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YE JACOBITES BY NAME

Giacobita è una parola sconosciuta ai più -che non siano di origini scozzesi (o Irlandesi o Inglesi) o accaniti lettori dei romanzi di Sir Walter Scott! Non è nemmeno un errore di battuta perchè i giacobiti furono i seguaci della casa scozzese degli Stuart (Stewart, Stuard) che sostennero il ritorno sul trono del ramo maschile della dinastia dopo la deposizione di re Giacomo II d’Inghilterra (nonché Giacomo VII di Scozia). Le rivolte giacobite che insanguinarono l’Inghilterra dal 1688 al 1746 non furono solo una lotta per la successione al trono e nemmeno una questione religiosa. In essa confluirono le speranze di indipendenza di due paesi, Irlanda e Scozia, che rivendicavano la loro autonomia, ma erano anche i colpi di coda del sistema di vita feudale dei clan scozzesi, non più al passo con i tempi..continua

Pettie_-_Jacobites,_1745

YE JACOBITES BY NAME

Circolò alla fine del 1745 la canzone “Ye Jacobites by name” una canzone anti-giacobita di aspro rimprovero verso gli insorti (della serie non tutti gli scozzesi erano giacobiti). Tra i versi della canzone si possono ripercorrere la fasi salienti di quella che sarà l’ultima rivolta per portare sul trono la dinastia Stuart.

VERSIONE ANTI-GIACOBITA 1745
CHORUS
You Jacobites by Name, now give Ear, now give Ear,
You Jacobites by Name, now give Ear;
You Jacobites by Name,
Your Praise I will proclaim,
Some says you are to blame for this Wear.
[Trad.italiano: Voi che vi chiamate Giabobiti, prestate orecchio e vi spiegherò il vostro errore  si dice che siate da incolpare per il vostro comportamento.]
I
With the Pope you covenant,
as they say, as they say,
With the Pope you covenant,
as they say,
With the Pope you covenant,
And Letters there you sent,
Which made your Prince(1) present to array.
II
Your Prince and Duke o’Perth(2),
They’re Cumb’rers o’ the Earth,
Causing great Hunger and Dearth where they go.
III
He is the King of Reef, I’ll declare, I’ll declare,
Of a Robber and o’ Thief,
To rest void of Relief when he’s near.
IV
They marched thro’ our Land cruelly, cruelly,
With a bloody thievish Band
To Edinburgh then they wan Treachery.
V
To Preston then they came,
in a Rout, in a Rout,
Brave Gard’ner murd’red then.
A Traitor did command, as we doubt(3).
VI
To England then they went,
as bold, as bold,
And Carlisle(4) they ta’en’t,
The Crown they fain would ha’en’t, but behold.
VII
To London as they went,
on the Way, on the Way,
In a Trap did there present,
No battle they will stent, for to die.
VIII
They turned from that Place,
and they ran, and they ran,
As the Fox, when Hounds do chace.
They tremble at the Name, Cumberlan'(5).
IX
To Scotland then they came,
when they fly, when they fly,
And they robb’d on every Hand,
By Jacobites Command, where they ly.
X
When Duke William(5) does command,
you must go, you must go;
Then you must leave the Land,
Your Conscience in your Hand like a Crow.
XI
Tho’ Carlisle ye took
by the Way,
Short Space ye did it Brook,
These Rebels got a Rope on a Day.
XII
The Pope and Prelacy,
where they came, where they came,
They rul’d with Cruelty,
They ought to hing on high for the same.

TRADUZIONE  di Cattia Salto
I Strofa
Si dice che con il Papa vi siate messi d’accordo, con il Papa vi siete messi d’accordo,
gli avete mandato delle  lettere
che hanno fatto schierare il vostro attuale Principe.(1)
II Strofa
Il vostro Principe e il Duca di Perth(2)
ovunque vanno sono Flagelli della Terra
che causano grande carestia e morte.
III Strofa
Io dico che egli è il Re dei Pirati,
dei rapinatori e dei ladri,
quando lui è vicino non c’è scampo.
IV Strofa
Hanno attraversato la nostra Terra
con ferocia
come una banda di ladri sanguinari, fino a prendere Edimburgo con il tradimento.
V Strofa
A Preston quando vennero
ci hanno messo in fuga,
il coraggioso Gardiner è stato ucciso, per ordine di un traditore(3), senza dubbio
VI Strofa
Poi in Inghilterra sono venuti
come bravi
e hanno preso Carlisle(4): avrebbero preso la Corona, ma attenzione
VII Strofa
Mentre sono andati verso Londra,
lungo  la via,
si trovarono intrappolati
ma non vollero ingaggiare una battaglia per la morte.
VIII Strofa
Si voltarono
e fuggirono
come la volpe quando i cacciatori la rincorrono, essi tremano al nome di Cumberland (5)
IX Strofa
Allora in Scozia
sono ritornati di corsa,
e derubarono a piene mani dove si accampavano, nel nome dei Giacobiti.
X Strofa
Quando il Duca Guglielmo(5) lo comanda,
dovrete andare,
dovrete lasciare il paese in pena come una nube di corvi.
XI Strofa
Anche se a Carlisle siete ritornati non l’avete tenuta a lungo,
i suoi occupanti ribelli sono stati impiccati lo stesso giorno
XII Strofa
Il Papa e i preti
dove sono venuti,
hanno governato con crudeltà,
li si dovrebbe impiccare come esempio.

NOTE
Bonnie Prince Charlie nel 17451) Bonnie Prince Charlie ossia Carlo Edoardo Stuart, nato a Roma nel 1720 passò la sua giovinezza tra Roma e Bologna, e sbarcò in Scozia nel 1745 sulle isole Ebridi per comandare la rivolta giacobita. Per questo nella prima strofa si incolpa i giacobiti di aver complottato con il Papa per organizzare il ritorno del Giovane Pretendente. 2) James Drummond, Duca di Perth fu nominato tenente generale della Scozia da Prince Charlie e ha servito nell’esercito di Lord George Murray durante l’invasione dell’Inghilterra: ha comandato l’ala sinistra dell’esercito giacobita a Culloden ed è riuscito a sfuggire alla cattura dopo la disfatta. C’è una marcia per cornamusa con il suo nome, composta dal piper del Duca Finlay Dubh MacRae. La melodia vuole commemorare la vittoriosa battaglia di Prestonpans. Nella strofe successive i giacobiti vengono considerati una banda di razziatori, di ladri sanguinari che portano morte e distruzione nella terra di Scozia, in realtà il contingente giacobita grazie alla scarsa presenza dell’esercito inglese già il 17 settembre prese possesso di Edimburgo (con la guarnigione inglese che rimase asserragliata nel castello)
3) E arriviamo alla battaglia di Prestonpans ricordata anche con il nome di Battaglia di Gladsmuir: il contingente inglese comandato da Sir John Cope e schierato malamente, venne sbaragliato in pochi minuti dalla carica in massa degli highlanders. La figuraccia è ancora ricordata in una canzone dal titolo Johnnie Cope (vedi). Correva voce che Cope fosse stato il primo a darsela a gambe e qui viene bollato come traditore. All’opposto si riconosce il valore del colonnello James Gardiner (uno scozzese che combatteva con i governativi) che mentre cercava di radunare alcuni fanti per la difesa venne ferito a morte (nel 19° secolo per il suo atto di eroismo fu eretto un obelisco commemorativo).
4) Oramai il Giovane Pretendente si vedeva seduto sul trono: e in effetti fu in questo periodo che Charles iniziò a “spremere” i suoi sudditi (soprattutto delle Lowlands) per continuare a finanziare la guerra contro l’Inghilterra. Soggiorna ad Edimburgo qualche mese facendo il re e poi contrariamente al suggerimento di Murray di restare in Scozia a consolidare la posizione invade l’Inghilterra (e il suo consiglio di stato gli da ragione per un solo voto a favore). L’esercito giacobita si mise in marcia verso la capitale il 1 novembre 1745 e occupò Carlisle il 16, nell’avanzata verso Londra tuttavia smorzò il suo slancio (30 dicembre 1745): nella settima strofa della canzone si deride l’esercito giacobita che fugge la battaglia e trema davanti alle armate governative comandate dal (5) Duca di Cumberland, Guglielmo Augusto di Hannover, per ritirarsi verso la Scozia e la disfatta di Culloden. 

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS 1791

Quarant’anni dopo la battaglia di Culloden, Robert Burns decise di comporre la sua versione sull’argomento mantenendo il ritornello della versione tradizionale e la melodia.
Lasciamo agli storici decidere se Robert Burns fosse o meno un giacobita, così come riscritto il testo si presta a tre letture: è una canzone antigiacobita, seppure su posizioni moderate; una canzone progiacobita che critica i giacobiti solo di nome, ma che per paura o interesse evitavano di esporsi; è una canzone anarchico-pacifista?
Ah dimenticavo la quarte lettura, quella in chiave nazionalista, ovvero al pari della Marsigliese un inno della rivolta indipendentista scozzese contro l’Inghilterra.. Se non fosse che gli Stuart stavano rivendicando il loro diritto di successione per linea maschile sul trono del Regno Unito e non lottando per restaurare l’indipendenza della Scozia (il tempo di Bruce era finito)!!

Indubbiamente ai nostri giorni prevale la lettura pacifista e molti gruppi, sulla scia della riproposizione del gruppo bretone Tri Yann negli anni 70, la interpretano così ancora oggi!
La musica è stata riscritta nel 1920 dal musicista inglese Sir Henry Walford Davies basandosi sulla melodia tradizionale riportata da Burns. Tuttavia gli arrangiamenti sono stati tantissimi e sono in imbarazzo nel fare una selezione per l’ascolto.

ASCOLTA Tri Yann nell’album “Tri Yann an Naoned” (1972), la versione è però un live abbastanza recente. Quasi un inno che inizia in acustico e poi si fa più marziale – ma non martellante – con il ritmo della batteria, ad un certo punto si sente la cornamusa che diventa sempre più presente fino a suggellare il brano.

ASCOLTA Eddi Reader: a contrasto la sua versione è un lament (Eddi è sempre molto intensa e originale nei suoi arrangiamenti)

ASCOLTA Arany Zoltan il gruppo ungherese ha inserito un arrangiamento tra il medievale e il folk con violino, flauto e tamburi (con intervalli arabeggianti) che si muovono sul riff della chitarra, molto interessante lo sviluppo strumentale del finale

ASCOLTA Beltaine nel Cd KONCENtRAD – 2008 la versione dei polacchi Beltaine è un ottimo mix tra rock, contemporaneo e folk (polacco e irish) con una combinazione armoniosa di un ricco set strumentale.
[E qui è doverosa una parentesi perché c’è un altro gruppo che tiene lo stesso nome ma arriva dalla Repubblica Ceca: la loro musica è etichettata come pagan folk. Ora i cechi si sono formati nel 1996 mentre i polacchi nel 2002 e anche se frequentano due circuiti musicali diversi santa polenta non potevano scegliersi un altro nome?!
Il gruppo polacco: http://www.beltaine.pl
Il gruppo ceco: http://www.beltaine.net]

VERSIONE DI ROBERT BURNS, 1791
I
Ye Jacobites by name,
give an ear, give an ear,
Ye Jacobites by name, give an ear,
Ye Jacobites by name,
Your fautes(1) I will proclaim,
Your doctrines I maun blame,
you shall hear.
II
What is Right, and What is Wrang,
by the law,
A short sword, and a lang,
A weak arm and a strang,
for to draw?(2)
III
What makes heroic strife,
famed afar?
To whet th’ assassin’s knife,
Or hunt a Parent’s life,
wi’ bluidy war?
IV
Then let your schemes alone,
in the state,
Adore the rising sun,
And leave a man undone,
to his fate.
TRADUZIONE di RICCARDO VENTURI
I
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti
proclamerò i vostri errori (1),
e biasimerò le vostre dottrine,
lo sentirete.
II
Cosa è giusto e cosa è sbagliato
per la legge?
Una spada corta o una lunga,
da sguainare con un braccio debole o uno forte (2)?
III
Per cosa  una lotta eroica
è rinomata?
Aguzzare il coltello dell’assassino o dare caccia a morte a un genitore con una guerra sanguinosa?
IV
Quindi basta coi vostri progetti, lasciateli stare,
adorate il sole che nasce
e lasciate l’uomo libero
al suo destino.

NOTE
1)  fautes= aults, injuries, defects, wants
2) Burns dice chiaramente: i giacobiti sono considerati dei criminali perchè hanno vinto i governativi.

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/charli1e.htm