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Trowie tune from Shetland

The Trows are mythical little people who inhabit the hills of Orkney and Shetland. They are similar to the scandinavian trolls. 
Physical descriptions of the Trows are usually quite vague, but often include the colour grey. Edmondston’s Sketches and Tales (1856) describes Trows as “nearly of human size, – or at least may adopt this form at pleasure, – is always clad in sober gray and likes to interfere in human affairs”. Saxby and Edmondston’s ‘Home of a Naturalist’ (1888) refers to them as the “grey-folk”. A tale in Saxby’s Shetland Traditional Lore (1932) tells of two men passing the ferrie-rings on Unst on a midsummer night, when they saw “a grey man sitting on the heap of stones (which had once been an altar) in the middle of the rings. The Trow was muttering to himself in a strange language.” The same book also mentions “two grey-clad boys” running off a cliff with a cow. These were Trows stealing a cow, and they left a semblance in its place that died soon after. 
Hibbert’s Description of the Shetland Islands (1822) describes Trows and Fairies as “a people of small stature, gaily dressed in habiliments of green”, “they partake of the nature of men and spirits, yet have material bodies, with the means, however, of making themselves invisible”. (from here)

I trow sono mitici folletti che abitano le colline delle Orcadi e delle Shetland. Sono simili ai troll della Scandinavia.
“Le descrizioni fisiche dei Trow sono in genere vaghe, ma spesso includono il colore grigio. Gli schizzi e i racconti di Edmondston (1856) li descrivono come “quasi di dimensioni umane, – o quantomeno può assumere la forma umana a piacere, – è sempre vestito di grigio sobrio e gli piace interferire nelle faccende degli umani”. Saxby ed Edmondston in “Home of a Naturalist” (1888) si riferiscono a loro come al “popolo grigio”. Una storia di Saxby in “Shetland Traditional Lore” (1932) racconta di due uomini che stavano attraversando i cerchi delle fate di Unst in una notte di mezza estate, quando videro “un uomo grigio seduto sul mucchio di pietre (che un tempo era stato un altare) nel mezzo dei cerchi. Il Trow mormorava tra sé e sé in una strana lingua. ” Lo stesso libro menziona anche “due ragazzi vestiti di grigio” che scappavano da una scogliera con una mucca. Questi erano Trow che rubavano una mucca e lasciarono un simulacro al suo posto che morì poco dopo.”

The Trows live under the hills and funeral mounds but also under the cabbage fences and in the natural caves along the coast.
A feature of popular stories is their dedication to the fire to the point that they come to punish the housewife who lets the fire go out of the fireplace.
I Trow vivono sotto le colline e i tumuli funerari, ma anche sotto ai recinti dei cavoli e nelle grotte naturali lungo la costa.
Una caratteristica dei racconti popolari è la loro dedizione per il fuoco al punto che arrivano a punire la massaia che lascia spegnere il fuoco del camino

Trowie tunes

There are many Shetland tunes attributed to Trows, usually heard by a fiddler returning over the hills  late one night.
Fiddlers were frequently invited to play for the Trows, but often with unfortunate consequences. A fiddler of Yell was waylaid and carried off by the Trows on his way to a Halloween gathering. After playing for a considerable time he was allowed to leave but on returning home found his house a crumbling ruin and his neighbours were strangers. When he went to church the next day he crumbled into dust (Nicolson, 1920). (from here)
Ci sono molte melodie tradizionali delle Shetland attribuite ai Trow, di solito ascoltate da un violinista di passaggio sulle colline a tarda notte.
“I violinisti venivano spesso invitati a suonare per i Trow, ma spesso con conseguenze sfortunate. Un violinista di Yell fu travolto e portato via dai Trow mentre si recava a una festa di Halloween. Dopo aver suonato per parecchio tempo, gli fu permesso di andarsene, ma tornando a casa trovò la sua casa in rovina e i suoi vicini erano degli estranei. Il giorno seguente, quando andò in chiesa, si sbriciolò in polvere” (Nicolson, 1920).

Aith Rant /Vallafield

“In about 1790, a Cunningsburgh carpenter was coming home after celebrating the completion of a sixareen*. He heard sounds coming from a green mound and crept nearer to investigate. By the light of the moon he could see through a crack in a rock a trowie dance in full swing.Being a noted fiddler, he managed to take down the tune in sol-fa, and when he got home he played it on his fiddle.
– Tom Anderson and Tom Georgeson, ‘Da Mirrie Dancers’ (Lerwick 1970)
*small fishing boat.
Nel 1790, un falegname di Cunningsburgh stava tornando a casa dopo aver celebrato il completamento di una tipica barca da pesca. Udì dei suoni provenienti da un tumulo verde e si avvicinò di soppiatto per investigare. Alla luce della luna riuscì a vedere attraverso una fenditura in una roccia una danza di trow in pieno svolgimento. Essendo un famoso violinista, riusci a memorizzare la melodia in sol-fa, e quando ritornò a casa la suonò sul violino”

Kevin Henderson in “Fin Da Laand Ageen” 2011

Winyadepla

Maurice Henderson

Fairy Reel

Natalie MacMaster

Hylta Dance

Anderson & Georgeson (1970) identify this tune as a ‘trowie’, or fairy, tune supposedly over 350 years old. The story goes that it was learned by a man coming home via a short cut one night just before dawn, when he stumbled upon a circle of trows dancing with a fiddler and his wife in the middle. They were obviously caught up in the dance and oblivious to their peril, for, just as the sun’s first rays struck they turned to stone. The man, who had been hiding lest the trows spy him, thus only was able to learn half the tune. There is a ring of stones on Fetlar, with two standing in the middle, which can be seen today. Anderson & Georgeson say a similar tale is told about a stone ring in the Faroe islands, involving trolls performing a round dance with the caller and his partner in the middle. (from here)
Anderson & Georgeson (1970) identificano questa melodia come una “trowie”, o fatata, presumibilmente vecchia di 350 anni. La storia narra che è stato appresa da un uomo che tornava a casa tramite una scorciatoia una notte poco prima dell’alba, quando inciampò in un cerchio di trow che danzavano con un violinista e la moglie nel mezzo. Erano ovviamente coinvolti nella danza e ignari del pericolo, poiché, proprio quando i primi raggi del sole li colpirono, si trasformarono in pietra. L’uomo, che si era nascosto per paura che i trow lo vedessero, riuscì così a imparare solo metà della melodia. C’è un cerchio di pietre su Fetlar, con due ritte nel mezzo, che può essereancora visto oggi. Anderson e Georgeson affermano che una storia simile viene raccontata su un cerchio di pietra nelle Isole Faroe, riguardo ai troll che eseguono una danza in cerchio con il maestro e il suo partner nel mezzo.

LINK
http://faeryfolklorist.blogspot.com/2015/10/the-trows-of-orkney-and-shetland.html
http://www.rampantscotland.com/gaelic/gaelic_fada_farsaig_trows.htm
http://www.orkneyjar.com/folklore/trows/index.html
http://www.mysteriousbritain.co.uk/folklore/orkneys-terrible-trows/
https://www.carolynemerick.com/archivistscorner/orkneys-terrible-trows1

https://thesession.org/tunes/8969
https://www.shetlanddialect.org.uk/winyadepla
https://thesession.org/tunes/9867
https://thesession.org/tunes/2944

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