Canto de lanzi suonator di rubechine

Celebre canto carnascialesco fiorentino del XVI secolo, attribuito a Guglielmo il Giuggiola, che raffigura la maschera dei lanzichenecchi (Lanzi) intenti a suonare le ribeche. l canto ritrae i soldati mercenari germanici, spesso oggetto di parodia, che suonano strumenti a corda (rubechine, cioè delle piccole ribeche).
Lo strumento musicale e l’abilità nel “maneggiarlo” diventano metafore per le prodezze erotiche dei soldati.

Nel Canto de lanzi suonator di rubechine il sottotesto si commenta da solo!

New London Consort · Philip Pickett
Doulce Mémoire
Voices of Music
Angelo Branduardi · Futuro Antico VII
London pro musica


Buon maestre rubechine
Queste lanzi tutte stare:
Chi ascolte suo sonare
Un dolceze par divine.


Queste poche istromentuze
Dar dilette et gran sollaze,
Tutte cuor salte et galluzze
Chi ‘l tener sonande in braze.
Ma se star gran rubechaze,
Non può far bel calatine.

Per pigliar dolce conforte
habbiàn qui nostre marite,
et sonande forte forte,
sappiàn far belle stanpite:
non afer ma’ più sentite
si ghalante coselline.

Tutte sempre in ogni loche
lanzi star liete et galante,
et con gaudio, festa et guoche salte,
suone, balle et cante:
chè ’l ben nostre tutte quante
stare in queste cotaline.

Quando è poi cordate bene,
caze in pugne quest’archette;
su et giù diguaze et mene,
taste destre et toche nette:
chi più ingegne drente mette
piu dolceze sente infine.

Traduzione italiana Cattia Salto
Buon maestri di ribechine(1)
siamo tutti Lanzichenecchi
chiunque ascolti il concerto
percepirà una dolcezza che sembra divina


Questi pochi “attrezzi”
danno piacere e divertimento intenso
tutti saltellano e gioiscono(2)
chi ha il tenero strumento in braccio.
Ma se c’è un gran “gonfiore”
non si possono fare delle belle “calatine”(3)

Per trovare un dolce sollievo
abbiam qui le nostre mogli
e suonando forte forte
sappiamo fare delle belle estampide(4)
non avete mai sentito prima
coselline(5) così galanti

Tutti sempre in ogni luogo
i lanzi stanno lieti e galanti
e con gaudio, festa e giochi saltano
suonano, ballano e cantano:
perché tutto il nostro bene
è stare in queste “cosette”(6).

Quando lo strumento è stato ben accordato
prendete in mano l’archetto
agitatelo e muovetelo su e giù
toccate (7) con destrezza e decisione:
chi più ci mette ingegno
più dolcezza sentirà alla fine.

NOTE
(1) La ribeca è un antico strumento musicale a corde ad arco, derivato dal rebāb arabo, in uso nel Medioevo da trovatori e menestrelli, caratterizzato da una cassa di legno oblunga (a forma di pera) con fondo ricurvo .Come per molti altri strumenti, la ribeca si presenta in diverse taglie e con un numero diverso di corde, da tre a cinque, anche se quella a tre corde sembra essere la più diffusa. La ribeca in sostanza era una specie di viola ad arco ridotta https://www.kalosconcentus.it/index.php/strumenti/ribeca
https://www.accaddeinitalia.com/gallery.html
(2) termine arcaico toscano (derivato da galluzzare) che significa gioire intensamente, “fare il gallo”, ovvero manifestare una felicità chiassosa e trionfante
(3) Metaforicamente, il testo suggerisce che se c’è troppa rigidezza o gonfiore (“rubechaze”), non si riesce a eseguire un movimento fluido o un atto aggraziato (“calatine”) 
(4) Una danza tipica del Medio Evo, forse lenta e strisciata, in cui si “batte il piede” sugli accenti ritmici (o così verrebbe da supporre dal nome). Un discreto “corpus musicale” (16 brani in tutto) ci è pervenuto in due manoscritti del 1200 e del 1300, uno è detto “Chansonnier du Roi” (Biblioteca Nazionale di Parigi) che numera semplicemente le “estampie”, l’altro è un codice fiorentino (British Museum di Londra) che invece le intitola
(5) i soldati si vantano di possedere strumenti e doti di una qualità e bellezza mai viste prima
(6) il termine “cotaline” (vezzeggiativo di “cotale”) è un eufemismo volgare degli organi sessuali femminili=le “cosine” preziose delle donne
(7) ecco come si suona la rubeca https://www.youtube.com/watch?v=kvrWwx2pMO0

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Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90

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