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The Pressers by Mary Brooksbank

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“The Pressers” is an anti-war song of the Scottish tradition reworked by Mary Brooksbank of Dundee on a text dating back to the Napoleonic wars. From the memory of a part of the song that she had learned as a child, Mary Brooksbank (1897-1978) expresses the anti-militarist sentiment of certain socio-cultural circles that have gathered around the folk revival of the 1960s.
A young peasant girl is in sore because her love has disappeared, ended up in a raid of the press gang and enlisted to fight and die in who knows what battlefield under the cannons of Napoleon Bonaparte.


It was the abolitionists who underlined the analogy between the slaves in the cotton plantations and the soldier (or the soldier-sailor), a prisoner in a military uniform: in the army the power relations are those of the master-servant, servants are the poor indigent and masters are the officers who often do not even try to disguise their contempt for the troops on which they exercise undisputed power of life and death.
Ray Fisher from “Willie’s Lady”, 1982

There is nocht in this wide world
but sorrow and care,
I weary (1) on Johnnie,
but Johnnie’s no there.
Sae waesome and dowie,
I feel like tae dee
Since the pressers (2) 
hae stolen my laddie fae me.
I look aroond the steading,
but Johnnie’s nae there,
At toil in the hairst field (3),
my hert it feels sair.
When I look tae yon high hills,
a tear blinds my e’e
Since the pressers
hae stolen my laddie fae me.
For he’s far ower yon high hills
and syne ower the sea
I ken nowhere my ain dear
laddie micht be.
In some foreign battlefield
maybe he’ll dee
Oh, curse on ye, Boney (4),
took my laddie fae me.
Now the bonnie larks
singing mocks me in my care
But I’ll go on still hoping
till grey grows my hair.
Oh, ye wild winds a blowing
far ower the sea
Will ye blow back my bonnie
lad Johnnie tae me.

English translation Cattia Salto
There is nothing in this wide world
but sorrow and care,
I weary on Johnnie,
but Johnnie’s no there.
So woeful and mournful,
I feel like to die
Since the pressers
have stolen my boy from me.
I look around the steading,
but Johnnie’s no there,
At toil in the harvest field,
my heart it feels sore.
When I look to yon high hills,
a tear blinds my eye
Since the pressers
have stolen my boy from me.
For he’s far over yon high hills
and then over the sea
I know nowhere my own dear
boy might be.
In some foreign battlefield
maybe he’ll die
Oh, curse on you, Boney,
took my boyfrom me.
Now the pretty larks
singing mocks me in my care
But I’ll go on still hoping
till grey grows my hair.
Oh, you wild winds a blowing
far over the sea
Will you blow back my bonny
lad Johnnie to me.

1)referring to sadness and dispiritedness rather than exhaustion as in Eng.
2) Impressment, colloquially, “the press” or the “press gang“, refers to the act of taking men into a military or naval force by compulsion
3) the harvest was carried out by traveling teams of seasonal laborers who moved to the large Scottish Lowland farms.
4) Boney is for Napoleon. The origin of the name is perhaps “the Lion of Naples”



Il galante soldato (o marinaio) che gira per mari e monti alla ricerca di fanciulle da corteggiare è un topico delle ballate del 700-800, questa in particolare ampiamente diffusa nei broadsides.
Secondo Sam Henry questa canzone è stata modellata sull’irlandese The Suiler Rambling (il mendicante vagabondo), – un genere che deve molto alla ballata scozzese The Gaberlunzieman.
Durante il folk revival e la contestazione giovanile degli anni 60-70 questa tipologia di canti popolari era molto diffusa nei folk-club, ma in origine  il canto doveva trattarsi di una parodia ovvero erano le vanterie di un borioso sergente reclutatore convinto di essere un grande seduttore! (vedi)

Per apprezzare la melodia nello stile d’epoca (probabilmente Tudor) e in versione tradizionale ecco l’arrangiamento dei Swain’s Gold


I am a soldier, blythe and gay,
That’s rambled for promotion.
I’ve laid the French and Spaniards low;
many miles I’ve crossed the ocean.
I’ve travelled England and Ireland, too,
I’ve travelled bonny Scotland through,
And many’s the pretty maid I’ve cause for to woo
I’m a bold and a rambling soldier (2)
When I was young and in me prime,
Twelve years I went recruiting
Through England, Ireland, Scotland and Spain,
Where’er there was no shooting
With a lady gay and a pleasant life
In every town, a different wife
Seldom was there any strife
For the bold and the rambling soldier
In Aldershot I courted by day
A daughter and her mother
And all the time that I was there
They were jealous of eachother
My orders came and I had to part
I left poor Jane with a broken heart
From Aldershot I soon did part
I’m a bold and a rambling soldier
Well now the King has commanded me
To raise the country over
From Aldershot to Patrick town
And from Plymouth and back to Dover
Whatsoever town that I went
To court the damsels I was bent
To marry none was my intent
I’m a bold and a rambling soldier
And now the wars are at an end,
I’m not ashamed to mention
The king has given me my discharge,
And granted me a pension.
No doubt some lasses will me blame,
But none of them can tell my name
And if you want to know the same
It’s Jack the rambling soldier
TRADUZIONE di Cattia Salto
Sono un soldato bello e allegro
che è in giro per far carriera,
ho attraversato (1) il mare di Francia e Spagna
per miglia ho oltrepassato l’oceano
ho viaggiato anche in Inghilterra e Irlanda
ho viaggiato per la bella Scozia
se ho fatto rammaricare più di qualche ragazza,
io sono un ardito soldato vagabondo (2)
Quando ero giovane
e inesperto
a 12 anni mi arruolai
per Inghilterra, Irlanda, Scozia
e Spagna
ovunque non ci fosse da sparare
con una donnina allegra e una bella vita,
in ogni città una moglie diversa
e talvolta c’erano delle lotte
per l’ardito soldato
A Aldershot (3) corteggiai di giorno
madre e figlia
e per tutto il tempo che fui là
erano gelose una dell’altra.
Gli ordini arrivarono e io dovetti partire,
lasciai la povera Jane con il cuore spezzato
e da Aldershot tosto partii
sono un ardito soldato vagabondo
Beh ora il re mi ha comandato
di andare a fare reclute per il paese (4)
da Aldershot a Patrick town (5),
e da Plymouth (6) e di ritorno a Dover (7)
e in ogni città dove andavo
ero incline a sedurre tutte le fanciulle, senza avere intenzione di sposarne nessuna,
sono un ardito soldato vagabondo
E ora le guerre sono finite,
non ho timore di dire
che il re mi ha dato il congedo
e garantito una pensione.
Senz’altro qualche ragazza mi biasimerà
ma nessuna di loro saprà dire il mio nome (8)
e se vuoi sapere chi sono
chiamami Jack il soldato vagabondo

1) la scelta del termine è allusiva infatti “get laid” significa fare sesso
2) si potrebbe tradurre come “soldato di ventura” ma sarebbe un termine improprio perchè il soldato in questione non era propriamente un mercenario, forse un compromesso potrebbe essere “soldato avventuriero”
3) Aldershot nell’Hampshire è detta “Home of the British Army”, da quando nel 1854 fu dondata l’Aldershot Garrison, cittadella militare e campo di addestramento permanente dell’esercito britannico.
4) La frase è un po’ ambigua, potrebbe anche voler dire che il re lo aveva incaricato di girare per il paese a sedurre le giovani fanciulle. L’assunto è che trattandosi di un bel esemplare di soldato, è stato incaricato, come uno stallone da monta, a ingravidare le fanciulle del regno.
5) Downpatrick nell’Irlanda del Nord è il luogo in cui si ritiene siano sepolte le spoglie di San Patrizio
6) Plymouth è una grande città portuale del Devon (Inghilterra sud-ovest)
7) Dover è il punto più orientale della Manica , famosa per le sue bianche scogliere
8) per attribuirgli l’addebito di paternità!!


Una versione ridotta della canzone è ripresa nella colonna Sonora della serie tv Sharpe e quindi ambientata al tempo delle guerre napoleoniche.
ASCOLTA John Tams & Barry Coope 1996

I am a soldier, I will say,
That rambles for promotion.
I’ve laid the French and Spaniards low
Some miles across the ocean.
So now me jolly boys, I’ll bid you all adieu:
No more to the wars will I go with you;
But I’ll ramble the country through and through…
And I’ll be a rambling soldier.
The king he has commanded me
To range this country over.
From Woolwich up to Liverpool,
From Plymouth back to Dover.
A courtin’ all the girls, both old and young
With me ramrod in me hand, and me flattery tongue;
To court them all, but marry none…
And I’ll be a rambling soldier.
And when these wars are at an end,
I’m not afraid to mention.
The King will give me my discharge,
A guinea and a pension.
No doubt some lasses will me blame,
But none of them will know my name:
And if you want to know the same…
It’s – the rambling soldier!
TRADUZIONE di Cattia Salto
Sono un soldato, vi dirò,
che è in giro per far carriera,
ho attraversato (1) il mare di Francia e Spagna
per miglia ho oltrepassato l’oceano
così ora, miei allegri compagni, vi dirò addio:
non andrò più in guerra
con voi
ma girerò il paese in lungo
e in largo
e sarò un soldato vagabondo
Il re mi ha comandato
di vagabondare per il paese (4)
da Woolwich (9) a Liverpool,
e da Plymouth (6) e di ritorno a Dover,
a sedurre tutte le fanciulle, vecchie (10) e giovani,
con la pertica in mano e la mia parlantina
per corteggiarle tutte ma non sposarne nessuna, e sarò un soldato vagabondo

E quando le guerre saranno alla fine,
non ho timore di dire
che il re mi darà il congedo
una ghinea e una pensione.
Senz’altro qualche ragazza mi biasimerà
ma nessuna di loro saprà dire il mio nome (8)
e se vuoi sapere chi sono
chiamami  il soldato vagabondo

9) Woolwich quartiere sud-est di Londra fu sede dal 1806 al 1939 dell’Accademia Militare per Ufficiali
10) riferito alle zitelle,  un tempo una ragazza che aveva superato i 20 anni senza aver trovato un fidanzato si stava avviando sulla buona strada per passare il resto della sua vita da zitella

continua seconda parte 



Troviamo la ballata con il titolo di “Jenny’s Complaint” nel volume “Ballads in the Cumberland Dialect”, una raccolta di canzoni in dialetto del Cumberland curata nel 1808 dal poeta inglese Robert Anderson (1770-1833). Senonchè l’autore non si è limitato a prendere un brano musicale tradizionale ma ha riscritto il testo dedicandolo ad un tema che in epoca di guerre napoleoniche doveva essere molto sentito: il protagonista è un contadino convinto dal sergente reclutatore ad arruolarsi nell’esercito e che lascia a casa la sua Jenny; è proprio lei che si lamenta e, stanca di vivere da sola, preferirebbe morire di crepacuore.
Lo stesso Anderson dichiara che la ballata è farina del suo sacco (i canti tradizionali si trovano nell’Appendice del Libro). La melodia abbinata da Anderson non è quella del testo ripreso da Lloyd (nella sua versione ribattezzata “The Recruited Collier”) ma “Nancy is to the Green-wod Gane” (qui).



Negli anni 50 A.L. Lloyd, autore con il compositore Ralph Vaughan Williams del famosissimo “Penguin Book of English Folk Songs” (1959), dice di aver raccolto da un minatore di Workington (all’epoca nella contea del Cumberland), tal J.T. Huxtable, una canzone molto simile a quella del libro di Anderson; A.L. Lloyd aveva ottenuto l’incarico di documentare i canti di lavoro e di svago dei lavoratori nelle miniere e nel 1951 pubblicò un libretto dal titolo “Come All Ye Bold Miners – Ballads & Songs of the Coalfields” in cui era compresa la nostra ballata ma con un nuovo titolo e una melodia diversa “The Recruited Collier” (il italiano “Il minatore arruolato”).
All’epoca a A.L. Lloyd faceva gioco che la ballata fosse un brano tradizionale raccolto dalla testimonianza di un minatore e quindi ecco spuntare opportunamente il signor J.T. Huxtable (che peraltro a Workington nessuno conosceva).

La ballata dei braccianti del Cumberland era diventata la ballata dei minatori attraverso il processo della trasmissione orale (che sappiamo non è mai un processo di congelamento, ma di appropriamento da parte degli interpreti che rielaborano a picimento testi e melodie)? Certo che no, nessun altro ne aveva sentito parlare tra la pubblicazione di Anderson e la versione del signor J.T. Huxtable/pubblicazione di A.L. Lloyd! A quei tempi a A.L. Lloyd conveniva maggiormente spacciare il suo brano (testo e musica) come tradizionale e per tale è stato preso (ma non è la stessa cosa che ha fatto duecento anni prima Robert Burns in Scozia?)

In tempi recenti il brano ha conosciuto una discreta popolarità al seguito del successo della serie televisiva Sharpe’s Rifles (1993).

ASCOLTA Kate Rusby 1995

oppure con gli spezzoni di filmato dalla serie Tv Sharpe’s Rifles (la domanda sorge spontanea: ma chi è quel genio che ha scelto il bianco per le divise delle reclute?) la traccia audio purtroppo non è di buona qualità

Questa è migliore

ASCOLTA Anne Briggs 1963 in “The Iron Muse – A Panorama of Industrial Folk Music

ASCOLTA Dick Gaughan 1978 che scrive “from either Christine Hendry or Kathy Bainbridge, both of whom were resident singers at St Andrews Folk Club in the 60s”.

O what’s the matter wi’ you my lass
And where’s your dashing Jimmy?
the soldier boys have ta’en him up
And sent him far, far from me
Last pay-day he went off to town
And them red-coated fellows
Enticed him in and made him drunk
And he’s better gone to the gallows.
The very sight of his cockade
It sets us all a’crying
And me I nearly fainted twice
I thought that I was dying
My father would have paid the smart
And he ran for the golden guinea
But the sergeant swore he’d kissed the book
And now they’ve got young Jimmy.
When Jimmy talks about the wars
It’s worse than death to hear him
I have to go and hide my face
Because I cannot bear him
A brigadier or grenadier
He says they’re bound to make him
But aye he laughs and cracks his jokes
And bids me not forsake him.
As I walked over the stubble fields
Below it runs the seam
I thought of Jimmy hewing there
But it was all a dream
He hewed the very coals we burn
And when the fire I’m lighting
To think the coals was in his hands
It sets my heart to beating
(For three long years he’s followed me.
Now I must live without him.
There’s nothing now that I can do
But weep and think about him.)
So break my heart and then it’s ower.
So break my heart, my dearie,
And lay me in the cold ground,
For of single life I’m weary.
“Che hai ragazza mia
e dov’è il tuo Jimmy audace?”
“I soldati lo hanno preso
e mandato lontano, lontano da me.
L’ultimo giorno di paga andò in città
e quei compagni con la giubba rossa
lo intrappolarono e lo fecero ubriacare, così era meglio se finiva sulla forca!
Alla vista della sua coccarda (1)
ci siamo messi tutti a piangere
e io sono svenuta due volte,
credevo di stare morendo,
mio padre lo avrebbe riscattato (2)
e andò di corsa con la ghinea d’oro,
ma il sergente giurò che aveva baciato la bibbia,
e ora si sono presi il giovane Jimmy.”
Quando Jimmy parla delle guerre (3)
sarebbe meglio se fosse la morte ad ascoltarlo,
devo andare a nascondermi il viso
perché non riesco sopportarlo,
un soldato di brigata o un granatiere
dice che lo faranno diventare,
la prende sul ridere e scherza,
e mi prega di non dimenticarlo”
Mentre camminavo per i campi di stoppie,
accanto alla miniera di carbone (5)
credevo che ci fosse Jimmy al lavoro,
ma era tutto un sogno,
fu lui a cavare il carbone che bruciamo
e quando il fuoco mi illumina
penso al carbone tra le sue mani
e il cuore mi batte forte.
(Per tre lunghi anni fummo insieme
e ora devo vivere senza di lui.
Non c’è altro che possa fare
che piangere e pensare a lui.)
Così che mi si spezzi il cuore e che sia finita.
Così che mi si spezzi il cuore, amore mio,
e poi distendimi nella fredda terra
perché di vivere da sola sono stanca”

1) l’uso della coccarda sul cappello era tipico del Settecento quando il suo colore indicava l’appartenenza a una certa ideologia
2) to pay the smart= “Smart” significa “smart money, which was money paid by a person to obtain exemption from some disagreeable office or duty. It was applied to money paid by an army recruit to obtain release before being sworn in. (Brewer’s Dictionary of Phrase and Fable). In “A Dictionary of Buckish Slang, University Wit and Pickpocket Eloquence,” di Frances Grose, edizione del 1811
“Smart money- money allowed to soldiers or sailors for the loss of a limb or other hurt received in the service (better known as smart ticket)”. Oppure in in the Military Dictionary, James, 1802:
“Smarts: The different sums which are received by recruiting parties under the heading of smart money are frequently so called.”
3) evidentemente scrivendo delle lettere alla moglie. Ci possono essere delle incongruenze testuali in quanto nella versione Settecentesca entrava in gioco un terzo personaggio l’amico o il fratello di Jimmy tale Nichol che la sostiene nel momento di sconforto
4) coal mine


Alla parola Ussaro il pensiero corre verso il soldato a cavallo, dalla divisa impeccabile e romantica -alla “Viennese”- infatti, indipendentemente dall’esercito di appartenenza, le uniformi degli ussari erano tutte simili: una blusa corta e attillata, piena zeppa di passamaneria, e con un numero sproporzionato di alamari, bordata di pelliccia d’inverno, un buffo cappello dalla forma di cilindro allungato e rivestito da pelo di gatto centrifugato, (oppure senza pelo, ma con un altrettanto vistoso pennacchio), pantaloni aderenti infilati in stivali tirati a lucido e alti quasi al ginocchio.
Se ci aggiungi la giovane età, il fisico agile ed allenato dello sportivo, il portamento marziale e i modi da gentiluomo, l’effetto doveva essere devastante sul cuore e le menti delle giovani fanciulle! Ah si e non dimentichiamoci i baffetti a manubrio, che ai tempi erano considerati molto “virili”.

Gli ussari erano infatti una cavalleria d’élite nelle guerre napoleonicheussar-jane-austen: lasciata l’armatura e la lunga lancia che lo aveva caratterizzato nel XV secolo il nostro ussaro è rimasto con la sciabola e il cavallo, oltre non mi addentro in merito alle differenze tra ussaro, dragone, e armamentari vari..

Per aiutarmi nella traduzione della ballata “The Gallant Ussar” ho preso un soldato a caso … Mr Wickham di Orgoglio & Pregiudizio di Jane Austen -ovviamente dalla versione del film di Joe Wright- (credo che tra i due personaggi ci sia molto più di una semplice uniforme in comune!)


La ballata è nota con il titolo di “Young Edward, the Gallant Hussar” diffusa a metà Ottocento in una serie di broadside, il tema è quello solito della separazione tra i due innamorati, lui giovane soldato di belle speranze, ma con poche sostanze, e lei giovane fanciulla che aspira al matrimonio. In questa ballata la ragazza riesce a coronare il suo sogno grazie a una piccola rendita lasciatale in eredità  dallo zio. Qui la guerra è uno sfondo lontano, l’ussaro è pronto a combattere, non appena la tromba squillerà per l’adunata, ma nello stesso tempo (valutate le sostanze della fanciulla) pronto a sposarsi e a dimenticare la “guerra crudele”.  Non so se la ballata avesse intenti umoristici ma in effetti la parola “gallant” è un po’ ambivalente.

La ballata è stata registrata recentemente da Eliza Carthy in un’ottima versione. Così scrive Eliza nelle note “This version of the song comes from Still Growing, English Traditional Songs & Singers from the Cecil Sharp Collection, a book of songs collected by Cecil Sharp with fascinating pictures and stories of the people he learned from, published by the EFDSS…”

ASCOLTA Eliza Carthy in Rough Music 2005

Bella anche la versione dei Solas che al momento è ascoltabile su Spotify ASCOLTA in For Love and Laughter 2008

A damsel possessed of great beauty,
She stood by her own father’s gate,
The gallant hussars were on duty,
To view them this maiden did wait;
Their horses were capering and prancing,
Their accoutrements shone like a star,
From the plain they were nearest advancing,
She espied her young gallant hussar.
Their pellisses were slung on their shoulders,
So careless they seemed for to ride,
So warlike appeared these young soldiers,
With glittering swords by each side.
To the barracks next morning so early,
This damsel she went in her car,
Because she loved him sincerely-
Young Edward, the gallant Hussar.
It was there she conversed with her soldier,
These words he was heard for to say,
Said Jane, I’ve heard none more bolder,
To follow my laddie away.
O fie! said young Edward, be steady,
And think of the dangers of war,
When the trumpet sounds I must be ready,
So wed not your gallant Hussar.
For twelve months on bread and cold water,
My parents confined me for you,
O hard-hearted friends to their daughter,
Whose heart it is loyal and true;
Unless they confine me for ever,
Or banish me from you afar,
I will follow my soldier so clever,
To wed with my gallant Hussar.
Said Edward, Your friends you must mind them,
Or else you are for ever undone,
They will leave you no portion behind them,
So pray do my company shun.
She said, If you will be true-hearted,
I have gold of my uncle in store,
From this time no more we’ll be parted,
I will wed with my gallant Hussar.
As he gazed on each elegant feature,
The tears they did fall from each eye,
I will wed with this beautiful creature,
And forsake cruel war, he did cry.
So they were united together,
Friends think of them now they’re afar,
Crying: Heaven bless them now and for ever,
Young Jane and her gallant Hussar.
Traduzione Cattia Salto
Una donzella di gran beltà
stava ai cancelli di casa
gli ussari galanti erano in marcia
e per vederli questa fanciulla attendeva;
i loro cavalli erano impetuosi e imponenti,
il loro equipaggiamento scintillava come una stella,
dalla pianura si avvicinavano dappresso
e lei scrutava il suo giovane ussaro galante.
Le loro giubbe (1) pendevano dalle spalle, così noncuranti in sella,
così amanti della guerra apparivano questi giovani soldati
con sciabole lucenti al fianco.
Alla caserma di buon mattino
questa donzella andò con la sua carrozza,
perché amava sinceramente
il giovane Edward, l’ussaro galante.
Mentre conversava con il suo soldato
queste parole sentì dire
da Jane “Non ho sentito di altri più audaci,
e seguirò il mio ragazzo”.
“Ovvia- disse il giovane Edward- resta qui
e pensa ai pericoli della guerra
quando le trombe suonano, devo essere pronto,
così non sposare il tuo ussaro galante.”
“A 12 mesi di pane e acqua fredda
i miei genitori mi hanno confinata a causa tua.
O amici duri di cuore verso la loro figlia
dal cuore leale e sincero;
a meno che non mi confinino per sempre,
o mi bandiscano da te lontano,
seguirò il mio soldato così dotato,
e mi sposerò con il mio ussaro galante.”
Disse Edward “Ai tuoi amici devi dare retta,
oppure non avrai più scampo, loro ti leveranno la terra da sotto ai piedi,
così ti prego di evitare la mia compagnia”
Lei disse “ Se tu sarai un cuor sincero
ho dell’oro di mio zio da parte,
da ora non ci separeremo più
e mi sposerò con il mio ussaro galante”.
Mentre lui guardava fattezze tanto eleganti (2)
le lacrime gli caddero dagli occhi
“Mi voglio sposar con questa bellissima creatura,
e dimenticare la guerra crudele” lui gridò.
Così furono maritati,
gli amici che pensano a loro, ora che sono lontani
gridano: “il Cielo li benedica ora e per sempre,
la giovane Jane e il suo ussaro galante”.

1) l’ussar pelisse è la giubba che si portava con nonchalance di traverso su una spalla. In effetti quello che contraddistingue gli ussari è lo shakò, (il cappello) di foggia e colori differenti per ciascun reggimento.
2) chissà perchè alla parola “oro di mio zio” il giovane ussaro si è commosso…



Una ballata tradizionale che viene dall’Ottocento e si riferisce alla disfatta di Walterloo dove è crollato il mito di Napoleone (e il nome Waterloo si è stampato nelle memoria collettiva come sinonimo di batosta da cui non ci si risolleva più). La canzone “The Plains of Waterloo” era cantata negli anni 70 in tutti i Folk clubs in America e nelle Isole Britanniche spesso con la sola voce (e June Tabor la registra così nel suo album d’esordio).

APSLEY HOUSE "The Battle of Waterloo, 1815" painted in 1843 by Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948
APSLEY HOUSE “The Battle of Waterloo, 1815” dipinta nel 1843 da Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948

Le note di Frank Harte (in “..and Listen to my song”, 1975):
This is a song that lay dormant for years, I heard it first sung at a flead in Ballyfarnon, the singer had heard it in England. I have since discovered that it was found by a collector in Ottawa where it was sung by Mr. O.J. Abbott who is eighty five years of age, he in turn many years ago learned it from a Mrs. O’Malley. The song must be Irish in origin, the air is a version of the older song ‘The Blackbird’ which was the allegorical name for the Young Pretender Prince Charles Edward Stuart and the story is very similar to the song sung by Margaret Barry ‘The Mantle So Green’ where the woman says to her hero (Willie O Reilly and not Willie Smith as in the Canadian version)
‘To the woods I will wander to shun all men’s view,
For the lad that I love fell in famed Waterloo.’
or when he reveals that he is indeed her true love
‘Now Peace is proclaimed and the truth I declare,
Here is your love token the gold ring I wear.’
Later on I came across a reference to it in Sam Henry’s collection Volume Two, where underneath song number 619 The Lakes of Pontchartrain he asks ‘Can any reader supply the complete words of the song beginning’ and he gives only the first verse of this song, for myself I can only be grateful that somebody has at last come up with the rest of the words.” (tratto da qui)

E ancora su Mudcat si citano le note dal ‘The Penguin Book of Canadian Folk Songs’ (a cura di E. Fowke):
“This fine version of the broken ring story seems to be best known in Canada. Dr. Mackenzie, the first to report it (183). suggests that it is a modified version of ‘The Mantle So Green’ (N 38), which in its turn is a modified version of the eighteenth century ‘George Reilly’ (N 36). Creighton found three more versions in Nova Scotia(MFS 56 and Folkways FEE 4307); Greenleaf (172) and Peacock (1014) found it in Newfoundland; Leach in Labrador (172); Creighton in New Brunswick (FSNB 76); and I have two other versions from Ontario.” (tratto da qui)


di Riccardo Venturi
Le ballate popolari autentiche si dividono fondamentalmente in due categorie: quelle che finiscono bene e quelle che finiscono male. Le seconde, va detto, sono in nettissima maggioranza: poiché le composizioni popolari raccontano drammi e catastrofi, l’unhappy end è praticamente ovvio. The Plains of Waterloo, invece, finisce bene; non possiamo che rallegrarcene, anche perché Waterloo fu una carneficina immane, e tornarvi non dev’essere stato per nulla semplice per i poveri soldati che vi combatterono.

The Plains of Waterloo ha, come è logico attendersi, una struttura musicale da marcia militare. Comincia ad essere nota non molto dopo la battaglia (circa dieci anni dopo), segno che il processo di composizione popolare fu parecchio rapido dopo quell’avvenimento che segnò per sempre la storia d’Europa (e del mondo). La storia riprende tutti gli stilemi classici delle ballads: il soldato superstite (dal solito nome convenzionale di Willie) torna, incontra la sua fidanzata (dall’altrettanto convenzionale nome di Annie) che -naturalmente- non lo riconosce e lei gli chiede notizie.
Credete forse che il giovane si butti immediatamente tra le braccia dell’amata? Nelle ballate tradizionali non funziona così. Le ballate sono storie narrate, e le storie hanno bisogno di suspence. Comincia quindi una “tiritera” presente letteralmente in decine di ballate del genere “soldato-che-torna-dalla-guerra”: il giovane, piuttosto crudelmente, finge di essere un altro, le dice che aveva conosciuto bene il suo Willie e le racconta le sue eroiche gesta. Chiaro che alla ragazza non gliene può importare di meno, delle gesta eroiche; quello che vuole è il suo Willie vivo, e questo ci ricorda da vicino certe parole di Fabrizio de André (“ma lei che lo amava aspettava il ritorno di un soldato vivo, di un eroe morto che ne farà?”). E il tizio dice alla ragazza, appunto, che Willie è morto.
Immaginatevi la scena, anche se la cosa ha una sua precisa valenza: il giovane vuole, con questo, anche “controllare” se la ragazza lo ama ancora, osservando la sua reazione alla triste notizia. Per quanto sia difficile da credere, esistono ballate in cui la ragazza, che nel frattempo si è messa con un altro, è tutta contenta di apprendere che il fidanzato è stato fatto a fette in battaglia. Non è il caso della nostra Annie: le sue rosy cheeks impallidiscono e, sicuramente, sta per pigliarle un coccolone, una di quelle morti subitanee tipiche delle ballate.
Verificato l’amore di Annie e temendo che schiànti lì sul posto, Willie finalmente si rivela; appena in tempo. Si fa riconoscere facendo vedere a Annie la metà dell’anello, e tutti vissero -si spera- felici e contenti sotto la Restaurazione. La ballata si chiude infatti con un preciso intento antiwar: mai più Willie combatterà nella piana di Waterloo. Magari da qualche altra parte, ma a Waterloo no.

Sto trattando un po’ a pesci in faccia questa bellissima e venerabile ballata? Ma no; gli è che con le ballads britanniche ho una frequentazione e una consuetudine antiche quasi quanto la battaglia di Waterloo. So come funzionano, e mi permetto a volte di prenderle un po’ in giro perché l’ironia su qualcosa che si ama profondamente è un supremo segno di affetto. Resta il fatto che, quando parlano di guerra e di battaglie, le composizioni popolari sono quanto di meno patriottico e guerrafondaio possa esistere; importa tornare vivi e fare la propria povera vita accanto a chi si ama. Il resto non conta niente; e, in fondo, il ballad commonplace di Willie che non si rivela e che enuncia le gesta eroiche è fatto apposta per istigare in chi ascolta la più assoluta indifferenza verso di esse. Quello che contava, e che conterà sempre, è tornare a casa. E’ questo che la gente voleva sentire, magari anche coloro che un fidanzato, un marito, un padre o un fratello non lo avevano visto tornare affatto.

ASCOLTA June Tabor  in  Airs and Graces 1976
Nelle note scrive “From Ontario; learned from Martin Clarke of Leeds. The broken token ballad seems to me to have been a necessary piece of wishful thinking, an act of faith on the part of both the faraway soldier and the girl he left behind him. Reality, more often than not, was cruelly otherwise.”

ASCOLTA John Renbourn Group in The Enchanted Garden 1977 (con il tema portato da una marcetta di pifferi e tamburi quanto mai appropriata)

ASCOLTA Kate Rusby and Kathryn Roberts (1995)

One fine summer’s morning
as I went a-walking
All down by the banks
of some clear-flowing stream
There I spied a fair maiden
making sad lamentation
And I drew myself in ambush
for to hear her sad complaint
Through the woods she marched along, made the valleys to ring oh
While the small feathered songsters
around her head they flew
Saying, The war it is all over
and peace is returning
But my Willie’s not returning
from the plains of Waterloo
I approached this young maiden
and I said, My fond creature
May I make enquiry as to
what’s your true love’s name?
For I have been in battle
where the loud cannons rattle
And by his description well
I think I know the same
Willie Reilly’s my love’s name,
he’s a hero of great fame
Although he’s gone and left me
in sorrow now ‘tis true
And no man will me enjoy
but my own darling boy
Although he’s not returning
from the plains of Waterloo
If Willie Reilly’s your love’s name
then he’s a hero of great fame
He and I have been in battle
through many a long campaign
Through Italy and Russia,
through Germany and Prussia
He was my loyal comrade
in France and in Spain
But alas there at length
by the French we were surrounded
And like heroes of old
we did them subdue
We fought for three days
till at last we defeated him
That bold Napoleon Boney
on the plains of Waterloo
On the fourteenth of June
it be an end in the battle
Leaving many a gallant hero
in sorrow to complain
Where the drums they do beat
and the loud cannons rattle
‘Twas by a Frenchman’s bullet
your young Willie he was slain
And as I drew near to the spot
where he lay bleeding
Scarcely had I time
for to bid him adieu
And as he lay dying these words
he kept repeating
Farewell my lovely Annie
you are far from Waterloo
When this maiden she heard
all this sad declaration
Her red rosy cheeks they grew
pale and woeful wan
And when he heard the sound
of her sad lamentations
He drew her in his arms
and said, I am your loving one
Oh see here is the ring
that between us was broken
In the midst of all danger
it reminded me of you
And now this young couple
well they are reunited
No more will Willie battle
on the plains of Waterloo
TRADUZIONE Riccardo Venturi
Una bella mattina d’estate,
mentre passeggiavo
giù sulle rive di un fiume
che scorreva limpido
Vidi una bella fanciulla
che si lamentava tristemente
E allora mi nascosi
per ascoltare i suoi tristi lamenti.
Camminava per i boschi,
faceva risuonar le valli
Con la testa attorniata da uccelletti che cantavano;
E diceva: “La guerra è finita
e la pace sta tornando,
Ma il mio Willie non ritorna dalla piana di Waterloo.”
Andai verso la fanciulla
e le dissi: “Mia dolce creatura,
Posso chiederti per caso come si chiama il tuo amore?
Ché son stato alla battaglia
dove i cannoni rombavan forte
E dalla sua descrizione, beh,
penso di conoscerti.”
“Willie Reilly è il suo nome,
è un eroe di grande fama
Però è partito e mi ha lasciata
in gran pena, questo è vero;
E nessun uomo mi avrà
tranne il mio adorato ragazzo
Anche se lui non ritorna
dalla piana di Waterloo.”
“Se il tuo amore è Willie Reilly,
è un eroe di grande fama,
Sono stato assieme a lui in battaglia
in molte lunghe campagne
Per l’Italia e per la Russia,
la Germania e poi la Prussia,
Mio compagno fu fedele
anche in Francia ed in Spagna.
Ma, ohimè! A lungo andare
i francesi ci han circondati
E come eroi consumati
noi li abbiamo soggiogati
Combattemmo per tre giorni finché non lo abbiam battuto,
Quel prode Napoleone il Bòna,
sulla piana di Waterloo.”
Il quattordici di giugno (*)
la battaglia terminò
Lasciando molti bravi eroi
a lamentarsi dal dolore;
Là dove i tamburi rullano
e i cannoni romban forte
Una pallottola francese
ha ucciso il tuo giovane Willie.
E io andai là verso dove
lui giaceva insanguinato
E poi ebbi appena il tempo di dargli l’estremo addio;
E giacendo là morente
ripeteva queste parole:
Addio mia amata Annie,
sei lontana da Waterloo.”
Quando la fanciulla udì
questa triste narrazione
Le sue guance impallidirono diventando esangui a morte;
E quando lui sentì il suono
dei suoi tristi lamenti
La prese tra le braccia
e disse: “Ma sono io il tuo amore!
Guarda, ecco l’anello
che ce lo siamo spezzato in due,
In mezzo a ogni pericolo
mi faceva pensare a te!”
E ora questa giovane coppia,
beh, è di nuovo insieme
E Willie non combatterà più
sulla piana di Waterloo.

(*)La battaglia si svolse in realtà il 18 giugno 1815



Il testo è conosciuto  come “The Young Horseman” oppure “The Bonny Light Horseman” ovvero “Broken Hearted I’ll Wander”; è un lament che risale probabilmente al 1700, non è ben chiaro se sia di origine irlandese (secondo Sam Henry) o inglese (secondo William Barret): di certo si è diffuso come broadside in Irlanda e la sua popolarità è stata tale da essere cantato con due distinte melodie (una propria del Sud Irlanda e l’altra più diffusa nel Nord-Ovest) e in molte varianti testuali.

Mary Ann Carolan sang The Bonny Light Horseman to Roly Brown at home in Hill o’ Rath, Co. Louth in 1978. It was released in 1982 on her Topic album Songs from the Irish Tradition. Sean Corcoran commented in the sleeve notes: This English song was circulated on ballad sheets in Ireland and became quite popular. Versions have been found in Wexford (Stanford-Petrie No. 779), and the P.J. McCall Collection in the National Library in Dublin, in Galway (sung by Sean O Conaire) and in Antrim (Sam Henry, Songs of the People, No. 122). It was sung to two distinct airs—a Southern and a Northern/Western. Mrs Carolan sings the Southern air while the Galway tune is the same as Henry’s version A, although Sean O Conaire sings it in the highly decorated sean-nós style of Connemara. When first recorded in 1970 Mrs. Carolan sang this song in a much faster tempo. (tratto da qui)
[traduzione in italiano: Mary Ann Carolan ha cantato The Bonny Light Horseman a Roly Brown nella sua casa a Hill o’ Rath, contea di Louth nel 1978. La registrazione è stata pubblicata nel 1982 nell’album Songs from the Irish Tradition. Sean Corcoran scriveva nelle note di copertina di quel disco: Questa canzone inglese è stata diffusa su fogli volanti in Irlanda e divenne abbastanza popolare. Versioni diverse sono state raccolde a Wexford, nella collezione P.J. McCall conservata presso la Biblioteca Nazionale a Dublino, a Galway (cantata da Sen O Conaire) e ad Antrim (Sam Henry, Songs of the People, No. 122). Era cantata su due arie diverse, una diffusa nel sud e una nel nord ovest. Mrs Carolan canta l’aria del sud, mentre la melodia raccolta a Galway è la stessa della versione A di Henry, anche se Sean O Connaire la canta nello stile pieno di abbellimenti tipico del Connemara. Nella prima registrazione del 1970 Mrs Carolan cantava questa canzone con un ritmo molto più veloce. (tratto da qui)]

Per un sintetico raffronto delle diverse melodie qui

ASCOLTA Mary-Ann Carolan, in Songs from the Irish Tradition 1982 (dalla registrazione sul campo del 1978) sebbene  la signora Carolan sia di origini Nord-irlandesi la sua  versione melodica è più simile  a quella diffusa nel sud.

When Bonaparte(1),
commanded his troops for to stand
and planted  his cannons
all over the land;
he planted his cannons,
the whole victory to gain,
And they killed my light horseman(2)
returning from Spain.
Broken-hearted I wander
for the loss of my lover,
He’s my bonny light horseman,
in the wars he was slain
If you saw my love on sentry(3)
on a cold winter’s day,
With his red rosy cheeks
and his flowing brown hair.
all mounted on horseback,
the whole victory for to gain,
And he’s over the battlefield
great honours to gain.
If I were a blackbird
and had wings to fly
I would fly to the spot
where my true love does lie
And with me little fluttering wings
his wounds I would heal
And ’tis all the night
on his breast I would remain.
Quando Bonaparte
comandò alle sue truppe di disporsi
puntò i sui cannoni
proprio sulla piana
puntò i sui cannoni
per ottenere la vittoria
ed essi uccisero il mio bel cavaliere
di ritorno dalla Spagna
Con il cuore a pezzi camminerò
a causa della perdita del mio amore
Egli è il mio bel cavaliere
che è stato ucciso in battaglia
Se aveste visto il mio amore di sentinella
in una notte in pieno inverno
con le sue guance rosee
e i suoi fluenti capelli scuri
montare in sella al cavallo,
per ottenere la vittoria
è sul campo di battaglia
per guadagnarsi grandi onori
Se fossi un merlo
e avessi le ali per volare
volerei fin dove
giace il mio vero amore
e con le mie piccole ali tremanti
le sue ferite guarirei
e per tutta la notte
sul suo petto resterei

1) In Irlanda la figura di Napoleone è stata trasfigurata in quella dell’eroe che avrebbe liberato gli Irlandesi dal dominio inglese. Ma la sua leggenda è controversa essendo anche considerato un conquistatore sanguinario sempre pronto a promuovere una campagna di guerra: ed è proprio in questa ottica negativa che  si declina la canzone (vedi)
2) una traduzione più pertinente del termine light horse è cavalleggeri per indicare più genericamente uno squadrone a cavallo: unità denominate variamente come Corazzieri, Dragoni, Lancieri e Ussari si distinguevano principalmente in cavalleria pesante, in linea e leggera. Fu Napoleone a sfruttare al meglio la cavalleria adattandola alle moderne tecniche di guerra (vedi)
3) scritto come sentry= sentinella;  ma anche scritto come Santry è un sobborgo di Dublino, un tempo piccolo villaggio nell’area anticamente denominata Fingal (in inglese “fair-haired foreigner”. ) perchè insediamento di pacifiche comunità di contadini norvegesi che seppero trasformare il fertile terreno in ricchi campi coltivati.

ASCOLTA Oisín & Geraldine MacGowan in Over the Moor to Maggie, 1980. Una versione testuale simile alla precedente e con l’aggiunta di una amara strofa (la stessa versione anche in Kate Rusby)

Bonaparte he commanded
His troops for to stand
He planted his cannon
all over the land
He planted his cannon
The whole victory for to gain
And they killed my light horseman
returning from Spain.
Broken-hearted I’ll wander
For the loss of my lover
He’s my bonny light horseman
In the wars he was slain.
If you saw my love in Santry(3)
On a cold winter’s night
With his rosy red cheeks
And his flowing brown hair
All mounted on horseback
The whole victory for to gain
And he’s on the battlefield
Great honours to gain
If I were a blackbird
And I had wings to fly
I would fly to the spot where
My true love does lie
And with my little fluttering wings
His wounds I would heal
And all the night long
On his breast I would lie
Oh Boney, Oh Boney
I have caused you no harm
Tell me why, Oh tell me why
You have caused this alarm(1)
We were so happy together
My true love and me
Ah but now you have stretched him
In death o’er the sea
Bonaparte comandò
alle sue truppe di disporsi
puntò i sui cannoni
proprio sulla piana
puntò i sui cannoni
per ottenere la vittoria
ed essi uccisero il mio bel cavaliere
di ritorno dalla Spagna
Con il cuore a pezzi camminerò
a causa della perdita del mio amore
Egli è il mio bel cavaliere
che è stato ucciso in battaglia
Se aveste visto il mio amore a Santry
in una notte in pieno inverno
con le sue guance rosee
e i suoi fluenti capelli scuri
montare in sella al cavallo
per ottenere la vittoria
ed è sul campo di battaglia
per guadagnarsi grandi onori
Se fossi un merlo
e avessi le ali per volare
volerei fin dove
giace il mio amore
e con le mie piccole ali tremanti
le sue ferite guarirei
e per tutta la notte
sul suo petto starei
Oh Boney, Oh Boney
io non ti ho fatto del male,
allora dimmi perchè oh dimmi perchè
tu hai suscitato questo allarme?
Eravamo così felici insieme
il mio vero amore ed io,
ma ora lo hai condotto
alla morte oltre il mare


Un bel e giovane irlandese/inglese arruolato nei cavalleggeri, muore in battaglia ed è compianto dalla sua innamorata.  Come sempre non è semplice inquadrare storicamente la canzone specialmente se è più probabile che non sia riferita ad una specifica battaglia , ma attualizzata ad una generale guerra napoleonica essendo stato Napoleone Bonaparte un personaggio molto discusso e ammirato, nel bene e nel male.
“Which war is being invoked is difficult to say but the tentative suggestion here is that Bonny Light Horsemanitself is of an eighteenth century vintage.  Regiments of light horse in the British army, deriving from the private regiments raised during the latter part of the seventeenth century and during a considerable part of the eighteenth, do not appear to begin to have been so-named until around 1748 (The Duke of Cumberland’s Light Horse) and after (1759 – Hale’s Light Horse…Burgoyne’s Light Horse).  So, taking the appellation ‘Light Horse’ into account and despite the fact that Britain was engaged in conflict through most of the century in Europe (War of Jenkins’ Ear, 1739), at home (the Jacobite Risings of 1715 and 1745), and in North America (1775-1783, (the American revolutionary war), before the all-embracing French wars, we can discount the War of Austrian Succession (1740-1748) because Britain did not play a major role in a conflict that was, essentially, between the Austrians and the Prussians; and a more likely stimulus, though by no means a certainty, would have been the Seven Year’s War (1756-1763), when Britain finally broke French power in North America.  By the 1780s the more precise regimental appellations had been regularly adopted – Dragoon, Hussar and so on – that is, before the French wars.  This regular transmogrification of horse regiments into Lancers, Dragoons and Hussars might suggest that our text already had an attachment to the generic.” (tratto da qui)


I tempi moderni stanno per dare l’addio all’uso di una formidabile forza militare, la cavalleria, appannaggio esclusivo inizialmente dei nobiluomini e dopo il medioevo emblema della borghesia emergente e delle classi benestanti, una forza d’urto che si rivelerà sempre più inadeguata alle battaglie in campo aperto contro lo spiegamento delle potenti armi da fuoco (i cannoni prima e le mitragliatrici poi). Nella canzone si evidenzia proprio la spersonalizzazione della guerra e la trasformazione dei soldati in carne da cannone.

ASCOLTA Planxty in una versione più marziale, in After the Break 1979: l’arrangiamento di Andy Irvine sostanzialmente riprende la versione di Dolores Keane e John Faulkner ASCOLTA

ASCOLTA Maranna McCloskey la melodia è quella del Nord Irlanda e il testo quello dei Planxty

Oh, Napoleon Bonaparte(1),
you’re the cause of my woe
Since my bonny light horseman
to the wars he did go
Broken hearted I’ll wander,
broken hearted I’ll remain
Since my bonny light horseman(2)
in the wars he was slain
When Boney commanded
his armies to stand
And proud lift his banners
all gayly and grand
He levelled his cannons
right over the plain
And my bonny light horseman
in the wars he was slain
And if I was some small bird
and had wings and could fly
I would fly over the salt sea
where my true love does lie
Three years and six months now,
since he left this bright shore
Oh, my bonny light horseman
will I never see you more?
And the dove she laments
for her mate as she flies
“Oh, where, tell me
where is my true love?” she sighs
“And where in this wide world
is there one to compare
With my bonny light horseman
who was killed in the war?”
Oh Napoleone Bonaparte
sei la causa del mio dolore
da quando il mio bel cavaliere
è andato in guerra
con il cuore a pezzi camminerò,
e con il cuore a pezzi resterò
da quando il mio bel cavaliere
è stato ucciso in battaglia
Quando Boney comandò
alle sue truppe di disporsi
e con orgoglio innalzò il suo stendardo
così allegramente e in alto,
puntò i suoi cannoni
proprio sulla piana
e il mio bel cavaliere
è stato ucciso nella battaglia
Se fossi un uccellino
e avessi le ali per poter volare
volerei oltre il mare salato
fin dove il mio vero amore giace
sono tre anni e sei mesi adesso,
da quando ha lasciato questa bianca spiaggia
o mio bel cavaliere,
non ti vedrò mai più?
La colomba si lamenta
per il compagno mentre vola
“Oh dove, ditemi
dov’è il mio vero amore?” sospira
“e dove in questo vasto mondo
c’è n’è uno eguale
al mio bel cavaliere
che è stato ucciso in guerra?”


Ma la canzone è sostanzialmente un lament cantato dalla donna che ha perduto il suo uomo in guerra e perciò trovo molto suggestive queste due versioni al femminile,  il grido di dolore delle donne (madri e mogli, compagne) che restano a casa mentre gli uomini fanno la guerra (la storia universale di una perdita che si rinnova per ogni soldato che muore in guerra)
ASCOLTA Cherish the Ladies in Threads of Time, 1997

Broken-hearted I’ll wander
For the loss of my lover
He is my bonny light horseman
In the wars he was slain
When Boney commanded
his armies to stand
He leveled his cannon
right over the land
He leveled his cannon
his victory to gain
And slew my light horseman
on the way coming in
Broken-hearted I’ll wander
Broken-hearted I’ll remain
Since my bonny light horseman
In the wars he was slain
And if I was a small bird
and had wings to fly
I would fly o’er the salt seas
to where my love does lie
And with my fond wings
I’d beat over his grave
And kiss the pale lips
that lie cold in the clay
Well, the dove, she laments
for her mate as she flies
“Tell me where,
tell me where is my true love,” she cries
And where in this wide world
is there one to compare
With my bonny light horseman
who was slain in the war
Con il cuore a pezzi camminerò
a causa della perdita del mio amore
è il mio bel cavaliere
che è stato ucciso in battaglia
Quando Bonaparte comandò
alle sue truppe di disporsi
puntò i suoi cannoni
proprio sulla piana
puntò i suoi cannoni
per ottenere la vittoria
e uccise il mio bel cavaliere
Con il cuore a pezzi camminerò,
con il cuore a pezzi resterò
da quando il mio bel cavaliere
è stato ucciso in battaglia
Se fossi un uccellino
e avessi le ali per volare
volerei oltre il mare salato
fin dove giace il mio amore
e con le mie ali appassionate
demolirei la sua tomba
per baciare le pallide labbra
che stanno nella fredda terra
La colomba si lamenta
per il compagno mentre vola
” ditemi dove
dov’è il mio vero amore?” si lamenta
“e dove in questo vasto mondo
c’è n’è uno eguale
al mio bel cavaliere
che è stato ucciso in guerra?”

ASCOLTA Niamh Parsons in Heart’s Desire 2008 con il titolo di Brokenhearted I’ll Wander

per completezza riporto anche questa versione raccolta sul campo proveniente dall’Irlanda Ovest.

ASCOLTA Martin Howley. Raccolta da Jim Carroll e Pat Mackenzie nell’abitazione di Martin Howley a Fanore, Co. Clare, nell’estate 1975.  In  “A Story I’m Just About to Tell” (The Voice of the People Series Volume 8), 1998

I once loved a soldier
and a soldier bright and gay,
So now he has left me
and gone far away.
To the dark plains of Egypt
he was forced for to go
To die in the fields
or to conquer his foe.
Broken-hearted I’ll wander,
broken-hearted I will be,
Since my lovely young horseman
to the war he’s gone from me.
And it’s early each morning
as I come down for to dress,
I gaze at his picture hung over my head.
Such a lovely young fellow
so manly and so tall.
It was scarcely you would think
they would kill him at all.
It was brave Napoleon,
it was he who took command,
And he planted his cannons
all over the land.
He planted his cannons
for some victory to gain,
And he slew brave MacDonald
coming over from Spain.
If I was an eagle
and had wings for to fly,
I would fly to the plains
where my own darling lie.
And in his cold grave
I would build my own nest,
And contented I’d be
on his lily-white breast.
Un tempo amavo un soldato,
un soldato bello e allegro
ma ora mi ha lasciata
ed è andato lontano
verso le pianure oscure dell’Egitto
è stato arruolato per andare
a morire in battaglia
o per vincere sul nemico
Con il cuore a pezzi camminerò
con il cuore a pezzi starò
da quando il mio amato giovane cavaliere
per la guerra è andato via da me.
Tutte le mattine pesto
quando scendo giù per vestirmi
guardo alla sua foto appesa sopra la testa
un così bel giovane compagno
così virile e alto.
non avresti creduto
che lo avrebbero ucciso
E’ stato il prode Napoleone,
è stato lui che ha preso il comando
e ha piazzato i suoi cannoni
per tutta la pianura
ha piazzato i suoi cannoni
per riportare qualche vittoria
e ha ucciso il prode MacDonald
proveniente dalla Spagna.
Se fossi un aquila
e avessi le ali per volare
voleri sul campo
dove il mio amore giace
e nel suo freddo sepolcro
costruirei il mio nido
e soddisfatta starei
sul suo petto bianco-giglio



Spanish Ladies” al plurale, ovvero “Farewell and Adieu to You“, è un sea shanty (canto di lavoro) di quelli che si cantavano sulle navi mercantili inglesi per coordinare le manovre durante il sollevamento dell’ancora; questo in particolare era intonato dallo shantyman durante il viaggio di ritorno (homeward bound).

Il canto viene fatto risalire all’epoca di Napoleone quando Inghilterra e Spagna furono temporaneamente alleate contro la Francia rivoluzionaria (1793-1796): una canzone che dalla Royal Navy è passata ai mercantili e alle baleniere in rotta verso l’America.
Come riportato nell'”Oxford Book of The Sea Song“, (Roy Palmer 1986) il testo di “Spanish Ladies” si trova trascritto sul giornale di bordo della Nellie nel 1796 ed è tra i più vecchi sea shanties conosciuti. Molti sostengono che la Marina Inglese non avrebbe mai permesso ai marinai di cantare durante il lavoro e così ad esempio nel film “Master and Commander” i marinai la cantano di sera durante il loro “tempo libero”.

ASCOLTA Bill Frisell in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys ANTI 2006

Spanish lady” (al singolare) è invece il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700. (vedi)


ASCOLTA forse il più cliccato video di Spanish Ladies

ASCOLTA The Conorach in 42 Days / Patriot’s Song (2010)

ASCOLTA Robert Shaw con molte immagini della Royal Navy all’epoca napoleonica, per quanto io non sia un amante delle corali devo dire che questa versione è molto “epica”

ASCOLTA Sarah Blasko ottima interpretazione della cantautrice australiana

Farewell and adieu
to you, Spanish ladies,
Farewell and adieu
to you, ladies of Spain,
For we’ve received orders
for to sail for old England,
And we may never see you
fair ladies again.
We will rant and we’ll roar
like true British sailors,
We’ll rant and we’ll roar
all on the salt seas.
Until we strike soundings(1)
in the channel of old England,
From Ushant to Scilly(2)
is thirty-five leagues.
We hove our ship to,
with the wind at sou’west, boys
We hove our ship to,
deep soundings to take.
Twas forty-five fathoms
with a white sandy bottom,
So we squared our main yard
and up channel did steer.
The first land we sighted
was called the Dodman
Next Rame Head off Plymouth, Start, Portland and Wight;
We sailed by Beachy,
by Fairlight and Dover,
And then we bore up for the South Foreland light(3).
Then the signal was made
for the grand fleet to anchor
And all in the Downs(4)
that night for to lie;
Let go your shank painter(5),
let go your cat stopper
Haul up your clewgarnets,
let tacks and sheets fly!(6)
Now let every man drink
off his full bumper,
And let every man drink off
his full glass,
We’ll drink and be jolly
and drown melancholy,
And here’s to the health
of each true-hearted lass!
Traduzione italiano di Cattia Salto
Arrivederci e Addio
a voi, Donne Spagnole
arrivederci e addio
a voi donne della Spagna
perchè noi abbiamo ricevuto gli ordini di salpare per la vecchia Inghilterra
e non potremo più rivedervi belle signore!
Sbraiteremo e faremo fracasso
come veri marinai inglesi
Sbraiteremo e faremo fracasso
sul mare salato
finchè getteremo lo scandaglio(1)
nel canale della vecchia Inghilterra
da Ouessant a Scilly (2)
sono 35 leghe

Manovrammo la nave con il vento a sud ovest, ragazzi
Manovrammo la nave per misurare con lo scandaglio
erano 45 braccia con un fondo arenoso così raddrizzammo la vela maestra
e per il canale navigammo
La prima terra che avvistammo
era detta Dodman
la successiva Rame Head
al largo di Plymouth, Start, Portland e Wight; navigammo da Beachy,
Fairlight e Dover
e ci portammo ai Fari di South Foreland(3)
Allora il segnale fu dato
alla grande flotta all’ancora
e tutti nel Down(4)
quella notte erano di riposo
“Liberate il cavo dell’ancora(5),
abbassate il cavo dell’ancora,
issate le vele”(6)
Che ogni uomo beva
il suo boccale pieno
che ogni uomo beva
il suo bicchiere pieno,
berremo e ci divertiremo
e annegheremo la malinconia
alla salute di ogni ragazza innamorata.

1) evidentemente c’era la nebbia e il comandante non poteva stabilire la latitudine a vista così si rilevava la profondità del fondo sabbioso
2) Ouessant l’isoletta francese al largo della Bretagna e le isole Scilly al largo della costa sud-occidentale dell’Inghilterra segnano il confine del Canale della Manica nella sua linea di contatto con l’Oceano Atlantico
3) fari non più attivi nelle vicinanze di St Margaret-at-Cliffe, sulla scogliera di South Foreland, parte delle scogliere di Dover, che si affaccia sul punto più stretto del Canale della Manica
4) Con la parola Downs (in italiano Dune) si indica un tratto di mare al largo della costa del Kent appena oltre alla foce del Tamigi: The Downs was a nineteen-kilometre (twelve-mile) long, and approximately five-kilometre (three-mile) wide stretch of water that ran from the North Foreland at Ramsgate to the South Foreland at Hope Bay along the east coast of Kent behind the “fatal” Goodwin Sands.(in R.M. Ballantyne, The Floating Light of the Goodwin Sands, (1870). Era una base per le navi da guerra inglesi che pattugliavano il Mare del Nord

5) The “Shank painter” secures the anchor’s shank outside of the foremast rigging (shrouds and backstays) letting the shank painter go lets the anchor swing from the cathead
6) sono una serie di ordini per governare la nave dati in gergo marinaresco


La versione è stata adattata dai marinai imbracati sulle baleniere di stanza a New Bedford, il grande centro baleniero sull’Atlantico

ASCOLTA Paul Clayton 1954

Farewell and adieu
to you Spanish ladies
Farewell and adieu
to you ladies of Spain
Our captain’s commanded
we sailed for New England
But we hope in a short time
to see you again
We’ll rant and we’ll roar
like New Bedford whalers
We’ll rant and we’ll roar
on deck and below
Until we sight the New Bedford Light
Then straight down the Channel to anchor we’ll go
We hove our ship to with the wind from the sou’west
We hove our ship to for to strike soundings clear
Then we filled our main topsail and bore right away, boys
And right up the Channel our course we did steer
Now let every man toss
up a full bumper
And let every man toss
up a full glass
And we’ll drink and be jolly
and drown melancholy
Saying – Here’s a good health to each true-hearted lass
Traduzione italiano di Cattia Salto
Arrivederci e Addio
a voi, Donne Spagnole
arrivederci e addio
a voi donne della Spagna
il nostro capitano ha dato l’ordine
di salpare per la Nuova Inghilterra
ma speriamo di rivedervi a breve!
Sbraiteremo e faremo fracasso
come balenieri di New Bedford
Sbraiteremo e faremo fracasso
sopra e sotto il ponte
finchè vedremo il faro di New Bedford poi andremo ritti per il canale a gettare l’ancora

Manovrammo la nave con il vento da sud ovest,
Manovrammo la nave per misurare con lo scandaglio
poi dispiegammo le nostre vele e filammo dritti, ragazzi
e proprio verso il canale orientammo la rotta
Che ogni uomo beva
il suo boccale pieno
che ogni uomo beva
il suo bicchiere pieno
berremo e ci divertiremo
e annegheremo la malinconia
alla salute di ogni ragazza innamorata.


(Cattia Salto ottobre 2014)


Il tema della separazione tra i due innamorati è molto diffuso tra le ballate popolari e quella tra soldato o marinaio che parte per la guerra e giovane fidanzatina che resta ad aspettarlo è un classico delle Guerre Napoleoniche.

Di “The Bakns of the Nile” s’individuano due versioni di cui quella più diffusa è quella simile al broadside Harding B 11(158) risalente al 1855-1858 (Bodleian Library Manchester).
Nancy dice al fidanzato tutto preso dalla mobilitazione delle truppe in partenza per radunarsi a Porsmouth, “non lasciarmi qui a piangere triste“.. e prosegue
“For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home, my dearest love, and I will be your wife.”
Ma il giovanotto si è ormai arruolato, convinto da qualche sergente reclutatore a prendere “lo schellino del Re” e restare a casa non è più possibile perchè ora è un soldato che deve obbedire al Governo. Allora lei gli risponde “prendimi con te”
“I’ll march beneath your banner while fortune it do smile
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile”


Ma la guerra un tempo era una faccenda tra uomini, le donne dovevano stare a casa a dare la vita, non a toglierla; Willy si è reso conto di essere “carne da cannone” che almeno lei resti a casa al sicuro!
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries
Così la donna conclude maledicendo tutte le guerre che si portano via la gioventù di un paese.


ASIASIAlexandriaLa Battaglia del Nilo si svolse nel 1798, fu uno scontro navale tra la flotta britannica e quella francese che restò impresso nelle memoria degli inglesi a causa della sorprendente e schiacciante vittoria conseguita grazie alla strategia di Orazio Nelson (che si fregiò da allora del titolo di “Baron Nelson of the Nile“).

Di fatto il controllo inglese restò sempre sui mari, e solo nel 1801 in quella che venne definita la seconda battaglia di Abukir, vennero inviate truppe a terra in appoggio all’esercito ottomano per dare il colpo di grazia ai francesi e alla loro campagna d’Egitto!
Altre truppe inglesi sbarcarono in Egitto nell’invasione coloniale del 1882 (per il controllo del canale di Suez, iniziato a costruire nel 1869 da una compagnia francese diretta da Ferdinand de Lesseps su progetto di un italiano Luigi Negrelli, e completato nel 1869 per il quale anche l’Inghilterra aveva investito grosse somme di danaro ) Più in generale si fa iniziare al 1870 il cosiddetto Terzo Colonialismo Inglese che coinvolse principalmente l’Africa e la Polinesia.

Come sempre nelle canzoni popolari, la rielaborazione attraverso le generazioni si appropria della contestualità così è “la Regina a dare gli ordini” e il nemico sono i “blacks and heathens” oppure in senso ancora più dispregiativo i “blacks and Negroes”.



L’autore anonimo di questa canzone ha scritto un pezzo memorabile, la melodia è simile a “The Flower of Sweet Strabanevedi
ASCOLTA Fotheringay (voce Sandy Denny) 1970. Che dire? (qui) Sublime interpretazione, modello insuperabile per i posteri

ASCOLTA Piers Faccini + Camille & Dom la Nena (“A take away show” girato a Parigi nel 2009: il making-of qui) un dichiarato rifacimento di Sandy Danny. La struttura musicale impostata sulla chitarra acustica, con il violoncello a prolungare il lamento delle voci: il canto di Camille è molto intenso semplice, diretto, vero, pieno di lacrime e quasi sussurrato nell’ultimo verso, con l’ultimo fiato che resta in gola…

ASCOLTA Caroline Lavelle in “A Distant Bell” 2004 indubbiamente un’interpretazione intensa, che si appoggia a una struttura musicale raffinata e ipnotica a tratti marziale

ASCOLTA Muireann Nic Amhlaoibh in “Daybreak” 2006 che interpreta la canzone con accenti molto irish

“Oh hark! the drums do beat, my love, no longer can we stay.
The bugle-horns are sounding clear, and we must march away.
We’re ordered down to Portsmouth(1),
and it’s many is the weary mile
To join the British Army on the banks of the Nile.”
“Oh Willie(2), dearest Willie, don’t leave me here to mourn,
Don’t make me curse and rue the day that ever I was born.
For the parting of our love would be like parting with my life.
So stay at home(3), my dearest love, and I will be your wife.”
“Oh my Nancy, dearest Nancy, sure that will never do.
The government has ordered, and we are bound to go.
The government has ordered, and the Queen(5) she gives command.
And I am bound on oath, my love, to serve in a foreign land.”
“Oh, but I’ll cut off my yellow hair, and I’ll go along with you.
I’ll dress myself in uniform(6), and I’ll see Egypt too.
I’ll march beneath your banner while fortune it do smile,
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.”
“But your waist it is too slender, and your fingers they are too small.
In the sultry suns of Egypt your rosy cheeks would spoil.
Where the cannons they do rattle, when the bullets they do fly,
And the silver trumpets sound so loud to hide the dismal cries.”
“Oh, cursed be those cruel wars, that ever they began,
For they have robbed our country(9) of many handsome men.
They’ve robbed us of our sweethearts while their bodies they feed the lions(10),
On the dry and sandy deserts which are the banks of the Nile.”

Traduzione italiano Riccardo Venturi
Ascolta! Rullano i tamburi, amore mio, restare non possiam più.
Le trombe squillan chiare e dobbiamo partire in marcia.
Comandati siamo a Portsmouth(1), tante miglia faticose
Per raggiunger l’Armata Britannica sulle rive del Nilo.
Oh, Willie(2), amore mio, non lasciarmi qui a pianger triste,
Non farmi maledire e pentirmi del giorno in cui son nata,
Ché separarmi dal mio amore sarebbe come separarmi dalla vita,
Quindi stattene a casa, amore mio, è io sarò tua moglie.
Oh, mia Nancy, amata Nancy, non potrei mai fare questo,
Ché il governo me l’ha ordinato e dobbiamo partire via.
Il governo me l’ha ordinato, e la Regina(5) ha dato il comando:
E io son sotto giuramento, amore mio, per servire in terra straniera.
E allora mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò un’uniforme e anch’io vedrò l’Egitto.
Marcerò sotto la tua bandiera e la fortuna ci arriderà,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
Però hai i fianchi troppo snelli, e le dita troppo piccole,
Sotto il sole atroce d’Egitto le tue guance rosee si guasterebbero
Là dove rombano i cannoni, quando volano le pallottole,
E risuonan forte le trombe argentine per celare le grida di disperazione.
Maledette siano queste crudeli guerre e quando son cominciate
Ché hanno privato il nostro paese(9) di così tanti bei ragazzi.
Ci hanno rubato i nostri innamorati, e dei loro corpi si nutrono i leoni(10)
Negli aridi deserti di sabbia sulle rive del Nilo.

1) Portsmouth importante città portuale e porto militare sulla costa meridionale dell’Inghilterra
2) talvolta Johnny
3) oppure I’ll go with you
4) la strofa in Harding B 11(158) (in corsivo) riprese anche da Muireann dice: Nancy, dearest Nancy, with me you cannot stay (that’s a thing that can’t be so). Our colonel he gives order (The colonel, he has ordered) no woman there shall go. We must forget (forsake) our own sweethearts, besides (likewise) our native soil, And go fight the blacks and heathens on the banks of the Nile. mentre Muireann dice: To fight the German soldiers on the banks of the Nile presumo si riferisca alle truppe tedesche durante la II guerra Mondiale
5) al tempo delle guerra napoleoniche sul trono d’Inghilterra sedeva re Giorgio III, mentre Vittoria divenne regina nel 1837. Evidentemente questo verso è stato aggiunto in occasione (o poco prima) della battaglia di Tell al-Kebir in cui combatterono vari reggimenti delle Highlands e molti soldati irlandesi
6) Ai tempi in cui alla donna era vietato vestire in panni maschili…
7) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: Your waist it is too slender, love; your waist it is too small. I’d be afraid you would not answer me when on you I would call. Your delicate constitution would not bear the unwholesome clime, Nor the cold sandy deserts on the banks of the Nile.
8) la strofa in Harding B 11(158) è diversa: My curse attend the war and the day it first began. It has robbed old Ireland of many a clever man. It took from us our true loves, the protectors of our soil, To fight the blacks and Negroes [sic] on the banks of the Nile.
9) a seconda delle versioni il paese è l’Irlanda o la Scozia Muireann dice:”For they have robbed old Ireland of many’s the gallant man ”
10) in molte versioni è scritto “worms” intendendo che i corpi sono sepolti e diventano cibo per i vermi, ma con la parola “leoni” si acuisce il senso di desolazione e di abbandono in cui vengono lasciati i cadaveri, insepolti, dilaniati dalle fiere.

ASCOLTA Ewan MacColl in “Classic Scots Ballads“, Tradition, TCD 1051, 1959. Il testo presenta lievi differenze con il precedente e il tempo è terzinato come un valzer

Hark hark, the drums do beat, my love, and I must haste away, The bugles sweetly sound and no longer can I stay, We are called up to Portsmouth and it’s many a weary mile, All for to be embarked for the banks of the Nile.
O Willie, dearest Willie, don’t leave me here to mourn, Don’t leave me here to curse the day that ever I was born, For parting with me Willie is like parting with me life, O stay at home, dear Willie, and make me your lawful wife.
I’ll put on me velveteens and go along with you, I’ll volunteer me services and go to Egypt too, I’ll fight beneath your banner, love, and fortune it may smile, And I’ll be your loyal comrade on the banks o’ the Nile.
O Nancy, dearest Nancy, O that would never do, The government has ordered no women there tae go, The government has ordered, the King(5) he doth command, And I am bound on oath, my love, to serve on a foreign land.
Your waist is rather slender, your complexion is too fine, Your constitution is too weak to stand a hard campaign, The sultry suns of Egypt your precious health would spoil, In the sandy desert places on the banks of the Nile.
O cursed, cursed be the day that ever wars began, For they’ve ta’en oot of Scotland(9) mony a bonny man, They’ve ta’en frae us oor lifeguards, praetectors o’ oor isle, And their bodies feed the worms(10) on the banks o’ the Nile.


ASCOLTA Young Tradition 1968

ASCOLTA Andy Turner che scrive ” version from Betsy Henry, of Auchterarder in Pethshire – actually, MacColl’s mother. I have anglicised it slightly, although that didn’t amount to much more than substituting “England” for “Scotland” in the last verse.”


ASCOLTA Old Blind Dogs in Wherever Yet May Be 2010 (su Spotify)

Farewell, my dearest Nancy, farewell I must away.
I hear the drums a-beating and no longer I can stay.
we’re ordered down to Portsmouth and as many a weary mile
For to fight for british army on the banks of the Nile.
Oh, I’ll cut off my yellow hair and along with you I’ll go
I’ll dress meself in uniform and I’ll see Egypt, too.
I’ll fight and bear thy banners well, kind fortune upon a smile.
And we’ll comfort one another on the banks of the Nile.
Let a hundred days be darkened and let maidens give a sigh
It would melt the very elements to hear the wounded cry
Let a hundred days be brightened and let the maidens give a smile
But remember Abercrombie(11) on the banks of the Nile
Oh, cursed upon the cruel war and the hour it begun,
For it has robbed our country of many a gallant man;
It took from us our old sweethearts, protectors of our soil
And their blood does steep the grass that’s deep on the banks of the Nile
O now the war is over and back I’ll then return
Until my wife and family I’ve left behind to mourn.
We’ll call them in around, my boys, and there’s no end of toil.
And no more we’ll go a’roving on the banks of the Nile.
Traduzione italiano Riccardo Venturi
Addio, mio amata Nancy, addio, devo partire.
Sento già rullare i tamburi e non posso stare più,
Ci hanno comandato a Portsmouth ed è un lungo cammino,
A combattere per la British Army sulle rive del Nilo.
Oh, mi taglierò i capelli biondi e verrò via con te,
Mi metterò l’uniforme e (verrò) anch’io a veder l’Egitto.
Combatterò e ti farò da brava portabandiera, e che la fortuna ti arrida,
E ci conforteremo l’un l’altro sulle rive del Nilo.
Cento giorni si faccian scuri, e sospirin le ragazze,
Fonderebbe gli elementi sentire i feriti che urlano.
Cento giorni si faccian chiari, e sorridan le ragazze:
Ma ricordate Abercrombie sulle rive del Nilo.
Maledico la guerra e l’ora in cui è cominciata,
Ché ha privato il nostro paese di tanti ragazzi valorosi.
Ci ha rubato i nostri innamorati, protettori della nostra terra,
E il loro sangue innaffia l’erba alta sulle rive del Nilo.
Ma ora la guerra è finita e tornerò presto a casa,
Da mia moglie e dalla mia famiglia che ho lasciato a disperarsi.
Li chiameremo tutti qua, ragazzi, e la pena non avrà mai fine,
E non ce ne andremo mai più a vagare per le rive del Nilo.

11) probabilmente si riferisce a Sir Ralph Abercromby (1734-1801) il generale scozzese che guidò le truppe ad Abukir nel 1801; durante la battaglia nei pressi di Alessandria venne colpito da un proiettile e morì poco dopo.


2415_1“La donna non indosserà abiti da uomo, né l’uomo indosserà abiti da donna, perché chiunque fa tali cose è in abominio all’Eterno” (Deu 22:5)

Per trovare donne guerriere nella storia bisogna andare molto indietro nel passato oppure risalire fino al XX secolo (in Europa e USA); la battaglia per l’emancipazione della donna passa anche dall’appropriazione della “libertà di movimento” anche in senso letterale; fu l’americana Amelia Jenks Bloomer (1818-1894) a inventare l’abito-pantalone che in suo onore venne chiamato bloomer. Dalla foggia orientale il pantalone era ampio e stretto alla caviglia e rigorosamente da portare sotto ad un abito al ginocchio. Niente di particolarmente osè e sostanzialemtne la donna restava infagottata come prima, eppure nelle sue prime apparizioni il bloomer fu considerato scandaloso!
Solo negli anni venti del 900 fecero la comparsa nel guardaroba delle signore sportive e alla moda i pantaloni di foggia maschile (e Coco Chanel diede il suo innovativo contributo con i pantaloni da barca di linea larga da indossare per il tempo libero). E tutto perchè durante la Grande Guerra (in cui le forze più giovani del paese venivano mandati a morire non solo sotto le cannonate ma anche sotto i colpi micidiali delle mitragliatrici) furono le donne a sostituire gli uomini nei lavori pesanti in fabbrica o nei campi; indossavano i pantaloni del marito o del fratello tenuti su dalle bretelle. Così il pantalone era riservato alle due classi sociali più opposte: l’aristocrazia o l’alta borghesia e le donne operaie e contadine!


La legge risale al 17 novembre 1800 ed è stata abrogata solo nel 2013.
Tutte le donne che, dopo la pubblicazione della presente ordinanza, si travestiranno da uomo senza aver sbrigato le formalità prescritte- lasceranno intendere di avere colpevole intenzione di abusare del loro travestimento“. La pena? L’arresto.
Nel 1892 e nel 1909 vennero introdotte due eccezioni alla regola che impediva alle signore di portare i pantaloni, il cui uso era consentito “quando impugnassero il manubrio di una bicicletta” o “le redini di un cavallo“. Nel 1972, una deputata del Parlamento francese, Michèle Alliot-Marie, venne bloccata al suo ingresso perchè indossava i pantaloni.


Negli anni 40 una legge di Mussolini proibiva alle donne di portare i pantaloni. Era vietato andare in chiesa, negli uffici pubblici e a scuola con i pantaloni ritenuti una “trovata demenziale di donne perverse
I pantaloni erano permessi solo alle donne per sciare, fare alpinismo e andare in bici, ma appena si smetteva l’attività sportiva, si doveva immediatamente indossare la gonna.
E così ai giorni nostri “mutatis mutandis”:
Il comune di Rio de Janeiro ha deciso, a partire da questi mesi estivi, di vietare ai dipendenti pubblici di recarsi a lavoro in pantaloncini. Poco importa se fa caldo. Ancor meno se nella maggior parte dei luoghi di lavoro non c’è l’aria condizionata. Il decoro prima di tutto. Ma la cosa non è andata giù ai lavoratori che in vari modi hanno protestato contro la decisione.
Ma il vincitore della protesta più “virale” è stato sicuramente André Amaral Silva che ha pensato bene di andare a lavoro in gonna. La foto dell’uomo che sfoggia l’indumento femminile è andata nel frattempo a finire su Facebook ed è stata condivisa da migliaia di utenti in poche ore. “Non si tratta di una burla, ma di una cosa seria: ho voluto sollevare il problema nel rispetto della legge”, ha spiegato Andrè. All’inizio, il portiere non voleva farlo entrare, ma è stato poi convinto dalla logica: la gonna è un capo autorizzato, non importa chi la indossa.




Anche nota come “Bonaparte’s Retreat“, è una canone popolare inglese o irlandese di origini ottocentesche ancora riproposta ai giorni nostri.

Così riporta A.L. Lloyd nel suo LP English Street Songs. 1956: “This ballad was an extremely popular broadside in the earlier days of the 19th century all over England, Scotland and Ireland. Note the unmistakable air of sympathy for the downfall of the “bold Corsican.” Perhaps this ballad began its life in Ireland; be that as it may, it certainly was an important item in the repertoire of native English street singers, and the back-street audiences found nothing amiss in the singers’ attitude to the enemy of their country. Perhaps, like Beethoven, the English commoners had once regarded Napoleon as a possible liberator from oppression and misery, and were sad rather than angry when this turned out to be an error. Some say the bunch of roses symbolises England, Scotland and Ireland; others that it is a metaphor for the red-coated British Army.”

napoleoneIIUna conversazione immaginaria tra il giovane Napoleone II (1811-1832) e la madre Maria Luisa, la seconda moglie di Napoleone Bonaparte. Il figlio minaccia di “sollevare un terribile esercito” e di affermare il suo potere, ma in realtà si trova in punto di morte (morì di tisi a Vienna poco più che ventenne, il 22 luglio 1832).
Il giovane Bonaparte (incoronato re di Roma alla nascita) lasciò Parigi a quattro anni e trascorse il resto della sua breve vita a Vienna, “ostaggio” degli Asburgo, gli venne pure preferito il nome in Francesco Giuseppe Carlo (diminutivo “Franzchen”) e fu nominato duca di Reichstadt. Furono i poeti romantici a creare il mito del pallido e triste adolescente ” morto solitario e ignorato in una corte fredda e formale come quella austriaca, e a trasformarlo nel simbolo fatale di quella generazione perduta cantata da Musset come “enfants du siècle”. (tratto da qui)

La canzone è filo-bonapartista e i più sono portati a credere che l’origine sia irlandese essendo stato Napoleone uno degli eroi del nazionalismo irlandese. Della canzone si hanno molte versioni testuali la più antica trascrizione (anche con la melodia) si trova in “Tradition Ballad Airs” di William Christie (1881), la versione irlandese tuttavia prende come melodia quella più antica detta “An beinsin luachra” (The little bench of rushes) riportato già da Edward Bunting alla fine del Settecento

ASCOLTA Sam Lee in The Fade in Time 2015 (su Spotify)
nel video invece l’intervista di Sam Lee a Freda Black raccolta come testimonianza della trasmissione orale della ballata

ASCOLTA Colm Walsh 1965

ASCOLTA Fireport convention 1970

ASCOLTA June Tabor & Oysterband qui manca l’ultima strofa in cui il figlio annuncia la sua imminente morte

By the margin of the ocean, one pleasant morning in the month of June
The charming singing blackbird his cheerful notes did sweetly tune
It was there I spied a woman all overpowered by grief and woe
Conversing with young Bonaparte concerning the Bonny Bunch of Roses o
Then up spoke young Napoleon as he took hold of his mother’s hand
Saying “Mother dear, be patient, for soon it’s I will take command
I will raise a terrible army and through tremendous dangers go
And in spite of all the universe, I’ll conquer the Bonny Bunch of Roses o”
“When first you saw great Bonaparte you fell down on your bended knee
You begged your father’s life of him(1) and he granted it right manfully
And then he took an army and o’er the frozen Alps did go
He said I’ll conquer Moscow and come back for the Bonny Bunch of Roses o
“He took five hundred thousand men and kings likewise to join his throng
He was so well provided for, enough to sweep the world along
But when he came to Moscow, he was overpowered by driving snow
And Moscow was a-blazing(2) and he lost the Bonny Bunch of Roses o
So son don’t speak so venturesome
for England she has a heart of oak(3)
And England, Ireland, Scotland,
their unity has never been broke
And now think on your father,
in St Helena his body lies low
And you may follow after, so beware
of the Bonny Bunch of Roses o”
“Adieu, adieu forever, now
I bow my youthful head
Had I lived I might have been clever(4), but now I lie on my dying bed
And as the waters do flow and the weeping willows over me grow
The name of brave Napoleon will enshrine(5) the Bonnie Bunch of Roses, o.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Sulle sponde dell’oceano,
una bella mattina, nel mese di giugno,
il merlo piacevole cantore, le sue note affascinanti modulava dolcemente;
là ho scrutato una donna che si lamentava con dolore e rimpianto,
parlando con il giovane Bonaparte
del Bel Mazzo di
Rose O
Così parlò il giovane Napoleone,
mentre prese la mano della madre: –
“Oh, cara madre sii paziente,
perchè presto prenderò il comando e solleverò un terribile esercito,
è andrò incontro ai pericoli,
e a dispetto di tutto l’universo,
conquisterò il Bel Mazzo di Rose
La prima volta che hai visto il grande Bonaparte sei caduta in ginocchio,
e pregato per la vita di tuo padre(1) e lui ti ha concesso il suo bene virilmente
e poi ha preso un esercito in armi ed è andato sulle Alpi gelate dicendo
“io conquisterò Mosca e ritornerò per il Bel Mazzo di Rose”
“Ha preso 500.000 uomini e allo stesso modo i re per unirsi alle sue schiere,
era così ben provvisto, abbastanza per spazzare il mondo da solo,
ma quando andò a Mosca fu sopraffatto dalla marcia nella neve e Mosca era in fiamme(2) e lui perse il Bel Mazzo di Rose”
Così figlio, non parlare di avventure;
perchè l’Inghilterra ha un cuore di quercia(3); e Inghilterra, Scozia e Irlanda, la loro unità non è mai stata spezzata e ora pensa a tuo padre, a Sant’Elena il suo corpo giace nella polvere e tu potresti fare la stessa fine, così stai attento al Bel Mazzo di Rose”
«addio, addio per sempre,
ora piego la mia giovane testa,
se avessi vissuto sarei stato bravo(4)
ma ora giaccio nel mio letto di morte
e mentre le acque fluiscono e i salici piangenti su di me crescono
il nome del coraggioso Napoleone custodirà(5) il Bel Mazzo di Rose “

1) Francesco II d’Asburgo-Lorena la figlia, appena diciottenne, nel 1810 venne data in sposa a Napoleone, per suggellare la pace di Vienna tra Francia e Austria.
2) ben pochi soldati ritornarono in Francia, nella strofa la madre contrappone la disfatta della campagna di Russia per dissuadere il figlio
3) si riferisce alla potente flotta navale della Gran Bretagna con la quale la Francia non poteva competere
4) qui il figlio sembrerebbe accettare il monito della madre dicendo che se avesse potuto continuare a vivere sarebbe stato più furbo del padre: vuol dire che avrebbe messo da parte le smanie di grandezza o che sarebbe stato migliore stratega del padre?
5) l’immagine della sepoltura lacrimata è molto “romantica” ribadita dall’acqua e dai salici ma qui è il ricordo di Napoleone (padre) che sarà custodito (perchè prezioso ammirato) dal Bel Mazzo di Rose


ASCOLTA “An beinsin luachra” Crubeen la melodia al tih whistle

ASCOLTA “Bonaparte’s Retreat”, Aly Bain



Green Linnet è il soprannome con cui veniva chiamato Napoleone Bonaparte, deriva da un tipo di cardellino tra i più diffusi in Europa il verdone (o verdello detto anche fanello verde) dal colore dominante verde-oliva. In Irlanda la figura di Napoleone è stata trasfigurata in quella dell’eroe che avrebbe liberato gli Irlandesi dal dominio inglese.

Così scrive Vic Gammon nel suo articoloThe Grand Conversation:Napoleon and British Popular Balladry: “The Green Linnet survived in oral tradition in Ireland but it was issued as a broadsheet by the most important London ballad printer of the first half of the nineteenth century, James Catnach of Seven Dials, and is also recorded in the logbook of the whaling ship Cortes in 1847.  Gale Huntington has called it ‘another true lament for the loss of the great hope that the Irish had in Napoleon’. In the ballad Napoleon is symbolized as ‘The Green Linnet’ (an interesting look backwards to Jacobite songs which portrayed the Bonnie Prince Charles in bird form), he is seen as the reliever of the oppressed with the Goddess of freedom on his side.” e alla fine del suo articolo conclude ” I find it hard to explain why this image of Napoleon was so persistent and perhaps I should leave it as a matter for debate.  Some may have seen Napoleon as a radical hero, the defender of the Revolution of progress and liberation, others may simply have been impressed with the epic and heroic quality of his story.  A whole range of responses is possible. What is not in doubt is the amazing contrast between the propaganda pumped out in ballad form during the French Wars and those songs which survived the test of time in popular memory.  The wartime propaganda sought to denigrate and vilify Napoleon, ‘the little Corsican’, ‘the Corsican Monster’ whose murdering trade amounted to no more than ‘rape, plunder, fire and slaughter’. Such material showed little ability to survive in popular tradition.  The lingering memory, so totally differently kept alive by a Horsham shoemaker and a Winterton fisherman among countless others, was of ‘that hero bold’, of ‘brave Napoleon’ and of ‘Bonaparte, the Frenchman’s pride’.


In effetti il mito di Napoleone racchiude due aspetti contrastanti dell’eroe romantico per eccellenza “La figura di Napoleone infatti era considerata una delle più controverse della storia europea e intorno ad essa si alternavano elogi e critiche: gli elogi per il soldato ambizioso che, grazie al suo genio era riuscito a raggiungere le più alte vette del potere e diffondere in tutta Europa le idee innovatrici della Rivoluzione francese, mentre le critiche si rivolgevano al conquistatore sanguinario che aveva riempito il continente di campi di battaglia e istaurato un regime di stampo dittatoriale. Ammirato o detestato, eroe o mostro Napoleone era comunque ritenuto un essere d’eccezione che andava oltre il personaggio storico per diventare un mito da cui scaturivano due concezioni opposte note come légende dorée e légende noire.
La légende dorée quella che vedeva in Napoleone l’eroe vittorioso, portatore in Europa degli ideali umanitari di libertà e giustizia della Rivoluzione francese, era nata durante la prima campagna d’Italia e aveva assunto un carattere carismatico negli anni dell’Impero alimentata dalla propaganda ufficiale che si serviva di tutte le forme comunicative dell’epoca, dall’arte all’architettura, dalla diplomazia alla letteratura condizionando la libertà creativa degli artisti e asservendo la stampa al potere.
Parallelamente nasceva una légende noire alimentata dagli avversari politici e dalle madri dei soldati caduti in guerra, condivisa da molti dopo la disfatta di Waterloo e il crollo dell’Impero per le umiliazioni e le gravi perdite umane ed economiche che ne erano conseguite e delle quali era ritenuto responsabile Napoleone.

L’esilio, i cento giorni e infine la morte solitaria e ingloriosa a Sant’Elena, avevano colpito l’opinione pubblica come pure la pubblicazione del famoso Mémorial de Sainte-Hélène nel quale Napoleone raccontava la sua prigionia, rievocava le sue imprese e giustificava il suo operato.
.. dopo la morte di Napoleone, la légende dorée aveva acquistato immediatamente un nuovo slancio, favorita oltre che dal tragico e commovente epilogo di una vita eccezionale anche dalla crisi economica e dall’instabilità politica che avevano caratterizzato, in Francia, i primi anni della Restaurazione e che facevano rivalutare, in positivo, gli anni dell’impero. Inoltre, come si è detto, tra gli anni venti e trenta, Napoleone era diventato il modello dell’eroe romantico e veniva celebrato e rimpianto dalla generazione degli scrittori affetti dal mal du siècle, che aveva conosciuto i fasti dell’Impero e ora soffriva per lo stridente contrasto tra i grandi eventi del passato e il vuoto del presente..
La morte prematura dell’unico figlio di Napoleone nel 1832 e, otto anni dopo, il ritorno in patria delle ceneri dell’imperatore furono due avvenimenti che suscitarono grande commozione ma, nella seconda metà del secolo, con l’ascesa al potere di Napoleone III, la légende noire tornò a prevalere a causa dell’inevitabile parallelismo tra i due imperatori:entrambi si erano imposti con un colpo di Stato, diventando liberticidi ed provocando con la loro caduta un’invasione straniera, motivo per cui una nuova ondata di odio si è abbattuta sulla stirpe dei Bonaparte.
La sconfitta di Sédan e la conseguente perdita dell’Alsazia e della Lorena hanno avuto successivamente l’effetto di risvegliare nel popolo francese un desiderio di rivincita e solo il ricordo di colui che per ultimo, in passato, era riuscito a piegare la potenza militare prussiana poteva infondere coraggio a una generazione che si sentiva profondamente umiliata. Sul finire del secolo si è assistito quindi a un ritorno della légende dorée e l’epopea napoleonica è stata riconsiderata con nostalgia da quanti speravano che la Francia potesse riacquistare la grandeur perduta.(tratto da qui)


marialuisa-JeanBaptisteIsabeyLa ballata è stata composta probabilmente dopo la morte di Napoleone (1820) e l’uccello canterino, curiosamente, diventa il simbolo del nazionalismo irlandese.
Franke Harte (in Franke Harte & Donal Lunny, “My Name is Napoleon Bonaparte”) così commenta: “The Irish have throughout history attributed the names of animals, and of birds in particular, to their various leaders… During the Jacobite period the Stuart Pretender was known as the ‘Royal Blackbird’, Dan O’Connell was known as the ‘Kerry Eagle,’ and Charles Stewart Parnell was known as the ‘Blackbird of Avondale;’ so that it would not be strange for an Irish singer to find Napoleon Bonaparte referred to as the ‘Royal Eagle,’ or as in this song, the ‘Green Linnet.'”

La melodia è una vecchia aria irlandese ‘Ulachan dubh-O’, (in inglese ‘The Song of Sorrow’) su cui lo stesso Thomas Moore ha composto la sua canzone ‘Weep on, weep on, your hour is past’, perfetta come lament per la perdita della grande speranza irlandese coltivata sulla figura di Napoleone. La canzone oltre che ad essere tramandata nella tradizione orale in Irlanda è comparsa in stampa su vari broadsides in Inghilterra a metà dell’Ottocento con il titolo Maria Louisa’s lamentation.

ASCOLAT la melodia Jimmy O’Brien Moran, uilleann pipes
ASCOLTA Martin Simpson

Curiosity led a young native of Erin,
To view the gay banks of the Rhine,
Where an Empress(1) he saw and the gold that she was wearing
All over with diamonds did shine.
No goddess in splendour was ever yet seen,
To equal this fair maid so mild and serene,
In soft accents she cried, “O my linnet so green,
Sweet Boney(2), will I e’er see you more?”
The cold frosty Alps you did freely pass over
Which nature had placed in your way
At Marengo Bellona(3) around you did hover
All Paris rejoiced the next day
It grieved me the hardships you did undergo
The mountains that you travelled all covered with snow
But the balance of power(4) your courage laid low
Sweet Boney, will I ne’er see you more
The crowned heads of Europe they were in great splendour
And they swore they would have you submit
But the goddess of freedom soon had them surrender
And they lowered their standards to your wit
Old Frederik’s(5) colours to France he did bring
His offspring found shelter under your wing
That year at Vienna you so sweetly did sing
Sweet Boney, will I ne’er see you more
What numbers of men there were eager to slay you
Their malice you viewed with a smile
Their gold through all Europe was found to betray you
They joined with the Mamelukes on the Nile
Like ravenous vultures their vile passions did burn
The orphan they slew and caused the widow to mourn
But my linnet he is gone and he never will return
Sweet Boney, will I ne’er see you more
I have roamed through the deserts of wild Abyssinia
And could yet find no cure for my pain
I will go and enquire at the isle of Saint Helena
But soft whispers murmer ” ‘tis vain ”
Come tell me ye muses, come tell me in time
What nations I must rove my green linnet to find
Was he slain at Waterloo in France or on the Rhine?
No he’s dead on St Helena’s bleak shore
La curiosità ha condotto un giovane irlandese, a visitare le gioiose rive del Reno dove vide un’Imperatrice(1) che indossava oro e diamanti che spendevano tutt’intorno.
Nessuna dea è stata mai vista in tale splendore
da eguagliare questa bella fanciulla così mite e serena
che si lamentava con toni dolci “O mio fanello così verde,
piccolo Bonaparte(2), ti vedrò ancora?”
Hai valicato liberamente le gelide e fredde Alpi
che la Natura ha posto sulla tua strada, quando
hai superato Marengo Bellona(3), tutta Parigi si rallegrò il giorno dopo. Mi hanno addolorato i patimenti che hai subito,
le montagne che hai passato tutte coperte di neve
però “la politica dell’equilibrio”(4) il tuo coraggio prostrò
piccolo Bonaparte, non ti vedrò mai più
Le teste coronate d’Europa erano in grande splendore
e giurarono che ti avrebbero sottomesso
ma alla dea della libertà presto si arresero
e abbassarono il loro livello alla tua volontà.
I colori del vecchio Federico(5) in Francia lui fece portare,
la sua progenie ha trovato rifugio sotto la tua ala,
quell’anno a Vienna così dolcemente cantasti
Piccolo Bonaparte non ti vedrò mai più
Un gran numero di uomini erano desiderosi di ucciderti
hai guardato alla loro malvagità con un sorriso,
hanno raccolto il loro oro per tutta Europa per tradirti,
si sono alleati con i Mamelucchi sul Nilo
come avvoltoi famelici le loro vili passioni si bruciavano,
uccisero l’orfano e fecero piangere la vedova,
ma il mio fanello è andato e non ritornerà mai più Piccolo Bonaparte non ti vedrò mai più
Ho vagato per i deserti della selvaggia Abissinia
e tuttavia non ho potuto trovare ristoro per la mia pena
andrò a informarmi all’isola di Sant’Elena ma piano mormora la voce “è inutile”
Venite a dirmi voi Muse, venite a dirmi in tempo
in quale nazione devo cercare per trovare il mio verdone:
è stato ucciso a Waterloo in Francia o sul Reno?
“No è morto sulla spiaggia desolata di Sant’Elena”

1) anche se efficace come immagine dal punto di vista storico l’affetto dell’austriaca Maria Luisa ovvero la seconda moglie di Napoleone (il quale aveva ripudiato al sua amata Giuseppina perchè non riusciva a dargli un figlio) era ben lontano dal vero. La donna, appena diciottenne, nel 1810 venne data in sposa a Napoleone, per suggellare la pace di Vienna tra Francia e Austria e durante l’esilio di Napoleone all’Isola d’Elba preferì tornare alla corte di Vienna con il figlio, dimostrando sempre fedeltà alla famiglia degli Asburgo. E’ più probabile che tale donna sia la personificazione dell’Irlanda
2) Sweet Boney= il piccolo Boney, Napoleone
3) la famosa battaglia di Marengo vinta dalle truppe napoleoniche nel giugno del 1800 si svolse a Spinetta Marengo (una battaglia iniziata con un attacco a sorpresa che sembrava favorevole alle truppe austriache). Non è ben chiaro il riferimento alla specifica località orse un refuso per Bosco Marengo? E’ un piccolo paese in provincia di Alessandria, la proloco di Bosco Marengo così scrive “Si narra che Napoleone sia passato a Bosco ma per visitare la chiesa di Santa Croce, fatta edificare da papa Pio V, e portare in Francia qualche ricordino. non risulta da nessuna parte che quì si sia svolta una battaglia, la zona invece interessata si estendeva da Spinetta al tortonese”
Bellona= non riesco a capire a cosa si riferisca il termine forse sta per bella o è un fraintendimento di Bosco? In alcune versioni è scritto come Beltona probabilmente un refuso. Una città di Bellona si trova nei pressi di Capua
4) il balletto delle grandi potenze europee del tempo (Francia, Gran Bretagna, Austria, Prussia e Russia) consisteva in alleanze di comodo per impedire che una sola nazione potesse conquistare l’egemonia, così l’amico di oggi era il nemico di ieri in nome della politica dell’equilibrio

5) Federico II era il duca regnante del Württemberg occupato nel 1800 dalle truppe francesi di Napoleone