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MUMMING & ST GEORGE!

La tradizione del travestimento e dei mimi travestiti è molto antica e diffusa un po’ per tutta Europa: uomini che indossano maschere e costumi tradizionali o estemporanei come quelli carnevaleschi (ma sempre ritualizzati) cantano, ballano, recitano (o mimano) per esorcizzare gli spiriti maligni e i demoni di modo che ogni nuovo anno possa iniziare purificato e carico di energia positiva. “Their names vary: “mummers” and “guisers” are the commonest; in Sussex they are “tipteerers,” perhaps because of the perquisites they collect, in Cornwall “geese-dancers” (“geese” no doubt comes from “disguise”), in Shropshire “morris”—or “merry”—“dancers.” It is to be noted that they are unbidden guests, and enter your house as of right. Sometimes they merely dance, sing, and feast, but commonly they perform a rude drama. (tratto da qui)

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Teste di animali e pelli, spighe di grano e paglia, stracci e tralci verdi, nero-fumo sul viso, piume, nastri e fiocchetti sono gli inquietanti travestimenti che sotto nascondono il mistero, il potere di una natura selvaggia eppure benevola che può nutrire i suoi figli se la si rispetta e prega e se le si offrono dei sacrifici.
Man mano che la natura perde il terreno davanti alla scienza anche la magia simpatica viene vista come superstizione, ma i rituali contadini restato immutati, ancorati a un sentire attraverso il “respiro” della terra e l’incanto della luna..
Così nel Medioevo, il tempo della nostra memoria storica, i mummers sono i guitti che vanno, raggruppati in piccole compagnie, di castello in castello a portare “le sacre rappresentazioni” (variamente articolate a seconda della stagione) in forma di questua.
The plays acted by the mummers vary so much that it is difficult to describe them in general terms. There is no reason to suppose that the words are of great antiquity—the earliest form may perhaps date from the seventeenth century; they appear to be the result of a crude dramatic and literary instinct working upon the remains of traditional ritual, and manipulating it for purposes of entertainment. The central figure is St. George (occasionally he is called Sir, King, or Prince George), and the main dramatic substance, after a prologue and introduction of the characters, is a fight and the arrival of a doctor to bring back the slain to life. At the close comes a quête for money.  (tratto da qui)

SAN GIORGIO

st-george1111Giorgio in greco significa “uomo della terra, agricoltore” ed è protettore dell’agricoltura.
San Giorgio nacque in Palestina e morì decapitato nel 287. La sua festa presso molte popolazioni del mondo rurale mediterraneo, rappresenta la rinascita della natura e l’arrivo della Primavera, il Santo ha ereditato le funzioni di una più antica divinità pagana connessa con i culti solari: San Giorgio che sconfigge il Drago è diventato il dio solare che sconfigge le tenebre.
La sua storia è stata codificata nel XIII secolo da Jacopo da Voragine nella “Leggenda Aurea” ma se ne conoscono poi innumerevoli varianti. E’ considerato protettore, con San Sebastiano e San Maurizio, dei cavalieri e dei soldati, viene invocato contro i serpenti velenosi, la peste, la lebbra e la sifilide e, nei paesi slavi, contro le streghe.
All’epoca delle Crociate si consolidò la sua identificazione di cavaliere eroico e la leggenda della uccisione di un drago per liberare la principessa Silene. continua

IL CAPODANNO

Ma allora perchè troviamo i Mummers sia a Natale (vedi) che a Primavera ossia perchè due momenti distinti dell’anno sono considerati come capodanno? Sono le due grandi feste, le più importanti del calendario agrario, secondo i celti Samain e Beltane (la fine dell’estate e l’inizio dell’estate), la ritualizzazione del grande ciclo di vita -morte – rinascita.

The name George is found in all the Christmas plays, but the other characters have a bewildering variety of names ranging from Hector and Alexander to Bonaparte and Nelson.Mr. Chambers in two very interesting and elaborately documented chapters has traced a connection between these St. George players and the sword-dancers found at Christmas or other festivals in Germany, Spain, France, Italy, Sweden, and Great Britain.

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“The Sword Dancers” di Ralph Hedley (1880) con Tommy e Betty che sollecitano il pubblico nel lasciare qualche soldino

Chambers registra il trasformarsi della danza delle spade in una rappresentazione drammatica passando attraverso il Plough Monday e fino alla rappresentazione dei mummers per San Giorgio.
Il saggio di Clement A. Miles prosegue “The central motive, death and revival, Mr. Chambers regards as a symbol of the resurrection of the year or the spirit of vegetation, like the Thuringian custom of executing a “wild man” covered with leaves, whom a doctor brings to life again by bleeding. This piece of ritual has apparently been attracted to Christmas from an early feast of spring, and Plough Monday, when the East Midland plays take place, is just such an early spring feast. Again, in some places the St. George play is performed at Easter, a date alluded to in the title, “Pace-eggers’” or “Pasque-eggers’” play. Two grotesque figures appear with varying degrees of clearness and with various names in the dances and in the plays—the “fool” (Tommy) who wears the skin and tail of a fox or other animal, and a man dressed in woman’s clothes (Bessy). In these we may recognize the skin-clad mummer and the man aping a woman whom we meet in the old Kalends denunciations. Sometimes the two are combined, while a hobby-horse also not unfrequently appears. How exactly St. George came to be the central figure of the Christmas plays is uncertain; possibly they may be a development of a dance in which appeared the “Seven Champions,” the English national heroes—of whom Richard Johnson wrote a history in 1596—with St. George at their head. It is more probable, however, that the saint came in from the mediaeval pageants held on his day in many English towns.” continua

FONTI
Christmas in Ritual and Tradition, Christian and Pagan, Clement A. Miles
http://it.scribd.com/doc/116294729/STORIA-DEL-TEATRO-inglese#scribd
http://www.gutenberg.org/files/19098/19098-h/19098-h.htm

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