Night Ride Across The Caucasus

Night Ride Across The Caucasus (in italiano “una corsa notturna attraverso il Caucaso”) è un brano composto da Loreena McKennitt per il suo album The Book of Secret. Il concept-album è una stratificazione di storie di viaggi dalla grande migrazione celtica in un passato remoto e quelli erratici di Loreena che le hanno valso il titolo di Lady of Adventure.
Night Ride Across The Caucasus is a song composed by Loreena McKennitt for her album The Book of Secret. The concept-album is a layering of travel stories, from the great Celtic migration in a remote past and the erratic ones of Loreena that have earned her the title of Lady of Adventure.
Loreena McKennitt  in The Book of Secret 1997

Live In Paris And Toronto 1999


Ride on
Through the night
Ride on
Ride on
Through the night
Ride on
I
There are visions, there are memories
There are echoes of thundering hooves
There are fires, there is laughter
There’s the sound of a thousand doves (1)/II
In the velvet of the darkness
By the silhouette of silent trees
They (2) are watching, they are waiting
They are witnessing life’s mysteries
III
Cascading stars on the slumbering hills
They are dancing as far as the sea (3)
Riding o’er the land, you can feel its gentle hand (4)
Leading on to its destiny
IV
Take me with you on this journey
Where the boundaries of time(5) are now tossed
In cathedrals of the forest
In the words of the tongues now lost
V
Find the answers, ask the questions (6)
Find the roots of an ancient tree
Take me dancing, take me singing
I’ll ride on till the moon meets the sea
 7)
Traduzione italiana Cattia Salto
Galoppa
nella notte
Galoppa
Galoppa
nella notte
Galoppa
I
Ci sono opinioni, ci sono ricordi
ci sono echi di zoccoli tonanti
Ci sono fuochi, allegria,
il fruscio di migliaia di colombe
II
Nel velluto della notte
dalla sagoma di alberi muti
ci guardano, ci aspettano
sono testimoni dei misteri della vita.
III
Stelle cadenti sulle colline dormienti
danzano fino al mare,
galoppando sulla terra, si può sentire il suo tocco delicato
che ci conduce secondo la sua volontà
IV
Prendimi con te nel viaggio
dove i  confini del tempo si mescolano
in cattedrali della foresta, nelle parole di una lingua ormai perduta
V
Trova le risposte, fai le domande
trova le radici di un vecchio albero
fammi danzare, fammi cantare
galopperò fin dove la luna incontra il mare

NOTE
1) la colomba simbolo di pace sta a indicare il clima tranquillo che apre il canto: una carovana in viaggio che attraversa le montagne del Caucaso sul far della sera
the dove symbol of peace indicates the tranquil climate that opens this song: a traveling caravan that crosses the mountains of the Caucasus in the evening
2) la notte acuisce i sensi e il silenzio si fa profondo, creature della notte osservano i viandanti, ma gli occhi nella notte possono anche essere occhi guardiani di creature mitiche e leggendarie, spiriti degli antenati, creature magiche emanazioni della Natura
the night sharpens the senses and the silence becomes deep, creatures of the night observe the travelers, but the eyes in the night can also be guardian eyes of mythical and legendary creatures, spirits of the ancestors, magical creatures emanations of Nature
3) il cielo stellato visto in mezzo ad una natura incontaminata suscita dentro di noi qualcosa di estremamente potente
the starry sky seen in the middle of unspoiled nature arouses within us something extremely powerful
4) è la Natura nella sua essenza di Dea Madre nel suo volto benevolo, che da buon pastore guida le sue creature
it is Nature in its essence of Mother Goddess in her benevolent face, which as a good shepherd guides her creatures
5) passato e presente coesistono nel silenzio delle grandi foreste
past and present coexist in the silence of the great forests
6) dalla citazione di Loreena: “Una volta che hai assaporato i segreti, avrai un forte desiderio di comprenderli.”
from Loreena’s quote: “Once you have tasted the secrets, you will have a strong desire to understand them.”
7) la fine del viaggio il Mar Caspio o il Mar nero a seconda della ragione caucasica di partenza, ma in senso lato il punto di arrivo della vita
Black Sea or Caspian Sea, but broadly speaking, the point of arrival of life

Link
https://www.debaser.it/loreena-mckennitt/night-ride-across-the-caucasus/recensione

Dante’s Prayer

“Dante’s Prayer” is the closing track of the album “The Book of Secrets” of the Canadian artist Loreena McKennitt, born from a long train journey along the Trans-Siberian Railway.
Dante is our Dante Alighieri and Loreena reading “L’Inferno” imagines a desperate Dante who at the end of his journey can see God!
[“Dante’s Prayer” è il brano di chiusura dell’album “The Book of Secrets” dell’artista canadese Loreena McKennitt, nato da un lungo viaggio in treno lungo il percorso della Transiberiana.
Dante è il nostro Dante Alighieri e Loreena leggendo l’Inferno si immagina un Dante disperato che alla fine del suo viaggio riesce a vedere Dio.]

Così dichiara Loreena in un’intervista “Durante la realizzazione di “The Book of Secrets” ho provato il momento di maggior commozione viaggiando con la Transiberiana: il dramma umano che vedevo consumarsi fuori dal mio finestrino, al cospetto di tanta gente quasi sempre disperata, si è risolto, dentro di me, in un’esperienza spirituale formidabile. Proprio da qui ho tratto la convinzione che il bisogno di spiritualità degli esseri umani sta diventando sempre più forte. E, soprattutto, sempre più disponibile a svincolarsi dalle gabbie, alquanto rigide, predisposte dalle religioni istituzionalizzate”.

“Dante’s Prayer” begins with a portion of “Alleluia, Behold the Bridegroom” as sung by the St. Petersburg Chamber Choir.
[Il brano inizia con il canto  “Alleluia, Behold the Bridegroom” (Alleluia ecco lo sposo) del St. Petersburg Chamber Choir. (e per chi se lo vuole sentire tutto qui)]

December 18, 1995, Trans-Siberian Railway:
Dante’s The Devine Comedy keeps running through my mind as I gaze out at the landscape passing before me, thinking of the people who inhabit it and how they share this human condition… Are we helping or hurting each other?… How has the West come to this place of transition? Honourably? What are we bringing them? What are their expectations? Are our lives really what they imagine? We always want to believe there is a place better than our own…
[18 Dicembre 1995, tratta Transiberiana:

Non riesco a togliermi dalla mente La Divina Commedia di Dante, mentre osservo il paesaggio che mi scorre innanzi, pensando alle persone che lo abitano e al modo in cui condividono questa condizione umana … Stiamo aiutandoci o ferendoci a vicenda? … Come l’Occidente viene in questo luogo di transizione? Onorevolmente? Cosa li stiamo portando? Quali sono le loro aspettative? Le nostre vite sono davvero ciò che immaginano? Vogliamo sempre credere che ci sia un posto migliore del nostro …]

Loreena McKennitt in “The Book of Secrets” 1997


I
When the dark wood (1) fell before me
And all the paths were overgrown
When the priests of pride say there is no other way
I tilled the sorrows of stone (2)
II
I did not believe because I could not see
Though you came to me in the night
When the dawn seemed forever lost
You showed me your love in the light of the stars (3)
Chorus
Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me
III
Then the mountain (3) rose before me/ By the deep well of desire
From the fountain of forgiveness
Beyond the ice and the fire
IV
Though we share this humble path, alone
How fragile is the heart
Oh give these clay feet wings to fly
To touch the face of the stars
V
Breathe life into this feeble heart
Lift this mortal veil of fear
Take these crumbled hopes, etched with tears
We’ll rise above these earthly cares
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Quando la selva oscura mi si prostrò innanzi e tutti i sentieri erano impraticabili, mentre  i preti dell’orgoglio dicono che non c’è altra strada, io cavavo sangue dalle pietre
II
Non credevo perchè non riuscivo a vedere
eppure sei venuto da me nella notte
quando l’alba sembrava per sempre perduta, mi mostrasti il tuo amore nella luce delle stelle
Coro
Volgi gli occhi all’oceano
affida l’anima al mare
quando la notte buia sembra senza fine, ricordati di me
III
Allora la montagna si innalzò davanti a me, dall’oscuro pozzo del desiderio, alla fonte del perdono
oltre il ghiaccio e il fuoco
IV
Sebbene si condivida questo umile sentiero, soli,
quanto fragile è il cuore!
Oh da’ a questi piedi d’argilla ali per volare e toccare il volto delle stelle
V
Infondi nuova vita in questo flebile cuore, solleva questo velo mortale di paura, prendi queste speranze crollate, scavate dalle lacrime
ci innalzeremo sopra a questi affanni quotidiani

NOTE
1) Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Dante si trovava smarrito, come commenta Benigni nelle sue riflessioni sulla lettura dantesca, era perso davanti a un mondo che non riusciva a capire, sconfitto dalla vita, immerso nella depressione più nera
Dante was lost, as Benigni comments in his reflections on Dante’s reading, he was lost in front of a world that he could not understand, defeated by life, immersed in the blackest depression

2) credo che il significato della frase sia “to get blood out of a stone”.
I believe the meaning of the sentence is “to get blood out of a stone”.
3) per Dante Dio è L’amor che move il sole e l’altre stelle
for Dante God is “the love that moves the sun and the other stars”
4) è la montagna del purgatorio
it is the mountain of Purgatory

Loreena recorded a spanish adaptament in “The Journey Begins” 2008
[Lorenna ha anche  registrato un adattamento del testo in spagnolo ]


I
Cuando la selva oscura cae ante mí
Y los caminos son de hierba
Y los fieles del orgullo dicen, no es así
Cultivo tus penas sobre piedra.
II
No creí porque no pude ver
Y viniste a mí sin huellas
Y el alba perdida parecía
Y diste tu amor con las estrellas.
Coro
Lanza tu mirada al océano
Lanza tu alma hacia la mar
Cuando la noche sea eterna
Me recordarás.
III
Y la montaña se eleva ante mí
Junto al hondo pozo del deseo
De la fuente del perdón
Más allá del hielo y del fuego.
IV
Compartimos el camino
Qué frágil es el corazón
Dale a mis pies alas para volar
Y tocar el rostro de los astros.
V
Dale vida a mi débil corazón
Levanta el mortal velo del miedo
Esperanzas rotas de lágrimas
Lanzadas en la ansia del fuego.
Me recordarás
Me recordarás…
Traduzione in italiano Cattia Salto*
I
Quando la selva oscura mi si para davanti e i sentieri sono d’erba, e i fedeli dell’orgoglio dicono: “non è così”, coltivo le tue pene sulla pietra.
II
Non credevo perchè non vedevo
e tu sei venuto da me senza tracce, all’alba che sembrava perduta, mi hai dato il tuo amore con le stelle
Coro
Volgi lo sguardo all’oceano
affida l’anima al mare
quando la notte sarà eterna,
ti ricorderai di me

III
La montagna sorge davanti a me, accanto al profondo pozzo del desiderio, alla fonte del perdono
oltre il ghiaccio e il fuoco
IV
Condividiamo la strada
(ma) quanto fragile è il cuore!
Oh da’ ai miei piedi ali per volare
e toccare il volto delle stelle
V
Infondi vita in questo flebile cuore, solleva il velo mortale della paura,  speranze infrante di lacrime
lanciate nel desiderio delle fiamme
Mi ricorderai
Mi ricorderai

NOTE
* sto studiando spagnolo solo da pochi mesi 

Skellig

Con “Skellig”(dal cd The Book of Secrets) Loreena McKennitt ripercorre gli ultimi istanti di vita di un monaco irlandese vissuto nel Medioevo, ritraendolo accanto al suo fedele discepolo: erano i tempi del primo monachesimo quando uomini asceti e mistici si ritiravano dal mondo per vivere in luoghi isolati e impervi. Così Loreena s’interroga “Qual’è il ruolo che l’isolamento gioca nell’incoraggiare qualcuno a raggiungere l’essenza divina?”

[With “Skellig” (from The Book of Secrets) Loreena McKennitt traces the last moments of life of an Irish monk lived in the Middle Ages, portraying him next to his faithful disciple: it was the time of the first monasticism when men ascetics and mystics withdrew from the world to live in isolated and inaccessible places. So Loreena wonders “What is the part that plays in encouraging some to reach closer to the essence of God?”]

Nel silenzio dei loro eremi questi monaci compilavano codici e copiavano manoscritti tutto per amore del sapere illuminato dalla parola di Dio, quasi che fosse Dio a sussurrare al loro orecchio.

[In the silence of their hermitages, these monks compiled codes and copied manuscripts all for the sake of knowledge enlightened by the word of God, as if God were whispering in their ear.]


I
O light the candle, John
The daylight has almost gone
The birds have sung their last
The bells call all to mass
Sit here by my side
For the night is very long
There’s something I must tell
Before I pass along
II (1)
I joined the brotherhood
My books were all to me
I scribed the words of God
And much of history
Many a year was I
Perched out upon the sea
The waves would wash my tears,
The wind, my memory
III
I’d hear the ocean breathe
Exhale upon the shore
I knew the tempest’s blood
Its wrath I would endure
And so the years went by
Within my rocky cell (2)
With only a mouse or bird
My friend; I loved them well
IV
And so it came to pass
I’d come here to Romani (3)
And many a year it took
Till I arrived here with thee
On dusty roads I walked
And over mountains high
Through rivers running deep
Beneath the endless sky
V(4)
Beneath these jasmine flowers
Amidst these cypress trees
I give you now my books
And all their mysteries
Now take the hourglass
And turn it on its head
For when the sands are still
‘Tis then you’ll find me dead
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Oh accendi la candela, John
La luce del giorno è quasi svanita
Gli uccelli hanno intonato l’ultimo canto/Le campane richiamano tutti alla messa/Siediti qui accanto a me
Perché la notte sarà molto lunga
C’è qualcosa che ti devo dire
Prima di morire.
II
Mi sono unito ai fratelli
Avevo con me i miei libri
Ho scritto le parole di Dio
E tante cose del passato.
Per molti anni sono rimasto
Appollaiato in mezzo al mare
Le onde lavavano le mie lacrime
(e) Il vento i miei ricordi
III
Ho sentito il respiro dell’oceano
Evaporare sulla spiaggia
Conoscevo la linfa della tempesta
Sopportavo la sua ira
E così gli anni passavano
Nel mio eremo-scoglio (2)
Con soltanto un topo o un uccello
Come amico; Tanto li ho amati.
IV
E poi tutto finì
Sono venuto qui sulla strada per Roma (3)/E ci ho messo più di un anno
per arrivare qui da te
Su strade polverose ho camminato
E su alte montagne
Attraverso le gole dove scorrono i fiumi/ Sotto al cielo infinito
V
Sotto a questo pergolato di gelsomino/Tra questi cipressi
Io ti consegno i miei libri
E tutti i loro misteri
Ora prendi la clessidra
E rigirala sottosopra
Perchè quando la sabbia si fermerà
Allora mi troverai morto

NOTE
1) Nella versione Live in Paris and Toronto (1999), la strofa è modificata
(from a live version appears on Live in Paris and Toronto)
I joined the brotherhood
It’s books were all to me
I scribed the words of God
And much of history
‘Twas not my place to lead
This life of solitude
Until the day there came
A boat of the brotherhood
(traduzione italiano:
Mi sono unito ai fratelli
e i loro libri erano tutti a mia disposizione
ho scritto le parole di Dio
e tante cose del passato.
Non era il mio posto dove condurre
questa vita di solitudine
fino al giorno in cui arrivò
una barca dei monaci)
2) come dal titolo Skellig Michael (la roccia di Michele) è un’isoletta rocciosa nell’Oceano Atlantico a una ventina di kilometri dalla coste del Kerry (Irlanda): soprannominata l’Irish Machu Picchu centro di vita monastica dal VII al XIII secolo, il monastero che si trova in cima alla roccia appollaiato a pareti quasi verticali è diventato patrimonio mondiale dell’UNESCO.
[Skellig Michael (the rock of Michael) is a rocky island in the Atlantic Ocean about twenty kilometers from the coast of Kerry (Ireland): nicknamed the Irish Machu Picchu center of monastic life from the 7th to the 13th century, the monastery that sits atop the rock perched on almost vertical walls has become a UNESCO World Heritage Site.]
3) Così scrive Thomas Cahill nel suo libro How The Irish Saved Civilization : “Cambiarono il loro orizzonte ma non il loro spirito che oltrepassò l’Oceano .” Il primo insediamento in Italia fu il monastero irlandese di Bobbio in Emilia Romagna
[Thomas Cahill writes in his book How The Irish Saved Civilization: “The first settlement in Italy was the Irish monastery of Bobbio in Emilia Romagna]
Romani (Bi’r ar Rummanah) è una località sulla costa mediterranea della penisola del Sinai, oppure è un comune della Romania,  ma quando Loreena scrive la canzone (o inizia a meditare sulla sua composizione) si trova in viaggio in Italia, prima in Toscana e poi in visita al monastero irlandese di Bobbio. Ho preferito così tradurre Romani più liberamente.
[Romans (Bi’r ar Rummanah) is a town on the Mediterranean coast of the Sinai peninsula, or is a town in Romania, but when Loreena writes the song (or begins to meditate on its composition) she is traveling to Italy, first in Tuscany and then on a visit to the Irish monastery of Bobbio.]
4) Nella versione Live in Paris and Toronto (1999), la strofa è modificata
(from a live version appears on Live in Paris and Toronto)
Now beneath these jasmine flowers
Amidst these cypress trees
I give you now my books
And all their mysteries
Harken, John, my word
Let not these keys be lost
The secrets lie within
The writers of the past
(traduzione italiano:
Sotto a questo pergolato di gelsomino
tra questi cipressi
io ti consegno i miei libri
e tutti i loro misteri.
Ascolta bene John le mie parole
non lasciare che vadano perdute queste chiavi,
i segreti che conservano
gli scrittori del passato)

LINK
https://www.adventurous-travels.com/posts/how-to-get-to-skellig-islands
https://www.turistadimestiere.com/2013/11/skellig-michael-il-luogo-piu-inaccessibile-dirlanda.html
https://josvg.home.xs4all.nl/cits/lm/lorecd83.html

MAY DAY TO MUMMERS

Leggi in italiano

May traditions have been preserved in various parts of Europe until the twentieth century: in England it was drastically interrupted at the outbreak of the First World War, it was taken sporadically and kept alive by many Mummers and Morris Dancers, until today.
Generally, as was the ancient tradition, the youngsters of the village went to the woods to pick up the branches of May, (“going a-Maying“), and to bring the May to the country (“the bringing home the May“), mostly dressed up or with costumes extravagant: there were a couple of newlyweds and other figures even more picturesque with special names depending on the place and tradition.

In the nineteenth century the Mummers in Ireland and Brittany took part in the May festival both in the begging songs and to bring May and dance around the May Pole.

Loreena McKennitt from “The Book of Secrets” 1997

THE MUMMER’S DANCE
(composed by Loreena McKennitt)
I
When in the springtime of the year
When the trees are crowned with leaves
When the ash and oak, and the birch and yew
Are dressed in ribbons fair.
When owls call the breathless moon
In the blue veil of the night.
The shadows of the trees appear
Amidst the lantern light.
CHORUS(1)
We’ve been rambling all the night
And sometime of this day,
Now returning back again
We bring a garland gay(2).
II
Who will go down to the shady groves
And summon the shadows (3) there
And tie a ribbon on the sheltering arms
In the springtime of the year?
The songs of birds seem to fill the wood
When the fiddler plays
All their voices can be heard
Long past their woodland days.
III
And so they linked their hands and danced
Round in circles and in rows.
And so the journey of the night descends
When all the shades are gone.
A garland gay we bring you here(1)
And at your door we stand.
It is a sprout well-budded out
The work of our Lord’s hand.

NOTES
1) chorus and last verse are part of the traditional May songs
2) May garland
3) the spirits of the forest and the voices of the ancestors

Also in Italy the chronicles of the time in Romagna (italian region)
“… In the springtime of the year on the night electrifying the youth, young people rush for to sing May under the windows of their favorites.At the same time, you can hear a lot of young girls singing songs by placing on their windows and their doors tree branches with flowers, that is they have planted the May “(Placucci – 1818).
“on the first day of May lovers take a branch of acacia in bloom and go early in the morning to plant it or near the door, or near a window of the beloved: sometimes they attach to this branch gifts such as brooches, handkerchiefs or other, then they sing ” (Bagli – 1885) –translated from here

In England throughout the nineteenth century, various may songs dating back to popular tradition are documented: the Mayers began their itinerant beggin in mid-April singing the May, and ended on the evening of April 30th. They was in small groups of five or six men who accompanied themselves in singing with the violin or flute.
These Mayers are the echo of the cheerful brigades that since the Middle Ages brought the May into the houses: a “Queen of the May” was elected among the most beautiful girls in the village and they danced and singed together around the May Pole.

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

The Mayers wandered both during the night and during the day and had songs for the night and songs for the day often on the same melody. The Night songs were sung on April 30 to leave the May branches at the doors of their neighbors with the request for food and drink. The Day songs were the songs of the 1st of May those more properly of begging in which they asked for coins in exchange for good luck songs.

CHILDREN MAYERS

rasing_maypoleAlso the children were wandering the streets, as for the Wassaling and the Christmas caroling even in spring the children went from house to house for begging, singing a series of verses (learned from the mother): they carried in procession the May garland with a little doll placed between a wreath of flowers and ribbons hanging from a pole (see) and receiving coins and some food-drinks in exchange for the auspicious verses.

Martin Carthy writes  in his album “Holy Heathens and the Old Green Man”, 2006: “There must be dozens of May Day songs from all over the country and the collector Fred Hamer had his own extensive collection, a selection of which was printed in the EFDSS journal* of 1961 along with an article on the subject. He says that a part of the ritual saw Mayers making their feelings known about particular individuals while they were doing their rounds. It was important for people to have the branch of May placed at their doors because a lack of it would certainly be seen as more than just a slight: but indeed it went further. A briar might be left to indicate a liar, and either elder or hemlock and stinging nettles for people of bad moral character; in all probability there were other examples as well.” (* Journal of The English Folk Dance & Song Society)

MAY DAY SONG  (May Day Carol) IN ENGLAND
inghilterraBedforshide
Cambridgshire, Cheshire,  Essex    
Lancashire, Yorkshire
Flag_of_Cornwall_svgObby Oss Festival
Padstow mayday 
Furry Dance di Helston

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
https://terreceltiche.altervista.org/ritual-chants#may

I RITI DEL MAGGIO: CANTARMAGGIO IN INGHILTERRA

Read the post in English

Molte tradizioni del Maggio si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento. Così anche in Inghilterra la tradizione dei “Mayers” non è scomparsa; anche se si è drasticamente interrotta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è stata ripresa sporadicamente e mantenuta viva dai molti Mummers e Morris Dancers, fino ai nostri giorni.
In genere come da antica tradizione erano i giovanotti del paese ad andare nei boschi a raccogliere i rami del maggio, “going a-Maying“, e a portare il Maggio nel paese “the bringing home the May“, per lo più travestiti o con costumi stravaganti: c’erano una coppia di sposini e altre figure ancora più pittoresche dai nomi particolari a seconda del luogo e della tradizione.

Nell’Ottocento i Mummers in Irlanda e in Bretagna, prendevano parte alla festa del Maggio sia nei canti di questua che per portare il maggio e danzare intorno al Palo.

Loreena McKennitt in The Book of Secrets 1997: The Mummer’s Dance (Musica e testo di Loreena McKennitt)


I
In the springtime of the year
When the trees are crowned with leaves
When the ash and oak, and the birch and yew
Are dressed in ribbons fair.
When owls call the breathless moon
In the blue veil of the night.
The shadows of the trees appear
Amidst the lantern light.
CHORUS(1)
We’ve been rambling all the night
And sometime of this day,
Now returning back again
We bring a garland gay(2).
II
Who will go down to the shady groves
And summon the shadows (3) there
And tie a ribbon on the sheltering arms
In the springtime of the year?
The songs of birds seem to fill the wood
When the fiddler plays
All their voices can be heard
Long past their woodland days.
III
And so they linked their hands and danced
Round in circles and in rows.
And so the journey of the night descends
When all the shades are gone.
A garland gay we bring you here(1)
And at your door we stand.
It is a sprout well-budded out
The work of our Lord’s hand.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Nella nuova Primavera
quando gli alberi sono coronati di foglie,
quando il frassino e la quercia, e la betulla e il tasso,
sono decorati con nastri festosi,
quando i gufi chiamano la luna mozzafiato nel velo blu della notte,
le ombre degli alberi appaiono
tra la luce delle lanterne
CORO
Siamo stati in giro per tutta la notte
e parte di questa giornata
e ora, ritornando,
portiamo una ghirlanda festosa
II
Chi scenderà fino a quei boschetti  per evocare le ombre
e legherà un nastro a quelle braccia frondose nella nuova primavera?
I canti degli uccelli sembrano riempire il bosco
quando il violinista suona
si sentono ancora tutte le voci molto tempo dopo i loro giorni nel bosco
III
E poi si davano la mano e danzavano
in cerchio e in fila
e così volge al termine il viaggio della notte
quando tutte le ombre se ne sono andate.
Una ghirlanda festosa vi portiamo
e davanti alla vostra porta stiamo:
è un germoglio ben sbocciato
il lavoro delle mani del nostro Signore

NOTE
1) coro e ultimo versetto fanno parte dei canti tradizionali del Maggio
2) è la ghirlanda del maggio
3) sono gli spiriti del bosco e le voci degli antenati

Anche in Italia  le cronache del tempo in Romagna
…nella notte d’ingresso di tale mese, elettrizzandosi la gioventù, accorrono i giovani a cantare il maggio sotto le finestre delle loro favorite. Contemporaneamente si sentono torme di giovinette cantare canzoni ponendo sulle finestre ed alle loro porte rami di albero con fiori, come dire di avere piantato Maggio” (Placucci – 1818).
il primo giorno di maggio gli amanti prendono un ramo di acacia in fiore e vanno la mattina per tempo a piantarlo o presso l’uscio, o vicino ad una finestra dell’amata: alcune volte attaccano a questo ramo doni come spille, fazzoletti o altro. Poi cantano” (Bagli – 1885) (tratto da qui)

In Inghilterra per tutto l’Ottocento, sono documentati vari canti di questua primaverili risalenti alla tradizione popolare:  i maggianti iniziavano a metà Aprile la loro questua primaverile cantando il Maggio di casa in casa, e terminavano la sera del 30 Aprile. Si trattava di un gruppetto di cinque o sei uomini che si accompagnavano nel canto con il violino o il flauto.
Questi Maggianti erano l’eco delle allegre brigate che fin dal Medioevo facevano entrare il Maggio nelle case: prima dello spuntare del giorno di Calendimaggio i giovani del villaggio raccoglievano fiori di campo e rami di biancospino, entravano in paese: cantando e danzando, appendevano alle finestre i rami raccolti e donavano i fiori alle fanciulle più graziose: veniva eletta una “regina del Maggio” tra le fanciulle più belle del paese e i giovani si incontravano per danzare e cantare insieme intorno al Palo del Maggio.

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

I Mayers giravano sia durante la notte che durante il giorno ed avevano canzoni per la notte e canzoni per il giorno spesso sulla stessa melodia. Le Night songs erano cantate il 30 aprile per lasciare i rami di biancospino o più in generali i rami fioriti detti Maggio alle porte dei loro vicini con la richiesta di cibo e bevande. Le Day songs erano le canzoni del 1° Maggio quelle più propriamente di questua in cui si chiedevano delle monete in cambio delle canzoni benaugurali.

IL MAGGIO DEI BAMBINI

rasing_maypoleErano anche i bambini a girare per le strade, come per il Wassaling e il caroling natalizio anche in primavera i bambini andavano di casa in casa per la questua, cantando una serie di versi (imparati dalla mamma): portavano in processione la ghirlanda del maggio (rami del Maggio o aste decorate con ghirlande fiorite), una bambolina posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un’asta (vedi) e ricevevano monete e un po’ di cibo-bevande in cambio delle strofe benaugurali.

Martin Carthy così scrive  nell’album “Holy Heathens and the Old Green Man”, 2006: ci sono dozzine di canzoni del Primo Maggio provenienti da tutto il paese e il collezionista Fred Hamer ha una sua vasta raccolta,  di cui una selezione è stata stampata nella rivista EFDSS * del 1961 insieme ad un articolo a questo proposito. Fred Hamer dice che una parte del rituale consisteva nel far conoscere i propri sentimenti a certe persone mentre si stava facendo il giro. Era importante per le persone avere il ramo di maggio davanti alla porta perché la sua mancanza era vista come qualcosa di più di un semplice affronto. Un rovo poteva essere lasciato per indicare un bugiardo, la cicuta o le ortiche per le persone dalla pessima integrità morale; con ogni probabilità c’erano anche altri esempi. (* Journal of The English Folk Dance & Song Society)

MAY DAY SONG  (May Day Carol) IN INGHILTERRA
(suddivisione in contee)

Introduzione (preface)
inghilterraBedforshide
Cambridgshire, Cheshire, Essex  
Lancashire, Yorkshire
Flag_of_Cornwall_svgObby Oss Festival
Padstow mayday 
Furry Dance di Helston

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html

https://terreceltiche.altervista.org/ritual-chants#may