GREEN GROW’TH THE HOLLY

Green groweth the Holly” è un madrigale rinascimentale attribuito a Enrico VIII. Una trentina di composizioni gli sono state attribuite  e compaiono nell'”Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922) compilato da un anonimo cortigiano coevo.
Un brano con lo stesso nome e con la stessa prima strofa che si sviluppa poi con versi differenti sulla stessa melodia rinascimentale, è stato scritto da Percy Dearmer (1867-1936), egli raccolse molti inni religiosi per reintrodurre la tradizione musicale e la musica medievale inglese nella Chiesa d’Inghilterra

LA VERSIONE RINASCIMENTALE

Enrico VIII, diventato re d’Inghilterra a 18 anni, parlava 4 lingue, suonava 3 strumenti musicali, cantava e componeva brani musicali. Nei primi anni del suo regno si comportava in effetti più come un principe dedito ai piaceri che un re preoccupato dagli affari del suo regno.
“Green grows the holly” (in italiano Verde cresce l’agrifoglio) è stato pubblicato nel 1522 come madrigale a 3 voci.
Nell’affermare la forza maschia e vigorosa dell’agrifoglio, il poeta dichiara la propria fedeltà all’amata: lei è l’edera che gli cresce attorno, e mentre nel rigore dell’inverno tutti gli altri alberi sono spogli, solo il re agrifoglio e la regina edera crescono verdeggianti e rigogliosi, così solo a lei, cortesemente, egli affida il suo cuore; anche che la poesia d’amore del tempo era espressa nelle forme convenzionali dell’amor cortese,  molto probabilmente, l’amore era sentito veramente dal poeta.
L’intreccio tra i due sempreverdi richiama il Nodo d’Amore celtico tra il rovo e la rosa già lungamente trattato nella categoria delle ballate celtiche e europee (vedi) in cui corollario all’amore romantico ma non socialmente approvato, è il nodo d’amore tra rovo e rosa, che cresciuti dalle rispettive tombe degli amanti si congiungono e intrecciano tra loro.

Enrico vide per la prima volta Anna nel marzo del 1522 che partecipava, assieme a sua sorella Maria, a un ballo organizzato da Wolsey in onore degli ambasciatori imperiali. Era un ballo in maschera sul tema dell’assalto al castello d’Amore dal titolo Chateau Vert.

IL CASTELLO D’AMORE CORTESE

Un castello in miniatura era stato allestito nella sala del ricevimento con alti bastioni e torri merlate, l’impalcatura di legno era strata rivestita con carta verde, per un effetto spettrale la carta era stata tinteggiata con il verderame. Abbiamo un resoconto scritto dal cronista di corte Edward Hall, che descrive tutto lo svolgimento del balletto, ma guardiamolo nella trasposizione della Serie Tv I Tudors (vedi).


E’ il momento dell’Assalto dei cavalieri Amorosità, Nobiltà, Giovinezza, Assistenza, Lealtà, Piacere, Garbo e Libertà che gettano sui difensori arance e datteri contro ai petali di rose e confetti lanciati dalle dame. Subito le protettrici del castello, (nel video indossano abiti neri) cioè i sentimenti più ostili all’amore, fuggono e i cavalieri possono scalare le mura del castello per avventarsi sulle otto ragazze biancovestite: Bellezza, Onore, Perseveranza, Costanza, Cortesia, Generosità, Misericordia e Pietà. Anna impersonava la Perseveranza e fu subito notata dal re che si mise a corteggiarla durante il ballo per festeggiare la  conquista del Castello Verde. O almeno è così che potrebbe essere andata…

Pare che lei gli avesse sussurrato “Seducetemi, scrivetemi lettere, poesie! Io adoro le poesieIncantatemi con le parole, seducetemi.. ” e la “Grene growth the holy” potrebbe essere proprio una di queste poesie messe in musica per meglio aiutare il Re nel suo corteggiamento..

I Fagiolini: Grene growth the holy madrigale a 3 voci “Henry VIII Manuscript” (Add. MS 31922 British Library, Londra)

Anonymous 4

Henry VIII
I
Green groweth the holly,
so doth the ivy.
Though winter blasts
blow never so high,

Green groweth the holly.
II
As the holly groweth green
And never changeth hue,
So I am, and ever hath been,
Unto my lady true.
III
As the holly groweth green,
With ivy all alone,
When flowerys cannot be seen
And green-wood leaves be gone,
IV
Now unto my lady
Promise to her I make:
From all other only
To her I me betake.
V
Adieu, mine own lady,
Adieu, my specïal,
Who hath my heart truly,
Be sure, and ever shall.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Come l’agrifoglio cresce verde
e mai cambia tono,
così io, mai son cambiato
verso la mia amata Signora.
III
Come l’agrifoglio cresce verde
con l’edera, tutto solo,
quando i fiori non ci son più
e le foglie del bosco sono cadute.
IV
Ora innanzi alla mia Signora
una promessa faccio:
fra tutti gli altri,
solo a lei, mi affiderò.
V
Addio, mia Signora.
Addio mia favorita,
colei che tiene il mio cuore,
ora e per sempre
Enrico VIII e Anna Bolena nella serie I Tudors

LA VERSIONE VITTORIANA

Percy Dearmer prende spunto dal madrigale rinascimentale per modificare il testo in chiave salvifica ma anche per celebrare il ciclo agrario e il lavoro dei campi.
Susan McKeown & Lindsey Horner

Barry&Beth Hall

Percy Dearmer
I
Green grow’th the holly
So doth the ivy
Though winter blasts blow na’er so high
Green grow’th the holly
II
Gay are the flowers
Hedgerows and ploughlands
The days grow longer in the sun
Soft fall the showers
III
Full gold the harvest
Grain for thy labor
With God must work for daily bread
Else, man, thou starvest
IV
Fast fall the shed leaves
Russet and yellow
But resting buds are smug and safe
Where swung the dead leaves
V
Green grow’th the holly
So doth the ivy
The God of life can never die
Hope! Saith the holly
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera,
sebbene le raffiche invernali
non abbiamo mai colpito così forte,
verde cresce l’agrifoglio.
II
Gai sono i fiori
le siepi e i campi arati
i giorni si snodano lenti nel sole,
piano cadono le piogge.
III
L’oro accende il raccolto
del grano per il tuo lavoro,
in Dio si lavora per il pane quotidiano altrimenti, uomo, tu morirai di fame
IV
Presto cadono le foglie
rossicce e gialle
ma i germogli riposano sani e salvi
dove giacciono le foglie morte.
V
Verde cresce l’agrifoglio,
così pure l’edera
il Dio della Vita non può mai morire
Speranza! Dice l’agrifoglio!

FONTI
http://www.thetudorswiki.com/page/MASQUERADES+on+The+Tudors
http://ontanomagico.altervista.org/holly.htm
http://www.luminarium.org/renlit/greengroweth.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/grene_growith_the_holy.htm

http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/
Hymns_and_Carols/green_growth_the_holly.htm

SANS DAY CAROL

Taddeo Gaddi, Madonna del Parto

La tradizione medievale del Natale voleva che le case fossero decorate da rami di sempreverde, in particolare agrifoglio ed edera, affinche il princio maschile e quello femminile si unissero; l’Agrifoglio emblema del principio maschile nel suo trionfo invernale è così rivisitato dal Cristianesimo e identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo (prima parte).
Per meglio dire però nei canti di Natale si attua un ribaltamento di significati: è il principio femminile incarnato in Maria a diventare la regina della foresta.

LA VERSIONE CORNICA: Sans day carol

La versione è nota con il titolo St Day Carol dal villaggio di St Day in Cornovaglia dove è stata trascritta solo in epoca vittoriana. In “The Oxford Book of Carols” (1928) si scrive “The Sans Day or St Day Carol was so named because the melody and the first three verses were taken down at St Day in the parish of Gwennap, Cornwall … We owe the carol to the kindness of the Rev. G. H. Doble, to whom Mr W. D. Watson sang it after hearing an old man, Mr Thomas Beard, sing it at St Day. A version in Cornish was subsequently published ( Ma gron war’n gelinen ) with a fourth stanza, [… a berry as blood is it red …], here translated and added to Mr Beard’s English version.”

Nella tradizione cornica diversamente dalla versione inglese di “The Holly and the Ivy”  è stata mantenuta più chiaramente la struttura melodica della carola medievale nella sua forma di danza saltellante.

Artisan in Christman is come in, 2009

The Chieftains in “The Bells of Dublin” 1991


I
Now the holly she (1) bears a berry
as white(2) as the milk,
And Mary bore Jesus,
all wrapped up in silk:
CHORUS
And Mary she bore Jesus
our Saviour for to be,
And the first tree in the greenwood,
it was the holly. Holly! Holly!
II
Now the holly she bears a berry
as green as the grass,
And Mary bore Jesus,
who died on the cross:
III
Now the holly she bears a berry
as black as the coal,
And Mary bore Jesus,
who died for us all
IV
Now the holly she bears a berry,
as blood is it red,
Then trust we our Saviour,
who rose from the dead
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’agrifoglio porta una bacca
bianca come il latte
e Maria porta  Gesù
in fasce di seta
CORO
e Maria porta  Gesù
per essere il nostro Salvatore
e il primo albero della foresta
è l’agrifoglio. Agrifoglio! Agrifoglio!
II
L’agrifoglio porta una bacca
verde come l’erba
e Maria porta  Gesù
che morì sulla croce
III
L’agrifoglio porta una bacca
nera come carbone
e Maria porta  Gesù
che morì per noi tutti
IV
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
così confidiamo nel nostro Salvatore
che risorse dalla morte.

NOTE
1) Testualmente si ribalta il significato che l’antica religione aveva attribuito all’albero “esorcizzandolo”, così l’agrifoglio diventa “She” simbolo del principio femminile, è infatti paragonato a Maria
2) è ovviamente il fiore dell’agrifoglio ad essere bianco. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo. Ma qui i colori sono chiaramente simbolici

continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/thehollybearsaberry.html
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/sans_day_carol.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=114408
http://www.christmas-carol-music.org/CDs/SansDay.html

THE HOLLY BEARS A BERRY

La tradizione medievale del Natale voleva che le case fossero decorate da rami di sempreverde, in particolare agrifoglio ed edera, affinche il princio maschile e quello femminile si unissero; l’Agrifoglio emblema del principio maschile nel suo trionfo invernale è così rivisitato dal Cristianesimo e identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo.

THE HOLLY BEARS A BERRY

Illustrazione di Margaret Tarrant (1888-1959)

I fiori candidi dell’agrifoglio sono la purezza di Gesù, le sue bacche rosse sono il sangue versato dal Messia, il margine fogliare acuminato la corona di spine del Re dei Giudei.
L’agrifoglio maschio inizia a fiorire “da grande”, quando ha circa 20 anni e produce dei fiori piccoli e bianco-rosato profumati da maggio a giungo. Le bacche (sull’agrifoglio femmina) sono verdi e d’autunno diventano di un rosso lucido simile a corallo: restano sull’albero per tutto l’inverno costituendo una importante fonte di cibo per gli uccelli. A volte sulle stesso albero compaiono sia i fiori che i pistilli ovarici – come per l’albero del castagno- è la natura che provvede spontaneamente a far riprodurre esemplari isolati oppure è la mano del giardiniere che ha creato un innesto sullo stesso fusto di un ramo femmina e di un ramo maschile (tecnicamente la pianta si definisce dioica..) continua

agrifoglio-inverno

THE HOLLY AND THE IVY

“The Holly and the Ivy” è un inno natalizio che compare in forma scritta in un broadside (in italiano volantino) del 1710, la melodia è fatta risalire (molto genericamente) ad un’antica carol francese; possiamo però affermare, stando ai vari riferimenti contenuti nel testo, che il brano affonda le sue radici quanto meno nel Medioevo. Probabilmente è il canto natalizio sull’agrifoglio più popolare e più registrato nelle Christmas Compilations del quale esistono tantissime versioni e interpretazioni.

LA VERSIONE INGLESE

La melodia diventata standard è quella riportata da Cecil Sharp nel suo “English Folk Carols”, 1911 (raccolta nel Gloucestershire a inizio secolo) riportata anche in “Oxford Book of Carols” 1928 .
In epoca vittoriana era un tipico canto dei questuanti per gli auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo con le strofe moraleggianti sul messaggio salvifico di Gesù, il peccato e il pentimento.


Versione strumentale di Thad Salter  con arrangiamento per chitarra

Manor House String Quartet (arrangiamento per violini, viola e clavicembalo di Vaughan Jones)

ASCOLTA Medieval Baebes in Mistletoe and Wine, 2003

ASCOLTA Heather Dale in “This Endris Night” 2002


I
The holly and the ivy (1),
Now both are full well grown.
Of all the trees that are in the wood,
The holly bears the crown.
Chorus
Oh, the rising of the sun (2),
The running of the deer (3).
The playing of the merry organ (4),
Sweet singing in the quire (5).
II
The holly bears a blossom
As white as lily flower;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To be our sweet Savior.
III
The holly bears a berry
As red as any blood;
And Mary bore sweet Jesus Christ
To do poor sinners good.
IV
The holly bears a prickle
As sharp as any thorn;
And Mary bore sweet Jesus Christ
On Christmas day in the morn.
V
The holly bears a bark
As bitter as any gall;
And Mary bore sweet Jesus Christ
For to redeem us all.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
L’agrifoglio e l’edera
quando sono entrambi adulti
di tutti gli alberi nel bosco
l’agrifoglio porta la corona.
CORO
Il sorgere del sole
il correre del cervo
il suono gaio della ghironda
è amabile cantare intorno al fuoco
II
L’agrifoglio porta un fiore
bianco come il giglio
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per essere il nostro amato Salvatore.
III
L’agrifoglio porta una bacca
rossa come il sangue
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione dei peccati.
IV
L’agrifoglio porta margine acuminato
appuntito come una spina
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
il Mattino di Natale
V
L’agrifoglio porta una scorza
amara come fiele
e Maria porta l’amato Gesù Cristo
per la redenzione di noi tutti.

NOTE
1) Nella canto si parla solo dell’agrifoglio, molto probabilmente i versi che riguardavano l’edera (vedi contrasti agrifoglio-edera) sono stati sostituiti da quelli su Maria e Gesù. Così si ribalta il principio maschile ed è Maria, la pianta dell’agrifoglio (al femminile) ad essere incoronata Regina dei Cieli.
2) il verso the rising of the sun è riferito al risorgere del sole dopo il Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno.
hollytapestry3) Franco Cardini riassume in poche frasi tutto il ricco simbolismo riferito alla figura del cervo. “Presso i Celti, il cervo era sacro al “dio cornuto” Cernumn, identificato con l’Apollo ellenico-romano e con la luce diurna, vale a dire con l’eternamente giovane dio Lug. D’altronde, nei miti che riguardano Lug, il cervo gioca un ruolo collegato al ciclo dell’eterno ringiovanimento simboleggiato forse dalle sue corna che cadono e nascono di nuovo, e che è agevole connettere con il solstizio d’inverno e quindi con l’anno nuovo.”
Il “running of the deer” nella strofa del ritornello si riferisce forse alla consuetudine medievale di andare a caccia il giorno dopo il solstizio, trasformatasi in epoca vittoriana in una caccia all’uccellagione con le cui carni si preparava una torta ripiena di Natale.
4) credo si tratti dell’organistrum, antico strumento dal suono lamentoso antenato della  ghironda, ma a forma di cassetta rettangolare, trasformato in “organ”, in altre versioni diventa “harp”
5) oppure “sweet singing in the choir”

ALTRE MELODIE

ASCOLTA Magpie Lane in “Wassail! A Country Christmas” 1996
The Young Tradition con Shirley&Dolly Collins in “The Holly Bears the Crown” 1969

Loreena McKennitt in “A Midwinter Night’s Dream” 2008; una versione crepuscolare

Kate Rusby in Sweet Bells 2008

Con un titolo che parrebbe richiamare questa carol Tori Amos canta Holly, Ivy And Rose che tuttavia è tutta un’altra canzone.

Simile a “The Holly and the Ivy” ma nota con il titolo di “Sans day carolo” (The holly bears a berry) è la versione cornica continua

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=42010
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=15689
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/holly_and_the_ivy.htm
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thehollyandtheivy.html

Loreena McKennitt: All Souls Night

Con la notte di Samain ha inizio l’inverno, una notte di passaggio in cui i defunti ritornano sulla terra, una notte in cui i morti danzano con i vivi tra le ombre dei falò sulle alture.
“All Soul night” è stato composto e registrato in uno dei primi album dell’artista canadese Loreena McKennitt  (“The Visit” 1991) ma riproposto spesso nei suoi concerti live, nella canzone si evoca la festa delle “mummie”, cioè le maschere. Mummers erano uomini travestiti che indossavano maschere e andavano a visitare i loro vicini di casa in casa, cantando e ballando, un’usanza solstiziale che richiama certe tradizioni celtiche di Samain. Il mumming implica anche una “sacra rappresentazione“,  incentrata sul rito di morte-rinascita proprio di molte tradizioni solstiziali e di Capodanno.
With the night of Samain it begins the winter, a night of passage in which the dead return to earth, a night when the dead dance with the living in the shadows of the bonfires on the hills.
“All Soul Night” was composed and recorded in one of the first albums by the Canadian artist Loreena McKennitt (“The Visit” 1991) but often repeated in her live concerts, in the song she evokes a scene from the festival of “mummies” “, that is, the masks. Mummers were disguised men who wore masks and went to visit their neighbors at home, singing and dancing, a solstice custom that recalls certain Celtic traditions of Samain. The mumming also implies a sort of “sacred representation”, focused on the rite of death-rebirth of many solstice traditions and New Year’s Eve.

“The Visit” (1991)

live in “Nights from the Alhambra”


I
Bonfires dot the rolling hillsides.
Figures dance around and around
to drums that pulse out echoes of darkness;
moving to the pagan sound.
II
Somewhere in a hidden memory
images float before my eyes
of fragrant nights of straw and of bonfires,
dancing till the next sunrise.
CHORUS
I can see the lights in the distance
trembling in the dark cloak of night.
Candles and lanterns are dancing, dancing
a waltz on all souls night (1).
III
Figures of cornstalks bend in the shadows
held up tall as the flames leap high.
The Green Knight holds the holly bush (2)
to mark where the old year passes by.
I
Bonfires dot the rolling hillsides.
Figures dance around and around
to drums that pulse out echoes of darkness;
moving to the pagan sound.
IV
Standing on the bridge that crosses
the river (3) that goes out to the sea.
The wind is full of a thousand voices;
they pass by the bridge and me.
Traduzione italiano di  Cattia Salto (*)
I
I falò illuminano i fianchi sinuosi delle colline, sagome danzano in cerchio
al battito dei tamburi che fanno risuonare nella notte
un trascinante ritmo pagano
II
Da qualche parte, da una memoria segreta, immagini mi fluttuano davanti agli occhi, notti profumate di fieno e di falò
e danze fino all’alba del giorno seguente
CORO
vedo le luci lontane
tremule sul manto nero della notte
candele e lanterne danzano,
danzano

un valzer nella notte dei defunti (1)
III
Fantocci di granturco si flettono nell’ombra, stanno in piedi mentre le fiamme divampano
il Cavaliere Verde tiene un ramo di agrifoglio (2) per indicare dove è passato il vecchio anno
I
I falò illuminano i fianchi sinuosi delle colline sagome danzano in cerchio
al battito dei tamburi che fanno risuonare nella notte
un trascinante ritmo pagano
IV
In piedi sul ponte che attraversa
il fiume (3) che finisce nel mare
il vento è carico di mille voci,
attraversano il ponte e mi superano.

NOTE
* Non ho resistito a rifare una traduzione anche se ce ne sono già altre (ben fatte)
1) Samain o Samahin, Samhain letteralmente “la fine dell’Estate” era la festa celtica che celebrava l’inizio della Stagione Invernale e l’inizio del nuovo anno. Era una festività dedicata agli Antenati e ai sacrifici rituali continua
Samain or Samahin, Samhain literally “the end of Summer” was the Celtic festival that celebrated the beginning of the Winter Season and the beginning of the new year. It was a festival dedicated to the Ancestors and to the ritual sacrifices continues
2) Sir James George Frazer, nel suo libro “Il Ramo d’Oro” e Robert Graves, in “La Dea Bianca” e “I Miti Greci”, hanno descritto una cerimonia rituale che veniva, secondo loro, praticata nell’antica Roma e in altre culture europee più antiche: la lotta rituale tra il Re Agrifoglio e il Re Quercia, lotta che garantiva l’alternarsi delle stagioni invernale e estiva. L’Uomo Verde o Cavaliere Verde è una figura archetipa connessa con il ciclo della natura, è la forza verde immanente della Natura. continua
La scena descrive i Mummers, gruppi di questuanti che travestiti e mascherati andavano di casa in casa per le festività rituali dell’anno, oggi il Mumming natalizio si è trasformato in una parata carnevalesca per le strade, ma le vecchie tradizioni sono ancora molto vive in Irlanda
Sir James George Frazer, in his book “The Golden Bough” and Robert Graves, in “The White Goddess” and “The Greek Myths”, described a ritual ceremony that was, according to them, practiced in ancient Rome and in other more ancient European cultures: the ritual fight between King Holly and King Oak, a struggle that guaranteed the alternation of winter and summer seasons. The Green Man or Green Knight is an archetypal figure connected with the cycle of nature, it is the immanent green force of Nature. 
The scene describes the Mummers, groups of beggars who disguised went from house to house for the ritual festivities of the year; today the Christmas Mumming has turned into a carnival parade through the streets, but the old traditions are still very much alive in Ireland
3) i ponti sono luoghi di soglia a mezzo tra terra e acqua, luogo privilegiato di passaggio delle schiere fatate, ma qui Loreena inserisce un rituale orientale quello delle lanterne abbandonate alla corrente del fiume, una sorta di ricordo ancestrale dei popoli orientali che migrarono in Europa, le terre dell’Ovest.
Questo pezzo è stato ispirato dall’immaginario di una tradizione giapponese che celebra le anime dei defunti inviando lanterne illuminate dalle candele su vie navigabili che conducono all’oceano, a volte in piccole imbarcazioni; insieme con l’immaginario delle celebrazioni celtiche di Samain, durante le quali si accendevano enormi falò non solo per celebrare il nuovo anno, ma anche per riscaldare le anime dei defunti” LMK(tradotto da qui)
Bridges are threshold places between land and water, a privileged place for passing the fairy ranks, but here Loreena inserts an oriental ritual that of the lanterns abandoned to the current of the river, a sort of ancestral memory of the oriental peoples who migrated to Europe, the lands of the West.
This piece was inspired by the imagery of a Japanese tradition which celebrates the souls of the departed by sending candle-lit lanterns on out waterways leading to the ocean, sometimes in little boats; along with the imagery of the Celtic All Souls Night celebrations, at which time huge bonfires were lit not only to mark the new year, but to warm the souls of the departed. LMK (from here)

Il tema del Mumming è ripreso da Loreena anche con la Mummer’s Dance (in The Book of Secrets) questa volta riferito alla questua primaverile. Musicalmente i due brani si compendiano.
The theme of Mumming is taken up by Loreena also with the Mummer’s Dance (in The Book of Secrets)about the spring quest (“going a-Maying“). Musically the two pieces are summarized.

LINK
https://terreceltiche.altervista.org/ritual-chants/
http://ontanomagico.altervista.org/samain.htm

THE MUMMERS ARE PLANKIN’ HER DOWN

Wassailing & Wassail songs: wassel bowl

WAES HAEL

Wassail_BowlFor Christmas and New Year in the Great Britain and USA the custom of Wassailing ( the toast to celebrate the new year) is still alive!
Nowadays the wassail is prepared as a very spicy cider-based punch (for the recipe here), or even a mulled wine (for the recipe here), but in the Middle Ages the main liquid had to be hot beer with apple cider or apple pulp.
[Per Natale e Capodanno in Gran Bretagna e USA è ancora viva l’usanza del Wassailing, il brindisi per festeggiare l’anno nuovo!
Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro (per la ricetta qui), o anche un vin brulè (per la ricetta qui) , ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra calda con sidro di mele o polpa di mele.]

In Old English “Waes Hael” means “Good Health” and is the name given to both the toast and the cup that contains the drink. Originally the toast was held in the orchards where they feasted for the health and prosperity of the trees (see), then they went to the door to door visits in the villages, where they repeated the old stanzas and added others, to the health of the landlords and their prosperity.
From door to door wassailing, the wassailing bowl (= health grille) enters the houses on the Christmas table as a drink for the diners!
[In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. In origine si ritiene che i brindisi si svolgessero nei frutteti dove si brindava per la salute e la prosperità degli alberi (vedi), poi si passò alle visite benaugurali di porta in porta nei villaggi, che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano, alla salute dei padroni di casa e alla loro prosperità.
Dal wassailing porta a porta, la wassailing bowl (= grolla della salute) entra nelle case sulla tavola di Natale come bevanda per i commensali!]

In the Middle Ages groups of young beggars sang and played in the streets and carried the wassail bowl from house to house, singing to advertise goodness of the drink and to wish a good Christmas party and a Happy New Year, waiting for a small reward.
[Nel Medioevo gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro oppure portavano la grolla della salute (wassail bowl) di casa in casa, cantando per reclamizzarne la bontà e per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo, in attesa di una piccola ricompensa.]

WASSEL BOWL
(LA COPPA DEL BRINDISI)

grolla valdostana con beccucci
grolla valdostana senza beccucci

Sometimes a flared cup, already in the Middle Ages the “jolly wassel bowl” takes the form of a large pyx carved in the wood.
[A volte una coppa svasata, già nel Medioevo la “jolly wassel bowl” prende forma di grande pisside intagliata nel legno.]

Also the “grolla valdostana” (typical of Val D’Aosta and Canavese. Italt) has similar shapes, high and narrow carved in the wood (walnut or maple), its main drink is the vin brulè; the “cup of friendship” is a derivation of this one, but more pot-bellied and with various spouts to drink coffee “à la ronde“, by passing the cup from hand to hand, without ever resting it on the table. Probably grolla comes from the word “graal” that is calyx, in the language of oil (archaic French) means “container” or “cup”: the use of the grolla is historically documented since the Middle Ages of the objects in use in the castles.
[Anche la grolla valdostana (tipica della Val D’Aosta e del Canavese) ha forme simili, alta e stretta scolpita nel legno (noce o acero) ha come bevanda principe il vin brulè; derivata da quella la “coppa dell’amicizia” è invece più panciuta e con vari beccucci per bere il caffè alla valdostana “à la ronde”, ovvero facendo passare la coppa di mano in mano, senza mai appoggiarla sul tavolo. Probabilmente grolla deriva dal termine graal cioè calice, in lingua d’oil (francese arcaico) significa proprio “recipiente” o “coppa”: l’uso della grolla è storicamente documentato fin dall’Alto Medioevo degli oggetti in uso nei castelli.]

Wassail bowl 1702

In the eighteenth century and in the Victorian era, the glazed earthenware
model with handles is predominated in Great Britain, often abundantly decorated. The high dome-shaped lid is essential to keep the drink warm and the numerous handles favor the passage from hand to hand of the cup itself.
[Nel Settecento e in epoca vittoriana predomina in Gran Bretagna il modello in terracotta invetriata con manici, spesso abbondantemente decorata. Il coperchio a forma di alta cupola, è fondamentale per tenere al caldo la bevanda e i numerosi manici favoriscono il passaggio di mano in mano della coppa stessa.]

Initially, therefore, the wassailers were carrying the bowl through the village as a symbolic communal sharing of goods, but in the Victorian era, they wandered with the empty bowl waiting to fill it with hot drinks to accompany bread and cheese given by the hosts!
From the “wassailing” (ritual songs of non-religious nature) we finally pass to the “caroling” that is to the Christmas songs of religious nature. (see)
Wassail Bowl[Inizialmente quindi erano i questuanti a portare la grolla di casa in casa (una simbolica condivisione comunitaria della bevanda e delle provviste così come si faceva nei tempi delle società tribali), ma più comunemente, specialmente in epoca vittoriana, erano i mendicanti o i bambini più poveri e le donne a girare con la tazza del wassail vuota perché fosse riempita con bevande calde per accompagnarci pane e formaggio elargiti dai padroni di casa!
Dal “wassailing” (canti rituali di natura non religiosa) si passa infine al “caroling” ossia ai canti di Natale di natura religiosa (continua)]

The Wassail Bowl
1860 – The Wassail Bowl – John Gilbert

Historical Recipes (Ricette d’epoca) 1 & 2

THE WASSAIL SONGS

The structure of these songs is typical: it starts with some stanzas that praise the goodness of the drink , the request to open the door to let the beggars enter in or at least that the waitress (or the butler) to bring food or money; in return, they drink to the health of the family, to the prosperity of livestock and crops. (there were obviously also the stanzas of the curses if the offer was not generous enough!)
[La struttura di questi canti di questua è tipica: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti. (c’erano ovviamente anche le strofe delle maledizioni nel caso l’offerta non fosse abbastanza generosa!)]

In the West Midlands of England there is still widespread singing “Jolly wassel-bowl” with a text probably dating back to 1600. The typical recipe that was prepared at the time for the wassail bowl was called Lambswool for the light color and frothy of its surface, but according to Richard Cook the name could be a corruption of lamasool that is “La mas ubal” (“The day of the apples”) the Celtic revel of the Apple Howling:  To fully understand the traditions of the wassail in summary we can look at Samuel Johnson’s Dictionary, published in 1756, which says the ‘Wassail’ was: “a liquor made of apples, sugar, and ale; a drunken bout; a merry song”. Yet the word wassail derives from the much older, ‘Old English’ (Anglo-Saxon) words wæs (þu) hæl which means ‘be healthy’ or ‘be whole’ – both of which meanings survive in the modern English phrase to be, ‘hale and hearty’ – while the first written reference to wassailing dates back to a medieval 1486-93 AD record, for wassail payments made at the New Year, at St Mary De Pre Priory (in St Albans). (see)
[Nelle Midland occidentali dell’Inghilterra è ancora diffuso il canto di questua o carol natalizio “Jolly wassel-bowl” con un testo risalente probabilmente al 1600. La ricetta tipica che si preparava all’epoca per la wassail bowl era detta Lambswool per il colore chiaro e spumoso della sua superficie, ma secondo Richard Cook il nome potrebbe essere una corruzione di lamasool cioè “La mas ubal” ( “Il giorno delle mele”) la festa celtica dell’Apple Howling: Per comprendere appieno le tradizioni del wassail in sintesi possiamo guardare il Dizionario di Samuel Johnson, pubblicato nel 1756, che dice che “Wassail” era: “un liquore fatto di mele, zucchero e birra, un incontro di ubriachi, una canzone allegra” . La parola wassail deriva dalle parole molto più antiche, l'”Old English” (anglosassone) wæs (þu) hæl che significa “essere in buona salute” o “essere integri” – entrambi i significati sopravvivono nella moderna frase inglese di essere, ” hale e hearty “- mentre il primo riferiment al wassailing risale ad un rapporto medievale del 1486-93, per i pagamenti del wassail fatti per l’anno nuovo, a St Mary De Pre Priory (a St Albans) (tratto da qui)]

LAMBS WOOL

Robert Herrick (1648)
Next crown a bowl full
With gentle lamb’s wool :
Add sugar, nutmeg, and ginger,
With store of ale too ;
And thus ye must do
To make the wassail a swinger.
traduzione italiano
Poi riempi la boccia fino all’orlo
con una dolce “lana d’agnello“;
aggiungi zucchero, noce moscata e zenzero
e anche birra;
così si deve fare
per fare una grolla allegra

Mundi in Apple Howing (2006)   

A jolly wassel-bowl

Leafy Greens & Mutton

Only the strophes sung instead of the 12 of the full text (here) are reported; the text is ancient and is found in several collections including “Christmas Carols Ancient and Modern” (1833) with the note by William Sandys:
Printed in Ritson’s Ancient Songs, pp. 304-6. From a collection intitled “New Christmas Carols: Being fit also to be sung at Easter, Whitsuntide, and other Festival Days of the year.” “in the curious study of that ever-to-be-respected antiquary Mr. Anthony á Wood [1632-1695], in the Ashmoleian Museum.”
[Si riportano solo le strofe cantate invece delle 12 del testo integrale (qui); il testo è antico e si trova in diverse raccolte tra cui “Christmas Carols Ancient and Modern” (1833) con la nota di William Sandys: Stampato in Ancient Songs di Ritson pp. 304-6. Da una raccolta intitolata “New Christmas Carols:” adatta ad essere cantata a Pasqua, Pentecoste e altre festività dell’anno. “”nel singolare studio dello stimato antiquario, Mr. Anthony á Wood [1632-1695], nel Museo Ashmoleian. ” ]

Jolly wassel-bowl
I
A jolly wassel-bowl,
A wassel of good ale,
Well fare the butler’s soul,
That setteth this to sale (1);
Our jolly wassel (2).
II
Good dame, here at your door
Our wassel we begin,
We are all maidens poor,
We pray now let us in,
With our wassel.
III
Our wassel we do fill
With apples and with spice (3),
Then grant us your good will
To taste here once or twice
Of our good wassel.
IV
Much joy into this hall
With us is entered in;
Our master, first of all,
We hope will now begin
Of our wassel.
V
Some bounty from your hands,
Our wassel to maintain:
We’l buy no house nor lands
With that which we do gain
With our wassel.
VI
Much joy betide them all,
Our prayers shall be still,
hope and ever shall,
For this your great good will
To our wassel.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
La grolla della salute,
una coppa di buona birra
conforterà l’anima del maggiordomo, quella che prepariamo per vendere (1)
il nostro allegro wassail (2)
II
Buona madama, qui alla vostra porta
inizia la nostra questua
siamo tutte povere fanciulle
e vi preghiamo di farci entrare
con la nostra coppa
III
La nostra coppa riempiamo
con mele e spezie (3)
perciò assicurateci la vostra buona volontà
di assaggiare uno o due sorsi
del nostro buon wassail
IV
Tanta gioia in questa casa
con noi è entrata;
il nostro padrone, per primo
speriamo inizierà ora
con il nostro wassail
V
Dei doni dalle vostre mani
per provvedere al nostro wassail,
non compreremo case o terre
con quello che guadagneremo
con il nostro wassail
VI
Tanta gioia per tutti voi
le nostre preghiere saranno di pace,
speranza e ogni bene
per la vostra grande generosità
al nostro wassail

NOTE
1) in the older versions are the beggars, mostly the women accompanied by their young children, to prepare the bowl and to take it for the wassail visiting
[nelle versioni più antiche sono i questuanti, per lo più le donne accompagnate dai figli piccoli, a preparare la grolla della salute e a portarla di casa in casa per il brindisi benaugurale]
2) wassel = wassail
3) in the Middle Ages the main drink was hot beer flavored with apples and spices. The vintage recipes include the cooking in the oven of the apples reduced later in puree and the addition of nutmeg, ginger and sugar.
The spices that were already used in the High Middle Ages (of course at the tables of the rich for the high cost) were: ginger, saffron, cloves and pepper, then mixed with many aromatic herbs. In the thirteenth century were added: cubebe (a type of pepper), mace, sugar, cinnamon, licorice, buckwheat, cumin, anise, coriander and gromillo (under the name of spice were also many healing herbs and cereals) and in the fourteenth century walnut moscata, galangal and cardamom.
[nel Medioevo il liquido principale della grolla era birra calda aromatizzata con mele e spezie. Le ricette d’epoca prevedono la cottura in forno delle mele ridotte successivamente in purea e l’aggiunta di noce moscata, zenzero e zucchero.
Le spezie che già si utilizzavano nell’Alto Medioevo (ovviamente alle tavole dei ricchi per l’alto costo) erano: zenzero, zafferano, chiodi di garofano e pepe, mescolate poi a molte erbe aromatiche. Nel Duecento si aggiunsero: cubebe (un tipo di pepe), macis, zucchero, cannella, liquirizia, grano saraceno, cumino, anice, coriandolo e gromillo (sotto il nome di spezia si classificavano anche molte erbe curative e cereali) e nel Trecento noce moscata, galanga e cardamomo.]

Wassail_BowlThe wassail songs are songs of begging of a non-religious nature from the remote origin that date back both to the winter solstice and to the rites of spring . Groups of young beggars sang and played in the streets behind the payment of libations or money to wish a good Christmas revel and a happy New Year.
[Le wassail songs sono canti di questua di natura non religiosa che risalgono sia al solstizio d’inverno che ai riti di primavera dalla remota origine. Gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro  per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo.]

WASSAIL SONGS
 THE GOWER WASSAIL 
 THE CORNISH WASSAIL SONGS

God bless the master of this house
Jolly wassel-bowl

GLOUCHESTERSHIRE WASSAIL
THE YORKSHIRE WASSAIL SONGS:
Gooding carols
Here we come a-wassailing
We’ve been a-while a-wandering
Wessel cup carol
SOMERSET WASSAIL

LINK
http://oakden.co.uk/lambswool/
http://www.cbladey.com/wassail.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=97570
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/a_jolly_wassel_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carroll_for_a_wassell_bowl.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/wassailing.htm

THE WREN SONGS: HUNTING THE WREN

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: l’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio.
(prima parte continua)

Passando a una sommaria classificazione del materiale registrato, seguitemi quindi in questo viaggio per la campagna britannica e irlandese!

irish_flagIRLANDA

La tradizione è ancora diffusa nelle contee di Sligo, Leitrim, Clare, Kerry (in particolare Dingle), Tipperary, Kildare..

PRIMA MELODIA IRLANDESE: THE WREN SONG

Forse la melodia più diffusa ha l’andamento cantilenante di un girotondo e si conclude con una sarabanda, tutte le versioni testuali iniziano sempre con The wren, the wren, the king of all birds. Una delle tanti versioni è riporta anche in ‘Music of Ireland’ (Londra 1844) e come nota al testo F.W. Horncastle scrive: “On the anniversary od St Stephen’s Day groups of young villagers carry about a holly bush adorned with ribbons and with several wrens depending from it. This is conveyed from house to house with much ceremony, the wren-boys chanting several verses, the burthen of which may be collected from the lines of the song. Contributions are, of course, levied and the evening spent in merriment.”
The wren, the wren, the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in a furze,
although he is little, his family’s great,
I pray you, good landlady, give us a treat(2).
Sing hey, sing ho! Sing holly, sing holly(6)!
A drop just to drink, it would cure melancholy

ASCOLTA The Clancy Brothers in Christams Album 1969 (strofe da I a VI) (con un bridge da The Boys from the Country Cork) La versione testuale risale al 1876 (in The Golden Bough, James Frazier)

ASCOLTA Baltimore Consort in Brigh Day Star: Music for the Yuletide Seasons 2009 (strofa I, IV, III, IIa, Va) anche se riprendono la melodia non cantano il ritornello

ASCOLTA Richie Kavanagh in The Mobile Phone 2009 con tanto di coretto di bambini e suono di campane


I
The wren, the wren,
the king of all birds(1),
St. Stephen’s Day was caught in the furze,
although he was little his honour (2) was great,
Jump up me lads and give him a treat(2).
II(4)
As I was gone to Killenaule (5)
I met the wren upon the wall,
Up with me wattle and knocked him down
And brought him into Carrick town(6).
III
Droolin (7), droolin,
where’s your nest?
‘Tis in the bush that I love best
In the tree (bush), the holly tree(8)
Where all the boys do follow me.
CHORUS
Up with the kettle(9) and down with the pan, and you give us a penny to bury the wren
IV
We followed the wren three miles or more
Three miles or more, three miles or more,
Followed the wren three miles or more
At six o’clock in the morning.
V (10)
I have a little box(11) under me arm
Under me arm, under me arm,
I have a little box under me arm,
A penny a tuppence will do it no harm.
VI
Missus Clancy(12)’s a very good woman
A very good woman, a very good woman
Missus Clancy’s a very good woman
She gave us a penny to bury the wren.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo, lo scricciolo
il re di tutti gli uccelli(1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato tra i cespugli
sebbene fosse piccolo, il suo spirito (2) era grande
alzatevi, ragazzi e fategli
un’offerta (3).
II (4)
Mentre andavo a Killenaule (5)
ho incontrato uno scricciolo sul muro
ho alzato il mio bastone e l’ho buttato giù
e l’ho portato a Carrick(6)
III
“Scricciolo, scricciolo
dov’è il tuo nido?”
“E” nei cespugli che preferisco
nell’agrifoglio (8)
dove mi inseguono tutti i ragazzi”
CORO
su la lattina (9) e giù la monetina,
dateci un penny per seppellire lo scricciolo.

IV
Abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia,
abbiamo inseguito questo scricciolo per tre e più miglia
dalle sei della mattina
V (10)
Ho una piccola scatola(11) sotto il braccio, sotto il braccio
Ho una piccola scatola sotto il braccio
e un penny e tre pence andranno bene
VI
La signora Clancy (12) è proprio una brava donna,
una brava donna
e ci ha dato
La signora Clancy è una brava donna ci ha dato un penny per seppellire lo scricciolo.

NOTE
1) Una fiaba celtica per bambini racconta la sfida tra l’aquila e lo scricciolo per contendersi l’appellativo di re degli uccelli: essendo due uccelli avrebbe vinto chi fosse riuscito a volare più in alto! Lo scricciolo partì per primo e quando la possente aquila lo superò si sistemò sul suo dorso e si fece trasportare ancora più in alto, fino a spiccare di nuovo il volo e quindi vincere la gara. raccontata da Joe Heaney qui
2) letteralmente onore, ma qui è da intendersi più in termini “mistici”
3) in altre versioni è espressamente richiesto un penny, ma più spesso ai questuanti si dava un dolce (barm brack un dolce tradizionale all’uvetta e canditi associato con Halloween e anche con il Natale, una specie di panettone irlandese più speziato e asciutto rispetto a quello italiano!) vedi
4) Strofa alternativa: As I went out to hunt and all, I met a wren upon the wall, Up with me wattle and gave him a fall, And brought him here to show you all
5) Killenaule è un piccolo paese nella Contea di Tipperary in un area prevalentemente agricola.
6) Carrick-on-Suir è un paese un po’ più grande nella contea South Tipperary
7) droolin, Droilin in gaelico irlandese per wren (a Dingo dicono rolley)
8) sull’agrifoglio vedi
9) letteralmente: mettete su il bollitore e sotto con la padella!
10) strofa alternativa: I have a little box under me arm, A tuppence or penny will do it no harm, For we are the boys who came your way, To bring in the wren on St. Stephen’s Day
11) la scatola delle offerte, di solito una lattina. Il 26 dicembre era infatti nelle isole britanniche il Boxing day.
12) il nome della generosa signora non può che variare a seconda delle circostanze! Credo che i primi ad aver registrato la canzone siano stati proprio i Clancy bross.

wren-boys-ireland

THE WREN BOYS’ SONG

Un altro canto di questua dei wren boys sempre proveniente dall’Irlanda tratto da  “Ballads from the Pubs of Ireland”, 1968 di James Healy.
ASCOLTA Magpie Lane in “Knock at the knocker and ring at the bell” 2006 (su Spotify)


I
The wren, the wren,
the king of all birds
Saint Stephen’s day was caught in the furze,
We got him there as you can see,
And pasted him up on a holly tree.
CHORUS
Hurrah, my boys, hurrah,
Hurrah, my boys, hurrah.

Knock at the knocker and ring at the bell,
What will you give us for singing so well? 
Singing so well, singing so well,
What will you give us for singing so well?.

II
I get a little box under my arm,
a copper or two will do it no harm,
Knock at the knocker and ring at the bell,
And give us a copper for singing so well.
III
On Christmas day I turned the spit,
I burned my finger, I feel it yet,
Between my finger and my thumb
There’s a blister as big as a plum.
IV
God bless the mistress and the man,
Unto your house we bring the wren,
Though he’s little his family’s great,
Come out, come out, and give us a treat.
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Lo scricciolo,
il re di tutti gli uccelli (1)
nel giorno di S. Stefano fu catturato nel cespuglio,
lo abbiamo preso come potete vedere e legato su un agrifoglio (8).
CORO
Evviva miei ragazzi,
Evviva miei ragazzi,
scrollate il battente e suonate il campanello,
cosa ci date per cantare così bene?
Per cantare così bene, cantare così bene, cosa ci date per cantare così bene?
II
Ho una piccola scatola (11) sotto il braccio
e una monetina o due andranno bene
scrollate il battente e suonate il campanello,
dateci una monetina per cantare così bene
III
Il giorno di Natale ho girato lo spiedo
e mi sono bruciato il dito, lo sento ancora, tra l’indice e il pollice
c’è una bolla grande come una prugna.
IV
Dio benedica la signora e il signore,
nella vostra casa portiamo lo scricciolo, anche se piccolo, il suo spirito è grande, venite fuori e dateci un dolcetto

(seconda parte segue)

FONTI
http://piereligion.org/wrenkingsongs.html http://www.dingle-peninsula.ie/wren.html http://www.sligoheritage.com/archwrenboys.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=805 https://thesession.org/tunes/2828 http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/thewren.htm http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wren_Song.htm http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7195 http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/WRENBOY2.html

Lo, How a Rose E’er Blooming

“Es ist ein ‘Ros’ entsprungen” is a German Christmas carol published in “Gebetbuchlein des Frater Conradus” (1582 or 1588) and re-elaborated musically by Michael Pretorius a decade later: Pretorius veered the meaning of singing extrapolating the virtue of the rose from Mary to Jesus; the song was translated and adapted also in English with the title “Lo, How a Rose E’er Blooming” or “A spotless rose is growing” and in French as “Dans une étable obscure”.
[ Es ist ein’ Ros’ entsprungen (in italiano È spuntata una rosa) è un canto natalizio tedesco pubblicato in “Gebetbuchlein des Frater Conradus” (1582 o 1588) e rielaborato musicalmente da Michael Pretorius un decennio più tardi: Pretorius virò il significato del canto traslando la virtù della rosa da Maria a Gesù; il canto venne tradotto e adattato anche in inglese con il titolo di “Lo, How a Rose E’er Blooming” o “A spotless rose is growing” e in francese come “Dans une étable obscure” (= “In una stalla buia”).]
The chant is clearly a Protestant reworking of a Marian lauda, ​​dating back to an era in which a part of Christian thought went to re-evaluate the female figure (or at least its mystical version) in the wake of the rampant cult of the woman in feudal courts. The subject is complex but it is certainly during the twelfth century that the new concept of “courtly love” is spread in the poetic of the Occitan troubadours by the mystic power of love (the perfectibility of the soul of the “knight” devoted to the service of his lady).
[Il canto è palesemente una rielaborazione protestante di una lauda mariana, risalente ad un epoca in cui una parte del pensiero cristiano andò a rivalutare la figura femminile (o quantomeno la sua versione mistica) sulla scia del culto della donna dilagato nelle corti feudali. L’argomento è complesso e vede discordi pareri, ma è certamente nel corso del XII secolo che si afferma nella poetica dei trobadori occitani il nuovo concetto di “amor cortese” caratterizzato dal potere mistico dell’amore (la perfettibilità dell’anima del “cavaliere” votato al servizio della sua dama).]

It was the theologian Bernard of Clairvaux who baptized the Holy Virgin as “mystical rose”, he was placed not by chance by Dante in Paradise in front of the Blessed ones.
[Fu il teologo Bernardo di Chiaravalle a battezzare la Madonna come ‘rosa mistica’, messo non a caso da Dante proprio in Paradiso di fronte ai Beati.]

mysticrose
Willow Arlenea: Mystic Rose http://www.mysticlifedesign.com/gallery/mysticrose.htm

In forma dunque di candida rosa
Mi si mostrava la milizia santa
Che nel suo sangue Cristo fece sposa.

(Paradiso XXXI 1-3)

The rose petals revolve around the center (and hide it), so the rose holds the secret, the rose is the spiritual uterus, the bow-womb of Salvation (and regeneration). The rose is the manifestation of the Divine Feminine so recurrent in Celtic mythology.
[I petali della rosa ruotano intorno al centro (e lo nascondono), così la rosa custodisce il segreto, la rosa è utero spirituale, la coppa-utero della Salvezza (e rigenerazione). La rosa è la manifestazione del Divino Femmineo così ricorrente nella mitologia celtica.]

Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio Tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che il tuo fattore non disdegnò di farsi fattura. Nel ventre tuo si riaccese l’amore per lo cui caldo ne l’etterna pace cos’ è germinato questo fiore Qui se’ a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra ’ mortali, se’ di speranza fontana vivace. (Dante sound track from the film “The Time Travelers Wife” (in Italian “Un amore all’improvviso”) 2009 of the soundtrack signed by Mychael Danna (the CD was released in 2010) with the song “How To Rose And Bloom” recurring theme.Paradiso canto XXXIII)

TUNE (LA MELODIA)

Eva Beneke

Es ist ein ‘Ros’ entsprungen

sound track from the film “The Time Travelers Wife”  2009 of the soundtrack signed by Mychael Danna (the CD was released in 2010) with the song “How To Rose And Bloom” recurring theme.
[sound track dal film “The Time Travelers Wife” (in italiano “Un amore all’improvviso”) 2009 della colonna sonora firmata da Mychael Danna (il cd è uscito nel 2010) con il brano Lo’ How A Rose E’er Blooming come tema ricorrente.]

Jennifer Graf in “Tidings of Christmas” 2006

*
I
Es ist ein Ros’ entsprungen,
aus einer Wurzel zart,
Wie uns die Alten sungen,
von Jesse kalten Art,
Und hat ein Blumlein bracht mitten im kalten Winter
Wohl zu der halben Nacht.
II
Das Röslein das ich meine,
davon Isaias sagt,
Hat uns gebracht alleine Marie,
die reine Magd.
Aus Gottes ew’gem Rat
Hat sie ein Kind geboren
Wohl zu der halben Nacht.
III
Das Blümelein so kleine,
das duftet uns so süß;
mit seinem hellen Scheine vertreibt’s die Finsternis.
Wahr’ Mensch und wahrer Gott, hilft uns aus allem Leide,
rettet von Sünd und Tod.
english translation
I
A Rose has sprung up,
from a tender root.
As the old ones sang to us,
its lineage was from Jesse.
And it has brought forth a flower
in the middle of the cold winter,
right upon midnight.
II
The Rosebud that I mean, of which Isaiah told,
Mary alone, the pure Maid,
has brought us;
Out from God’s eternal Council,
she has borne a child
half-way through the night.
III
The Flower, so small,
that smells so sweet to us,
with its clear light
dispels the darkness.
True man and true God!
He helps us from all trouble,
saves us from sin and death.

NOTE
* http://singlustily.blogspot.it/2009/12/est-ist-ein-ros-entsprungen.html
 the textual version is the Protestant one in which Jesus is the rose
[la versione testuale è quella protestante in cui è Gesù a essere la rosa]

Lo, How a Rose E’er Blooming

As always I avoid the chorales and I must say that there are some interesting versions in the wake of the success reported by the movie “The Time Travelers Wife”
[Come sempre evito le corali e devo dire che ci sono delle versioni interessanti sulla scia del successo riportato dal film “The Time Travelers Wife“]

Sufian Stevens in Songs for Christmas 2006 (I, II)
a folk version that winks at Mountain style [una versione folk che ammicca al Mountain style]

Sting in “If On A Winter’s Night” 2009 (strofe I e II)

Feist in Sweet Tracks 2005

Thedore Baker 1894*
I
Lo, how a rose e’er blooming
From tender stem hath sprung!
Of Jesse’s lineage coming(1),
As men of old have sung.
It came, a flow’ret bright(2),
Amid the cold of winter
When half-spent was the night(3).
II
Isaiah ‘twas foretold it,
“This Rose(4) I have in mind.
With Mary we behold it,
The Virgin Mother
(so sweet and so) kind.”
To show God’s love aright,
She bore to men a Saviour,
When half-spent was the night.
III
This rose whose fragrance tender
With sweetness fills the air
Dispels with nature’s splendor
The darkness everywhere
True love, so pure and good
From sin and death He saves us,
And lightens every load
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ecco, come una rosa giammai fiorita
è spuntato dal tenero stelo
venuto dal lignaggio di Jesse(1)
come hanno cantato i saggi
E’ venuto la rosa splendente(2)
tra il freddo dell’inverno
nel mezzo della notte(3)
II
Isaia lo aveva preannunciato
“questa rosa(4) vedo..
con Maria contempliamo,
la vergine madre,
così dolce e bella”
Proprio per mostrare l’amore di Dio
ella portò agli uomini il Salvatore
nel mezzo della notte
III
La rosa la cui tenera fragranza
riempie di soavità l’aria
disperde con lo splendore della natura
l’oscurità ovunque sia;
Vero amore, così puro e giusto
dal peccato e dalla morte Egli ci salverà
e alleggerirà ogni peso

NOTE
Catherine Winkworth’s version  dating back to 1869 in my opinion is much more poetic [la traduzione di Catherine Winkworth risalente al 1869 a mio avviso è molto più poetica]


A spotless Rose is blowing
Sprung from a tender root,
Of ancient seers’ foreshowing,
Of Jesse promised fruit;
Its fairest bud unfolds to light
Amid the cold, cold winter
And in the dark midnight.
The Rose which I am singing,
Whereof Isaiah said,
Is from its sweet root springing
In Mary, purest Maid;
For through our God’s great
love and might
The blessed babe she bare us
In a cold, cold winter’s night.
traduzione italiano di Cattia Salto
Una rosa immacolata fiorisce
sbocciando da una tenera radica,
da antichi veggenti preannunciato,
il frutto promesso di Jesse;
la gemma più bella si svela alla luce
nel mezzo del freddo, freddo inverno
e nell’oscura mezzanotte.
“La rosa di cui canto
-così disse Isaia-
spunterà dalle sue dolci radici,
da Maria, vergine fanciulla”;
che per il grande amore di nostro Signore e per la sua volontà
il bambino beato partorì per noi
in una fredda, fredda notte d’inverno

rose-snow
1) the tree of Jesse is the genealogical tree of Jesus starting from Jesse the father of King David; translated as Rod of Jesse it is not clear if Isaiah wants to refer to Ros (rose) or Reis (root) so in medieval iconography the tree is depicted as a rose plant. (see also O Come Emmanuel ) [l’albero di Jesse è l’albero genealogico di Gesù a partire da Jesse il padre del re Davide; tradotto come Rod of Jesse non è chiaro se Isaia si voglia riferire a Ros (rosa) o Reis (radice) così nell’iconografia medievale l’albero è raffigurato come una pianta di rose. (vedi anche O Come Emmanuel )]
2) a white rose therefore, but also the divine (the otherworldly light) become matter. The rose that blooms in Winter has something exceptional, like the birth of Jesus [una rosa bianca dunque, ma anche il divino (la luce ultraterrena) diventata materia. La rosa che fiorisce in Inverno ha un che di eccezionale, così la nascita di Gesù]
3) letteralmente “quando a metà era trascorsa la notte”, a mezzanotte
4) Mary compared to the rose in the Catholic version “Das Röslein, das ich meine, davon Jesaia sagt: ist Maria die Reine” ie “The rose that I mean, of which Isaiah speaks, is Mary the pure” becomes in the Protestant version ” Isaiah ‘twas foretold it, the rose I have in mind; With Mary we behold it. . . “ [Maria paragonata alla rosa nella versione cattolica “Das Röslein, das ich meine, davon Jesaia sagt: ist Maria die Reine” cioè “The rose that I mean, of which Isaiah speaks, is Mary the pure.” diventa nella versione protestante “Isaiah ’twas foretold it, the rose I have in mind; With Mary we behold it . . .”]

Holly, Ivy and Rose

Tori Amos titled the song “Holly, Ivy and Rose”, in “Midwinter graces” 2009 takes the I and III strophe of Lo, How a Rose E’er Blooming with attached melody (though arranged) and engages them in the tradition of carols on holly and ivy. The refrain is sung with his little daughter Tash (Natashya)
[Tori Amos intitola la canzone “Holly, Ivy and Rose”, in “Midwinter graces” 2009 prende la I e la III strofa di Lo, How a Rose E’er Blooming con annessa melodia (ancorchè arrangiata) e li innesta nella tradizione dei carols sull’agrifoglio e l’edera. (vedi). Il ritornello è cantato con la figlioletta Tash (Natashya)]


I
Lo, how a rose e’er blooming
From tender stem hath sprung
Of Jesse’s lineage coming
By ancient sibyls sung
A rose doth bear a flower
All in the cold midwinter
And at the midnight hour
BRIDGE
And he waits for who to find
The heart she left behind
He prays she’ll find her way
To be his bride someday
CHORUS
Ivy of all the trees in the wood,
holly wants the rose
Holly and the ivy
when they are both full grown
Of all the trees in the wood holly
bears the crown
Holly and the ivy,
the running of the deer
For his rose to bloom holly
waits every year
II
Lo, how a rose e’er blooming
From tender stem hath sprung
The frozen air perfuming
that tiny bloom doth swell
Its rays the night illuming,
the darkness quite dispel
Oh, flower beyond compare
Bloom in our heart’s midwinter
Restore the springtime here
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Ecco, come una rosa giammai fiorita,
è spuntato dal tenero stelo,
venuto dalla discendenza di Jesse
da antiche sibille preannunciato,
una rosa porta un fiore,
tra il freddo dell’inverno,
nel mezzo della notte.
Bridge
Ed egli attende che lei trovi
il cuore che ha lasciato indietro
e prega che lei troverà la sua via
per diventare un giorno sua moglie. CORO
Edera, di tutti gli alberi del bosco l’agrifoglio vuole la rosa.
L’agrifoglio e l’edera
quando sono entrambi cresciuti
di tutti gli alberi del bosco
l’agrifoglio porta la corona.
L’agrifoglio e l’edera,
la corsa del cervo,
per lo sbocciare della sua rosa l’agrifoglio attende ogni anno.
II
Ecco, come una rosa giammai fiorita,
è spuntato dal tenero stelo,
profumando l’aria gelida
quel piccolo boccio si apre,
i suoi raggi illuminano la notte
e disperdono l’oscurità;
oh fiore senza paragoni,
fiorisci nell’inverno del nostro cuore
e riporta la primavera.

LINK
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com /
Hymns_and_Carols/Notes_On_Carols/lo_how_a_rose_eer_blooming.htm
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/ Hymns_and_Carols/NonEnglish/Es_ist_ein_Ros_entsprungen.htm http://www.hymnary.org/text/lo_how_a_rose_eer_blooming http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_commissions/pcchc/ documents/rc_com_pcchc_20051202_rosa-mystica_it.html http://www.larosenoire.it/index.php?page=Il_simbolismo_della_Rosa http://lamisticadellanima.blogspot.it/2014/01/ il-segreto-di-dante-e-le-quattro-chiavi.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=116873

http://religiousaffections.org/articles/ hymnody/incarnation-hymnody-%E2%80%9C/ http://www.abbruscatonotaio.com/letteratura/641-canto-xxxiii-del-paradiso-di-dante http://www.oilproject.org/lezione/dante-alighieri-commedia-paradiso-canto-33-testo-parafrasi-san-bernardo-preghiera-vergine-9243.html

LE DECORAZIONI NATALIZIE

Le decorazioni natalizie, oggi fortunatamente più eco-friendly, hanno origine dall’usanza medievale di addobbare la casa con rami sempreverdi. L’usanza era però molto più antica, risalente ai riti solstiziali per sostenere il sole morente dell’Inverno. Il sempreverde era la speranza  della vittoria del Sole e del rinnovarsi della vita contro le forze del male e dell’oscurità.
Chiese e case erano decorati con rami d’alloro, rosmarino, pungitopo, agrifoglio, edera e bacche.

DECK THE HALLS

Fu l’Ottocento vittoriano a dettare le regole della casa elegante durante il Natale: al motto di “uniformità e ordine con stile” le istruzioni fioccarono nei Magazine per signore, e pensare che agli inizi dell’Ottocento il Natale era una festa a mala pena celebrata in Inghilterra! La trasformazione è stata rapida e capillare.

L’ALBERO DI NATALE

victorian_treeA cominciare con l’albero di Natale, un’usanza tipicamente germanica introdotta in Inghilterra nel 1840 dalla regina Vittoria, innamorata del suo bel principe Alberto e celebrata dall’Illustrated London News; qualche anno più tardi è riprodotto il disegno di tutta la famiglia reale riunita intorno all’abete, decorato con candele accese, dolcetti, frutta, decorazioni fatte in casa e piccoli doni; il messaggio espresso chiaramente nell’illustrazione era quello del calore e della condivisione di una festa che riuniva tutta la famiglia, dalla preparazione del cibo e della tavola, alle decorazioni e poi i regali, i giochi di società e i balli. Il secondo fautore del nostro Natale fu Charles Dickens con il libro “A Christmas Carol” (pubblicato nel 1843) che divenne portatore di valori quali la famiglia, la carità, la buona volontà e la pace.

Già i romani per i Saturnalia e le Calendae decoravano la casa con rami di abete, spiriti della fertilità che rimanevano carichi di foglie anche in pieno Inverno. E tuttavia non si riesce a rintracciare il passaggio da questi ramoscelli all’albero natalizio. Una leggenda narra di Wilfred di Credition un sacerdote cristiano dell’VIII secolo missionario in Germania: per dissuadere i “pagani” nelle pratiche rituali in onore ai vecchi dei fece abbattere una quercia, la pianta sacra di Odino. Ma lì vicino nacque un abete così Wilfred la proclamò emblema della nuova fede.
Un’altra leggenda racconta nientemeno che Martin Lutero, suggestionato da una notte stellata, alla vigilia di Natale decorò un abete con tante candele accese per catturare la luce delle stelle e lo regalò ai figli. Una cinquantina d’anni dopo Lutero l’usanza di decorare l’abete con candele, decorazioni, dolcetti e frutta era una moda a Strasburgo, moda che si diffuse nei secoli seguenti un po’ per tutto il continente europeo.

E per restare sempre in tema di gesti benaugurali: non bisogna rimuovere l’albero di Natale e altre decorazioni di Natale prima della dodicesima notte (6 gennaio).

LE PIANTE MAGICHE D’INVERNO

Le antiche credenze sulle piante magiche dell’Inverno vennero rivestite dalla Chiesa cristiana di nuovi simboli, tranne il vischio la pianta sacra dei Druidi di cui i sacerdoti cristiani proibirono l’uso nelle chiese.

AGRIFOGLIO
Oltre all’abete tutte le piante sempreverdi a bacca erano le benvenute in casa. Le popolazioni celtiche (come gli antichi romani) attribuivano all’agrifoglio poteri magici, e ne appendevano dei ramoscelli alle porte, come amuleti contro gli spiriti maligni. L’agrifoglio era considerata una pianta benaugurante, la controparte invernale della Quercia. L’equivalente femminile del Re Agrifoglio è l’Edera (in inglese Ivy) entrambi sono simboli di fertilità e sono intrecciati insieme nelle ghirlande per rendere manifesta la doppia natura maschile e femminile del principio creativo. continua

EDERA
Con l’edera anticamente si intrecciavano corone, simbolo di unione e fedeltà tra i futuri sposi, era anche la pianta sacra di Dioniso e perciò nel mondo greco e latino saldamente legata al vino . I Celti l’associavano alla dea gallese Arianrhod. E’ una pianta che fiorisce al contrario , in autunni infatti spuntano le infiorescenze che diventano nere bacche in primavera.

VISCHIO
Pianta sacra per eccellenza il vischio nella tradizione celtica era considerato un efficace rimedio ovvero una “pianta che guarisce tutto“. Come l’idromele era inoltre utilizzato nei rituali matrimoniali in quanto si riteneva che il vischio potesse rendere fertile la coppia. Per i Celti il vischio era il simbolo della resurrezione, della sopravvivenza della vita alla morte, affascinati dalla sua vita completamente aerea, credevano fosse l’emanazione della divinità sulla Terra.
Oggi il vischio è una pianta benaugurale utilizzata per decorare le porte e i vani di passaggio, è prassi scambiarsi un bacio se una coppia si trova sotto i suoi rami; l’usanza inglese vuole che per ogni bacca ci sia un solo bacio così ogni volta che una coppia si bacia sotto il vischio, una bacca deve essere tolta dal rametto. Un tempo bruciare il vischio dell’anno vecchio significava propiziare i raccolti e tenere lontano la malasorte. continua

CHRISTMAS BOUGH

Si tratta di una tipica decorazione natalizia d’epoca medievale, un globo sempreverde, una struttura composta da vari rami di edera e agrifoglio (ma anche rosmarino, alloro e ogni altra ramaglia verde disponibile in giardino) intrecciati in modo da ottenere un grosso globo: i rami curvati a seguire gli spicchi della sfera erano legati tra di loro (e per rinforzare la struttura a seconda della dimensione era talvolta disposto anche un cerchio di sempreverdi lungo l’equatore). All’interno del globo si appendeva un frutto di stagione, in genere una mela o una pera.
Il globo dei sempreverdi era agganciato in alto sul soffitto e nella parte inferiore si appendeva un rametto (o più rametti) di vischio tenuti insieme da un bel fiocco di raso. Ammiriamo questa bellissima decorazione d’epoca Regency, una rielaborazione del globo natalizio medievale impreziosita da candele.

Così a seconda delle dimensioni e della disposizione più fitta dei rami, la composizione poteva diventare più simile a una palla detta anche Christmas kissing ball. Questa decorazione è ancora molto popolare nei paesi anglosassoni.
Usare il vischio nelle decorazioni natalizie era invece un tempo una questione più controversa, bandito dalle Chiese cattoliche per tutto l’Ottocento, anche nelle case signorili più conservatrici e di rigidi principi, era relegato nelle cucine e nelle fattorie.

Alcuni tutorial molto interessanti a cui ispirarsi per le decorazioni
http://blog.english-heritage.org.uk/how-to-make-traditional-tudor-christmas-decorations/
http://www.theherbariumproject.com/on-the-make-a-victorian-kissing-ball/

http://www.thepaintedhinge.com/2013/12/17/diy-yule-log-tutorial/

Canti natalizi con le piante del Natale

DECK THE HALLS
GET IVY AND HULL
GREEN GROWTH THE HOLLY
HOLLY AND THE IVY
HOLLY AND IVY GIRL
MISTLETOE BOUGH
MISTLETOE BOUGH (Ken Nicol)
NAY IVY NAY
SANS DAY CAROL

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/solstizio-inverno.htm
https://austenonly.com/2009/12/14/jane-austen-and-christmas-decorating-the-georgian-home/

GET IVY AND HULL

Prendi l’edera e l’agrifoglio” perchè è arrivato il Natale e le tradizioni da onorare sono tante, tra il sacro e il profano. Fu però l’epoca vittoriana a rivitalizzare il Natale e Charles Dickens in particolare con il libro “A Christmas Carol” (pubblicato nel 1843) divenne portavoce dei valori “del buon cristiano” quali la famiglia, la carità, la buona volontà e la pace.

IL NATALE NEL MEDIOEVO INGLESE

In questo video sono riassunte le tradizioni del Natale secondo i Tudors:
le decorazioni con le piante magiche dell’Inverno (vedi)
la candela di Natale (continua)
il wassail e la coppa del brindisi (JOLLY WASSAIL BOWL)
il ceppo di Natale (YULE LOG)
la testa del cinghiale (BOAR’S HEAD CAROL)

GET IVY AND HULL

D’origine rinascimentale (all’epoca di Elisabetta I) è un carol scritto daThomas Tusser nel 1558 sulla melodia “Bannocks o’ barley meal”, stampata ne “Ancient English Christmas Carols: 1400-1700” (Edith Rickert, 1914) con l’arrangiamento di Charles Wood.
ASCOLTA Tom Roush


I
Get ivy and hull(1), woman,
deck up thine house,
And take this same brawn(2) for to seethe and to souse;
Provide us good cheer,
for thou knowest the old guise,
Old customs that good be,
let no man despise.
CHORUS
At Christmas be merry
and thank God of all,

And feast thy poor neighbours,
the great and the small.

Yea, all the year long have
an eye to the poor,

And God shall send luck
to keep open thy door.

II
Good fruit and good plenty
do well in thy loft (3),
Then lay for an orchard
and cherish it oft.
The profit is mickle(4),
the pleasure is much;
At pleasure with profit
few men will grutch(5).
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Prendi l’edera e l’agrifoglio, donna,
e decora la tua casa
e prendi della birra scura
da bollire e macerare;
ci danno buon umore,
perchè conosci le vecchie tradizioni,
che le vecchie e buone abitudine
l’uomo non disprezzi!
CORO
A Natale siate allegri
e ringraziate Dio di tutto,

e festeggiate con i vicini sfortunati,
grandi e piccini.

Si, per tutto l’anno abbiate
riguardo dei poveri,

e Dio manderà la fortuna
se terrete aperta la porta.

II
La buona frutta e l’abbondanza
fanno bene al tuo solaio
allora prepara un frutteto
e curalo spesso.
tanto profitto,
massima soddisfazione;
alla soddisfazione per il profitto
pochi uomini mugugneranno.

NOTE
1) hull= Holly
2) per la  preparazione del wassail: nel Medioevo il liquido principale della grolla (o la coppa del wassail) era birra calda aromatizzata con mele e spezie. Le ricette d’epoca prevedono la cottura in forno delle mele ridotte successivamente in purea e l’aggiunta di noce moscata, zenzero e zucchero. Ricette d’epoca qui qui
3) un tempo sul solaio venivano messe certe derrate alimentari a stoccare o a seccare (ad esempio le mele): gli auguri di prosperità e abbondanza per il Nuovo Anno erano impetrati con i canti di questua rituali (wassail song) in particolare con la benedizione del frutteto (apple wassail)
4) mickle = great
5) grutch = begrudge

Tra le musiche da danza per il Natale nel Galles

ASCOLTA Calan The Holly (Rhif Wyth)
La country dance Rhif Wyth con i danzatori che indossano i costumi tradizionali gallesi

continua

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/
get_ivy_and_hull.htm

THE BONNY HIND: WHEN MAN WAS A HUNTER

La ballata nota come “The Bonny Hind” (in Child ballad #50) tratta il tema edipico dell’incesto, per altro sviluppato anche in altre ballate anglo-scozzesi. Già il genere affronta temi tragici e dolorosi, solo apparentemente addolciti da aspetti favolistici, in particolare per quanto riguarda il filone cavalleresco/cortese. La ballata cavalleresca riflette la vita contemporanea della piccola e grande nobiltà e tratta per lo più di storie d’amore anche se spesso infelice: sono affrontati temi “scottanti” come il rapimento, lo stupro, l’incesto, l’adulterio e l’omicidio per gelosia o per vendicare un tradimento, riflessi di un’antica civiltà in cui i deboli (di forza, di carattere o di cuore, di livello sociale basso) avevano ben poche aspettative di vita.

LA TRAMA
Un nobiluomo di giovane età ritorna al castello del padre e giace nei boschi con una bella fanciulla; solo dopo, scopre che la fanciulla è sua sorella. La ragazza si uccide per il disonore e lui la seppellisce sotto un albero di agrifoglio. Possiamo presumere che l’atto sessuale sia stato consensuale, è più probabile però che la fanciulla sia stata stuprata dal nobiluomo, e già questo sarebbe bastato per la morale
del tempo, a far sentire la giovane responsabile e indegna, ma l’aggravante dell’incesto compiuto, seppure inconsapevolmente, atto abominevole e tabù supremo, non può che portarla alla morte.
Ma ecco che il tema soprannaturale si inserisce nel finale e dà il nome alla ballata: Lord Randall la compiange come bonny hind, (in italiano bella cerva).

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Ma come avviene, nel mito, il passaggio da vittima sacrificale a cerva bianca?
Prima di tutto occorre osservare che il corpo viene seppellito, non a caso, sotto la pianta dell’agrifoglio: albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità, considerato un potente simbolo di vita, o più precisamente dell’immortalità, la sopravvivenza oltre la morte apparente. Inoltre possiamo notare che la cerva bianca è l’animale sacro di Diana cacciatrice ovvero l’Artemide greca, protettrice delle fanciulle (vergini) equivalente nelle Gallie a Arduinna e Sirona o più in generale alla dea celtica Adnoba: tutte dee associate ai boschi, alle acque e alla luna. (continua)
Poi che la credenza nella reincarnazione ha un suo substrato anche in Occidente nella filosofia greca da Pitagora a Platone, (e per alcuni storici anche nel druidismo) o in ambito cristiano nello gnosticismo e nel catarismo. Perciò lo stupro perpetrato nei confronti di una vergine e per di più in un bosco è un offesa alla dea, e la necessità dell’anima di purificarsi dall’incesto (anche se involontario) si associa con la metempsicosi nel corpo di una cerva bianca.

Ci sono poche registrazioni della ballata, forse a causa del tema trattato e la melodia usata è quella di “Duke of Marlborough”

ASCOLTA (su SpotifyJune Tabor in Abyssinias 1983

ASCOLTA (su SpotifyMartyn Bates & Mick Harris in Murder Ballads 1998

ASCOLTA (su Spotify)  Wendy Weatherby in A Shirt of Silk or Snow 2010

Versione A; Child 50 Herd’s Manuscripts II, fol. 65. “Copied from the mouth of a milkmaid, by   W.L., in 1771.”


VERSIONE di June Tabor imparata da Peta Webb nei primi anni 70
I
It’s May(1) she comes
and May she goes
down by the garden green
It’s there she spied a good young squire(2) as good as e’er be seen
II
It’s May she comes and May she goes
down by the Holland(3) green
And it’s there she spied a brisk young squire as brisk as e’er be seen
III
“Come give to me your green mantle(4),
give to me your maidenhead
If you won’t give me your green mantle,
give me your maidenhead”
IV
He’s ta’en her by the milk-white hand(5)
and gently laid her down
And it’s when he raised her up again
giving her a silver comb(6)
V
“Perhaps there may be bends
or perhaps there may be none
But if you be a courtier
pray tell to me your name”
VI
“Oh I am no courtier” he said
“but new come from the sea
Oh I am no courtier” he said
“but when I courted thee
VII
They call me Jack when I’m abroad,
sometimes they call me John
But when I’m in my father’s bower, oh,
Jock Randal is my name”
VIII
“You lie, you lie, you bonny lad,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s only daughter,
he has no more than me”
IX
“You lie, you lie, you bonny lass,
so loud I hear you lie
For I am Lord Randal’s very own son
that new come from the sea”
X
She’s puttin’ down by her side
and out she’s taken a knife
And she’s put in in her own heart’s blood and taken away her life
XI
And he’s taken his only sister
with a big tear in his eye
And he’s buried his only sister
beneath the Holland tree(3)
XII
It’s soon he’s hied him o’er the dales
his father due to see
“It’s oh and woe for my bonny hind(7)
beneath the Holland tree”
XIII
“What care you for a bonny hind,
for it you need not care
There’s eight score hinds in yon green park
and five score is to spare”
XIV
“Oh score at them a silver shot
and these you may get three
But oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XV
“What care you for your bonny hind,
for it you need not care
Take you the best and leave me
the worst since plenty is to spare”
XVI
“I care not for your hinds, kind sir,
I care not for your fee
But it’s oh and woe for my bonny hind
beneath the Holland tree”
XVII
“Oh were you up your sister’s bower,
your sister fair to see
Oh you’ll think no more on your bonny hind
beneath the Holland tree”

TRADUZIONE ITALIANO RICCARDO VENTURI
I
Maggio viene,
maggio va via
Nel verde dei giardini,
Là ella vide un bel cavaliere
Se mai cavaliere ci fosse;
II
E maggio viene, maggio va via
Per i cespi d’agrifoglio,
Là ella vide un giovane cavaliere
Forte come nessuno, e bello.
III
“Dammi il tuo verde
mantello,
Dammelo, bella fanciulla;
Dammi il tuo verde
mantello
E la tua verginità.”
IV
L’ha presa per la bianca
mano
E piano l’ha distesa giù;
Quando l’ha fatta rialzare
Le ha dato una spilla d’argento.
V
“Signore, potrei essere incinta,
Come potrei non esserlo affatto;
Se siete un uomo di Corte
Ditemi come vi chiamate.”
VI
“Non sono un cortigiano,
Ho appena traversato il mare;
Non sono un uomo di Corte,
Tranne quando corteggio te.
VII
“Mi chiaman Jack in terre straniere,
Talvolta mi chiamano John;
Ma al castello di mio padre
Jock Randal è il mio nome:”
VIII
“Tu menti, tu menti, bel ragazzo,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unica figlia di Lord Randal,
Non ha altri figli che me.”
IX
“Tu menti, tu menti, bella ragazza,
Tu menti e lo fai ad alta voce!
Sono l’unico figlio di Lord Randal
Appena arrivato dal mare!”
X
Ha portato la mano alla gonna
E ha tirato fuori un coltello,
Se l’è immerso nel cuore
Privandosi della vita.
XI
Lui ha preso la bella sorella
Gli occhi pieni di lacrime;
La bella sorella ha sepolto
Tra gli agrifogli verdi.
XII
Poi se n’è andato su nella valle
Per vedere il suo caro padre:
“Piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”
XIII
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciar tanto!
Quasi duecento ne abbiamo nel parco
E cento te ne puoi prendere.
XIV
“Ottanta di loro son ferrati d’argento,
Te ne puoi prender sessanta;”
“Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XV
“Perché piangi per una cerva?
Non te ne devi crucciare tanto!
Prendi la meglio, io mi tengo la peggio,
Ché ne abbiamo in abbondanza!”
XVI
“Tenetevi i vostri cervi, signore,
Tenetevi i vostri averi;
Io piango per la bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli!”
XVII
“Se tu vedessi tua sorella,
La tua bellissima sorella,
Non penseresti più alla tua bella cerbiatta
Che dorme fra gli agrifogli.”

NOTE
1) maggio è notoriamente il mese delle ballate in cui il risveglio della natura accende i sensi e fa illanguidire le belle fanciulle vergini
2) in epoca medievale uno scudiero era un giovane nobile che portava lo scudo e l’armatura al cavaliere. Si trattava per lo più di un adolescente durante il suo praticantato per diventare cavaliere. La voce scudiero passò successivamente per ragioni araldiche ad indicare la carica di un gentiluomo di corte il quale aveva anche cura delle scuderie reali. Tradotto impropriamente con “cavaliere”. Il ragazzo all’età di 7 anni veniva mandato a servire come paggio presso un altro clan, imparentato con la famiglia e a 14 anni passava al seguito di un cavaliere in qualità di scudiero. I due protagonisti potrebbero essere adolescenti.
3) holland è una corruzione di hollin ossia l’agrifoglio. L’Agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità. Era considerato un potente simbolo di vita, per le sue foglie annuali e i suoi frutti invernali. continua
4) il mantello rappresenta la protezione paterna
5) prendere per la bianca mano: tipica frase in codice utilizzata nelle ballate per far capire agli ascoltatori che l’uomo e la donna stanno per fare sesso
6) nella tradizione scozzese è consuetudine da parte  dell’uomo regalare alla sposa una spilla d’argento che in Scozia prende il  nome di “luckenbooth“:  è in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche  con pietre incastonate; è un regalo di fidanzamento che viene indossato  durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia  dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un  bambino.
7) non si tratta solo di un vezzeggiativo, il fratello crede che l’anima della sorella è trasmigrata in quella di una cerva, ovvero il corpo della fanciulla si è mutato in cerva bianca. Nelle leggende e nelle fiabe la cerva bianca è una fanciulla stregata che si trasforma in animale durante la notte, e attende il bacio del cacciatore invece della freccia che la ucciderà; ed è anche la fata-cerva del Greenwood, il bosco sacro, che si pettina i capelli d’oro accanto ad una fonte in attesa del cacciatore che la sposerà (e per certi aspetti, è simile alle sirene). continua

COMPLAINTE DE LA BLANCHE BICHE seconda parte

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9008&lang=it
http://ontanomagico.altervista.org/blanchebiche.htm
https://terreceltiche.altervista.org/lo-spirito-del-cervo/

http://www.bluegrassmessengers.com/the-bonny-heyn–herd-1771-child-a.aspx
http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/thebonnyhind.html
http://www.airesis.net/giardinomagi_cervo.html