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ROBERT BURNS

Overrated-BurnsROBERT BURNS (1759-1796)
poeta scozzese, scrittore di canzoni e brani musicali, grande collezionista di brani tradizionali.

Il Bardo di Scozia, figlio di poveri contadini del Sud, studioso autodidatta, divenne famoso all’età di 27 anni, poco dopo la pubblicazione della sua prima opera di poesia dal titolo “Poems chiefly in the scottish dialect” (in italiano “Poesie scritte soprattutto in dialetto scozzese”). Spesso assillato dai problemi economici, dedicò la sua vita alla raccolta e alla composizione di canzoni e arie della tradizione, a dissetarsi con il buon whisky e ad amoreggiare con le belle donne.

burns 1787POESIA E DIALETTO SCOZZESE

Meglio nota come “The Kilmarnock Edition la raccolta contiene opere originali di Burns e solo tre canzoni pubblicate senza notazione musicale .
Il 1786 fu l’anno cruciale per Burns: la pubblicazione del libro per pagare l’imbarco verso la Giamaica alla ricerca di fortuna, gli portò un inaspettato successo, e gli amici lo persuasero ad andare, un dì di fine novembre, ad Edimburgo per far conoscere il suo talento nella capitale. continua
All’epoca Burns parlava già correttamente in francese, conosceva il latino, aveva letto quasi tutti i testi dei più famosi scrittori dell’epoca oltre a Shakespeare, Milton e Dryden. Intelligente e arguto, dall’umorismo satirico, anticonformista, franco e diretto, un genio creativo dall’aspetto piacente, affascinava uomini e donne per i suoi modi e la sua personalità.
La seconda edizione ampliata e con le tutte le musiche fu pubblicata a Edimburgo nel 1787 e ristampata anche a Londra e in America. Burns continuò a lavorare a questa opera fino a produrre l’edizione finale dei Poems nel 1793 che contiene 22 nuove poesie e sette canzoni aggiuntive.

THE SCOTS MUSICAL MUSEUM E LE ALTRE COLLEZIONI

Con l’editore James Johnson Robert Burns iniziò una collaborazione a partire dal 1787 che proseguì con la pubblicazione di una collana di cinque volumi dedicata alle canzoni tradizionali scozzesi, comprese 160 canzoni originali di Burns . Lo stile musicale che impronta la collezione è relativamente semplice, essendo il gusto del tempo più attento al linguaggio poetico che a quello musicale.

Nel 1792 fu incaricato dall’editore George Thompson in un più ambizioso progetto editoriale,  “A Select Collection Of Scottish Airs” la raccolta di canti che fossero si tradizionali ma anche filtrati dalla musica moderna di quelli che oggi consideriamo i compositori classici, maestri del Romanticismo: Haydn, Beethoven, Pleyel.  Thompson occhieggiava al pubblico inglese e proibì a Burns di esprimersi nel dialetto scozzese.

C’è anche un lato di Burns più gaudente e irriverente sfociato nelle “Merry Muses of Caledonia” poesie e canti licenziosi in parte collezionate e in parte scritte da Burns. Inizialmente prodotta in una sola copia destinata alla ristretta cerchia di amici, venne divulgata nel 1800 da un anonimo.

E’ d’obbligo citare infine “The Jolly Beggars” una cantata il cui titolo iniziale era “Love and Liberty” pubblicata postuma a Glasgow nel 1799: il successo fu immediato e l’editore dovette ristamparla nel 1801 in “Poems ascribed to Robert Burns, the Ayrshire Poet“. La cantata fu iniziata d Burns nell’autunno del 1783 tra l’atmosfera rilassata e fumosa di una taverna in cui si trovava con alcuni amici venne ultimata con otto recitativi e otto canzoni nella quale descrisse i personaggi e le debolezze della società aristocratica a cui si sentiva di appartenere se non per nascita, per cultura e spirito!

IL COLLEZIONISTA DEI CANTI TRADIZIONALI

Robert Burns è considerato un pioniere della moderna etnomusicologia, tra i primi raccoglitori di folklore che si mise ad annotare anche la musica; nelle raccolte di versi da lui compilate mise canti popolari da lui raccolti assieme a composizioni in anglo-scozzese (Scots) da lui stesso composte sul loro modello, ma fu piuttosto onesto nel distinguere le parti! Per la precisione il linguaggio utilizzato da Burns fu una sua “creazione”, un linguaggio dialettale “colto” che non è mai esistito nella realtà, anche se voleva imitare la voce del popolino.

A leggere però le sue lettere private egli minimizza il suo contributo culturale alla tradizione come “una semplice aggiunta di versi mancanti” e spesso si scusa per il suo lavoro “sciocco” e per le sue liriche “appena tollerabili”.  Eppure preservare la memoria storica di un popolo è anche il suo riscatto e il suo punto d’orgoglio, gli scozzesi a buon titolo lo considerano il loro poeta nazionale, e nel dibattito d’inizio del XXI secolo per l’adozione di un nuovo inno è proprio Scots wha hae, un antico brano raccolto da Burns e risalente forse alle guerre di Braveheart, quello che si contende la palma con il Flower of Scotland dei tifosi di calcio e di rugby!

LA BIOGRAFIA

Ecco una biografia d’antan (che delizia!) tratta da qui
“Nella parrocchia d’ Alloway della contea d’ Ary, nacque nel gennaio 1759, da un povero affittaiuolo, Roberto Burns. Dovette troppo presto durar la lotta del pane quotidiano, lavorando la terra. I cattivi affari del padre balzarono la numerosa famiglia Burns dalla povertà nella miseria : il padre mori consunto.
Roberto si trovava in pessime acque. Tutto gli andava a rovescio. Anche un affetto onde a ventidue anni s’ era acceso per una Maria Morison, gli falli : il luor amore fu un profumo soave del suo cuore, ma la Maria non gli corrispose. Tante contrarietà lo irritarono, e, per soffocare i crucci, si abbandonò al bere e ad amori spensierai. Sedusse la fìglia d’ un fabbro ferraio, Giovanna Armour, e quell’operaio lo citò in giudizio, minacciandolo del carcere. Egli, addolorato, era già sul punto di abbandonare la terra nativa; e stava per emigrare nella Giammaica, quand’ ecco la lettera d’ un poeta d’ Edimburgo, Blachloch, lo invita nella capitale della Scozia a raccogliere i plausi dei letterati per le sue belle poesie, delle quali s’era fatto editore un libraio edimburghese e che, ricercatissime, si volevano ristampare al più presto. Il Burns, già avvilito da tante avversità, credette di sognare. Egli avea studiato pochissimo ; avea letto scarsi libri che, andando a lavorare pe’ campi, si mettea in tasca ; alcune sue canzoncine, è vero, composte sulla musica d’ altre antiche cantilene scozzesi, erano piaciute ai contadini ; ma non poteva immaginarsi di acquistare d’ improvviso una riputazione sì lusinghiera. Egli si recò ad Edimburgo ; e da quel giorno divenne il poeta prediletto di tutto il popolo scozzese.
Le sue poesie sono accenti sinceri d’ un cuore aperto, e sincero nelle sue stesse contraddizioni. L’ amore e la gioia,  l’affanno e l’ ironia, l’imprecazione, la tenerezza, sono espresse con grande spontaneità. Il suo canto è talora quello d’ un trafitto che, dalla sua croce d’angoscie, lancia una beffa amarissima al cielo e agli uomini; tal altra è un brindisi pagano, come :
« Qui è una bottiglia e un amico;
Che cosa desiderate di più?…»
La trivialità è vinta da sentimenti delicatissimi. Quale ‘ poesia più penetrante di quella, “Man twas made to mourn ” « L’ uomo è stato fatto per piangere » ?
In lui vedi il ribelle che si rivolta flagellante e iroso contro il potere costituito e oppressivo, contro la gaudente e crudele società; ma il suo cuore non s’acqueta che nella dolcezza della compassione, e, commosso alle ambascie dei diseredati, esclama: «Soccorrere un fratello, oh quale godimento squisito ! »
Nel 1788, tocco da pietà per la povera Giovanna Armour, che per colpa sua viveva divisa da’ parenti e disprezzata dalla genia beffarda, che non sa perdonare, la sposò. Sono tenerissimi i suoi versi famigliari. Quando egli parla delle sue bambine bisognose d’ un «cantuccio felice di focolare » ci commove. Nella Notte del sàbato del contadino (The Cotter’s Saturday Night) ci fa assistere alla vita patriarcale di povere famiglie di contadini.
Nel 1789 si trasferì a Ellisland dove, fiducioso d’un avvenire più agiato, avea preso in affitto una terra; ma assolutamente la fortuna gli voleva esser contro. Passò in una casuccia di Dumfries, dove ottenne l’impiego di ricevitore delle dogane. Ma nemmeno a Dumfries riuscì bene. Trascinavasi di taverna in taverna, e peggio. Una notte di gennaio, cadde ubbriaco fra la neve, e vi restò immerso fino al mattino. Ne riportò una malattia spasmodica e mortale. A soli trentott’anni, nel 1796, moriva, mentre la moglie dava alla luce un quinto figlio. Così miseramente visse e morì un grande poeta d’ istinto. “(Raffaello Barbiera 1887)

Nella Storia della letteratura Inglese leggiamo: “Burns è il più grande autore di canzoni della Gran Bretagna. La sua opera di ripulitura dei brani antichi, di creazione di nuovi attorno a qualche frammento, di trasformazione di un vecchio ritornello in una canzone nuova e a volte solo di caratterizzazione di testi scialbi, oltre che di invenzione di testi interamente nuovi per arie e musiche da ballo tradizionali, andò assai più in là del lavoro di editore e di arrangiatore assunto per Johnson e Thomson, se non fosse stato per la sua originalità poetica e il suo prodigioso unisono con la tradizione popolare, egli sarebbe stato esecrato dagli studiosi posteriori per aver alterato del materiale originale con falsi miglioramenti. … esprimendosi con la grande voce anonima del popolo scozzese e articolando tale voce con una sicurezza, una perizia tecnica e uno splendore poetico che non trova paragone nella letteratura di nessun altro paese. E non solo egli riesumò e salvò i testi, ma raccolse anche tutte le musiche di canzoni e di danza e provvide loro parole adatte, alterando se necessario il ritmo e il movimento di una melodia per mettere in evidenza un pregio che andava perduto nell’esecuzione veloce adatta alla danza.” (in Storia della letteratura inglese Vol II di David Daichese pag 298)

Guido Almansi scrive nel suo articolo “Le oscenità di Robert Burns bizzarro bardo scozzese” di La Repubblica 21 luglio 1996 “Ma Burns non è solo il bizzarro esploratore del mondo animale, delle cose del sesso e delle gioie del whisky: esiste un Burns politico, di volta in volta anarchico libertario o conservatore, whig o tory a seconda delle circostanze; esiste un Burns cantore della natura, ed esiste un terzo Burns, rifacitore di vecchie canzoni sentimentali a cui si deve in gran parte la sua fama. Ogni cittadino del Regno Unito conosce Auld Lang Syne (Il Valzer delle candele) o My Love is Like a Red Red Rose, canzoni e poesie che dalla nativa Scozia hanno invaso anche il Sud dell’ Inghilterra.” (tratto da qui)

TUTTE LE DONNE DEL BARDO

b-384553-antique_roses_posters (2)La sua vita sentimentale fu molto movimentata e i biografi si sono dilettati a rintracciare tutte le sue avventure galanti, spesso immortalate da una canzone.

Così anch’io ho tracciato un filo rosso tra le canzoni di Robbie e le sue lassies .. continua

BURNS SUPPER

Il compleanno di Robert Burns cade di 25 gennaio (lo stesso Burns scrisse una canzone scherzosa sulla sua nascita e sul suo destino qui) e poco dopo la sua morte (aveva solo 37 anni!), un gruppo di amici cenarono insieme per commemorarlo. Era il 1802 e da allora le cene sono entrate a far parte della tradizione scozzese. continua

REGISTRAZIONI E PROGETTI DISCOGRAFICI

Robert Burns Series: ben 12 cd prodotti da Fred Freeman per la Linn Records con il titolo di “The Complete Song of Robert Burns” (1996 & 2002) e  1 cd dal titolo “My heart’s in the Highlands” una sorta di “the best of” (qui)

Segnalo inoltre i principali artisti che hanno cantato Robert Burns (un elenco in continuo aggiornamento):
Ian Bruce in Alloway Tales, 1999;  in Rhythm & Burns, 2010
Dougie MacLean in  Tribute, 1996
Jim Malcolm in Acquaintance, 2007; Bard Hair Day -dvd, 2009
Eddi Reader in Sings The Songs Of Robert Burns, 2003
Andy M. Stewart in Songs of Robert Burns, 1989

ARCHIVIO CANTI

AE FOND KISS (canto d’amore)
AULD LANG SYNE (canzone degli addii)
AULD ROB MORRIS (canto d’amore)
AY WAUKIN, O (canto d’amore)
BIRKS OF ABERFELDY (canto d’amore)
BONIE JEAN (canto d’amore)
BONNIE WAS YON ROSIE BRIAR
BRAES O’ KILLIECRANKIE (canto politico)
BROSE&BUTTER (canto erotico-culinario)
CAPTAIN’S LADY (canto d’amore umoristico)
CA’ THE YOWES (canzone bucolica)
CHARLIE, HE IS MY DARLING (canto politico)
COCK UP YOUR BEAVER (canto politico)
COMIN THRO’ THE RYE (canzone bucolica)
CRAIGIEBURN WOOD (canto d’amore)
CORN RIGS ARE BONNY 
(canto d’amore)
DAINTY DAVIE (canto d’amore)
DEIL’S AWA WI’ THE EXCISEMAN (canto politico)
DUNCAN GRAY (canto d’amore umoristico)
FAREWELL TO THE BANKS OF AYR (canzone degli addii)
FINE FLOWERS IN THE VALLEY (murder ballad)
GALLA WATER (BRAW LADS O’ GALLA WATER) (canto d’amore)
GALLANT WEAVER (canto sui tessitori)
GEORDIE (ballata del Border)
GREEN GROW THE RUSHES O (canto d’amore)
HANDSOME NELL (ONCE I LOVED A BONIE LASS) (canto d’amore)
HEATHER ON THE MOOR (canto bucolico)
HEY, CA’ THRO’ (canto del mare, canzone da pub)
HIGHLAND BALOU (ninna nanna)
HIGHLAND LADDIE (canto politico)
HIGHLAND MARY (canto d’amore)
HIGHLAND WIDOW’S LAMENT (ballata del Border)
I LOVE MY JEAN (OF A’ THE AIRTS)(canto d’amore)
I’M O’ER YOUNG TO MARRY YET (canto d’amore umoristico)
JAMIE COME TRY ME (canto politico)
JOHN ANDERSON, MY JO (canto d’amore e canto erotico)
JOHN BARLEYCORN (canto di bevute)
JOHNIE COPE (canto politico)
JOHNNY LAD (canto d’amore)
KELLYBURN BRAES (canto di bevute)
LADY MARY ANN (ballata)
LASSIE WI THE LINT WHITE LOCKS (canto bucolico)
LEA RIG (canto d’amore)
LEEZIE LINDSAY (canto d’amore)
LET ME IN THIS AE NICHT (canto d’amore umoristico)
LOGAN BRAES  (LOGAN WATER) (canto politico)
LOVELY POLLY STEWART
MACPHERSON’S FAREWELL (ballata)
MAN’S A MAN FOR ALL THAT (canto politico)
MARY MORISON (canto d’amore)
MIRK, MIRK IS THIS MIDNIGHT HOUR (LORD GREGORY) (canto d’amore)
MY HEART ‘S IN THE HIGHLANDS (canto politico)
MY HIGHLAND LASSIE, O (canto d’amore)
MY LOVE IS A RED, RED ROSE (canto d’amore)
MY LOVE, SHE’S BUT A LASSIE YET (canzone umoristica)
MY NANNIE’S AWA (canto d’amore)
MY NANNIE O (canto d’amore)
NOW WESTLIN WINDS (SONG COMPOSED IN AUGUST) (canto d’amore)
PARCEL OF ROGUES IN A NATION (canto politico)
PLOUGHMAN (canto umoristico)
RANTIN’ ROVIN’ ROBIN (canto di bevute)
RATTLIN’ ROARIN’ WILLIE (canto di bevute)
RIGS O’ BARLEY (canto d’amore)
ROSEBUD BY MY EARLY WALK
SCOTS CALLAN’ O’ BONNIE DUNDEE (ninna-nanna)
SCOTS WHA HAE (canto politico)
SHE’S FAIR AND FAUSE (canto d’amore)
SHEPHERD’S WIFE (canto erotico)
SHERIFFMUIR (canto politico)
SLAVE’S LAMENT (canto d’emigrazione)
SOLDIER’S RETURN (canto patriottico)
SWEET AFTON (canto d’amore)
TAE THE WEAVERS GIN YE GO (canzone da pub)
TAIL TODDLE (canto erotico)
TIBBIE DUNBAR (canto d’amore)
TO DAUNTON ME (canzone umoristica)
THERE’LL NEVER BE PEACE TILL JAMIE COMES HAME (canto giacobita)
WHITE COCKADE (canto patriottico)
WHAT CAN A YOUNG LASSIE DO WI’ AN AULD MAN (canzone da pub)
WHEN SHE CAM BEN SHE BOBBED (canto d’amore umoristico)
WILL YE GO TO THE INDIES MY MARY (canto d’amore)
WILLIE STEWART (canzone da pub)
WINTER IT IS PAST (canto d’amore)
YE BANKS AND BRAES (YE FLOWERY BANKS) (canto d’amore)
YE JACOBITES BY NAME (canto politico)

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

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