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LA RIBELLIONE IRLANDESE DEL 1798

5737928La rivolta durò una breve stagione dal maggio al settembre del 1798 e venne chiamata con il nome di “United Irishmen Rebellion” perché condotta da un gruppo politico denominato Society of United Irishmen, ovvero un gruppetto di intellettuali e di eminenti cittadini per lo più di confessione presbiteriana e anglicana che volevano riunire tutti gli Irlandesi (senza distinzione di fede) in una repubblica indipendente

 L’associazione, fondata nel 1791 a Belfast da un gruppo di nove presbiteriani capeggiati da Theobald Wolfe Tone, voleva riformare il Parlamento irlandese di Dublino (per ampliarne la base di rappresentatività) e perseguiva l’unione di tutti gli irlandesi a prescindere dalla loro osservanza religiosa e provenienza sociale affinchè la minoranza anglicana privilegiata concedesse piena uguaglianza politica ai presbiteriani e ai cattolici.
Fu un tentativo di creare l’alleanza tra anglicani liberali, presbiteriani e cattolici irlandesi che però non si recuperò più, in quanto i protestanti irlandesi finirono per identificarsi nel modello “british” mentre la successiva lotta per l’indipendenza della Repubblica d’Irlanda sarà combattuta prevalentemente dalla popolazione cattolica irlandese.

L’associazione da Belfast si ramificò fino a Dublino per operare tramite la diffusione delle idee illuministe su larga scala con opuscoli, giornali, fogli volanti, accompagnata anche da letture pubbliche, ma venne ben presto dichiarata fuori legge (1794) così operò in clandestinità, fino ad accrescere il numero dei sui affiliati allo scoppio della rivoluzione francese.

Gli eventi precipitarono quando Francia e Inghilterra entrarono in guerra nel 1793 e i francesi scelsero la baia di Bantry nella contea di Cork (era il 21 dicembre 1796) come sbarco della flotta d’invasione. Per circostanze non ancora chiarite la nave ammiraglia mancò all’appuntamento e le altre navi, a causa di una violenta tempesta, decisero di ritornare indietro. La reazione inglese fu terribile: scoperto il complotto in cui gli United Irishmen avrebbero dovuto dare man forte alle operazioni militari francesi contro l’Inghilterra, si passò a una feroce repressione, basata su torture giornaliere di una popolazione inerme sospetta di essere in combutta con l’associazione clandestina. Alla ricerca di armi e di teste, si frustarono a sangue e torturarono brutalmente, irlandesi di tutte le confessioni religiose, spesso dei pacifici capi famiglia senza nessuna colpa, ma anche donne, allo scopo di estorcere delle confessioni. Molto probabilmente l’odio etnico si radicò allora segnando una profonda e insanabile rottura tra irlandesi e inglesi.

Nonostante che i capi fossero stati quasi tutti arrestati, la ribellione scoppiò così come progettato in data 23 maggio 1798 e anche se la presa di Dublino fallì a causa della trappola fatta scattare dagli inglesi a conoscenza dei piani della rivolta, in molte contee nei dintorni di Dublino si ebbero aspri combattimenti con un temporaneo controllo da parte dei ribelli, di un vasto territorio a mezzaluna intorno a Dublino che comprendeva la contea di Meath, Kildare, Wicklow, Carlow e Wexford compresi anche vasti territori nell’Ulster orientale (nelle contee di Antrim e Down).

A metà agosto, quando i principali centri dell’insurrezione erano stati sconfitti, lo sbarco di un contingente francese a Kilcummin nella contea di Mayo, sostenuto dai ribelli locali, ha portato alla creazione dell’effimera “Repubblica del Connaught“, ma a settembre con la sconfitta nella battaglia di Ballinamuck nella contea di Longford si concludeva la breve stagione della speranza irlandese per l’indipendenza: l’atto d’unione del 1800 ha creato il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, con l’abolizione del Parlamento di Dublino.

LA RIBELLIONE A WEXFORD

boysNella contea di Wexford (Irlanda Sud-Est) i ribelli (mobilitati in grande numero) sconfissero i governativi a maggio, nella prima fase della rivolta.

Nel pomeriggio del 27 maggio (la domenica di Pentecoste) un migliaio di ribelli si erano uniti a Oulart Hill: erano male armati, alcuni con picche e armi da fuoco, ma la maggior parte con forconi e falcetti, eppure sconfissero la milizia e gli yeomen (1).
Il 29 maggio 5000 ribelli conquistarono la cittadina di Enniscorthy. Dopo pochi giorni l’esercito ribelle era arrivato a 15.000 uomini.  Tra i capi dei ribelli Padre John Murphy parroco di Boolavogue un semplice prete di campagna che si unì alla rivota consigliando ai suoi parrocchiani “di morire coraggiosamente in battaglia piuttosto che essere massacrata nella propria casa“.  Diventato il capo dei ribelli del sua paese, seppe condurre la gente comune, inesperta e equipaggiata alla meglio alle vittorie di Oulart Hill, The Harrow, Camolin, Ferns e Enniscorthy.

Gli insorti non avevano una divisa, ma indossavano per lo più abiti civili ed era consuetudine aggiungere al cappello una fascia bianca o verde con la scritta ” Liberty and Equality” oppure “Erin go Braugh”. L’armamentario poi era quanto mai raffazzonato, costituito per lo più dalle picche (ovvero una punta metallica montata su una lunga asta di legno). Quest’arma serviva a contrastare le cariche della cavalleria, ma era diventata obsoleta con il diffondersi dell’artiglieria e superata infine con l’introduzione della baionetta.

Fu a Wexford (abbandonata dagli Inglesi in fuga) che l’esercito sempre più numeroso dei ribelli si diede una struttura di comando: Bagenal Harvey, un ricco protestante e leader degli Irlandesi Uniti di Wexford, liberato dal carcere, assunse il ruolo di comandante generale (poco dopo sostituito da padre Philip Roche). L’esercito venne diviso in tre gruppi e al gruppo in cui era Padre Murphy venne dato l’ordine di prendere Gorey e Arlow. Ad Arlow però i ribelli furono sconfitti e ricevettero l’ordine dal nuovo comandante in capo padre Philip Roche di ripiegare a Vinegar Hill dove era stato montato il campo centrale dell’esercito.
Su quella collina  il 21 giugno si infransero le speranze della repubblica di Wexford!

LA BATTAGLIA DI VINEGAR HILL

Vinegar Hill si trova nelle vicinanze di Enniscorthy: i due eserciti erano quasi di pari forza, ma i ribelli erano male armati e men che meno addestrati. Anche la cittadina si difese strenuamente dai ripetuti attacchi della fanteria inglese (supportata da cannoni e cavalieri), ma pian piano i ribelli furono costretti a cedere il terreno; sulla collina di Vinegar i ribelli riuscirono infine a ritirarsi e a fuggire in un varco lasciato libero dell’incompleto accerchiamento dei governativi.

Vinhill

La città venne abbandonata e da allora i ribelli si dispersero in azioni di guerriglia e razzie che si trascinarono fino agli inizio dell’Ottocento.

Ma il seme della ribellione riprende a germogliare nel cuore dei Feniani,,,

VIDEO della rievocazione della Battaglia a Vinegar Hill organizzata dal National 1798 Rebellion Centre di Enniscorthy: le uniche battaglie che si dovrebbero vedere!

APPROFONDIMENTO
Vinegar Hill, Enniscorthy, ‘who fears to speak of 98’ http://www.irelandinpicture.net/2010/03/vinegar-hill-enniscorthy-who-fears-to.html
(delle foto strepitose nel blog “Pictures of Ireland” da un irlandese che per lavoro deve viaggiare per l’Irlanda!)
http://kildarelocalhistory.ie/1798-rebellion/background-to-rebellion/united-irishmen/
http://multitext.ucc.ie/d/The_1798_Rebellion_in_Wexford
8-a-government-repressionCroppy” è il soprannome dato ai ribelli irlandesi del 1798; significa “taglio corto dei capelli” perché, secondo George Denis Zimmerman (in “Songs of Irish Rebellion 1780-1900” -1966 ) i ribelli volevano emulare gli antichi romani al tempo della Repubblica, così come facevano i coevi rivoluzionari francesi.
Una versione più prosaica vuole far derivare il soprannome dalla tortura inventata dagli inglesi per l’occasione, detta pitchcapping, i quali rasavano i capelli dei ribelli e ricoprivano il loro cranio con la pece bollente; era quindi inizialmente un termine dispregiativo coniato dagli inglesi, poi rivendicato con orgoglio dagli Irlandesi.
Il termine compare anche nella canzone popolare anti-repubblicana “Croppies lie down” che celebra la sconfitta dei ribelli, la preferita dall’Orange Order (gli anglicani reazionari).

L’orzo che si muove nel vento” è diventato il simbolo dei ribelli irlandesi del 1798, pare che sulle fosse comuni dove venivano seppelliti i “croppy boys“, crescesse l’orzo, germogliato dalle razioni di cibo che si portavano in tasca; così lo spirito del nazionalismo irlandese non poteva essere distrutto e tornava a rinasce.

1) yeoman, yeoa: originariamente il nome dato ai coltivatori diretti inglesi del XVII secolo che fornirono soldati per lo più nel corpo a cavallo dell’esercito inglese. Nel 1790 vennero formati i reggimenti Yeomen in risposta alla minaccia rappresentata dalla Francia in seguito alla rivoluzione francese. Era una forza riservista e volontaria, composta principalmente da piccoli agricoltori e proprietari terrieri che erano fedeli alla Corona. Essi si trovavano in tutta la Gran Bretagna, ma fu in Irlanda, che vennero coinvolti come prima linea di difesa contro i ribelli. Qui indica una unità militare britannica impiegata nella Battaglia di Harrow del 26 maggio 1798 a Wexford, la Camolin Cavalry.
Occorre osservare ad onor del vero che le yeomanry nel XVIII secolo erano composte anche da volontari irlandesi, per lo più orangisti ovvero appartenenti all’Orange Order

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