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Terre Celtiche Blog

Knight William and the Shepherd’s Daughter

Shepherd’s Daughter (in italiano La figlia del pastore) è una ballata tradizionale che viene dalla Scozia, tra il serio e il faceto, da annoverarsi tra le  “pastourelle”. E’ classificata dal professor Child al numero 110.

Scrive Riccardo Venturi nel suo saggio su “Ballate anglo-scozzesi (Child Ballads) e francesi ” The Shepherd’s Daughter è un racconto con numerose reminiscenze popolari e letterarie. Tra le prime, ad esempio,  Childe Waters e The Bonny Heyn (strofe 3-4; ma potrebbe trattarsi di un luogo comune); tra le seconde, il Wife of Bath’s Tale chauceriano (ma senza alcuna connotazione magica e filosofica). Un cavaliere di nobile casato seduce una pastorella; ella lo segue a Corte, dove il Re costringe il cavaliere a “prendersene cura” (ovvero a sposarla).

Il giovane, assai poco cavallerescamente, tenta di “scaricare” la ragazza con oro e denaro e di convincerla a lasciarlo perdere; ma lei non cede e, dopo il matrimonio, avviene il quasi scontato colpo di scena: la pastorella è in realtà una giovane nobile (in alcune versioni addirittura la figlia del Re di Francia).

LA RACCHIA

Nei racconti più antichi ispirati a questa storia, il cavaliere, invece, a causa di una promessa sconsiderata è costretto a sposare una “racchia” che però era stata vittima di un malvagio incantesimo. Una volta disincantata, il brutto anatroccolo diventa una stupenda fanciulla. [King Henry] La ballata è stata udita ancora in tempi recenti in Inghilterra e persino in America.

Il nostro testo scozzese [dal titolo Earl Richard] proviene da G.R. Kinloch, Ancient Scottish Ballads, recovered from Tradition and never before Published, 1827, pp. 25-28, dove è riportata anche la melodia. Il ritornello è eseguito tradizionalmente da un coro.” (tratto da Pastorellerie)

King William & Shepherd’s Daughter

Fay Hield in Looking Glass 2010

I
It’s of a shepherd’s daughter
tending sheep on yonder hill,
A roving blade came a-riding by
and swore he’d have his will.
“If you should have your will of me,
pray tell to me your name,
So when my baby it is born
I might call him the same.”
II
“Oh some they call me Jack,” he said,
“and some they call me John,
But when I’m in the King’s own court,
my name is Sweet William.”
He mounted on his milk white stead
and away from her did ride;
She’s lifted up her petticoats
and run close by his side (1).
III
She ran till she came to the riverside,
she fell on her belly and swam;
She swam till she came to the other side,
took to her heels and ran.
She ran till she came to the King’s own court
and boldly pulled the ring,
And none were so ready but the King himself
to let this fair maid in.
IV
“What brings you here, my pretty fair maid,
what brings you here?”, says he,
“It’s of a knight in your own court
this day has robbed me.”
“What has he robbed you of, fair maid,
has he stolen all your fee (2)?”
“No he’s robbed me of my maidenhead
that my mother has give to me.”
V
“Well if he be a married man
then it’s hanged he shall be (3),
But if he be a single man,
his body I’ll give to thee.”
And he called down his merry men
all by one, by two, by three,
Sweet William (3) he came last of all
when first he used to be.
VI
And he pulled out a handful of gold,
he put it all in a glove.
“Take this, take this, my pretty fair miss,
go seek for another true love.”
“Oh I’ll not have any of your gold
nor any of your fee,
But I will take your sweet body
that the King has granted me.”
VII
He mounted on a milk white stead
and she upon another;
They rode along the King’s highway
like sister and like brother. (4)
They rode till they came to the first fair town,
he bought her a gay gold ring,
And when they got to the next fair town,
he gave her a gay wedding.
VIII
“Well I wish I were drinking a bath of water
instead of drinking wine
Before an old shepherd’s daughter
would have been a bride of mine.
I wish I were drinking white wine
instead of drinking red
Before an old shepherd’s daughter (5)
would bring me to my wedding bed.”

I
C’era una pastora
che badava al gregge sulla collina.
Un abile spadaccino venne cavalcando
e giurò che avrebbe fatto i suoi comodi.
“Se vorrete fare i vostri comodi
ditemi almeno il vostro nome,
così quando nascerà il bambino
lo chiamerò allo stesso modo”
II
“A volte mi chiamo Jack-disse lui
e a volte John
ma quando sono alla corte del re
il mio nome è il bel William”
Balzò sul suo destriero bianco latte;
e via da lei galoppò
Lei si alzò la sottana
e gli corse dietro
III
Lei corse finchè arrivò alla sponda del fiume
si tuffò e nuotò.
Nuotò finchè giunse all’altra sponda
e corse a gambe levate
corse finchè arrivò alla corte del Re
e con baldanza suonò il campanello.
E fu il Re stesso
a far entrare questa bella fanciulla.
IV
“Qual buon vento vi porta? Mia bella fanciulla
Qual buon vento vi porta?” dice lui
“Un cavaliere della vostra corte
proprio oggi mi ha derubata”
“Che cosa vi ha rubato bella fanciulla
vi ha preso i vostri averi averi?”
“No ha preso la mia verginità,
che mia madre mi ha dato”
V
“Bene, se è un uomo sposato
allora sarà impiccato,
ma se è un uomo libero,
il suo corpo sarà vostro.”
E mandò a chiamare i suoi uomini
ad uno ad uno
e il dolce William venne per ultimo
quando invece era solito essere il primo
VI
E cavò una manciata d’oro
e lo mise in un guanto
“Prendete questo, mia bella signorina
e andate a cercare un altro fidanzato”
“Oh non voglio il vostro oro
e nessuna delle vostre rendite,
ma prenderò il vostro corpo
come il re mi ha garantito”
VII
Balzò sul destriero bianco latte
e lei montò su un altro
e galopparono per la strada del re
come fratello e sorella.
Galopparono finchè arrivarono alla prima bella città,
e lui le comprò un vistoso anello d’oro,
E quando furono nella città successiva
lui le diede un gaio matrimonio.
VIII
“Beh era meglio se bevevo un secchio d’acqua
invece del vino,
piuttosto che la figlia di un vecchio pecoraio
sarebbe diventata mia moglie.
Era meglio se bevevo il vino bianco
invece di quello rosso
piuttosto che la figlia di un vecchio pecoraio
mi portasse nel letto nunziale”

NOTE

Traduzione italiana di Cattia Salto

  1. l’immagine è piuttosto buffa, una robusta ragazza del popolo che corre dietro al suo cavaliere e alla speranza di elevazione sociale! Nella sua corsa non esita a gettarsi in acqua e ad attraversare a nuoto il fiume. Senonchè è una specie di espediente “funzionale” a cui il cantore delle ballate ricorre (compreso l’attraversamento di fiumi a nuoto) – all’epoca erano parecchi le fanciulle e i fanciulli che correvano come lepri per i boschi e le brughiere.
  2. fee è un termine arcaico che indica il bestiame in quanto bene di proprietà; in senso lato si traduce come ricchezza; nel Medioevo per i ceti nobili era un un feudo (rendita feudale) e per i ceti bassi una paga, il compenso per i servigi resi.
  3. qui il cantore si tradisce rivelando che il personaggio della fanciulla, non è quello di una semplice popolana,
  4. sweet (lett. dolce) è un aggettivo spesso usato accanto ad un nome maschile, con significato sia di bello (piacente), buono o caro (favorito, amato); le presunte qualità morali dell’aggettivo cozzano con il comportamento brutale del cavaliere; se non chè stuprare una fanciulla del popolo era considerato, ai tempi, un passatempo come un altro.
  5. l’espressione è tipica di certe ballate in cui per l’appunto un lui e una lei vanno a galoppo insieme (su cavalli separati o in groppa allo stesso cavallo). A volta si sono appena sposati e a volte si sposano alla fine (o durante) il viaggio. Sarebbe interessante compilare una specie di glossario delle frasi in codice contenute nelle ballate tradizionali.. chissà.
  6. in questa versione alla fine però è omesso il colpo di scena, quello in cui la fanciulla rivela di essere figlia del Re! Così concludendo la ballata gettava uno spiraglio di luce nel rigido mondo delle convenzioni sociali, anche se la realtà era molto più brutale. La ballata è chiaramente un momento di evasione nel fiabesco, in un mondo fittizio in cui l’etica cavalleresca impone il matrimonio riparatore anche se la fanciulla è una pecoraia. A me pare di vedere però un certo ammiccamento tra il cantore e il suo pubblico, tutti infatti sanno che la fanciulla è una principessa sotto mentite spoglie. Così a fare l’affare alla fine dei conti è proprio lo Sweet William
Shepherd's Daughter

The Forester

La ballata della Shepherd’s Daughter non poteva mancare nel repertorio di Lizzie Higgings, cantora della tradizione musicale degli scottish traveller, che predilige le storie di eroine coraggiose e determinate, che seguono la loro strada nonostante le convenzioni sociali. Il titolo della ballata diventa “The Forester”. La melodia è quella standard per  The Battle of Harlaw

Lizzie Higgings The Forester registrazione di Peter Hall negli anni 1970. La Higgings la imparò dalla madre, che l’aveva imparata da sua madre, etc

“I’m a forester in this wood,
An you’re the same design.
It’s the mantle o your maidenhead,
Bonny lassie, never mind.”
Singing didio, sing falado, sing didio-iay
“Syne you’ve let me doon, 
It’s come pick me up again,
An syne you’ve taen the wills of me,
Come tell to me your name.”
“Sometimes they call me James
And sometimes they call me John,
And when I’m on the King’s Highway,
Young Daniel is my name.”
“They neither called you James
Or they neither called you John,
And when you’re on the King’s Highway,
Young William is your name.”
When he heard his name called out
He’s mounted on his steed;
She’s buckled up her petticoats
And efter him she’s gaed.

He’s run and she’s run,
The lang summer day,
‘Til they come til the water,
It was cried the River Tay.
“It’s there you see yon castle,
It’s ower on yonder green,
There is the bonniest maiden there,
That would dazzle your een.”
“I see the castle,
It’s ower on yonder green,
And I have seen the maiden there
That would dazzle your een”.

“It’s did he stealed your mantle,
Or did he stealed your fee,
Or did he stealed your maidenheed,
The floor o your body?”
“He neither stole ma mantle
An he neither stole ma fee,
But he stole ma maidenheed,
The floor o my body.”

“I wished I drunk the water
The nicht I drunk the wine.
Tae hae a shepherd’s dochter
Tae be a love o mine!”
When the marriage it come off –
Tae laugh tae see the fun –
She was the Laird o Urie’s dochter,
He was a blacksmith’s son.

“Sono un forestale (1) in questo bosco
e tu sei la mia conquista (2).
O il tuo mantello o la tua verginità
bella ragazza, non dimenticare”
Canta: didio, sing falado, sing didio-iay
“Poichè mi hai messo giù
e mi prendi di nuovo
e poichè hai fatto i tuoi comodi
dimmi comi ti chiami”
“A volte mi chiamano James
e a volte John
e quando sono sulla strada maestra del re
il mio nome è giovane Daniel”.
“Non ti chiami James
e nemmeno John
quando sei sulla strada maestra del re
il tuo nome è giovane William”.
Quando si sentì chiamare per nome
[William] balzò sul suo destriero;
lei si allacciò la veste
e dietro a lui andò.

Lui correva e lei correva,
in un lungo giorno d’estate,
finchè arrivarono al fiume
ed era detto il Tay.
“Ecco laggiù vedi quel castello
che è sopra quel prato?
Ci abita la più bella delle fanciulle
che i tuoi occhi abbiano visto”.
“Vedo il castello
che è sopra quel prato,
e ho conosciuto la fanciulla,
una meraviglia per gli occhi.

“Vi ha preso il mantello (3)
Vi ha preso i vostri averi
o vi ha rubato la verginità
il fiore del vostro corpo?”
“Non mi ha rubato il mantello
e nemmeno i miei averi,
ma mi ha preso la verginità
il fiore del mio corpo”

“Meglio era se bevevo l’acqua
la notte che bevetti il vino,
piuttosto che avere la figlia del pecoraro
come mia fidanzata”
Quando il matrimonio fu combinato-
sai che risate-
lei era la figlia del conte di Urie
lui era il figlio del fabbro.

NOTE

  1. forester non è solo il guardaboschi ma anche in senso lato un “forestiero”. Forestale è uno che viene da fuori, dalla foresta (foris), un selvaggio di cui diffidare.
  2. tra tutti i significati di design, forse l’ultimo, quello meno usato però anche colloquiale, (= progetto piano (disonesto) per ottenere qualcosa) è forse quello appropriato. Dice tu sei la mia preda (la mia fantasia) sulla quale ho messo la mia mira.
  3. E’ il re che interroga la fanciulla o il padre (Laird of Urie)?

Lindsay Straw in The Fairest Flower of Womankind 2017

Conosciuta più spesso come “The Knight & The Shepherd’s Daughter”, l’ho sentita per la prima volta dalla cantante scozzese Lizzie Higgins. Amavo la sua melodia, struttura e concetto, ma sentivo che nella sua versione mancavano dei segmenti della storia.
Ho preso versi aggiuntivi dalle versioni di The Ballad Book e li ho adattati alla melodia e al ritmo di Lizzie, e ho tradotto il dialetto scozzese.”

More frequently known as “The Knight & The Shepherd’s Daughter”, I first heard this from Scottish singer Lizzie Higgins. I loved her melody, structure and concept, but felt there were segments of the story that were missing in her version. I took additional verses from versions in The Ballad Book and adapted them to Lizzie’s melody and rhythm, and anglicized the Scots dialect.

“I’m a forester in this wood,
An you’re the same design.
It’s the mantle o your maidenhead,
Bonny lassie, will be mine.”
He took her by the milk-white hand
and he laid her on the ground,
And when he had the will of her,
he let her up again.
Singing di-dee-eye-oh, sing fa-la-doh,

sing di-dee-eye-oh, ah-yay.

“Well, now you’ve let me down,
now come pick me up again;
Now that you’ve had the will of me,
come tell to me your name.”
“Sometimes they call me John,” he said,
“and sometimes they call me James,
But when I’m in the king’s high court,
Sweet William is my name.”

Then he jumped up on his milk white steed
and straightway he did ride;
She’s buckled up her petticoats
and after him she flies.
He never was so kind to say,
“Lassie, will you ride?”
And neither did she ever say,
“Oh, laddie, will you bide?”

He’s run and she’s run
the long summer day,
Till they’ve come unto the water
that was called the River Tay.
He plunged his steed into the ford
and straightway through he ran;
She set her feet into the stream
and like an otter swam.

She came unto the king’s castle
and twirled all on the pin;
Who was it but the king himself
to let the lassie in?
“What is your will with me, fair maid,
what is your will with me?”
“There is a man within your court
this day has robbed me.”

“Well, did he steal your mantle
or did he steal your fee?
Or did he steal your maidenhead,
the flower of your body?”
“No, he neither stole my mantle
and he neither stole my fee,
But he stole my maidenhead,
the flower of my body.”

“If he be a married man,
high hanged he will be,
But if he be a single man,
his body I’ll grant to thee.”
“Sometimes they call him John,” she said,
“and sometimes they call him James,
But when he’s here within your court
Sweet William is his name.”

“There’s not a William in my court,
not only one but three,
And one of them is the Queen’s brother
and I’ll laugh if it is he.”
The king has called his merry men
all by thirty and by three;
Sweet William used to be the first
but now the last came he.

“Oh, will you marry the bonny lass,
or hanged will you be?”
“I’d rather marry the bonny lass
than hang from the gallows tree.”
But he took out a purse of gold
all locked within a glove;
“Take this now, my bonny lass,
and go seek another love.”

“I won’t take your gold,” she said,
“nor any of your fee,
But I will have your own body
that the king has granted me.”
He said, “I wish I drunk the water
and never drunk the wine,
Than to have a shepherd’s daughter
to be a love of mine.”

“Maybe I’m a shepherd’s girl,
or maybe I am not,
But you could have ridden all on your way
and left me on my own.
But I dare say a better match
could have scarcely paired together,
Than the king of France’s own daughter
and the queen of Scotland’s brother.”

“Sono un forestale in questo bosco
e tu sei la mia conquista.
O il tuo mantello o la tua verginità
bella ragazza, sarai mia”
La prese per la mano bianco-latte
e la distese a terra.
E dopo che ebbe fatto i suoi comodi
la lasciò di nuovo rialzare
Singing di-dee-eye-oh, sing fa-la-doh,
sing di-dee-eye-oh, ah-yay.


“Beh mi hai steso a terra
e mi prendi ancora
e ora che hai fatto i tuoi comodi
dimmi comi ti chiami”
“A volte mi chiamano John -disse lui
e a volte James,
ma quando sono nell’alta corte del Re
il mio nome è giovane William”.

Allora balzò sul suo destriero bianco latte;
e tosto lui galoppò
lei si allacciò la veste
e dietro a lui volò.
Non fu mai cortese da dire
“Ragazza, vuoi salire a cavallo?”
E nemmeno mai lei gli disse
“Oh ragazzo, aspetta”

Lui correva e lei correva,
in un lungo giorno d’estate,
finchè arrivarono al fiume
ed era detto il Tay.
Lui tuffò il destriero nel guado
e subito riprese la corsa;
lei immerse i piedi nel ruscello
e come una lontra nuotò.

Lei arrivò al castello del re
e suonò il campanello;
E fu il Re stesso
che la lasciò entrare.
“Cosa volete da me, bella fanciulla
Cosa volete da me?”
“C’è un uomo della vostra corte
che oggi mi ha derubata”

“Vi ha rubato il mantello
o vi ha preso i vostri averi?
O vi ha preso la verginità,
il fiore del vostro corpo?”
“Non mi ha rubato il mantello
e nemmeno i miei averi,
ma ha preso la mia verginità,
il fiore del mio corpo”

“Bene, se è un uomo sposato
sarà impiccato sulla forca,
ma se è un uomo libero,
il suo corpo sarà vostro.”
“A volte lo chiamano John -disse lei
e a volte James,
ma quando è alla vostra Corte
il suo nome è giovane William”.

“Non c’è solo un William alla mai corte,
ma due o tre,
e uno di loro è il fratello della Regina
e io riderò se sarà lui quello”
Il Re mandò a chiamare i suoi uomini
tutti trentatrè
e il dolce William era solito essere il primo
ma ora venne per ultimo.

“Volete sposare la bella fanciulla
o preferite essere impiccato?
“Preferisco sposare la bella fanciulla
piuttosto che essere appeso alla forca”
Però lui cavò un sacchetto d’oro
e lo mise in un guanto
“Prendete questo, mia bella signorina
e andate a cercare un altro fidanzato”

“Oh non voglio il vostro oro- disse lei
e nessuna delle vostre rendite,
ma prenderò il vostro corpo
come il re mi ha garantito”
Disse lui “Vorrei aver bevuto sempre acqua
e mai bevuto il vino,
piuttosto che avere la figlia del pecoraro
come mia fidanzata”

“Forse sono una pecorara
o forse non lo sono,
ma avreste potuto andare per la vostra strada
e lasciarmi stare per mio conto.
Devo dire che una coppia migliore
avrebbe potuto a stento mettersi insieme
della figlia del Re di Francia
con il fratello della Regina di Scozia”

Malinky in Handesl 2019

I Malinki invece aggiungono solo un paio di strofe verso la fine, attenendosi al testo della Higgings e trasformano il canto in un contrasto amoroso a due voci.

LINK
http://bluegrassmessengers.com/110-the-knight-and-shepherds-daughter.aspx
http://bluegrassmessengers.com/recordings–info-110-knight–shepherds-daughter-.aspx
https://www.mustrad.org.uk/articles/higgins.htm
http://www.mtrecords.co.uk/articles/higgins.htm
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theknightandtheshepherdsdaughter.html

Sicuramente ci sarà una prossima puntata con integrazione di altre versioni.
Stay tuned!

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

2 Risposte a “Knight William and the Shepherd’s Daughter”

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