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Terre Celtiche Blog

The Cruel Brother -Child #11

Child ballad #11

201111161900

ALTRI TITOLI: The Bride’s Testament, Ther waur three ladies, The Three Knights and Fine Flowers in the Valley, Brother’s Revenge, The Rose and the Lily.

Una ballata tradizionale di stampo cavalleresco in cui il fratello uccide furtivamente, apparentemente per un futile motivo, la sorella che si è appena sposata. La fanciulla riesce con le sue ultime parole a fare il suo testamento, in cui accusa il fratello di averla uccisa.
La ballata inizia sempre con un corteggiamento: un cavaliere o tre cavalieri venuti da lontano chiedono la mano alle figlie (o alla figlia) del re. La più giovane acconsente al matrimonio, ma solo dopo che il cavaliere avrà ottenuto il permesso da tutta la famiglia di lei; tuttavia al fratello non viene richiesto il consenso delle nozze (senza chiarire per quale motivo, fosse anche una fatale dimenticanza) e tanto basta per scatenarne l’ira.
Sembra la storia di Barbablù (vedi) alla rovescia in cui il predatore non è il cavaliere venuto da lontano, ma il fratello della vittima, così alcuni autori vedono nell’uccisione un gesto di gelosia frutto di un legame incestuoso fratello-sorella.
Altri studiosi vedono nella ballata le vestigia di una antica società matriarcale in cui la linea di sangue e l’eredità famigliare (non ultima la successione al trono) passavano attraverso le figlie: è interessante notare ad esempio che il diritto di maggiorasco (cioè il diritto del figlio primogenito ad ereditare tutto il patrimonio famigliare) in alcune zone dell’Europa centrale era riservato al “minorasco” cioè al figlio minore.
Eppure della ballata non si hanno nè interpretazione archetipe, né tantomeno rituali.
In genere le ballate di questo tipo trovano riscontro nella tradizione scandinava così “Dr. Prior remarks that the offence given by not asking a brother’s assent to his sister’s marriage was in ballad times regarded as unpardonable. Other cases which show the importance of this preliminary, and the some times fatal consequences of omitting it, are: ‘Hr. Peder og Mettelille,’ Grundtvig, No 78, II, 325, sts 4, 6; ‘Jomfruen i Skoven,’ Danske Viser, m, 99, st. 15; ‘Jomfru Ellensborg og Hr. Olof,’ ib., m, 316, st. 16; ‘Iver Lang og hans S0ster,’ ib., iv, 87, st. 116; ‘Herr Helmer Blaa,’ ib., iv, 251, st. 8; ‘Jomfru Giselmaar,’ ib., iv, 309, st. 13. See Prior’s Ancient Danish Ballads, m, 112, 232 f, 416.” (tratto da qui)
Osserva Riccardo Venturi “Dato che il crimine del fratello appare del tutto immotivato, la ballata sopravvive a stento nella tradizione angloscozzese e americana.”

VERSIONE SCOZZESE Child #11 Versione A

The Batterfield Band in Open Moves 1995 e anche nel loro primo album in 1977


Il testo è tratto dal Brown Manuscript di A.F. Tytler, p. 31, con aggiunte da Jamieson, I, 66 (Child I, 145)
Traduzione italiana di Riccardo Venturi*
There were three ladies played at ba’ (1)
Hey wi’ the rose and the linsey o (2)
But a knight came by, played o’er them a’ (3)
Doon by the greenwood sidey o (4)
[The eldest was baith tall and fair,
Bit the youngest was beyond compare.
The midmost had a graceful mien,
Bit the youngest look’d like beautie’s queen.
]
This knight bowed low tae a’ the three
But tae the youngest he bent his knee
The ladie turned her head aside,
[The knicht he woo’d her to be his bride.

The ladie blush’d a rosy red,
An’ sayd, Sir knicht, I’m too young to wed.]
O lady fair, gie me your hand
And I’ll mak ye lady o’er all my land
Sir knight ere you my favour win
Ye maun gain consent o’er all my kin
He gained consent fae her parents dear
And likewise fae her sisters fair
He’s gained consent o’er all her kin
He forgot tae speak tae her brother John.
When the wedding day was come
This knight would take his bonnie bride home
[An’ monie a lord an’ mony a knichte
Came to behold that ladie brichte.
An’ there was nae man that did her see,
Bit wishit himsell bridegroom to be.
Her father deir led her doun the stair,
An’ her sisters twain they kissit her there.
]
Her mother led her through the close
And her brother John stood her on her horse
[She lean’d her o’er the saddle-bow,
To gie him a kiss ere she did go.
]
He took a knife baith long and sharp
And he stabbed the bonnie bride tae her heart
[She had noo ridden half thro’ the town,

Until her hart’s bluid stain’d her gown.
Ride saftly on, says the best young man,
For methinks our bonny bride looks pale and wan.]
Lead me tae yon high high hill
And I’ll lie doon and I’ll mak my will
[omitted] (5)
And what will you gie tae your brother John
The gallows tree for tae hang him on
And what will you gie to your brother John’s wife (6)
The wilderness tae end her life
[This ladie fair in her grave was laid,
An’ mony a mass was o’er her said.
Bit it would hae made your hart richt sair
To see the bridegroom rive his hair.
]
C’eran tre dame che giocavano a palla
Hey, con la rosa e il bel giglio
venne un cavaliere e le corteggiò tutte
nel bosco più profondo (4)
[La maggiore era alta e bellissima,

Ma la minore non aveva l’eguale.
La mediana aveva un aspetto grazioso,
Ma la minore pareva la regina delle belle.]
Il cavaliere s’inchinò davanti a tutte e tre,

ma s’inginocchiò davanti alla minore”
[La donna voltò da una parte la testa,
Il cavaliere voleva che fosse la sua sposa.
La donna diventò d’un rosso rosato,
E disse, “Signore, son troppo giovane per sposarmi”]
“Bella signora, dammi la tua mano
e ti farò signora delle mie terre.”
“Signore, prima di avere la mia mano
Dovete aver l’assenso di tutta la mia famiglia.”
Ha avuto l’assenso dai suoi genitori cari,
L’ha avuto anche dalle belle sorelle.
Ha avuto l’assenso di ogni parente,
Ma s’è scordato di chiederlo a John, il di lei fratello.
Quando il giorno delle nozze fu giunto,
Il cavaliere voleva portarsi la sua bella sposa a casa.

[E molti signori, molti cavalieri,
Vennero per vedere quella splendida dama.
Non c’era uomo che la guardasse
Che non dicesse, “Vorrei esser lo sposo.”
Il suo caro padre scese con lei la scala,
Le sue due sorelle le diedero un bacio]
La madre traversò con lei il giardino
E suo fratello John la fece montare a cavallo.
[Lei si sporse giù dalla sella montata

Per dargli un bacio prima di partire.]
Lui ha preso un coltello lungo e tagliente
E ha trafitto il cuore della bella sposa.
[Non era che a mezza strada, in città,

Che il sangue del cuore le macchiò la gonna.
“Cavalca piano”, dice lo splendido giovane,
“Credo che la mia sposa sia pallida e smorta.”]
“Portami piano su quella collina,
Mi stenderò giù e farò testamento.”
(Versi stralciati) (5)
“E che cosa lasci a tuo fratello John?”
“La forca, perché ci rimanga appeso.”
“E che cosa lasci alla moglie di tuo fratello?”
“Le oscure foreste, perché ci vada a morire.”
[La bella dama fu deposta nella tomba

E per lei furon dette tante e tante messe.
Ma avrebbe proprio fatto male al cuore
Veder lo sposo come si strappava i capelli]

NOTE
* da Fatti e Fattacci in Ballate Popolari Angloscozzesi note di Cattia Salto
1) il gioco della palla è un tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle ballate medievali e veniva praticato nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli
2) il coro ripetuto al secondo verso nella versione dei Batterfield Band diventa quello della Cruel Mother (qui) ma non la melodia: linsey si traduce come lino; ma “linden” è anche il nome del tiglio. Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso descrive una fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi. Del resto la parola potrebbe essere la corruzione di lillie gay in quanto nella versione del Brown Manuscript il verso diventa “With a hey ho and a lillie gay” Con questo primo ritornello ripetuto ogni secondo verso si preannuncia una storia tragica che si conclude con la morte, il giglio è infatti nelle ballate tradizionali sinonimo di morte
3) letteralmente= il migliore a giocare (o a suonare)
4) nella versione del Brown Manuscript il verso è: As the primrose spreads so sweetly  [in italiano Quando la primula sboccia dolcemente.] Nel contesto il secondo ritornello ripetuto dopo il secondo verso sta a indicare una stagione dell’anno, la primavera, ma anche la tenera età della fanciulla. Aggiungo però una riflessione: Shakespeare le apostrofò come “pallide primule che muoiono nubili” perchè spuntano ai primi tepori quando gli insetti temono ancora il freddo; la fanciulla potrebbe quindi essere vergine.
Il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
5) nella versione estesa del testamento il dialogo diventa:
O what will ye leive to your father deir?
The siller-shod steed that brocht me here.
O what will ye leive to your mither deir?
My velvet pall an’ my silken geir.
O what will ye leive to your sister Anne?
My silken scarf an’ my gowden fan.
O what will ye leive to your sister Grace?
My bluidie cloathe to wash an’ dress
[“Che cosa lasci al tuo caro padre?” “Il cavallo ferrato d’argento che qui m’ha portato.” “E che cosa lasci alla tua cara madre?” “La mia veste di velluto e le robe di seta.” “E che cosa lasci a tua sorella Anne?” “La mia sciarpa di seta e il ventaglio d’oro.” “E che cosa lasci a tua sorella Grace?” “Le mie vesti insanguinate, le lavi e le indossi.”]
6) nella maledizione viene inclusa anche la moglie del fratello John, così erano nel medioevo i legami tra le famiglie allargate

Child #11 Versione C

Archie Fisher in The Man with a Rhyme 1976 “Learned from the singing of a fine young Aberdeenshire fiddler called Tom Spiers [of The Gaugers]. This version was collated for me by Duncan McLellan of Inverness. It is mainly from Child 11, version C, with additions from other versions.” (da qui)

Colleen Raney in Here this is Home 2013 (in una versione testuale sostanzialmente simile)

‘Ther waur three ladies,’ Harris Manuscript – Child #11 CTraduzione italiana di Cattia Salto
There were three sisters lived in a ha’ (1)
Hech, hey, and the lily gay,
By cam a knicht and he woo’d them a’
And the rose is aye the redder aye (2).
And the first ane she was dressed in green.
“Would ye fancy me and be my queen?”
And the second ane she was dressed in yellow.
“Would ye fancy me and be my marrow (3)?”
And the first (4) ane she was dressed in red (5).
“Would ye fancy me and be my bride?”
“Ye may seek (6) me frae my faither dear,
And frae my mither wha’ did me bear.
Ye may seek me frae my sister Anne,
And dinna forget my brither John.”
And he socht her frae her faither, the king,
And he socht her frae her mither, the queen.
And he socht her frae her sister Anne,
But forgot tae speir (7) at her brither John.
And her mither dressed her in her gown,
And her sister tied the flounces ‘round.
Her faither mounted her on her horse,
And her brither led her doon the close (8).
And he’s ta’en a knife baith lang and sharp,
he’s pierced the bonnie bride through the heart. (9)
“Oh, lead me, lead me up yon hill,
And there I’ll sit and mak’ my will (10).”
“What will ye leave tae your faither dear?”
“The bonnie white steed that brocht me here.”
“What will ye leave tae your mither dear?”
“The bloody robes that I do wear.”
“What will ye leave tae your sister Anne?”
“The gowden ring frae off my hand.”
“What will ye leave tae your brither John?”
“The gallows tree for tae hang him on.”
C’eran tre sorelle che vivevano in un castello (1)
Hey, ho, e il bel giglio,
venne un cavaliere e tutte le corteggiò
e la rosa è la più rossa.(2)
La maggiore era vestita in verde
“Ti piacerebbe essere la mia regina?”
E la seconda era vestita in giallo
“Ti piacerebbe essere la mia compagna? (3)”
Ma la minore(4) era vestita di rosso(5)
“Ti piacerebbe essere la mia sposa?”
“Devi chiederlo (6) al mio amato padre
e a mia madre che mi generò,
devi chiederlo a mia sorella Anna
e non ti scordare mio fratello John”
Egli la domandò al padre, il re,
la domandò alla madre, la regina
e la chiese alla sorella Anna,
ma dimenticò di interrogare(7) il fratello John.
La madre l’aiutò a indossare l’abito (da sposa)
e la sorella le sistemò bene le balze
il padre la fece montare a cavallo
e il fratello attraversò con lei il giardino(8)
Lui ha preso uno stiletto lungo e tagliente
e ha trafitto il cuore della bella sposa.(9)
“Portami piano su quella collina,
mi siederò e farò testamento.”(10)
“Che cosa lasci al tuo caro padre?”
“Il bel cavallo bianco che qui m’ha portato.”
“E che cosa lasci alla tua cara madre?”
“Le vesti insanguinate che indosso.”
“E che cosa lasci a tua sorella Anne?”
“L’anello d’oro che ho tra le mani.”
“E che cosa lasci a tuo fratello John?”
“La forca, per impiccarlo.”

NOTE
1) le fanciulle in altre versioni sono intente nel gioco della palla oppure stanno ballando, in effetti l’inglese “to play at ball” vuol dire entrambi le cose
2) The rose (primrose) it smells so sweetly: la rosa e il giglio sono le due rappresentazioni della sorella e del fratello: non dimentichiamo che nella ballate celtiche la rosa è un fiore infausto (sinonimo di gravidanza fuori dal matrimonio) e il giglio è la prefigurazione della morte; vien da pensare la sorella fosse rimasta incinta (dal rapporto con il fratello). Ma la primrose è la gialla primula simbolo invece di purezza.
3) marrow= mate.
4) In questa versione il cavaliere chiede la mano a tutte e tre le sorelle così “the first” per indicare la terza sorella è certamente un refuso, la terza è presumibilmente la minore, la quale è l’unica ad acconsentire.
5) Viene da chiedersi se la scelta del colore dell’abito sia semplicemente legato alla rima o abbia un significato simbolico. Nelle versioni successive anche i tre pretendenti hanno tre livree dai diversi colori (vedi). Per quanto riguarda le fanciulle i colori sono verde, giallo e rosso (oppure bianco); se il rosso ( e il bianco) sono colori associati all’abito da sposa per il verde e il giallo si possono fare alcune considerazioni: il verde in questo contesto è associato alla Regina del Maggio; il giallo è l’abito delle cortigiane e infatti il cavaliere la vorrebbe come concubina.
6) il cavaliere chiede alla donna il suo parere in merito, ma il consenso al matrimonio passa attraverso la mediazione dei genitori, contrariamente alla consuetudini, risulta vincolante anche il consenso dei fratelli e delle sorelle della futura sposa.
7) inquire of
8) courtyard
9) sebbene la sposa sia stata pugnalata a morte dal proprio fratello in un primo momento cerca di nascondere l’accaduto e si allontana dalla propria famiglia, solo quando è allo stremo delle forze allora si lascia cadere a terra per fare testamento. La stilettata ricevuta furtivamente e rapidamente è simile al morso di un serpente ed è tutto sommato il cardine della ballata: la sposa riceve un colpo mortale subito dopo la sua festa di nozze mentre viene condotta nella sua nuova casa (bride bringing-home).
Il tema è centrale anche in una canzone popolare italiana “Rizzardo Bello” riportata in Volkslieder aus Venetien (Adolf Wolf 1864) numero 83
83. Rizzardo bello.
Rizzardo belo mena a casa sposa.
Per la stradela streta la menava,
II brazz’ il col’ e la boca le basava.
Il suo fratelo ha visto quest’onore,
Ciapa la spada e pungeli sul cuore.
“Sposeta mia, veni a pass’ a passo,
Davanti vado far la parechiada.
O mama mia! versime quà ste porte,
La sposa xe quà e mi son ferì a morte.
O mama mia ! versime i portoni.
La sposa e quà e mi son ferì dai tuoni.
Sposeta mia ! magnè quatro boconi,
Rizzardo belo è soto i spavegioni.”
“Non posso più bever e non magnar,
In leto corizzarlo voglio andar,
Non posso più magnar e più bevere,
In leto corizzato lo voglio vedere.
Sposeto mio! dormio o veglieo?
La morte sempiterna vu speteo?”
“Sposeta mia ! cavevi quel’ anelo,
Che vi dirano: La sposa verginela.
Sposeta mia ! cavevi quel anelo.
La morte mia è stà vostro fratelo.
Sposeta mia ! cavevi quei aneli
Che siè la moglier di du frateli.”
“Morir io voglio in mezzo a do corteli
Piutosto ch’esser moglier di do frateli.”
“Quale sarà quela, o cara sorela.
Che tien in casa vedova verginela?”
10) il lascito testamentario è tipico nelle ballate del genere la morte occultata

seconda parte: continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/thethreeknights.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33567 http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_11 http://www.contemplator.com/child/revenge.html http://mysongbook.de/msb/songs/c/cruelbro.html http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonChristmas/three_knights.htm http://www.middlebury.edu/academics/lib/libcollections/collections/special/flanders/node/107781 http://www.jstor.org/stable/534425?seq=1#page_scan_tab_contents

Pubblicato da Cattia Salto

Amministratore e folklorista di Terre Celtiche Blog

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