Gudeen to you kimmer

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Gudeen to you kimmer” (‘Good evening to you, gossipy woman’) is the title that Robert Burns gave to his review of an old Scottish song “We’re a Noddin” extremely popular throughout the 1700s and much from the nineteenth century, but dating back to 1560 (Bishop Percy’s MS)
Gudeen to you kimmer” (‘Buonasera a voi comare’) è il titolo che Robert Burns ha dato a una sua revisione di una vecchia canzoncina scozzese
We’re a Noddin” estremamente popolare per tutto il 1700 e buona parte dell’Ottocento, ma risalente al 1560 (Bishop Percy’s MS)

“We’re a Nodding” was a humerous mid-19th century song that was included in a musical play based on Sir Walter Scott’s Tales of My Landlord, called Montrose, or the Children of the Mist (1822), staged at Covent Garden Theatre in February of that year. The music was selected by Bishop from existing Scotch airs. Robert Burns “corrected” the existing words for the Scots Musical Museum vol. 6 (1803, Song 523, p. 540) published under the title “Gudeen to you kimmer” (‘Good evening to you, gossipy woman’) with a different tune” (from here)
“We’re a Nodding” è stata una canzone umoristica della metà del 19 ° secolo inclusa in uno spettacolo musicale basato su “Tales of MyLord” di Sir Walter Scott, detto Montrose o Children of the Mist (1822), in scena al Covent Garden Theatre nel febbraio di quell’anno.  La musica è stata selezionata da Bishop dalle arie scozzesi esistenti. Robert Burns ha “corretto” le parole esistenti per il sesto volume del Scots Musical Museum. (1803, # 523, p 540), pubblicandola con il titolo “Gudeen to you kimmer” (“Buona sera a te, donna pettegola”) con una melodia diversa.”

Alastair McDonald

Christine Kydd & Rod Paterson


I
“Gudeen to you,(1) kimmer
And how do ye do?”
“Hiccup (2), quo’ kimmer,
The better that I ‘m fou (3). “
Chorus
We’re a’ noddin, nid nid noddin,
We’re a’ noddin at our house at hame (4),
We’re a’ noddin, nid nid noddin,
We’re a’ noddin at our house at hame,
II
Kate sits i’ the neuk (5),
Suppin hen-broo (6);
Deil tak Kate
An she be na noddin too!
III
“How ‘s a’ wi’ you, kimmer,
And how do ye fare?”
“A pint o’ the best o’t,
And twa pints mair.”
IV
“How ‘s a’ wi’ you, kimmer,
And how do you thrive;
How monie bairns hae ye?” 
Quo’ kimmer, “I hae five.”
V
“Are they a’ Johny’s?”
“Eh! atweel no:
Twa o’ them were gotten
When Johny was awa.”
VI
Cats like milk,
And dogs like broo;
Lads like lasses weel,
And lasses lads too.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
“Buonasera a voi, comare
e come state?”
“Hich- risponde la comare-
sono piena!”
Coro
E noi stiamo annuendo, an-an annuendo
noi stiamo annuendo a casa nostra in casa
E noi stiamo annuendo, an-an annuendo
noi stiamo annuendo a casa nostra in casa
II
Kate siede in un angolo
a sorbire il suo porridge,
il diavolo prende Kate
e lei non annuirà più
III
“Come va, comare
come vanno gli affari?”
“Fuori una pinta del meglio
e altre due pinte.”
IV
“Come va, comare
e come ve la passate?
Quanti bambini avete?”
Risponde la comare “ne ho cinque”
V
“Sono tutti di Johny?”
“assolutamente no:
due di loro li ho avuti
quando Johny era via”
VI
Ai gatti piace il latte
e ai cani piace il porridge
ai ragazzi piacciono molto le ragazze
e anche alle ragazze i ragazzi

NOTE
* traduzione con il DSL sotto mano
1) Alastdar dice “Ha di’na tae ye”
2) l’equivalente di un singhiozzo
3) tra i significati di fou= Full of liquor, drunk
4) nella nostra propria casa
5) neuk=corner, angle
6) il broo o brose è il modo “giusto” di preparare il porridge secondo le consuetudini di uno scozzese, il “vero e unico” modo di preparare la farinata d’avena: la differenza rispetto al porridge è che l’avena non subisce cottura ma è solo mescolata vigorosamente in una ciotola con acqua bollente e lasciata riposare per 5 minuti circa, avendo cura di metterci un coperchio in modo che il calore agisca sull’avena. Si mangia con l’aggiunta di sale e latte o latticello e ovviamente si aggiunge anche del burro fresco. 

https://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/archive/94549136
https://www.tunearch.org/wiki/Annotation:We’re_a_Nodding
https://en.wikisource.org/wiki/The_Book_of_Scottish_Song/We%27re_a%27_noddin%27
https://www.electricscotland.com/culture/features/singasang/we’re_a_noddin.htm

Wee Willie Gray

Read the post in English
Testo: Robert Burns
Melodia: Wee Totum Fogg.
1795

 

Il Duca di Leeds da bambino ritratto di Hans Hausing, 1726

Robert Burns riporta per lo “Scots Musical Museum” un frammento di una canzoncina popolare (rielabarota da lui basandosi su pochi versi) dal titolo “Wee Willie Gray”. Una canzoncina per bambini in cui il piccolo Willy si veste con la corteccia del salice, i petali delle rose e dei gigli. Il piccolo Willy Gray è forse un folletto o un personaggio un po’ tonto dei racconti popolari,  anche se non si esclude che Robbie abbia voluto alludere ironicamente a qualche persona di sua conoscenza.
Ci immaginiamo il piccolo Willy che indossa il costume delle Highlands, con un tessuto in tartan a base rosso, e il caratteristico berretto, lo Scottish Bonnet che a partire dal 1700 viene abbellito da una coccarda, l’emblema del clan e una piuma.
Il completino è abbinato all’immancabile mantello in tartan (plaid)
In sintonia con il buffo personaggio anche la melodia (che alcuni studiosi ritengono composta da Robert Burns) è una saltellante hornpipe del Border.

Tony Cuffe & Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Burns, Vol. 1 (Linn Records)


I
WEE Willie Gray,
an’ his leather wallet (1);
Peel a willie (2) wand,
to be him boots and jacket.
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet,
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet.
II
Wee Willie Gray,
and his leather wallet;
Twice a lily-flower
will be him sark and cravat (3);
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet (4),
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet.
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Piccolo Willy Gray
e la sua scarsella
scorteccia una bacchetta di salice
per farsi gli stivali e la marsina:
la rosa sullo spino
sarà le sue braghe e il farsetto
la rosa sullo spino
sarà le sue braghe e il farsetto.
II
Piccolo Willy Gray
e la sua scarsella
due volte il giglio
sarà la sua camicia e la cravatta
la ali di una mosca
saranno le piume del berretto
la ali di una mosca
saranno le piume del  berretto

NOTE
1) Nel settecento il portafoglio era una scarsella che si portava agganciata alla cintura e conteneva sia le banconote che del cibo. Era considerato uno status symbol, relativamente all’agiatezza di chi lo indossava. Il portafoglio piatto come lo conosciamo oggi nasce piuttosto nell’Ottocento
2) willie= willow. Nelle leggende una bacchetta di salice è la bacchetta magica degli stregoni, oltre all’assonanza con il nome Willy non posso fare a meno di  pensare alla figura della scottish country dance chiamata “streep the willow”



3) La cravatta nel 700 era una sciarpa di mussola (con bordi impreziositi da trine e ricami a seconda dell’occasione) girata una o più volte intorno al collo e annodata sul davanti con un fiocco o un nodo semplice. Per lo più bianca dopo la rivoluzione francese diventa sinonimo di controrivoluzionari.
4) è il blue bonnet la cui foggia  risale al 1500 e che ha dato il soprannome di ‘Bluebonnets’ agli Highlanders

FONTI
https://www.padandquill.com/blog/2017/03/09/wallet-origins-and-history/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/615.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-vi,-song-514,-page-530-wee-willie-gray

Wee Willie Gray

Leggi in italiano
Lyrics: Robert Burns
Tune: Wee Totum Fogg.
1795

The Duke of Leeds as a child, in Highland costume, by Hans Hausing, 1726

Robert Burns reports for the “Scots Musical Museum” a fragment of a popular song (revived by him based on a few traditional verses) entitled “Wee Willie Gray”. A little children song in which little Willy dresses with the bark of the willow, the petals of roses and lilies. The little Willy Gray is perhaps an elf or a jerky character of lore, or pheraps Robbie wanted to allude ironically to some person of his knowledge.

We imagine the little Willy all dresses in the Highland costume, with a red-based tartan fabric, and the distinctive cap, the Scottish Bonnet that since 1700 is embellished with a rosette, the emblem of the clan and a feather. The look is outfitted with a tartan coat (plaid)
In tune with the funny character also the melody (which some scholars believe composed by Robert Burns) is jumping, double hornpipe from the Borders.

Tony Cuffe & Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Burns, Vol. 1 (Linn Records)

I
WEE Willie Gray,
an’ his leather wallet (1);
Peel a willie (2) wand,
to be him boots and jacket.
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet,
The rose upon the breer
will be him trouse an’ doublet.
II
Wee Willie Gray,
and his leather wallet;
Twice a lily-flower
will be him sark and cravat (3);
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet (4),
Feathers of a flee
wad feather up his bonnet.

NOTES
for English translation
1) By the 1700s, wallets were still purse attached to the hip and carried everything from old notes to bits of food. It was considered a status symbol, relative to the comfort of the wearer. The flat portfolio as we know it today arises rather in the nineteenth century
2) willie= willow. In the legends a wand of willow is the magic wand, but it recalls the figure of the scottish country dance called “streep the willow”



3) The tie in the 700 was a muslin scarf (with borders embellished with lace and embroidery depending on the occasion) turned one or more times around the neck and knotted at the front with a bow or a simple knot. Mostly white after the French revolution, it became synonymous with counter-revolutionaries.
4) It is the blue bonnet whose style dates back to 1500s and which gave the nickname of ‘Bluebonnets’ to the Highlanders

LINK
https://www.padandquill.com/blog/2017/03/09/wallet-origins-and-history/
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/615.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-vi,-song-514,-page-530-wee-willie-gray

Dusty miller

Canzoncina passata per la penna di Robert Burns e rielaborata da un frammento di Herd (Ancient and Modern Scottish Songs 1776) “Dusty miller” è andata in stampa nello Scots Musical Museum nel 1788.
Il lavoro del mugnaio era importante nelle comunità di un tempo e anche nei piccoli centri era sempre presente un mulino. Carlo Ginzburg scrive  «La secolare ostilità tra contadini e mugnai aveva consolidato un’immagine del molinaro furbo, ladro, imbroglione, destinato alle pene infernali» (vedi)
Sebbene nelle canzoni popolari i mugnai siano per lo più personaggi avidi e disonesti, avari e donnaioli, su questa canzoncina non ci sono racconti anedottici; possiamo solo dire che è stata scritta dal punto di vista femminile, una donna chiaramente soddisfatta dalle prestazioni del mugnaio!
La melodia è riportata in numerose raccolte per violino del 1700, ma già aria popolare nel 1600  (vedi)

ASCOLTA Ewan MacColl

ASCOLTA Rod Paterson


I
Hey, the dusty Miller,
And his dusty coat,
He will spend (1) a shilling,
Or he win a groat(2):
Dusty was the coat,
Dusty was the colour,
Dusty was the kiss
That I gat frae the Miller.
II
Hey, the dusty Miller,
And his dusty sack;
Leeze me on the calling
Fills the dusty peck(3):
Fills the dusty peck,
Brings the dusty siller;
I wad gie my coatie
For the dusty Miller.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Viva il mugnaio infarinato
e la sua giubba infarinata
spenderà uno schellino
o guadagnerà  un grosso d’argento:
polverosa era la giubba
polveroso era il colore
polveroso era il bacio
che ho preso dal muganio
II
Viva il mugnaio infarinato
e il suo sacco infarinato,
caro è per me il suo richiamo,
riempie il  peck infarinato:
riempie il  peck infarinato,
porta l’argento infarinato;
darei la mia giubba
per il mugnaio infarinato

NOTE
1) nel SMM è scritto all’inverso: He will win a shilling, or he spend a groat
2) Antica moneta inglese d’argento, corrispondente al grosso, coniata dal 1351 al 1662; ebbe all’inizio un valore di poco superiore a quello del penny, […] ma in seguito fu ragguagliata a 4 pence. Il groat fu emesso anche in Scozia dal 1358 e in Irlanda dal 1460.
3) vecchia unità di misura equivalente a 1/4 di staio. In Scozia, il peck era usato come misura fino all’entrata in vigore della Legge sui Pesi e Misure del 1824 che uniformò i valori al sistema imperiale britannico Il peck in Scozia equivaleva a 9 litri (nel caso di certe colture, come frumento, piselli, fagioli e miglio) e a 13 litri (nel caso di orzo, avene e malto)

Il sito “The Fiddler’s Companion” elenca 8 brani diversi chiamati “The Dusty Miller”: si tratta di hornpipe, jig, slip jig, reel, strathspey
ASCOLTA Tony Rice

ASCOLTA The Chieftains

ENGLISH COUNTRY DANCE: in versione lenta

FONTI
http://www.studicassinati.it/db1/jupgrade/index.php/archivio/100-anno-xv-n-1-gennaio-marzo-2015/1052-m-ottaviani-storie-di-mole-mugnai-e-mugnaie
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-144,-page-151-dusty-miller.aspx
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Dusty_Miller_(6)
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/476.htm
https://thesession.org/tunes/4323
https://www.scottish-country-dancing-dictionary.com/dance-crib/dusty-miller.html

Will Ye Gang Tae Sherramuir

Una canzone pro-giacobita sulla battaglia fu scritta anche da Robert Tannahill, ma prima di analizzare il testo è necessaria una premessa per aggiungere ancora un tassello da aggiungere alla questione giacobita già analizzata in vari post su questo BLOG e che si è meritata una sua pagina fissa (vedi)

JACOBITE REBELLION: FIRST ACT

180px-John-Erskine-11th
John Erskine, Lord Mar

Alla morte della regina Anna (1 agosto 1714) senza eredi diretti, il risentimento scozzese per l’unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra era vivo più che mai. Molti nobili erano giacobiti, gli Highlanders cattolici e giacobiti odiavano gli scozzesi delle Lowlands presbiteriani e i Campbells di Argyll, la grande famiglia dei Whigs. L’anno prima John Erskine ovvero Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori (i Tory) così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Non che tutti i Tories fossero giacobiti, ma erano in odore di giacobitismo, quel tanto che bastava per impedir loro di diventare degli amministratori politici sotto gli Hannover. C’è un immagine molto calzante citata da A. I. Morton (in Storia del popolo inglese, Roma,1973):” Il Giacobitismo era politicamente morto in Inghilterra dopo il 1715, ma ne rimase a lungo lo scheletro nell’armadio dei Tories“. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715, Lord Mar innalzò lo stendardo Stuart presso Braemar. Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands.

LA BATTAGLIA DI SHERIFFMUIR

Le rivendicazioni al trono si infransero nella Battaglia di Sheriffmuir del 13 novembre 1715, che si concluse in sostanza con un nulla di fatto (a parte tanti morti).
Al cadere dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono verso Perth e i governativi, comandati dal Duca di Argyle, tornarono a Stirling. Giacomo (Giacomo Francesco Edoardo Stuart detto “The Old Pretender”) arrivò a bordo di una nave francese in dicembre, trovò la sua causa disperata e fuggì in Francia: l’esercito di Mar si disperse e la rivolta finì. Nel 1717 venne concesso, con l'”Act of Grace” un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.

I clan delle Highlands erano accorsi in grande numero ma non sempre le battaglie vengono vinte con la forza bruta e l’abbondanza di uomini: mentre c’erano quelli che avevano uomini tra entrambi gli schieramenti, c’erano anche quelli che restarono a guardare senza prendere parte alla battaglia (come fece il celebre Rob Roy); gli Scozzesi non vogliono ammetterlo, ma la battaglia fu una sconfitta (della serie quando un comandante non conosce terreno, tattiche e nemico).

Sono state scritte diverse ballate sulla battaglia, ma due sono le versioni principali.


ROBERT TANNAHILL: WILL YE GANG TAE SHERRAMUIR

Solo le prime due strofe sono attribuite a Robert Tannahill, mentre le seconde due strofe sono riportate da James Hogg nel suo “Jacobite Relics” è probabilmente farina del suo sacco (vedi)


Ewan MacColl & Peggy Seeger in
Songs of Two Rebellions: The Jacobite Wars of 1715 and 1745 in Scotland 2004

Max Dunbar

Rod Paterson in The Complete Songs of Robert Tannahill Volume III (2012)


I
Will ye go to Sheriffmuir,
Bauld John o Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Heiland laddies.
A’ the true men o the north,
Angus, Huntly and Seaforth,(2)
Scouring on tae cross the Forth,
Wi their white cock-a-dies(3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
Wi the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s raws,
A’ the clans wi loud huzzas,
Rushing tae the battle(5).
III
There you’ll see the noble Whigs(6),
A’ the heroes o the brigs(7),
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Rien hose and raggit hools,
Sour milk(6) and girnin’ gools,
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never mair, man.
IV
Will ye go to Sheriffmuir,
Bold John o’ Innisture?
Sic a day and sic an hour,
Neir was in the north man.
Siccan sichts will there be seen;
And gin some be nae mistaen,
Fragrant gales will come bedeen,
Frae the water o Forth, man.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture(1)?
Là vedrai Lord Mar
e i suoi ragazzi delle Highlands,
tutti i veri uomini del Nord,
Angus, Huntly e Seaforth,
in perlustrazione per varcare il Forth
con le loro coccarde bianche.
II
Là vedrai gli stendardi garrire,
là sentirai le cornamuse ruggire
e le trombe squillare a morte
con le raffiche dei cannoni,
là vedrai il prode McCraws
e le schiere dei Cameron e del Clanronald,
tutti i clan con i loro forti Hurrà
affrettarsi alla battaglia.
III
Là vedrai i nobili Whigs,
tutti ceffi da galera,
pelli raggrinzite e parrucche imbiancate
muoversi a ventaglio, amico.
Calze strappate e vestiti laceri,
latte acido e gole ringhianti,
libri dei salmi e sgabelli delle penitenze
non si vedranno mai più, amico.
IV
Andrai a Sheriffmuir
prode John di Innisture?
Un tale giorno e un tale momento
non ci sono mai stati nel Nord,
tali cose là saranno viste amico
e se non ci sbagliamo
brezze fragranti verranno presto
dalle acque del Forth, amico

NOTE
1) l’identità di John o’ Innisture è rimasta sconosciuta
2) Huntly, Seaforth: capi clan rispettivamente dei Gordon e dei McKenzie.
3) La coccarda appuntata sul cappello (berretto scozzese) è una moda del Settecento ed era indossata come simbolo della fedeltà a una certa ideologia, o anche come indicazione di status sociale (e più spesso parte della divisa di un servitore). In Gran Bretagna la coccarda bianca indicava i giacobiti mentre i governativi indossavano la coccarda nera o blu.
4) sono le cornamuse grandi del nord usate in ambiente aperto per la sveglia, per richiamare i clan all’ordine e per spronare gli uomini in battaglia.

Highland Charge ©2002 Charles Keegan
Highland Charge ©2002 Charles Keegan
5) gli scozzesi andavano così in battaglia: La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone e liberandosi del plaid, ossia il kilt; si procedeva con impeto, a grandi balzi urlando come ossessi e brandendo minacciosamente la grande spada (con i lembi della camicia che svolazzavano sul culo nudo). Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia 

6) una distinzione sommaria tra i due partiti classifica i tories, come proprietarî di terre (landed men), mentre i whigs, come rappresentanti della ricchezza mobiliare (moneyed men). Whigs, è una parola di probabile origine scozzese, forse col significato di predone, o forse viene da “whig”, latte acido (Sour milk), di certo era un insulto che nel 1600 si rivolgeva a questa corrente politica, ma rimase appiccicato come un etichetta nei secoli successivi. Non mi sembra il caso di andare a distinguere tra le sottili o più sostanziali divergenze tra i due partiti, quanto sottolineare che furono i Whigs ad appoggiare incondizionatamente la nuova dinastia inaugurata con l’elezione di Re Giorgio I di Hannover. Di fatto sotto gli Hannover furono i Whighs a detenere il controllo del potere e a fare i loro affari o a litigare tra di loro.
7) letteralmente “eroi delle prigioni”
8) cutty stool: una sorta di sgabello delle penitenze dove chi aveva peccato veniva messo in castigo (tipo dietro la lavagna per i bambini indisciplinati a scuola) e subire una punizione simbolica e umiliante sotto gli occhi di tutta la congregazione. The custom of performing penance in public by humiliation in church either through significant action, position or confession has often been held to be peculiar to the Presbyterian and Puritan churches. In Scotland the ordeals of sitting on the repentance-stool or cutty-stool were most frequent. In economic and social histories of Scotland, and especially in Edgar’s Old Church Life in Scotland, many instances are enumerated. Sometimes [Pg 107]the offender wore a repentance-gown of sackcloth; more frequently he stood or sat barefoot and barelegged. (tratto da qui)

English translation
I
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture(1)?
There to see the noble Mar,
And his Highland laddies.
All the true men of the north,
Angus, Huntly and Seaforth(2),
Scouring on to cross the Forth,
With their white cockadies(3).
II
There you’ll see the banners flare,
There you’ll hear the bagpipes rare(4),
And the trumpets deadly blare,
With the cannon’s rattle,
There you’ll see the bold McCraws,
Cameron’s and Clanronald’s rows,
All the clans with loud huzzas,
Rushing to the battle(5).
III
There you’ll see the noble Whigs(6),
All the heroes of the brigs,(7)
Raw hides and withered wigs,
Riding in array, man.
Riven hose and ragged coats
Sour milk(6) and snarling. throats;
Psalm-books and cutty stools(8),
We’ll see never more, man.
IV
Will you go to Sheriffmuir,
Bold John of Innisture?
Such a day and such an hour,
Never was in the north man.
Such sights will there be seen;
And if some be not mistaken,
Fragrant gales will come soon,
From the water of Forth, man.

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/came-france.htm
http://www.grianpress.com/Tannahill/TANNAHILL’S%20SONGS%2027C.htm
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/454.htm
http://digital.nls.uk/1715-rising/songs/will-ye-go-tae-sheriffmuir/index.html
http://www.contemplator.com/scotland/sheriffmur.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7898
http://data.historic-scotland.gov.uk/pls/htmldb/f?p=2500:15:0::::BATTLEFIELD:17
https://thesession.org/tunes/284
http://chrsouchon.free.fr/sheramui.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sheriffm.html
http://mysongbook.de/msb/songs/s/sherramu.html
http://www.readbookonline.net/readOnLine/29309/

MY NANNIE, O

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Canzone scritta da Robert Burns e pubblicata nella prima edizione di Kilmarnock (1786) è stata ispirata da Agnes Flemming, la servetta di un amico del poeta residente a Calcothill.
Da non confondere con la canzone ‘My Nanny, O’ di Allan Ramsay (Roud Folk Song Index no. 8653), dalla quale Burns prese solo la melodia.
Visione bucolica e giovanile della natura dell’amore: una giovane e dolce fanciulla, semplice e inesperta, alletta il bel Robert nel fiore della giovinezza; egli, ancora semplice e sconosciuto contadino, alla sera lascia l’aratro per andare a trovare Nannie, che lo accoglie a braccia aperte. La strofa di chiusura contiene ancora tutto l’entusiasmo di un animo giovanile, ma il nostro bel Robbie aveva ben altre ambizioni, e purtroppo baciato fu dalla Musa ma non dalla Fortuna!

burns-william-giller-1853

Una bella versione strumentale di Laura Risk ASCOLTA

Ancora una versione della melodia interpretata con flauto e violoncello


ASCOLTA
dalle registrazioni sul campo in Tobar an Dualchais

ASCOLTA Rod Paterson

Versione Robert Burns 1783.
I.
Behind yon hills, where Lugar(1) flows,
‘Mang moors an’ mosses many, O,
The wintry sun the day has clos’d,
And I’ll awa to Nannie, O.
II.
The westlin’ wind blaws loud an’ shill;
The night’s baith mirk and rainy, O;
But I’ll get my plaid, an’ out I’ll steal,
An’ owre the hill to Nannie, O.
III.
My Nannie’s charming, sweet, an’ young;
Nae artfu’ wiles to win ye, O:
May ill befa’ the flattering tongue
That wad beguile my Nannie, O.
IV.
Her face is fair, her heart is true,
As spotless as she’s bonnie, O:
The op’ning gowan, wat wi’ dew,
Nae purer is than Nannie, O.
V.
A country lad is my degree,
An’ few there be that ken me, O;
But what care I how few they be?
I’m welcome aye to Nannie, O.
VI.
My riches a’s my penny-fee,
An’ I maun guide it cannie, O;
But warl’s gear ne’er troubles me,
My thoughts are a’ my Nannie, O.
VII.
Our auld guidman delights to view
His sheep an’ kye thrive bonnie, O;
But I’m as blythe that hands his pleugh,
An’ has nae care but Nannie, O.
VIII.
Come weel, come woe, I care na by,
I’ll tak’ what Heav’n will sen’ me, O;
Nae ither care in life have I,
But live, an’ love my Nannie, O.(2)
TRADUZIONE  (tratta da qui)
I.
Dietro quei colli, dove scorre il Lugar,
tra le molte paludi e brughiere, oh,
il sole invernale ha chiuso il giorno
ed io me ne vado da Nannie, oh.
II.
Il vento dell’ovest sibilando soffia,
la notte è buia e piovigginosa, oh;
ma prendo il mantello e di nascosto me ne vado,
al di là dei colli da Nannie, oh.
III.
Nannie è attraente, dolce e giovane:
non abili inganni per conquistarti, oh:
mal ne colga alla lingua adulatrice
che volesse ingannare Nannie, oh.
IV.
Ha bello il volto, un cuore sincero,
puro quanto è bella, oh:
la margheritina che s’apre, bagnata di rugiada, non è più pura di Nannie, oh.
V.
Un giovane campagnuolo son io,
e pochi son quelli che mi conoscono,
ma che m’importa di quanti pochi essi siano? Son sempre bene accolto da Nannie,
VI.
La paga d’un penny è quanto possiedo
e debbo saggiamente disporne, oh;
ma le ricchezze del mondo non mi preoccupano: i miei pensieri son tutti per Nannie, oh.
VII.
Il vecchio padrone è felice di veder prosperare
le sue pecore e mucche, oh;
ma altrettanto felice son io, che guido l’aratro
e non ho altri pensieri che Nannie, oh.
VIII.
Venga la prosperità o l’avversità non m’importa, prenderò quel che il Cielo mi manda, oh;
nessun altro pensier avrò io per la vita,
che vivere ed amare la mia Nannie, oh.

NOTE
1) il Lugar è un affluente dell’Ayr.
2) Nannie morì celibe e in età avanzata, evidentemente non fu così altrettanto apprezzata come dal poeta!

FONTI
http://thesession.org/tunes/12071