossa
è meglio che ti sbrighi
prima di spezzarmi il cuore

FONTI
Banditi e pirati nella narrativa medievale: alcuni casi di fuorilegge cortesi di Federica Vaglia (qui)
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Ladro_gentiluomo
http://lunastellailtasso.iobloggo.com/2/the-highwayman-by-sir-alfred-noyes/&y=2007&m=05
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=7152&lang=it
http://www.cgsbachelet.org/ilsalicenarrante/rubriche/literature-cafe.aspx?pag=5
https://philochsthing.wordpress.com/2013/12/30/the-highwayman-noyesochs/
https://medusaslibrary.com/2016/04/15/npm-15-the-highwayman/