Una poesia di Donatien Laurent nell’album 1 Douar[1] di Alan Stivell. Il brano è una collaborazione fra i due, la musica venne scritta da Stivell a partire da “Gwerz An Ene Reizh”[2] composta originariamente da Laurent, il testo è suggestivamente in notevole sintonia con la poetica del compianto Daevid Allen, il suo titolo completo è: “Aet On (Into the Universe’s Breath)”. Il ritornello è cantato da Elisa Carrahar.
La creazione musicale miscela in modo sottile, le corde malinconiche dell’arpa con una programmazione elettronica in primo piano e dal tempo più rapido; nel finale l’atmosfera muta e Stivell depone l’arpa per la cornamusa. Il disco “1 Douar” (“Una Terra” in bretone, “Un Villaggio” in arabo e cabilo) (1998) divise i critici dell’epoca, anche a causa della partecipazione di un ospite celebre per brano (Youssou N’Dour, Les Soeurs Goadec, Khaled, John Cale, Paddy Moloney dei Chieftains…): alcuni lo definirono “inno alla tolleranza”, altri “insipido e senza consistenza”.
Eravamo in pieno periodo “Word Music”, fusione e incontri di culture erano all’ordine del giorno, “1 Douar” è un’opera poliritmica ben lontana da qualsiasi schizofrenia celtica e che cerca di universalizzare suoni e parole all’interno di una utopia nella quale l’intero cosmo sembra immobilizzarsi, trattenere il respiro, in preda a pensieri solitari, a una quiete sconosciuta che sicuramente proveniva da lontano o dal profondo. Come a sottolineare che nei suoni non esistono neppure tempo, principio, fine, vita o morte, come se l’uomo somigliasse a quell’anima immacolata che era probabilmente prima della sua nascita terrena. Nelle note di copertina lo stesso Stivell definisce questo come il disco che fa il punto sui suoi desideri, influenze e incontri, stupito dal paradosso di somiglianze e differenze esistenti “…i confini sono già fossilizzati così come i loro ultimi guardiani, senza diversità si sarebbe l’asfissia, esiste una strada tra i due inferni dell’uniformità e della divisione…”
Aet on ‘tu all d’ar vuhez
Da heul ma hent evidon me
Ganeoc’h tud holl e joman
Breman ha da viken
RITORNELLO:
Beauty of the things around here
To you a little I would offer
The brightness of the light
But love you in mind only I can, only I
Kaer, kaer an traoù dre aman
Deoc’h un tamm dioute ‘ginnigfen
Sklaer, sklaer ar gouloù dre-man
Nemet ho karout e c’hellan
N’ouelit ket n’omp ket disrann
Emaon e C’Hwezh an Hollved
Heb aon na poan a-gevret
Bepred e vimp unvan
RITORNELLO:
Beauty of the things around here
To you a little I would offer
The brightness of the light
But love you in mind only I can, only I
Kaer, kaer an traoù dre aman
Deoc’h un tamm dioute ‘ginnigfen
Sklaer, sklaer ar gouloù dre-man
Nemet ho karout e c’hellan
traduzione italiana Flavio Poltronieri
Sono andato nell’altra parte della vita
Seguendo la mia strada
Sono con tutti voi
Ora e per sempre
RITORNELLO:
La bellezza delle cose da qui
Vorrei offrirvene un po’
Lo splendore della luce
Ma amarvi con la mente, solo io posso]
Cose bellissime, bellissime da queste parti
Ve ne donerei alcune
Luci, luci brillanti
Da qui posso solo amarvi
Non piangete, non siamo divisi
Io sono nel Soffio dell’Universo
Senza paura né dolore, insieme
Sempre saremo uniti
RITORNELLO:
La bellezza delle cose da qui
Vorrei offrirvene un po’
Lo splendore della luce
Ma amarvi con la mente, solo io posso]
Cose bellissime, bellissime da queste parti
Ve ne donerei alcune
Luci, luci brillanti
Da qui posso solo amarvi
Nella versione-omaggio di “Kan An Anaon” (l’unica esistente) viene omesso il ritornello e sono invertite la seconda e la terza strofa originali.
[1] https://www.theballadeers.com/stiv_1998_1dou.htm
[2] https://www.partitions.bzh/partition/748_Gwerz_an_ene_reiz
