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Terre Celtiche Blog

Will the Circle Be Unbroken

Will the Circle Be Unbroken è un inno cristiano scritto nel 1907 da Ada R. Habershon con musica di Charles H. Gabriel rielaborato nel 1927 dalla famiglia Carter in inno funebre con il titolo Can the Circle Be Unbroken (la versione di AP Carter è ancora protetta da copyright). Nel lamento è ricordato il funerale della madre del narratore. Del vecchio inno (un messaggio di speranza nel ricongiungimento degli affetti in Paradiso) viene mantenuto solo il coro.

Tra i numerosi interpreti folk Bob Dylan, Joan Baez, The Dubliners, The Chieftains, Pentangle oltre alle numerosissime versioni gospel e bluegrass (vedasi per una panoramica delle versioni degli anni 1920 il rimando a http://jopiepopie.blogspot.com/2015/11/will-circle-be-unbroken-1912-can-circle.html)

Bill & Charlie Monroe sul testo di Ada R. Habershon 
The Carter Family 1927
Johnny Cash & Family live
Nitty Gritty Dirt Band 1972
Shiloh Worship Music sul testo di Ada R. Habershon 
The Dubliners
Pentangle in Reflection (1971)
The Chieftains (in Another Country 1992)

I was standing by my window
On a cold and cloudy day
When I saw that hearse come rolling
For to carry my mother (woman) away.

Will (Can) the circle be unbroken
Bye and bye, Lord, bye and bye
There’s a better home a-waiting
In the sky, Lord, in the sky


Load, I told that undertaker
(Well, I told the undertaker)
Undertaker please drive slow
For this body that you’re hauling (you’re carrying on)
Load, I hate to see her go

I followed close behind her
Tried to hold up and be brave
But I could not hide my sorrow
(But I could not keep from crying)
When they laid her in the grave

I went home, my home was lonely
Now my mother she has gone
All my brothers, sisters crying
What a home so sad and alone

Ero seduto alla mia finestra
In un giorno freddo e piovoso (1)
Quando ho visto il carro funebre arrivare
Per portare via mia madre (la mia donna) (2)

Che il cerchio (3) si chiuda
Addio, Signore, e addio
C’è una casa migliore che sta aspettando
In cielo, Signore, in cielo


Caricala sul carro, dissi all’impresario (4)
(Bè, dissi all’impresario)
impresario, per favore guida lentamente
Perché il corpo che stai trasportando
Io non posso proprio sopportare di vederlo andare via

Ho seguito (il carro) da vicino dietro a lei
Ho tentato di tenermi su e di avere coraggio
Ma non ho potuto nascondere il mio dolore
(Ma non ho potuto trattenermi dal piangere) (5)
Quando l’hanno deposta nella tomba

Sono tornato a casa, la mia casa era vuota
Ora mia madre è andata via
Tutti i miei fratelli e le mie sorelle piangono
Che casa triste e desolata, ora!

NOTE Traduzione Italiana e note di Alberto Maurizio Truffi
1) In altre versioni del brano il giorno è descritto come “foggy” oppure “cloudly”, altre varianti descrittive di una tipica giornata invernale inglese.
2) In altre versioni il carro viene a portare via la madre del narratore (“my mother”), oppure la sorella o il fratello. In altre versioni il racconto è dal punto di vista di uno dei figli e in questo verso parla del padre che segue il carro e assiste alla sepoltura, in altre si parla della sorella.
3) Il cerchio qui citato è forse una eco di una una antica corrente teologica eretica, la setta degli anulari o monotoni, che sosteneva, come molte filosofie orientali, che tutta la storia e la vicenda dell’uomo è un circolo e che nulla esiste che non sia già stato e che non sarà nuovamente; il simbolo della setta era ovviamente il cerchio o la ruota, contrapposto alla teologia cristiana, che ha il suo principale simbolo nella croce, che allude alla connessione tra la terra (dove vive l’uomo) e il cielo (dove è destinato nella “vera vita”, come dice il testo di questa canzone: “a better home a-waiting”). La terra è rappresentata dal braccio orizzontale della croce che simboleggia l’orizzonte che è dato all’uomo nella vita terrena, il cielo dal braccio verticale che mette in connessione il mondo terreno e quello ultraterreno. Da notare che l’orizzonte è piatto soprattutto nelle terre desertiche, come la antica Giudea o il centro del mondo antico, la Mesopotamia.
È anche da notare che sono esistite teologie e scuole di pensiero che tendevano a fondere queste due eterne tendenze del pensiero umano (riscatto nell’altra vita o eterna ricorrenza) in un solo simbolo, vale a dire la croce runica o croce celtica, simbolo nordico antico, che fonde assieme i due simboli, e che si trova comunemente nelle chiese dei paesi del Nord e anche in Inghilterra.
(fonte: Jorge L. Borges – L’Aleph)
4) impresario di pompe funebri
5) In altre versioni “I hide my sorrow” (ho nascosto il mio dolore)

LINK
http://jopiepopie.blogspot.com/2015/11/will-circle-be-unbroken-1912-can-circle.html
https://www.musicaememoria.com/pentangle_reflection.htm#Will%20The%20Circle%20Be%20Unbroken
https://www.musicaememoria.com/WillTheCircle.htm

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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