Terre Celtiche Blog

La Violetta/ Lionetta, la ragazza guerriera nella Ballata Piemontese

La Violetta/Lionetta ballata piemontese

La Violetta è il titolo di una ballata piemontese classificata tra i canti d’armata e che nasce probabilmente nell’Ottocento durante le guerre d’Indipendenza italiane.
La troviamo nella seconda metà dell’Ottocento tra i canti popolari raccolti in Piemonte da Costantino Nigra e successivamente la ballata è trascritta anche musicalmente e arrangiata da Leone Sinigallia (per ascoltare la melodia in La Lionetta)

All’epoca era l’armata sarda (i Savoia erano re di Sardegna, il territorio della Savoia, Nizza, Piemonte-Valle d’Aosta, Liguria e isola di Sardegna, Lomellina, Oltrepò Pavese, Bobbiese e alta val Trebbia) alleata con la Francia contro gli Austriaci.

Il Folk-revival degli anni 70/80

La Lionetta “Il Gioco del Diavolo” (1981)

Costantino Nigra raccoglie due versioni nella sua antologia “Canti popolari del Piemonte” (pubblicata nel 1888) con il titolo La Lionetta.

La versione A più completa proveniente da Graglia (Biella) è stata arrangiata (con l’aggiunta di un ritornello) dal gruppo torinese La Lionetta, il quale ha tratto il nome proprio da questa canzone.

La musica è composta dal chitarrista Roberto Aversa
Testo: tradizionale piemontese (Nigra#108)

La Lionetta

La Lionota a l’era nël camp,
L’era nël camp ch’a la lavorava;
Gentil galant ch’a la riguardava.
“Coza risguard-lo, gentil galant?”
“Mi na risguardo che sì tant bela.
Vori venir cun nui a la guera? (1)”
Sunè, trumbëte, sunè, tambur,
Sunè, tambur, sunè cuntrodansa! (2)
La Lionota a intra an Fransa.

“Oh Lionota, vorì venì,
Vorì venì cun nui a la guera,
Për mangè d’pan e dormir për tera?”
“Mi a la guera veniu pa, (3)”
“Mi vöi dormir sü la bianca piuma,
Confurma a l’è la nostra costüma.”

“Nostra costüma l’è ninsöi bianc,
I ninsöi bianc di téila d’Olanda (4)”
“Sur capitani, coza comanda?”
Sunè, trumbëte, sunè, tambur,
Sunè, tambur, sunè la marciada!
la Lionota ven a l’armada.

La Lionetta era nel campo 
Nel campo che lavorava 
Gentil galante la guardava
“Che cosa guardi, gentil galante?” 
“Io guardo che siete tanto bella 
Volete venire con noi alla guerra?”
 RIT . Sonate trombette, sonate tamburi 
sonate tamburi
, Sonate la contraddanza
 La Lionetta entra in Francia 

“Oh Lionetta, volete venire
Volete venire con noi alla guerra
A mangiar pane e dormire per terra?”
“Io in guerra non vengo mica
Io voglio dormire sulla bianca piuma
Com’è nostro costume” 

“Nostro costume è le bianche lenzuola 
Bianche lenzuola di tela d’Olanda” 
“Che cosa comanda signor capitano?”
Sonate trombe, suonate tamburi! 
Sonate tamburi sonate la marcia! 
La Lionetta viene all’armata!” 

NOTE – traduzione italiana di Costantino Nigra
1) l’offerta è quella di essere l’amante dell’ufficiale
2) Nigra scrive Marciada, ma qui diventa la contraddanza il ballo piemontese e occitano tradizionale più diffuso nell’Ottocento
3) Nigra scrive – Mi për tera na dormo pa [Io per terra non voglio dormire]
4) qui il capitano si contraddice o meglio sono i soldati che dormono per terra mentre agli ufficiali sono riservate letti con lenzuola di lino? O forse le chiede di essere la sua lavandaia personale? Come sia la contadinella si è convinta (a casa sua doveva fare una ben misera vita e patir la fame) e parte al seguito dell’Armata!

Troviamo A Violetta nei canti tradizionali di Corsica e Sardegna, eseguita con il caratteristico canto polifonico delle isole.

La ragazza dell’Armata

La Lionetta diventa La Violetta e viene adattata durante la Prima Guerra Mondiale come canto dei Bersaglieri, sotto il Fascismo diventa La Violetta la va, la va come canto dei Fanti e degli Alpini. Nella II Guerra Mondiale è la versione dei Legionari.
Ancora oggi canto di montagna e degli alpini.

Nanni Svampa – La Violetta

E la Violetta la va, la va,
la va, la va, la va, la va.
La va sul campo, e la s’era insugnada
che gh’era ‘l so Gingin che la rimirava.
La va sul campo, e la s’era insugnada
che gh’era ‘l so Gingin che la rimirava.

Perchè mi rimiri, Gingin d’amor,
Gingin d’amor, Gingin d’amor.
Io ti rimiro perchè tu sei bella,
dimmi se vuoi venire con me alla guerra.
Io ti rimiro perchè tu sei bella,
dimmi se vuoi venire con me alla guerra.

No, no, alla guerra non vo’ venir,
non vo’ venir, non vo’ venir.
Non vo’ venire con te alla guerra
perchè si mangia male e si dorme per terra.
Non vo’ venire con te alla guerra
perchè si mangia male e si dorme per terra.

No, no, no, per terra non dormirai,
non dormirai, non dormirai.
Tu dormirai sopra un letto di fiori
e quattro begli Alpin ti faranno gli onori.
Tu dormirai sopra un letto di fiori
e quattro begli Alpin ti faranno gli onori.

La riscrittura della ballata tradizionale (in simil italiano) la Lionetta cambia nome in Violetta e la si descrive mentre passeggia nel prato e sogna ad occhi aperti il suo Luigi (Gingin è un vezzeggiativo di Gigi).
L’ultima strofa è un po’ ambigua
Tu dormirai sopra un letto di fiori
con quattro bei Alpini che ti consolano.

LA BELLA ALL’ARMATA, le varianti

In una variante della ballata la bella viene rapita dal soldato che la rinchiude in un’alta torre. Nell’ultima strofa il lieto fine, l’onore della bella è salvo perchè il soldatino l’ha sposata. Dalla versione del gruppo “Astrolabio” nell’album ellepi “Spirit Folet” del 1978.

In quei tempi Torino era in fermento e il folk revival aveva un certo seguito. Una stagione breve per alcune formazioni come questa dell’Astrolabio che ha prodotto tuttavia un album notevole. Beppe Costa (ghironda, arpa, chitarra) con Giuliana Galli: voce, percussioni, Lorenzo Brondetta: hornpipe, schalmeien, flauti, Tullio Parisi: fisarmonica, mandolino, voce, Marco Robino: violoncello). Beppe Costa adesso vive ad Amsterdam e continua a suonare e a comporre musica.

E giù dal bosco di Lion saj’é tant ‘na bela fija.
L’é tanto bela ch’ila lì l’à ben paur d’esse ro-beja.
E so papà la fa guardé da tre soldatin d’l’armeja.
Sa l’è il più gioivo di quei tre
sa l’è sta quel che l’a róbeja.
Sa l’è menala tan lóntan
le sincent mija e ‘na giorneja
Sa l’è botala ‘nt ‘n Castel
j’épa né usc né finestrela (1).

Sa l’e lasata lì set an
Pói j’à dovert ‘na finestrela.
Sa l’e dòverta ‘n vers al mar
en vers al mar j’é la marina.
Sa l’è ‘l primier che l’a vist passè
l’era ‘l pi bel solda d’la armeja.
– O soldalin, bel soldalin
cosa diran di me n’tl’armeja? –
– ‘N t’l’armeja lor diran
e lor diran che ses ròbejha. –
– E mi róbeja, mi sòn pa
mi son ‘na dona marideja. –

– Mi l’éi spòsa ‘l pi bel soldà
l’era ‘l pi bel solda d’l’armeja.

Nel bosco di Lione c’è una bella figliola
è tanto bella che da lì ha paura di essere rapita.
Suo padre la fa sorvegliare da tre soldati dell’armata.
Il più giovane dei tre
è stato quello che l’ha rapita
L’ha portata tanto lontano
seicento miglia e una giornata.
L’ha messa in un castello
senza porta e finestrella.

L’ha lasciata lì per sette anni
poi ha aperto una finestrella,
l’ha aperta verso il mare
e verso il mare c’è la marina.
Il primo che ha visto passare
era il più bel soldato dell’armata
“O soldatino, bel soldatino
cosa diranno di me nell’armata?”
” Nell’armata dicono
che siete stata rapita”
“Io non sono stata rapita
sono una donna sposata.

Ho sposato il più bel soldato,
che era il più bel soldato dell’armata”

NOTE: Traduzione italiana Cattia Salto
1) la bella era prima di proprietà del padre, adesso è proprietà del marito, che geloso della sua bellezza. la tiene rinchiusa in gabbia.

La fiola dal paisan

Ritroviamo il brano anche nella tradizione emiliana qui interpretato da La Piva dal Carnér.

La Piva dal Carnér “M’han presa” (1997)

L’è la fiola dal paisan tutti dicon che l’è bela.
Tanto bella come l’è, la s’è fatta rimirare.
La s’è fatta rimirar da tre soldati armati.
Il più bello di quei tre lui se l’è portata via.
L’ha purtà tanto lontan ‘na prigion profonda e scura.
“O papà mio papà cosa dicon di me in Francia.”
“Tutti parlan mal di te tutti e che sei figlia rubata.”
“Io non son figlia rubata al mio amor son maritata.”

LINK
http://www.esercito.difesa.it/storia/Ufficio-Storico-SME/Documents/150312/G-17%20Inventario%20della%20Miscellanea%20G17%20Campagna%201859.pdf
https://www.piemunteis.it/wp-content/uploads/108.-La-Lionetta.pdf
http://www.lorien.it/X_INNI/Fonti/Enti-Fascisti/EFascisti_CF3b_Inni-e-Canzoni-dPedF.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=48237&lang=it
http://verso-la-stratosfera.blogspot.com/2013/03/astrolabio-1980-spirit-folet.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.