Commenta Flavio Poltronieri: “I volatili sono protagonisti anche di “Le mari jaloux” (1978) dove un uomo reso folle dalla gelosia crede che Dio lodi la bellezza della moglie attraverso le rondini e che il più nero dei corvi si adoperi a farle ombra. Il canto melodioso degli uccelli finisce per ingrossare a tal punto la sua rabbia che la malcapitata donna preferirebbe la sua stessa morte al loro cinguettìo..” [https://terreceltiche.altervista.org/i-voli-dei-malicorne/]
A seguire la valse druze composto da Hughes de Courson
[Malicorne]
mon père il m’a mariée à un joli jeune homme
un jeune homme il m’a donné tout plein de jalousie
je crois qu’il deviendra fou de cette maladie
ce jeune homme il devient fou l’est jaloux d’une mouche
il est toujours en courroux de crainte qu’on ne me touche
je crois qu’il devient jaloux es draps là où je couche
quand je lève la vue au ciel moi qui suis si fidèle
il croit vraiment que c’est dieu qui me trouve si belle
qu’il me fait parler d’amour par ses hirondelles
le plus noir des corbeaux,oui tout lui porte ombrage
le doux chant des oiseaux y ranime sa rage
j’aimerais mieux mon tombeau que leur doux langage
(traduzione italiana Monique Palomares)
Mio padre mi ha data in sposa ad un bel giovane.
Mi ha dato un giovane (come sposo) pieno di gelosia.
Penso che impazzirà di questa malattia.
Questo giovane sta impazzendo è geloso di una mosca,
è sempre arrabbiato, per paura che mi tocchino.
Credo stia diventando geloso delle lenzuola dove dormo.
Quando guardo il cielo, io che sono così fedele,
lui crede davvero che sia Dio, chi mi trova così bella,
che mi fa corteggiare dalle sue rondini.
Il più nero dei corvi, sì, tutto gli dà ombra.
Il dolce canto degli uccelli riaccende la sua rabbia.
Preferirei la mia tomba al loro dolce linguaggio.
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