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Terre Celtiche Blog

Maighdeannan na h-àirigh/An Island Sheiling Song

Maighdeannan na h-àirigh/ An Island Sheiling Song è una canzone tradizionale che proviene dall’isola di Barra (Ebridi, Scozia), è tra i canti tradizionali scozzesi raccolti da Marjory Kennedy-Fraser e arrangiati con testi in inglese e accompagnamento in stile cameristico al pianoforte/arpa. Troviamo entrambi i titoli nella sua pubblicazione “Songs of the Hebrides”, Volume 1 (1908) in cui il testo in gaelico scozzese è attribuito a Kenneth MacKellar e il testo in inglese a Marjory Kennedy-Fraser.

Il villaggio d’estate sull’alpeggio

Andare all’àirigh era la versione scozzese della transumanza , lo spostamento stagionale di bestiame e persone, praticato ancora oggi in molte parti del mondo, comprese le regioni montuose della Norvegia, l’Europa alpina e subalpina e i Pirenei. L’usanza in Scozia è stata stroncata dalle Clearences (e la trasformazione degli alpeggi in pascolo esclusivo per gli ovini) anche se è rimasta immutata in alcune isole delle Ebridi fino agli anni 1950.

Uno Sheiling (in gaelico àirigh) è un capanno sulle alture, in cui vivevano le donne e i bambini durante la stagione estiva. Subito dopo la festa di Beltane il bestiame (insieme agli altri animali da cortile) era trasferito sui pascoli alti della comunità. Partiva l’intero villaggio con gli uomini che trasportavano gli attrezzi necessari per la riparazione/costruzione dei capanni. Si teneva una grande festa e poi gli uomini sarebbero ritornati a valle ad occuparsi dei campi. A causa della breve durata della stagione estiva nelle Highlands le donne ritornavano a casa alla fine di luglio (o in corrispondenza di Lammas, l’inizio della stagione del raccolto). I bambini andavano a scuola all’àirigh , e nel fine settimana tornavano a casa per andare in chiesa, spesso portando il latte fresco a valle.
Il bestiame si nutriva di erba fresca nei ricchi pascoli e soprattutto restava lontano dai possibili danni alle coltivazioni nelle aree più in basso. Erano le donne con i loro figli a occuparsi della sorveglianza del bestiame, della mungitura e preparazione di burro e formaggio. Occasionalmente nei paraggi poteva trovarsi un capanno per il maltaggio dell’orzo con i forni d’essiccazione.
I capanni temporanei erano per lo più di legno con il tetto di paglia/torba, ma potevano anche essere costruiti con pietrame a secco a forma di tumulo e avevano le forme più disparate. Non erano costruzioni isolate ma formavano un piccolo villaggio d’estate (in alcuni insediamenti si sono trovati i resti di 50 capanne).

Ecco come un viaggiatore di metà Settecento descrive uno di questi villaggi

“I landed on a bank covered with sheelins, the temporary habitations of some peasants who tend the herds of milch cows. These formed a grotesque group; some were oblong, some conic, and so low that the entrance is forbidden without creeping through the opening, which has no other door than a faggot of birch twigs placed there occasionally; they are constructed of branches of trees covered with sods; the furniture a bed of heath; placed on a bank of sod, 2 blankets and a rug; some dairy vessels; and above, certain pendent shelves made of basket-work, to hold the cheese, the product of the summer.” Thomas Pennant in Voyage to the Hebrides, 1776

“Sono sbarcato su una riva ricoperta di sheelin, le abitazioni temporanee di alcuni contadini che pascolano le mandrie di vacche da latte. Questi [capanni] formavano un rozzo assemblamento; alcuni erano oblunghi, altri conici, e così bassi che l’ingresso è impossibile senza strisciare attraverso l’apertura, che non ha altra porta se non una fascina di ramoscelli di betulla posata temporaneamente; sono costruiti con rami di alberi coperti di zolle; i mobili un letto d’erica posto su un banco di zolle, 2 coperte e un tappeto; alcuni secchi per il latte; e sopra, alcune mensole sospese fatte di vimini, per contenere il formaggio, il prodotto dell’estate.”

Alla sera la comunità delle donne si riuniva attorno al fuoco da campo per preparare da mangiare, cantare, raccontare storie e danzare. Ai latticini s’integravano la farina d’avena e le erbe selvatiche commestibili e ovviamente non mancava il sale portato in grandi quantità perchè indispensabile per la preparazione del formaggio.

La melodia Maighdeannan na h-Airidh (Maidens of the Sheiling)

Maighdeannan na h-Airidh è una dolcissima scottish air che si è conservata nelle isole Ebridi, attribuita a John MacGillivray, (nome in gaelico Iain Mac Ille Bhrath) originario di Arisaig nel  Lochaber. Nacque intorno al 1784 e per un certo periodo fu ospitato da Alexander MacDonald di Glenaladale. Il bardo migrò in Canada a Cape Breton nel 1818 dove mandò avanti una fattoria a Highfield, vicino a Malignant Brook nella contea di Antigonish. Dal 1840 si è dedicato all’insegnamento nelle scuole a McCara’s Brook e poi a Maryvale.

Inverscaddle Bay

Nick and Mary Ann – Watercolour Music hanno registrato i suoni d’ambiente della Inverscaddle Bay come sottofondo alla versione per arpa di “Maighdeannan na h-Àirigh”. Inverscaddle Bay si trova sul Loch Linnhe nella parte Ovest delle Highlands scozzesi.

An Island Sheiling Song

Nella versione classica rielaborata da Marjory Kennedy-Fraser il testo originale della Sheiling Song diventa un canto di corteggiamento dedicato alla bella Mhairi. Il villaggio estivo all’alpeggio era anche il luogo in cui i giovani potevano riunirsi e amoreggiare, così spesso una sheiling song è un canto d’amore. Altrettanto numerosi sono i canti sulle creature fatate che vivono nella brughiera o nei pressi di un laghetto all’àirig e gli avvistamenti di creature fatate che danzavano attorno ad un fuoco o nella brughiera. Spesso venivano lasciate delle offerte di latte per le fate sia fuori dal capanno che presso massi rocciosi opportunamente coppellati.

Kenneth McKellar
Richard Bonsall

Last night by the sheiling was Mhairi, my beloved,
Out on the hillside by the sheiling, my Mhairi, my beloved,
Mo Mhairi, mo leannan, mo Mhairi, my beloved,
On the hillside by the sheiling, my Mhairi, my beloved.


Like the white lily floating in the peathag’s dark waters,
Pure and white as the lily in the peathag’s dark waters,
Mo Mhairi, mo leannan, mo Mhairi, my beloved,
Like the lily white floating in the peathag’s dark waters.


Like the blue gentian blooming, wet wi’ dew in the sunshine,
Are the eyes of my Mhairi, purple blue in the sunshine,
Mo Mhairi, mo leannan, mo Mhairi, my beloved,
Lily-white, pure, gentian-eyed is my Mhairi, my beloved.

La notte scorsa all’alpeggio c’era Mhairi la mia amata
sulla collina all’aperto nell’alpeggio la mia cara Mhairi
mia Mhairi, la mia amata, mia Mhairi, la mia amata,
sul fianco della collina nell’alpeggio la mia cara Mhairi.


Come il giglio che si culla nelle acque scure del pantano,
pura e bianca come il giglio nelle acque scure del pantano
mia Mhairi, la mia amata, mia Mhairi, la mia amata,
Come il giglio che si culla nelle acque scure del pantano.

Come l’azzurra genziana in fiore umida di rugiada all’alba
sono gli occhi della mia Mhairi, azzurro-viola nel sole
mia Mhairi, la mia amata, mia Mhairi, la mia amata,
pura come giglio, occhi di genziana, la mia cara Mhairi

Mo Mary

Una versione semplificata è stata registrata da Harry Belafonte

Out on the hillside, by the sheiling, Mo Mary, my beloved.
Out on the hillside, by the sheiling, Mo Mary, my beloved.
Mo Mary, mo lennan, Mo Mary, my beloved.
On the hillside, by the sheiling, Mo Mary, my beloved.
And like the blue gentian gleaming,
On the hillside by the sheiling.
Purple blue in the sunlight are the eyes of my Mary.
Mo Mary, mo lennan, Mo Mary, my beloved.
On the hillside, by the sheiling, Mo Mary, my beloved.

Harry Belafonte

Maighdeanan/Maideanan na h-Airidh/Maighdeannan na h-àirigh

I Capercaillie cantano solo pochi versi della versione di Kenneth Macleod (1872 – 1955)

Thug mi’n òidhche raoir ‘s mi bruadar
Mar ri nìonagan na buaile,
B’ fhìnealt uasal min na gruagaich
seinn nan duanag anns an àiridh
Thug mi’n oidhche raoir ‘san àiridh
Thug mi’n oidhche raoir ‘san àiridh,
Chaith mi’n oidhche cridheil caoimhneil,
Mar ri maighdeanan na h-àiridh.

traduzione italiana
La scorsa notte sognavo Mary,
la ragazza dell’alpeggio
la fanciulla dai bei capelli
che cantava magnificamente all’alpeggio
La scorsa notte all’alpeggio
La scorsa notte all’alpeggio
Ho avuto un momento felice e affettuoso
con Mary la ragazza dell’alpeggio

La versione del gruppo Ossian è invece più completa (Coinneach MacLeòid)

Nella versione in gaelico scozzese il canto diventa quello nostalgico dell’esule che sogna il villaggio d’estate ai tempi della sua giovinezza.

Thug mi ‘n oidhche a-raoir ‘s mi bruadar
Mar ri nìonagan na buaile;
B’fhìnealt’ uasal mìn na gruaigaich
Seinn nan duanag anns an àirigh.
(seist)
Thug mi ‘n oidhche a-raoir san àirigh
Thug mi ‘n oidhche a-raoir san àirigh
Chaith mi ‘n-oidhche cridheil coibhneil
Mar ri maighdeannan na h-àirigh


Thug mi ‘n oidhche a-raoir san àirigh
‘S crodh a’ sileadh bainne tàlaidh
‘S dealt na h-oidhche sileadh coibhneis
Air na maighdeannan san àirigh.

‘S cianail dùsgadh an fhir-fhuadain
‘S e sìor-ionndrainn tìr a’ bhruadair;
‘S tiamhaidh buan da thar nan stuaghan
Ceòl nan gruagach anns an àirigh.

Capercaillie in Cascade 1984
Capercaillie in The Blood is strong
Ossian in”The Carrying Stream” 1997

THE SHIELING MAIDS

I spent last night in my dreams
In the company of the lassies of the cattle-fold;
Fine, noble and delicate were the damsels
Singing the ditties at the shieling

(chorus)
I spent last night at the shieling
I spent last night at the shieling
I passed the night hearty and friendly
In the company of the shieling maids


I spent last night at the shieling
When cattle were producing enticing milk
And the night-time dew was dripping kindness
On the shieling maids.

The exile’s waking is sad
When he aye longs for the land of dreams;
Melancholic, eternal for him over the waves
(is) the music of the damsels at the sheiling.

[(translation by Peadar Morgan from the Gaelic of Coinneach MacLeòid)]

LE FANCIULLE DELL’ALPEGGIO

La notte scorsa nei miei sogni sono stato
in compagnia delle fanciulle all’alpeggio,
belle nobili e delicate erano le damigelle
che cantavano all’alpeggio

Coro
Ho passato la scorsa notte all’alpeggio
Ho passato la scorsa notte all’alpeggio
sono stato la notte in amichevole
compagnia delle fanciulle dell’alpeggio

Ho passato la scorsa notte all’alpeggio
quando il bestiame gocciolava latte seducente
e la rugiada notturna stillava piacere
sulle fanciulle dell’alpeggio.

Il risveglio dell’esule (1) è triste
quando brama la terra dei sogni;
malinconica, eterna per lui oltre mare
(è) la musica delle damigelle all’alpeggio.

NOTE
(1) John MacGillivray emigrò in Canada nel 1818

Una vacanza estiva in uno Sheiling

A metà tra archeologia e vita in campeggio (un po’ estrema) non mancano in Scozia le proposte e i villaggi come lo Shieling Project at Struy vicino a Beauly (Dunmaglass nel Glen Strathfarrar).

LINK
https://www.theshielingproject.org/the-tradition-of-the-shieling/
https://www.scotsman.com/arts-and-culture/ancient-highland-shielings-inspiring-21st-century-living-582890
https://www.whfp.com/2020/08/10/digging-where-we-stand-memories-from-the-airigh-shieling-for-a-post-covid-new-world/
https://tunearch.org/wiki/Annotation:Maighdeanan_na_h-Airigh
https://www.bbc.co.uk/alba/oran/people/iain_mac_ille_bhrath/
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/maideanan.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/maighdeanan.htm
https://thesession.org/tunes/7601
https://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=91833
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=34644

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

Una risposta a “Maighdeannan na h-àirigh/An Island Sheiling Song”

  1. La transumanza è affascinante, c’è n’è una anche sul monte Aigoual (la vetta nel Parco di Cevenne, a più di 1600 metri di altezza, nella zona sud-est del Massiccio Centrale francese): tintinnando, un enorme serpentone di pecore, agnelli, montoni sale verso Col Salidès. Nel 1997, il gruppo di fiati multietnici mediterranei “Une Anche Passe” ha dedicato un bel cd “Serpent détoiles” alla transumanza, evocando la Via Lattea per i pastori.

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