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Believe me, if all those Endearing young charms

Da due poeti irlandesi del Romanticismo (Thomas Moore e Gerald Griffin) le frasi che ogni donna vorrebbe sentire dal promesso sposo!
Eppure ancora in un tempo non molto lontano il matrimonio era combinato tra le famiglie per il tramite di un sensale (Matchmaking). Ovviamente si badava molto alle reciproche sostanze e i matrimoni tra poveri e benestanti erano molto rari. Sposo e padre della sposa negoziavano la dote della sposa (il denaro o una mucca o il corredo e varie suppellettili per la casa) che era una specie di eredità della donna e restava di proprietà della sposa (anche se i beni in dote erano amministrati dal marito).

Una donna senza dote non si sposava (ma forse una donna molto bella era già in possesso di una grande dote e aveva qualche possibilità di fare un buon matrimonio!)

BELIEVE ME IF ALL THOSE ENDEARING YOUNG CHARMS

Il poeta irlandese Thomas Moore (1779-1852) scrisse la canzone nel 1808, ma la leggenda vuole che fosse dedicata alla futura moglie per rassicurarla sul suo amore, infatti pare che la bella fanciulla (appena quattordicenne) avesse contratto il vaiolo e fosse rimasta sfigurata dalla malattia e perciò non volesse più riceverlo. Così Thomas all’epoca ventinovenne, scrisse la poesia e la recitò davanti alla porta chiusa della camera di lei che poco dopo lo lasciò entrare (e lo sposò).

Thomas Moore si sposò nel 1811 con l’attrice Elizabeth “Bessy” Dyke, sorella minore della ben più famosa (e altrettanto bella) Mary Ann Dyke; Thomas conobbe le sorelle Dyke nel 1809 al loro debutto sulle scene del Dublin Theatre come ballerine e si innamorò della maggiore (si dice che a lei fossero ispirate le sue poesie d’amore). Ma nel 1810 la sedicenne Mary Ann preferì sposare l’amico di Thomas, John R. Duff anch’egli attore con il quale si trasferì a Boston. L’interesse di Thomas si dirottò sulla seconda sorella: “Bessy” preferì, dopo il matrimonio fare vita ritirata e fuori dai salotti mondani; si dice che il matrimonio fosse felice, Bessy gli diede cinque figli (purtroppo tutti morti in giovane età, la prima Anne nata nel 1817 morì a 5 anni) e lo accudì come moglie fedele e amorevole.
La melodia, dolce e fuori dal tempo, risale probabilmente al 1600 ed è stata arrangiata per la pubblicazione nelle “Irish Melodies” dall’amico Sir John Stevenson.

Jennie Oaks Baker (violino). Forse il più bell’arrangiamento per orchestra

James Galway (flauto) & Phil Coulter (piano)

Michael McGlynn

Lucy Wainright Roche

I
Believe me, if all those
Endearing young charms
Which I gaze on so fondly today
Were to change by tomorrow
And fleet in my arms,
Like fairy gifts (1) fading away
Though would’st still be adored
As this moment thou art
Let thy loveliness fade as it will
And around the dear ruin
Each wish of my heart
Would entwine itself
Verdantly still (2).
II
It is not while beauty
And youth are thine own
And thy cheeks
Unprofaned by a tear
That the ferver and faith
Of a soul can be known
To which time will but
Make thee more dear (3)
No the heart that has truly loved
Never forgets (4)
But as truly loves
On to the close
As the sunflower turns
On her god when he sets
The same look which
She’d turned when he rose.
Traduzione italiano Cattia Salto *
I
Credimi, se tutto
il tuo fascino adorabile della gioventù
che ammiro sì teneramente oggi
dovesse mutare domani
e dissolversi tra le mie braccia,
come scompaiono i doni fatati (1),
tu saresti ancora adorata
come lo sei in questo momento.
Che la tua bellezza svanisca come deve
e accanto alle care rovine
ogni desiderio del mio cuore
si intreccerebbe
ancora rigogliosamente (2).
II
Non è mentre la bellezza
e la gioventù sono tue
e le guance
inviolate dalle lacrime,
che l’ardore e la fedeltà
di un’anima possono essere conosciuti,
alla quale il tempo farà tutto tranne
renderti non meno cara! (3)
No, il cuore che ha davvero amato
non dimentica mai, (4)
ma continua ad amare
fino alla fine,
come il girasole rivolge
al suo dio mentre tramonta
lo stesso sguardo
che gli rivolse quando sorse.

NOTE
rielaborata da qui
1) la bellezza della donna non è sono nella freschezza della sua gioventù è una bellezza ricca di fascino, un raro dono di perfezione
2) è molto romantica l’immagine poetica delle rovine avvinte dall’edera, e come dire che la vecchiaia è il ricordo del passato il cui fascino perdura nel tempo ..
3) Il passare del tempo non intaccherà la verità dei sentimenti del poeta verso la donna amata, anzi solo da vecchia lei potrà essere certa del di lui amore
4) il vero amore è per sempre: quando si ama davvero non si smetterà mai di amare
5) il sole che tramonta (la vecchiaia di una bella donna) non è meno amato dal girasole (il poeta) del sole dell’alba (la giovinezza di una bella donna) e il poeta la contempla e ammira sempre allo stesso modo, perchè è dalla donna amata che trae la sua vita 

LINK
http://it.paperblog.com/believe-me-if-all-those-endearing-young-charms-1583411/
http://courses.wcupa.edu/fletcher/britlitweb/smcelroya.htm
https://jscholarship.library.jhu.edu/handle/1774.2/9233
http://www.irishmusicdaily.com/believe-me-if-all-those-endearing-young-charms

ILLUSTRAZIONE http://www.gutenberg.org/files/41656/41656-h/41656-h.html

(Cattia Salto, settembre 2014)

continua seconda parte

Pubblicato da Cattia Salto

folklorista delle Terre Celtiche

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