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TERRE CELTICHE perchè il blog?

A partire dal dicembre 2012 ho aperto questo blog con contestualizzazione storica e analisi del testo delle canzoni etichettabili genericamente come “musica celtica” ovvero la musica tradizionale (folk music) ma anche antica, delle Terre Celtiche, comprendendo nel termine non solo le “nazioni celtiche” ufficialmente riconosciute, ma anche in senso più lato quella terra che nel Medioevo era chiamata Occitania.

Starting from December 2012 I opened this blog with historical contextualization and analysis of songs that can be labeled generically as “Celtic music”, that is traditional music (folk music) but also ancient, from Celtic Lands, including in the term not only the “Celtic nations” “officially recognized, but also in a broader sense that land that in the Middle Ages was called Occitania.

Così scrive Dominic Behan nelle note di copertina del suo album “Ireland sings”: “Storicamente, i collezionisti di materiale folk, come Sharpe, Herd, Ord, Child ecc., hanno dato un contributo significativo alla conservazione delle tradizioni popolari. Ma immaginare – come alcune persone vorrebbero farci credere al momento – che la ballata sia di per sé degna di studio in senso astratto, è una premessa insensata e indesiderabile. Che tutto in relazione alla canzone popolare debba essere limitato al puro ‘Etnico’, senza considerare i cambiamenti quotidiani che sono una caratteristica di qualsiasi società, equivale a firmare per una sentenza di morte del folklore. Soprattutto, ci si chiede di cantare con una lingua accademica e, prima di andare fuori di testa, dobbiamo scoprire perché. E’ sufficiente impedire ai giovani di creare le proprie canzoni … Tutta questa enfasi sul “sapere popolare”, “l’approccio etnico” ecc. sono di ostacolo al giovane cantante. Lo sta educando all’accento fasullo, alla restrizione idiomatica e al mondo in cui la canzone non è più qualcosa da canticchiare spontaneamente, quanto piuttosto un misticismo relegato al professionista e all’ultra-accademico. Dimentica ‘l’esperto folk’. Apri la bocca e, qualunque sia la tua voce, canta! E al diavolo gli etnicisti. Il canto folk non è la riserva speciale di pochi, ma l’innegabile patrimonio di molti.”

Dominic Behan writes  in the liner notes of his album Ireland sings “Historically, collectors of folk material, like Sharpe, Herd, Ord, Child etc., have made significant contributions to the preservations of folk-lore. But to imagine — as some people would have us believe at present — that balladry is in itself worthy of study in an abstract art sense, is a foolish and undesirable premise. That everything in relation to folk song must be limited to the purely ‘Ethnic’, with no allowance for the day to day changes which are a feature of any society is tantamount to asking us for our signature on a death warrant for folk-lore. Above all, it is asking us to sing with an academic tongue in cheek, and, before we bawl our heads off, we must find out why. It is enough to prevent young people from making their own songs …All this emphasis on ‘Folk knowledge’, ‘Ethnic approach’ etc. is hindering the young singer. It is educating him/her into the phoney accent, the idiomatic restrictive and the world where song is no longer something to have on one’s lips, but a kind of mysticism related only to the professional and ultra academic. Forget the ‘folk pundit’. Open your mouth, and, whatever your voice is like, sing! And to hell with the Ethnicists’. Folk-Song is not the special preserve of the few, but the undeniable heritage of the many.”

12 Risposte a “TERRE CELTICHE perchè il blog?”

  1. Alcuni anni fa ho scaricato il film Songcatcher, che mi è molto piaciuto, Il mio inglese non è malaccio, ma neanche sufficiente a cogliere tutte le sfumature dei dialoghi, Ho cercato il dvd in italiano… ma pare non esistere. Ho cercato nei torrents… ma nessuno lo ha mai caricato, neanche con i sottotitoli (che comunque non vorrei). Sapresti dirmi se esiste e come potrei procurarmelo?
    Grazie.

  2. Stavo cercando altre versioni della canzone “drunken saylor” e per caso sono finita su questo blog. Mi sento veramente fortunata, finalmente posso immergermi nella cultura che più mi affascina. Ti ringrazio per questo blog così completo di informazioni, musica, video e immagini. Mi ha aperto un mondo.

    1. Grazie, e io ho letto il tuo post su “Vorrei più teatri”
      Credo che ogni epoca si possa identificare con il suo prodotto artistico d’eccellenza e che quella attuale sia l’era delle simulazioni digitali. Quando ero bambina erano i libri l’unico mezzo per la conoscenza, poi nell’adolescenza ho avuto l’occasione di fare qualche viaggio vero per il continente, finchè nella mia maturità è arrivata l’era digitale, per me è stato come uno shock al cervello, una banca dati immensa in cui cercare fonti, notizie, vedere posti, manufatti, arte che non avrei mai potuto conoscere con i miei mezzi. In campo musicale poi è diventato tutto a portata di click, registrazioni su cilindri a cera, vinili cd e video musicali.. nel blog riporto una sintesi di queste mie esplorazioni. Se hai esperienze da condividere ben contenta di averti come editore.

    1. Credo che le migliori (e forse uniche) traduzioni delle sue poesie si trovino in “Robert Burns Poesie”, di Masolino D’Amico – Editore: Einaudi 1972.
      http://www.anobii.com/books/Poesie/01874f6937859c4ec5
      Io mi scervello per venire a capo dei testi delle sue canzoni, con risultati più o meno decenti, ma tutt’altro che poetici!
      Non so se ci siano sue biografie in italiano. Parecchio materiale si trova in internet,
      un sito che consulto spesso http://www.robertburns.org/

  3. Anni addietro, con un gruppo amatoriale, ho suonato e cantato Mo Ghile Mear, d’altronde sono sempre stato affascinato dalla musica celtica (e non solo, comunque). Trovare casualmente questa fonte di informazioni è stato piacevole, amando Scozia e Irlanda sembra di viaggiare anche quando non lo si può fare. Grazie… e buon lavoro

    1. Proprio vero, fammi sapere se hai altri brani del cuore, io vado un po’ a caso nella scelta degli articoli e dei pezzi partendo da spunti e suggestioni, ogni suggerimento è apprezzato

  4. Stavo cercando di preparare una serata sulla musica “celtica” da fare nel mio paese ma non conosco l’inglese e, men che meno, il gaelico. Purtroppo libri in italiano ne avevo trovati solo 2. Certo in qualche maniera me la stavo cavando, ma L’Ontano e, di conseguenza, questo blog mi hanno a aperto un mondo e mi hanno complicato le cose. Complicato perché è talmente ricco e vasto il materiale proposto che non so cosa tralasciare.
    Grazie Cattia, forse per “colpa” tua la serata non mi sentirò di farla ma mi hai aperto un mondo che coltiverò per me. anna

    1. immagino tu ti riferisca a un incontro-conferenza di carattere divulgativo per cui inevitabilmente “a grandi linee” perciò mantieniti sui brani tradizionali di Irlanda e Scozia pur citando le altre nazioni celtiche. Poi comincia dall’inizio con la musica bardica sia in versione strumentale (danza) che con il canto (e quindi il gaelico), prosegui poi per filoni tematici (diciamo che il blog è nato dal materiale raccolto proprio per queste evenienze); cerca di selezionare brani per l’ascolto con una discreta varietà di sonorità di modo che complessivamente hai fatto sentire il suono di tutti gli strumenti tipici della musica celtica. E poi “no problem” c’è sempre un inizio da qualche parte..

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