“The Bonie Wee Thing” è una poesia d’amore in cui il narratore esprime il suo ardente desiderio per una persona amata senza nome, pubblicata nello SMM del 1792. La musa ispiratrice fu tale Deborah Duff Davies[1] alla quale Robert Burns inviò una lettera con la poesia il 6 aprile 1793
Bonie wee thing, cannie wee thing,
Lovely wee thing, wert thou mine,
I wad wear thee in my bosom,
Lest my jewel it should tine.
Wishfully I look and languish
In that bonie face o’ thine,
And my heart it sounds wi’ anguish,
Lest my wee thing be na mine.
Wit and Grace, and Love, and Beauty,
In ae constellation shine;
To adore thee is my duty,
Goddess o’ this soul o’ mine!
Traduzione italiana di Cattia Salto
Piccola creatura adorabile, piccola creatura gentile,
Piccola creatura adorabile, se fossi mia,
Ti porterei al petto
Per timore di perdere il mio gioiello
Con languido desiderio guardo,
In quel tuo bel viso,
E il mio cuore è sconvolto dall’angoscia,
Per timore che la mia piccola creatura non sia più mia.
Ingegno, grazia, amore e bellezza
In un’unica costellazione brillano!
Adorarti è il mio dovere,
Dea di quest’anima mia!
[1] donna altolocata amica di famiglia dei Riddell, che a loro volta erano amici intimi di Burns, e così i due si incontrarono nel Dumfriesshire. La donna si era ammalata per una delusione d’amore.
