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Sir Andrew Barton Ballad

111Sir Andrew Barton -o Bartin – (1466-1511) the Scottish corsair, did not sail the Caribbean seas or the Indian Ocean but rather the more domestic ones around the Atlantic and Northern European coasts. His story at sea and in particular his death is told in a very long seventeenth-century ballad also reported in Child ballad # 167 entitled Andrew Barton.
Sir Andrew Barton –
o Bartin – (1466-1511) il corsaro scozzese, non solcò i mari caraibici o dell’Oceano Indiano bensì quelli più domestici attorno alle coste atlantiche e del Nord d’Europa. La sua storia in mare e in particolare la sua morte viene narrata in una ballata molto lunga di origine seicentesca riportata anche in Child ballad#167 dal titolo Andrew Barton.

According to Thomas Percy‘s reconstruction in”Reliques of Ancient English Poetry” (1765) John Barton was a wealthy merchant who was killed at sea by a Portuguese ship in 1476, thus his sons obtained from the King of Scotland , as compensation, a Letter of marque, which authorizing them to board and plunder Portuguese ships. In reality it was a “retaliatory letter” of medieval kind that remained in use in Scotland to compensate those who were wronged by a foreign debtor: it allowed retaliate on ship and cargo of the offending country both in times of war and peace. (in this way the Barton family remained at war against Portugal from 1470 to 1563)
The story recognizes the son Sir Andrew Barton as a Scottish “pirate” and reports however only a controversial aggression, in 1509, against a Portuguese ship carrying an English cargo. Episode more in detail narrated in another ballad entitled Henry Martin (see second part)
Secondo la ricostruzione di Thomas Percy nel suo Reliques of Ancient English Poetry (1765) John Barton era un ricco mercante che venne ucciso in mare da una nave portoghese nel 1476 durante il saccheggio della sua nave, così i figli ottennero dall’allora Re di Scozia, come risarcimento, una lettera di corsa che li autorizzava ad abbordare e depredare le navi portoghesi. In realtà si trattava di “una lettera di rappresaglia” di memoria medievale, un tipo di documento che rimase in uso in Scozia per risarcire coloro che subivano un torto da parte di un debitore straniero: ci si poteva rivalere su nave e carico del paese incriminato sia in tempo di guerra che di pace. (in questo modo la famiglia Barton rimase in guerra contro il Portogallo dal 1470 al 1563)
La storia riconosce il figlio Sir Andrew Barton come “corsaro” scozzese e ci riporta però solo un’aggressione controversa, nel 1509, contro una nave portoghese che trasportava un carico inglese. Episodio più dettagliatamente narrato in un altra ballata intitolata Henry Martin (vedi seconda parte)

Peter Bellamy in The Maritime England Suite 1982

King Henry did a progress ride,
To take the air and view his fleet,
When fifty merchants drew him nigh,
And on their knees they did entreat.
“And please, Your Grace, we may not sail
For France, no voyage do we dare,
But Andrew Barton he makes us quail (1),
And robs us of our merchant ware (2).”
Vexed was the King, and turning him,
Says to his lords of high degree,
“Is there no lord in all my realm
Dare fetch this pirate unto me?”
Lord Charles Howard (3) him replied,
“I will my Lord with heart and hand.
If it you please to grant me leave
I will perform as you command.”
He had not been long on the main,
For days not more than two or three,
When Andrew Barton he espied
Come sailing down the wind so free.
He was brass within and steel without (4),
His ship most huge and mighty strong,
With eighteen pieces good and stout
He carried on each side along.
Bold Barton called his men amain,
“Fetch me yon merchant now,” quoth he,
“Against this way he come again
I will teach him well his courtesy.”
A piece of ordnance it was shot
By this proud pirate fiercely then
Into Lord Howard’s middle deck,
Which cruel shot killed fourteen men.
But Howard’s broadside come so hot,
It broached that pirate’s side amain,
And likewise at the deck he shot
Til’ fifty of his foes were slain.
“Alas!” then cried this pirate stout,
“I am in danger now, I see.
This is some Lord (5), I greatly doubt,
That is set on to conquer me.”
His men being slain, then up aloft
To his great topcastle he sped,
For armour good he had put on
And did not dint of arrows dread.
But an archer spied a private place,
With perfect eye, in secret part.
His arrow swiftly loosed apace
Which smote Sir Andrew through the heart.
Lord Howard went where Sir Andrew lay,
And quickly thence cut off his head.
“I would forsake England all my days
Were’t thou alive as thou art dead.”
But from the wars Lord Howard came
With goodleye mirth and triumphing,
And Barton’s head he brought with him,
A gift for Hen-er-y his King.
Traduzione italiano Cattia Salto
Re Enrico si fece un giro
per prendere un po’ d’aria e vedere la sua flotta,
quando 50 mercanti gli si appressarono
e lo supplicarono in ginocchio,
“Preghiamo Vostra Grazia che non possiamo salpare per la Francia, non osiamo salpare perchè Andrew Barton ci mette paura
e ci deruba della nostra mercanzia”
Contrariato era il Re e girandosi
disse ai suoi Luogotenenti
“Non c’è nessun Lord del mio Regno
che osi portarmi questo pirata?
Lord Charles Howard replicò
“Io lo voglio o mio Signore con anima e corpo,
se mi concedete graziosamente il permesso
io obbedirò al vostro comando”
Non sarà stato in mare
che da due o tre giorni appena,
quando si accorse di Andrew Barton
che arrivava navigando con il vento a favore
Era di ottone all’interno e non d’acciaio 
la sua nave ben più enorme e possente
con 18 cannoni buoni e robusti
armata su ogni fiancata
Il prode Barton chiamò i suoi uomini con veemenza “Portatemi quel mercante -disse lui-
a tal guisa ritorna che
gli insegnerò le buone maniere”
Un pezzo d’artiglieria sparò un colpo
per l’ordine feroce del fiero pirata 
verso il ponte di coperta di Lord Howard
il cui colpo crudele uccise 14 uomini
Ma la bordata di Howard arrivò di corsa
affrontò il fianco di quel pirata con veemenza
e allo stesso modo al ponte sparò
finchè 40 dei suoi nemici furono uccisi
“Ahimè!”gridò allora questo pirata forte,
“credo di essere in pericolo.
si tratta di qualche Lord, dubito fortemente,
pronto a conquistarmi. “
Essendo i suoi uomini uccisi, allora 
si affrettò su per il castello di prora,
perchè aveva indossato l’armatura
e non temeva i dardi delle frecce
Ma un arciere vide un posto appartato
con occhio perfetto, in gran segreto,
la sua freccia scoccò rapidamente
che colpì Sir Andrew attraverso il cuore.
Lord Howard andò dove giaceva Sir Andrew,
e rapido gli tagliò la testa.
“Avrei abbandonato l’Inghilterra in vita mia
se tu fossi vivo invece che morto. “
Dalla nave arrivò Lord Howard
in allegrezza e trionfo,
e la testa di Barton portò con sé,
un regalo per Enrico il suo Re

1) archaic to make fearful
2) the attack on British ships by the Scottish “privateer” amounted to an act of piracy
[l’aggressione alla navi inglesi da parte del “corsaro” scozzese equivaleva ad un atto di pirateria]
3) Lord Charles Howard, was Lord High Admiral who commanded the English fleet against the Armada, he was born 25 years after the battle
[Charles Howard, l’Alto Ammiraglio che comandò la flotta inglese contro l’invincibile Armata spagnola, nato però una ventina di anni più tardi]
4) ho tradotto ma non capisco il senso della frase, nella ballata originaria ci sono parecchie strofe in cui si descrive la nave da guerra. La nave è sicuramente un galeone
5) the pirate realizes he is fighting not against any merchant but against a war-trained commander [il pirata si rende conto di stare combattendo non contro un qualunque mercante ma contro un comandante addestrato alla guerra]



In 1511 Barton was crossing the English coast in search of Portuguese ships when his ships Lion and Jenny Pirwyn were captured by Sir Edward and Thomas Howard, third Duke of Norfolk.
The two of them acted on behalf of Henry VIII, who, out of political opportunism, was supporting Portugal and the pleading of Portuguese merchants, disturbed in their trades by the terrible privateer.

The ballad is often cited and remembered for a strophe, the one in which the last, heroic words of the Scottish privateer, when he was mortally wounded by an arrow shot by the Horsley archer:
Fight on my men, sayes Sir Andrew Barton,
I am hurt, but I am not slaine;
I’le lay me down and bleed a-while,
And then I’le rise and ffight againe.

Nel 1511 Barton stava incrociando la costa inglese in cerca di navi portoghesi quando le sue navi Lion e Jenny Pirwyn furono catturate da Sir Edward e Thomas Howard, terzo Duca di Norfolk. 
I due agivano su incarico di Enrico VIII, che per opportunismo politico, stava appoggiando il Portogallo e la supplica dei mercanti portoghesi, che vedevano disturbati i loro traffici dal terribile corsaro.
La ballata viene spesso citata e ricordata per una strofa, quella in cui sono riferite le ultime, eroiche, parole del corsaro scozzese, ferito a morte da una freccia scagliata dall’arciere Horsley:
Combattete, su combattete, miei uomini, sono ferito ma non ancora morto; mi sdraierò a sanguinare un po’, e poi mi alzerò per combattere ancora

Una frase retorica, in cui il corsaro incita i suoi uomini a combattere fino all’ultimo e che probabilmente  non ha mai detto, ma che ce lo restituisce come un fiero personaggio al quale il re d’Inghilterra, sebbene davanti alla testa mozzata esibita a corte, riserva gli onori.


Pubblicato da Cattia Salto

folklorista delle Terre Celtiche

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