When the Ogre of Fairy Tales had their parent

“The Cruel Mother” is a murder ballad, a dark ballad probably coming from the Norse tradition in Child # 20. It is presumed to be of Scottish origin, but is widely distributed in England and Ireland and also in America in a large variety of texts and melodies.
La Madre Crudele” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche in America in una grande varietà di testi e melodie.

FINE FLOWERS IN THE VALLEY  (scottish version)
THE CRUEL MOTHER
THE ROSE AND THE LINDSEY O/DOWN BY THE RIVER SIDE
(Hey with the Rose & Lindie) (scottish version)
DOWN BY THE GREENWOOD SIDE
(The Greenwood Siding)
THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL
THE LADY DRESSED IN GREEN
THE LADY OF YORK
OLD MOTHER LEE
WEILA WAILA
(irish version)
ALL ROUND THE LONEY O
(irish version)

OTHERS TITLES: The Lady Gay, Fair Flowers of Helio, Edinbrie, Edinbrie, Bonny Saint Johnston stands fair upon Tay, Green Woods of Siboney-O.

Despite the great variety of titles, it is told the same story: an infanticide in the woods; a girl gives birth on her own and then kills her son (sometimes the babies are two) and buries him, to return home as if nothing had happened. In a second time (with the typical temporal jumps of the ballads) the girl, become a woman, sees her grown son in ghost shape (or perhaps in a dream), who prefigures for her the torments of hell as punishment.
[Pur nella grande varietà di titoli, si narra la stessa storia di un infanticidio nel bosco: una fanciulla partorisce da sola e poi uccide il figlio (a volte i neonati sono due) e lo seppellisce per ritornare a casa come se niente fosse successo. In un secondo tempo (con i salti temporali tipici delle ballate) la fanciulla, diventata donna, rivede in forma di fantasma (o forse in sogno) il figlio cresciuto, il quale le prefigura i tormenti dell’inferno come punizione.]
 
The oldest print version dates from the late 1600s in a broadside released in London with the title: “The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for hide her Shame “. In the broadside the lady lives in York (cf).
There was a Duke’s Daughter lived in York 
Come bend and bear away the Bows of Yew, 
So secretly she loved her Father’s Clark, 
Gentle Hearts be to me true.”
Many broadside ballads are some popular warnings not to embark on a sinful course. This broadside is a warning to well-to-do young girls not to enter into relationships with servants.
La più antica versione in stampa risale alla fine del 1600 in un broadside diffuso a Londra con il titolo, che è tutto un programma, “The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for to hide her Shame” (vedi).
Nel broadside la dama vive a York e i due versi ricorrenti sono Come bend and bear away the Bows of Yew Gentle Hearts be to me true
Molte broadside ballads sono degli ammonimenti popolari a non intraprendere un percorso peccaminoso. Questo foglio volante è un avvertimento per le ragazze benestanti di non entrare in intimità con i domestici.

UN NEONATO A RISCHIO

Si stralcia il saggio sull’infanzia scritto da A. Oliverio Ferraris pubblicato parzialmente on line dalla Zanichelli quanto mai illuminante (tratto da qui): “Il periodo più a rischio per un bambino del passato era quello successivo alla nascita, a partire cioè dalle prime ore di vita fin verso i due anni. A mettere a rischio la vita dei piccoli in questa fase concorrevano varie condizioni: l’infanticidio dei neonati non voluti o «in eccesso», l’abbandono, la mancanza d’igiene, i maltrattamenti e, per alcuni aspetti, anche il costume, assai diffuso, del baliatico. Il primo rischio che poteva correre un neonato era di essere soppresso appena nato o abbandonato in strada o all’orfanotrofio: lo correvano soprattutto gli illegittimi – le cui madri potevano essere punite pubblicamente o emarginate dalla comunità –, gli handicappati e i neonati di famiglie molto povere (Garden 1975). ..Nell’Europa premoderna l’infanticidio era talmente diffuso da essere considerato un reato meno grave dell’omicidio e da restare quasi sempre impunito, così come impunito restava l’abbandono. Gli adulti riuscivano e mettere in pratica l’infanticidio e l’abbandono (a vincere cioè gli impulsi contrari che portano a proteggere un neonato e a intenerirsi) sia perché ai bambini non veniva attribuita un’individualità autonoma, sia per le esigenze concrete della collettività o del gruppo familiare.
480px-poucet9Per una donna sola era difficile tenere con sé un figlio illegittimo: non solo era messa al bando la madre, ma anche il figlio avrebbe subìto un trattamento molto severo; a causa della sua origine sarebbe stato emarginato, spesso maltrattato e da adulto si sarebbe collocato tra le frange emarginate della società. I bambini handicappati o con un difetto fisico dal canto loro portavano spesso un duplice marchio: uno iscritto nel loro corpo e uno morale, forse più grave del primo. Essi erano considerati la prova vivente dei peccati sessuali dei loro genitori: questi erano accusati di avere avuto rapporti sessuali durante il ciclo mestruale o di avere concepito il figlio di domenica o durante un’altra festa religiosa. Essendo un’onta per chi li aveva messi al mondo non stupisce che nel XIII come nel XVIII secolo molti di loro venissero esposti o soppressi alla nascita, oppure trascurati e maltrattati.
Se sopravvivevano erano facilmente oggetto di scherno e, per la loro diversità, qualche volta erano accusati di stregoneria. I trovatelli, infine, come fa notare Capul (1990b), erano spesso sfruttati da chi li trovava e li allevava come schiavi o mendicanti e non di rado venivano avviati alla prostituzione. partire dal Cinquecento in varie parti d’Europa trovatelli e orfani vennero rinchiusi in ospedali e asili, e a volte anche in carcere dove vivevano in uno stato di abbandono.”

Per certi versi la condizione dell’infanzia di quel tempo è rimasta immutata presso molti popoli dell’epoca moderna!

SCOTTISH VERSION: FINE FLOWERS IN THE VALLEY

in “Scots Musical Museum” vol IV, 1792, [Child#20 B]

The story unfolds slowly accentuating the sense of suspense in the audience, yet, in a few, essential sentences, all its crudeness is outlined: a young woman gives birth alone in the woods, leaning on a tree, but the life that is born with a cry and a tender smile, is immediately cut and the baby buried under the tree.
La storia si dipana lentamente accentuando il senso di suspance tra il pubblico, eppure, in poche, essenziali, frasi viene delineata tutta la sua crudezza: una giovane partorisce da sola nel bosco, appoggiandosi ad un albero, ma la vita che nasce con un vagito e un tenero sorriso, viene subito recisa e seppellita ai piedi dell’albero.
Perhaps once the ballad bore traces of widely spread ancient practices (even for the civilized Romans the pater familias had right to decide on the fate of the newborn): the child had been exposed and left as a gift to the fairies (the clue comes from the chosen tree for the burial, the hawthorn or the fairy tree par excellence, the door between the two worlds (cf)
Forse un tempo la ballata portava traccia di pratiche antiche ampiamente diffuse (anche i civilissimi Romani consideravano diritto del pater familias decidere sulla sorte del neonato): il bambino era stato esposto e lasciato in dono alle fate (l’indizio ci viene dall’albero scelto per la sepoltura il biancospino l’albero delle fate per eccellenza, la porta tra i due mondi – vedi).
After an unspecified time jump, the woman sees a beautiful abandoned child near the portal of the church and she is moved to compassion, if he were her son, she would make him live in all the comfort; but the child responds by reminding her that she did not have the same care when she had the opportunity: a dramatic ending in which the woman sees the appearance that her son she had killed in the woods would have!
Dopo un salto temporale imprecisato la donna vede un bel bambino abbandonato vicino al portale della chiesa e commossa, gli mormora che se fosse suo figlio, lo farebbe vivere negli agi e nelle comodità; ma il bambino le risponde ricordandole di non aver avuto la stessa premura quando ne aveva avuto l’occasione: un finale drammatico nel quale la donna vede l’aspetto che avrebbe avuto il figlio che aveva ucciso nel bosco!

We don’t know why, although we can imagine that it was a desperate act, made by a little girl frightened by a pregnancy out of wedlock, to hide and make disappear, as if nothing had happened; the girl wanted to deny the presence of that life that grew inside her, to erase it immediately upon coming to light, a life that would have lived marginalized from the rest of society, because conceived out of wedlock. Thus in this version the word “sweet” (in the sense of “small, tender”) continually recalls in us feelings of compassion for these two young lives (that of mother and child).
In this version the most recurrent ending is missing in which the child declares to be in Heaven while the fire of Hell will be reserved for the mother, who will be consumed by the flames of torment.
Non sappiamo il perchè, anche se possiamo immaginare che sia stato un gesto disperato, compiuto da una ragazzina spaventata da una gravidanza fuori dal matrimonio, da nascondere e far sparire, come se nulla fosse successo; la ragazza ha voluto negare la presenza di quella vita che cresceva dentro di lei, per cancellarla subito appena venuta alla luce, una vita che sarebbe vissuta emarginata dal resto della società, perchè concepita fuori dal matrimonio. Così in questa versione la parola “sweet” (nel senso di “piccolo, tenero”) ricorre in continuazione a suscitare sentimenti di compassione per queste due giovani vite (quella della madre e del figlio).
In questa versione manca il finale più ricorrente quello in cui il bambino dichiara di essere in Paradiso mentre per la madre sarà riservato il fuoco dell’Inferno, consumata dalle fiamme del tormento.

I too, like many other listeners of the past and of today, have been impressed by this particular version of the ballad, the most sparse of details yet so vivid.
Anch’io come molti altri ascoltatori del passato e di oggi sono rimasta colpita dalla ballata e di questa versione in particolare, la più scarna di dettagli eppure così vivida..

The Corrie Folk Trio & Paddie Bell 1965

Barbara Dickson 1971

Helen Flaherty


She sat down below a thorn (1)
Fine flowers in the valley
And there she has her sweet  (2) babe borne
And the green leaves they grow rarely (3)
“Smile na sae sweet, my bonnie babe
And ye smile so sweet, you’ll smile me dead” (4)
she’s taken out her wee penknife
And twanged the sweet babe o’ its life
she’s dug a grave by the light of the moon (5)
and there she’s buried her sweet babe in.
As she was going to the church
she saw a sweet babe in the porch
“O, sweet babe, and thou were mine
I would clothe ye in the silk so fine”.
“O, cruel(6) mother, when I was thine
ye did na prove to me sae kind”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Si sedette sotto a un biancospino 
bei fiori nella valle
e lì fece nascere il suo caro bambino
e le gemme fioriscono turgide 
“Non sorridere così dolcemente, bel piccino,
se sorridi così dolcemente mi farai morire”
Lei sguainò il suo pugnale
e recise la vita del dolce bambino
scavò una fossa sotto la luce della luna
e là dentro ci seppellì il suo caro piccino.
Mentre andava in chiesa
vide un caro bambino nell’androne
“O bel bambino se tu fossi mio
ti rivestirei di seta preziosa”
“O madre crudele, quando ero tuo
non ti comportasti con me in modo così gentile”

NOTE
1) probably a blackthorn or hawthorn; we can deduce that we are at the beginning of the summer because with the May thorn, they celebrated the arrival of Spring since ancient times. And in fact the two lines of the refrain are the expression of the vitality of the nature that returns to life and blossom. Yet the life that is born with a cry and a tender smile, is immediately killed by the young mother and buried under the tree.
probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera. E infatti le due linee del ritornello sono una celebrazione della vitalità di una natura che ritorna a rinverdire e a sbocciare. Eppure la vita che nasce con un vagito e un tenero sorriso, viene subito recisa dalla giovane madre e seppellita ai piedi dell’albero.
2) the word “sweet” (in the sense of “small, tender”) continually resorts to arousing feelings of compassion for these two young lives (that of the mother and child).
la parola “sweet” (nel senso di “piccolo, tenero”) ricorre in continuazione a suscitare sentimenti di compassione per queste due giovani vite (quella della madre e del figlio).
3) rarely= “eagerly”, “avidly.” At that time, women understood that they were pregnant only when their stomachs began to swell, too late to take herbs or abortive preparations.
è curiosa la scelta dell’avverbio “rarely” che è più propriamente da intendersi non tanto nel significato di “unusual” quanto in senso lato e più antico di “eagerly”, “avidly.” (vedi) letteralmente e le foglie rinverdiscono avidamente
All’epoca le donne capivano di essere incinta solo quando il ventre iniziava a gonfiarsi, troppo tardi per intervenire con erbe o preparati abortivi.
4) the mother is touched by the sweet smile of her baby, so the singer want to make us feel compassion even for the girl. la madre è intenerita dal dolce sorriso del bambino, così chi narra vuole farci provare compassione anche per la ragazza
5) the darkness of the night corresponds to the darkness of the soul l’oscurità della notte accentua l’ottenebramento dell’animo
6) originally “dear” in origine “dear”

second part [continua seconda parte]

LINK
http://www.bluegrassmessengers.com/1history-symbol-and-meaning-in-the-cruel-mother.aspx
https://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch020.htm
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-320,-page-331-fine-flowers-in-the-valley.aspx

http://www.slate.com/articles/arts/poem/2010/03/ sex_violence_and_the_supernatural.html

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