BABES IN THE WOOD

“The Children in the Wood” o “Babes in the Wood” è una sorta di ninna-nanna/fiaba molto popolare sia nelle isole britanniche che nei paesi di forte emigrazione, come America e Australia: si narra di due bambini abbandonati nel bosco, morti di stenti e seppelliti dai pettirossi  sotto a un manto di foglie.
La prima pubblicazione in stampa risale al 1595 sotto forma di broadside ballad (con il titolo di The Norfolk Tragedy, Thomas Millington editore) e poi ripetutamente pubblicata nelle nursery rhymes e variamente rielaborata.

IL BOSCO DI WAYLAND

La storia è fatta risalire all’epoca medievale e collegata da Thomas Percy (poeta e antiquario inglese di fine ottocento) al ritrovamento dei cadaveri di due bambini nel Bosco di Wayland (Norfolk – Inghilterra): nella residenza di Griston Hall il padre morente affida i figli al fratello il quale per impossessarsi dell’eredità, assolda due bravacci. I due abbandonano i bambini nel folto del bosco, che lì muoiono di stenti, così i fantasmi delle due innocenti creature ancora vagano nei paraggi (la leggenda locale qui).

UNA FIABA DA PAURA

Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.
– G. Chesterton

La storia affonda sicuramente in un archetipo così come nella fiaba italiana di Nennillo e Nennella, la versione partenopea di Hansel e Gretel o nelle tante rielaborazioni di bambini abbandonati nelle foreste. Qui però non c’è il lieto fine (anche se in alcune delle  molte varianti  i bambini finiscono per essere trovati ancora vivi).
La canzoncina ha ossessionato i sogni di molti bambini quantomeno  da 300 anni: un modo un po’ curioso per far addormentare subito il bambino e  senza capricci, con tre grosse paure una dopo l’altra, l’abbandono, i pericoli della vita e la morte!

Ma in questa fiaba c’è dell’altro, un vecchio mito celtico palesato dall’apparizione del pettirosso.

Secondo Robert Graves (in La Dea Bianca) pettirosso e scricciolo sono due simboli solstiziali che muoiono ciclicamente, l’uno per lasciare il posto all’altro: il pettirosso è lo spirito dell’anno nuovo il quale nel solstizio d’inverno uccide lo scricchiolo (il regolo dal ciuffo) ed è ucciso dallo scricciolo nel solstizio d’estate.
Così pur nell’essenzialità della storia, la narrazione specifica che è estate, volendo  con buona probabilità richiamare l’attenzione sul periodo solstiziale, l’inizio di un nuovo periodo di vita, il “primo giorno d’estate”.
Anche se nella versione della ballata si parla genericamente di due piccoli bambini, sono spesso rappresentati come fratello e sorella,  così la loro morte (il principio maschile e quello femminile uniti in un abbraccio) potrebbe essere allusiva ad un sacrificio rituale, una prova iniziatica (il passaggio dall’infanzia alla fase adolescenziale) che si svolgeva nel nemeton il bosco sacro e più impenetrabile, o molto più probabilmente era una sorta di rappresentazione sul piano simbolico di un evento cosmico ritualizzo .
In altre versioni è lo stesso Robin Hood il mitico fuorilegge ad andare in soccorso ai due bambini, mentre il pettirosso delle prime versioni si limita a coprire con le foglie i corpi dei bambini.

LA NINNA NANNA

La versione cantata è stata divulgata dalla Famiglia Copper i quali la cantavano durante la cena di Natale (probabilmente come omaggio alla strage degli innocenti celebrata in calendario): la versione proviene da un arrangiamento fatto da William Gardiner (1770-1853).
This version is from a recording by the Copper Family (Bob and Ron Copper, Folk-Legacy, 1964). In the notes to Come Write Me Down: Early Recordings Of The Copper Family of Rottingdean, Topic TSCD534, 2001, folklorist Steve Roud identifies the writer of Babes in the Wood as William Gardiner [1769/70-1853]. Gardiner was a Leicester hosiery manufacturer and accomplished amateur musician. (tratto da qui)
Copper Family

I
My dear, do you know
How, a long time ago,
Two poor little children,
Whose names I don’t know,
Were stolen away
On a fine summer’s day,
And left in a wood,
As I’ve heard people say?
II
And when it was night,
So sad was their plight,
The sun it went down,
And the moon gave no light!
They sobbed and they sighed,
And they bitterly cried,
And the poor little things
They lay down and died.
III
And when they were dead,
The robins so red
Brought strawberry leaves
And over them spread;
And all the day long
They sang them this song:
“Poor babes in the wood!
Poor babes in the wood!
And don’t you remember
The babes in the wood?”


CHORUS
Pretty babes in the wood,
pretty babes in the wood,
Oh, don’t you remember
those babes in the wood.
I
Oh, don’t you remember,
a long time ago,
Those two little babies,
their names I don’t know?
They strayed(1) far away
one bright summer’s day,
These two little babies
got lost on their way.(2)
II
Now the day being long
and the night coming on
These two little babies
sat under a stone.
They sobbed and they sighed,
they sat down and cried;
These two little babies
they laid down and died.
III
Now the robins so red(3),
so swiftly they sped,
They put out their wide wings
and over them spread.
And all the day long
on the branches did throng;
They sweetly did carol(4)
and this was their song.
(traduzione di Cattia Salto)
CORO
Bei bimbi nel bosco
bei bimbi nel bosco
vi ricordate
di quei bimbi nel bosco?
I
Ricordate
tanto tempo fa
quei due bimbi
di cui non conosco il nome?
Furono abbandonati lontano
in un bel giorno d’estate,
e quei bue bambini
smarrirono la strada
II
Terminato il giorno
e arrivata la notte
questi due bimbi
si sedettero su una pietra.
Sospirarono e piansero,
seduti in lamento,
quei due bimbi
si distesero e morirono
III
Allora i pettirossi (3)
accorsero in fretta
volando con le forti ali
su di loro
e per tutto il giorno
ammassarono i rami
dolcemente fischiettarono
e questa era la loro canzone

NOTE
1) oppure “they were stolen”
2) oppure “and left in the wood, so I’ve heard folks say”
3) il pettirosso è  un piccolo passero dal caratteristico petto macchiato di rosso (ogni tanto in autunno e con i primi freddi dell’inverno, ne vedo qualcuno che si spinge fino alla mia finestra per prendere le briciole di pane) simbolo solstiziale nella mitologia dei paesi nordici, è stato trasposto nella religiosità cristiana a simbolo d’amore, e connesso con la nascita e la morte di Gesù. Compare così in molte immagini o cartoline dedicate al Natale.
4) oppure “whistle”

BABES IN THE WOOD – Walt Disney 1923
Un pastiche con tanto di villaggio di elfi, strega cattiva e casetta di Marzapane alla Hansel e Gretel e lieto fine con gli elfi che liberano i due bambini e la strega che finisce vittima dei suoi stessi sortilegi

FONTI
http://vivalamamma.tgcom24.it/2013/03/le-favole-aiutano-i-bambini-a-crescere-e-a-vincere-le-loro-paure/
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BabesWood.html
http://www.cavernacosmica.com/simbologia-del-pettirosso/
http://myths.e2bn.org/mythsandlegends/origins19-the-abandoned-children-of-wailing-wood.html
https://terreceltiche.altervista.org/the-wren-song/
http://www.lefiguredeilibri.com/2010/01/18/the-babes-in-the-wood-cronaca-di-una-leggenda/
http://www.lefiguredeilibri.com/2010/01/20/la-vera-morte-di-cock-robin-la-simbologia-del-pettirosso/
http://hypnogoria.blogspot.it/2014/12/folklore-on-friday-babes-in-woods.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/forum/434.html
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/15/babes.htm
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=5238
http://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/babesinthewood.html
http://www.gutenberg.org/files/19361/19361-h/19361-h.htm
https://afolksongaweek.wordpress.com/2012/12/24/week-70-the-boars-head-carol-babes-in-the-wood-the-king/
http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/772

THE WREN SONG E LA CACCIA ALLO SCRICCIOLO

wrenSopravvissuta in Irlanda fino ai nostri giorni la caccia dello scricciolo è un rituale pan-celtico che si svolge il 26 dicembre: secondo la tradizione celtica lo scricciolo era il simbolo di Lugh, Figlio della Luce trionfante e il suo sacrificio, un tributo in sangue agli spiriti della Terra nel Solstizio d’Inverno, era una supplica per ottenere favori e fortuna, ma anche un sacrificio solare (la luce che riprende vigore dopo il solstizio riceve energia dal sangue del suo simulacro). L’uccisione dello scricciolo e la distribuzione delle sue piume avrebbe portato salute e fortuna agli abitanti del villaggio. continua

La canzone dello scricciolo rievoca un rito dalle oscure origini che affondano nella tradizione celtica. Il più piccolo dei passeri, lo scricciolo, (termine che si usa anche per vezzeggiare un bambino molto piccolo) era chiamato in latino reguluspiccolo re” e con questo appellativo era conosciuto in tutta Europa (re di macchie, re di siepi, re di tutti gli uccelli o anche piccolo zar). Un uccello tanto piccolo ma dal canto potente, il più squillante e armonioso. Animale sacro la cui uccisione era considerata tabù e portatrice di sventura, ma non durante il tempo di Yule.

LA LOTTA TRA PETTIROSSO E SCRICCIOLO

Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate  (continua)
Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. Scrive James Frazer nel “Ramo d’oro “Uno scrittore del secolo XVIII dice che in Irlanda lo scricciolo “viene ancora acchiappato e ucciso dai contadini il giorno di Natale e quello successivo (il giorno di Santo Stefano); e viene portato in processione attaccato ad una zampetta… e in ogni villaggio si fa una processione di uomini, donne e bambini che cantano una ballata irlandese in cui si dice che questo è il re di tutti gli uccelli”. Fino ai nostri giorno (l’inizio del secolo XX) la caccia dello scricciolo si fa ancor in alcune parte del Leinster e del Connaught”

wren-boys
Parade of Wren Bush & Boys, 1850

LA QUESTUA E IL BANCHETTO

Dopo aver ucciso lo scricciolo e averlo portato in giro per il villaggio per raccogliere farina o pane, burro e uova, si seppelliva il corpo con un funerale e si procedeva a preparare un dolce tipico di Natale, il “pudding bag
Nella forma di più antica attestazione, che è anche la più semplice, la cerimonia (che si tiene sempre il 26 dicembre, giorno di S. Stefano o “Giorno dello Scricciolo”) iniziava con l’inseguimento di un vero scricciolo che infine veniva lapidato. Il suo corpo era quindi deposto in una scatola o gabbia stupendamente decorata con rami di sempreverdi, nastri colorati e frutti (detti perllan o “frutteto” in gallese) che veniva fissata all’estremità di un palo e portata in parata di casa in casa da una compagnia di danzatori, cantanti e musicisti in costume. La composizione specifica dei personaggi variava ma, almeno in Irlanda, includeva sempre un uomo travestito da “megera” (cailleach) e un cavallino chiamato Lair Bhan (“Giumenta Bianca”). Ovunque fossero accolti, i “ragazzi dello scricciolo”  eseguivano una performance di danza, clownerie e musica nuova e vecchia (parte della quale riferita specificamente all’occasione), e quindi chiedevano la carità “per seppellire lo scricciolo”. In effetti, si trattava più precisamente di soldi non per seppellire lo scricciolo, dato che si riteneva che il suo corpo portasse sfortuna; per vendicarsi, i figuranti di alcune comunità si sbarazzavano infine del cadaverino deponendolo sulla terra della casa che li aveva accolti più miseramente o in modo scortese nel corso della giornata. In altre aree, la sepoltura dello scricciolo era un rituale elaborato e il corpo veniva lasciato in un luogo “liminale” (per esempio sulla riva, né sulla terra, né in mare) dove il suo influsso veniva così neutralizzato. (tratto da Il tempo dei celti. Miti e riti: una guida alla spiritualità celtica di Alexei Kondratiev)

Inizio con una carrellata di antiche melodie celtiche dedicate allo scricciolo.
ASCOLTA “The Wren” reel arrangiamento per mandola (o irish bouzouki che dir si voglia) anche con il titolo An dro (perchè è un andrò bretone) qui

ASCOLTA ghironda

VIDEO Danza originaria dall’Isola di Man

ASCOLTA’The Wren! The Wren!’: The Dingle Set “A Celtic Christmas”

Seguitemi allora in questo viaggio per la campagna britannica e per l’Irlanda! seconda parte
 In Bretagna continua

APPROFONDIMENTO
http://ontanomagico.altervista.org/wren-song.htm