La Dama e l’Unicorno

L’unicorno nell’immaginario collettivo (e nell’araldica) è un piccolo cavallo bianco con un singolo corno a spirale in mezzo alla fronte. Secondo le leggende è una creatura magica che si mostra solo ai puri di cuore e per poterlo catturare occorre la mano di una vergine.

SOMMARIO
Courtyard Lullaby (Loreena McKennitt)
The Lady and the Unicorn (John Renbourn full album)
Ausi conme unicorne sui

L’UNICORNO

Se all’origine delle leggende sull’unicorno (liocorno) con tutta probabilità si nasconde un rinoceronte, nel Medioevo europeo dei bestiari viene raffigurato con fattezze di capra.
Tuttavia la figura dell’unicorno che prende il sopravvento nell’immaginario collettivo (e nell’araldica) è quella di un piccolo cavallo bianco (per sottolinearne la purezza, allegoria della castità) con un singolo corno a spirale in mezzo alla fronte. Secondo le leggende è una creatura magica che si mostra solo ai puri di cuore e per poterlo catturare occorre la mano di una vergine.

The unicorn

[english version]
In the beginning of the legends on the unicorn we have a rhinoceros, in the European Middle Ages bestiaries the unicorn is depicted with features of goat, but the figure that takes over in the collective imagination (and in the heraldic crest) is that of a small white horse (to underline purity, allegory of chastity) with a single spiral horn in the middle of the forehead. According to the legends unicorn is a magical creature that shows itself only to the pure of heart and to be able to capture it takes the hand of a virgin.

L’unicorno fiabesco di Angela Betta Casale

Scrive il professor Franco Cardini nel suo saggio “Fra XII e XIII secolo, l’unicorno raggiunge il suo aspetto “classico”: è ormai – sia pure con parecchie varianti possibili – un candido cavallo dal mento barbato e dagli zoccoli bifidi (due attributi caprini), e reca sulla fronte un corno di narvalo. Si sottolinea il suo carattere di guaritore, sia perché il suo corno purifica le acque e allontana i veleni, sia perché – come si vede nell’unicorno donato da Candace, regina di Etiopia ad Alessandro nell’Alexanderlied, oppure nel Parsival di Wolfram von Eschenbach incastonata nella sua fronte c’è una pietra preziosa, il carbonchio, dal magico potere. Il corno, il candore, l’elemento acqua avvicinano d’altronde l’unicorno al regime femmineo del simbolo, e di esso si fa talora non solo il simbolo del Cristo, ma anche della vergine stessa. D’altronde, il simbolo è per sua natura ambivalente: e così, al pari di altri animali nobili quanto lui, anche all’unicorno spettò di rappresentare talora il Cristo, ma tal altra anche il suo avversario. La sua ferocia poteva essere interpretata come simbolo di malvagità..” (tratto da qui)

E’ proprio il corno, immagine fallica per eccellenza ad alludere alla sua carica erotica e feconda: il corno teso verso l’alto è spada (forza, sovranità, ma anche spada di Dio) e nello stesso tempo corno vuoto, cornucopia simbolo femminile di fecondità e abbondanza.

La sua raffigurazione più rinomata è negli arazzi fiamminghi della Dama e l’Unicorno, ma anche nei sette arazzi della Caccia all’Unicorno conservati ai Cloisters di New York. Nel ciclo che riproduce una battuta di caccia come la tradizionale caccia al cervo assistiamo ad un prodigio: l’animale catturato e ucciso rinasce e in ultimo è raffigurato in un recinto sotto ad un albero di melograno, così si riassume il mistero della vita, la fertilità della terra e del cosmo con l’eterno ciclo di morte e rinascita delle stagioni.

It is precisely the horn, a phallic image par excellence to allude to its erotic and fruitful charge: the horn stretched upwards is sword (strength, sovereignty, but also sword of God) and at the same time empty horn, cornucopia female symbol of fruitfulness and abundance.

Its most famous depiction is in the Flemish tapestries of the Lady and the Unicorn, but also in the seven tapestries of the Unicorn Hunting preserved at the Cloisters of New York; in the cycle that reproduces a hunting trip like the traditional deer hunting we witness a prodigy: the animal, captured and killed, is reborned and is ultimately depicted in an enclosure under a pomegranate tree, thus summarizing the mystery of life, the fertility of the earth and the cosmos with the eternal cycle of death and rebirth of the seasons

Courtyard Lullaby

Loreena McKennitt nel suo album “The visit” compone una breve ma intensa canzone dal titolo  “Courtyard Lullaby“.

Il contesto in cui nasce il brano è  una location del Portogallo a Quinta das Torres in un palazzo del XVI secolo con il tipico cortile interno adornato da aranci, così scrive Loreena nel booklet: “l’atmosfera del posto mi ha ricordato gli arazzi dell’Unicorno appesi ai Cloisters di New York. Gli arazzi e il palazzo sono entrambi ricchi  di un’iconografia mondana pre-cristiana che rappresenta il misterioso ciclo di vita e morte delle stagioni. Fu nel cortile di Quinta das Torres che questo brano è stato concepito”

Un testo/sogno notturno è aperto a molteplici interpretazioni.

Loreena McKennitt in her album “The Visit” composes a short but intense song entitled “Courtyard Lullaby”.

The context in which the piece is born is a location of Portugal in Quinta das Torres, a 16th century palace with a typical courtyard decorated with orange trees, Loreena writes in the booklet “the feel of the place reminded me of the Unicorn tapestries which hang in The Cloisters in New York City. The tapestries and the lodge are both rich with earthy, pre-Christian iconography depicting the mysterious life and death cycle of the seasons. It was in the courtyard of Quinta das Torres that this piece was conceived.

In this interpretation, the text and the nocturnal dream are decoded

Traduzione italiana Cattia Salto
I
Nel cielo scuro della notte
dove le stelle stanno abbracciate,
il cortile ancora dorme
e la pace ti sovrasta.
II
“Vieni da me- canta(1)-
ascolta il battito della terra,
le maree dell’oceano che spingono,
e tengono il tuo cuore nella loro(2) mano”
III
E quando il vento soffia forte
tra i cipressi
gli usignoli smettono di cantare,
così si radunano i ricordi
IV
Ieri notte mi raccontavi di un sogno,
dove le foreste si estendevano ad est
e ogni uccello intonava il suo canto,
un unicorno (3) si unì alla gioia
V
E in un angolo stava un melograno (4)
con fiori selvatici,
che nessun occhio mortale poteva vedere.
VI
Tuttavia ancora un mistero accade (5),
appena il gallo canta all’alba,
il mondo immobile custodisce
il segreto dei bimbi nascituri
VII
Vieni da me, amore mio
ascolta il battito della terra,
le maree dell’oceano che spingono,
e tengono il tuo cuore nella loro mano
VIII
Sentivo una vecchia voce dire
“Non allontanarti dalla terra,
le stagioni hanno i loro percorsi
che nessun mortale può capire”
NOTE
(1) come ogni cortile che si rispetti, sia della tradizione medievale europea che di quella araba, al centro è costruita una fontana (o un pozzo come nei chiostri dei monasteri), immagino sia la fontana con il suo sommesso zampillo a porgere l’invito a coloro che dormono nel palazzo di scendere nel cortile
(2) il mormorio delle onde e il battito della terra risuonano all’unisono con il battito del cuore di coloro che dormono
(3) l’irruzione del sacro nel sogno
(4) il melograno è un albero dal duplice significato fertilità e morte, frutto sacro,  alla Dea Madre e simbolo di rinascita e rigenerazione
(5) Giorgio Gregori suggerisce “è il momento “sospeso” dell’aurora, quando la notte finisce e si aspetta l’alba. In quel momento tutto il mondo rinasce (vedi cosa scrisse Marius Schneider ne “il significato della musica”)


I
Wherein the deep night sky
The stars lie in its embrace
The courtyard still in its sleep
And peace comes over your face
II
“Come to me,” it sings (1)
“Hear the pulse of the land
The ocean’s rhythms pull
To hold your heart in its hand (2).”
III
And when the wind draws strong
Across the cypress trees
The nightbirds cease their songs
So gathers memories
IV
Last night you spoke of a dream
Where forests stretched to the east
And each bird sang its song
A unicorn (3) joined in a feast
V
And in a corner stood a pomegranate tree (4)
With wild flowers there
No mortal eye could see
VI
Yet still some mystery befalls (5),
Sure as the cock crows at dawn
The world in stillness keeps
The secret of babes to be born
VII
Come to me, my love
Hear the pulse of the land
The ocean’s rhythms pull
To hold your heart in its hand
VIII
I heard an old voice say
“Don’t go far from the land
The seasons have their way
No mortal can understand.”
FOOTNOTES
(1) like any self-respecting courtyard, both in the European and Arab medieval tradition, in the center a fountain (or a well as in the cloisters of the monasteries) is built, I imagine that the fountain with its quiet gush sends the invitation to those who sleep in the palace to go down into the courtyard
(2) the murmur of the waves and the beating of the earth resonate in unison with the heartbeat of those who sleep
(3) the irruption of the sacred in the dream
(4) the pomegranate is a tree with a double meaning fertility and death, sacred fruit, to the Mother Goddess and symbol of rebirth and regeneration
(5) Giorgio Gregori suggests “it is the “suspended” moment of dawn, when the night ends and we wait for the dawn. At that moment the whole world is reborning (see Marius Schneider about “the meaning of music”)

Loreena McKennitt in The Visit (1991)
la location di Courtyard lullaby Quinta das Torres

The Lady and the Unicorn (John Renbourn)

1.1.”Trotto” (Anonymous)
1.2.”Saltarrello” (Anonymous)
2.1.”Lamento Di Tristan” (Anonymous)
2.2.”La Rotta” (Anonymous)
3.1.”Veri Floris” (canto gregoriano XII sec)
3.2.”Triple Ballade (Sanscuer-Amordolens-Dameparvous)” (Guillaume de Machaut)
4.1.”Bransle Gay” (Claude Gervaise)
4.2.”Bransle De Bourgogne” (Robert Johnson)
5.1.”Alman” (Anonymous)
5.2.”Melancholy Galliard” (John Dowland)
6.”Sarabande” (Johann Sebastian Bach)
7.”The Lady And The Unicorn” (John Renbourn)
8.1.”My Johnny Was A Shoemaker” (Traditional)
8.2.”Westron Wynde” (Traditional)
8.3.”Scarborough Fair” (Traditional)

The Lady and the Unicorn 1970 (John Renbourn) full album
l’omaggio di Clive Carroll a The Lady And The Unicorn

LINK
https://aispes.net/biblioteca/il-giardino-dei-magi/lunicorno/
http://mariateresalupo.it/analisi-dei-miti-2/la-dama-e-lunicorno/
https://www.mondimedievali.net/Immaginario/unicorno.htm
http://www.lanuovabq.it/it/il-mistero-degli-arazzi-dellunicorno
http://www.claudiazedda.it/la-melagrana-il-cibo-dei-morti/

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Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

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