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Terre Celtiche Blog

The lake isle of Innisfree (Branduardi canta Yeats)

Si parla di The lake isle of Innisfree come della poesia più conosciuta di W.B. Yeats,: perciò non c’è da meravigliarsi che la poesia sia anche stata messa in musica da diversi artisti, ad esempio da Angelo Branduardi nel suo concept-album “Branduardi canta Yeats”.

The lake isle of Innisfree

Isle of Innisfree

Nella contea di Sligo, la patria spirituale di W. B. Yeats,  giace un fazzoletto di terra sul Lough Gill, è Innisfree, l'”isola di foglie” di Stolen Child .
Per Yeats all’epoca 23 enne (1888) rappresentava “the deep heart’s core” vale a dire la radice del suo cuore, il suo luogo d’appartenenza, in cui si sentiva in armonia con la natura.

Ci dice il poeta stesso in una delle sue letture pubbliche della poesia “Inizierò con una mia poesia chiamata “L’Isola del Lago di Innisfree” perché se mi conoscete un poco, vi aspettate che io inizi con questa. È la mia sola poesia molto conosciuta. Quando ero un giovane ragazzo nella città di Sligo, leggevo i saggi di Thoreau e volevo vivere in una capanna su un’isola del Lago Gill chiamata Innisfree che significa “Isola dell’erica”.

Ho scritto la poesia a Londra quando avevo circa ventitré anni: un giorno nello Strand ho sentito un piccolo gorgoglio d’acqua e ho visto nella vetrina di un negozio una fontanina sulla cui sommità, sospesa sul getto d’acqua stava in equilibrio una sfera – era una pubblicità, credo, per rinfrescare le bevande – ma mi ha fatto pensare a Sligo e all’acqua del lago.

I am going to begin with a poem of mine called ‘The Lake Isle of Innisfree’ because if you know anything about me you will expect me to begin with it. It is the only poem of mine which is very widely known. When I was a young lad in the town of Sligo I read Thoreau’s essays and wanted to live in a hut on an island in Lough Gill called Innisfree which means ‘Heather Island’.

I wrote the poem in London when I was about twenty three: one day in The Strand I heard a little tinkle of water and saw in a shop window a little jet of water balancing a ball on the top – it was an advertisement, I think, for cooling drinks – but it set me thinking of Sligo and lake water.
(tratto da poetryarchive.org)

SOGNI DI FANCIULLO

Sogni di fanciullo, non utopie. Piuttosto le fantasie di un cuore puro e innocente, ma che ancora risuonavano nel suo cuore adulto, regalandogli attimi di pura felicità, non appena la mente ritornava a quei luoghi dell’infanzia, dove trascorreva l’estate nella contea di Sligo.


OMAGGIO DI YEATS A THOREAU

Come riconosce lo stesso Yeats, la poesia The lake isle of Innisfree dove egli sogna ad occhi aperti, di costruire una capanna d’argilla e allevare api, è un omaggio a Henry Thoreau

Ma nelle intenzioni di Yeats l’isoletta di Innisfree è un rifugio dell’anima più che un luogo reale, in cui vivere del poco eppur felici.

Non ci può essere nessuna oscura malinconia per chi vive in mezzo alla Natura e ai suoi sensi sereni.

Henry Thoreau

THOREAU E IL LAGO WALDEN

Ad ogni modo Thoreau si allontanò veramente dal mondo civile nel 1845. All’epoca ventottenne, andò a vivere sulle rive del lago Walden, in una capanna da lui stesso costruita.. perchè non voleva pagare le tasse!

L’isola sul Lago/The lake Isle of Innisfree

Molto conosciuta come poesia, The lake isle of Innisfree non è così altrettanto nota come canzone. In primo luogo l’apporto più significativo viene da Angelo Branduardi, poichè la selezionò tra le 10 canzoni dell’album “Branduardi canta Yeats” 1986.
Si tratta dell’ultima traccia che si distingue dalle altre per l’arrangiamento di Maurizio Fabrizio per soli archi, un finale che richiama bucoliche visioni, sciabordii d’acqua e cieli accesi da albe e tramonti. La voce di Branduardi sembra quasi una preghiera.

Una decina d’anni più tardi è la volta delle Cherish The Ladies per l’album “Threads of Time” 1998, la musica è composta da Aoife Clancy con arrangiamenti di Aoife Clancy, Donna Long & Brian Keane.

Ed ecco ora mi alzerò, a Innisfree andrò,
Là una casa costruirò, d’argilla e canne io la farò.
Là io avrò nove filari ed un alveare,
perché le api facciano miele.
E là da solo io vivrò, io vivrò nella radura
dove ronzano le api.
E là io pace avrò: lentamente, goccia a goccia,
viene dai veli del mattino
fino a dove il grillo canta.

Mezzanotte là è un balenio,
porpora è mezzogiorno
e la sera è un volo di uccelli.
Ed ecco ora mi alzerò, perché sempre notte e giorno
posso sentire l’acqua del lago
accarezzare la riva piano;
mentre in mezzo ad una strada io sto,
sui marciapiedi grigi,
nel profondo del cuore questo io sento.

I will arise and go now, and go to Innisfree
And a small cabin built there, of clay and wattles made.
Nine bean rows will I have there,
and a hive for the honey bee
And live alone in the bee-loud glade.

I shall have some peace there,
peace comes dropping slow.
Dropping from the veils of the morning
to where the crickets sing (1).
There midnight’s all a-glimmer (2),
and noon a purple glow (3)
And evening is full of the linnet’s wing (4).

I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore.
While I stand on the roadway or on the pavement gray
I hear it in the deep heart’s core. (5)

NOTE

  1. Crickets’ singing-stone è il focolare dove cantano i grilli, talvolta citato nei canti tradizionali : i grilli sono animali portafortuna e sentire il loro canto vicino al focolare era di buon auspicio. Era consuetudine per i novelli sposi portare nella nuova casa una coppia di grilli dalla casa dei genitori.
  2. sono i bagliori delle acque del lago illuminate dalla luna, ma anche i fuochi del caminetto o delle candele
  3. E lo stesso Yeats a spiegare il significato del “bagliore viola” ossia il riflesso dell’erica nell’acqua (il nome dell’isola vuol dire Isola di brugo – ‘Isle of Heather’-Brugo o Erica?) Senonchè il viola è un colore ricco di significati, usato da Re e Principi, che foderavano di velluto di seta viola le loro corone dorate.
  4. una sorgente di gioia e di riequilibrio psichico per la specie umana, il canto degli uccelli
  5. sento (che mi chiama) dal profondo del cuore

An Appointment with Mr. Yeats

In seguito fu Mike Scott per l’album An Appointment with Mr. Yeats del 2011 ad arrangiare il testo poetico di Yeats sulla melodia di un “irish” blues

The Waterboys

I will arise and go now, and go to Innisfree,
Nine bean-rows will I have there, a hive for the honeybee.
And a small cabin, of clay and wattles made:
And I will live alone in the bee-loud glade.

And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Where midnight’s all a glimmer, and noon a purple glow,
Dropping from the veils of the morning to where the cricket sings;
And evening full, full of the linnet’s wings.

I will arise and go now, for always night and day
While I stand on the roadside, or on the pavement grey,
I hear lake water lapping, low sounds by the shore;
I hear it in the deep, the deep heart’s core.

There midnight’s all a-glimmer, and noon a purple glow
I will arise and go.

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog. Ha iniziato a divulgare i suoi studi e ricerche sulla musica, le danze e le tradizioni d'Europa nel web, dapprima in maniera sporadica e poi sempre più sistematicamente sul finire del anni 90 tramite il sito dell'associazione L'ontano [ontanomagico.altervista.org]

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