Johnnie Sangster

Roud 2164 ; G/D 3:407 ; Ballad Index DBuch69 ; DT SANGSTER ; Mudcat 70818 ; William Scott]

Johnnie Sangster: trad. scozzese fine 700-inizi 800
Melodia: Johnny Lad.

Johnnie Sangster è un canto del raccolto al tempo della mietitura, preveniente dalla Scozia (Aberdeenshire), quando la campagna risuonava di canti di lavoro vuoi per alleggerire la fatica, agevolare il lavoro di squadra o per far passare il tempo..
Dal Nord al Sud dell’Europa così come dall’Est all’Ovest, prima dell’avvento della meccanizzazione la mietitura era svolta da squadre di braccianti organizzati in modo che ogni elemento vi svolgesse un ruolo preciso: falciare, raccogliere, legare, spigolare.
Questa canzone, attribuita da Gavin Greig a William Scott di Fetterangus (nato nel 1785) è una bothy ballad un po’ anomala perché scritta dal punto di vista della donna, addetta a raccogliere i manipoli di spighe, innamorata del suo bandster.

Mannelli/manne, covoni e biche

Un pagliaio è definito come un “Cumulo di paglia a forma di cono, generalmente situato in prossimità di case coloniche, eretto pressando e ammassando il materiale intorno a un palo di sostegno infisso nel terreno, per conservare e proteggere dalla pioggia la paglia destinata al bestiame”

biche di covoni

Il covone non è il pagliaio, non è un ammasso confuso di steli messi a mucchio intorno a un palo: è un fascio di spighe recise, legate insieme, ordinate. Ed ecco che accorre l’etimologia, che qui non è certa, ma probabile. Il covone nascerebbe dall’accrescitivo di una variante arcaica (si parla di termini davvero antichi) del latino cavus, cioè ‘cavo’: il cavo in questione sarebbe il cavo della mano, perché il fascio del covone è creato proprio a misura di mano. In realtà una misura un po’ sopra la mano (infatti è un accrescitivo), ma si porta facilmente – il covone è ancora da trebbiare e va messo a seccare, sistemato in formazioni ariose (a mo’ di tenda) chiamate biche, e spostato. E qui fermiamoci un attimo, giusto per uno scorcio: un oggetto della pratica agricola ancestrale prende il nome dal cavo della mano che lo raccoglie. questa è la retorica originale.
E sì, difficilmente la padronanza di questa parola ci svolterà la giornata, ci farà penetrare con maggiore intelligenza la realtà circostante, il mistero della mente, o ci farà fare colpo su qualcuno; però distingue un mucchio di steli buoni per foraggio o lettiera da un fascio da battere per trarne il grano è importante. Come si potrebbero descrivere certi dipinti di Monet o di Van Gogh[1], altrimenti? La poesia dei campi chiede precisione
.”(Fonte unaparolaalgiorno.it)

[1] I covoni nei dipinti prima e dopo Monet: https://www.didatticarte.it/Blog/?page_id=27574


Of a’ the seasons o’ the year
When we maun work the sairest
The hairvest is the only time
And yet it is the rarest
We rise unseen at morning light
No crairhers can be blyther
We’ll buckle on oor fingersteels
And follae oot the syther

For you Johnny, you Johnny, you Johnny Sangster
I’ll trim the gavel o’ ma sheath

for you’re the gallant bandster

A morning feast tae line a cheek
Afore that we gae forder
Wi’ clims o’ blue tobacco reek
We then set oot in order
The sheaves are rising thick and fast
And Johnny he maun bind them
The busy group for fear they stick
Can scarcely look behind them

I’ll gie them bands that winna slip
I’ll pleat then weel and thaw them
For sure they will not tyne the grip
However weel ye draw them
I’ll lay me leg oot o’er the sheaf
And draw the bands sae handy
Wi’ ilka strae and stracht a rash
And that’ll be the dandy

If ever it chance to be ma lot
That I should get a bandster
I’ll gar him wear a yellow coat
And gie him hold in handfuls
But Johnny he can please himself
I wouldna wish him blinket
Syne after he has brewed his ale
He can aye sit doon and drink it

[A bonnie cowie in the byre,
For butter and for cheeses;
A grumphie feedin’ in the sty
Wad keep the hoose in greases.
A bonnie ewie in the bucht
Wad help to creesh the ladle;
An we’ll get tufts o’ cannie woo
Wad help to theek the cradle.]

Traduzione italiana Cattia Salto
Di tutte le stagioni dell’anno
quando dobbiamo lavorare di più(1),
il tempo del raccolto è il più importante
e tuttavia è il momento più bello(2).
Ci alziamo prima della luce del mattino(3)
nessuna creatura(4) potrebbe essere più felice,
ci allacciamo i copridita(5)
e prendiamo la falce.

Per te Johnny, per te Johnny Sangster
pareggerò i gambi delle spighe(6)
per te che sei un valoroso caposquadra(7).


Uno spuntino(8) mattutino
prima di rimettersi a lavorare
con nuvole di fumo azzurro di tabacco
poi ci organizziamo.
I covoni s’ammucchiano fitti e con rapidità
e Johnny deve legarli.
Il gruppo indaffarato, per paura di interrompersi,
riesce a malapena guardarsi indietro.

Ti darò le fascine che non scivoleranno(9)
le piegherò bene e le torcerò
per stare sicura che non perderanno la presa,
comunque tu le stringa.
Appoggerò la gamba sul covone
e terrò le fascine a portata di mano
con ogni paglia dritta come una canna(10)
???

Se mai dovesse capitarmi di
trovare un valoroso caposquadra, 
gli farò indossare un mantello elegante
e lo coprirò d’oro.
Ma Johnny sa accontentarsi;
Non gli auguro di ???(11) .
Quindi, dopo aver preparato la sua birra,
potrà sedersi e berla.

[Una bella mucca nella stalla
per burro e formaggi
un maiale all’ingrasso nel porcile
per non far mancare il grasso in casa.
Una bella pecora nel recinto
aiuterebbe a ungere il mestolo???(12)
e avremo batuffoli di lana
per ricoprire la culla]

NOTE
(1) Sairest: hardest
(2) Rarest: finest
(3) la squadra di mietitori raggiungeva il luogo di lavoro solitamente a piedi partendo la sera prima (o giorni prima a seconda della distanza da percorrere) o la mattina stessa per arrivare sul campo prima dell’alba in modo che alle prime luci del giorno si potesse già incominciare con il lavoro.
(4) crairhers/craters: creatures
(5) Finger-steels: finger-stalls = ditale di protezione (in cuoio) da legare attorno al medio, anulare e mignolo sinistro ed evitare di ferirsi accidentalmente con la falce mentre si falciava il grano
(6) Gavel: gable-end to trim the gavel of the sheaf =prendere una bracciata di spighe tagliate [gavel] e, tenendola sollevata dalla parte dei chicchi, batterne le estremità a terra in modo che gli steli rimangano pareggiati. Poi il caposquadra raccoglieva i manipoli di spighe e li legava per formare i covoni (fare una fascina). Leggendo qua e là il metodo per fare questi covoni poteva differire: il bandster disponeva i mannelli/manne (manipoli dal latino manus per manciata, fascio di spighe o d’erba che riempie una mano) in modo che tutti i gambi fossero al centro e le spighe ai due estremi, oppure (più comune) i mannelli sono disposti con i gambi tutti da una parte e mantenuti eretti per far essiccare meglio lo stelo.
(7) Bandster: caposquadra del gruppo di mietitori addetto a legare le fascine di spighe. Era quello che trattava le condizioni lavorative con i proprietari terrieri e formava la squadra dei mietitori consistente in uomini con la falce missoria, donne con i falcetti e la mansione di raccoglitrici, uomini che legavano e sistemavano i covoni e anche da spigolatrici
(8) anche scritto come “piece” da intendersi come una breve pausa per un boccone
(9) band/bands: sono dei legacci una manciata di steli di grano divisa in due parti che vengono riunite, attorcigliandole, per poter legare il covone. Si veda ad esempio alcuni attrezzi utilizzati un tempo per legare i covoni di grano http://www.fungoceva.it/sito%20mestieri/lega_covoni.ht
slip-band: una legatura di paglia per un covone che, a causa di un nodo difettoso, scivola via (Ork. 1970), dando così diritto al bandster (il caposquadra che lo lega) di pretendere un bacio dal raccoglitore -in genere una donna- (che fa la fascia) come penalità. Non sono sicura se sia lei o lui (il bandster) a dire questa frase
(10) stracht a rash= straight as a reed/rush
(11) Blink o’t/Blinket: cheated, deceived, weaving blinkers
(12) Would help to grease the ladle=lett “Aiuterebbe a ungere il mestolo” non ho idea di cosa voglia dire

Ray Fisher- LP d’esordio The Bonny Birdy (1972)[2]
Ewan MacColl

[2] commenta Flavio Poltronieri: “la versione della compianta scozzese Ray Fisher (che ha inciso pochissimo rispetto al suo valore) è tratta (testo e accordi) da “Miscellanea part 2” del “The Rymour Club of Edinburgh”, al suo interno però la parte strumentale contiene una giga composta per l’occasione da Martin Carthy chiamata “Kindred Spirit”. Forse pochi sanno che la formazione del pezzo in questione è strabiliante, a parte Maddy Prior, la accompagnano TUTTI gli Steeleye Span dei dischi Please to see the King/Ten Man Mop (con tutta probabilità un attimo prima che il gruppo cambiasse formazione). Una vera chicca!!”
LINKS
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/johnniesangster.html
https://www.tobarandualchais.co.uk/track/61541?l=gd
https://sangstories.com/johnnie-sangster
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/307.html
https://folkways-media.si.edu/docs/folkways/artwork/FW08759.pdf
https://balladindex.org/Ballads/DBuch69.html

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Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

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