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Terre Celtiche Blog

There was a lady and a lady gay… at Usher’s Well

“La moglie del pozzo di Usher” è una ballata che parla di revenants ed è stata collezionata dal professor Child al #79: tre fratelli sono stati mandati dalla madre per mare e muoiono in un naufragio. (la prima parte qui)

Riccardo Venturi scrive: “Una versione americana (dove, come sempre, si tende all’estrema razionalizzazione), proveniente dalla North Carolina, fa apparire tutta la vicenda come un sogno e sopprime quindi totalmente l’elemento soprannaturale. Una peculiarità di molte versioni americane è rappresentata da un paio di strofe, nelle quali uno dei figli rimprovera la madre, mentre sta facendo il letto e preparando la tavola, per il suo eccessivo orgoglio, e la invita ad una minore attenzione alle vanità mondane; si noti ancora che in America i “figli” delle versioni più antiche sono diventati dei bambini.
Il fatto che la ballata sia stata nota in America potrebbe dar luogo ad una suggestiva ipotesi, ovvero che Poe la conoscesse e ne avesse utilizzato perlomeno il titolo per il suo famoso racconto The Fall of Usher’s House (“La rovina della casa degli Usher”); ma si tratta, appunto, solo di un’ipotesi. (in Il Soprannaturale e Remote Tradizioni Popolari -Ballate popolari angloscozzesi)

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SECONDA VERSIONE: LADY GAY

E’ quella diffusa in America e in particolare sui Monti Appalachi con il titolo di “Lady Gay” o “Three little Baby” una versione all'”americana” senza troppi particolari soprannaturali o magici. Qui la donna non è più un’anziana signora ma una “Lady Gay” o “una signora dalla rara bellezza” e i figli sono tre bambini (o tre bambine), non ci sono maledizioni o spell al mare ma solo preghiere a Dio, perchè riporti indietro i suoi figli che ricompaiono come fantasmi nella notte di Natale, sono però una fugace apparizione eterea e immateriale che svanisce al mattino, quasi un sogno che Dio ha mandato alla donna per farla smettere di piangere e disperarsi per la morte dei figli.

Joan Baez una canzone cantata dalla Baez sull’onda del folk revival degli anni 60 e registrata solo nel 1982 dall’album ‘Very Early Joan’


I
There was a lady and a lady gay,
Of children she had three,
She sent them away to the North Countree (1)
To learn their grammaree (2)
II
They’d not been gone but a very short time,
Scarcely three weeks and a day,
When death, cruel death, came hasting along
And stole those babes away.
III
“There is a King in Heaven,” she cried
“A King of third degree
Send back, send back my three little pages,
This night send them back to me.”
IV
She made a bed in the uppermost room,
On it she put a white sheet,
And over the top a golden spread
That they much better might sleep.
V
“Take it off, take it off,” cried the older one,
“Take it off, take it off,” cried he,
“For what’s to become of this wide wicked world
Since sin has first begun (3).”
VI
She set a table of linen fine,
On it she placed bread and wine,
“Come eat, come drink my three little babes
Come eat of mine.”
VII
“We want none of your bread, mother,
Neither do we want your wine,
For yonder stands our Savior deer,
To Him we must resign.”
VIII
“Green grass is over our heads, mother,
Cold clay is over our feet,
And every tear you shed for us,
It wets our winding-sheet.”
Traduzione italiana di Cattia Salto
I
C’era una dama, una dama allegra,
Che aveva tre figli, 
Li mandò nel Nord del Paese
A imparare la grammatica.
II
Dopo poco tempo,
Appena tre settimane e un giorno,
La morte, la morte crudele passò di corsa
E portò via quei bambini
III
 “C’è un Re dei Cieli” lei gridò
“Un Re di alto lignaggio
Che rimandi indietro i miei tre paggetti,
Che questa notte li riporti a me!”
IV
Lei preparò il letto nella stanza al piano di sopra
Sopra ci mise un lenzuolo bianco 
E in cima ci mise un copriletto dorato
Affinchè essi potessero dormire meglio.
V
“Toglilo, toglilo-gridò il più grande-
Toglilo, toglilo -gridò
Per quello che è diventato questo mondo malvagio/ Da quando ebbe inizio il peccato”
VI
Apparecchiò la tavola con del bel lino,
Sopra ci mise pane e vino
“Venite a mangiare e a bere, mie tre piccini
Venite a mangiare”
VII
“O madre, non vogliamo il tuo pane
Nemmeno vogliamo il tuo vino,
perchè laggiù sta il nostro amato Salvatore
A Lui dobbiamo rimetterci”
VIII
“Abbiamo l’erba verde sulle nostre teste, mamma/ La terra terra ai nostri piedi
E  ogni lacrima versata per noi
Bagnerà il nostro sudario”

NOTE
1) è su al nord che nelle ballate anglo-scozzesi succedono sempre le cose brutte
2) letteralmente dal medio-inglese significa “grammatica“, è vero che nel Medioevo la parola aveva il significato di studio delle arti magiche (detto “fisica” nel piemontese dei nostri vecchi) ma il termine nell’Ottocento era caduto in disuso e nel contesto è sicuramente riferito a studi più innocui e di carattere generale. A mio avviso l’interpretazione che suppone lo studio delle arti magiche per questo contesto è un po’ azzardata e contraria alla più realistica visione americana
3) la frase non è molto chiara ma sembra essere un rimprovero alle troppe attenzioni mondane della madre che pensa ad apparecchiare la tavola e preparare il letto con oggetti lussuosi e comodità. Siamo in pieno Puritanesimo!

Hedy West in Old Times and Hard Times, 1965
“She and A.L. Lloyd commented in the liner notes:“This is basically the version that Nan Perdue of Fairfax, Virginia, learned from her mother-in-law Eva Samples (born in 1906 near Carrollton, Georgia). I’ve combined this variant with a similar one from my grandmother. It was a popular ballad in the Gilmer County community, and it was part of Etta Mulkey’s repertoire.”Altogether this ancient and mysterious song has persisted far better in America than in the land of its origin, whether England or Scotland. The last version of it found in the British Isles was noted down in 1883 from an elderly fisherman at Bridgworth, Shropshire, but in the United States it has turned up repeatedly, especially in the South and Midwest.” (da qui)
[Questà è fondamentalmente la versione che Nan Perdue di Fairfax, Virginia, imparò dalla suocera Eva Samples (nata nel 1906 vicino a Carrollton, Georgia). Ho combinato questa variante con una simile di mia nonna. Era una ballata popolare nella comunità della Contea di Gilmer, e faceva parte del repertorio di Etta Mulkey. ”Nel complesso questa canzone antica e misteriosa è persistita molto meglio in America che nella terra delle sue origini, sia Inghilterra che Scozia. L’ultima versione trovata nelle Isole britanniche fu annotata nel 1883 da un anziano pescatore a Bridgworth, nello Shropshire, ma negli Stati Uniti si è trovata più volte, soprattutto nel Sud e nel Midwest. “]

Andreas Scholl in Wayfaring Stranger – Folksongs 2001

Joanna Newsom in The Milk-Eyed Mender 2004 con il titolo “Three little babes”
con il suo approccio personalissimo


I
There was a lady of beauty rare (1),
And children she had three;
She sent them away to the north country
To learn their Grammaree.
II
They’d not been there so very long,
Scarcely three months and a day,
When there came a sickness (2) all over the land
And took those babes away.
III
“Ain’t there a king in heaven,” she cried,
Who used to wear a crown?
I pray the Lord would me reward,
And send my three babes down.”
IV
It was along about Christmas time,
The nights being clear and cold;
Those three little babes came running down
To their dear mammy’s home.
V
She fixed them a bed in the backmost room,
All covered with clean white sheets;
And over the stuff, a golden one,
That they might soundly sleep.
VI
“Take it off, take it off,” said the oldest one;
“Take it off, we say again.
Oh woe, oh woe, to the wicked world, (3)
So long since pride began.”
VII
She fixed a table for them there,
All covered with bread and wine;
“Come eat, come drink, my dear little ones,
Come eat and drink of mine.”
VIII
“We do not want your bread, Mammy;
Neither do we want your wine;
For in the morning at the break of day,
With the Savior we must dine.”
IX (4)
“Cold clods of clay roll o’er our heads,
Green grass grows on our feet,
And thy sweet tears, my mother dear,
Will wet our winding sheet.”
Traduzione italiana di Cattia Salto
I
C’era una dama, di rara bellezza,
Che aveva tre figli, 
Li mandò nel Nord del Paese
A imparare la grammatica.
II
Dopo poco tempo,
Appena tre mesi e un giorno,
Quando un morbo passò sulla terra
E portò via quei bambini
III
“Non c’è un dio in cielo – gridò
che porti la corona?
Prego il Signore che mi ripaghi
E mandi i miei tre bambini indietro”
IV
Era Natale
Le notti erano serene e fredde,
Quei tre bambini ritornarono correndo a casa Dalla loro amata mammina.
V
Lei preparò il letto nella stanza sul retro
Sopra ci mise lenzuola bianche
E in cima ci mise un copriletto dorato
Affinchè essi potessero dormire meglio.
VI
“Toglilo, toglilo-disse il più grande-
Toglilo, di diciamo ancora
Oh guai, oh guai al mondo malvagio
Da quando nacque l’orgoglio”
VII
Apparecchiò la tavola per loro tre,
Sopra ci mise pane e vino
“Venite a mangiare e a bere, mie tre cari piccini
Venite a mangiare e a bere”
VIII
“O madre, non vogliamo il tuo pane, mammina
Nemmeno vogliamo il tuo vino,
Chè domani mattina allo spuntar del giorno
Desineremo con il nostro Salvatore”
IX
“Fredde zolle di terra avvolgono le nostre teste
Erba verde cresce ai nostri piedi
E le tue tristi lacrime, cara mamma
Bagneranno i nostri sudari”

NOTE
1) Joanna Newsom mantiene quasi inalterata la storia della ballata ma inizia il racconto come se fosse una fiaba “There was a knight, and a lady bright” aggiunge poi ulteriori tocchi favolistici come l’allodola che porta via i bambini invece della malattia.
Andreas Scholl inizia invece: There was a woman and she lived alone/ And babies she had three.
2) in Andreas Scholl è la morte: When death, cold death spread through the land/ And swept them babes away. In Joanna Newsom è un’allodola
3) Joanna Newsom
“Take it off, take it off, ” cried the eldest one;
“Take it off, take it off, ” cried she
“For I shan’t stay here, in this wicked world
When there’s a better one for me.”
4) la strofa si conclude con l’immagine della sepoltura lacrimata perchè è nelle lacrime che bagnano il sepolcro, che si perpetua il legame con il mondo dei vivi. La Chiesa, nonostante la sua credenza nella vita dopo la morte, non ha mai approvato le dimostrazioni estreme degli affetti dei vivi per i morti, così dopo il periodo di lutto -nelle ballate è in genere di un anno – in cui chi è rimasto si prende il tempo per il pianto e il dolore, la vita deve continuare altrimenti il fantasma del defunto viene strappato dalla tomba, ed è costretto a vagare per la terra
Joanna Newsom dice “Cold clods, cold clods, inside my bed
Cold clods, down at my feet —
The tears my dear mother shed for me
Would wet my winding sheet”

FONTI
http://alungkama.blogspot.it/2011/04/paraphare-of-wife-of-ushers-wife.html
http://freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com/ ~usher/ushersct/html/ushers_well.htm http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thewifeofusherswell.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=20497 http://www.barbelith.com/topic/11088
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=Corr_e07905 http://spiritoftheages.com/The%20Wife%20of%20Usher’s%20Well.htm http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/jameslady1233.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/194.html http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-ThreeBabes.html

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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