“Sorry the day I was married” è il titolo di una canzone tradizionale inglese, uno dei più antichi sfoghi dal punto di vista femminile sugli svantaggi del matrimonio.
Il lamento di una malmaritata, una ragazza infelicemente sposata (ma che apparentemente non se la prendeva troppo a cuore). La melodia è una versione leggermente rallentata di una slip jig irlandese chiamata da alcuni violinisti Scaip an drucht . Sembra che la canzone possedesse un ritornello “fa-la-la” che tradirebbe la sua origine da una musica da danza.

Sorry the Day I Was Married
[ Roud 1561 ; Ballad Index WB2046 ; DT SRRYMRRY ; Mudcat 91712 ; trad.]
Sorry the day I was married
And sorry the day I was wed
And it’s Oh, if I only had tarried
When I to the altar was led.
Young William sure there’s no pleasing
For let women do what they can
It’s always your heart they’ll be teasing
For that is the way of a man.
When I was a young lass I was bonnie
Had silks and bright jewels to wear
And red were my cheeks as a berry
And my heart it was free from all care.
Silks now I have none for me wearing
My jewels have all gone away
And surely this life there’s no bearing
I’m pale as a primrose today.
Think, pretty maids, ere you marry
Stand fast by your sweet liberty
And as long as you can you must tarry
And not be lamenting like me.
Che peccato il giorno in cui mi sono sposata
E che peccato il giorno in cui mi sono maritata
Ed è che Oh, se solo avessi fatto tardi
Quando dovevo essere condotta all’altare.
Il giovane William(1) è sicuro che non ci sia piacere
Nel lasciare che le donne facciano quello che possono
È sempre il tuo cuore che prenderanno in giro
Perché questo è il modo di fare dell’uomo.
Quando ero una ragazzina ero bella
Avevo sete e gioielli luminosi da indossare
E rosse erano le mie guance come una bacca
E il mio cuore era libero da ogni preoccupazione.
Adesso non ne ho più di sete da indossare
I miei gioielli sono andati tutti perduti
E certo questa vita non ha senso
Oggi sono pallida come una primula.
Pensate, belle fanciulle, prima di sposarvi
Resistete nella vostra dolce libertà
E finché potete dovete indugiare(2)
E non lamentarvi come me.
(1) nome generico spesso usato nelle ballate popolari per indicare il prototipo del giovane maschio
(2) sottinteso “davanti all’altare”
La canzone è stata registrata da Maddy Prior e Tim Hart per l’album Summers Solstice (1971)
Altre interpretazioni
LINK
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/sorrythedayiwasmarried.html
