Kantik ar baradoz (Cantico del Paradiso)

Il Cantico del Paradiso viene generalmente attribuito a Michel le Nobletz di Kerodern, missionario bretone del XVI secolo. Ma i poeti popolari affermano sia piuttosto opera di San Hervé (loro patrono) e la leggenda latina del santo, risalente all’XI secolo, pare dar loro ragione. I versi sono passati attraverso il volgare dei bardi, ricevendone forma più moderna; il curato di Plougonven M. Kernau lo farà stampare nel 1816 ma molte strofe orali erano, nel frattempo, andate perdute.

Il Visconte Hersart De La Villamarqué nel Barzaz Breiz, afferma enfaticamente che gli venne cantato, in infanzia, da una mendicante che cantava piangendo, seduta ai piedi di una croce, ai bordi di un sentiero.

Il canto del Barzaz Breiz risulta lungo 29 quartine nel dialetto di Tréguier, questa la traduzione delle prime 10.

1. Jezuz, pegen braz ‘ve
Plijadur an ene
Pa vez e gras Doue
Hag en e garante
z
2. Berr ’kavan an amzer
Hag ar poanioù dister,
O soñjal deiz ha noz
E gloar ar Baradoz.

3. Pa sellan en Neñvoù,
Etrezek va gwir vro,
Nijal di a garfen
Evel ur goulmig wenn.

4.  I’a vo pred ar maro,
Ann tremen gimiado
Ouz ar c’hig ankeniuz,
Enebour da Jezuz

5. Gortoz a ran gant joa,
An termen diwezhañ,
Mall am eus da welet,
Jezuz, va gwir bried.

6. Kerkent ha ma vezo,
Torret va chadennoù,
Me ‘n em savo en aer,
Evel un alc’houeder.

7. Tremen a rin al loar,
Evit pignat d’ar c’hloar,
Dreist an heol, ar stered,
Me a vezo douget

8. Pa vin pell diouzh an douar,
Traonienn leun a c’hlac’har,
Neuze me ‘ray ur sell
Ouzh va bro Breizh-Izel.

9. Dezhi me ‘lavaro,
“ Kenavo dit, va bro,
Kenavo, bed poanius,
Gant da vadoù tromplus.

10. Kenavo da viken,
aourentez hag anken,
Kenavo pec’hedoù,
Trubuilh ha kleñvedoù.

1. Gesù, quanto è grande
La felicità dell’anima
Quando si trova nella grazia divina
E nel suo amore
2. Trovo corto il tempo
E insignificanti le sofferenze
Pensando notte e giorno
Alla gloria del Paradiso
3. Quando levo gli occhi al cielo
Verso il cielo che è la mia patria
Vorrei vederci volare
Come una piccola colomba bianca
4. Quando verrà l’ora della morte
Allora lascerò
Questa carne dolorosa
Nemica di Gesù
5. Attendo con gioia
L’ultimo passaggio
Ho fretta di vedere
Gesù, mio vero sposo
6. Appena le mie catene
saranno spezzate
mi solleverò nell’aria
come una rondine
7. Sorpasserei la luna
Per andare alla gloria
Calpesterei
Sole e stelle
8. Quando sarò lontano dalla terra
Da questa valle di lacrime
Getterò uno sguardo
Al mio paese di Bassa Bretagna
9. Allora dirò:
Addio a te paese mio
Addio a te, mondo di sofferenza
E a voi, dolorosi fardelli
10. Addio povertà
Addio afflizioni
Addio dubbi
Addio peccati!
(Traduzione italiana di Flavio Poltronieri dal volume “Koroll Ar C’hleze” – Danza della Spada – Raccolta di testi bretoni contemporanei – 1985)

Selezione versioni vocali:
– Andrea AR Gouilh in “Barzaz Breiz” (1989) (per sola voce anche se in quel disco Pol e Hervé Quefféléant la accompagnano magistralmente alle arpe)
– Chorale Du Bout Du Monde diretta da René Abjean in “Various: Barzaz Breiz – C’hoazh Hag Adarre” (1989)
– Gwenola Roparz in “Baradoz” (1997) (il brano è eseguito in due versioni di cui una per strumenti e quintetto vocale)
– Anne Auffret, Jean Baron, Michel Ghesquiere in “Sonj – Sacred Music from Brittany ” (2012)
Yann-Fañch Kemener, Florence Rousseau, Aldo Ripoche in “Ar Baradoz – Chants Sacrés de Basse Bretagne” (2017)
– Pêr Vari Kervarec, Eliaz Le Bot & Tony Dudognon in “Kan An Anaon” (Le Chant Des Trépassés) (ospiti: René Gonidec, biniou – Gwenola Roparz, arpa, dal vivo, Cattedrale Saint Corentin, Quimper, Septembre 2021) (2022)

Anne Auffret
Pêr Vari Kervarec, Eliaz Le Bot & Tony Dudognon in in “Kan An Anaon” (Le Chant Des Trépassés) 2022
Hervé Cudennec
Gwenola Roparz in “Baradoz” (1997) la versione per strumenti e quintetto vocale
Yann-Fañch Kemener

Selezione versioni strumentali:
Myrdhin per arpa bardica in “Instrumental” (1993)
– Dominig Bouchaud per arpa celtica in “Héol Dour / Soleil D’Eau” (1993)
– Jakez François per arpa celtica in “Instrumentaux” (1994)
– Gwenola Roparz in “Baradoz” (1997) (il brano è eseguito in due versioni, una per organo solo da Hervé Lesvenan)
– Didier Squiban una talentuosa versione per pianoforte in apertura di “Molène” (1997)
Questo brano l’ho appena trovato (in versione strumentale) anche nel nuovo cd “Skeud” (Riflesso) di Rozenn Le Trionnaire (clarinetto) e Jérémy Simon (bayan), duo di recente costituzione che esplora un repertorio tra musica classica, jazz e tradizione bretone. 
Mancano le parole a raccontare l’ascesa dell’anima al cielo, allontanandosi sempre più dalla realtà terrena per raggiungere altre altezze più spirituali. Ma se tanti lo hanno eseguito solo musicalmente è evidente che basta questo a stimolare e invitare ad elevare la propria anima, unendo pensiero e spirito. La melodia fa tornare alla mente i tanti amici e artisti bretoni che prima di raggiungere Tír na nÓg “terra dell’eterna giovinezza”, hanno suonato per noi: Jean-Paul Corbineau, Glenmor, Louise Ebrel, Youenn Gwernig, Yann-Fañch Kemener, Serge Kerguiduff, Kristen Nogues, Jacques Pellen, Michel Tonnerre…

Didier Squiban – Suite No. 1 “Tri men”: Ar baradoz

http://www.mementoslangues.fr/Breton/KantikArBaradoz.pdf
http://www.1000questions.net/br/cant-br.html
https://www.kan-iliz.com/wp-content/uploads/2014/09/Kantik-ar-Baradoz.pdf
http://mtcn.free.fr/lyrics/kantik-ar-baradoz-cantiqueduparadis.php?lng=en
https://www.argedour.bzh/explication-dun-cantique-breton-kantik-ar-baradoz/

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Pubblicato da Flavio Poltronieri

Etnomusicologo. Autore e traduttore di canzoni. Ha pubblicato su riviste di avanguardia musicale in Italia/Francia/Germania. Fa parte della redazione giornalistica di Blogfoolk, Lineatrad e leonardcohenfiles.com

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