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I WAS A BLACKBIRD BY MAY BRADLEY

I “giorni della merla” sono per tradizione i giorni più freddi dell’anno e così come per l’orso valdostano (o la marmotta made in USA, Canada) si ricavano pronostici: se i giorni della merla sono davvero freddi, la Primavera sarà bella; se sono caldi, la Primavera arriverà in ritardo. I giorni della merla non sono però ben delimitati possono essere gli ultimi tre giorni di Gennaio ma anche i primi tre di Febbraio. Ipotesi astruse e leggende sono sorte per giustificare il proverbio, la più diffusa risale al Medioevo e spiega il colore della livrea grigio cenere della merla (che si è sporcata con la fuliggine del camino dentro cui era riuscita a ripararsi per sopportare il gelo) (vedi)
Le previsioni per l’annata agraria a venire (e il momento giusto per seminare) è ribadito anche da un altro proverbio che recita:“Quando vien la Candelora, de l’inverno semo fora; ma se piove o tira il vento, de l’inverno semo dentro”.
Lungo le rive del Po c’è ancora l’usanza di festeggiare i giorni della merla con dei canti e l’accensione di un falò.

IL MERLO ARALDO DELLA DEA RHIANNON

Nella tradizione celtica: Il merlo (druid dhubh) è associato alla Dea Rhiannon. La leggenda dice che gli uccelli di Rhiannon sono tre merli, che sono appollaiati e cantano sull’albero della vita ai confini con i mondi ultraterreni. Il loro canto, mette l’ascoltatore in uno stato di trance, che gli consente di recarsi nei mondi paralleli. (da qui)

Scrive Lawrence Sudbury “La dea Rhiannon è una dea lunare gallese il cui nome significa Grande (o divina) Regina. Per molti versi è una figura di potere assoluto, sovrana degli dei e, a livello filosoficamente più alto, rappresentante simbolica della natura… Ancora in sintonia con l’immagine della madre, la dea è nota per avere uccelli magici che cantano canzoni incantate che riportano sonni tranquilli agli esseri umani (i suoi figli) e, infine, ritornando al suo ruolo creativo anche sul piano simbolico, agisce come una Musa, portando l’energia illuminante di ispirazione per scrittori, poeti, musicisti e artisti” (da qui)

Il merlo maschio è di piumaggio nero come il corvo, ma il suo becco è di un vivace giallo-arancio (colore che borda anche il suo occhio rendendolo vivace) inoltre è più piccolo; il suo canto è gioioso e il suo fischio è descritto come pulito e flautato. Il verso del merlo è simile a un “tciu tciu tciu” che diventa “cie ciecie” quando è irritato. Quando ha paura, il fischio diventa acuto e stridente. I merli imparano subito qualsiasi melodia e tendono, poi, a ripeterla continuamente. Non è raro che riproducano anche il canto di altri uccelli. Quando cantano i merli, tendono ad appollaiarsi in cima agli alberi. Si tratta di uccelli vivaci e molto attenti. Tendono a formare coppie stabili e a vivere isolati eccetto che durante il periodo delle migrazioni, quando si spostano in gruppo. (continua qui)

IF I WAS A BLACKBIRD

Una canzone piuttosto recente sebbene di autore anonimo risalente forse alla fine dell’ottocento o più probabilmente ai primi del novecento, “If I was a Blackbird” è stata resa  popolare in Gran Bretagna e America negli anni 30 e 40 da Delia Murphy e negli anni 50 da Ronnie Ronalde. La melodia tradizionale è un valzer, rallentato più spesso come slow air.
Molti studiosi considerano il brano un lavoro di ricucitura  ottenuto mettendo insieme dei ‘floating verses’ presi da varie canzoni popolari (un mash-up si direbbe oggi) .

LA VERSIONE GALLESE

Una versione diversa da quella “irlandese” interpretata da Delia Murphy (qui) è invece la testimonianza di May Bradley (1902-1974), proveniente da una famiglia di gitani  (di origine Romany) depositaria dei canti rurali della parte Ovest del Midlands inglese e del Galles.

Oh Lord, madam, I could tell you lovely ‘istory …  But it’d take me such a long while to think back, you know.

The speaker is May Bradley, talking to Fred and Margaret Hamer in Ludlow, Shropshire, half a century ago.  Over the course of a number of visits she did indeed impart a great deal of ‘lovely ‘istory’, committing to posterity a wealth of songs the origins of which date back to long before she was born, and telling us much in passing about working-class rural life experiences during the first quarter of the twentieth century.  She was born 19 January 1902 to Romany parents named Robert and Esther Smith.  When enumerated in the 1911 census, aged only nine years, her parents gave her birthplace as Clipstone, in Glamorganshire, although in later life she claimed to have been “bred, borned and raised just ‘round ‘ere [i.e.  the vicinity of Ludlow] …  Well, Monmouthshire …  Chepstow in Monmouthshire I were born.” Her own and many other Romany families travelled extensively around the west Midlands and into the near areas of Wales, wherever the opportunity for gainful employment led them.  May Bradley was descended from a long line of singers within her immediate family, and from close contact with other travellers over an extended period additionally absorbed many items into her repertoire. (Rod Stradling da qui)

May registrò il brano ben tre volte e possiamo ascoltarla nella raccolta “May Bradley: Sweet Swansea” ristampata nel 2010 dalle registrazioni sul campo di  Fred Hamer a Ludlow, Shropshire, (settembre 1959, luglio e settembre 1965, aprile 1966).
Una versione ripresa da Sam Lee  (giovane artista il cui cd  d’esordio è stato premiato come migliore album del 2012 dalla rivista Froots) nel suo secondo Cd uscito nel 2015. Dice Sam Lee  “She has this amazing modal tune for it, unlike anyone else’s and lyrically, hers is so much more punchy and tenacious – about loving this soldier, being pregnant, being cast out by her community.” (tratto da qui)

ASCOLTA Sam Lee&Friends in ‘The Fade in Time’, 2015
Scrivono in “A walk around Britain“: Sam seems to agree with us that the most fitting place for traditional British songs is deep in the landscape that produced them. Concrete and car-horns are not the finest folk accompaniment, but birds of the field, wind through woods, and rhythmic sea-tide, most certainly are. These are the contexts that birthed the old songs, the invisible background to all ballads of Britain.
E così nel video diretto da Michael Smythe ci sentiamo completamente immersi nella terra

Nel web circola una versione testuale molto diversa da quella veramente cantata da Sam, così sono risalita alla versione di May Bradley riportata qui e le differenze sono minime

I
Now it’s of a  fair damsel (1) my fortune were had
I were overcourted by a rakish (2) young lad.
I have kept me love’s company night and be day
But now Johnny’s lifted, sure he’s gone far away.
CHORUS
Now if I were a blackbird (3) I’d whistle, I’d sing
I would follow the ship that my true love sailed in
On the top of his mainmast I would build my nest (4)
That long night, sure I’d gaze upon his lily white breast.
II
My love’s an old soldier but he’s neat, tall and thin.
There is none in the army come equal to him.
With his red rosy cheeks and his curly black hair
His flattering tongue draws my heart to a snare.
III
Now some people’s talking I’m out of my mind.
Some people says that I’m large with a child
But it’s let them be talking and say what they will
For the love I’ve got for him I’ll keep it up still.
IV
Now if I were a scholar I’d handle me pen
I would write him a letter, to him would I send.
God sends him safe sailings and fair winds to blow
There is adieu to my true love wherever he go.
Traduzione di Cattia Salto
I
Ero una giovane fanciulla che ebbi la fortuna
di essere corteggiata da un ragazzo  vagabondo(2),
ho accettato la compagnia del mio amore notte e giorno
ma oggi Johnny mi ha lasciato, è così, è andato via.
RITORNELLO
Se fossi un merlo (3), potrei fischiettare e cantare,
seguirei la nave su cui naviga
il mio amore

e in cima all’albero maestro potrei costruire il mio nido (4)
e per tutta la notte volgerei lo sguardo sul suo candido petto 
II
Il mio amore è un veterano ma è bello, alto e snello,
nessuno nell’esercito
lo eguaglia
con le sue guance rosa e i neri capelli mossi
la sua parlantina ha preso il mio cuore in trappola
III
C’è chi dice che sono pazza,
altri dicono che sono incinta,
ma lasciate che sparlino e dicano quello che vogliono,
perchè l’amore che ho per lui resterà sempre saldo
IV
Se fossi uno studente e sapessi scrivere con la penna
gli scriverei una lettera e a lui la manderei,
che Dio lo preservi al sicuro in mare e che venti favorevoli lo sostengano
con l’addio al mio vero amore
ovunque egli vada.

NOTE
1) Sam dice “” young woman”
2) La parola “Rake” si traduce in italiano con libertino forse un diminutivo di ‘rakehell’ (dissoluto), che, a sua volta, deriva dall’Islandese antico “reikall,” dal significato di “wandering” (nomade) o “unsettled” (instabile). Un “rake” era un affascinante giovane amante delle donne, delle canzoni, dedito al gioco d’azzardo e all’alcool, ma anche uno stile di vita di moda tra i nobili inglesi nel corso del 17° secolo. Nel suo significato più negativo il libertino è un debosciato in quello più “trasgressivo” è un giovane scapolo gaudente che si diverte fin che può prima di sistemarsi con il matrimonio e “mettere la testa a posto”.
3) i merli formano coppie stabili che vivono isolate. Le migrazioni avvengono durante la notte dalle regioni più settentrionali con spostamenti verso sud-ovest. In Italia i merli sono stanziali.
4) negli antichi velieri in cima all’abero maestro c’era la crocetta detta colloquialmente crow’s nest (= nido del corvo) era una piattaforma riparata nel punto più alto della nave per gli avvistamenti, così nel verso successivo l’innamorata dichiara che se fosse di vedetta sulla crocetta, punterebbe il suo cannocchiale sull’innamorato e non sull’orizzonte.

FONTI
https://shailapersonalspace.wordpress.com/2014/05/25/messaggero-il-merlo/
http://www.mustrad.org.uk/articles/bradley.htm
https://www.theguardian.com/music/2012/oct/28/sam-lee-gypsy-folk-music
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/ifiwereablackbird.html