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Terre Celtiche Blog

The Holly and the Ivy: The Holly bears a Berry

The Holly and the Ivy è un inno natalizio che compare in forma scritta in un broadside del 1710. Probabilmente è il canto natalizio sull’agrifoglio più popolare e più registrato nelle Christmas Compilations del quale esistono tantissime versioni e interpretazioni.

The medieval tradition of Christmas wanted the houses to be decorated with evergreen branches, in particular holly and ivy, so that the masculine and feminine principles would unite; the holly emblem of the male principle in its winter triumph is so revisited by Christianity and identified with the salvific figure of Jesus Christ.

La tradizione medievale del Natale voleva che le case fossero decorate da rami di sempreverde, in particolare agrifoglio ed edera, affinche il principio maschile e quello femminile si unissero; l’Agrifoglio emblema del maschile nel suo trionfo invernale è così rivisitato dal Cristianesimo e identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo.

THE HOLLY BEARS A BERRY

The white flowers of the holly are the purity of Jesus, its red berries are the blood shed by the Messiah, the leaf margin is sharp, as the crown of thorns of the King of the Jews.
The male holly begins to bloom “when grown up”, when he is about 20 years old and produces small and pinkish-white perfumed flowers from May to June. The berries (on the female holly) are green and in autumn they become of a glossy red similar to coral: they remain on the tree throughout the winter constituting an important source of food for the birds.

Sometimes on the same tree appear both the flowers and the ovarian pistils – as for the chestnut tree – it is the nature that spontaneously provides to reproduce isolated specimens or it is the hand of the gardener who has created a graft on the same stem of a branch female and a male branch (technically the plant is called dioecious ..)

I fiori candidi dell’agrifoglio sono la purezza di Gesù, le sue bacche rosse sono il sangue versato dal Messia, il margine fogliare acuminato la corona di spine del Re dei Giudei.
L’agrifoglio maschio inizia a fiorire “da grande”, quando ha circa 20 anni e produce dei fiori piccoli e bianco-rosato profumati da maggio a giungo. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo: restano sull’albero per tutto l’inverno costituendo una importante fonte di cibo per gli uccelli.

A volte sulle stesso albero compaiono sia i fiori che i pistilli ovarici – come per l’albero del castagno- è la natura che provvede spontaneamente a far riprodurre esemplari isolati oppure è la mano del giardiniere che ha creato un innesto sullo stesso fusto di un ramo femmina e di un ramo maschile (tecnicamente la pianta si definisce dioica..) continua

Margaret Tarrant (1888-1959)

THE HOLLY AND THE IVY

“The Holly and the Ivy” is a Christmas hymn that appears in written form in a broadside of 1710, the melody is traced (very generically) from an ancient French carol; but we can say, according to the various references contained, that the lyrics has its roots at least in the Middle Ages. It is probably the most popular and most recorded Christmas carol in the Christmas Compilations of which there are many versions and interpretations.

“The Holly and the Ivy” è un inno natalizio che compare in forma scritta in un broadside del 1710, la melodia è fatta risalire (molto genericamente) ad un’antica carol francese; possiamo però affermare, stando ai vari riferimenti contenuti nel testo, che il brano affonda le sue radici quanto meno nel Medioevo. Probabilmente è il canto natalizio sull’agrifoglio più popolare e più registrato nelle Christmas Compilations del quale esistono tantissime versioni e interpretazioni.

English version

The standard tune is the one given by Cecil Sharp in his “English Folk Carols”, 1911 (collected in Gloucestershire at the beginning of the century) also reported in “Oxford Book of Carols” 1928.
In Victorian times it was a typical beggar’s chant for the wishes of Merry Christmas and Happy New Year with the moralizing stanzas on the salvific message of Jesus, the human sins and the repentance.

Medieval Baebes in Mistletoe and Wine, 2003
Heather Dale in “This Endris Night” 2002

La versione inglese

La melodia diventata standard è quella riportata da Cecil Sharp nel suo “English Folk Carols”, 1911 (raccolta nel Gloucestershire a inizio secolo) riportata anche in “Oxford Book of Carols” 1928 .
In epoca vittoriana era un tipico canto dei questuanti per gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo con le strofe moraleggianti sul messaggio salvifico di Gesù, il peccato e il pentimento.

Thad Salter  arrangement for guitar
Manor House String Quartet arrangement for violins, viola and harpsichord by Vaughan Jones (arrangiamento per violini, viola e clavicembalo di Vaughan Jones)

I
The holly and the ivy (1),
Now both are full well grown.
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown.
Chorus
Oh, the rising of the sun (2),
The running of the deer (3).
The playing of the merry organ (4),
Sweet singing in the quire (5).
II
The holly bears a blossom
As white as lily flower;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To be our sweet Savior.
III
The holly bears a berry
As red as any blood;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To do poor sinners good.
IV
The holly bears a prickle
As sharp as any thorn;
And Mary bore sweet Jesus Christ
On Christmas day in the morn.
V
The holly bears a bark
As bitter as any gall;
And Mary bore sweet Jesus Christ
For to redeem us all.

NOTE
1) In singing we speak only of the holly, most probably the verses that concerned the ivy (see contrasts holly-ivy) have been replaced by those on Maria and Jesus. The masculine principle is overturned and it is Maria, the plant of ‘holly (female) to be crowned Queen of Heaven.
2) the rising of the sun after the Winter Solstice, the shortest day of the year.
il verso the rising of the sun è riferito al risorgere del sole dopo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno.
3) The “running of the deer” : perhaps refers to the medieval custom of going hunting the day after the solstice, transformed in the Victorian era into a fowl hunt with whose meat was prepared a stuffed Christmas cake.
4) I believe it is the organistrum, an ancient instrument precursor of the hurdy-gurdy, with the same plaintive sound , but in the form of a rectangular box, the word is transformed into “organ”, in other versions it becomes “harp”
5) or “sweet singing in the choir”

I
L’agrifoglio e l’edera
quando sono entrambi adulti
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
CORO
Il sorgere del sole
il correre del cervo
il suono gaio della ghironda
è amabile cantare intorno al fuoco
II
L’agrifoglio porta un fiore
bianco come il giglio
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per essere il nostro amato Salvatore.
III
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione dei peccati.
IV
L’agrifoglio porta margine acuminato
appuntito come una spina
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
il Mattino di Natale
V
L’agrifoglio porta una scorza
amara come fiele
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione di noi tutti.

NOTE traduzione italiana Cattia Salto
1) Nella canto si parla solo dell’agrifoglio, molto probabilmente i versi che riguardavano l’edera (vedi contrasti agrifoglio-edera) sono stati sostituiti da quelli su Maria e Gesù. Così si ribalta il principio maschile ed è Maria, la pianta dell’agrifoglio (al femminile) ad essere incoronata Regina dei Cieli.
2) il verso the rising of the sun è riferito al risorgere del sole dopo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno.
3) Franco Cardini riassume in poche frasi tutto il ricco simbolismo riferito alla figura del cervo. “Presso i Celti, il cervo era sacro al “dio cornuto” Cernumn, identificato con l’Apollo ellenico-romano e con la luce diurna, vale a dire con l’eternamente giovane dio Lug. D’altronde, nei miti che riguardano Lug, il cervo gioca un ruolo collegato al ciclo dell’eterno ringiovanimento simboleggiato forse dalle sue corna che cadono e nascono di nuovo, e che è agevole connettere con il solstizio d’inverno e quindi con l’anno nuovo.”
Il “running of the deer” nella strofa del ritornello si riferisce forse alla consuetudine medievale di andare a caccia il giorno dopo il solstizio, trasformatasi in epoca vittoriana in una caccia all’uccellagione con le cui carni si preparava una torta ripiena di Natale.
4) credo si tratti dell’organistrum, antico strumento dal suono lamentoso antenato della  ghironda, ma a forma di cassetta rettangolare, trasformato in “organ”, in altre versioni diventa “harp”
5) o “sweet singing in the choir”

OTHER MELODIES

The Young Tradition, Shirley&Dolly Collins in “The Holly Bears the Crown” 1969
Kate Rusby in Sweet Bells 2008

ALTRE MELODIE

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008

Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1996

With a title that would seem to recall this carol, Tori Amos sings Holly, Ivy And Rose, which, however, is another song.
Similar to “The Holly and the Ivy” but known as “Sans day carol” (The holly bears a berry) is the cornic version

Con un titolo che parrebbe richiamare questa carol Tori Amos canta Holly, Ivy And Rose che tuttavia è tutta un’altra canzone.
Simile a “The Holly and the Ivy” ma nota con il titolo di “Sans day carol” (The holly bears a berry) è la versione cornica 

LINK
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=42010
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15689
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thehollyandtheivy.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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