SEA LONGING (AN IONNDRAINN MHARA)

Una melodia tradizionale dalle Isole Ebridi della collezione di Marjory Kennedy-Fraser. Il titolo si traduce in italiano come “Desiderio del mare”: si tratta di una particolare nostalgia del mare, un inappagabile struggimento, tipica delle creature fatate provenienti dal mare. Questo sentimento è un topico della letteratura fantasy richiamata anche dal “padre” del genere: “It is said by the Eldar that in water there lives yet the echo of the Music of the Ainur more than in any substance else that is in this Earth; and many of the Children of Iluvatar hearken still unsated to the voices of the Sea, and yet know not for what they listen. “(The Silmarillion, Tolkien) Nell’oceano risuona ancora la voce primigenia che ha creato il mondo, la quale attira le creature fatate e in particolare gli Elfi molto sensibili verso la musica, essendo ottimi musicisti. Oltre il Mare ci sono le Terre Imperiture, il Reame Beato (ovvero l’altromondo celtico.)
Nel cuore di tutti gli (elfi) Esuli la nostalgia del Mare era un inguaribile tormento; nell’animo dei Grigi Elfi un’inquietudine latente, che una volta destata non poteva essere più placata.” (Appendice F, A proposito degli Elfi) Così scrive Tolkien descrivendo lo stato d’animo degli Elfi lontani dalla loro Terra Madre; questo “richiamo del mare” è ben presente nella musica celtica delle Isole dalla Scozia.

Il brano non è molto conosciuto, in pratica l’unica versione che si trova in rete è quella raccolta da Marjory Kennedy-Fraser ma molto rielaborata. Possiamo presumere si tratti del canto di una selkie,  costretta a vivere in forma umana. Secondo la leggenda bastava rubare e nascondere la pelle della foca mentre era mutata in fanciulla danzante sugli scogli, la creatura del mare si sarebbe trasformata in una docile e servizievole moglie…

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Una bella versione strumentale quella di Susan Craig Winsberg nel Cd La Belle Dame (1999)
ASCOLTA Susan Craig Winsberg

E per chi piace la musica classica la rielaborazione sinfonica di Sir Granville Bantock

ASCOLTA Lisa Milne (soprano), Sioned Williams (arpa) in Land of Heart’s Desire. Nelle note si legge: “The air was collected by Mrs Kennedy-Fraser and her daughter Patuffa from Anne Monk of Benbecula but the accompaniment is by Sir Granville Bantock. The words are described as ‘an old fragment’ adapted and translated by Kenneth Macleod”

ASCOLTA Kenneth McKellar su Spotify


Sore sea-longing in my heart,
Blue deep Barra waves are calling,
Sore sea-longing in my heart
Glides the sun, but ah! how slowly,
Far away to luring seas!
Sore sea-longing in my heart,
Blue deep Barra waves are calling,
Sore sea-longing in my heart,
Hear’st, O Sun, the roll of waters,
Breaking, calling by yon Isle?
Sore sea-longing in my heart,
Blue deep Barra waves are calling,
Sore sea-longing in my heart.
Sun on high, ere falls the gloamin’,
Heart to heart, thou’lt greet yon waves.
Mary Mother(1), how I yearn,
Blue deep Barra waves are calling,
Mary Mother, how I yearn.
traduzione italiano Cattia Salto
Nostalgia del mare nel cuore
le onde oltremare di Barra chiamano,
Nostalgia del mare nel cuore
sfugge il sole ma oh si piano,
per adescare il mare!
Nostalgia del mare nel cuore
le onde oltremare di Barra chiamano,
Nostalgia del mare nel cuore,
Senti oh Sole le onde del mare, che si frangono e chiamano dalla lontana Isle?
Nostalgia del mare nel cuore
le onde oltremare di Barra chiamano,
Nostalgia del mare nel cuore.
Sole supremo ecco scende il crepuscolo,
cuore contro cuore, andrai a salutare quelle onde,
madre Maria(1), che struggimento,
le onde oltremare di Barra chiamano,
madre Maria, che struggimento!

NOTE
1) probabilmente Bride la dea che veniva chiamata Maria in una sorta di sincretizzazione con la religione cristiana

Viccy Wanliss  composizione strumentale

APPROFONDIMENTO DEL MITO: SCHEDA continua

FONTI
http://www.craigrecords.com/recordings/la-belle-dame/
http://www.poetrynook.com/poem/sea-longing-0
http://inkpot.com/classical/bantocksyms.html

AIGNISH ON THE MACHAIR

Una canzone dalle Isole Ebridi per commemorare la fine di una vita, colta dalla vecchiaia, così come dovrebbe essere una morte serena. La canzone esprime la nostalgia per la propria terra e il desiderio di giacere anche in morte, nel grembo della comunità di appartenenza.

aignish-cimitero
Il testo è stato composto da Agnes Mure Mackenzie di Stornoway, isola di Lewis (Ebridi esterne) su di una vecchia melodia scozzese. Nel canto si cita il cimitero di Aignish, un borgo poco distante da Stornoway già luogo di insediamenti monastici medievali. I ruderi di una piccola chiesa dedicata a S Columba sono il fulcro di un cimitero (per il clan dei Macleod) proprio a ridosso del mare. (vedi)

ASCOLTA Capercaillie in The blood is strong 1988 e ristampa 1995
Nell’album il brano è accreditato sia a John Archie Morrison che a Marjory Kennedy Fraser, che con il suo lavoro ha più arrangiato il materiale tradizionale delle isole Ebridi, che composto qualcosa di suo.

AIGNISH ON THE MACHAIR
I
An ciaradh m”fheasgairs mo b`heath `air claiodh
Mo rosg air dunad`s a`bhas gun chli
Stuir curs` an lar leam gu Eilean ciatach
Gu Aignish sgiamhach far an d`araich mi
II
An sin gun cairich sibh mi` san fhod
A mheasg mo chairdean `smo shinnsrean coir
Ri toonan barr-gheal a` bualadh traghad
`Sri machair(2) Aignish nan laoighs nam bo.
III(3)
Bi eoin an aite gach la ri seinn
‘S an iarmailt ghorm sin gu h-ard os cionn
Is machair Aignis ri taobh na traghad
Gu tosdach samhach ‘s mi sint’ ‘s a’ chill
AIGNISH SULLA PIANA*
I
When day is over and life is done
My eyes have closed and my strength has gone
Steer my course westwards(1) to the beautiful island
To lovely Aignish where I was raised
II
There please leave me on the ground
By parents kindly and all my friends
By white waves pounding on beaches sounding/And the plains of Aignish of the calves and cattle.
III
The birds of the place will sing every day
In those blue skies high above me
And the plains of Aignish beside the beach
Peaceful and still as I rest in the grave
traduzione italiana Cattia Salto
I
Quando il tempo è alla fine e la mia vita trascorsa, ho chiuso gli occhi e  mi sono lasciata andare
accoglimi allora nella Terra dell’Ovest(1) nella splendida isola
della bella Aignish dove sono cresciuta.
II
Là lasciatemi sottoterra
con i genitori amati e tutti i miei amici,
tra il suono delle onde chiare che si frangono sulla spiaggia,
sulla piana erbosa (2) di Aignish delle mandrie
III
Gli uccelli del posto canteranno tutto il giorno
in quei cieli azzurri stesi su di me
sulla piana di di Aignish accanto al mare in pace e quiete così riposerò nella tomba

NOTE
* una traduzione più letterale qui
1) è l’Avalon, la terra delle fate, l’altromondo celtico
2) machair è una fertile pianura d’erba, come se ne trovano sulle isole Ebridi proprio a ridosso della spiaggia

La traduzione di Agnes Mure Mackenzie (in Lyra Celtica)

When day and night are over,
And the world is done with me,
Oh carry me west and lay me
In Aignish by the sea.

And never heed me lying
Among the ancient dead,
Beside the white sea breakers
And sand-drift overhead

The grey gulls are wheeling ever,
And the wide arch of sky,
Oh Aignish on the Machair(2),
And quiet, quiet there to lie.

AMHRÁN MHUÍNSE

FONTI
http://www.visitouterhebrides.co.uk/see-and-do/st-columbus-church-eaglais-na-h-aoidhe-p524161 http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/aignish.htm http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/aignis.htm http://www.elvendale.de/songs/aignish.html
http://www.albumtrad.com/en/ishbel-macaskill/00392-sioda.xhtml http://www.alansim.com/scohtml/sco262.html http://www.cdandlp.com/kennedy-fraser-traditional/land-of-heart-s-desire-lisa-milne-sioned-williams/cd/r116587407/

JOY OF MY HEART

cottage-mullL’isola di Mull in gaelico scozzese si dice “Eillean Muilleach” è la seconda isola per grandezza delle Ebridi interne e si trova proprio di fronte alla penisola del Morven (vedi), la canzone è una dichiarazione d’amore ..  verso l’isola stessa, nel testo traspare lo spirito celtico, un profondo sentimento di comunione con la natura (mare e terra, uomo e dei nati da un primordiale incantesimo senza fine).

L’isola è nota per una canzone dei Tannahill Weavers i quali si sono ispirati al brano di Archie Fischer che l’accredita a H. Roberton (nel libro “Song of the Isles” 1950) dicendo che il testo è stato tradotta da una precedente versione in gaelico scozzese. Vero è invece il contrario: è stato John R. Bannerman a tradurre il testo di Roberton in gaelico. La melodia è un tradizionale dal titolo Leannan Mo Ghaoil.

Nelle note di commento i Tannahill Weavers  (che per chi non li conoscesse sono dei grandi mattacchioni) scrivono “We find on our travels that people who live hundreds of miles from the ocean (beachcombers do not tend to inhabit cities such as Omaha, Nebraska, or Stuttgart) find it hard to relate to the fact that it is possible to fall in love with an island.  Some have even gone so far as to say they find the whole idea perverse. We are happy to say that in Scotland we do not find it perverted in the slightest.  Falling in love with an island is an everyday occurrence here and perfectly acceptable to society in general. A Scottish pervert is something completely different… a man who prefers women to whiskey.” (tratto da qui)

IN VIAGGIO
http://www.unpontepercaledonia.it/isola-di-mull-giro-dellisola/ http://www.laphroaig.it/it/news/news_473.html http://hartofmull.co.uk/blog/
http://hartofmull.co.uk/blog/

ASCOLTA The Tannahill Weavers


Sing ye o’ the Cuillins o’ Skye
Harris, Dunvegan, fair Iona
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Whether I wander east or west
waking or dreaming, you are near me
Joy of my heart, Eilean Mulligh
Peat and heather, how they call me
Little wee bothan by the hillside
Friendly hearts are waiting to greet me
Welcoming arms are there to hold me
Tradotto da Cattia Salto
Cantami di Cuillins di Skye,
Harris, Dunvegan, della bella Iona,
Gioia del mio cuore, isola di Mull, ovunque vada a est o a ovest
da sveglio o nel sonno tu mi sei vicina, gioia del mio cuore, isola di Mull.
Torba ed erica che mi attirano,
un piccolo cottage sulla collina.
Cuori amici mi aspettano per salutarmi e braccia accoglienti sono là per sostenermi.

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1108lyr3.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=43242

THA SEATHAN AN-DIUGH NA MHARBHAN

‘Seathan Mac Rìgh Eireann’ (John il figlio del Re d’Irlanda) è un canto molto antico, in origine un lamento funebre (Cumha Sheathain = Lament For Shehan) poi diventato una waulking song (vedi), largamente diffuso per le Highlands e le Isole della Scozia è ancora cantato anche se solo parzialmente nelle Isole Ebridi. Sebbene nel titolo ci si riferisca ad un figlio del re d’Irlanda il gaelico utilizzato è quello scozzese e non irlandese, gran parte del testo è stato trascritto nell’imponente opera di Alexander Carmicheal e occupa alcune pagine richiedendo un’ora intera  per arrivare fino alla fine.

GAELIC LAMENT

compiantoUna slow air particolarmente triste e malinconica  è la melodia di una commemorazione funebre, officiata nella tradizione celtica dalle donne, e cantata da dalle “prefiche” professioniste durante i riti di sepoltura. Tale ruolo era svolto in epoca Alto-Medievale dal bardo celtico ovvero  l’erede delle tecniche del canto proprie della tradizione sciamanica paleo-mesolitica, che secondo alcuni studiosi di antropologia era ampiamente praticata dalle popolazioni “europee”.
Tali lamenti sono spesso attribuiti alla moglie del guerriero morto eroicamente in battaglia e seguono un andamento tutto sommato già codificato e tradizionale, ad esempio nel mondo classico greco la donna esprime la preoccupazione per sé e soprattutto per il figlio unitamente al desiderio di morire, i ricordi del passato ma anche visioni del futuro.
Nella tradizione irlandese del caoineadh, la lamentazione funebre ritualizzata, rimasta praticamente immutata fino alla prima metà del secolo scorso, domina ” l’amarezza per la perdita, la celebrazione del valore del defunto, il desiderio di rivincita se la morte è ritenuta ingiusta o peggio causata ingiustamente. Ed è anche per questo che la Chiesa vedeva nel caoineadh una pericolosa forma di allontanamento dai precetti cristiani, tanto che, nel corso del XIX sec. la ricusa della Chiesa cattolica si avvicina a quella della Chiesa protestante.
La prefica è tanto il simbolo che l’agente attivo della transizione del defunto nell’Aldilà e della sua integrazione fra gli antenati. Lo fa attraverso la recitazione ritualizzata  della lamentazione. Si tratta di un rito di riconciliazione tra il defunto e la sua famiglia, ma anche tra il defunto e la comunità. Questa riconciliazione avviene attraverso l’espressione, in forma poetica, delle lodi per il defunto e del dolore per la sua perdita, ma anche del riconoscimento delle ingiustizie da lui subite e, quando le circostanze lo richiedono, della sua genealogia. Egli è in grado di sentirla e questo è un aspetto di non poca importanza poiché, nella tradizione irlandese, il defunto possiede la capacità di sentire fino al momento in cui il sacerdote non abbia gettato tre palate di terra sulla sua bara…
Il caoineadh, recitato come s’è detto da prefiche professionali, è spesso improvvisato nell’atto di recitarlo, ma l’improvvisazione avviene secondo una complessa tecnica codificata. Questa modalità non è dissimile dall’improvvisazione codificata nella musica classica indiana. In genere la lamentazione viene dedicata a un membro maschio della famiglia. Tuttavia, accanto alla parte improvvisata, v’è una consistente parte che viene memorizzata e tramandata oralmente. Questo richiede alla prefica, che molto spesso è illetterata e in genere appartiene ai ceti più bassi, eccezionali doti di improvvisazione poetica, ma anche di eccezionale memoria.
In occasioni più solenni, o di personaggi particolarmente importanti, le prefiche possono essere più d’una, ma una sola conduce e controlla l’esperienza della lamentazione, mentre le altre fanno da coro alla fine di ogni strofa, emettendo un suono gutturale: och, ochòn o ul-lu-lu, simile quindi al greco eleleu. Il metro rosc usato nel caoineadh è, come s’è detto, antichissimo ed è certo da ricollegarsi alla tradizione dell’eulogia propria dei filìd, i druidi poeti, o bardi, poiché, nella sua forma più nobile ed elevata, la poesia bardica e l’esercizio della parola erano strettamente interconnessi nel tipo di metro usato, al contenuto e alla circostanza. In antico infatti, era compito dei bardi di corte levare il compianto per il nobile capo, mentre successivamente a questa pratica si unisce e poi si sostituisce la figura della prefica. (tratto da qui)

Il canto, accompagnato dall’oscillazione ritmica del busto, ha un andamento quasi ipnotico che porta il cantore in uno stato di trance. Come già detto all’inizio del brano si conoscono molte versioni, più che altro sono frammenti tramandati tradizionalmente di un più ampio lamento funebre (di cui anticamente si contavano un centinaio di strofe o più).
Lo schema è quello tipico delle waulking song con il primo coro ripetuto seguito da un verso chiuso dal secondo coro. Il verso è ripreso nella seconda strofa in cui si introduce il secondo verso sempre intercalato ai due cori.

Molte sono le registrazioni sul campo raccolte nelle Isole Ebridi
Tha Seathan An-diugh na Mharbhan: http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/25880/1
Cumha Sheathain:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/94370/1
Seathan Mac Rìgh Èireann:
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/21240/1
come pure le registrazioni da parte di musicisti professionisti o semi-professionisti

ASCOLTA su Spotify Catherine-Ann MacPhee: Seathan


Seisd 1: Hù rù o na hi òro
Tha Seathan an-diugh na mharbhan
Seisd 2: Na hi hò hùg òro
Sgeul as olc le luchd a leanmhainn
Sgeul is ait le luchd a shealga
Naidheachd a bha dhomhsa searbh dhe
‘S mairg thuirt riamh rium gum b’e bhean dhubhach mi
Bean bhochd chianail chràiteach dhubhach mi
Bean bhochd a thug spèis dha buidheann mi
Piuthar do Fhionn ‘s do Niall Buidhe mi
‘S minig a chuala ‘s nach do dh’innis e
Gu robh mo leannan-sa am Minginis
Nam bitheadh e sin, ‘s fhad o thigeadh e


ASCOLTA
su Spotify Maggie MacInnes
ASCOLTA Flora Mac Neil
in “Orain Floraidh”: Seathan Mac Rìgh Eireann
In her sleeve note Floraidh states that she acquired this song from the singing of a cousin of her mother’s, Mary Johnstone, and that Mary sang this as a lament. Floraidh also informs us that in Carmichael’s “Carmina Gadelica”, this song is listed as a waulking song. Floraidh sings it as a lament. Tender, intimate, it is a giant of a song that recollects the life joys of one who now mourns. (tratto da  qui)

Hu ru o na hi ho ro
Tha Seathan an diugh na mharabhan
Na hi ho, ho ro hug o ro o
Sgeul ’s olc le fearaibh Alba
Sgeul ’s aite le luchd an t-sealga
Bannsa Seathan a falbh Slèibhte
Mise lag ’s easan treubhach
Cota ruadh mu leth mo shlèisne
’S iomadh beinn is gleann a shuibhal sinn
Bha mi ’n Ile, bha mi ’n Uibhist leat
Bha mi ’n i na cailleacha dubha leat
Bha mi’n Sleibhte nam ban buidhe leat
Bha mi ’n Eirinn an Coig Mhumha leat
Dh’èist mi n’ Aifrionn ’s a Chill Chumha leat
Mac mo righ o Thir Chonaill thu
Seathan, Seathan mo ghille grèine,
Och dham dheòin gun do ghlachd an t-eug thu
Dh’fhàg siud mise dubhach deurach
Cha toirinn do lagh na Rìgh thu
Cha toirinn dhan chro naoimh thu
Cha gheitinn do Mhoire Mhìnn thu
Air eagal ’s an cailinn fhìnn thu

TRADUZIONE INGLESE
Seathan(1) today is dead
A sad tale to the men of Scotland
A sad tale to his followers
A joyous tale to his pursuer
I and Seathan crossing  mountain
I was weak but Seathan was strong
A russet coat around my thigh
Many a glen and ben we travelled
I was in Islay and in Uist with you
I was in Iona of the nuns(2) with you
I was in Sleat (3)of the yellow haired women with you
I was in Ireland in the Province of Munster with you
I heard Mass in Cill Chumha with you/You were son of the King of Tir Chonail(4)
Seathan my brightness of the sun
Woe is me that death has caught you
And that has left me sad and tearful
I would not give you to law or king
I would not give you to the Holy Rood (5)
I would not give you to the gentle Mary
For fear that I would lose you myself.
tradotto da Cattia Salto
John stanotte è morto
una triste notizia per gli scozzesi
una triste notizia per i suoi compagni, un’allegra notizia per il suo inseguitore. Io e John attraverso le montagne, ero stanca ma John era forte, una giubba rossa fino alla coscia, superammo più di una valle,
ero a Islay e Uist con te,
ero a Iona delle monache con te;
ero a Sleat delle donne bionde
con te
ero in Irlanda nella provincia del Munster con te,
ho sentito la messa a Cill Chumha con te;
eri il figlio del re di Tir Chonail,
John mio sole luminoso,
mio è il dolore da quanto la morte ti ha catturato, e mi ha lasciato triste e piangente, non vorrei darti al giudice o al re,
non vorrei darti alla Santa Croce
non vorrei darti alla dolce Maria,
perché temo di perderti

NOTE
1) Seathan (Eòin, Iain, Seon) nome proprio maschile equivalente a John, Ian
2) nell’isola di Iona si stabilì nel 1200 non solo un monastero maschile ma anche una comunità di suore agostiniane, le suore indossavano abiti neri che vennero chiamate in gaelico “cailleach Dhubh
3) isola di Skye
4) Tír Ċonaill = la Terra di Conall inglesizzato in Tyrconnell era un regno d’Irlanda (Nord-Ovest) rimasto indipendente fino al 1601 equivalente grosso modo alla contea del Donegal (anche se ben più vasto); il regno venne istituito nel V secolo da un figlio di Nial dei Nove Ostaggi (in inglese Niall of the Nine Hostages) e governato dal clan O’Donnell fino alla Fuga dei Conti
5) Holyrood Palace, fondato come monastero da Davide I nel 1128, è stato adibito a residenza principale dei sovrani di Scozia a far data dal XVI secolo. Il palazzo è ubicato ad Edimburgo alla fine del Royal Mile. (da Wikipedia)

 

Chuir M’athair Mise Dhan Taigh Charraideach (Skye Waulking Song)

Questo secondo titolo, una waulking song dell’Isola di Skye, si può considerare una parte del Cumha Sheathain, anche se il testo parla di una fuga d’amore..

ASCOLTA Joan Mackenzie

ASCOLTA ben tre versioni con Karen Matheson

Capercaillie in Nàdurra, 2000


Seisd 1 Hi ri huraibhi o ho
Chuir m’athair mise dha’n taigh charraideach
Seisd 2: O hi a bho ro hu o ho
‘N oidhche sin a rinn e bhanais dhomh
Gur truagh a Righ nach b’e m’fhalairidh
M’an do bhrist mo lamh an t-aran dhomh
M’an d’rinn mo sgian biadh a ghearradh dhomh
Sheathain chridhe nan sul socair
Tha do bhata nochd ‘s na portaibh
Och, ma tha, chaneil i socair
O nach roch(2) thu, ghaoil, na toiseach.


TRADUZIONE INGLESE
My father sent me to the house of sorrow(1)
that night he held my wedding for me
what a pity, O king, that it wasn’t my funeral party,
before my hand broke the bread for me
before the knife cut my food for me
beloved Seathen of my calm eyes
your boat tonight is in port
oh if it is it won’t be calm
Oh that you weren’t, my love, in her bow.

tradotto da Cattia Salto
Mio padre mi ha dato un grande dolore
quella notte che ha combinato il mio matrimonio per me. Che peccato o Re che non fosse la festa del mio funerale, prima che la mia mano spezzi il pane
e il coltello tagli il cibo per me,
amato John dagli occhi dolci,
la tua barca stanotte è nel porto,
se così è, non ci sarà requie,
se non ci sarai tu amore mio a prora

NOTE
1) house of sorrow è a volte l’eufemismo per indicare un bordello, in questo contesto il significato è: My father caused me great distress
2) Should be ‘robh’ not ‘roch’= Oh, weren’t you, love, the first and foremost

FONTI
Journal of the Folk-Song Society, 16 (1911) [The Frances Tolmie Collection], 207-208.
Songs of the Hebrides pubblicato da Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth MacLeod.  Vol. 2.  London: Boosey and Co., 1917, pp. 73-79.
Carmina Gadelica.  Vol. 5.  pubblicato da Angus Matheson.  Edinburgh: Oliver and Boyd, 1954, pp. 60-83.
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.html#
http://www.continuitas.org/texts/benozzo_lachrymae.pdf http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/chuirmathairmisedhantaighcharraideach.asp http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/primary/seathan.asp http://www.celticlyricscorner.net/macneil/seathan.htm http://carmichaelwatson.blogspot.it/2011/08/song-narrative-of-seathan-mac-righ.html http://www.folkmusic.net/htmfiles/inart592.htm http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/anon6.htm
http://www.parametermagazine.org/seathan.htm

Bidh clann Ulaidh versus Song of the Exile (We will go home)

Read the post in English

donna-culla-WILLIAM-ADOLPHE-BOUGUEREAUBidh clann Ulaidh (in inglese “The Clan of Ulster”) è una ninnananna dalla isole Ebridi , in cui la mamma addormenta la bambina (immagino che il neonato sia di sesso femminile), raccontandole del grandioso matrimonio che la sua famiglia le organizzerà quando arriverà in età da marito. Vengono citati così i nomi di Clan importanti e anche dei parenti irlandesi illustri che andranno al matrimonio per festeggiare gli sposi e onorare la famiglia.
I matrimoni tra famiglie d’alto ceto erano eventi famosi di cui la gente parlava e che ricordava per anni,   sui quali si scrivevano canzoni (qui), in cui i capi clan sfoggiavano la loro liberalità e magnificenza. I matrimoni permettevano di stringere delle alleanze (anche se non sempre durevoli) tra i clan ed erano dei contratti che comportavano lo scambio di bestiame, denaro e proprietà, chiamati tocher per la sposa e dowry per lo sposo.

LA MELODIA

La melodia è qualcosa di magico, c’è una versione che surclassa – a mio avviso- tutte le altre, quella del virtuoso (nonché scozzese) Tony McManus il “Celtic fingerstyle guitar legend”..

Tony McManus live

(immagino che la melodia vi faccia venire in mente qualcosa.. chi non ha visto King Arthur?)
Insomma il brano è così bello già così ma se ci aggiungiamo anche il violino?
Alasdair Fraser & Tony McManus (e restiamo persi nel cielo)

E infine ascoltiamo il canto..

Catherine-Ann MacPhee 2014

Can Cala 2014

GAELICO SCOZZESE
I
Bidh clann(1) Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Bidh clann Ulaidh air do bhanais
Bidh clann Ulaidh luaidh ‘s a lurain
Dèanamh an danns air do bhanais
Sèist:
Bidh clann a’ rìgh, bidh clann a’ rìgh
Bidh clann a’ rìgh air do bhanais
Bidh clann a’ rìgh seinn air a’ phìob
Òlar am fìon air do bhanais
II
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Bidh Clann Amhlaidh air do bhanais
Bidh Clann Amhlaidh nam feachd greannmhor
Dèanamh an danns air do bhanais
III
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach(5)
Bidh Clann Dhòmhnaill air do bhanais
Bidh Clann Dhòmhnaill tha cho neònach
Dèanamh an danns air do bhanais
IV
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir(7)
Bidh Clann Choinnich air do bhanais
Bidh Clann Choinnich nam feachd soilleir
Dèanamh an danns air do bhanais

I
My love, my darling child
The Clan of Ulster(2) will be at your wedding
My love, my darling child
The Clan of Ulster will dance at your wedding
Chorus:
The king’s clans, the king’s clans
The king’s clans will be at your wedding
The king’s clans playing the pipes
Wine will be drunk at your wedding
II
Clan MacAulay(3), a lively crowd
Clan MacAulay will be at your wedding
Clan MacAulay, a lively crowd
Will dance at your wedding
III
Clan Donald(4), who are so special(5)
Clan Donald will be at your wedding
Clan Donald, who are so special
Will dance at your wedding
IV
Clan MacKenzie(6) of the shining armor(7)
Clan MacKenzie will be at your wedding
Clan MacKenzie of the shining armor
Will dance at your wedding
traduzione italiano Cattia Salto
I
Amore mio, mia cara bambina,
il Clan dell’Ulster andrà al tuo matrimonio,
Amore mio, mia cara bambina,
il Clan dell’Ulster  ballerà al tuo matrimonio.
Coro
Il Clan dei Re
il Clan dei Re andrà al tuo matrimonio
mentre suoneranno le cornamuse
e il vino sarà bevuto al tuo matrimonio.
II
Il Clan MacAulay, un gruppo esuberante, il Clan MacAulay andrà al tuo matrimonio,
il Clan MacAulay, un gruppo esuberante, ballerà al tuo matrimonio.
III
Il Clan Donald, non c’è da stupirsi,
il Clan Donald andrà al tuo matrimonio,
il Clan Donald, non c’è da stupirsi,
ballerà al tuo matrimonio.
IV
Il Clan MacKenzie dall’armatura splendente
il Clan MacKenzie andrà al tuo matrimonio.
il Clan MacKenzie dall’armatura splendente
ballerà al tuo matrimonio.

NOTE
1) la parola “clan” deriva dal gaelico scozzese “clann“= “bambino” per sottolinea il forte legame di sangue tra il capo e le famiglie (discendenza). I clan sono estensioni territoriali controllate dal chief (il capo) che vive in un antico castello o casa fortificata. Occorre sottolineare che non tutti gli appartenenti al clan sono anche discendenti di sangue del capo, perchè potevano anche essersi “affiliati” al clan che prestavano giuramento in cambio di protezione. Ad Hogmany o al momento dell’elezione del nuovo capo tutti i rispettivi capi famiglia giuravano fedeltà al capo-clan. Il capo  è un Laird, guida del clan e legale rappresentante della comunità
2 ) in Irlanda l’Ard Ri, il re dei re proviene dal Nord, dall’Ulaidh, la terra dei guerrieri e il Clan degli O’Neil rimase sempre un clan prestigioso anche dopo la conquista inglese.
3) Clan MacAulay è un clan scozzese di Argyll, tra i più antichi della Scozia che vantava la propria discendenza dal re dei Pitti: si colloca territorialmente a cavallo tra Lowland e Highland
4) il Clan Donald è uno dei clan scozzesi più numeroso ed articolato in numerose suddivisioni. Il Signore delle Isole è per tradizione un MacDonald (isole Ebridi)
5) scritto anche “tha cha neonach”= “it’s no wonder” che ha molto più senso per me
6) il Clan MacKenzie è un clan delle Highland il cui stemma riproduce una montagna in fiamma e il motto dice ” Luceo non uro” (in italiano: brillo, non brucio)
7) tradotto anche come “bright clothing”

Il brano mi ha richiamato alla mente la “Song of Exil” del film King Arthur di Antoine Fuqua (2004) (molto simili nella linea melodica)

VANORA – WE WILL GO HOME (ACROSS THE MOUNTAINS)

Il brano è cantato da Vanora (moglie di Bors) agli uomini di Artù – del popolo dei Sàrmati, (ma in realtà si rivolge al bambino che ha in braccio e quindi è a lui, ma anche al guerriero-marito, che canta una ninna-nanna)  nell’imminenza della partenza per una missione “suicida”; gli uomini vogliono ritornare a casa, hanno il salvacondotto che li libera dalla servitù a Roma, ma scelgono di restare al fianco del loro comandante, il romano-britanno Artorius:  “ognuno è artefice del proprio destino” (la trama qui).

Così scrive Caitlin Matthews “Io ho arrangiato/tradotto “Song of the Exile” che appare nel film e non è stato registrato nel CD. Disney non mi permettono di cantarlo o registrarlo perche hanno loro il copyright

Queste sono le parole cantate nel film:


I
Land of bear and land of eagle
Land that gave us birth and blessing
Land that called us ever homewards
We will go home across the mountains
We will go home, we will go home…
II
When the land is there before us
We have gone home across the mountains
We have gone home, we have gone home
We have gone home singing our songs
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Terra dell’orso e dell’aquila
Terra che ci diede i natali e ci ha favorito
Terra che ci chiamava sempre verso casa
Andremo a casa attraverso i monti
andremo a casa
II
Verso la terra è là davanti a noi
andremo a casa attraverso i monti, andremo a casa cantando le nostre canzoni


Una ninnananna sussurrata, dolce-triste insieme, breve ma dalla intensa carica emotiva , nemmeno inserita nel cd della colonna sonora “King Artur. Come autore c’è chi ha pensato di accreditare (erroneamente) Hans Zimmer (musicista e compositore tedesco e capo dello studio cinematografico DreamWorks) che in effetti ha siglato la colonna sonora del film e si è visto arrivare un mare di lamentele dai fans per l’esclusione del brano. Hans Zimmer (qui) scrive “Song of the Exile” is composed and performed by Caitlin Matthews” e che sarà rilasciato un nuovo cd con una bonus track o qualcosa di simile che comprenderà anche il brano incautamente “dimenticato” (eravamo nel 2008)!  (qui)

ULTERIORI STROFE


III
Land of freedom land of heroes
Land that gave us hope and memories
Hear our singing hear our longing
We will go home across the mountains
IV
Land of sun and land of moonlight
Land that gave us joy and sorrow
Land that gave us love and laughter
We will go home across the mountains
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Terra della libertà e degli eroi
Terra che ci diede speranza e ricordi
Ascolta il nostro canto e nostalgia
Andremo a casa attraverso i monti
II
Terra del sole e della luna
Terra che ci diede gioia e pianto
Terra che ci diede amore e allegria
Andremo a casa attraverso i monti

Quindi c’è un brano (Bidh clann Ulaidh?) in gaelico scozzese alla base (Caitlin Matthews dice chiaramente di aver arrangiato/tradotto “Song of the Exile”).

Nel frattempo sono uscite (e continuano a uscire) su YouTube una valanga di versioni supercliccate!!

Una giovanissima ShaDoWCa7

Leah

Maria van Selm

Karliene

Anna Cefalo
Stephanie Hill  versione in norreno (qui)
FONTI
http://www.celticlyricscorner.net/macaskill/bidh.htm
http://www.omniglot.com/songs/gaelic/clannulaidh.php http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/gaelicsongs/bidhclannulaidh.asp
http://www.hallowquest.org.uk/
http://www.terrediconfine.eu/king-arthur/

THE CUILLINS OF RUM A VISIT INTO PARADISE!

Rùm non ha niente a che vedere con la Giamaica ma è un isolotto al largo dell’isola di Skie  (le Ebridi interne con Eigg, Muck e Canna le Small isles piccole verdi isole con piccolissime comunità che ancora ci vivono).

sky-cuillin
“Skye Cuillin from Kilmory Beach”, Byron Cooper 1900

UNA VISITA IN PARADISO

Antichi insediamenti celtici ma ancor più vichinghi attestano una probabile integrazione tra le due etnie; il nome deriva forse dal norreno rõm-øy per “wide island” o dal gaelico ì-dhruim per “isle of the ridge” (per i rilievi montuosi dell’interno) ciò che resta di un vulcano preistorico; nel Medioevo l’isola è diventata la riserva di caccia del “Lord of the Isles”, ed è perciò ricordata come The Forbitten Isle e solo nel Seicento è ridiventata luogo di insediamento per agricoltori e allevatori o pescatori; per gran parte del XX secolo venne denominata Rhum dal suo Laird (Sir George Bullough che vi costruì “l’esotico” castello Kinloch), e oggi è abitata da una ventina di persone concentrate nel villaggio Kinloch sulla costa orientale, (la popolazione indigena ha abbandonato l’isola negli anni 1820). Dal 1957 è di proprietà del Nature Conservancy Council ed è ora una importante riserva naturale. C’è solo da sperare che non si trasformi in un’isola turistica!

a mio avviso le riprese che meglio illustrano la poesia nella canzone

ma anche
VIDEO
VIDEO
L’isola è nota per una canzone dei Tannahill Weavers dal titolo “The Cuillins of Rhum” i quali si sono ispirati al brano di Archie Fischer “The Cuillins of Home” che a sua volta ha ripreso la versione di Gordon Bok. Gordon Bok è un cantautore folk americano che ha riscritto in parte il testo proveniente dalla tradizione musicale delle Isole Ebridi, ma come un gioco di specchi dietro a tutto troviamo lo zampino di Marjory Kennedy-Fraser e del Rev. Kenneth Macleod.
La canzone è classificata come Sea-rapture songs nel poderoso lavoro svolto da Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth Macleod per la collana “Songs of the Hebrides” .

THE COOLIN OF RUM è la traduzione in inglese per mano di Kenneth MacLeod di un brano in gaelico probabilmente originario dell’isola e intitolato ‘The Exile’s Dream’ (non so se il testo in gaelico sia stato riportato dal “traduttore” non avendo la possibilità di consultare il libro di Kenneth MacLeod “The road to the isles : poetry, lore, and tradition of the Hebrides” (Edimburgo,1927)) Gli spartiti a cui ho avuto accesso riportano solo il testo in inglese. La melodia è sempre la stessa.
Nel testo traspare lo spirito celtico, un profondo sentimento di comunione con la natura che nasce dalla convinzione di essere parte del tutto (mare e terra, uomo e dei nati da un primordiale incantesimo senza fine).

ASCOLTA Tannahill Weavers in Mermaid’s song 1992


I
Soon shall I see your bright(1)
shores in the morning
The heather of hills
and the rising of morn
The rolling grey seamist
rolls east in the morning
To run the wild hills
of the cuillins of Rhum(2)
II
Far away seaward
thy green hills are lovelit
Where runs the hill water
afoam to the sea
Like tangle at noontime(3),
like snow wreath in moonlight
As thou who art yearning
will yearn it to be
III
Far away seaward
my queenland, my youthland(4)
Far away seaward
the cuillins of home
And here in my dream time
I’m hearing hill water
The laughter of streams
by the cuillins of Rhum<
tradotto da Cattia Salto
I
Presto vedrò le tue bianche(1)
spiagge al mattino,
l’erica sulle colline
e il sorgere della luna,
la sinuosa grigia nebbia del mare
che si alza a est nel mattino
per seguire le aspre colline
delle Cuillins di Rùm(2).
II
Lontano al largo
le tue verdi colline sono amabili,
dove scorre la spuma del ruscello
verso il mare
come la boscaglia a mezzogiorno(3),
come la neve circondata dal chiaro di luna dove tu che stai desiderando,
vorresti essere.
III
Lontano al largo
la mia terra sovrana, terra della giovinezza(4)
lontano al largo
le Cuillins di casa
e qui nel mio sogno
sto sentendo il torrente,
le risate dei ruscelli
dalle Cuillins di Rùm

NOTE
1) Bhrighde è il nome di una dea celtica e le isole Ebridi derivano forse il loro nome proprio dalla dea (Brigit o Bride) Dea del triplice fuoco controparte femminile di Lugh, il luminoso (il dio sole) a lei è dedicata la festa celtica di Imbolc vedi. L’aggettivo bright è appropriato perchè le spiagge delle Ebridi hanno spesso un che di caraibico (vegetazione a parte) per quella luce che si accende sotto il sole e il mare cristallino
2) le Rum Cuillin sono cinque montagne di basalto nel cuore dell’isoletta (dello stesso gruppo delle Cuillin di Skye )
3) tangle: tra i possibili significati del termine ho pensato prima all'”alga” ma poi mi sono convinta si riferisca all’intrico dei rami come in un bosco di alberi secolari particolarmente nodosi e contorti
4) citazione dell’Isola come la terra dell’Immortalità, la terra dell’Altro mondo celtico vedi

ASCOLTA (track 26) l’arrangiamento per voce ed arpa di Marjory Kennedy-Fraser

O Bhrighde(1)! ‘tis seaward, the dreamland, the youthland(4),
O Bhrighde! and seaward the Coolin of Rum(2),
Afar in the dreamtide I’m hearing hill waters,
Like lilting of streams by the Coolin of Rum.
The Grail of the dreamland, the youthland(4), is love-lit
Beside the hill waters afoam to the sea,
Like tangle(3) at noontide, like snow-wreath in moonlight,
And thou who art yearning shalt yearn it to be.
O Bhrighde! ‘tis seaward, the dreamland, the grail track,
O Bhrighde! and seaward the Coolin of Rum,
Afloat on the dreamtide I’m hearing hill waters
Like laughter of streams by the Coolin of Rum.

Rhum è rinomata per la sua bellezza e per il detto “the island where no one worries for very long”. Ecco l’aneddoto che raccontano i Tannahill Weavers nelle note (notoriamente dei grandi mattacchioni)  “There is a lovely example of this in a story concerning an old married couple living on the island. One night, as they lay in bed, the wife notices that her husband is having difficulty sleeping. “Archie”, she asks, “Why are you not sleeping? Is something worrying you?” “Och, aye”, says he, “It’s our next door neighbor, Angus Macfadzean. I owe him £500 and I can’t pay him.” As calmly as you like, his wife gets out of bed, walks to the bedroom window, opens it, and calls out into the evening air, “Angus Macfadzean! My husband does not have £500! He cannot pay you!” Calmly she walks back to the bed, kisses her husband lovingly on the cheek, and says, “There you are dear, off you go to sleep and let him worry now.” (qui)

rhum-isle
“Rum Cuillin” di Byron Cooper 1900

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1121lyr4.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=53294 http://www.tourbritain.de/scotland/rum/rum_cuillins_tour.htm http://www.touringmagazine.it/articolo/1543/scozia-isole-fuori-dal-mondo http://www.bbc.co.uk/arts/yourpaintings/paintings/skye-cuillin-from-kilmory-beach-166803
http://www.bbc.co.uk/arts/yourpaintings/paintings/rum-cuillin-166804

Seal Woman’s Sea-Joy/ Yundah

grey sealThe sounds emitted by the seals on the surface are numerous: they seem to roar, sneeze, whistle, blow, but also moans. Seals also sing underwater, like whales
I suoni che emettono le foche in superficie sono numerosi
: sembrano ruggiti, starnuti, fischi, soffi, ma anche lamenti. Le foche cantano anche sott’acqua, come le balene
see first part

For the Scots of the Hebrides the seals are selkies, half-seal and half-human, guardians of the sea, the fairy people of the underwater kingdom. When they assume the human form, they abandon the skin on the cliffs to sing and dance on dry land; their melodies could not be missing in the popular tradition..
Per gli Scozzesi delle Isole Ebridi le foche sono selkie, creature metà foca e metà uomo, guardiani del mare, il popolo delle fate del regno sottomarino. Quando assumono la forma umana, abbandonano la pelle sulle scogliere per cantare e danzare sulla terra ferma; ovviamente non poteva mancare nella tradizione popolare la testimonianza di questi canti.

Marjory Kennedy-Fraser in “From the Hebrides” (1925) writes: “We were some little distance from the water’s edge, parallel with which out in the sea ran a long line of skerries, reefs that are covered at high tide. On the skerries were stretched, also basking in the sunlight, innumerable great grey seals, seals that visit these isles only at long intervals. My friends, great enthusiasts for Hebridean songs, who use their own string instrument arrangements of them for their students, said to me: ‘Try singing “The Sealwoman’s Sea-joy” to the seals themselves.’ I raised myself on my elbow — I was too lazily happy at the moment to stand erect — and, with the most carrying tone I could summon, sang the first phrase of the song. Instantly the response began at the southern end of the reef, and a perfect fusillade of single answering tones came from seal after seal, travelling rapidly northward, until at the further end of the reef it ceased. Then, after a moment of intense silence, a beautiful solo voice sang…The voice was quite human in character but much greater in volume than any mezzo-soprano I have ever heard. Is the song I sang really a seal song, and did the Isles folk learn it from the seals? I noted it many years ago from an old Uist woman. Did the seals mistake me for one of themselves, and had the phrase I sang a meaning for them, and did they instantly grasp it and answer it?”
“Eravamo a poca distanza dal bordo dell’acqua, parallelo al quale nel  mare si estendeva una lunga fila di scogli, scogliere che sono coperte dall’alta marea. Sugli scogli erano distese, quasi crogiolandosi al sole, innumerevoli grandi foche grigie, che visitano queste isole solo a lunghi intervalli. I miei amici, grandi appassionati delle canzoni delle Ebridi, che insegnano quegli arrangiamenti per strumenti ad arco ai loro studenti, mi dissero: “Prova a cantare ““The Sealwoman’s Sea-joy” alle foche” Mi sono alzato su gomito – ero troppo pigramente felice al momento per alzarmi in piedi – e, con il tono più trasportabile che potevo evocare, cantai il primo verso della canzone. Immediatamente la risposta iniziò all’estremità meridionale della barriera corallina, e una perfetta fusione di singoli toni di risposta venne da foca dopo foca, viaggiando rapidamente verso nord, finché all’estremità della scogliera cessò. Poi, dopo un momento di intenso silenzio, una bella voce da solista cantò … La voce era quasi di natura umana ma molto più estesa di qualsiasi mezzosoprano che abbia mai sentito. La canzone che ho cantato era davvero il canto di una foca, e la gente dell’Isola l’ha imparata dalle foche?
L’ho trascritta molti anni fa da una vecchia donna di Uist. Le foche mi hanno scambiato per uno di loro, e il verso che ho cantato aveva un significato per loro, e l’hanno afferrata all’istante e hanno risposto?” (tradotto da “From the Hebrides” (1925)

“The Sealwoman’s Sea-joy” is a traditional song from the Hebrides, collected at the beginning of the twentieth century by Marjory Kennedy-Fraser from the testimony of Mrs. Catriona Campbell of S. Uist. The arrangement for piano or harp is published in “Sea Tangle some more Songs of the Hebrides” (1913) and then in “Songs of the Hebrides for voice and Celtic Harp or Piano” (1922) by Paruffa Kennedy-Fraser on page 12 (cf); in the score it is reported only a non-sense phrasing.
The Sealwoman’s Sea-joy
è una canzone tradizionale delle  Isole Ebridi collezionata agli inizi del Novecento da Marjory Kennedy-Fraser dalla testimonianza della signora Catriona Campbell di S. Uist. L’arrangiamento per piano o arpa è pubblicato in “Sea Tangle some more Songs of The Hebrides” (1913) e poi in “Songs of the Hebrides for voice and Celtic Harp or Piano” (1922) di Paruffa Kennedy-Fraser a pag 12 (qui); nello spartito è riportato solo un fraseggio non-sense.

Peter Govan in Devotion 2001

Ananda in Cosmic Chants 2010

Mary Mclaughlin in Celtic Voices, Women of Song (1995) with a lyrics

I
Ionn da, ionn do
Ionn da, odar da
Ionn da, ionn do
Ionn da, odar da
II
Hi-o-dan dao
Hi-o-dan dao
Hi-o-dan dao
odar da.

lyrics by Mary McLaughlin
I
Over the waves you call to me
Shadow of dream, ancient mystery
Oh how I long for
your sweet caress
Oh how I long
for your gentleness.
II
Torn between sea mists
and solid land
Nights when I’ve ached
for a human hand
III
I’ll come to you
when the moon shines bright
But I must go free
with the first streak of light
traduzione italiano di Cattia Salto
I (LUI)
Dalle onde mi chiami
ombra del sogno, antico mistero.
Come mi mancano
le tue dolci carezze,
quanto desidero
la tua gentilezza.
II (Selkie)
Lacerata tra le brume del mare
e la terra ferma,
nelle notti in cui bruciavo dal desiderio 
di una mano umana.
III (Selkie)
Verrò da te
quando la luna splenderà luminosa,
ma devo andare via libera
al primo raggio di luce.

The vocalizations recall the calls directed to the typical animals of the Nordic countries (the Scottish croons) and Scandinavians (Kulning).
I vocalizzi ricordano i richiami rivolti agli animali tipici dei paesi nordici (i croon scozzesi) e scandinavi (Kulning)

The Secret of Roan Inish [Il segreto dell’isola di Roan]

Cinematic transposition of the novel “Secret of the Ron Mor Skerry” by Rosalie K. Fry (1959) it tells of a blood bond between a family community of the island and the selkies. The version of the film is fairly faithful to the novel but transposes the story from the islands of Scotland to Ireland, countries that still retain the same legendary tales about aquatic shapeshifters.
Trasposizione cinematografica del romanzo “Secret of the Ron Mor Skerry” di Rosalie K. Fry (1959) si racconta di un legame di sangue tra una comunità famigliare dell’isola e le selkie. La versione del film è abbastanza fedele al romanzo traspone però la storia dalle isole della Scozia all’Irlanda, paesi che conservano comunque gli stessi racconti leggendari sui mutaforma acquatici.

Ecco come Tadgh Conneelly, un parente di Fiona le racconta la leggenda della Selkie: “molte generazioni prima Liam Conneelly prese per moglie un essere per metà donna e per metà foca. Ebbero molti figli e li allevarono utilizzando una culla di legno anche usata per Jamie [il fratellino di Fiona scomparso] che in quella culla fu portato via dal mare

Selkie song

LINK
http://www.musicweb-international.com/bantock/budd.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13136 http://homepages.sover.net/~chughes/jlc/essays/seals.html https://archive.org/stream/songsofhebridesf00kenn#page/n1/mode/2up http://homepages.sover.net/~chughes/jlc/essays/seals.html https://urresearch.rochester.edu/institutionalPublicationPublicView.action;jsessionid= D4880D32953DCE531C0B60F225B615F6?institutionalItemId=24996 http://blog.naturalcontemplative.com/2009/01/singing-of-seals.html http://theroseandchestnut.com/2014/04/15/seven-tears-into-the-sea-the-male-roots-of-selkie-legends/

https://thesession.org/recordings/4322

(Cattia Salto novembre 2014 e aggiornamenti 2019)

Morag e il Kelpie

Read the post in English

Nei fiumi più placidi d’Irlanda e nelle profondità oscure dei laghi scozzesi vivono dei demoni acquatici, creature fatate mutaforma, che si nutrono di carne umana: sono “kelpie“, “each uisge” (in inglese water-horse),  “eich-mhara” (in inglese sea horse), cavalli d’acqua e del mare; a voler essere pignoli il kelpie vive preferibilmente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate, mentre l’each uisge preferisce i laghi e il mare, ma kelpie è la parola più usata per entrambi. (prima parte)

MORAG E IL KELPIE

Ai pascoli estivi delle Highlands ancora si narra della bella Morag (Marion) sedotta da un kelpie in forma umana; la fanciulla pur notando delle stranezze del marito non si accorse della sua vera natura, se non dopo la nascita del loro bambino e … se la diede a gambe abbandonando bambino in fasce e marito mutaforma!

Nell’isola di Skye  si canta ancora un canto in gaelico,  ‘Oran-tàlaidh an eich-uisge’ oppure ‘Oran each-uisge’ (The water kelpie’s song) la “Ninna nanna del kelpie” una nenia malinconica con cui il kelpie cerca di far addormentare il bambino rimasto senza mamma, e nello stesso tempo una supplica verso Morag perchè ritorni da loro, sia lui che il bambino hanno bisogno di lei.
Di questo lamento si conoscono diverse versioni testuali tramandate fino a oggi nelle Isole Ebridi. Le melodie girano intorno ad una vecchia aria scozzese dal titolo “Crodh Chailein” (in inglese “Colin’s cattle) evidentemente considerata una melodia delle fate (qui)
Un’altra melodia dolce e malinconica nello stesso tempo è intitolata Song of The Kelpie o anche ARRANE GHELBY

Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich

Così traduce Tom Thomson (vedi)”I got up early, it would have been better not to” (mi sono alzato presto ma era meglio se non lo facevo)

Julie Fowlis in Alterum 2017

Dh’èirich mi moch, dh’èirich mi moch, B’fheàrr nach d’ dh’èirich
Mo chreach lèir na chuir a-mach mi.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Bha ceò sa bheinn, Bha ceò sa bheinn, is uisge frasach
’s thachair orms’ a’ ghruagach thlachdmhor.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò
Bheir mi dhut fìon, Bheir mi dhut fìon, ‘S gach nì a b’ ait leat,
Ach nach èirinn leat sa mhadainn,
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
’Nighean nan gamhna, ’Nighean nan gamhna, Bha mi ma’ riut,
Anns a’ chrò is càch nan cadal
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
An daoidh gheal donn, An daoidh gheal donn, Rug i mac dhomh.
Ged is fuar a rinn i altram,
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
[instrumental]

Bha laogh mo laoidh, Bha laogh mo laoidh, ri taobh cnocan
gun teine, gun sgàth, gun fhasgadh.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
A Mhòr a ghaoil, A Mhòr, a ghaoil, Till ri d’ mhacan,
’S bheir mi goidean breagha breac dhut.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Traduzione inglese *
I arose early
I arose early –
would that I hadn’t.
I was distressed by what sent me out (1).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
There was mist on the hill
There was mist on the hill
and showers of rain
and I came across a pleasant maiden
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
I’ll give you wine
I’ll give you wine
and all that will please you
but I won’t arise with you in the morning (2).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Girl of the calves (3)
Girl of the calves
I was with you in the cattle-fold (4)
and the rest were asleep.
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
The fine brown wicked one (5)
The fine brown wicked one
bore me a son
although coldly did she nurse him
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
The calf (6) of my song
The calf of my song
was beside a hillock
without fire, protection or shelter (7).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Mòr, my love
Mòr, my love, return to your little son
and I’ll give you a beautiful speckled withes (8).
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
traduzione italiano Cattia Salto
Mi sono alzato presto,
mi sono alzato presto
non l’avrei fatto,
ma fu l’angoscia che mi mandò fuori
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
C’era nebbia sulla collina,
nebbia sulla collina
e piovigginava
e mi sono imbattuto in una graziosa fanciulla
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Ti darò del vino
ti darò del vino
e ogni cosa che vorrai
ma non mi alzerò con te al mattino
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
bella manza
bella manza
ero insieme a te al pascolo
mentre gli altri dormivano
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
la bella moretta malvagia
la bella moretta malvagia
che mi ha dato un figlio
anche se lo ha allevato con freddezza
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
il bimbo della mia canzone
il bimbo della mia canzone
era accanto a una collinetta,
senza fuoco, protezione o riparo
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
Morag amore mio
Morag amore mio, ritorna dal tuo piccino
e ti darò una bella ghirlanda variopinta
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.

NOTE
si veda anche la traduzione qui
1)  il kelpie, soffrendo di solitudine, esce dal lago di mattina presto e prende forma umana
2) il mutaforma promette cibo e agiatezze alla fanciulla per convincerlo a seguirlo, però l’avvisa, è una creatura notturna e non si sveglierà con lei al mattino!
3) gamhna= cattle between 1 year and 2 years traduce Tom Thomson stitks; in italiano= giovenca, la mucca che non ha ancora partorito, il verso oltre a qualificare il lavoro della fanciulla (mandriana) vuole essere anche un complimento, per dirla in italiano “bella manza” come donna procace, dalle forme abbondanti e seducenti
4) il kelpie ricorda l’incontro notturno quando i due hanno fatto sesso (e ovviamente nove mesi dopo è nato il loro figlioletto)
5) ecco che dopo i bei ricordi del passato arriva il presente, la donna ha scoperto la vera natura del compagno e ha voluto meno bene al bambino generato con lui
6) proseguendo nel paragone il kelpie chiama “vitellino” il suo bambino, un termine vezzeggiativo per small child
7) Morag nel fuggire ha abbandonato il bambino sotto una balma al freddo e senza protezione. Si descrive una tipica “esposizione” dei bambini delle fate. Una pratica di “controllo delle nascite” diffusa nelle campagne d’Europa, era l’abbandono dei neonati  nel bosco (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi, che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. L’usanza di “esporre” il neonato era connessa con la convinzione che  fosse stato “scambiato” ovvero rapito dalle fate e sostituito con un changeling, un mutaforma il quale per un po’ assomiglia al bambino umano, ma alla fine riprende sempre il suo vero aspetto.
8) breagha breac dhut. Tom Thomson traduce= speckled band (of withy). Ho cercato sul dizionario: si tratta di una corona fatta intrecciando i rami di salice; in italiano = coroncina di vimini, mi richiama le coroncine celtiche di fiori e foglie

Margaret Stewart & Allan MacDonald la registrano con il titolo di “Òran Tàlaidh An Eich-Uisge” nel 2001(in Colla Mo Rùn) dalla collezione di Frances Tolmie (‘Cumha an EichUisge’ vol I)

I
O hó bà a leinibh hó, O hó bà a leinibh hà
Bà a leinibh hó bha hó, Hó bà a leinibh hao i hà
(chorus)
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
‘S luath dha d’ chois thu, hó bha hó
‘S mór nad each thu, hao i hà
II
O hó m’eudail a mac hó
O hó m’eachan sgèimheach hà
‘S fhad ‘n ‘n bhail’ thu, hò bha hò
Nìtear d’iarraidh, hao i hà
III=I
IV=II
Traduzione inglese *
I and III
Sleep my child, Sleep my child
Sleep my child, Sleep my child
Chorus
Hì hó, hó bha hó, Hì hó, hao i hà
Fast of foot you are
Great as a horse you are
II
My darling son
Oh my lovely little horse
You are far from the township
You will be sought after (1)
traduzione italiano Cattia Salto
I
Dormi bambino mio
Dormi bambino mio
Coro
Hill ò bha hò, Hill ò bha hò.
piè veloce
come un grande cavallo sei tu
II
Caro figlio mio
mio bel cavallino
sei lontano dalla cittadina
sarai il più rinomato

NOTE
1) Il kelpie canta la ninna-nanna al figlioletto abbandonato dalla madre umana e lo conforta dicendogli che da grande sarà un ruba-cuori

Con il titolo di ‘A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan la stessa storia è presente negli archivi di Tobar an Dualchais, dalla voce di tre testimoni dell’isola di Skye
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/99707/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/99703/1
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/99714/1

Una storia analoga è raccontata nell’isola di Benbecula con il titolo di Bheirinn Dhut Iasg, Bheirinn Dhut Iasg vedi


Caera
in Suantraighe, A Collection of Celtic Lullabies 2006 ne riporta un altro frammento con il titolo di “The Skye Water Kelpie’s lullaby” (vedasi la versione di Marjory Kennedy-Fraser più sotto)

GAELICO SCOZZESE
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Till gu d’mhacan is gheabh thu’m bradan breac o’n loch.
A Mhór a shògh! Tha’n oiche nochd
Gu fliuch frasach aig mo mhacsa ri sgath chnocain.
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Gun teine, gun tuar, gun fhasgadh, is tu sìor chòineadh.
A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh!
Mo sheana-chab liath ri do bheul beag baoth is mi seinn phort dhuit am Beinn Frochdaidh.
 

Traduzione inglese *
Mór (1), my love! Mór, my treasure!
Come back to your little son
and you will get a speckled trout from the lake.
Mór, my darling!
Tonight the night
Is wetly showering my son
on the shelter of a knoll.
Mór, my love! Mór, my treasure!
Lacking fire, lacking food, lacking shelter,
and you continually lamenting (2).
Mór, my love! Mór, my darling!
My gray, old, toothless mouth
to your silly little mouth,
and me singing  tunes by Ben Frochkie. (3)
Traduzione italiano di Cattia Salto
Morag amore mio, Morag mia cara,
ritorna dal tuo piccolo bambino
e avrai una trota maculata dal lago!
Morag mia cara,
questa notte è umida
e piovosa per mio figlio
in una balma della collinetta,
Morag amore mio, Morag mia cara!
Lasciato senza fuoco, senza cibo e rifugio,
ti lamenti senza sosta.
Morag amore mio, Morag mia cara!
La mia bocca grigia da vecchio sdentato
alla tua sciocca bocca,
e io che canto ninnananne sul Monte Frochkie

NOTE
1) Mhórag o Mór è il nome della fanciulla amata dal kelpie è anche scritto A Mhór a ghaoil! A Mhór a shògh (Mhor mia, amore, mia gioia)
2) è il pianto incessante del bambino che ha freddo e fame, abbandonato dalla mamma umana. Anche se non esplicitato presumo che la madre abbia “esposto” il figlio, cioè l’abbia abbandonato all’aperto (senza cibo e al freddo) affinchè se ne prendessero cura le fate o il kelpie; la pratica era diffusa un tempo sia nei confronti degli illegittimi che dei neonati con evidenti deformazioni fisiche o dall’aspetto malato. vedi
3) montagna tra Gesto e Portree sull’isola di Skye

Skye Water Kelpie’s Lullaby

Con il titolo di “Cronan na Eich-mhara”, lo stesso frammento cantato da Caera è riportato anche nel libro di Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth MacLeod “Songs of the Hebrides” 1909 (pag 94)

ASCOLTA la versione classica nell’arrangiamento di Marjory Kennedy-Fraser

trasposizione inglese Kenneth MacLeod
I
Avore, my love, my joy
To thy baby come
And troutlings you’ll get out of the loch
Avore, my heart, the night is dark,
wet and dreary.
Here’s your bairnie neath the rock
II
Avore, my love, my joy,
wanting fire here,
wanting shelter, wanting comfort
our babe is crying by the loch
III
Avore, my heart, my bridet
My gray old mouth
touching thy sweet lips,
and me singing Old songs to thee,
by Ben Frochkie (1)
NOTE
1) between Gesto and Portree in Skye
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Amore mio, mia gioia
vieni dal tuo bimbo,
e le trote guizzeranno dal lago in abbondanza
Cuore mio, la notte è buia,
umida e piovosa.
Ecco il tuo bambino nella balma
II
Suvvia, amore mio, mia gioia,
c’è bisogno di fuoco qui,
bisogno di riparo e conforto
il nostro bambino sta piangendo accanto al  lago.
III
Sposa mia, cuore mio!
La mia bocca grigia da vecchio
che bacia le tue dolci labbra
e io che canto vecchie canzoni per te
sul Monte Frochkie
Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestARCHIVIO CANTI
Skye Water Kelpie’s Lullaby
Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich
Òran Tàlaidh An Eich-Uisge
A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan
Cronan na Eich-mhara
Song of the Kelpie
Up, ride with the kelpie

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=4374 http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48242 http://www.kidssongsmp3.twinkletrax.com/kids-song.php?c=C02T12&kids-song=O,%20Can%20Ye%20Sew%20Cushions http://www.celticlyricscorner.net/stewart/orantalaidh.htm
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stromkarlen_1884.jpg

The Road to the Isles

Diana Gabaldon

Not strictly a folk song.

From “Drums of Autumn” of the Outlander saga written by Diana Gabaldon chapter 4.
In the future Roger sings many popular airs at the Celtic Festival in New England (Outlander Season 4, episode 3)
“He’d got them going with “The Road to the Isles,” a quick and lively clap-along song with a rousing chorus..” 
Non a rigore una canzone tradizionale.
In “Tamburi d’Autunno” della saga “La Straniera” di Diana Gabaldon, capitolo 4.
Nel futuro Roger canta molti brani popolari al Festival Celtico nel New England (Outlander stagione 4, terzo episodio)
“Li aveva scaldati con “The Road to the Isles” una canzone ritmata e vivace con un ritornello stimolante da accompagnare con il battimani..”

Roger Wakefield – Roger MacKenzie ( Richard Rankin )
Outlander Season 4: Inside the Scottish Festival

The Tune

The melody was composed by “Pipe Major” John MacLellan of Dunoon (Scotland) in the 1891, with the title “The Bens Of Jura” (he renamed the tune on two occasions: the first when he was in South Africa enlisted in the Highland Brigade – “The Highland Brigade’s March To Heilbronn”, and then when he went to Egypt he named it “The Burning Sands Of Egypt”. In some sites, however, the melody is credited to Malcolm Johnson of Barra (who in reality was only a interpreter).
La melodia è stata composta dal maestro John MacLellan  di Dunoon (Scozia) nel 1891, con il titolo di “The Bens Of Jura” (egli la rinominò in ben due occasioni: la prima quando si trovò in Sud Africa arruolato nella Highland Brigade – “The Highland Brigade’s March To Heilbronn”, e poi quando andò in Egitto le diede il nome di “The Burning Sands Of Egypt”). In alcuni siti è tuttavia accreditata a Malcolm Johnson di Barra (che in realtà fu solo l’interprete).

THE MARCING TUNE

Kings Own Scottish Borderers

It was only in 1914 that “The Bens Of Jura” became a song with the words composed by the Reverend Kenneth MacLeod. The song with the title “The road to the Isles” was published in the great collection of Marjory Kennedy-FraserSongs of the Hebrides” (vol II 1917) Kenneth MacLeod also published it in his book The Road to the Isles (1927), with the comment “Written for the lads in France during the Great War.”
Fu solo nel 1914 che diventò una canzone con le parole composte dal reverendo Kenneth MacLeod. La canzone con il titolo “The road to the Isles” venne pubblicata nella poderosa raccolta di Marjory Kennedy-Fraser Songs of the Hebrides” (vol II 1917, per la collezione in pdf vedi qui) Kenneth MacLeod la pubblicò anche nel suo libro The Road to the Isles (1927), con il commento “Scritto per i soldati in Francia durate la Grande Guerra.

This old style song is very popular in Scotland, the main character is a soldier (or an emigrant) who leave his beloved Blue Islands (the Hebrides) to travel the “Road of the Islands” to Fort William.
La canzone è popolarissima in Scozia e ha un che d’antan, il protagonista è un soldato (o un emigrante) che sta lasciano le sue amate Isole Azzurre (le isole  Ebridi) per percorrere la “Strada delle Isole” fino a Fort William.

The Road To The Isles – 1950s Scenic Views Of The Scottish Highlands With Road To The Isles Song Accompaniment.

Gaberlunzie (II, III)


I
It’s a far croonin’
that is pullin’ me away 
As take I wi’
my cromack to the road.
The far Coolins  (1)
are puttin’ love on me
As step I wi’
the sunlight for my load.
Chorus:
Sure, by Tummel and Loch Rannoch
and Lochaber (2) I will go.
By heather tracks
wi’ heaven in their wiles (3);
If it’s thinkin’ in your inner heart
braggart’s in my step,
You’ve never smelt
the tangle o’ the Isles.
Oh, the far Coolins 
are puttin’ love on me.
As step I wi’
my cromach (4) to the Isles.
II
It’s by Sheil (5) water
the track (6) is to the west.
By Aillort and by
Morar( 7) to the sea,
The cool cresses (8)
I am thinkin’ o’ for pluck,
And bracken (9) for a
wink (10) on Mother’s knee (11).
III
It’s the blue Islands (12)
are pullin’ me away,
Their laughter puts
the leap upon the lame (13),
The blue Islands from
the Skerries to the Lews,
Wi’ heather honey
taste upon each name (14)
Traduzione italiano Cattia Salto
I
E’ un lontano lamento
che mi trascina via 
mentre m’incammino
con il bastone da pastore
Oh, le lontane Cuillins
mi riempiono d’amore
mentre avanzo
nella luce del sole con il mio fardello (bagaglio)
CORO
Certamente dal Tummel al Loch Rannoch
e al Lochaber andrò
per i sentieri di erica
tra il paradiso in terra
Se credete nel profondo dei vostri cuori
che io mi vanti
non avete mai annusato
le alghe delle Isole.

Oh, le lontane Cuillins
mi riempiono d’amore
mentre avanzo con il mio
bastone da pastore verso le Isole.
II
Dalle acque dello Sheil
per la pista a Ovest.
Per Ailort e 
Morar al mare,
il crescione fresco
voglio raccogliere
e le felci per un sonnellino
in grembo alla Natura
II
Sono le Isole Azzurre
che mi trascinano via,
il loro riso fa saltellare
anche lo zoppo.
Le isole Azzurre dagli
Skerries a Lews
con il gusto del miele d’erica
su ogni nome

NOTES
English translation here
1) Cuillin Hills mountain range on the Isle of Skye, also Cuchulins or Cuchulains after the legendary Irish figure. [Cuillin Hills catena di montagne nell’Isola di Skye, anche dette Cuchulins or Cuchulains in onore al mitico eroe irlandese ]
2) the Rannoch and Lochaber lakes are located respectively in Perth and Kinross the first, and in the west of the Scottish Highlands the second, the Tummel river starts from the Loch Rannoch flows in Perthshire up to the Tay and half of its path widens to become the Loch Tummel [i laghi Rannoch e Lochaber si trovano rispettivamente nel Perth e Kinross il primo, e ad ovest delle Highlands scozzesi il secondo, il fiume Tummel parte dal Loch Rannoch scorre nel Perthshire fino al Tay e a metà del suo percorso si allarga fino a diventare il Loch Tummel,]
3) wile= wild
4) shepherd’s stick [bastone da pastore]
5) the Shiel is a lake near Fort William, here the Young Pretender hoisted the banner of the Jacobite Uprising on August 19, 1745 [lo Shiel è un lago vicino a Fort William, qui il Giovane Pretendente issò lo stendardo della Rivolta Giacobita il 19 agosto 1745]
6) Kenneth MacLeod wrote “The track referred to here led in the old days from the Northern Isles to the Cattle Trysts of Falkirk and Carlisle” [Kenneth MacLeod scrive: “La pista qui menzionata conduceva nei vecchi tempi dalle Isole settentrionali alle piste del bestiame di Falkirk e Carlisle] see more
7) Loch Ailort in the Morar is bounded to the north-east by the village of the same name, Lochailort and to the west by the Sound of Arisaig; Morar (near Loch Morar, the deepest lake in Britain and home of the kelpie Morag) a series of inlets called “singing sands” or “silver sands” between river and sea [ Loch Ailort nel Morar è delimitata a nord-est dal villaggio dello stesso nome, Lochailort e a ovest dal Sound of Arisaig; Morar (nei pressi di Loch Morar il lago più profondo della Gran Bretagna e dimora del kelpie Morag) una serie d’insenature denominate “singing sands” o “silver sands” tra fiume e mare]
8) Kenneth MacLeod wrote”Traditionally, watercress is regarded as both food and drink; it is said to have been the food of the pilgrims on their way to Iona”. According to a fanciful English belief, the watercress can reveal the future to a girl in search of a husband: she must sow a row of watercress and one of lettuce on March 24th, and wait, if the lettuce comes first, the husband will be sweet and understanding, if cress is born first, the beloved will be severe, meticulous, perhaps violent. [ Kenneth MacLeod scrive: “Tradizionalmente, il crescione è considerato sia un cibo che una bevanda; si dice che sia stato il cibo dei pellegrini diretti a Iona. Secondo una fantasiosa credenza inglese, il crescione può rivelare il futuro a una ragazza in cerca di marito: deve seminare una fila di crescione e una di lattuga il 24 di marzo, e stare ad aspettare, se spunta prima la lattuga, il marito sarà dolce e comprensivo, se nasce prima il crescione, l’amato sarà severo, puntiglioso, forse violento.]
sul significato delle felci vedasi
9) Braken is of Norse origin and translates as fern; going to cut the ferns was a job reserved for women, with ferns they were made bedding for animals and bedding for the night; they were used in cultivations as pesticides and fertilizers. The fern was also considered an edible plant (despite its moderate toxicity) to eat even fresh; however the main use (both the fronds and the rhizomes) is in the production of beer; the dried rhizomes are also reduced to flour and used for baking. From the medicinal point of view the fern is “a fire herb” used for the treatment of burns. It is a St. John’s wort with magical properties
[Braken è di origine norrena e si traduce come felce; andare a tagliare le felci era un lavoro riservato alle donne, con le felci si facevano lettiere per animali e giacigli per la notte; trovavano impiego nelle coltivazioni come antiparassitari e fertilizzanti. La felce era anche considerata una pianta commestibile (nonostante la sua moderata tossicità) da mangiare anche fresca; tuttavia l’uso principale (sia le fronde che i rizomi) è nella produzione della birra; i rizomi essiccati inoltre vengono ridotti in farina e utilizzati per la panificazione. Dal punto di vista medicinale la felce è “un’erba da fuoco” utilizzata per il trattamento delle bruciature e ustioni. E’ un erba di San Giovanni con proprietà magiche] https://terreceltiche.altervista.org/faeries-love-song/
10)   wink= nap [sonnellino];
11) “at your mother’s knee” = “If you ​learned something at ​your mother’s ​knee, you ​learned it when you were a ​child” but here Mother as a goddess= Nature
12) they are the Hebrides islands that go from the island of Skyle to the Island of Lews and include the Inner Hebrides and the Outer Hebrides. Skerries are rocky islets just off the Isle of Skye and Lews Castle (near Stornoway on the Isle of Lewis) [sono le isole Ebridi che vanno per l’appunto dall’isola di Skyle fino all’Isola di Lews e comprendono le Ebridi Interne e le Ebridi Esterne. Skerries sono isolotti rocciosi appena fuori l’isola di Skye e il castello di Lews (vicino Stornoway sulla Isle of Lewis )]
13) from Isaiah 35:6 “Then will the lame leap like a deer”
14) credo sia un giro di parole per dire che per il protagonista il nome dei luoghi appena lasciati gli lasciano in bocca un gusto dolce-amaro

Fort William, one of the forts (together with Fort Augustus and Fort George) builded against the jacobite rebellions. It worked as a military garrison until 1855.
Fort William is the most important center of Scotland, a railway and road hub (the West Highland Way and the Great Glen Way).
[ Fort William, uno dei forti che faceva parte della catena di fortificazioni (insieme a Fort Augustus e Fort George) utilizzata per tenere sotto controllo le possibili rivolte giacobite. E’ rimasto come presidio militare fino al 1855. Fort William è il centro più importante della Scozia, snodo ferroviario e stradale (la West Highland Way e la Great Glen Way).]
A830 in 1955

UNA VISITA

Con il nome la ‘strada per le isole’ si indica in Scozia la A830, che collega Fort William con Mallaig, il porto sulla costa ovest delle Highlands scozzesi per le isole Ebridi

http://www.undiscoveredscotland.co.uk/fortwilliam/oldfort/index.html
http://www.msereno1970.com/scozia/scozia_4.html

LINK
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_road.htm
http://thesession.org/tunes/4190 http://www.pipetunes.ca/composers.asp?pg=Details&composerID=23
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/651.html http://www.celticangelmusic.com/making-of-road-to-the-isles/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=13906

https://www.falkirkherald.co.uk/news/opinion/the-falkirk-tryst-from-cattle-market-to-fun-fair-1-4795987

A FAERIE’S LOVE SONG: BUAIN NA RAINICH

TITOLI: Buain Na Rainich, Tha Mi Sgith, Faery Love Song

La canzone è stata raccolta da Marjory Kennedy-Fraser (1857-1930) durante il suo soggiorno nelle Ebridi (isola di Eriskay) e registrata con i metodi del tempo (su cilindro). La versione però pubblicata nel 1909 in “Songs of the Hebrides” è stata modificata nel testo e anche arrangiata nella melodia.

LA VERSIONE IN GAELICO: BUAIN NA RAINICH

Liga Kļaviņa

Più comunemente conosciuta come Tha Mi Sgith (in inglese “I am tired”) la canzone narra di una storia d’amore tra una fanciulla e un Sidhe, un essere soprannaturale, una creatura fatata. La famiglia di lei venuta a conoscenza degli incontri nei boschi pensò bene di tenere segregata la figlia in casa e così il sidhe attende invano il ritorno della fanciulla e canta il dolore della perdita.
La struttura è tipica delle waulking songs e in Nuova Scozia è ancora cantata nella lavorazione del Tweed.

ASCOLTA Fiona J Mackenzie, 2006 (strofe da I a III)
ASCOLTA Jean Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads” 2012 (strofa IV).

ASCOLTA Alan Stivell che la propone in concerto dagli anni 70 trasformandola in un an dro

GAELICO SCOZZESE
Sèist (chorus)
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich, buain na rainich
Tha mi sgìth ‘s mi leam fhìn,
Buain na rainich daonnan
I
‘S tric a bha mi fhìn ‘s mo leannan
Anns a’ ghleannan cheothar
‘G èisteachd còisir bhinn an doire
Seinn sa choille chòmhail;
II
‘S bochd nach robh mi leat a-rithist
Sinn a bhitheadh ceòlmhor,
Rachainn leat gu cùl na cruinne,
Air bhàrr tuinne a’ seòladh.
III
Ciod am feum dhomh bhi ri tuireadh?
Dè ni tuireadh dhomhsa
‘S mi cho fada o gach duine
B’ urrainn tighinn gam chòmhnadh?
IV
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
Cùl an tomain bhòidheach,
Cùl an tomain, bràigh an tomain,
H-uile là nam ònar

TRADUZIONE INGLESE
Chorus
I am weary all alone,
The whole day,
Cutting the bracken(1)
I
Often I was with my sweetheart
in the misty glens
Listening to the sweet choir of the grove/ Singing in the dense wood
II
It’s a pity that I am not with you again,/We would be tuneful
I would go with you to the ends of the earth
Sailing on the crest of the waves
III
What is the point of me being mournful/ What will a lament do for me/ And am I so far from any man
Who could come to my aid.
IV
Behind the knoll(2), the top of the knoll,/Behind the lovely knoll,
Behind the knoll, the top of the knoll,
Every day, all alone
tradotto da Cattia Salto
CORO
Sono stanco e solo
tutto il giorno
a tagliare felci
I
Spesso stavo con  il mio amore
nelle valli nebbiose
ad ascoltare il dolce mormorio dei rami che cantano nel folto del bosco
II
Peccato che non sono di nuovo con te, saremmo stati in armonia
vorrei andare con te ai confini del mondo
per navigare sulla cresta delle onde
III
Cosa è in me che mi addolora,
cosa mi farà lamentare,
sono così lontano dagli uomini
chi potrebbe venire in mio aiuto?
IV
Dietro il tumulo, in cima al tumulo
dietro l’amato tumulo
Dietro il  tumulo, in cima al tumulo
ogni giorno, da solo

NOTE
1) Braken è di origine norrena e si traduce come felce; andare a tagliare le felci era un lavoro riservato alle donne, con le felci si facevano lettiere per animali e giacigli per la notte; trovavano impiego nelle coltivazioni come antiparassitari e fertilizzanti. La felce era anche considerata una pianta commestibile (nonostante la sua moderata tossicità) da mangiare anche fresca; tuttavia l’uso principale (sia le fronde che i rizomi) è nella produzione della birra; i rizomi essiccati inoltre vengono ridotti in farina e utilizzati per la panificazione. Dal punto di vista medicinale la felce è “un’erba da fuoco” utilizzata per il trattamento delle bruciature e ustioni. E’ un erba di San Giovanni con proprietà magiche
2) i tumuli sotto i quali si ritiene siano nascoste le dimore delle creature fatate.

VERSIONE INGLESE: A FAERIE’S LOVE SONG

faeRiportato nel volume I delle “Songs of the Hebrides” (pag 90) il testo in inglese è composto da ritornello e tre strofe, non è una traduzione del gaelico ma è un arrangiamento sulla melodia tradizionale con il ribaltamento dei ruoli: è la figlia delle fate ad aspettare invano l’arrivo del suo amante mortale. Le ulteriori due strofe sono state aggiunte nel 2010 da Ruth Barrett e Cyntia Smith

 ASCOLTA su Spotify Eddi Reader

ASCOLTA Susan Young (strofe I, IV, III e V)

ASCOLTA Siobhan Owen (strofe III e IV)

ASCOLTA Savina Yannatou in Terra Nostra (strofe I e III)

CHORUS
Why should I sit and sigh,
Puin’ bracken, Puin’ bracken (1)
Why should I sit and sigh,
On the hillside dreary? (2)
I
When I see the plover rising,
Or the curlew wheeling,
Then I know(3) my mortal lover
Back to me is stealing.
II
When the day wears away,
sad I look a-down the valley
Ilka(4) sound wi’ a stound (5)
sets my heart a-thrilling
III
Oh, but there is something wanting
but I am weary
Come my blithe and bonny lad(6)
Come ower the the knowe(7) to cheer me
IV (strofa aggiuntiva)
When the moon begins her waning
I sit by the water
Where a man born of the sunlight(8)
Loved the Fairies daughter
V (strofa aggiuntiva)
Who is that I see before me?
Through the willow peering,
A smile as sweet as hawthorn blooming
My love is come to cheer me.
tradotto da Cattia Salto
Ritornello
Perchè dovrei sedermi e piangere
o raccogliere le felci
Perchè dovrei sedermi e piangere
sulla collina tenebrosa?
I
Quando vedo il piviere che si alza
o il chiurlo che gira in tondo
allora so che il mio amante mortale
è di ritorno da me furtivo
II
Quando il giorno svanisce
triste guardo giù nella valle
e ogni suono come una fitta
fa sobbalzare il mio cuore
III
Ma c’è qualcosa che voglio
e mi rattristo,
che venga il mio luminoso e bel ragazzo
che venga dalla collina a consolarmi
IV
Quando la luna inizia a calare
mi siedo accanto all’acqua
dove un uomo nato nella luce del sole amava la figlia delle Fate
V
Chi è che vedo davanti a me?
Attraverso il salice piangente
un sorriso dolce come il fiore del biancospino
il mio amore è venuto a consolarmi

NOTE
1) pulling bracken: diventa anche Broo in’ bracken, broo in’ bracken
2) cantato anche come: All alone and weary oppure All alone and worry
3) cantato anche come trow= trust, believe
4) each, every
5) stound= sharp pain
6) anche come traidee
7) knolls
8) nella versione di Susan Young dice “Where the one in silver starlight”

Alexander Keighley: A fantasy, 1915.

LA MELODIA: THA MI SGITH

Per finire la versione strumentale intitolata più spesso come  Tha Mi Sgith (“I am tired) o Cutting Bracken
Silly Wizard in “Wild and Beautiful” 1981 nel set Tha Mi Sgith/Eck Stewart’s March (A. Stewart/P. Cunningham) & MacKenzie’s Fancy suonato come uno strathspey nella seconda parte diventa un vivace e scatenato reel! La fisarmonica di Phil Cunningham, il banjo di Andy Stewart accompagnati da Martin Hadden (chitarra, tastiere e basso) e Gordon Jones (chitarra e bodhran)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12931 http://www.bbc.co.uk/alba/foghlam/beag_air_bheag/songs/song_02/index.shtml http://thesession.org/tunes/647 http://cornemusique.free.fr/ukcuttingferns.php http://plheineman.net/cuttingbracken.htm http://javanese.imslp.info/files/imglnks/usimg/1/1b/IMSLP55851-SIBLEY1802.9594.bba1-39087012504124pp55-112.pdf