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Gil Brenton n° 5: La certezza della stirpe

Quando a metà Ottocento il professor Child iniziò a raccogliere le vecchie ballate anglo-scozzesi era convinto -sbagliando- che la ballata popolare britannica non fosse più una tradizione vivente!
Di questa ballata però possiamo sancire la scomparsa (in quanto nemmeno riesumata dal folk revival non solo degli anni 60-70 ma anche quello delle ondate più recenti).

E’ il racconto di un matrimonio combinato tra una fanciulla (non più vergine) e Gil Brenton (oppure Cospatrick, Childe Branton, Lord Dinwall, Benwall o Bothwell), un Barbablù che invece di uccidere le precedenti sette mogli le ha sfregiate tagliando il loro seno in segno di disprezzo – essendo giunte al matrimonio già deflorate.
Anche la nostra novella sposa non può affrontate la prova della prima notte e così manda la sua ancella al suo posto. L’inganno viene scoperto ma la fanciulla proclama la sua innocenza: era andata nella foresta a cogliere le rose quando un bel giovanotto ha fatto di lei ciò che ha voluto, lasciandole in cambio dei pegni -una ciocca di capelli, una collana di perle, un anello d’oro e uno stiletto. Alla fine si scopre che lo sconosciuto era nientemeno che lo stesso Gil. Quando nasce il bambino sul suo petto sono scritte magicamente le parole “Il nome di mio padre è Gil Brenton“.
Siamo in pieno delirio onirico che a confronto il Surrealismo impallidisce.

Sullo “scambio delle dame” troviamo riscontro in alcune fiabe come ad esempio “La piccola guardiana di oche” (cf), ma anche nel romance di Tristano e Isotta in cui l’ancella Brangenia si offre spontaneamente per la prima notte col re per nascondere la perduta verginità d’Isotta.
A me tutte queste storie fanno pensare al contrario e cioè che le fanciulle fossero sessualmente molto attive prima del matrimonio, nonostante i divieti e gli insegnamenti morali (warning songs comprese) e che un uomo doveva rassegnarsi a non essere mai certo sulla sua discendenza.

IL SESSO NEL BOSCO

Lo stupro delle fanciulle era una pratica diffusa in passato (diciamo così) – una pratica che oggi verrebbe bollata come pedofilia essendo spesso le fanciulle in questione poco più che bambine.
La prassi di violentare le fanciulle così ingenue da addentrarsi da sole e senza scorta nei boschi per raccogliere fiori (tema che ritroviamo anche nella ballata dell’elfo Tam Lin), – o pastorelle con il gregge nella brughiera- non era un tempo socialmente deprecabile, al massimo, quando riconosciuto colpevole, lo stupratore pagava una cifra in denaro alla famiglia della vittima (come risarcimento per una “merce” fallata, che non avrebbe più consentito dei matrimoni favorevoli) .

In fondo è la donna che è andata a cercare la violenza, ha indotto l’uomo con il suo comportamento incauto alla tentazione, ha per così dire “provocato” l’uomo. Semmai era la donna a dover pagare con la morte, se non fisica, andava bene anche quella sociale (emarginazione, riprovazione etc). Così le altre sette spose di Gil vengono mutilate e sfregiate a memento della loro “sfrontatezza sessuale”.
Compito primario della donna era resistere alla violenza o uccidersi subito dopo. Eppure erano molto poche le fanciulle che riuscivano a sfuggire allo stupratore e ancor meno quelle che si uccidevano. Qualcuna aveva la “fortuna” di diventarne la moglie, la maggior parte viveva il dramma di una gravidanza infamante con rischio di morte durante il solitario travaglio.

Nelle ballate tradizionali si trovano introdotti di volta in volta un po’ tutti questi aspetti sul comportamento consono di una fanciulla e sui guai ai quali andrà incontro se solo vorrà fuggire dalla gabbia dorata in cui è socialmente racchiusa la sua esistenza.

Il Lieto Fine

Questa ballata ha un lieto fine, l’esperienza nel bosco si configura come una prova iniziatica, l’uomo è innamorato della sua sposa che ha dato prova della sua innocenza -non ha avuto altri rapporti sessuali promiscui oltre al suo sposo- il figlio è il legittimo erede della casata!

Morale della storia per lui: stupra per primo tua moglie (in un matrimonio combinato) prima di sposarla!
Morale della storia per lei: cerca di restare viva!

Link
http://www.bluegrassmessengers.com/british–other-versions–gil-brenton-child-5.aspx
https://betterknowachildballad.wordpress.com/2012/08/07/child-5-gil-brenton/
https://www.grimmstories.com/language.php?grimm=089&l=it&r=en

Pubblicato da Cattia Salto

folklorista delle Terre Celtiche

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