Nella presentazione del CD scrive Ian Anderson: “Sento ancora un grande calore per la nostalgia, per l’occasione di festa e di unità della famiglia… forse senza il Natale avremmo molto meno da celebrare e da gioire in questo vecchio mondo turbato”.
Hope everybody’s ringing on their own bell,
this fine morning
Hope everyone’s connected
to that long distance phone
Old man, he’s a mountain
Old man, he’s an island
Old man, he’s a-walking says
“I’m going to call, call all my children home”
Hope everybody’s dancing to their own drum
this fine morning —
The beat of distant Africa or a Polish factory town
Old man, he’s calling for his supper
Calling for his whisky
Calling for his sons and daughters, yeah —
Calling all his children round
Sharp ears are tuned in
to the drones and chanters warming
Mist blowing round some headland,
somewhere in your memory
Everyone is from somewhere —
Even if you’ve never been there
So take a minute to remember the part of you
That might be the old man calling me
How many wars you’re fighting out there,
this winter’s morning?
Maybe it’s always time for another Christmas song
Old man he’s asleep now
Got appointments to keep now
Dreaming of his sons and daughters, and proving —
Proving that the blood is strong
Traduzione italiana Cattia Salto
Spero che tutti suonino la propria campana,
questa bella mattina
spero che tutti siano collegati
con una chiamata interurbana(1).
Il Vecchio è una montagna.
Il Vecchio è un isola (2).
Il Vecchio, si sveglia e dice:
“Io vado a telefonare a tutti i miei figli”
Spero che tutti ballino al suono del loro tamburo
questa bella mattina–
al ritmo della lontana Africa o di una città industriale polacca.
Il Vecchio chiede la cena,
chiede il suo whisky,
richiama i suoi figli e figlie, sì–
richiama tutti i suoi figli attorno a sé.
Orecchie fini sono sintonizzate
su bordoni e canne(3) cordiali,
la nebbia che soffia intorno a un promontorio,
da qualche parte nella memoria
tutti hanno la loro origine da qualche parte–
anche se non ci sono mai stati.
Così prendetevi un attimo per ricordare la parte di voi
che potrebbe essere il Vecchio che mi telefona.
Quante guerre si combattono là fuori,
questa mattina d’inverno?
Forse c’è sempre tempo per un’altra canzone di Natale.
Il Vecchio ora dorme
ha impegni da rispettare ora:
sognare dei suoi figli e figlie, e dimostrare–
dimostrare che il sangue è forte.
NOTE
(1) oggi con gli smartphone e le tariffe flat si parla di chiamate verso numeri fissi o mobili in altre città/regioni, gestite dagli operatori mobili.
(2) non so se voluta citazione della celebre frase del poeta John Donne “No man is an island” che sottolinea l’interconnessione e la dipendenza reciproca tra gli esseri umani, indicando che ogni individuo è parte di un tutto più grande.
(3) Il chanter della cornamusa è la canna melodica su cui il suonatore preme le dita per creare la melodia, dotata di un’ancia doppia che produce il suono, a differenza dei bordoni (le canne più lunghe) che hanno ance semplici e forniscono un suono di accompagnamento continuo detto per l’appunto “di bordone”. Nelle diverse culture europee (Italia con la zampogna, Irlanda/Scozia, Balcani), il suono delle cornamuse è profondamente radicato nelle tradizioni popolari, evocando feste rurali e canti antichi.
