The Laird O’ Cockpen

A  humoristic courted song written by Carolina Oliphant, (Lady Nairne 1766-1845) , on the scottish air “When she came ben she bobbed” – of seventeenth-century origin and already appeared with a winking text to an illicit liaison, revisited by Robert Burns in the “Scots Musical Museum” of 1792.
Una courting song umoristica scritta da Carolina Oliphant, (1766-1845) conosciuta con il nome da sposata di Lady Nairne, sulla melodia tradizionale “When she came ben she bobbed” – di origine seicentesca e già comparsa con un testo ammiccante a una illecita liaison, rivisitato da Robert Burns nello “Scots Musical Museum” del 1792.


Thus Lady Nairne writes in 1810 about her version “The Laird or ‘Cockpen” on the arrogant Laird of Cockpen who remains attonished in front of Mrs. Jean’s refusal to marry him (who seems to be well aware of sexual appetites of the Perthshire gentry and Cockpen in particular, towards commoner maidens). The text was printed in volume III of the “Scottish Minstrel” with only six stanzas and is also printed by George Thomson in 1825 (in “Collection of the Songs of Burns , Sir Walter Scott and other eminent lyric poets “) and yet when Thomson reprinted the song in 1843 in the V Volume of the” Select Collection of Original Scottish Airs (n 250) adds two more stanzas as “happy-ending” trivializing the song in a more common love song. Definitely a tongue twister for who is not a scottish native speaker, if he sings quickly!
Così Lady Nairne scrive nel 1810 circa la sua versione “The Laird o’ Cockpen” sull’arrogante Signorotto di Cockpen che resta con un palmo di naso davanti al rifiuto della signora Jean di sposarlo (la quale sembra essere ben consapevole degli appetiti sessuali verso le popolane, della gentry del Perthshire, e di Cockpen in particolare).
Il testo venne dato in stampa nel III volume dello “Scottish Minstrel” con solo sei strofe ed è anche stampato da George Thomson nel 1825 (in “Collection of the Songs of Burns, Sir Walter Scott and other eminent lyric poets”) e tuttavia quando  Thomson ristampa la canzone nel 1843 nel V Volume del “Select Collection of Original Scottish Airs (n 250) aggiunge ulteriori due strofe come “lieto-fine”, che l’editore si attribuisce, banalizzando la canzone in una più comune love song.
Decisamente uno scioglilingua per chi non sia scozzese se si canta velocemente! 

The Poitin (strofe da I a VII)


I
The Laird o’ Cockpen he was
proud and he’s great
But his mind was ta’en up
wi’ the things o’ the state
He’s wanted a new wife
his braw home tae keep
But favour wi’ wooin’ was
fashous (1) tae seek
II
Doon by the dykeside (2)
there’s a lady did dwell
It’s at his table heid (3)
he was sure she’d look well
McLeish’s (4) ae daughter o’ Clavers ha’ lee
A penniless lass
wi’ a lang pedigree (5)
III
His wig was well pouthered  
and as good as new
His waistcoat was white
and his suit it was blue
He’s put on a ring and a sword
and cocked hat
And who could refuse him,
the laird, wi’ a’ that?
IV
He’s ta’en the grey mare
and he’s rade cannily (6)
He’s tapped(7) at the yett (8)
o’ the Clavers ha’ lee
“Gae tell mistress Jean
tae come speedily ben(9)
For she’s wanted tae speak
tae the Laird o’ Cockpen”
V
Mistress Jean was makin’
the elder-flower wine:
‘And what brings the Laird
at sic (10) a like time?’
She put aff her apron
and on her silk goun,
Her mutch (11) wi’ red ribbons
and gaed awa doun.
VI
And when she cam’ by
it’s he bowed fu’ low
And what was his errand
he soon let her know
Amazed was the laird
when the lady said naw
And we’ a leigh (12) courtsey
she turned awa’
VII
Dumfoundered (13) he was
but nae sign did he gie
He’s mounted his horse
and he’s rade cannily (6)
And aft times he thinks
as he rides through the glen
She was daft (14) tae refuse me,
the Laird o’ Cockpen
VIII
And now that the Laird
his exit had made,
Mistress Jean she reflected
on what she had said;
’Oh, for ane I’ll get better
its waur (15) I’ll get ten,
I was daft to refuse
the Laird o’ Cockpen.’
IX
Next time that the Laird
and the lady were seen,
They were gaun arm-in-arm
to the kirk on the green;
Now she sits in the ha’
like a weel-tappit hen,
But as yet there’s nae chickens
appeared at Cockpen
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Il signorotto di Cockpen era
fiero e valoroso,
poichè i suoi pensieri erano presi
da questioni di stato,
voleva una nuova moglie
che badasse alla sua casa,
ma ottenere l’approvazione
con il corteggiamento era una seccatura
II
Dietro al muretto di pietra
viveva una signora
a capo della sua tavola
lui era certo che lei ci sarebbe stata bene, McLeish è una figlia di Clavers-ha’ Lee,
una fanciulla senza un soldo
con un lungo pedigree
III
La sua parrucca era ben incipriata
e come nuova
il suo panciotto era bianco
e la giacchetta blu.
si mise un anello e una spada
e un tricorno
e chi avrebbe potuto respingerlo,
il laird, così conciato?
IV
Prese la cavalla grigia
e cavalcò con prudenza
bussò alla porta
dei Clavers-ha’ Lee
“Vai a dire alla signora Jean
che venga subito qui
perché è desiderata per parlare
con il Laird di Cockpen”
V
La signora Jean stava facendo
il vino con i fiori di sambuco
“Cosa porta il laird
in un tempo così?”
Si levò il suo grembiule
e mise la gonna di seta,
la cuffia con i nastri rossi
e scese da basso
VI
E quando fu
nel salotto di sotto
tosto egli le fece sapere
quale era il suo proposito.
Stupefatto fu il laird
quando la dama disse no,
e poco cortesemente
si allontanò!
VII
Lui era perplesso,
ma non ne diede mostra
saltò sul suo cavallo
e corse con prudenza
e frequentemente pensava
mentre cavalcava per la stretta valle
“E’ stupida a rifiutare me,
il Signorotto di Cockpen”
VIII
E ora che il Signorotto
aveva fatto la sua uscita
la Signora Jean ponderò
su ciò che aveva detto;
“Oh per uno starò meglio,
di peggio ne troverò 10,
che stupida ero a rifiutare
il Signorotto di Cockpen”
IX
La prossima volta che il Signorotto
e la Lady furono visti
andavano a braccetto
nel prato della chiesa;
ora lei siede nella sala
come una gallina con una bella cresta
ma ancora non spuntano polli
a Cockpen

NOTE
1) fashious=troublesome, annoying, [ossia una faccenda noiosa a cui dedicarsi]
2) dyke. term used in Scotland to distinguish a low wall of dry stone [termine utilizzato in Scozia per distinguere una parete bassa di pietre costruita a secco]
3) table heid – head of his table
4) McLeish or McClish. (see family crest)
5) noble titles to which the laird aspires [sembra alludere al desiderio del gentiluomo di accaparrarsi dei titoli illustri.]
6) canniliie = carefully, Cautiously
7) tappit=tufted, rapped – knocked
8) yett=gate
9) ben – through the house
10) sic=such
11) mutch= bonnet, close fitting cap
12) laigh=low
13) dumfooner’d – bewildered
14) daft – stupid, Mad.
15) waur=worse. I think Jean preferred to take the first one instead of waiting for some other ten suitors, one worse than the other; Jean is not the courageous heroine of Lady Nairne who refuses marriage of convenience, indeed she immediately regrets her claims of independence
Credo che Jean abbia preferito prendere il primo invece di aspettare per altri dieci pretendenti uno peggiore dell’altro; ma come sia Jean non è più la coraggiosa eroina di Lady Nairne che rifiuta un matrimonio di comodo, anzi si pente subito delle sue pretese d’indipendenza

LINK
http://www.contemplator.com/scotland/lairdc.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=6554
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/14867
http://kistoriches.co.uk/en/fullrecord/55605/11;jsessionid=A1C3E06E0FB75395E28652C68C713AD9
http://folktunefinder.com/tunes/171034

http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_laird.htm
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/102lyr6.htm
http://www.bartleby.com/41/333.html

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