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Terre Celtiche Blog

King John and the Bishop, Child N° 45

Dall’Inghilterra medievale una divertente storiella sul “cervello fino” della saggezza popolare, rinverdita anche nelle figure di Arboino re dei Longobardi e Bertoldo il contadino-buffone della novella seicentesca scritta da Giulio Cesare Croce dal titolo Le sottilissime astutie di Bertoldo.
La querelle in Britannia si svolge tra Re Giovanni Senza Terra (il fratello di Riccardo Cuor di Leone partito per la Crociata) e il vescovo di Canterbury il quale deve rispondere alle tre domande/indovinelli di un re adirato con lui. A rispondere con arguzia è però il sosia del Vescovo nei panni di un pecoraio (o in altre versioni di un panettiere). Ecco che troviamo la storia narrata nelle Trecento Novelle di Franco Sacchetti, come Novella IV: Messer Bernabò signore di Melano comanda a uno abate che lo chiarisca di quattro cose impossibili; di che uno mugnaio, vestitosi de’ panni dello abate, per lui le chiarisce in forma che rimane abate e l’abate rimane mugnaio.
I quesiti nella novella trecentesca sono quattro: “quanto ha di qui al cielo; quant’acqua è in mare; quello che si fa in inferno; e quello che la mia persona vale.” (cf)

Riccardo Venturi scrive nella sua opera su Ballate popolari angloscozzesi (Child ballads) e francesi:” La trama di questa ballata è diffusa in tutta Europa, sia in ballate che in fiabe, ma nelle Isole Britanniche essa sembra aver dato luogo esclusivamente a questa lunghissima ballata, tramandata principalmente da broadsides cittadine, la cui più antica versione, proviene da un manoscritto risalente a circa il 1550 (Corpus Christi College, Oxford, Ms. 255, fo. 225). La presenza di un ritornello è documentata da versioni posteriori, ma nel manoscritto il testo non presenta alcuna divisione in strofe; non è da escludere che il redattore avesse inteso la ballata come un racconto e che, quindi, l’avesse manipolata in alcuni punti. Il “Re Giovanni” della ballata è Giovanni Senza Terra, colui che, assieme all’antico Re anglosassone Etelredo lo Sconsigliato, viene considerato il peggior sovrano che l’Inghilterra abbia mai avuto.
Sebbene in questa ballata Giovanni Senza Terra sia tenuto in buona considerazione, nella versione fornita al Percy per il suo in-folio (quasi identica a questa) l’ultimo verso della prima strofa è invertito: “he did much wrong and maintained little right” (“fece molto male e sostenne poco il diritto”), riportando così la figura alla pessima stima di cui di solito gode (non scordiamoci che la tradizione popolare lo rende contemporaneo di Robin Hood, che lo combatte aspramente per ripristinare sul trono il fratello Riccardo Cuor di Leone
)”. (da Il soprannaturale e remote tradizioni popolari)

La ballata è associata nei broadside alla melodia “The Shaking of the Sheets” (Derry Down)

Chris Foster in “All Things In Common” (1979).


I
I’ll tell you a story, a story anone,
Concerning a prince
and his name was King John.
He was a prince and a prince of great might
And he held up great wrong
and he put down great right (1).
Chorus (repeated after each verse):
Derry down, down, hey derry down
II
I’ll tell you a story, a story so merry,
Concerning the Abbot of Canterbury,
Of his housekeeping and high renown
Which caused him to go up to fair London town.
III
“How now, Brother Abbot, it’s told unto me
That thou keepest a far better house than I.
For thy housekeeping and high renown
I fear you of treason against my crown.”
IV
“Well I hope, My Liege,
that you hold me no grudge
For spending of my true gotten goods.”
“If you do not answer me questions three
Thy head will be taken from thy body.
V
“When I am set on my steed so high,
With my crown of gold all on my head,
With my nobility, joy, and much mirth,
You must say to one penny
how much I am worth.
VI
“And the next question you must not flout:
How long I’ll be riding the world about.
And the third question thou must not shrink:
Tell to me truly what I do think.”
VII
“Well these are hard questions
for my shallow wit
I cannot answer Your Grace as yet.
But if you will give me three days space
I’ll do my endeavour to answer Your Grace.”
VIII
“Three days space to thee I will give,
That is the longest that thou hast to live.
If you do not answer these questions right
Thy head will be taken from thy body quite.”
IX
Well as the shepherd was going to his fold
He saw the abbot come riding along,
“How now, Master Abbot, you’re welcome home
What news have you brought us
from good King John?”
X
“Sad news, sad news I have thee to give:
I have but three days space for to live.
If I do not answer him questions three
My head will be taken from my body.”
XI
“Master, have you never heard it yet
A fool may learn a wise man wit?
Lend me your horse and your apparel
And I’ll ride up to London
and answer the quarrel.”
XII
“When I am set on my steed so high,
With my crown of gold all on my head,
With my nobility, joy, and much mirth,
You must say to one penny
how much I am worth.”
XIII
“For thirty pence our Savior was sold
Amongst the false Jews as we have been told
Twenty-nine is the worth of thee
For I think you are one penny worse than He.”
XIV
“And the next question you must not flout:
How long I’ll be riding the world about?”
“You must rise with the sun
and ride with the same
Till the next morning he rises again.
Then I am sure you will have no doubt
But in twenty-four hours you’ll ride it about.”
XV
“And the third question you must not shrink:
Tell to me truly what I do think.”
“Oh, that I can do,
it will make your Grace merry
You think I’m the Abbot of Canterbury
But I’m his poor servant, (2)
as you may see,
And I’ve come to beg pardon
for he and for me.”
XVI
Well the King he turned him around
and did smile
Saying, “You can be Abbot the other while.”
“Oh no, My Lord, there is no need
For I can neither write nor read.”
XVII
“Then tuppence a week, I will give unto thee
For this merry jest you have told unto me.
Tell the old Abbot when you get home
You brought him a pardon from good King John.”
Traduzione italiana di Cattia Salto
I
Vi racconterò la storia, una storia per tutti
che riguarda un principe
di nome Re Giovanni.
Era un principe e un principe di grande potere
che sostenne il torto
e represse il diritto
Coro
Derry down, down, hey derry down
II
Vi racconterò la storia, una storia divertente
che riguarda l’Abate di Canterbury
del suo governo e somma fama
che lo portò ad andare nella bella Londra
III
“Ad ora mi è stato riferito Fratello Abate
Che voi avete una casa più bella della mia,
per il vostro governo e alta fama
temo che voi congiurate contro la corona”
IV
“Beh spero mio Signore
che non mi portiate rancore
per spendere dei miei averi”
“Se non rispondi a tre domande
ti farò tagliare la testa
V
Quando sono assiso in alto sul trono
Con la corona d’oro in testa,
Tra i miei nobili, la gioia e molta allegrezza, 
Devi dirmi,  fino all’ultimo soldo
quanto valgo!
VI
E la seconda domanda non devi eludere:
quanto mi ci vorrebbe per il giro del mondo?
E alla terza domanda non devi sottrarti:
dimmi sinceramente quello che penso”
VII
“Beh queste sono domande difficili
per il mio piccolo sapere
Non posso rispondere a Vostra Grazia per ora.
Ma se mi vorrete concedere tre giorni di tempo
tenterò di rispondere a Vostra Grazia”
VIII
“Tre giorni di tempo ti darò
Che saranno i più lunghi che tu abbia vissuto
Se non risponderai alle domande correttamente
ti farò subito tagliare la testa”
IX
Mentre il pecoraio stava al suo gregge
Vide l’Abate venire dappresso
“Bentornato a casa Padre Abate
Che nuove avete portato
dal nostro buon Re Giovanni?”
X
“Tristi notizie ho da darti:
ho solo tre giorni di vita.
Se non risponderò alle sue tre domande
mi farà tagliare la testa”
XI
“Padrone avete mai sentito tuttavia
che uno stolto può insegnare ad un sapiente?
Datemi il vostro cavallo e i vostri apparati
E io cavalcherò fino a Londra
E risponderò alle domande”
XII
“Quando sono assiso in alto sul trono
Con la corona d’oro in testa,
Tra i miei nobili, la gioia e molta allegrezza, 
Devi dirmi,  fino all’ultimo soldo
quanto valgo!
XIII
“Per trenta denari il nostro Salvatore fu venduto
tra gli Ebrei falsi così ci è stato detto
Voi ne valete Ventinove
chè credo che voi siate un soldo meno di lui
XIV
“E la seconda domanda non devi eludere:
quanto mi ci vorrebbe per il giro del mondo?”
“Dovete levarvi con il sole
e seguirlo ancora
fino a che il mattino dopo si alzerà di nuovo.
Allora sono certo che senza dubbio
In ventiquattro ore voi avrete fatto il giro”
XV
E alla terza domanda non devi sottrarti:
dimmi sinceramente quello che penso”
“Oh, quello che dirò,
renderà allegra Vostra Grazia
Voi pensate che io sia l’abate di Canterbury
Ma io sono il suo povero servitore,
come potete vedere,
E sono venuto a chiedere perdono
per lui e per me. “
XVI
Bene il re lo prese in giro
e sorrise
Dicendo: “Puoi essere Abate al posto dell’altro.”
“Oh no, mio ​​Signore, non è necessario
Perché non so né scrivere né leggere. “
XVII
“Allora due penny a settimana, ti darò
Per questo allegra facezia che mi hai detto.
Dì al vecchio abate quando torni a casa
Gli gli porti il perdono del buon re Giovanni. “

NOTE
1) nel manoscritto “For he put downe wroynge and held vp ryght”
2) l’equivoco nasce dal fatto che i due sono sosia -in alcune versioni vengono descritti come fratelli, un’idea da feuilleton che troviamo anche nella Maschera di Ferro di Dumas

Nora Rodes, dalla registrazione di Elmer George, Vermont al Coolidge Auditorium della Library of Congress nel 1948 (cf)
A story, a story, a story of one
About an old prince whose name was King John.
He was a man, a man of great mirth
Who set up all rights and downed great wrongs.

FONTI
http://bluegrassmessengers.com/45-king-john-and-the-bishop.aspx
http://bluegrassmessengers.com/us–canada-versions-44-king-john-and-the-bishop.aspx
https://it.wikisource.org/wiki/Il_Trecentonovelle/IV
http://bluegrassmessengers.com/recordings–info-45-king-john-and-the-bishop.aspx
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/kingjohnandtheabbotofcanterbury.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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