Lord Thomas and Lady Margaret


Lord Thomas insegue Lady Margaret (o Fair Annie) nel bosco e la caccia come una preda. Anni dopo, Margaret si vendica avvelenandogli il vino dopo che lui minaccia di ucciderle il marito.

La ballata viene letta in chiave sessuale in cui si descrive lo stupro di Lady Margaret alla stregua dell’inseguimento e uccisione di una cerva nei boschi[1]. Lord Thomas è l’esempio del predatore sessuale maschile sempre pronto ad abusare della fanciulla che vaga sola soletta per luoghi perigliosi; in genere la fanciulla dopo la violenza si uccide o muore di crepacuore, qui sopravvive e cerca il riscatto per prima cosa sposandosi con un altro uomo in cambio di protezione in attesa della vendetta. Il momento propizio arriva anni dopo quando Thomas in veste di mendicante (forse un travestimento o effettivamente perché caduto in disgrazia) si presenta al castello e chiede aiuto. Margareth gli risponde che piuttosto si merita di essere impiccato. Quando però Thomas minaccia di uccidere il marito in duello lei lo inganna fingendosi spaventata e remissiva, ma nell’offrigli il pasto avvelena il vino.

[1] per i miti sottesi alla caccia della cerva nel bosco si veda https://terreceltiche.altervista.org/complainte-de-la-blanche-biche/

Lord Thomas and Lady Margaret/Clerk Tamas (and Fair Annie)

Roud 109 / Song Subject MAS1473 ; Child 260 ; Ballad Index C260 ; MusTrad DB10 ; DT TOMARG ; trad.]

Phil Cooper & Margaret Nelson live
Helen Lindley 

Lord Thomas has a-hunting gone
to hunt the fallow deer-o,
Margaret to the greenwood went
to see her lover there.
He looked o’er his left shoulder
to see what might be seen-o,
And Margaret he saw nearby riding without a care.
Thomas called his servants all,
by one, by two, by three-o,
“Hunt, go hunt that wild woman,
go hunt her far from me.
They hunted high, they hunted low,
the hunted o’er the plain-o.
The scarlet robes Margaret wore
would ne’er again be seen.
Hunting high and hunting low,
by one, by two, by three-o
Hunting high and hunting low,
by one, by two, by three.

Then Margaret spied a tall young man
riding through the lanes-o,
She called to him as she got near
for he was all alone.
“Some relief, I pray grant me,
for I’ve been wronged in love-o,
I’ve been chased from my county,”
poor Margaret she did groan.
“No relief, thou lady fair, will I grant unto thee-o,
‘Til you renounce all other men,
my wedded wife to be.”
He set her on her milk white steed,
himself upon the grey-o,
And cheerfully they rode away, chatting her and he.

Lady Margaret one day sat on her window seat-o,
Singing to herself
as she was stitching silken gowns.
There she saw a begging man
wandering through the lane-o,
She saw he was that Lord Thomas
who’d ran her from the bounds.
“Some relief, I pray grant me,
thou’st seem a lady fair-o.
I was a lord before I was banished from my county.”
“No relief,” the lady cried, “will you get from me-o.
And if I had thee in my bower,
thou hanged dead would be.”
“No, Margaret,” the lord replied,
“such things will never be-o.
I’ll kill your husband with a sword
and take thee off with me.”
“No, Lord Thomas,” Margaret cried,
“such things must never be-o.
In my cellars I have wine; I’ll take a drink with thee.”
Margaret called her servants
all, by one, by two, by three-o,
“Fetch three bottles of blood-red wine,
this lord to drink with me.”
They fetched three bottles of blood-red wine,
they’d been asked to bring-o
The lady with her fingers small
poisoned them all three.
She took her cup in her slim hand
with her slender fingers-o.
Put it to her rosy lips,
but ne’er a drop did drink.
Lord Thomas with his manly hand
took his cup to drink-o
He put it to his lips
and supped without a care to think.
“I’m so wearied from this drink,”
said Thomas to the lady-o
“Well, I was weary that fine day
when you set your hounds at me.
I’ll bury you, oh Lord Thomas
as poisoned you have been-o
And when my good lord home doth come,
we’ll drink a toast to thee.”

Lord Thomas è andato a caccia
a caccia di daini,
Margaret è andata nel bosco
a trovare il suo amato(1).
Lui si guardò alle spalle
per vedere cosa si potesse scorgere(2),
e vide Margaret lì vicino, che cavalcava spensierata.
Thomas chiamò tutti i suoi servi,
ad uno ad uno
«Cacciate, andate a caccia di quella donna selvaggia(3), andate a cacciarla lontano da me».
Cacciarono in lungo e in largo
cacciarono per tutta la pianura.
Le vesti scarlatte che Margaret indossava
mai più si vedranno(4).
Cacciando in lungo e in largo
ad uno ad uno
Cacciando in lungo e in largo
ad uno ad uno

Poi Margaret scorse un giovane alto
che cavalcava per le vie
Lo chiamò ad avvicinarsi,
perché era tutto solo.
«Vi prego, concedetemi un po’ di aiuto,
perché sono stata tradita in amore,
sono stata cacciata dalla mia contea»,
gemette la povera Margaret.
«Non vi concederò alcun aiuto, bella dama,
finché non rinuncerete a tutti gli altri uomini,
per essere la mia futura sposa».
La fece salire sul suo destriero bianco come il latte, lui stesso montò sul grigio(5), e gaiamente se ne andarono via, chiacchierando tra loro.

Un giorno Lady Margaret sedeva alla finestra,
cantando tra sé e sé
mentre cuciva abiti di seta.
Lì vide un mendicante
che vagava per la via,
e capì che era quel Lord Thomas
che l’aveva cacciata dai confini della sua contea.
“Concedetemi un po’ di pietà, vi prego,
sembrate una bella Lady.
Ero un Lord prima di essere bandito dal paese.”
“Nessuna pietà,” gridò la dama, “riceverete da me.
E se vi avessi alla mia mercè
vi farei penzolare fino alla morte.”
“No, Margaret,” rispose il signore,
“queste cose non accadranno mai.
Ucciderò vostro marito con la spada
e vi porterò via con me.”
«No, Lord Thomas», esclamò Margaret,
«queste cose non devono mai accadere!
Nelle mie cantine ho del vino; berrò con voi».
Margaret chiamò tutti i suoi servi,
uno per uno
«Portate tre bottiglie di vino rosso sangue,
che questo signore beva con me».
Portarono le tre bottiglie di vino rosso sangue
che era stato loro chiesto di portare.
La signora, con le sue piccole dita,
le avvelenò tutte e tre.
Prese la coppa nella sua mano minuta
con le sue dita esili.
La portò alle labbra rosee,
ma non ne bevve neanche una goccia.
Lord Thomas, con mano virile,
prese la sua coppa per bere.
La portò alle labbra e cenò
senza pensare a nulla.
«Mi sento spossato a causa della bevanda»,
disse Thomas alla dama.
«Beh, ero stanca anch’io quel bel giorno
in cui mi hai aizzato i cani contro(6).
Ti seppellirò, oh Lord Thomas,
avvelenato come sei stato.
E quando il mio buon signore tornerà a casa,
brinderemo a te.»

NOTE
(1) ecco il primo ammonimento le brave fanciulle non vanno agli appuntamenti segreti nei luoghi selvaggi perché sanno già cosa le attenderà
(2) il predatore si assicura che non ci siano fratelli o cavalieri a protezione della dama
(3) il termine wild woman è detto in tono dispregiativo equivalente a “donnaccia” qui si esplicita che l’evento che seguirà sarà di natura sessuale
(4) gli abiti scarlatti sono sinonimo dell’alto rango sociale della dama ma qui alludono anche al sangue versato durante la violenza. Gli abiti strappati non potranno mai più essere riparati (metafora della perdita della verginità)
(5) Nelle ballate, il cavallo bianco è quasi sempre riservato alla figura femminile nobile o alla sposa, mentre il grigio è il tipico cavallo da viaggio o da caccia del cavaliere.
(6) la stanchezza mortale di Thomas a causa del veleno è equivalente alla stanchezza di Margaret mentre fuggiva dall’inseguimento predatorio

http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C260.html
https://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch260.htm

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Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

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