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Dark Night of the Soul

“The Dark Night of the Soul”  nell’album di Loreena McKennitt “The Mask and Mirror” è un allegoria spirituale sulla scia della poesia del sacerdote spagnolo San Giovanni della Croce, seguace di Santa Teresa d’Avila che nel trattato “La Notte Oscura” descrive la notte oscura dei sensi e la notte oscura dell’anima (la notte oscura della contemplazione); per unirsi a dio l’anima si deve liberare da tutti gli ostacoli dei sensi, ma anche sperimentare il dolore di sentirsi separata da Dio, smarrita e confusa: l’anima esposta alla luce divina s’infiamma e si purifica annullandosi nel divino (nozze mistica).
“The Dark Night of the Soul” in Loreena McKennitt’s album “The Mask and Mirror” is a spiritual allegory in the wake of the poetry of the Spanish priest Saint John of the Cross, a follower of Saint Teresa of Avila who in his treatise “The Dark Night” describes the dark night of the senses and the dark night of the soul (the dark night of the contemplation); to unite with God the soul must free itself from all the obstacles of the senses, but also experience the pain of feeling separated from God, lost and confused: the soul exposed to the divine light ignites and purifies itself annihilating in the divine (mystical wedding ).

Non è mia intenzione analizzare il pensiero mistico di Giovanni della Croce e rimando direttamente alla lettura del trattato che commenta e compendia la poesia (qui)
It is not my intention to analyze the mystical thought of John of the Cross and I refer directly to the reading of his treatise that comments and summarizes poetry (here)

Scrive Loreena nelle note “L’opera senza titolo è una poesia d’amore squisita e ricca di metafore tra se stesso e il suo dio. Potrebbe sembrare un poema d’amore tra due innamorati qualsiasi e in un momento qualsiasi … Il suo approccio sembra più simile alle prime opere islamiche o giudaiche con una più diretta via di comunicazione al suo dio … ho esaminato tre diverse traduzioni del poema, e sono colpita da quanto una traduzione possa alterare la nostra interpretazione. Mi sono ricordata che la maggior parte delle sacre scritture ci viene in traduzione, dando luogo a pareri piuttosto diversi. “
Loreena writes in the booklet”the untitled work is an exquisite, richly metaphoric love poem between himself and his god. It could pass as a love poem between any two at any time…His approach seems more akin to early Islamic or Judaic works in its more direct route of communication to his god…I have gone over three different translations of the poem, and am struck by how much a translation can alter our interpretation. Am reminded that most holy scriptures come to us in translation, resulting in a diversity of views.

Loreena McKennitt in The Mask and the Mirror (1994)


I
Upon a darkened night
The flame of love was burning in my breast
And by a lantern bright
I fled my house while all in quiet rest
Shrouded by the night
And by the secret stair I quickly fled
The veil concealed my eyes
While all within lay quiet as the dead
[Chorus:]
Oh night thou was my guide
Oh night more loving than the rising sun
Oh night that joined the lover
To the beloved one
Transforming each of them into the other
II
Upon that misty night
In secrecy, beyond such mortal sight
Without a guide or light
Than that which burned so deeply in my heart/That fire t’was led me on
And shone more bright than of the midday sun/To where he waited still
It was a place where no one else could come
III
Within my pounding heart
Which kept itself entirely for him
He fell into his sleep
Beneath the cedars all my love I gave
From o’er the fortress walls
The wind would brush his hair against his brow/And with its smoothest hand
Caressed my every sense it would allow
IV
I lost myself to him/And laid my face upon my lover’s breast
And care and grief grew dim
As in the morning’s mist became the light
There they dimmed amongst the lilies
Traduzione italiano di Cattia Salto *
I
Nella notte buia
dal mio amor tutta infiammata
con una lanterna illuminata uscii
e lasciai la mia casa al sonno abbandonata.
Nel buio travestita
per la segreta scala andai
e senza veder cosa, velati gli occhi
nel mentre tutto era calmo ed esangue.
Oh Notte che mi guidasti
Oh notte più dell’alba compiacente
Oh, notte che riunisti l’Amato
con l’amata
amata nell’Amato trasformata.

II
Nella gioiosa notte,
in segreto, senza veder cosa,
né altra luce o guida avea
fuor quella che in cuor mi ardea.
E questa mi guidava
più sicura del sole a mezzogiorno
là dove mi aspettava chi ben io conoscea,
in un luogo ove nessuno si vedea.
III
Sul mio petto fiorito
che intatto sol per lui tenea serbato,
là si posò addormentato
Diedi tutto il mio amore sotto i cedri
La brezza d’alte cime
allor che i suoi capelli discioglievo, carezzava
con la sua mano leggera
tutti i sensi miei in estasi rapiva
IV
Là giacqui, mi dimenticai,
il volto sull’Amato reclinai
tutto finì lasciando ogni pensier
mentre la foschia nel mattino diventa luce
tra i gigli perdersi obliato

NOTE
*  adattata da  qui 
(adapted from here)

LINK
http://ciudadseva.com/texto/noche-oscura/
http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/notte%20oscura.htm