Fill, fill, the merry bowl

“An Anacreontic” or “Fill, Fill, the Merry Bowl” is a poem composed by Robert Tannahill (1774-1810) in the wake of ‘When time who steals our years away’ written by the Irish poet Thomas Moore (1779-1852). The genre was very popular in the century of the Rococo, when the whole art was under the banner of the pursuit of pleasure, so they became fashionable the anacreontic poems , from the name of Anacreon the poet of ancient Greece who sang the triumph of love of wine and all the pleasures of the banquet.
An Anacreontic” o “Fill, Fill, the Merry Bowl” è una poesia composta da Robert Tannahill (1774-1810) sulla scia di
‘When time who steals our years away’ scritta dal poeta irlandese Thomas Moore (1779-1852).
Il genere fu molto popolare nel secolo del Rococò, quando l’arte tutta era all’insegna della ricerca del piacere, così diventarono di moda le poesie anacreontiche, dal nome
di Anacreonte il poeto dell’antica Grecia che cantò il trionfo dell’amore e del vino e tutti i piaceri del convivio. 

Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume III (2012)

Rod Paterson modifies the structure of the song by omitting part of the stanzas and taking the last four verses of the first stanza as refrain, the melody is very similar to Robert Burns’ Toast to the Lasses (Green grow the rashes)
[Rod Paterson modifica la struttura della canzone omettendo parte delle strofe e prendendo gli ultimi quattro versi della prima strofa come ritornello, la melodia è molto simile al Toast to the Lasses (Green grow the rashes) di Robert Burns]


I
Fill, fill, the merry bowl,
Drown corrosive care and sorrow,
Why, why clog the soul,
By caring for to-morrow ?
Chorus
Fill your glasses, toast your lasses, 
Blythe Anacreon (1) bids you live ;
Love with friendship far surpasses
All the pleasures life can give.
II
Come, join the social glee,
Give the reins to festive pleasure ;
While fancy, light and free,
Dances to the measure.
III
Now, since our cares are drowned,
Spite of what the sages tell us (2),
Hoary Time (3), in all his round,
Ne’er saw such happy fellows.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Riempite, riempite la boccia
affogate il dolore e i pensieri corrosivi,
perché, perché ostacolare lo spirito
preoccupandosi del domani?
Coro
Riempite il bicchiere, brindate alle vostre ragazze
l’allegro Anacreonte vi invita a vivere;
L’amore con l’amicizia superano di gran lunga
Tutti i piaceri che la vita può dare.
II
Venite, unitevi al gaudio della festa
date le briglie al piacere festoso
mentre fantasia, lieve e libera,
danza a tempo
III
Ora poiché le nostre tribolazioni sono (state) annegate, nonostante il parere dei saggi,
le Ore in girotondo,
non han mai visto una compagnia più felice

NOTE
1) the ancient Greek poet Anacreon, known for his celebrations of love and wine [il poeta dell’antica Grecia Anacreonte celebre per gli elogi all’amore e al vino]
2) letteralmente “nonostante ciò che ci dicono i saggi”
3) Hoary Time are the Horai, (the Hours) personification of the passing of time and Seasons [le Horai, (le Ore) personificazione dello scorrere del tempo e delle Stagioni] 

Original version sung by Jennifer Goltz
[la versione originaria cantata da Jennifer Goltz]

LINK
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%206C.htm
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/fillfill.htm

Gudeen to you kimmer

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Gudeen to you kimmer” (‘Good evening to you, gossipy woman’) is the title that Robert Burns gave to his review of an old Scottish song “We’re a Noddin” extremely popular throughout the 1700s and much from the nineteenth century, but dating back to 1560 (Bishop Percy’s MS)
Gudeen to you kimmer” (‘Buonasera a voi comare’) è il titolo che Robert Burns ha dato a una sua revisione di una vecchia canzoncina scozzese
We’re a Noddin” estremamente popolare per tutto il 1700 e buona parte dell’Ottocento, ma risalente al 1560 (Bishop Percy’s MS)

“We’re a Nodding” was a humerous mid-19th century song that was included in a musical play based on Sir Walter Scott’s Tales of My Landlord, called Montrose, or the Children of the Mist (1822), staged at Covent Garden Theatre in February of that year. The music was selected by Bishop from existing Scotch airs. Robert Burns “corrected” the existing words for the Scots Musical Museum vol. 6 (1803, Song 523, p. 540) published under the title “Gudeen to you kimmer” (‘Good evening to you, gossipy woman’) with a different tune” (from here)
“We’re a Nodding” è stata una canzone umoristica della metà del 19 ° secolo inclusa in uno spettacolo musicale basato su “Tales of MyLord” di Sir Walter Scott, detto Montrose o Children of the Mist (1822), in scena al Covent Garden Theatre nel febbraio di quell’anno.  La musica è stata selezionata da Bishop dalle arie scozzesi esistenti. Robert Burns ha “corretto” le parole esistenti per il sesto volume del Scots Musical Museum. (1803, # 523, p 540), pubblicandola con il titolo “Gudeen to you kimmer” (“Buona sera a te, donna pettegola”) con una melodia diversa.”

Alastair McDonald

Christine Kydd & Rod Paterson


I
“Gudeen to you,(1) kimmer
And how do ye do?”
“Hiccup (2), quo’ kimmer,
The better that I ‘m fou (3). “
Chorus
We’re a’ noddin, nid nid noddin,
We’re a’ noddin at our house at hame (4),
We’re a’ noddin, nid nid noddin,
We’re a’ noddin at our house at hame,
II
Kate sits i’ the neuk (5),
Suppin hen-broo (6);
Deil tak Kate
An she be na noddin too!
III
“How ‘s a’ wi’ you, kimmer,
And how do ye fare?”
“A pint o’ the best o’t,
And twa pints mair.”
IV
“How ‘s a’ wi’ you, kimmer,
And how do you thrive;
How monie bairns hae ye?” 
Quo’ kimmer, “I hae five.”
V
“Are they a’ Johny’s?”
“Eh! atweel no:
Twa o’ them were gotten
When Johny was awa.”
VI
Cats like milk,
And dogs like broo;
Lads like lasses weel,
And lasses lads too.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
“Buonasera a voi, comare
e come state?”
“Hich- risponde la comare-
sono piena!”
Coro
E noi stiamo annuendo, an-an annuendo
noi stiamo annuendo a casa nostra in casa
E noi stiamo annuendo, an-an annuendo
noi stiamo annuendo a casa nostra in casa
II
Kate siede in un angolo
a sorbire il suo porridge,
il diavolo prende Kate
e lei non annuirà più
III
“Come va, comare
come vanno gli affari?”
“Fuori una pinta del meglio
e altre due pinte.”
IV
“Come va, comare
e come ve la passate?
Quanti bambini avete?”
Risponde la comare “ne ho cinque”
V
“Sono tutti di Johny?”
“assolutamente no:
due di loro li ho avuti
quando Johny era via”
VI
Ai gatti piace il latte
e ai cani piace il porridge
ai ragazzi piacciono molto le ragazze
e anche alle ragazze i ragazzi

NOTE
* traduzione con il DSL sotto mano
1) Alastdar dice “Ha di’na tae ye”
2) l’equivalente di un singhiozzo
3) tra i significati di fou= Full of liquor, drunk
4) nella nostra propria casa
5) neuk=corner, angle
6) il broo o brose è il modo “giusto” di preparare il porridge secondo le consuetudini di uno scozzese, il “vero e unico” modo di preparare la farinata d’avena: la differenza rispetto al porridge è che l’avena non subisce cottura ma è solo mescolata vigorosamente in una ciotola con acqua bollente e lasciata riposare per 5 minuti circa, avendo cura di metterci un coperchio in modo che il calore agisca sull’avena. Si mangia con l’aggiunta di sale e latte o latticello e ovviamente si aggiunge anche del burro fresco. 

https://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/archive/94549136
https://www.tunearch.org/wiki/Annotation:We’re_a_Nodding
https://en.wikisource.org/wiki/The_Book_of_Scottish_Song/We%27re_a%27_noddin%27
https://www.electricscotland.com/culture/features/singasang/we’re_a_noddin.htm

Wee Willie Gray

Read the post in English
Testo: Robert Burns
Melodia: Wee Totum Fogg.
1795

 

Il Duca di Leeds da bambino ritratto di Hans Hausing, 1726

Robert Burns riporta per lo “Scots Musical Museum” un frammento di una canzoncina popolare (rielabarota da lui basandosi su pochi versi) dal titolo “Wee Willie Gray”. Una canzoncina per bambini in cui il piccolo Willy si veste con la corteccia del salice, i petali delle rose e dei gigli. Il piccolo Willy Gray è forse un folletto o un personaggio un po’ tonto dei racconti popolari,  anche se non si esclude che Robbie abbia voluto alludere ironicamente a qualche persona di sua conoscenza.
Ci immaginiamo il piccolo Willy che indossa il costume delle Highlands, con un tessuto in tartan a base rosso, e il caratteristico berretto, lo Scottish Bonnet che a partire dal 1700 viene abbellito da una coccarda, l’emblema del clan e una piuma.
Il completino è abbinato all’immancabile mantello in tartan (plaid)
In sintonia con il buffo personaggio anche la melodia (che alcuni studiosi ritengono composta da Robert Burns) è una saltellante hornpipe del Border.

Tony Cuffe & Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Burns, Vol. 1 (Linn Records)


I
WEE Willie Gray,
an’ his leather wallet (1);
Peel a willie (2) wand,
to be him boots and jacket.
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet,
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet.
II
Wee Willie Gray,
and his leather wallet;
Twice a lily-flower
will be him sark and cravat (3);
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet (4),
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Piccolo Willy Gray
e la sua scarsella
scorteccia una bacchetta di salice
per farsi gli stivali e la marsina:
la rosa sullo spino
sarà le sue braghe e il farsetto
la rosa sullo spino
sarà le sue braghe e il farsetto.
II
Piccolo Willy Gray
e la sua scarsella
due volte il giglio
sarà la sua camicia e la cravatta
la ali di una mosca
saranno le piume del berretto
la ali di una mosca
saranno le piume del  berretto

NOTE
1) Nel settecento il portafoglio era una scarsella che si portava agganciata alla cintura e conteneva sia le banconote che del cibo. Era considerato uno status symbol, relativamente all’agiatezza di chi lo indossava. Il portafoglio piatto come lo conosciamo oggi nasce piuttosto nell’Ottocento
2) willie= willow. Nelle leggende una bacchetta di salice è la bacchetta magica degli stregoni, oltre all’assonanza con il nome Willy non posso fare a meno di  pensare alla figura della scottish country dance chiamata “streep the willow”



3) La cravatta nel 700 era una sciarpa di mussola (con bordi impreziositi da trine e ricami a seconda dell’occasione) girata una o più volte intorno al collo e annodata sul davanti con un fiocco o un nodo semplice. Per lo più bianca dopo la rivoluzione francese diventa sinonimo di controrivoluzionari.
4) è il blue bonnet la cui foggia  risale al 1500 e che ha dato il soprannome di ‘Bluebonnets’ agli Highlanders

FONTI
https://www.padandquill.com/blog/2017/03/09/wallet-origins-and-history/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/615.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-vi,-song-514,-page-530-wee-willie-gray

Wee Willie Gray

Leggi in italiano
Lyrics: Robert Burns
Tune: Wee Totum Fogg.
1795

The Duke of Leeds as a child, in Highland costume, by Hans Hausing, 1726

Robert Burns reports for the “Scots Musical Museum” a fragment of a popular song (revived by him based on a few traditional verses) entitled “Wee Willie Gray”. A little children song in which little Willy dresses with the bark of the willow, the petals of roses and lilies. The little Willy Gray is perhaps an elf or a jerky character of lore, or pheraps Robbie wanted to allude ironically to some person of his knowledge.

We imagine the little Willy all dresses in the Highland costume, with a red-based tartan fabric, and the distinctive cap, the Scottish Bonnet that since 1700 is embellished with a rosette, the emblem of the clan and a feather. The look is outfitted with a tartan coat (plaid)
In tune with the funny character also the melody (which some scholars believe composed by Robert Burns) is jumping, double hornpipe from the Borders.

Tony Cuffe & Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Burns, Vol. 1 (Linn Records)

I
WEE Willie Gray,
an’ his leather wallet (1);
Peel a willie (2) wand,
to be him boots and jacket.
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet,
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet.
II
Wee Willie Gray,
and his leather wallet;
Twice a lily-flower
will be him sark and cravat (3);
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet (4),
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet.

NOTES
for English translation
1) By the 1700s, wallets were still purse attached to the hip and carried everything from old notes to bits of food. It was considered a status symbol, relative to the comfort of the wearer. The flat portfolio as we know it today arises rather in the nineteenth century
2) willie= willow. In the legends a wand of willow is the magic wand, but it recalls the figure of the scottish country dance called “streep the willow”



3) The tie in the 700 was a muslin scarf (with borders embellished with lace and embroidery depending on the occasion) turned one or more times around the neck and knotted at the front with a bow or a simple knot. Mostly white after the French revolution, it became synonymous with counter-revolutionaries.
4) It is the blue bonnet whose style dates back to 1500s and which gave the nickname of ‘Bluebonnets’ to the Highlanders

LINK
https://www.padandquill.com/blog/2017/03/09/wallet-origins-and-history/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/615.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-vi,-song-514,-page-530-wee-willie-gray

Dusty miller

Canzoncina passata per la penna di Robert Burns e rielaborata da un frammento di Herd (Ancient and Modern Scottish Songs 1776) “Dusty miller” è andata in stampa nello Scots Musical Museum nel 1788.
Il lavoro del mugnaio era importante nelle comunità di un tempo e anche nei piccoli centri era sempre presente un mulino. Carlo Ginzburg scrive  «La secolare ostilità tra contadini e mugnai aveva consolidato un’immagine del molinaro furbo, ladro, imbroglione, destinato alle pene infernali» (vedi)
Sebbene nelle canzoni popolari i mugnai siano per lo più personaggi avidi e disonesti, avari e donnaioli, su questa canzoncina non ci sono racconti anedottici; possiamo solo dire che è stata scritta dal punto di vista femminile, una donna chiaramente soddisfatta dalle prestazioni del mugnaio!
La melodia è riportata in numerose raccolte per violino del 1700, ma già aria popolare nel 1600  (vedi)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Rod Paterson


I
Hey, the dusty Miller,
And his dusty coat,
He will spend (1) a shilling,
Or he win a groat(2):
Dusty was the coat,
Dusty was the colour,
Dusty was the kiss
That I gat frae the Miller.
II
Hey, the dusty Miller,
And his dusty sack;
Leeze me on the calling
Fills the dusty peck(3):
Fills the dusty peck,
Brings the dusty siller;
I wad gie my coatie
For the dusty Miller.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Viva il mugnaio infarinato
e la sua giubba infarinata
spenderà uno schellino
o guadagnerà  un grosso d’argento:
polverosa era la giubba
polveroso era il colore
polveroso era il bacio
che ho preso dal muganio
II
Viva il mugnaio infarinato
e il suo sacco infarinato,
caro è per me il suo richiamo,
riempie il  peck infarinato:
riempie il  peck infarinato,
porta l’argento infarinato;
darei la mia giubba
per il mugnaio infarinato

NOTE
1) nel SMM è scritto all’inverso: He will win a shilling, or he spend a groat
2) Antica moneta inglese d’argento, corrispondente al grosso, coniata dal 1351 al 1662; ebbe all’inizio un valore di poco superiore a quello del penny, […] ma in seguito fu ragguagliata a 4 pence. Il groat fu emesso anche in Scozia dal 1358 e in Irlanda dal 1460.
3) vecchia unità di misura equivalente a 1/4 di staio. In Scozia, il peck era usato come misura fino all’entrata in vigore della Legge sui Pesi e Misure del 1824 che uniformò i valori al sistema imperiale britannico Il peck in Scozia equivaleva a 9 litri (nel caso di certe colture, come frumento, piselli, fagioli e miglio) e a 13 litri (nel caso di orzo, avene e malto)

Il sito “The Fiddler’s Companion” elenca 8 brani diversi chiamati “The Dusty Miller”: si tratta di hornpipe, jig, slip jig, reel, strathspey
ASCOLTA Tony Rice

ASCOLTA The Chieftains

ENGLISH COUNTRY DANCE: in versione lenta

FONTI
http://www.studicassinati.it/db1/jupgrade/index.php/archivio/100-anno-xv-n-1-gennaio-marzo-2015/1052-m-ottaviani-storie-di-mole-mugnai-e-mugnaie
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-144,-page-151-dusty-miller.aspx
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Dusty_Miller_(6)
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/476.htm
https://thesession.org/tunes/4323
https://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/dusty-miller.html

Will Ye Gang Tae Sherramuir

Several ballads have been written about the battle of Sheriffmuir, but there are two main versions: Robert Burns version and Robert Tannahill pro-Jacobite version.
Sono state scritte diverse ballate sulla battaglia di Sheriffmuir, ma due sono le versioni principali:  quella di Robert Burns e quella pro-giacobita di Robert Tannahill

ROBERT TANNAHILL & JAMES HOGG

The song is reported by James Hogg in his “Jacobite Relics” (1819), only the first two stanzas are attributed to Robert Tannahill, while the other two are probably by Hoggs (cf)
Il brano è riportato da James Hogg nel suo “Jacobite Relics” (1819), solo le prime due strofe sono attribuite a Robert Tannahill, mentre altre due sono probabilmente di Hoggs (vedi)

Ewan MacColl & Peggy Seeger in
Songs of Two Rebellions: The Jacobite Wars of 1715 and 1745 in Scotland 2004

Max Dunbar

Sam Monaghan

Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume III (2012)


I
Will ye go to Sheriffmuir,
Bauld John o Innisture (1)?
There to see the noble Mar,
And his Heiland laddies.
A’ the true men o the north,
Angus, Huntly and Seaforth, (2)
Scouring on tae cross the Forth,
Wi their white cock-a-dies (3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare (4),
And the trumpets deadly blare,
Wi the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s raws,
A’ the clans wi loud huzzas,
Rushing tae the battle (5).
III
There you’ll see the noble Whigs (6),
A’ the heroes o the brigs (7),
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Rien hose and raggit hools,
Sour milk (6) and girnin’ gools (8),
Psalm-books and cutty stools (9),
We’ll see never mair, man.
IV
Will ye go to Sheriffmuir,
Bold John o’ Innisture?
Sic a day and sic an hour,
Neir was in the north man.
Siccan sichts will there be seen;
And gin some be nae mistaen,
Fragrant gales will come bedeen,
Frae the water o Forth, man.
English translation
I
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture (1)?
There to see the noble Mar,
And his Highland laddies.
All the true men of the north,
Angus, Huntly and Seaforth (2),
Scouring on to cross the Forth,
With their white cockadies (3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare (4),
And the trumpets deadly blare,
With the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s lines,
All the clans with loud huzzas,
Rushing to the battle (5).
III
There you’ll see the noble Whigs (6),
All the heroes of the brigs, (7)
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Riven hose and ragged coats
Sour milk (6) and whining throats (8);
Psalm-books and cutty stools (9),
We’ll see never more, man.
IV
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture?
Such a day and such an hour,
Never was in the north man.
Such sights will there be seen;
And if some be not mistaken,
Fragrant gales (10) will come soon,
From the water of Forth, man.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture?
Là vedrai Lord Mar
e i suoi ragazzi delle Highlands,
tutti i veri uomini del Nord,
Angus, Huntly e Seaforth,
in perlustrazione per varcare il Forth
con le loro coccarde bianche.
II
Là vedrai gli stendardi garrire,
là sentirai le cornamuse ruggire
e le trombe squillare a morte
con le raffiche dei cannoni,
là vedrai il prode McCraws
e le schiere dei Cameron e del Clanronald,
tutti i clan con i loro forti Hurrà
affrettarsi alla battaglia.
III
Là vedrai i nobili Whigs,
tutti ceffi da galera,
pelli raggrinzite e parrucche imbiancate
muoversi a ventaglio, amico.
Calze strappate e vestiti laceri,
latte acido e piagnistei,
libri dei salmi e sgabelli delle penitenze
non si vedranno mai più, amico.
IV
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture?
Un tale giorno e un tale momento
non ci sono mai stati nel Nord,
tali cose là saranno viste amico
e se non ci sbagliamo
brezze fragranti verranno presto
dalle acque del Forth, amico

NOTE
1)the identity of John o ‘Innisture remained unknown [ l’identità di John o’ Innisture è rimasta sconosciuta]
2) Huntly, Seaforth: clan chiefs respectively of the Gordons and the McKenzie [Huntly, Seaforth: capi clan rispettivamente dei Gordon e dei McKenzie.]
3) The cockade pinned on the bonnet is an eighteenth-century fashion and it was worn as a symbol of loyalty to a certain ideology, or as indication of a social status (and more often it was part of a servant’s uniform). In Great Britain the white cockade indicated the Jacobites while the governmental ones wore the black or blue cockade [La coccarda appuntata sul cappello (berretto scozzese) è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia, o anche come indicazione di status sociale (e più spesso parte della divisa di un servitore). In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu]
4) They are the great bagpipes of the north used in an open environment for the alarm, to call the clans in lines and to spur the men into battle. [sono le cornamuse grandi del nord usate in ambiente aperto per la sveglia, per richiamare i clan all’ordine e per spronare gli uomini in battaglia.]

Highland Charge ©2002 Charles Keegan
Highland Charge ©2002 Charles Keegan
5) gli scozzesi andavano così in battaglia: La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid, ossia il kilt; si procedeva con impeto, a grandi balzi urlando come ossessi e brandendo minacciosamente la grande spada (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo). Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia 

6) Tories and Whigs are the two opposing parties in the English parliament,  Whigs, it is a word of probable Scottish origin, perhaps with the meaning of marauder, or perhaps it comes from “whig”, sour milk, it was certainly an insult that in 1600 addressed this political current but remained stuck as a label in the following centuries. It does not seem to me the case to go to distinguish between the subtle or more substantial divergences between the two parties, but to underline that it was the Whigs who unconditionally supported the new dynasty inaugurated with the election of King George I of Hannover. [Tories e Whigs sono i due partiti opposti nel parlamento inglese (Conservatori e Liberali)  Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido, di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia inaugurata con l’elezione di Re Giorgio I di Hannover.]
7) letteralmente “eroi delle prigioni”
8) girn è un termine scozzese con vari significati tra cui il piagnisteo dei bambini girn=children: to be fretful, to whine, whimper; to groan, to cry
potrebbe anche essere girn= snarling (in italiano gole ringhianti)
9) “The custom of performing penance in public by humiliation in church either through significant action, position or confession has often been held to be peculiar to the Presbyterian and Puritan churches. In Scotland the ordeals of sitting on the repentance-stool or cutty-stool were most frequent. In economic and social histories of Scotland, and especially in Edgar’s Old Church Life in Scotland, many instances are enumerated. Sometimes [Pg 107] the offender wore a repentance-gown of sackcloth; more frequently he stood or sat barefoot and barelegged.” (from here)
[cutty stool: una sorta di sgabello delle penitenze dove chi aveva peccato veniva messo in castigo (tipo dietro la lavagna per i bambini indisciplinati a scuola) per subire una punizione simbolica e umiliante sotto gli occhi di tutta la congregazione. L’usanza di eseguire la penitenza in pubblico con l’umiliazione in chiesa o attraverso azioni, posizioni o confessioni significative è stata spesso considerata peculiare delle chiese presbiteriana e puritana. In Scozia era molto frequente l’uso dello sgabello del castigo . Nelle storie economiche e sociali della Scozia, e in particolare in “Old Church Life in Scotland” di Edgar, sono elencate molte istanze. A volte [Pg 107] l’autore del reato indossava un saio di sacco; più di frequente stava in piedi o sedeva scalzo e a gambe scoperte.]
10) allusion to the ship that will bring the Old Pretender home who arrived on board a French ship in December, founding his cause desperate, he fled to France: Mar’s army dispersed and the revolt ended. In 1717 a general pardon was granted under the “Act of Grace” to all the Highlanders who participated in the insurrection. 
[allude alla nave che porterà in patria il Vecchio Pretendente che arrivò a bordo di una nave francese in dicembre, trovò la sua causa disperata e fuggì in Francia: l’esercito di Mar si disperse e la rivolta finì. Nel 1717 venne concesso, con l’”Act of Grace” un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.]

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2027C.htm
http://digital.nls.uk/1715-rising/songs/will-ye-go-tae-sheriffmuir/index.html
http://www.contemplator.com/scotland/sheriffmur.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7898
http://data.historic-scotland.gov.uk/pls/htmldb/f?p=2500:15:0::::BATTLEFIELD:17
https://thesession.org/tunes/284

http://www.readbookonline.net/readOnLine/29309/

MY NANNIE, O

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Canzone scritta da Robert Burns e pubblicata nella prima edizione di Kilmarnock (1786) è stata ispirata da Agnes Flemming, la servetta di un amico del poeta residente a Calcothill.
Da non confondere con la canzone ‘My Nanny, O’ di Allan Ramsay (Roud Folk Song Index no. 8653), dalla quale Burns prese solo la melodia.
Visione bucolica e giovanile della natura dell’amore: una giovane e dolce fanciulla, semplice e inesperta, alletta il bel Robert nel fiore della giovinezza; egli, ancora semplice e sconosciuto contadino, alla sera lascia l’aratro per andare a trovare Nannie, che lo accoglie a braccia aperte. La strofa di chiusura contiene ancora tutto l’entusiasmo di un animo giovanile, ma il nostro bel Robbie aveva ben altre ambizioni, e purtroppo baciato fu dalla Musa ma non dalla Fortuna!

burns-william-giller-1853

Una bella versione strumentale di Laura Risk ASCOLTA

Ancora una versione della melodia interpretata con flauto e violoncello


ASCOLTA
dalle registrazioni sul campo in Tobar an Dualchais

ASCOLTA Rod Paterson

Versione Robert Burns 1783.
I.
Behind yon hills, where Lugar(1) flows,
‘Mang moors an’ mosses many, O,
The wintry sun the day has clos’d,
And I’ll awa to Nannie, O.
II.
The westlin’ wind blaws loud an’ shill;
The night’s baith mirk and rainy, O;
But I’ll get my plaid, an’ out I’ll steal,
An’ owre the hill to Nannie, O.
III.
My Nannie’s charming, sweet, an’ young;
Nae artfu’ wiles to win ye, O:
May ill befa’ the flattering tongue
That wad beguile my Nannie, O.
IV.
Her face is fair, her heart is true,
As spotless as she’s bonnie, O:
The op’ning gowan, wat wi’ dew,
Nae purer is than Nannie, O.
V.
A country lad is my degree,
An’ few there be that ken me, O;
But what care I how few they be?
I’m welcome aye to Nannie, O.
VI.
My riches a’s my penny-fee,
An’ I maun guide it cannie, O;
But warl’s gear ne’er troubles me,
My thoughts are a’ my Nannie, O.
VII.
Our auld guidman delights to view
His sheep an’ kye thrive bonnie, O;
But I’m as blythe that hands his pleugh,
An’ has nae care but Nannie, O.
VIII.
Come weel, come woe, I care na by,
I’ll tak’ what Heav’n will sen’ me, O;
Nae ither care in life have I,
But live, an’ love my Nannie, O.(2)
TRADUZIONE  (tratta da qui)
I.
Dietro quei colli, dove scorre il Lugar,
tra le molte paludi e brughiere, oh,
il sole invernale ha chiuso il giorno
ed io me ne vado da Nannie, oh.
II.
Il vento dell’ovest sibilando soffia,
la notte è buia e piovigginosa, oh;
ma prendo il mantello e di nascosto me ne vado,
al di là dei colli da Nannie, oh.
III.
Nannie è attraente, dolce e giovane:
non abili inganni per conquistarti, oh:
mal ne colga alla lingua adulatrice
che volesse ingannare Nannie, oh.
IV.
Ha bello il volto, un cuore sincero,
puro quanto è bella, oh:
la margheritina che s’apre, bagnata di rugiada, non è più pura di Nannie, oh.
V.
Un giovane campagnuolo son io,
e pochi son quelli che mi conoscono,
ma che m’importa di quanti pochi essi siano? Son sempre bene accolto da Nannie,
VI.
La paga d’un penny è quanto possiedo
e debbo saggiamente disporne, oh;
ma le ricchezze del mondo non mi preoccupano: i miei pensieri son tutti per Nannie, oh.
VII.
Il vecchio padrone è felice di veder prosperare
le sue pecore e mucche, oh;
ma altrettanto felice son io, che guido l’aratro
e non ho altri pensieri che Nannie, oh.
VIII.
Venga la prosperità o l’avversità non m’importa, prenderò quel che il Cielo mi manda, oh;
nessun altro pensier avrò io per la vita,
che vivere ed amare la mia Nannie, oh.

NOTE
1) il Lugar è un affluente dell’Ayr.
2) Nannie morì celibe e in età avanzata, evidentemente non fu così altrettanto apprezzata come dal poeta!

FONTI
http://thesession.org/tunes/12071