“Babbacombe” Lee

Per l’epoca un album davvero “sperimentale”, una specie di folk rock opera nella quale la narrazione avviene intervallando i pezzi cantati con altri recitati da Philip Sterling-Wall e A.L. Lloyd. C’è spazio anche per un simpatico intermezzo, la filastrocca tradizionale Sailor’s Alphabet riarrangiata da Lloyd (uno dei padri del folk revival inglese).

Il “concept” dei Fairport Convention dedicato alla vicenda (reale) dell’uomo “che non poterono impiccare”. Accusato di aver ucciso la propria padrona di casa, John Lee (detto “Babbacombe” dal nome del quartiere di Torquay dove era nato e cresciuto) ebbe salva la vita grazie al fatto che la forca per tre volte consecutive non funzionò.
La pena così gli venne commutata in ergastolo e dopo qualche anno, grazie ad una revisione del processo, fu dichiarato innocente e liberato.

Simon Nicol: guitar, dulcimer;
Dave Mattacks: drums, electric piano;
Dave Swarbrick: fiddle, mandolin;
Dave Pegg: bass, mandolin

with
Philip Sterling-Wall, A.L. Lloyd: reading

Il vinile originale riportava, anziché i titoli dei brani, brevi didascalie che rispettavano il tono della narrazione. Solo la versione CD del 2004 presenta la consueta scansione in titoli

NB: la scansione dei video di youtube rispetta la suddivisione in cinque parti del vinile originale del 1971. Invece la scansione dei titoli e dei testi segue la scaletta della versione in Cd del 2004

John’s Reflection on His Boyhood, His Introduction to Miss Keyes and the Glen, His Restlessness, And His Struggles with His Family, Finally Succesful, To Join the Navy 

[ traduzione italiana Riflessioni di John sulla sua infanzia, il suo incontro con Miss Keyes e Glen, la sua irrequietezza e le sue lotte con la famiglia, fino al suo arruolamento in Marina.]

1. The Verdict

Letta da Philip Sterling-Wall, la sentenza con cui la Corte vittoriana condanna a morte John Lee è usata come introduzione al racconto in musica della sua storia

John Lee, the jury has found you guilty of willful murder
And the sentence of the court upon you
Is that you be taken from this place to a lawful prison
And there to a place of execution
And there suffer death by hanging
And that your body be buried
within the precincts of the prison
In which you shall have been last confined
And may the Lord have mercy on your soul

John Lee, la giuria ti ha dichiarato colpevole di omicidio(1)
e la sentenza della corte nei tuoi confronti
è che tu venga portato da questo luogo in una prigione(2)
e lì in un luogo di esecuzione
e lì che tu subisca la morte per impiccagione
e che il tuo corpo venga sepolto
entro i recinti della prigione
in cui sarai stato rinchiuso l’ultima volta
e che il Signore abbia pietà della tua anima

NOTE
(1) omicidio volontario
(2) prigione legale

2. Little did I think

Dopo aver ricordato le parole del giudice che lo hanno condannato, John riflette sulla la sua giovinezza travagliata, insistendo sull’essere “nato per condurre una vita di dolore” e sul portare un “nome terribile”.

Little did I think when the judge first spoke
Those awful words to me
That I would feel again the cold winds blow
And a heart would beat in ‘Babbacombe’ Lee

I was born to lead a life of sorrow
(I’ve seen friends hang their heads in shame)
Growing tired and weary of the morrow
Tortured by my terrible name

When I was fifteen, my father called to me
Saying “Now you are a man and all men work
There’s a lady and they say her name’s Miss Keyse
Her pony’s very old, it needs a nurse”

For eighteen months, I worked for her up at the Glen
(She was like a mother to me)
But time goes slowly when you’re thinking wishfully
(Of all the other places to be)

Non pensavo proprio, quando il giudice parlò per la prima volta che quelle parole orribili fossero per me,
che avrei sentito di nuovo soffiare i venti freddi
e che un cuore avrebbe battuto(3) in ‘Babbacombe’ Lee

Sono nato per condurre una vita di dolore
(ho visto amici chinare il capo per la vergogna)
a crescere stanco e affaticato del domani
torturato dal mio terribile nome

Quando avevo quindici anni, mio ​​padre mi chiamò
dicendo “Ora sei un uomo e tutti gli uomini lavorano
C’è una signora e dicono che si chiami Miss Keyse
il suo pony è molto vecchio, ha bisogno di una balia”

Per diciotto mesi, ho lavorato per lei al Glen
(era come una madre per me)
ma il tempo scorre lentamente quando pensi con desiderio
(a tutti gli altri posti in cui essere)

NOTE
(3) un uomo sopravvissuto “per volontà divina” a tre tentativi di esecuzione

3. I was sixteen (part 1)

La canzone è divisa in due parti, separate da un interludio. La prima parte mette in scena la voce di Lee adolescente, che racconta la sua età e le aspirazioni, la seconda sviluppa il tema del desiderio di fuga, facendo emergere la tensione tra il bisogno di libertà e il destino che lo incatena. L’interludio è dedicato alle parole del padre che vorrebbe impedirgli di partire arruolandosi nella marina militare

I was sixteen now and full of life
Life is full of things to see
Grown up in my little town
And only seen Torquay

So it’s off I went to Newton Abbot
To get myself the deeds to sign
Father took them and tore them up
Saying “That’s no life for a boy of mine”

Avevo sedici anni ed ero pieno di vita,
la vita è piena di cose da vedere,
sono cresciuto nella mia piccola città
e ho visto solo Torquay

Così sono andato a Newton Abbot
per procurarmi gli atti da firmare,
mio padre li ha presi e li ha strappati
dicendo “Questa non è una vita per un ragazzo come me”

4. John my son

John, my son, don’t join the Navy, there’s no good in it, I know
Plant your seeds on solid ground and watch your harvest grow
John, my son, don’t join the Navy
That’s clay that’s underneath your skin
John, my son, don’t join the Navy
Don’t go leaving your kith and kin

John, figlio mio, non arruolarti in Marina, non serve a niente, lo so
pianta i tuoi semi sulla terraferma e guarda crescere il tuo raccolto
John, figlio mio, non arruolarti in Marina
è la terra quella che hai sotto la pelle
John, figlio mio, non arruolarti in Marina
non lasciare i tuoi parenti e amici

5. I was sixteen (part 2)

A boy must breathe and sow some oats
Or call himself a failure
So I would see some foreign shores
And I would be a sailor

So I talked to me mother for a week or more
And whined and wheedled and won my way
Father put the pen to paper
In the fields at lunch the very next day

Un ragazzo deve respirare e seminare un po’ d’avena(4)
o definirsi un fallito,
così vedrei qualche costa straniera
e sarei un marinaio

Così ho parlato a mia madre per una settimana o più
E ho supplicato, lusingato e ce l’ho fatta
Papà ha messo la penna sulla carta
Nei campi a pranzo il giorno dopo

NOTE
(4) espressione idiomatica che significa dedicarsi temporaneamente a vivere la vita in modo irresponsabile, spensierato o promiscuo, in genere durante la giovinezza, prima di stabilirsi in una vita adulta più stabile e seria.

This Was the Happiest Period in His Life, All Locked Set Fair for a Career Until He Was Stricken with Sickness and Invalided Out of His Chosen in Life. Recluctantly and Unhappily He Turned to a Number of Menial Occupations and Finally Returned to the Services of Miss Keyes 

Fu il periodo più felice della sua vita, tutto pronto per una carriera, finché fu colpito da una malattia ed escluso dalla sua scelta di vita. Riluttante e infelice si dedicò a una serie di occupazioni umili e infine tornò al servizio della signorina Keyes.

6. St Ninian’s IsleTrumpet Hornpipe (strumentali)

7. Sailor’s Alphabet

8. John Lee

Il brano, dalla struttura biografica, racconta le vicende che portano lo sfortunato protagonista a ritornare al suo misero lavoro come stalliere

John Lee, your headache’s growing, the cold wind’s blowing
But the sea’s without a ripple
John Lee, your forehead’s damp, your muscles cramp
And the sea can’t use a cripple

John Lee, you’re turning around your fate again, oh, John Lee
John Lee, you’re turning around your fate again, oh, John Lee


John Lee’s been made a freeman, his heart’s a seaman
But his flesh won’t make a sailor
Working in a big hotel, awaiting for the bell
That’s ringing for his labour

John Lee, your chances are good, you better touch wood
We think things must get better
John Lee, you’ve a friend so true, she wants to help you
Miss Keyse has sent a letter

“Dear John, come and work at the Glen
Just write me when and I’ll send someone to meet you”
John’s gone to where he started from
He’s not worked long, just beginning to belong
“It hasn’t been a very good day
The missus wants to halve my pay
Close the door and douse the light
It’s quiet at night when she’s tucked in tight
Sometimes I feel, when they’re all in bed
It’s almost like the whole world’s dead
So I lay me down to sleep,
I pray thee Lord my soul to keep”

John Lee, il tuo mal di testa sta aumentando, il vento freddo sta soffiando, ma il mare è senza increspature
John Lee, la tua fronte è umida, i tuoi muscoli sono contratti
e il mare non può servirsi di uno storpio

John Lee, stai cambiando di nuovo il tuo destino, oh, John Lee
John Lee, stai cambiando di nuovo il tuo destino, oh, John Lee

John Lee è stato reso uomo libero, il suo cuore è un marinaio
ma la sua carne non farà un marinaio.
Lavora in un grande hotel, aspettando la campana
che suona per il suo lavoro

John Lee, hai buone possibilità, è meglio che tocchi ferro
pensiamo che le cose debbano migliorare
John Lee, hai un’amica così vera, che vuole aiutarti
la signorina Keyse ha inviato una lettera

“Caro John, vieni a lavorare al Glen
scrivimi quando e manderò qualcuno a incontrarti”
John è tornato da dove era partito
non ha lavorato a lungo, sta appena iniziando a sentirsi a casa “Non è stata una buona giornata,
la padrona vuole dimezzarmi lo stipendio,
chiudere la porta e spegnere la luce,
è silenzioso di notte quando lei è ben rannicchiata.
A volte mi sento, quando sono tutti a letto,
quasi come se il mondo intero fosse morto;
così mi corico per dormire,
ti prego Signore di custodire la mia anima”

Tragedy Now Strikes Hard. The World’s Imagination Is Caught by the Brutal Senseless of the Apparent Criminal Who Slays His Kind Old Mistress

[traduzione italiana: La tragedia colpisce duramente. L’immaginazione del mondo è catturata dalla brutale insensatezza dell’apparente criminale che uccide la sua gentile vecchia padrona]

9. Newspaper’s Reading

Letta da A.L.Lloyd, la cronaca dell’omicidio come fosse riportata da un giornale dell’epoca

The customary quiet of Babbacombe
A residential suburb of Torquay
Was greatly disturbed early on Saturday morning
And the peaceful inhabitants were aroused
To a state of intense alarm and terror
By one of the most frightful tragedies
That human devilment could plan
Or human fiend could perpetrate
The name of the victim was
Miss Emma Anne Whitehead Keyse
An elderly lady of some sixty-eight years
The namе of her home
And the scеne of her tragedy, was ‘the Glen’
She was found early in the morning
Lying on her dining room floor
Her throat had been horribly cut
And there were three wounds on her head
It was evident that her murderer
Had also attempted to burn the corpse

La consueta quiete di Babbacombe
un sobborgo residenziale di Torquay
fu profondamente turbata nelle prime ore del sabato mattina
e i pacifici abitanti furono svegliati
in uno stato di intenso allarme e terrore
da una delle tragedie più spaventose
che la diavoleria umana possa progettare
o che un demone umano possa perpetrare.
Il nome della vittima era
Miss Emma Anne Whitehead Keyse
un’anziana signora di circa sessantotto anni.
Il nome della sua casa
e la scena della sua tragedia era ‘The Glen’,
fu trovata la mattina presto
sdraiata sul pavimento della sala da pranzo.
La gola era stata orribilmente tagliata
e aveva tre ferite sulla testa.
Era evidente che l’assassino
aveva anche tentato di bruciare il cadavere

10. Breakfast in Mayfair

La canzone è una sorta di “interludio” nel quale si descrive il clamore giornalistico e la percezione pubblica del delitto, mettendo in evidenza come i giornali e l’opinione pubblica abbiano trasformato Lee in un simbolo di colpevolezza, pur senza prove chiare. Il tutto sullo sfondo del contrasto stridente tra la violenza che riempie le pagine dei giornali e la quiete borghese della “colazione a Mayfair”, simbolo di una società che consuma le notizie, anche quelle più drammatiche, come intrattenimento.

The world has surely lost its head,
the news is full of crimes
There’s robberies in The Telegraph
And there’s murders in The Times
And always more obituaries and even one of these
Concerns the brutal slaughter of an old Miss Emma Keyse

The police have got their man, they’re sure
He never left the scene
Indeed, he led the hue and cry, a most unusual thing
An arsonist, a murderer, his soul will soon be frying
He’s young but old enough to kill
and not too young for dying

Now it seams the populous will queue
to see him stand in court
To hear him speak his wicked lies
while smiling at his thoughts
This arrogant young ruffian is obviously guilty
Though no where does it say exactly
how or why he killed her

Forget it, dear, it’s not the first
and there’s bound to be another
The way you carry on, you’ll have us thinking
she’s your mother
This man called ‘Lee’ has had his day and soon he’ll be forgotten
So, put that paper down before your breakfast goes quite rotten

Il mondo ha certo perso la testa,
i giornali sono pieni di crimini
Ci sono rapine sul Telegraph
e ci sono omicidi sul Times
e sempre più necrologi e persino uno di questi che riguarda il brutale massacro della vecchia signorina Emma Keyse

La polizia ha preso il suo uomo, ne sono certi
non ha mai lasciato la scena. In effetti, ha suscitato un grande clamore, una cosa davvero insolita, un piromane, un assassino, la sua anima presto friggerà
È giovane ma abbastanza grande per uccidere
e non troppo giovane per morire

Ora sembra che la gente farà la fila
per vederlo comparire in tribunale
per sentirlo dire delle malvagie bugie
mentre sorride ai suoi pensieri.
Questo giovane arrogante delinquente è ovviamente colpevole, sebbene da nessuna parte si dica esattamente
come o perché l’abbia uccisa.

Lascia perdere, caro, non è il primo
e ce ne sarà sicuramente un altro
dal modo in cui ti comporti, ci farai pensare che sia tua madre
Quest’uomo chiamato ‘Lee’ ha fatto il suo tempo e presto sarà dimenticato.
quindi, metti giù quel giornale prima che la tua colazione vada a male.

John Was Hardly More Than a Bewildered Observer at His Own Trial, Not Being to Say More Than a Few Words. The Tides of Fate Wash Him to the Condemned Cell Where He Waits Three Sad Weeks for His Last Night on Earth

[traduzione italiana: John era poco più di un osservatore sconcertato al suo stesso processo, senza riuscire a dire più di poche parole. Le maree del destino lo trascinano nella cella dei condannati, dove attende tre tristi settimane per la sua ultima notte sulla Terra.]

11. Trial Song

La canzone si colloca proprio nel cuore della narrazione, quando la giustizia vittoriana prende la parola e trasforma Lee da uomo a imputato. Il processo diventa un rituale che riflette la distanza tra il potere istituzionale e l’individuo accusato.

“Lee,” the sergeant said to me, “acting on my discretion
It is my solemn duty to arrest you on suspicion”
They put me in a carriage, I was driven many miles
They locked me in a prison cell to await my trial.

John ‘Babbacombe’ Lee, John ‘Babbacombe’ Lee

The man who’d defend me was ill and couldn’t come
His brother came to lend me help
and I knew I was undone
“Do just what you want with me, I don’t have a choice
You’d do as well without me
as I’m not allowed to use my voice”

The judge sits high and mighty and he asks me who I am
The robes he wears impress me but he looks a kindly man
“To all who come to see me fall
and those that proved me guilty
May the joker hear your call and show you all more mercy”

John ‘Babbacombe’ Lee, John ‘Babbacombe’ Lee

“Lee”, mi disse il sergente, “agendo a mia discrezione
è mio solenne dovere arrestarti per sospetto”
Mi misero in carrozza, fui portato per molte miglia
mi rinchiusero in una cella in attesa del processo

John ‘Babbacombe’ Lee, John ‘Babbacombe’ Lee

L’uomo che mi avrebbe difeso era malato e non poteva venire, venne il fratello ad aiutarmi
e sapevo di essere rovinato
“Fai di me quello che vuoi, non ho scelta.
Faresti altrettanto bene senza di me, dato che non mi è permesso usare la voce”

Il giudice siede alto e possente e mi chiede chi sono, la toga che indossa mi impressiona, ma sembra un uomo gentile
“A tutti coloro che vengono per vedermi cadere in disgrazia
e a coloro che mi hanno giudicato colpevole
possa il buffone(5) sentire la vostra chiamata e mostrarvi più misericordia”
John ‘Babbacombe’ Lee, John ‘Babbacombe’ Lee

NOTE
(5) In un processo, dove tutto è rigido e solenne, invocare il “joker” (il buffone) significa sperare in un intervento imprevisto. Il verso sembra implicitamente alludere al vero imprevisto (la forca che non funziona) che salverà la vita a Lee

12. Cell song

Nel descrivere la quotidianità della prigionia, fatta di monotonia, silenzio e riflessione, la canzone segna il passaggio dalla cronaca giudiziaria alla tragedia esistenziale La narrazione si sposta all’interno della prigione: la voce non è più quella della giustizia, ma quella intima del protagonista, chiuso nella sua cella in attesa della condanna.

There’s a tiny little window
and the sun comes shining through
Dancing with the dust that’s in my cell
There’s a sparrow sitting on the sill
And he stays for a minute or two
But he’s frightened by the ringing of the bell
There’s a bed that I must lie on when at night I take my rest
And a chair for me to sit on through the day
The men who wait beside me
always know what’s best
For a man who doesn’t have too much to say
Throw a laugh into the corner, blow a tear against the wall
Learn a game to play, improves thе mind
Confess your sins, you sinner,
and think how the sеconds fall
Leave all earthly cares and woes behind
And when my short affair with life is ended and I’m gone
Will you tell the world the story of John Lee?
All you see is nothing and yet everything lives on
I was born to pay the hangman’s fee

C’è una minuscola finestrella
e il sole ci splende attraverso
ballando con la polvere che c’è nella cella.
C’è un passero che si riposa sul davanzale
e rimane per un minuto o due
ma è spaventato dal suono della campana.
C’è un letto su cui devo sdraiarmi quando dormo di notte
e una sedia su cui sedermi durante il giorno.
Gli uomini che aspettano accanto a me
sanno sempre cosa è meglio
per un uomo che non ha troppo da dire:
butta una risata nell’angolo, versa una lacrima contro il muro,
impara un gioco da fare, metti alla prova la mente
confessa i tuoi peccati, peccatore,
e pensa a come passano i secondi
lasciati alle spalle tutte le preoccupazioni e i dolori terreni.
E quando la mia breve storia con la vita sarà finita e morirò
racconterete al mondo la storia di John Lee?
Tutto ciò che vedete è niente eppure tutto vive
sono nato per pagare la parcella del boia(6)

NOTE
(6) In questo verso, poetico nella sua brutalità, John Lee esprime la sensazione che la sua vita sia stata predestinata alla condanna. Non è solo un uomo accusato di un crimine, ma qualcuno che percepisce il proprio destino come inevitabile

When It Comes, He Cannot Sleep, but When He Does, a Strange, Prophetic Dream Comes to Him, and Helps Him to Bear the Strain of His Next Day’s Ordeal as Scaffold and Its Crew Try in Vain Three Times to Take His Life

[traduzione italiana: Quando arriva, non riesce a dormire, ma quando ci riesce, gli appare uno strano sogno profetico che lo aiuta a sopportare la tensione della prova del giorno dopo, mentre il patibolo e la sua squadra tentano invano tre volte di togliergli la vita.]

13. The time is near

La canzone segna il momento in cui John Lee si avvicina all’esecuzione: la narrazione passa dall’attesa claustrofobica della cella alla consapevolezza che l’ora della morte è imminente.

The time is near for things to pass,‎
‎the time for me to leave ‎
But as I lie hear all alone, ‎
I really can’t believe ‎
That twenty years I’ve spent on earth
would end in so much grief ‎
That the many friendly faces should now stare hatefully ‎
‎ ‎
A letter home to mother, ‎
and a letter home to dad ‎
Another to my sweetheart, ‎
for whom I feel so sad ‎
A lock of hair to cling to
is all that will remain ‎
And the grave inside this prison yard,
a stone that bears no name. ‎
‎ ‎
My trials and tribulations are nearly now all gone ‎
A murderer I never was and my spirit will live on ‎
Jesus, help me in this troubled time,‎
This hour of trouble deep ‎
Help me find my peace of mind, ‎
Help me Lord, to sleep ‎

Il tempo è vicino perché le cose finiscano,
è il tempo per me di andarmene
ma mentre giaccio qui tutto solo,
non riesco davvero a credere
che i vent’anni che ho trascorso sulla terra
si siano conclusi con così tanto dolore
che i tanti volti amici ora mi fissino con odio.

Una lettera a casa, alla mamma,
e una lettera a casa, al papà
un’altra alla mia dolce metà,
per la quale provo così tanta tristezza
una ciocca di capelli a cui aggrapparmi
è tutto ciò che rimarrà
e la tomba nel cortile di questa prigione,
una pietra che non porta nome. ‎ ‎ ‎

Le mie prove e tribolazioni sono quasi finite. ‎
Non sono mai stato un assassino e il mio spirito vivrà ancora
Gesù, aiutami in questo momento difficile, ‎
in quest’ora di profonda angoscia, ‎
aiutami a trovare la pace della mente, ‎
aiutami, Signore, a dormire.

14. Dream Song

Rispetto alla canzone precedente, si ha un ribaltamento dell’atmosfera, con questo brano onirico e visionario, dove la mente di John Lee si rifugia in un sogno, un mondo immaginario che lo libera dalla cella e dalla condanna.

Sleep has surprised Mr. Lee
We’ll creep in behind his eyes,
and, with his eyes, we will see
Wherever he goes to, we’ll be close behind
We’ll follow his dreams and we’ll stroll in his mind
Dream, dream

John’s in the garden all green
With uniforms ‘round him,
the hound and the fox can be seen
A willow tree leaving its branches to ground
Is breathing in time to a bell’s hollow sound

Nature, their numbers have swelled
The sun in the east is the lord of the feast to be held
The doomed and the dutiful tread on the dew
With frost on their faces and shine on their shoes

Il sonno ha sorpreso il signor Lee
ci insinueremo dietro i suoi occhi
e, con i suoi occhi, vedremo.
Ovunque vada, gli saremo alle calcagna
seguiremo i suoi sogni e passeggeremo nella sua mente
Sogna, sogna

John è nel giardino rigoglioso
con le uniformi intorno a lui,
si possono vedere il segugio e la volpe
un salice con i rami che toccano terra
respira a tempo con il suono vuoto di una campana.

Natura, il loro numero è cresciuto(7)
il sole a est è il signore della festa che si terrà
con i condannati e i devoti che calpestano la rugiada
con il gelo sul volto e le scarpe lucidate

NOTE
(7) la “moltitudine crescente” sembra potersi riferire sia agli elementi naturali sia alle persone che parteciperanno al rituale dell’esecuzione; nel sogno del condannato natura e umani si uniscono a trasformare la condanna in una specie di cerimonia cosmica

13. Wake up John (Hanging song)

La canzone che conclude la rievocazione in musica della storia di “Babbacombe” Lee. La vicenda storica diventa mito, la tragedia si trasforma in leggenda. La forca che per tre volte non funziona assume davvero il ruolo del “joker” evocato da Lee durante il processo

Wake up, John, it’s time to go
(Come along, John, don’t be slow)
Wake up, John, it’s time to go
(Come along, John, don’t be slow)
Wake up, John, it’s time to go
(Wake up, John)

A priest joins the procession
just to help me kneel
With a warder at my elbow and another at my heel
Marching in the morning down a path I’ve lately seen
I was sleeping with this garden, am I still within my dream?
The echo of my heartbeat is the beating of a drum
And all the earth is singing with life’s sweet hum
We filed in solemn silence,
shuffled through a door
The place wherе life is taken for the lеtter of the law

Shake the holy water, summon up the guard
Dying’s very easy, waiting’s very hard


A rope was hanging from the roof,
a sight which puzzles me
I thought a gibbet and a cart
would make the gallows tree
But now all is revealed, “Stand there” is the command
My feet are on the trapdoor
with a rope around my hand
And now the executioner is shaking hands with me
“My duty I must carry out, you poor fellow,” says he
A strap is tied around my feet
and a bag upon my head
And then the noose which separates the living from the dead

Berry whispers to me, “Have you anything to say?”
My mouth is dry, my throat is tight, I answer, “Drop away!”
Silence now surrounds me, my heart is beating on
The trapdoor hardly moved at all, my life is still my own

They stand me in a corner with my hands and feet still bound
While a carpenter is called for and an explanation found
“The rain has warped the timbers,” I hear the hangman say
“It’s funny but it worked well, I tried it yesterday”
“All is mended now,” they say, “your ordeal’s nearly over
Your life’s as good as ended,”
but I hear their voices waver
Once more the bolt is shaken,
and again, I hang in limbo
While the guards jump on the trapdoor
And my body stands on tiptoe

They stand me in a corner with my hands and feet still tied
A warder holds onto the noose, the trapdoor opens wide
Is it magic or coincidence that keeps me on the brink?
It seems to work without me, “Will it kill me now?” I think
“Please, I’m tired of living and I really want to die”
I was taken to the scaffold and I heard the hangman cry
“Lee, I’m truly sorry, forgive these hands of mine”
He drew the bolt, and I felt the jolt
the third and final time
My life was spared that morning
‘cause it wasn’t theirs to take
Three’s the most the law requires a man
to feel the stake

Svegliati, John, è ora di andare
(Vieni, John, non essere lento)
Svegliati, John, è ora di andare
(Vieni, John, non essere lento)
Svegliati, John, è ora di andare
(Svegliati, John)

Un prete si unisce al corteo
solo per aiutarmi a mettermi in ginocchio
con una guardia al mio fianco e un’altra dietro
marciando al mattino sul sentiero visto di recente.
Stavo dormendo con questo giardino, ancora sogno?
L’eco del battito del mio cuore è il battito di un tamburo
e tutta la terra canta del dolce ronzio della vita.
Sfilammo in solenne silenzio,
trascinando i piedi verso una porta
il luogo dove la vita viene presa alla lettera della legge(8)

Aspergete l’acqua santa, convocate la guardia.
Morire è molto facile, aspettare è molto difficile

Una corda pendeva dal telaio,
una vista che mi lascia perplesso,
pensavo che una forca(9) e un carro
avrebbero fatto il patibolo
ma ora tutto è rivelato, “Fermati lì” è il comando.
I miei piedi sono sulla botola
con una corda intorno alla mano
e ora il boia mi stringe la mano
“Devo compiere il mio dovere, poveruomo”, dice.
Una cinghia è legata intorno ai miei piedi
e un sacco è messo sulla mia testa
e poi il cappio che separa i vivi dai morti

Berry mi sussurra: “Hai qualcosa da dire?”
Ho la bocca secca, la gola stretta, rispondo: “Sparisci”
Il silenzio ora mi circonda, il mio cuore continua a battere
la botola non si è quasi mossa, la mia vita è ancora mia.

Mi mettono in un angolo con mani e piedi ancora legati
mentre chiamano un falegname e trovano una spiegazione
“La pioggia ha deformato le travi”, sento dire il boia
“È strano ma funzionava bene, l’ho provata ieri”
“Tutto è riparato ora”, dicono, “il tuo calvario è quasi finito
la tua vita è praticamente finita”,
ma sento le loro voci vacillare.
Ancora una volta il catenaccio viene scosso,
e di nuovo, rimango sospeso nel limbo
mentre le guardie saltano sulla botola
e il mio corpo è in punta di piedi

Mi mettono in un angolo con mani e piedi ancora legati
una guardia tiene il cappio, la botola si spalanca
è magia o coincidenza che mi tiene sull’orlo del baratro?
Sembra funzionare senza di me, “Mi ucciderà ora?” Penso
“Per favore, sono stanco di vivere e voglio davvero morire”
Sono stato portato al patibolo e ho sentito il boia gridare
“Lee, mi dispiace davvero, perdona queste mie mani”
Ha tirato il catenaccio e ho sentito la scossa
per la terza e ultima volta.
La mia vita è stata risparmiata quella mattina
perché non era loro compito prenderla
Tre è il massimo che la legge richiede a un uomo
per correre il rischio

NOTE
(8) la pena di morte viene eseguita come un processo formale definito dalla legge, in cui gli individui coinvolti svolgono il loro dovere secondo le regole
(9) il gibbet è una struttura in legno a L rovesciata formata da un palo e un traverso; il criminale veniva fatto salire su un carro e trasportato sotto la trave della forca, un cappio al collo con l’estremità della corda appesa alla forca; poi il carro veniva tirato via e il condannato restava appeso e moriva per strangolamento e spesso restava esposto al pubblico per un lungo periodo. Invece Lee viene giustiziato mediante una forca con impalcatura sopraelevata munita di una botola, azionando l’apertura della botola con una leva le vittime cadevano verso il basso e morivano per lo più rapidamente per la rottura del collo.

https://en.wikipedia.org/wiki/%22Babbacombe%22_Lee
https://www.devonperspectives.co.uk/john_babbacombe_lee.html

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Pubblicato da Sergio Paracchini

Sergio Paracchini, ascoltatore seriale di buona musica, dagli anni ’70 innamorato del folk revival (celtico e non solo). Gestisce il gruppo Facebook “Folk rock e dintorni”.

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