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LA “MERLA” IRLANDESE

Anche nella tradizione delle Isole Britanniche esiste una versione degli italici giorni della merla, ma spostati di un mese (paese che vai usanza che trovi): i primi tre giorni di  Aprile sono giorni di brutto tempo, freddi e tempestosi e sono chiamati i Borrowed o Borrowing Day, perchè Marzo ha chieso in prestito ulteriori tre giorni.

Una poesia irlandese così recita

The first of them was wind and wet,
The second of them was snow and sleet,
The third of them was such a freeze,
It froze the birds’ claws to the trees

Il primo giorno fu ventoso e umido,
il secondo fu neve e nevischio,
il terzo giorno fu talmente gelido che congelò le zampe degli uccelli sugli alberi

In Inghilterra non ci sono di mezzo le mucche e una filastrocca dello Staffordshire recita

March borrowed of April,
Three days, they say;
One rained, the other snowed,
And the other was the worst day that ever blowed
Marzo chiese in prestito ad Aprile tre giorni, così dicono;
uno pioveva, l’altro nevicava
e il terzo fu il peggiore giorno a sferzare (con il vento)

I GIORNI DELLA MUCCA TIGRATA

Mucca tigrata irlandese: Bo Riabhach  è una mucca autoctona irlandese abbastanza rara che prende il nome dal mantello bruno a strisce proprio come la tigre.

IRLANDA: The Old Cows Days/The Days of the Brindled Cow (in gaelico “An tSean-bho Riabhach)

La leggenda irlandese narra che una mucca dal manto striato molto testarda, si lamentava con i suoi amici bovidi dei rigori di Marzo, e alla fine del mese si vantò di essere sopravvissuta alle raffiche gelide del vento marzolino. Queste affermazioni indispettirono Marzo che prese in prestito tre giorni da Aprile per continuare a tormentare la mucca: e la mucca morì!
In all mountainous districts here as elsewhere in Ireland March is the severest month for cattle: “an old cow on the 31st March began to curse and swear at April, tossing her tail in the air, and saying to the devil, I pitch you – you are gone and April has come, and now I will have grass. March, however, was too much for her, and he borrowed three days from April, during which time he made such bad weather the old cow died.’ (Folklore- Journal  1885. tratto da qui)

In alcune parti dell’Irlanda del Nord, la storia è più elaborata e entrano in scena anche il merlo e il saltimpalo oltre che la vecchia vacca: così i giorni di maltempo diventano nove (tre per ogni animale che si fece beffe di Marzo)

Trí lá lomartha an loinn
Trí lá sgiuthanta an chlaibhreáin
Agus trí lá na bó riabhaighte
Three days for fleecing the black-bird,
Three days of punishment for the stone chatter,
And three days for the grey cow.

Come per il mito della merla bianca siamo in presenza della punizione divina per l’hybris: per citare ancora Antonia Bertocchi nella sua ricerca etno-storica “… risate e schiamazzi che suonano molesti all’orecchio mistico dei saggi e degli iniziati che hanno imparato a non recare disturbo al lavorio delle forze sacre immanenti nella natura, mentre si sacrificano e si trasformano. La hybris, secondo le categorie del pensiero magico – religioso, è un sentimento di tracotanza, misto ad ingordigia. E’ il più grave peccato che l’umanità possa compiere. E’ un atteggiamento interiore, non è un elenco di prescrizioni e divieti, come ad esempio i tabù, la cui trasgressione può venir punita con la morte. Ma la società totemica non ha interesse ad autodistruggersi, per questo si educano le persone fin dalla prima infanzia, in modo che ogn’uno diventi capace di controllare sé stesso fin dal primo insorgere della hybris, perché è il prerequisito di qualunque tipo di infrazione a qualunque norma morale.” (tratto da qui)

La mucca tigrata è chiaramente uno spirito guardiano, sappiamo infatti che era una delle sembianze di Cailleach, la velata, così come si manifestava la Dea durante l’Inverno la “Vecchia Donna”, che colpiva con il suo martello la terra e la rendeva dura fino a Imbolc, la festa del risveglio della Primavera. E’ la gruagach, la vacca sacra giunta dal mare di cui troviamo disseminate per i campi la pietra coppellata per le offerte di latte, una creatura soprannaturale in origine sicuramente di genere femminile  guardiana del bestiame di un determinato territorio.
Alcune ipotesi non ritengono che il culto sia originario delle isole, ma che arrivi dal continente e per la precisione dalla Spagna
Lo storico greco Erodoto nel  secolo A.C. ci parla di una tribù celtica in Spagna che chiama “Kallaikoi“.
L’autore romano Plinio parla del popolo dei 
Callaeci, tribù da cui deriva il nome Gallaecia (Galizia) e Portus Cale (Portogallo). Il nome Callaeci viene fatto risalire ad “adoratori della Cailleach“. …Non si sa se era già una Dea Anziana o se venne trasformata in Vecchia Saggia dalle nuove popolazioni per indicare la sua antichità. L’ Irlanda e la Scozia sono costellate da luoghi che ne riprendono il nome o che ricordano vicende che la vedevano protagonista. Sembra quasi che la Cailleach sia onnipresente in quelle terre, che permei tutto il territorio, che ne sia la vera incarnazione. (Claudia Falcone tratto da:ilcerchiodellaluna.it)

Guarda caso la stessa leggenda viene raccontata sia in Scozia che in Spagna: un pastore, per proteggere il suo gregge, promise di sacrificare un agnello a Marzo se avesse ridotto la forza dei suoi venti. Ma quando Marzo finì il pastore si rimangiò la promessa. Per vendicarsi, Marzo prese in prestito tre giorni ad Aprile e scatenò i suoi venti con più ferocia per punire il pastore del suo inganno.
Marzo dice ad Aprile
I see 3 hoggs (hoggets, sheep) upon a hill; 
And if you’ll lend me dayes 3 
I’ll find a way to make them dee (die). 
The first o’ them wus wind and weet, 
The second o’ them wus snaw and sleet, 
The third o’ them wus sic a freeze 
It froze the birds’ nebs (noses) to the trees. 
When the 3 days were past and gane 
The 3 silly hoggs came hirpling (limping) hame.

Ma non finisce qui, ulteriori analogie con i giorni della merla si possono ritrovare nel “Blackthorn winter“, una sorta di incantesimo sul freddo che fa fiorire il prugnolo, il delicato fiore bianco con il cuore illuminato dai gialli pistilli si apre prima delle foglie, e lo vediamo fare capolino tra la neve o la brina che riveste i campi. Sono un breve periodo di giornate insolitamente calde a fine marzo-inizio d’aprile, ma dannose per gli alberi da frutto perchè ci sono sempre i Borrowing Days in agguato che faranno gelare i boccioli sugli alberi!

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/poor-horse.htm
http://www.irishcultureandcustoms.com/ACalend/BorrowedDays.html
http://thewidowsweeds.blogspot.it/2012/03/borrowing-days.html