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THE ENGLISH LADYE AND THE KNIGHT

Sir Walter Scott scrisse la poesia “The English Ladye and the Knight” nel 1805 (in “The Lay of the Last Minstrel”). Qualche secolo più tardi   Loreena McKennitt ne mise buona parte in musica per il suo “An Ancient Muse” (2006)

Si narra di un amore sfortunato, una storia alla Romeo e Giulietta, che invece di appartenere a due diverse casate di Verona, stanno uno al di qua e l’altra aldilà del Border, quella terra che nel Medioevo era il Far West del’Isola, teatro di scorrerie,  sanguinose battaglie e faide. E Sir Walter Scott  ne fu il portavoce; la maggior parte della storia e leggende sul Border scozzese ci viene dal suo illustre figlio, il quale riportò (ricamandoci anche un po’ sopra) nel suo Minstrelsy of the Scottish Border (1833) tutto quello che alla sua epoca ancora si conosceva del passato, rifacendosi ad una lunga tradizione orale: si narra di un medioevo oscuro ma anche più libero, in cui c’era appunto la libertà di muoversi per i territori  e soprattutto di esprimersi più liberamente continua

THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL

The_Meeting_on_the_Turret_Stairs_by_Frederick_William_Burton_4848Così scrive Loreena McKennith nelle note del Booklet allegato al cd “In the song “An English Ladye”, this is a segment of a very long narrative poem by Sir Walter Scott called The Lay of the Last Minstrel and what fascinated me by this corner of this long narrative, it’s situated at Carlisle Castle. Now, Carlisle Castle is built on an ancient Celtic settlement site so there was that kind of Celtic archaeological moment. But also in the story it reflects upon a sort of Romeo and Juliet story where a Scottish knight falls in love with an English woman, and follows a theme that love often transcends cultural barriers. And in this story, the brother of this English lady finds it intolerable that his sister should be in love with a Scottish knight and he murders his sister. The Scottish knight comes and then murders the brother and then in this depth of passionate grief, he decides to go on and fight a war for the love of this woman that died. And then in the last verse you hear that he goes off to fight this war in Palestine. And what’s quite fascinating is that of course Palestine is a place that is very much in our contemporary minds and lives, and the troubles there. And I just thought it was an interesting note, you might say, where yes, this is a historical piece of literature but in actual fact, as with history, history is never really truly dead, that history is really the underpinnings of our contemporary times. And the poem also caused me to reflect on certainly one of the reasons why some people go off to war or have gone off to war.”

La poesia doveva aver commosso molti cuori e soprattutto con quell'”Amore avrà sempre su tutto signoria” contribuito alla diffusione dell’amore romantico. Le due frasi del refrain le ritroviamo in questa versione ottocentesca di The Cruel Mother dove però “Amore” si trasforma misteriosamente ovvero per assonanza in “Leone“!.

ASCOLTA Loreena McKennit
La melodia è malinconica, i toni sono mesti e cupi con quelle campane che rintoccano a morto e gli archi e cori che richiamano un lamento funebre

I
It was an English ladye bright,
(The sun shines fair on Carlisle wall,)
And she would marry a Scottish knight,
For Love will still be lord of all.
II
Blithely they saw the rising sun
When he shone fair on Carlisle wall;
But they were sad ere day was done,
Though Love was still the lord of all.
III
Her sire gave brooch and jewel fine,
Where the sun shines fair on Carlisle wall;
Her brother gave but a flask of wine,
For ire that Love was lord of all.
IV
For she had lands both meadow and lea,
Where the sun shines fair on Carlisle wall,
For he swore her death, ere he would see
A Scottish knight the lord of all.
V
That wine she had not tasted well
(The sun shines fair on Carlisle wall)
When dead, in her true love’s arms, she fell,
For Love was still the lord of all!
VI
He pierced her brother to the heart,
Where the sun shines fair on Carlisle wall –
So perish all would true love part
That Love may still be lord of all!
VII
And then he took the cross divine,
Where the sun shines fair on Carlisle wall,
And died for her sake in Palestine;
So Love was still the lord of all.
VIII
Now all ye lovers, that faithful prove,
(The sun shines fair on Carlisle wall)
Pray for their souls who died for love,
For Love shall still be Lord of all.
TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
C’era una bionda dama inglese
(il sole splende bello sul castello di Carlisle(1)
e avrebbe sposato un cavaliere scozzese
perché Amore avrà sempre su tutto signoria
II
Con gioia videro il sorgere del sole
che splende bello sul castello di Carlisle
ma divennero tristi alla fine del giorno
anche se Amore aveva sempre su tutto signoria
III
Il suo cavalliere le diede la spilla(2) e dei bei gioielli
Quando il sole splende bello sul castello di Carlisle
e suo fratello(3) le diede solo un bottiglia di vino
per odio che Amore avesse su tutto signoria
IV
Perché lei aveva terre sia coltivate che a maggese
dove il sole splende bello sul castello di Carlisle
e lui giurò sulla sua morte, che mai avrebbe voluto vedere
un cavaliere scozzese su tutto signore
V
Quel vino non aveva un buon sapore
(il sole splende bello sul castello di Carlisle)
che morta tra le braccia del suo vero amore cadde
perché Amore può avere sempre su tutto signoria
VI
Allora lui pugnalò il fratello di lei al cuore
quando il sole splende bello sul castello di Carlisle
e morì per amor suo in Palestina
così Amore aveva sempre su tutto signoria
VIII
Cosi o voi amanti, che date prova di fedeltà
(il sole splende bello sul castello di Carlisle)
pregate per coloro che morirono per amore
perché Amore ha sempre su tutto signoria

NOTE
1) Carlisle castle si trova in Cumbia al confine tra Inghilterra e Scozia
2) la spilla d’argento è un dono tradizionalmente regalato alla sposa in vista del matrimonio. In Scozia prende il nome di Spilla Luckenbooth il quale deriva dalle bancarelle che si trovavano stabilmente nell’antico mercato lungo la Royal Mile di Edimburgo fin dal Tardo Medioevo e dove si vendevano anche i gioielli; queste bancarelle di notte erano chiuse con i lucchetti ossia “locked”.
Nel linguaggio dell’amore due cuori intrecciati significano condividere lo stesso sentimento d’amore uno per l’altro.
E’ una spilla della tradizione scozzese di solito in argento e con incisi due cuori intrecciati, variamente lavorata anche con pietre incastonate: è un regalo di fidanzamento che viene indossato durante il matrimonio e che passerà al primogenito, la spilla stessa è un amuleto che protegge la nuova coppia dall’invidia delle fate o più in generale dal male, favorendo la nascita di un bambino.
3) i fratelli crudeli sono un argomento topico delle ballate medievali, questo non volendo imparentarsi con uno “scozzese” preferisce uccidere la sorella. E così la faida ha inizio!

FONTI
https://archive.org/stream/layoflastminst00scot/layoflastminst00scot_djvu.txt
http://laviejamusa.blogspot.it/2008/11/english-ladye-and-knight-it-was-english.html

SWEET WILLIAM’S GHOST

swgIl tema base declinato in una infinità di ballate è quello dei due amanti che per una serie di impedimenti non possono congiungersi in matrimonio e finiscono per morire di crepacuore. Alcune varianti contemplano anche la visita notturna del fantasma dell’uno o dell’altra. Come ad esempio in “Fair Margaret and Sweet William” (Child #74) è la bella Margaret che appare a William (presumibilmente in sogno) e lo “tormenta” (vedi).

Nella ballata dal titolo “Sweet William’s Ghost” è invece William il fantasma, che legato a Margaret da una promessa matrimoniale e sebbene morto, non può riposare in pace fino a quando lei non lo scioglierà dal vincolo. La ballata ha origini scandinave ed è riportata dal professor Child al numero 77 in 7 versioni di cui la più antica risalente al 1740 (“Tea Table Miscellany” di Ramsay IV volume).

VERSIONE IRLANDESE

La versione testuale è quella trascritta nel “Folksongs Sung in Ulster” di Robin Morton (Mercier Press, Cork, 1970), come raccolta da Sandy McConnell di Bellanaleek County Fermanagh. La versione di Cara Dillon è molto simile a quella riportata da Len Graham come trascritto nella Library of Congress in Washington D.C. (qui) “1964, there was an All Ireland Fleadh Cheoil in Clones, County Monaghan. There were two All Irelands in Clones, County Monaghan, 1964 and 1968, and I was at both of them. But ’64 was a good year because that was the year I met Cathal McConnell for the very first time.  Cathal McConnell, of course, of the Boys of the Lough for those of you that maybe would be [unintelligible].  And Cathal asked me to come and visit him.  He was most anxious that I would meet his mother and father.  Particularly his father who was a singer and a folklorist and he knew that I would be interested to meet Sandy McConnell.  So Sandy sang me on one of the early meetings a wonderful version of a Child Ballad.  And it’s Child #77 for those of you that want to look it up.  In Child it’s known as “Sweet William’s Ghost.”  And this is Sandy McConnell’s version of it. Interestingly he learned it from a Royal Irish Constabulary man from Lough Neagh, County Antrim who was stationed in Cannoli [spelled phonetically], County Fermanagh sometime in the pre to partition in Ireland, and this was the song that Sandy sang, so “La versione più accreditata della ballata è quella della tradizione irlandese, insuperabile l’interpretazione di Cara
ASCOLTA Cara Dillon in Long Distance Love, 2010

Cara modifica giusto qualche parola e inserisce un “bridge” e una chiusura


I
Lady Margaret she lay in her fine feather bed,
The midnight hour drew near,
When the ghostly form came to her room,
And to her it did appear..
II
“Oh are you my father, the king?” she cried,
“Are you my brother John?
Or are you my sweet William,
Coming home from Scotland along,
Coming home from Scotland along?”
III
“No, I’m not your father, the king,” he cried,
“Nor am I your brother John,
But I am your own sweet William,”
Coming home from Scotland along,
Coming home from Scotland along.”
IV
“Oh Margaret, oh Lady Margaret,” he cried,
“For love or for charity,
Would you give back to me the plighted troth(1)
That once, love, I gave to thee,
That once, love, I gave to thee?”
V
“No, I won’t give you back your plighted troth
Nor any such a thing,
Until you take me to my father’s hall
Where ofttimes we have been,
Where ofttimes we have been.”
(Bridge by Cara)
Farewell my own true love
cold the wind ..
VI
So he took her to her father’s hall,
And as they entered in
Oh the gates flew open of their own free will
For to let young William in,
For to let young William in.
VII
“Oh Margaret, oh Lady Margaret,” he cried,
“For love or for charity,
Would you give back to me the plighted troth
That once, love, I gave to thee,
That once, love, I gave to thee?”
VIII
“No, I won’t give you back your plighted troth
Nor any such a thing,
Until you take me to yon high churchyard
And marry me with a ring,
And marry me with a ring.”
(Bridge by Cara)
IX
he took her then to yon high churchyard,
And as they entered in
The gates flew open of their own free will
For to let young William in,
For to let young William in.
X
“Oh Margaret, oh Lady Margaret,” he cried,
“For love or for charity,
Would you give back to me the plighted troth
That once, I gave to thee,
That once, I gave to thee?”
XI
So she took the troth from her breast
And she’s placed it on her chest(2)
Saying, “here is back your plighted troth
and in heaven my soul, find rest,
And in heaven my soul, find rest.”
XII
“The winds do blow and the moorcocks crow(3)
And it’s almost break of day,
And it’s time that the living should depart from the dead,
So my darling, I must away,
my darling, I must away.”
William William my true love
Are you coming home?
Margaret Margaret my true love
I’m not coming home
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Lady Margaret era nel suo bel letto di piume
e la mezzanotte si avvicinava
quando il fantasma entrò nella sua stanza
e davanti a lei comparve.
II
“Sei mio padre il re
– gemette lei-
sei mio fratello John
o sei il mio amato William
che ritorna infine a casa dalla Scozia?
che ritorna infine a casa dalla Scozia?”
III
“No non sono tuo padre il re, -lui si lamentò-
e nemmeno tuo fratello John
ma sono proprio il tuo amato William di ritorno dalla Scozia.
di ritorno dalla Scozia.
IV
Oh Margaret  Oh Donna Margaret-lui si lamentò-
per amore o per pietà,
vorresti sciogliermi dalle promesse nunziali(1)
che un tempo ti diedi?
che un tempo ti diedi?”
V
“No non voglio renderti indietro le tue promesse
né nient’altro
finchè tu mi porterai nella sala di mio padre dove siamo stati molte volte
dove siamo stati molte volte”
(ponte by Cara)
Addio mio vero amore
il vento freddo..
VI
Così lui la portò nella sala
e nel mentre entravano
le porte si spalancarono di loro spontanea volontà
per far entrare il giovane William
per far entrare il giovane William. ”
VII
Oh Margaret  Oh Donna Margaret-lui si lamentò-
per amore o per pietà,
vorresti sciogliermi dalle promesse nunziali
che un tempo ti diedi?
che un tempo ti diedi?”
VIII
“No non voglio renderti indietro le tue promesse
né nient’altro
finchè tu mi porterai in quella chiesa sulla collina
e mi sposerai con un anello
e mi sposerai con un anello”
(ponte by Cara)
IX
lui la portò in quella chiesa
sulla collina
e nel mentre entravano
le porte si spalancarono di loro spontanea volontà
per far entrare il giovane William
per far entrare il giovane William.
X
Oh Margaret  Oh Donna Margaret-lui si lamentò-
per amore o per pietà,
vorresti sciogliermi dalle promesse nunziali
che un tempo ti diedi?
che un tempo ti diedi?”
XI
Così lei prese il pegno dal seno
e se lo mise sul petto(2)
dicendo “Eccoti indietro il tuo pegno di fedeltà
e in cielo la mia anima troverà riposo
e in cielo la mia anima troverà riposo”
XII
“I venti soffiano e il gallo della brughiera(3) canta
perchè è quasi l’alba
ed è l’ora che i vivi si separino
dai morti
così mia cara devo andare via
mia cara devo andare via”
William William amore mio
stai tornando a casa?
Margaret Margaret amore mio
non sto tornando a casa

NOTE
AP2Luck1) letteralmente “pegno di fedeltà” sono le promesse nunziali. Era ed è tradizione che in vista delle nozze i fidanzati si scambino degli oggetti in segno di reciproco impegno, come ad esempio anelli o spille. In Scozia il fidanzato regala una spilla in argento con due cuori intrecciati (spilla luckenbooth vedi)
2) qui Cara modifica il testo che dice “Then out of her pocket she drew a cross, and she laid it on his breast” rendendogli la spilla ricevuta in dono e che teneva accanto al cuore
3) che il gallo canti per indicare l’alba è un classico delle ghost story

VERSIONE SCOZZESE

E’ la versione tramandata in Scozia più simile alle versioni D ed E in Child#77. L’amore perdura anche nel sepolcro e in questa dimostrazione del suo potere ne vediamo gli effetti più morbosi.

ASCOLTA Kate Rusby in Underneath the Stars 2003


I
There came a ghost to Margaret’s door
With many a grievous groan
And aye he’s turled long at the pin(1)
answer she gave none
Is it my father Phillip?
Or yet my brother John?
Or yet my own dear William
From Scotland now come home?
II
Thy faith, I troth, you’ll never get
And me you’ll never win
Til you take me to yon churchyard
And wed me with the ring.
Oh I do dwell in a churchyard
But far beyond the sea
And it is but my Ghost, Margaret
That speaks now unto thee
III
So she’s put on her robes of green
With a piece below the knee
And o’er the live-lang winter’s night(2)
The sweet ghost followed she
Is there room at your head, Willie
Or room here at your feet?
Or room here at your side, Willie,
wherein that I may sleep?
IV
There’s no room at my head, Margaret
There’s no room at my feet
There’s no room at my side Margaret
My coffin is so neat(3).
Then up and spoke the red robin
And up spoke the grey
‘tis time, ‘tis time, my dear Margaret
That I was gone away
V
No more the ghost to Margaret came
With many a grievous groan
He’s vanished out into the mist
And left her there alone
Oh stay, my only true love, stay
My heart you do divide
Pale grew her cheeks, she closed her eyes
Stretched out her limbs and cried
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Un fantasma andò alla porta di Margaret con molti cupi lamenti
e mentre lui suonava il campanello(1)
a lei non dava risposta.
“E’ mio padre Philip?
O piuttosto mio fratello John?
O invece proprio il mio amato William dalla Scozia ora di ritorno?
II
La tua fede, in verità, tu non l’otterrai mai e non la spunterai mai con me finchè non mi porterai alla chiesa laggiù  e mi sposerai con l’anello.”
“Oh io vivo in un cimitero,
ma lontano sul mare e non è che il mio fantasma, Margaret,
che ti parla adesso”
III
Così lei si mise il vestito verde con una balza sotto il ginocchio
e per tutta la (più) lunga notte d’inverno(2), lei seguì l’amato fantasma “C’è posto accanto alla tua testa, Willie o ai tuoi piedi?
C’è posto al tuo fianco, Willie dove io possa dormire?”
IV
“Non c’è posto in cima, Margaret né ai miei piedi  e neppure al mio fianco Margaret la mia bara è così proporzionata(3)”
Allora cantò il pettirosso e poi cantò l’allodola
“E’ tempo mia cara Margaret che io vada via”
V
Mai più andò il fantasma da Margaret con molti cupi lamenti
è svanito nella nebbia e la lasciò lì da sola
“Oh resta, mio solo vero amore, resta
il mio cuore si spezza”.
Pallide divennero le sue guance e lei chiuse gli occhi distese le membra e spirò

NOTE
1) Turling on the pin = ringing the doorbell (“gently rang the door bell”) sono espressioni idiomatiche
2) si riferisce alla notte del Solstizio d’Inverno
3) fatta sulle misure precise del cadavere

FONTI
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_77 http://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/sweetwilliamsghost.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=47135