Il canto dell’Eiresione

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L’eiresione, la bella eiresione, il ramo più bello dell’anno!
miele e uva essa reca, fichi e olio pregiato,
mangiate, bevete e dormite bevendo buon vino,
però, se ci date qualcosa, la fortuna vi sarà più vicino.

Nell’antica Grecia a fine autunno e in primavera era praticato dai bambini (ragazzi) il rituale dell’ “Eiresione” o Iresione, un canto benaugurale per portare di casa in casa il ramoscello d’ulivo (o alloro) decorato con lana rossa e bianca, vari frutti di stagione fialette-vasetti di olio e miele. Così si ringraziavano gli Dei (in particolare Apollo, in qualità di Dio del Sole) per il raccolto e si propiziava la fertilità per l’anno a venire.

Canti di questua dei bambini greci

Il canto, attribuito a Omero (in Vita di Omero pseudoerodotea), risale al VI secolo a.C. ed è il capostipite dei canti di questua perpetuati dalla tradizione contadina in tutta Europa e in particolare nella questua delle uova piemontese  e nel canto della strina nella Magna Grecia .
I questuanti promettono la felicità a coloro che doneranno qualcosa e concludono con la promessa di ritornare ogni anno come la rondine.
Ecco ci siamo rivolti alla casa di un grande signore,
ch’ha gran potere e ha gran voce d’un uomo magnifico e ricco.
Su, da voi stesse ora apritevi, o porte, poi ch’entra ricchezza,
molta ricchezza, e con essa la gioia fiorente e la buona
pace; e quante anfore dentro vi sono, si colmino tutte;
e dalla madia una bella focaccia giú scivoli sempre,
fatta di fina farina, condita di sesamo e miele.
Ed a voi presto verrà sopra il carro la sposa del figlio,
a questa casa bei muli piè solidi la condurranno,
onde ella tessi la tela, movendo i suoi piedi sull’ambra.
Oh! tornerò, tornerò come torna la rondine ogni anno.
A piedi scalzi qui sto sulla soglia; or via, subito dona,
dona qualcosa, nel nome di Apollo, signor delle vie.
Se dai, o se non dai, non resteremo,
ché non venimmo qui per abitarci.” (tratto da qui)

Il simbolo del ramo inghirlandato è chiaramente il simbolo della divinità, l’arrivo del Dio e il rinnovamento dell’anno. Altre canzoni di questua nell’antica Grecia erano la Canzone della rondine cantata a Rodi e la Canzone della Cornacchia.
Il rituale si svolgeva in due feste principali le Pyanepsie (Pianepsie) in autunno e le Tharghelie (Targelie) in primavera.

fanciullo che porta l’Eiresione

Le Pyanepsie, infatti, celebrate all’inizio dell’autunno in onore di Apollo o di Helios e delle Hore, prevedevano che un giovane con entrambi i genitori vivi portasse un ramo d’ulivo adornato con bende di lana, frutti e prodotti animali, chiamato eiresione, che veniva affisso sulla porta del tempio di Apollo e sull’ingresso delle case comuni, dove sarebbe rimasto fino all’anno seguente, quando sarebbe stato sostituito da quello nuovo. Pausania fa risalire la tradizione a Teseo che partendo per Creta aveva dedicato il ramo nel tempio di Apollo a Delo, ed un’altro l’avrebbe riportato in patria al suo ritorno dopo aver ucciso il Minotauro: “in questo giorno si porta l’eiresione, un ramo di olivo avvolto da lana, come un tempo Teseo aveva portato il ramo dei supplici, ricolmo di primizie di ogni specie, per indicare la fine della sterilità, e si canta: “Eiresione porta fichi, pane saporoso, coppe di miele, olio per ungersi e calici di vino puro, da andare a dormire ubriachi.'”(6) Lo stesso ramo adornato con primizie, olio, latte e miele compare anche nelle Targhelie di aprile-maggio, e si potrebbe pensare che in esso si possa rintracciare un’antichissima usanza contadina volta a propiziare l’inizio del raccolto e a ringraziare al suo concludersi. (tratto da qui)

Guarda caso Eirene (Irene) è anche la dea della Pace del gruppo delle Ore “… la Dea che dispensa ricchezza e fa crescere i giovani…” (Euripide, le Baccanti 419/420) raffigurata con un ramoscello d’olivo e la cornucopia con in braccio il piccolo Plutone, il dio della ricchezza.

Danza dello Ore

LE ORE (HORAI)

E’ Dioniso a guidare il corteo delle Horai, (le Ore) le tre giovinette che personificano il rinnovarsi della natura figlie di Zeus e di Temi (Themis, l’Ordine Universale)

Eunomia, e la sorella sua, l’incrollabile Dike, base delle città, ed Eirene che cresce insieme a lei, figlie dorate di Themis dal sapiente consiglio, dispensatrici di ricchezza agli uomini e decise a respingere la hybris” (Pindaro)

Sono anche la personificazione delle tre Stagioni: Thallo, la dea della Primavera che presiede alla fioritura delle piante; Auso Auxo, che rappresenta il rigoglio estivo; Carpo, la dea dell’Autunno che rappresenta la maturità e il frutto delle piante.
Dapprincipio 3 poi 4, 10, diventarono 12 come i mesi e 24 come le ore.
Le Horai erano le vergini guardiane dell’Olimpo, con la loro danza circolare (come la ruota solare) facevano apparire o scomparire tra le nuvole le porte dell’Olimpo. Sono raffigurare mentre danzano intorno al carro solare di Apollo.

Un’idea di come si svolgeva la danza ci viene dalla tradizione popolare rumena con la Hora (diventata danza ebraica importata a Israele dagli ebrei che abitavano in Romania)

FONTI
http://agiorisnestanis.blogspot.com/2018/07/blog-post.html
http://www.hellenicgods.org/eiraesiohni—eiresione—eiresione
http://thule-italia.com/wordpress/2013/05/15/targelione/
http://www.odysseo.it/eirene-la-dea-della-pace/
https://tanogaboblog.it/portalino/ore-personificazioni-scorrere-tempo/
http://lyra.altervista.org/pdf/rivista/25-36/XXXIII.pdf

http://mythagora.com/bios/hours.html

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