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Terre Celtiche Blog

The Unfortunate Rake

“The unfortunate rake”  (il “dissoluto sfortunato”) è il titolo di una famiglia di ballate, diffuse in molte varianti, tutte impostate come una sorta di canto funebre per un giovane caduto nel fiore degli anni per aver sfidato la sorte in varie maniere (non sempre le più lecite).

Roud 2 ; Laws Q26/B1 ; G/D 7:1404 ; Henry H680 ; Ballad Index LQ26 , LB01 ; VWML FK/2/35 ; Bodleian Roud 2 ; Mudcat 46310 ; trad.]

The Unfortunate Rake” è usato come nome generico e popolare per i tipi di variante, o per tutte le varianti, indipendentemente dai titoli e/o dai testi delle singole canzoni. Nel 1955 l’americano Kenneth Lodewick, riferendosi a un gruppo di varianti che coinvolgono un soldato, in contrapposizione a un altro gruppo di versioni che coinvolgono una prostituta, scriveva: “Per l’identificazione, chiamatelo con il suo titolo più popolare, “The Unfortunate Rake”.

La prima variante conosciuta risale alla fine del Settecento ed è chiamata “The Buck’s Elegy”. Il testo è il lamento di un giovane moribondo per aver contratto una malattia a Covent Garden, un noto ritrovo di prostitute londinesi. Il giovane piange per il fatto di non aver saputo in tempo di essere malato, così da poter prendere del mercurio per curare il disturbo. Questa versione include ciò che Roud chiama “indizi espliciti”: il riferimento al mercurio, noto come rimedio per le malattie veneree.

Scrive ancora Roud : “Nonostante il numero e la varietà delle versioni raccolte, la storia iniziale della canzone non è ancora chiara e sorprendentemente poche copie del XIX secolo sono sopravvissute. Esse affermano che la canzone risale probabilmente al 1740 o prima, ma che “al momento non abbiamo prove a sostegno di tale teoria”. Alcune versioni, spiegano, forniscono indizi sulle malattie veneree come causa dei mali della persona; altri “riescono a evitare o mascherare questo elemento”. Molte versioni incorporano un funerale “in stile militare”, con cornamuse, tamburi e fucili.

In sintesi, sembra che siamo di fronte a una delle canzoni più versatili della tradizione anglosassone.

The Unfortunate Rake: IL SOLDATO CONTAGIATO

Versatilità ben interpretata dal folk revival. Nel 1960 viene pubblicato un album con 20 varianti diverse. La prima traccia, eseguita da A.L. Lloyd , è quella con il titolo generico/generale.

Il curatore del disco Kenneth Goldstein, nelle note del disco scrive, tra l’altro: “Questa ballata del soldato “contagiato” iniziò la sua vita come ballata di strada nel XVIII secolo. Si è rivelata ostica come il suo soggetto ed è fiorita fino ai nostri giorni, cambiando la sua forma ma mai la sua sostanza. Ha costituito la base della ballata “The Young Girl Cut Down in Her Prime, di The Streets of Laredo, di St. James Infirmary e di molte altre. La scena può cambiare dall’ospedale al bar, l’eroe può essere trasformato in una ragazza, un cowboy, un giocatore d’azzardo negro, ma la storia e il cerimoniale del funerale rimangono costanti. Sarebbe difficile trovare una ballata che colmi più vividamente i secoli, o che si sia dimostrata più adattabile ai cambiamenti sociali e geografici, di The Unfortunate Rake.

The Rake's Progress
The Rake’s Progress – Orgies – (1735) painting by William Hogarth
A.L. Lloyd

Sempre A.L. Lloyd registrò nel 1966 un’altra versione della ballata con il titolo “St. James’s Hospital”. Nelle note al brano scriveva:

Si dice spesso che una canzone popolare non abbia una forma fissa: passando di bocca in bocca è probabile che prenda forme diverse, adatte a circostanze diverse. Poche canzoni lo illustrano meglio del Saint James’s Hospital, a volte chiamato The Unfortunate Rake. Nasce come lamento di un soldato “contagiato” da una donna; gli sembra di sentire che le ferite di Venere, non meno di quelle sui campi di battaglia, gli diano diritto a un funerale con tutti gli onori militari. Nei porti marittimi la canzone fu modificata in modo che parlasse di un marinaio, e si diffuse ampiamente sotto il titolo di The Whores of the City. Successivamente, i sessi sono stati invertiti e una nuova versione è nata come The Young Girl Cut Down in Her Prime. Negli Stati Uniti un adattamento da cowboy, The Streets of Laredo, divenne una delle canzoni popolari americane più conosciute. Incongruamente, sia la ragazza che il cowboy chiedono un funerale militare. Un ultimo avatar di questa “canzone persistente” è il poema epico jazz, Saint James’ Infirmary, a volte chiamato blues sebbene sia più simile a una ballata. Un ricordo della scena originale aleggia nel titolo, e il cerimoniale del funerale rimane, ma negli inferi invece che nello splendore militare. Nella seconda guerra mondiale, una versione chiamata The Dying Marine divenne l’inno non ufficiale dei Royal Marine Commandos.

As I was a walking down by the “Lock”
As I was walking one morning of late
Who did I spy but my own dear comrade
Wrapp’d in flannel, so hard is his fate.

Had she but told me when she disordered me
Had she but told me of it at the time
I might have got salts and pills of white mercury
But now I’m cut down in the height of my prime.

I boldly stepped up to him and kindly did ask him
Why he was wrapp’d in flannel so white?
My body is injured and sadly disordered
All by a young woman, my own heart’s delight.

My father oft told me, and of times chided me
And said my wicked ways would never do
But I never minded him, nor ever heeded him
I always kept up in my wicked ways.

Get six jolly fellows to carry my coffin
And six pretty maidens to bear up my pall
And give to each of them bunches of roses
That they may not smell me as they go along.

Over my coffin put handsful of lavender
Handsful of lavender on every side
Bunches of roses all over my coffin
Saying there goes a young man cut down in his prime.

Muffle your drums, play your pipes merrily
Play the death march as you go along
And fire your guns right over my coffin
There goes an unfortunate lad to his home.

Mentre camminavo nei pressi del Lock (1),
mentre camminavo un mattino tardi
chi ti trovo se non il mio caro camerata (2)
fasciato nella flanella, che brutta fine!

“Avrebbe dovuto dirmelo quando lei mi contagiò
avrebbe dovuto parlarmene allora,
avrei potuto prendere i sali e le pillole di mercurio,
ma adesso sono reciso nel fiore della gioventù.”

Con coraggio mi avvicinai e gentilmente gli dissi
“Perchè sei avvolto in bendaggi così bianchi?”
“Il mio corpo è piagato e purtroppo ulcerato (3)
a causa di una giovane donna, la delizia del mio cuore.

Spesso mio padre mi diceva rimproverandomi
che la mia perversa condotta (4) non sarebbe durata,
ma non m’importava e non gli ubbidivo
e sempre continuavo nelle mie perdizioni.

Prendi sei allegri compagni per portare la mia bara
e sei fanciulle a reggere il drappo funebre
e dai ad ognuno di loro mazzi di rose,
che non debbano sentire il mio odore mentre vanno.

Sulla mia bara metti una manciata di lavanda
Manciata di lavanda su ogni lato
Mazzi di rose su tutta la bara
“Ecco arriva un giovane reciso nel fiore degli anni”.

Colpite piano i tamburi, suonate le pive allegramente, suonate la marcia funebre mentre andate,
e sparate un colpo proprio sopra alla mia bara,
“ecco un ragazzo sfortunato che ritorna a casa”.

NOTE traduzione italiana e note di Cattia Salto
1) il London Lock Hospital è stato il primo ospedale attrezzato per il trattamento della sifilide inaugurato nel 1747. Lock si traduce come lucchetto, serratura e deriva dalla primaria funzione dei lebbrosari, quella di impedire ai lebbrosi di entrare in città e diffondere il contagio. The Lock Hospital diventa così talvolta il titolo della popolare ballata “The unfortunate rake/lad”
2) il colloquio della ballata si svolge tra due soldati, compagni di stanza, il primo ha contratto la sifilide dalla sua “fidanzatina” e nella strofa seguente si rammarica con il camerata di non essere stato avvertito in tempo per curarsi
3) «La fase primaria della sifilide – afferma il direttore del Centro di Urologia Avanzata – si manifesta dopo circa 3-4 settimane dal contagio: compare una lesione papulosa localizzata, rosacea, circolare e a margini netti nel punto in cui il batterio è entrato in contatto con il soggetto. Nell’uomo di solito la sifilide è localizzata su scroto, solco balano-prepuziale, sbocco dell’uretra sul pene e regione intorno all’ano. Nell’arco di 2-6 settimane dai sintomi della sifilide primaria, se non interviene un trattamento, la malattia evolve nella fase secondaria. In questo stadio l’infezione è caratterizzata da un’eruzione con macchie diffusa in una o più zone del corpo, e da rigonfiamento dei linfonodi». Si può assistere alla comparsa di screpolature rotonde sui palmi delle mani e le piante dei piedi, oppure alla comparsa di macchioline rosa su tronco e arti. A questi, si possono accompagnare anche sintomi che ricordano quelli dell’influenza, come febbre, astenia, cefalea, dolori muscolari e una generale sensazione di malessere. «Dopo la fase secondaria – dice il dottor Russo – vi è un lungo periodo di latenza di mesi o anni, senza nessun sintomo evidente. Il sistema immunitario, infatti, interviene per tenere sotto controllo l’infezione. Tuttavia, a distanza di molto tempo, in circa un terzo dei casi, si ha un’ulteriore evoluzione della malattia alla sifilide terziaria. In questo stadio, si formano noduli indolori sulla pelle o a livello degli organi interni, come cuore, polmoni, fegato, cervello, ossa e articolazioni che possono provocare danni permanenti e compromettere gravemente l’organismo, con graduale cecità, demenza, incapacità di controllare i movimenti muscolari e paralisi progressiva. Nei casi più gravi si può arrivare al decesso del paziente». (tratto da cura-avanzata.it)
4) letteralmente mala via, perversione, condotta peccaminosa

When I was on horseback

Una delle varianti più note nell’ambito del folk revival è “When I was on horseback”, proposta dagli Steeleye Span nell’album “Ten man mop”. Qui il giovane moribondo è un soldato, e il testo riguarda solo le istruzioni che egli fornisce per il suo funerale, tacendo pudicamente le ragioni della sua disgrazia, ma avvertendo solo che egli è “un giovane soldato che non ha mai fatto nulla di sbagliato”!

Steeleye Span – Ten man mop 1971

Nel rifacimento il duo americano Arborea modificano alcuni versi e ambientano la storia a Richmond, ai tempi della guerra di Secessione statunitense quando fu la capitale ufficiale politico-amministrativa degli Stati Confederati d’America.

Arborea – “Fortress of the Sun” (2013)

Andy Turner nel suo Blog A Folk Song a Week scrive

Peter Kennedy and Sean O’Boyle, working on behalf of the BBC, recorded the song at a travellers’ encampment in Belfast in 1952, from Mary Doran of Waterford. It was included (as ‘The Dying Soldier’) on A Soldier’s Life for Me (The Folk Songs of Britain Volume 8) and presumably that’s where Steeleye found it.

Peter Kennedy e Sean O’Boyle, lavorando per conto della BBC, registrarono la canzone in un accampamento di traveller a Belfast nel 1952, da Mary Doran di Waterford. È stato incluso (come “The Dying Soldier”) in A Soldier’s Life for Me (The Folk Songs of Britain Volume 8) e presumibilmente è lì che l’hanno trovato gli Steeleye.

Versione Steeleye Span

When I was on horseback wasn’t I pretty?
When I was on horseback wasn’t I gay (1)?
Wasn’t I pretty when I entered Cork City (2)
And met with my downfall on the fourteenth of May (3)?

Six jolly soldiers (4) to carry my coffin,
Six jolly soldiers to march by my side. (5)
It’s six jolly soldiers take a bunch of red roses (6)
Then for to smell them as we go along (7).

Beat the drum slowly and play the pipes only,
Play up the dead march as we go along.
And bring me to Tipperary (8) and lay me down easy.
I am a young soldier that never done wrong (9).

Traduzione italiana Cattia Salto

Quando ero a cavallo non ero bello?
Quando ero a cavallo non ero allegro?
Non ero bello quando entrai a Cork
e incontrai la mia rovina il 14 Maggio?

Sei allegri soldati per portare la mia bara
Sei allegri soldati per marciare al mio fianco
sono sei allegri soldati con un mazzo di rose rosse,
così da annusarle mentre andiamo.

Colpite piano i tamburi, suonate solo le pive,
suonate la marcia funebre mentre andiamo,
e portatemi a Tipperary per sotterrarmi piano
sono un giovane soldato che non ha mai fatto nulla di sbagliato.

NOTE
1) Arborea dicono “fine”
2) Arborea dicono “when I rode to the valley”
3) Arborea dicono “with pistol and sword and men by my side” nella seconda strofa ripetono la prima dicendo “brave” invece di gay/fine e “Wasn’t I pretty when I rode through the country
and met with my downfall on the twelfth day of May”
4) Arborea dicono “Its four white horses”
5) Arborea dicono its four white horses to walk by my side
6) Arborea dicono Four white horses, black plumes and red roses
7) Arborea dicono Birds singing sweetly as we move along
8) Arborea dicono Richmond
9) Arborea dicono I am a young Cavalier with God on my side

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Pubblicato da Sergio Paracchini

Sergio Paracchini, ascoltatore seriale di buona musica, dagli anni ’70 innamorato del folk revival (celtico e non solo). Gestisce il gruppo Facebook “Folk rock e dintorni”.

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