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I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Una canzone tradizionale scozzese (da “Bothy Songs and Ballads”  di John Ord, 1930) dal titolo “I Drew My Ship” sul fecondo tema delle night visiting songs, inizia con una nave che salpa per dirigersi verso un porto tranquillo. Il modello a cui si fa riferimento è la ballata ‘The Drowsy Sleeper‘ e le melodie che si accompagnano al testo sono diverse (Allan Moore ne ha contate otto).

ASCOLTA dagli archivi di Tobar an Dualchais una registrazione sul campo del 1952 dalla voce di Willie Mathieson (1879- 1958). Nato a Ellon, Aberdeenshire, fu un bracciante agricolo in diverse fattorie del Banffshire. Raccolse e trascrisse un grande numero di canti popolari scozzesi che si trovano ora depositati presso “the School of Scottish Studies” -Università di Edimburgo.

Così Shirley Collins la registrò nel 1958 e Alan Lomax scrisse nelle note “I Drew My Ship was collected by John Stokoe in Songs and Ballads of Northern England [1899] with no source mentioned. Though it is similar in form and content to many other aubades or dawn serenades, we have not been able to find another song to which this is precisely akin. The listener who cares to compare the recorded version with that published by Stokoe will see how Miss Collins has breathed life back into the print and made something lovely and alive out of an unimpressive folk fragment.” (tratto da qui)

Per l’ascolto ho però scelto la versione dell’irlandese  Fiona Kelleher (con bellissime scene portuali crepuscolari e notturne come la melodia della canzone)

Il testo è ripreso da June Tabor in I Will Put My Ship in Order dal  CD A Quiet Eye 1999, fermandosi però alla V strofa. In questa versione la ragazza indugia troppo ad aprire e il ragazzo credendosi rifiutato, ritorna alla sua nave.


I
Oh, I will set my ship in order,
And I will set it to the sea;
And I will sail to yonder harbour
To see if my love minds on me.
II
I drew my ship into the harbour,
I drew her up where my true love lay.
And I did listen all at the window
To hear what my true love did say.
III
“Who’s there, all on my window?
Who raps so loud and would be in?”
“Oh, it is I, your own true lover,
I pray you rise, love, and let me in.”
IV
Slowly, slowly rose she up
And slowly, slowly came she down,
But when she had the door unlocked
Her true love had both been and gone.
V
“Come back, come back, my own true lover,
Come back, come back, all to my side.
I never left you nor yet deceived you
And I will surely be your bride.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca
e la porterò in mare
navigherò fino a quel porto
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
Guidai la mia nave nel porto,
la guidai fin dove il mio amore stava.
E mi misi in ascolto alla finestra
per sentire ciò che il mio amore diceva.
III
“Chi è là, alla finestra
che bussa così forte e vuole entrare?”
“Sono io, il tuo vero amore
ti prego alzati, cara e fammi entrare”
IV
Piano, piano lei si alzò
e piano, piano scese giù
ma quando aveva la porta sbloccato,
il suo vero amore se n’era già andato
V
“Ritorna, ritorna il mio solo vero
amore
ritorna, ritorna da me.
Non ti lascerò e nè t’ingannerò mai
e di certo sarò tua moglie”

I WILL SET MY SHIP IN ORDER

Un’altra melodia però accompagna la canzone ed è quella scritta da Tony Cuffe per il gruppo di musica folk scozzese Ossian. In questa versione testuale l’indifferenza della ragazza è dovuta al rifiuto dei genitori di accogliere il ragazzo come corteggiatore. Il finale è tragico, la ragazza si getta in mare per essere stata abbandonata.

ASCOLTA Ossian –in “Borders” 1984 formazione quintetto Tony Cuffe (voce e chitarra), George Jackson (cittern), Iain MacDonald (flauto), Billy Jackson (arpa bardica), John Martin (violino)

ASCOLTA Capercaillie in “Choice Language” 2003 con la coppia con Karen Matheson (voce) e Donald Shaw (organetto e tastiere), una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso),  Mànus Lunny (chitarra e bouzouki)Michael McGoldrick (flauto, whistle e uillieann pipes) e Charlie McKerron (violino), uno tra i migliori album del gruppo

ASCOLTA Catriona Evans


I
Oh, I will set my ship in order,
I will sail her on the sea;
I’ll go far over yonder border
To see if my love minds on me.
II
And he sailed East, and he sailed West,
He sailed far, far, seeking land,
Until he cam’ to his true love’s window
And he knocked loud and would be in.
III
“Oh, who is that at my bedroom window
Who knocks so loud and would be in?”
“‘Tis I, ‘Tis I, your ain true lover
and I am drenched untae my skin.”
IV
“So go and go, and ask your faither
See if he’ll let you marry me;
And if he says no, come back and tell me
And it’s the last time I’ll trouble thee.”
V
“My father’s in his chamber writing,
Setting down his merchandise;
And in his hand he holds a letter
And it speaks much in your dispraise.
VI
“My mother’s in her chamber sleeping
And words of love she will not hear;
So you may go and court another
And whisper softly in her ear.”
VII
Then she arose put on her clothing,
It was to let her true love in;
But e’er she had the door unlockit
His ship was sailing on the main.
VIII
“Come back, come back, my ain dear Johnnie,
Come back, come back, and marry me.”
“How can I come back and marry you, love?
Oor ship is sailing on the sea.”
IX
“The fish may fly, and the seas run dry,
The rocks may melt doon wi’ the sun,
And the working man may forget his labour
Before that my love returns again.”
X
She’s turned herself right roun’ about
She’s flung herself intae the sea;
“Farweel for aye, my ain dear Johnnie
Ye’ll ne’er hae tae come back to me.”
Traduzione di Cattia Salto
I
Metterò a posto la mia barca (1)
e la porterò in mare
andrò lontano verso l’orizzonte
per vedere se il mio amore mi pensa.
II
E navigò a Est e navigò
a Ovest
Navigò alla ricerca di terre lontane
finchè ritornò alla finestra del suo vero amore
e bussò forte per poter entrare
III
“Oh chi è alla finestra della
mia camera
che bussa così forte e vuole
entrare?”
“Sono io, sono io il tuo vero amore
e sono inzuppato fino alle ossa (2).
IV
Allora vai, vai e chiedi a tuo padre
vedi se ti lascerà sposare con me;
e se dice no, ritorna da me a dirmelo
e sarà l’ultima volta che ti disturberò”
V
“Mio padre è nella sua stanza a scrivere
seduto accanto alla sua mercanzia
e in mano tiene una lettera
che è più di calunnie verso di te.
VI
Mia madre è nella sua stanza a dormire
e parole d’amore non sentirà;
così puoi andare e corteggiare un’altra
e sussurrare dolcemente nel suo orecchio”
VII
Allora lei si alzò e si vestì e stava per far entrare il suo vero amore,
ma non aveva la porta sbloccato,
che la nave salpò per il mare!
VIII
“Ritorna, ritorna mia caro
Johnny
ritorna ritorna e sposami”
“Come posso tornare indietro e sposarti amore?
La nostra nave è salpata in mare”
IX
“I pesci voleranno e i mari si prosciugheranno
Le rocce si fonderanno al sole
e l’uomo che lavora dimenticherà il suo lavoro
prima che il mio amore ritorni di nuovo”
X
Senza tanti indugi prese la decisione
e si gettò nel mare
“Addio per sempre, mio caro Johnny
non dovrai più ritornare da me”

NOTE
1) la frase è una metafora
2) un classico del genere: lo spasimante è infreddolito sotto la neve, il gelo o zuppo di pioggia!

FONTI
http://allanfmoore.org.uk/approcelt.pdf
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/idrewmyshipintotheharbour.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=120478

THE LASS OF ROCH ROYAL: A FAMILY SONGS

La ballata è molto antica, di probabile origine scozzese, e il professor Francis James Child ne presume le origini tardo Medievali, anche se la sua prima pubblicazione risale ad un broadside della metà del 1700 (The Lass of Ocram). Secondo sir Walter Scott la ballata è ambientata a Lochroyan nella contea di Galloway nel Sud-ovest della Scozia. (vedi)
E’  più esatto parlare però di family songs cioè di un gruppo di canzoni dalla matrice comune in cui il tema si svolge sfaccettandosi in varie angolature.

 I PROTAGONISTI

Il tema più generale della storia è l’amore abbandonato con tre protagonisti: lei (Anna, a volte figlia di re), lui (Lord Gregory) e la madre di lui. Tuttavia la storia ha degli inquietanti risvolti magici e Anna (o la madre di Lord Gregory) potrebbe essere una fata-strega incantatrice. A ben vedere però la ballata riprende un racconto popolare di origine medievale detto “accused queen”: una principessa è bandita dal padre, perchè si è opposta al tentativo incestuoso (ovvero il padre vorrebbe sposare la propria figlia), si sposa con un re e mette alla luce un bambino, ma a causa della malevolenza della suocera viene accusata ingiustamente e esiliata. Un tema diffuso anche in molte fiabe.

Secondo una ricostruzione che mette insieme e sfronda le corruzioni successive della ballata la storia narrata originariamente potrebbe essere questa: Annie (che originariamente si chiamava Isabella) di Rochroyal (diventato Lochroyan o Lochryan) si trova nel suo castello sola e afflitta perchè Lord Gregory non è di ritorno, così coraggiosamente, anche per mostrargli il figlioletto appena nato, si imbarca per mare alla volta del castello di Lord Gregory (visto in sogno). Non sappiamo dove si trovino i due castelli e nemmeno il motivo dell’allontanamento di Lord Gregory o del perchè non abbia portato Anna con sé.
In un’ulteriore sviluppo della storia la fanciulla incontra un ricco mercante al quale rivela la sua identità, dicendo di essere stata bandita da amici e parenti, e che è alla ricerca del suo vero amore.
Il mercante le indica un’isola vicina dove dimora Lord Gregory.
Annie arriva con la sua barca di notte presso la costa dalla quale si vede ergere il castello di Lord Gregory mentre un vento gelido si è alzato, foriero di burrasca.

DAVANTI ALLA PORTA SOTTO LA TEMPESTA

Al portone d’ingresso è la madre che l’accoglie e le chiede di dare la prova della sua identità, accusandola inizialmente di essere una strega o uno spirito del mare. La fanciulla le mostra i pegni scambiato con il figlio di cui il più importante è l’anello e conclude dicendo che il figlio le ha preso la verginità.
La madre allora la minaccia o le dice che il figlio non è in casa o finge di non credere alle sue prove. Così la fanciulla le chiede chi sarà a prendersi cura di lei e di suo figlio, e la madre la respinge dicendole che il problema riguarda la famiglia di lei. Tutta la drammaticità della storia però risiede nel fraintendimento per cui si presume che sia Lord Gregory a respingere l’innamorata con parole crudeli.. così la fanciulla riprende il mare.
Al mattino Lord Gregory si sveglia angustiato da un triste sogno in cui ha visto il corpo della bella Anna giacere morto ai suoi piedi, e la madre gli confessa quello che è accaduto la sera prima, giustificandosi dicendo che la fanciulla era un’esaltata o che era venuta con l’intenzione di nuocergli.
Lui corre verso la riva del mare e vede in lontananza la barca naufragare e il corpo della fanciulla affogata sulla riva. Così Lord Gregory maledice la madre augurandole la morte. In alcune versioni Lord Gregory si uccide o muore di crepacuore.

LA COSTANZA DI BRETAGNA

La protagonista della ballata è a ben vedere nientemeno che Costanza l’eroina della quinta novella di Geoffrey Chaucer nel suo “The Canterbury Tales” (1478), raccontato del Sergente della Legge, a sua volta modellata sul “Constance” nelle Chronique Anglo-Normane di Nicholas Trivet, ovvero il lai bretone Emarè del XIV secolo

La trama è piuttosto intricata ma l’estratto a noi che interessa e questo: Costanza di fede cristiana e figlia dell’Imperatore di Roma, è costretta dal padre a sposarsi con il Sultano della Siria, ma al banchetto nunziale la madre del sultano fa uccidere tutti i cristiani e mettere Costanza su una nave. Dopo anni di navigazione Costanza sbarca in Northumbria dove è ospitata da un agente di polizia e sua moglie Ermenegilda. Ma un giovane cavaliere respinto da Costanza medita vendetta e uccide Ermenegilda nascondendo il pugnale nella camera di Costanza Il marito sopraggiunge con Alla il re di Northumbria e Costanza viene accusata di omicidio. Ma il re non si lascia ingannare e sospetta il giovane cavaliere di falsa testimonianza e gli ordina di giurare su un testo sacro per i Cristiani; miracolosamente il traditore è smascherato, il re si converte al Cristianesimo e sposa la bella Costanza.
I due hanno un figlio ma al momento della nascita il re è in Scozia a fare la guerra, così Costanza gli manda un messo per avvisarlo del lieto evento, intercettato però dalla madre del re Donegilda, che non vede di buon occhio la nuora: così scrive un’altra lettera in cui si dice che il bambino dato alla luce è un mostro e che Costanza è una creatura fatata (“elf”). Anche la risposta del Re è modificata da Donegilda con l’ordine di bandire Costanza e il figlio e di allontanarli sulla nave che originariamente aveva portato la fanciulla sulla costa della Northumbria. Il re tornato dalla Scozia scopre l’inganno e uccide la madre. La storia prosegue con il ritrovarsi dei due a Roma e con la loro riconciliazione.

PRIMO GRUPPO: THE LASS OF ROCH ROYAL

Il gruppo principale in cui è classificabile la ballata è quello che riporta il titolo “The Lass of Roch Royal” ma anche i titoli alternativi “Lord Gregory”, “Fair Annie and Gregory”, “Love Gregor”, “Anne Gregory”.
La versione più antica (Child # 71 versione A, Libro di canzoni manoscritto di Elizabeth Cochrane), ha una storia preliminare in cui Isabella di Rochroyal in sogno vede il luogo dove si trova Lord Gregory, al mattino fa sellare il suo cavallo e galoppa fino al castello del suo amante. Durante il tragitto incontra una comitiva con la quale scambia una conversazione apparentemente enigmatica
VI
‘O whether is this the first young may,
That lighted and gaed in;
Or is this the second young may,
That neer the sun shined on?
Or is this Fair Isabell of Roch Royall,
Banisht from kyth and kin.’
VII
‘O I am not the first young may,
That lighted and gaed in;
Nor neither am I the second young may,
That neer the sun shone on;
VIII
‘But I’m Fair Isabell of Roch Royall
Banisht from kyth and kin;
I’m seeking my true-love Gregory,
And I woud I had him in.’

Secondo David C. Fowler nel suo “An Accused Queen in “The Lass of Roch Royal”” in The Journal of American Folklore, Vol. 71, No. 282 (Oct. – Dec., 1958)
“Are you the young maid,” they ask, “that visits Gregory openly during the day? Or are you the one that slips in to see him at night? Or are you the one [i.e., Isabell of Rochroyall] that he got into trouble?” Understanding the questions in this way, it is immediately apparent 1) that Gregory is (at least allegedly) a ladies’ man, 2) that the three maids represent steps up (or down) the ladder to his affections, and 3) that Isabell’s plight is well known. But what motivates the company to ask such questions? On the assumption that they recognize her as Isabell, which seems likely in context, the most that can be said is that they do not appear to be favorably disposed toward the girl.

Sempre nella Versione A della storia la madre vuole allontanare la fanciulla con l’inganno
“Love Gregory, he is not at home
But he is to the sea;
If you have any word to him,
I pray you leave ‘t with me.”

Appena viene a sapere dalla ragazza che è incinta di un bambino di Lord Gregory afferma di volere prendersene cura se lei non rivelerà a nessun il nome del padre fino al ritorno di Lord Gregory, ma la fanciulla risponde
“I’ll set my foot on the ship-board,
God send me wind and more!
For there’s never a woman shall bear a son
Shall make my heart so sore.”

La versione in ‘The Bonny Lass of Lochroyan, or Lochroyen,’ Manuscripts e Scottish Songs di Herd 1776 (Child # 71 versione B) è abbastanza simile alla Versione D (Jamieson-Brown Manuscript, fol. 27; Jamieson’s Popular Ballads, I, 36), quella più diffusa ovvero la versione standard.

Nella versione più estesa della ballata veniamo a sapere già dalle prime strofe che a rispondere alle richieste di Anna è la madre (chiamata false mother). Eppure Anna risponde come se avesse parlato Lord Gregory e quindi è presumibile che la madre abbia impersonato Lord Gregory (un’imitazione? Un incantesimo?)

Gericault-shipwreck

ASCOLTA Ewan MacColl in The English and Scottish Popular Ballads Vol. 2 Child Ballads

La versione originale (vedi) è di 32 strofe ridotte da Ewan a 18 (vedi).


I
“Oh wha will lace my shoes sae sma’(1)
And wha will glove my hand?
And wha will lace my middle sae jimp
Wi’ my new-made linen band?
II
“Wha will kaim my yellow hair
Wi’ my new siller kaim
And wha will faither my young son
Till Lord Gregory come hame?
III
“But I will get a bonnie boat
And I will sail the sea
For I maun gang to Lord Gregory
Since he canna come hame to me
IV
“Oh row ye boat, my mariners
And bring me to dry land
For yonder I see my love’s castel
Close by the saut sea strand
V
“Oh open the door, Lord Gregory
Open and let me in
For the wind blows through my yellow hair
And I am shivering to the chin”
VI
“Awa’, awa’ ye wile woman
Some ill death may ye dee
Ye’re but a witch or a wild warlock
Or mermaid o’ the sea”
VII
“I’m neither a witch nor a wild warlock
Nor mermaid o’ the sea
But I’m fair Annie o’ Roch Royal
then, open the door to me
VIII
“Oh dinna ye mind, Lord Gregory(2)
When ye sat at the wine
We changed the rings frae our fingers
And I can show thee thine
IX
“Oh, dinna ye mind, Lord Gregory
When in my faither’s ha’
‘Twas there ye got your will o’ me
And that was worst o’ a’(3)”
X
“Awa’, awa’, ye wile woman
For here ye sanna win in
Gae droon ye in the saut sea
Or hang on the gallow’s pin”
XI
When the cock did craw and the day did daw’
And the sun began to peep
Then up did rise Lord Gregory
And sair, sair did he weep
XII
“I dreamt a dream, my mither dear
The thocht o’t gars me greet
I dreamed fair Annie o’ Roch Royal
Lay cauld deid at my feet”
XIII
“Gin it be Annie o’ Roch Royal(4)
That gars ye mak’ this din
She stood a’ nicht at our ha’ door
But I didna let her in”
XIV
“Oh wae betide ye, ill woman
Some ill death may ye dee
That ye wadna be letten poor Annie in
Or else hae waukened me”
XV
He’s gane doon tae yon sea shore
As fast as he could fare
he saw fair Annie in her boat
And the wind it tossed her sair
XVI
The wind blew loud and the sea grew rough
And the boat was dashed on shore
Fair Annie floated upon the sea
But her young son rose no more
XVII
Lord Gregory tore his yellow hair
And made his heavy moan
Fair Annie lay deid at his feet
But his bonnie young son was gane
XVIII
“Oh wae betide ye, cruel mither
and ill death may ye dee
That ye couldna hae letten fair Annie in
When she came sae far tae me”
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
“Oh chi allaccerà le mie
scarpine (1)
e chi mi metterà i guanti?
Chi mi allaccerà bene il busto
con nuove fasce di lino?
II
Chi mi pettinerà i biondi capelli
con il mio nuovo pettine d’argento
e chi sarà il padre di mio figlio
finchè Lord Gregory non ritornerà a casa?”
III
“Ma io preparerò una bella barca
e salperò per il mare
per andare da Lord Gregory
poichè non può lui venire da me”
IV
“Oh vogate, miei marinai
e portatemi sulla terra ferma
che laggiù vedo il castello del mio amore, 
avvicinatevi alla battigia”
V
“Oh apri la porta, Lord Gregory
apri e fammi entrare
che il vento soffia tra i miei
biondi capelli
e io sbatto i denti”
VI
“Via, via o donna incantatrice
che puoi fare ammalare fino alla morte,
sei una strega del mare o una maga oscura, o una sirena del mare”
VII
“Non sono una strega del mare o una maga oscura,
nè una sirena del mare,
io sono la bella Annie di Roch Royal
così aprimi la porta”
VIII
“Ti ricordi, Lord Gregory (2)
quando eri seduto a bere vino
ci siamo scambiati gli anelli
alle dita
e posso mostrarti il tuo”
IX
“Ti ricordi, Lord Gregory
quando nella sala di mio padre
hai fatto ciò che hai voluto di me
e quella fu la cosa peggiore tra tutte (3)”
X
“Via vattene donna incantatrice
che tu non vincerai qui,
vai ad annegarti nel mare
o ad appenderti sulla forca”
XI
Quando il gallo cantò
spuntò l’alba
e il sole fece capolino
allora si alzò Lord Gregory
e triste si mise a piangere
XII
“Ho fatto un sogno, cara madre,
e al solo pensiero piango
ho sognato la bella Annie di Roch Royal
che giaceva morta ai miei piedi”
XIII
“Se è Annie di Roch Royal (4)
che ti ha dato questo dolore
è stata tutta la notte fuori dalla porta
ma io non l’ho fatta entrare”
XIV
“Oh guai a te, donna pazza
che tu possa ammalarti fino alla morte
che non hai lasciato entrare la povera Annie
e nemmeno mi hai svegliato”
XV
Egli andò fino alla riva del mare
più velocemente che potè
e vide la bella Annie sulla sua barca
e il vento che scuoteva le sue vele
XVI
Il vento soffiava forte e il mare s’ingrossò
e la barca naufragò sulla riva
la bella Annie galleggiava sul mare
ma il suo bambino non riemerse più.
XVII
Lord Gregory si strappava i biondi capelli e gridava il suo triste lamento
la bella Annie giaceva morta ai suoi piedi
e il suo bel bambino era scomparso.
XVIII
“Oh guai a te, madre crudele
che ti possa ammalare fino alla morte
perchè non hai lasciato entrare la bella Annie
quando è venuta da me”

NOTE
1) Anna si chiede “Chi si prenderà cura di me?” ma il montaggio di questa parte è alterato rispetto alle prime versioni della ballata (e in particolare in The lass of Ocram), in cui la fanciulla prima si reca al castello, poi chiede di entrare e alla richiesta di dimostrare la sua identità cita i tre pegni scambiati con Lord Gregory. Quando la madre viene a sapere che la ragazza è incinta (o che ha partorito un bambino) la scaccia in malo modo. Allora Anna chiede chi si prenderà cura di lei e del bambino e ottiene come risposta che saranno i suoi parenti ad occuparsi di lei mentre per il figlio:
And let God be father of your child,
For Lord Gregory is none
2) in questa versione siamo portati a credere che sia Lord Gregory a rispondere ad Anne e invece apprendiamo che è stata la madre solo nella XI strofa
3) la frase può essere più compiutamente compresa alla luce di quanto riportato nella The Lass of Ocram” (vedi) in cui la fanciulla ricorda a Lord Gregory dei tre “pegni” (three tokens) che si sono scambiati: il primo una camicia di preziosa tela Olandese contro quella di tela scozzese donata da lui; il secondo gli anelli quello di lei di oro fino, quello di lui di stagno; il terzo la verginità
One night in my fathers hall,
Where you stole my maidenhead,
Which was the worst of all.
Si tratta simbolicamente di una contrapposizione tra vero e falso amore
4) nella versione la madre risponde al figlio per giustificare il suo comportamento
XXIII
‘O there was a woman stood at the door,
Wi a bairn intill her arms,
But I woud na lat her within the bowr,
For fear she had done you harm.’

Dalle registrazioni sul campo: ASCOLTA

In questa versione della ballata, diffusa anche in diverse versioni testuali da Maddy Prior, Anna diventa la figlia del re di Cappoquin o Capelkin (Irlanda sud contea di Waterford). All’ingresso del castello, le viene detto che Lord Gregory non c’è, perchè è andato in Scozia a portare a casa la sua nuova sposa.

ASCOLTA Fiona Kelleher (strofe I, II, VI e ripete I) intensa e sussurrata l’interpretazione di Fiona intrecciata con ossessive note di pianoforte e le cupe ombre del  contrabbasso suonato con l’archetto

Molto bella anche la versione di Alasdair Roberts con la sua voce vibrante, in  “Crook of My Arm”  2001


I
I am a King’s daughter come
straight from Cappoquin(1),
In search of Lord Gregory,
pray God I’ll find him.
The rain beats at my yellow locks,
the dew wets me still,
The babe is cold in my arms, love,
Lord Gregory let me in.
II
Lord Gregory is not here
and he henceforth can’t be seen,
For he’s gone to bonny Scotland
to bring home his new queen.
Leave now these windows
and likewise this hall,
For it’s deep in the sea
you will find your downfall.
III
“Who’ll shoe my babe’s little feet?
Who’ll put gloves on her hand?
Who will tie my babe’s middle
With a long linen band?
Who’ll comb my babe’s yellow hair
With an ivory comb?
Who will be my babe’s father
Till Lord Gregory comes home?
IV
Do you remember, love Gregory,
That night in Callander
Where we changed pocket handkerchiefs,
And me against my will?
For yours was pure linen, love,
And mine but coarse cloth;
For yours cost a guinea, love,
And mine but one groat(2).
V
Do you remember, love Gregory,
That night in Callander
Where we changed rings on our fingers,
And me against my will?
For yours was pure silver, love,
And mine was but tin;
For yours cost a guinea, love,
And mine but one cent.”
VI
Do you remember, love Gregory,
that night in Cappoquin?
You stole away my maidenhead
and sore against my will.
And I’ll leave now these windows
and likewise this hall,
For it’s deep in the sea
I will find my downfall.
VII
“And my curse on you, Mother,
My curse being sore!
Sure, I dreamed the girl I love
came a-knocking at my door.”
“Sleep down you foolish son,
Sleep down and sleep on:
For it’s long ago that weary girl
Lies drownin’ in the sea.”
VIII
“Well go saddle me the black horse,
The brown, and the gray;
Go saddle me the best horse
In my stable to-day!
And I’ll range over mountains,
Over valleys so wide,
Till I find the girl I love
And I’ll lay by her side.”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Sono la figlia del re arrivata direttamente da Cappoquin (1)
a cercare Lord Gregory
e per Dio lo troverò.
La pioggia cade sui miei riccioli biondi
e anche la rugiada mi bagna,
il bambino ha freddo tra le mie braccia,
Lord Gregory, fammi entrare.
II
Lord Gregory non è qui
e non può ricevere visite,
perchè è andato nella bella Scozia
per portare a casa la sua nuova sposa.
Allontanati adesso dalle finestre
e anche da questo castello
perchè nel fondo del mare
troverai la tua rovina.
III
“Chi allaccerà le scarpe alla mia bimba?
Chi le metterà i guanti?
Chi fascerà bene il busto della bimba
con lunghe fasce di lino?
Chi pettinerà i biondi capelli della bimba con un pettine d’avorio?
Chi sarà il padre di mia figlia
finchè Lord Gregory ritornerà a casa?
IV
Ti ricordi Lord Gregory
quella notte a Callander
quando ci siamo scambiati
i fazzoletti da taschino
contro la mia volontà?
Perchè il tuo era di puro lino, amore
e il mio solo di tela grossolana,
però  il tuo costava una ghinea, amore
e il mio solo pochi penny (2)
V
Ti ricordi, Gregory caro,
quella notte a Callander
quando ci siamo scambiati gli anelli al dito
contro la mia volontà?
Il tuo era di argento puro, caro
e il mio solo di latta,
il tuo costava una ghinea
e il mio solo un centesimo.
VI
Ti ricordi, Gregory caro,
quella notte a Cappoquin?
Hai preso la mia verginità
e contro la mia volontà
e mi allontanerò adesso dalle finestre
come pure da questo castello
perchè nel fondo del mare
troverò la mia rovina.”
VII
“Ti maledico, madre,
ti maledico con dolore!
Ho sognato la donna che amo
che veniva a bussare alla mia porta.”
“Dormi figlio, sogni pazzie,
rimettiti a dormire
è da un pezzo che quella ragazza sventurata è annegata in fondo al mare”
VII
“sellatemi il cavallo nero
quello baio e il grigio
sellatemi il cavallo migliore
che c’è oggi nella stalla
e io cercherò per i monti
e le ampie vallate
finchè troverò la donna che amo
e mi stenderò al suo fianco”

NOTE
1) anche Callander
2) goat= moneta inglese d’argento dal valore di quattro penny.

Continua seconda parte

FONTI
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/lordgregory.html