Kelpie: water shapeshifter of the Celtic folklore

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In the most placid rivers of Ireland and in the dark depths of the Scottish lakes live water demons, fairy creatures, that feed on human flesh: they are “kelpie”, “each uisge” (in English water-horse), “eich- mhara “(in English sea horse); to want to be picky kelpie lives preferably near the rapids of the rivers, fords and waterfalls, while each uisge prefers the lakes and the sea, but kelpie is the most used word for both. Similar creatures are also told in Norse legends (Bäckahästen, the river horse) – and Germanic (nix in the form of fish or frog). (first part)

Liiga Klavina Kelpie

KELPIE: WATER SHAPESHIFTER

In the time of the myth it was believed that there was a certain symmetry between the terrestrial creatures and those of the waters, so men and women were the newts and the mermaids, while among the marine animals there was the horse with the fish tail. It sleeps in solitary ponds or in the sea, is shown on the banks of rivers and lakes, and although its reign is the aquatic one, the kelpie can take the form of a beautiful horse (sometimes with a white mantle sometimes with a black mantle) but also of a beautiful boy or of a lovely girl.

a Kelpie in the form of a maiden

FAIRY LOVERS

Being a solitary creature, Kelpie is often looking for a partner who is described as a “leannan-sith” (a fairy-lover). Mary Mackellar in her essay ‘The Shieling: Its Traditions and Songs‘ writes of the many enchanted seductions to the summer pastures, when shepherds carried sheep on the highlands, going to live for the whole season in the isolated huts (shielings) next to rivers and ponds. The only way to distinguish the shapeshifters when they took the form of a young boy or a girl was to comb their hair: if sand and algae were caught in the comb it was a kelpie!

LOCH GARVE’s KELPIE

In some legends the kelpie is described as a solitary crature that to find a partner, it abducts a young woman: the kelpie is considerate and kind to her, and while keeping her prisoner, tries to comfort her. This one comes from the land of Clan Mackenzie and concerns the kelpie who lives in Loch Garve (Inverness)

“There’s a spot at the eastern end of Loch Garve, ye ken,” [Rupert] said, rolling his eyes around the gathering to be sure everyone was listening, “that never freezes. It’s always black water there, even when the rest o’ the loch is frozen solid, for that’s the waterhorse’s chimney.”
The waterhorse of Loch Garve, like so many of his kind, had stolen a young girl who came to the loch to draw water, and carried her away to live in the depths of the loch and be his wife. Woe betide any maiden, or any man, for that matter, who met a fine horse by the water’s side and thought to ride upon him, for a rider once mounted could not dismount, and the horse would step into the water, turn into a fish, and swim to his home with the hapless rider still stuck fast to his back.

(From OUTLANDER by Diana Gabaldon, chapter 18, “Raiders in the Rocks”. Copyright© 1991 by Diana Gabaldon. All rights reserved.)

With the passing of time in Scotland the kelpie has become however a monster of the waters as the infamous Nessie of the Loch Ness.

THE WATER DEMON

The Kelpie is considered an evil creature a kind of demon that hunts victims to seduce and drown (and devour) them in the abyss (a memory of ancient sacrifices to the spirits of the waters?) So popular wisdom first recommended not to climb incautiously on the back of a lonely horse (because once we climbed on a kelpie there is no possibility of going down) and secondly if we have climbed and we are going to end up dragged in the deep water, we have to look for bridles to tame it (easier said than done naturally).

THE WATER FAIRES

416px-Stromkarlen_1884
Nix of german river

The equivalent in Germanic folklore is nix or nixie (depending on whether male or female) of which the kelpie is one of the possible incarnations: the nix is shown in the form of frog or toad or small fish or a strange fish to human form. Wanting to make a distinction between Kelpie and Nix we can say that the first prefers to attract the victims in the form of a horse to get them on the back and carry them to the abyss; the second instead attracts them in human form with sweet melodies (they are sirens / nymphs with a beautiful singing or mermen skilled musicians)

Liga Kļaviņa
Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestARCHIVE
Skye Water Kelpie’s Lullaby
Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich
Òran Tàlaidh An Eich-Uisge
A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan
Cronan na Eich-mhara
Song of the Kelpie
Up, ride with the kelpie

Sourses
http://novelpointsofview.blogspot.it/2016/02/valentines-not-just-for-february_11.html
http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/

Il Kelpie mutaforma acquatico del folklore celtico

Read the post in English

Nei fiumi più placidi d’Irlanda e nelle profondità oscure dei laghi scozzesi vivono dei demoni acquatici, creature fatate mutaforma, che si nutrono di carne umana: sono “kelpie“, “each uisge” (in inglese water-horse),  “eich-mhara” (in inglese sea horse), cavalli d’acqua e del mare; a voler essere pignoli il kelpie vive preferibilmente nei pressi delle rapide dei fiumi, dei guadi e delle cascate, mentre l’each uisge preferisce i laghi e il mare, ma kelpie è la parola più usata per entrambi. Di creature analoghe si narra anche nelle leggende norrene (Bäckahästen, il cavallo di fiume)- e germaniche (nix sotto forma di pesce o di rana). (prima parte)

Liiga Klavina Kelpie

IL KELPIE: MUTAFORMA DELLE ACQUE

Nel tempo del mito era convinzione che esistesse una certa simmetria tra le creature terrestri e quelle delle acque, così uomini e donne erano i tritoni e le sirene, mentre tra gli animali marini non mancava la figura del cavallo con la coda di pesce. Dorme negli stagni solitari o in mare, si mostra sulle rive dei fiumi e dei laghi, e benchè il suo regno sia quello acquatico, il kelpie può assumere le sembianze di un bellissimo cavallo (a volte dal manto candido a volte dal manto nero) ma anche di bel ragazzo o d’amabile fanciulla.

un Kelpie in sembianze di fanciulla

AMANTI FATATI

Essendo una creatura solitaria, il Kelpie  è spesso in cerca di un compagno/compagna e viene descritto come un “leannan-sith” ovvero una “fata-amante”. Mary Mackellar nel suo saggio ‘The Shieling: Its Traditions and Songs’ (Gaelic Society of Inverness 1889 qui) scrive delle molte seduzioni fatate ai pascoli estivi, quando i pastori portavano le pecore sugli altopiani, andando a vivere per tutta la stagione nelle isolate malghe (shielings) accanto a fiumi e laghetti. L’unico modo per distinguere i mutaforma quando prendevano le sembianze di un giovanetto o di una fanciulla era quella di pettinare i loro capelli: se sabbia e alghe restavano impigliate nel pettine si trattava di un kelpie!

IL KELPIE DI LOCH GARVE

In alcune leggende il kelpie è descritto come una cratura solitaria che per mettere su famiglia, rapisce una giovane donna, eppure è premuroso e gentile con lei, e pur tenendola prigioniera, cerca di confortarla. Questa viene dalla terra del Clan Mackenzie e riguarda il kelpie che abita nel Loch Garve (dalle parti di Inverness)

Nel libro “La Straniera” di Diana Gabaldon troviamo questa versione della leggenda del Kelpie. “A quanto potei capire, questi esseri abitavano in qualunque tipo di massa acquatica, ed erano particolarmente frequenti nei fiordi e nei canali, benché molti vivessero dentro agli abissi dei lochs. «C’è un punto, nell’estremità orientale di Loch Garve», disse, spostando lo sguardo tra i vari membri del gruppo per accertarsi che tutti lo stessero ascoltando, «che non gela mai. L’acqua lì è sempre nera, anche quando il resto del loch è tutto ghiacciato: si tratta infatti del comignolo del cavallo d’acqua.» Quello di Loch Garve, come molti altri della sua razza, aveva rapito una fanciulla che era venuta al loch ad attingere acqua, e se l’era portata con sé in fondo agli abissi perché gli facesse da moglie. Qualunque donna, o uomo se è per questo, provi il desiderio, dopo aver trovato un bel cavallo in riva al lago, di salirgli in groppa, andrà incontro a parecchi guai, perché una volta montato il cavaliere non potrà più scendere; a quel punto il cavallo si tufferà in acqua, si trasformerà in un pesce e nuoterà fino alla sua dimora con lo sventurato cavaliere saldamente attaccato al dorso. «Orbene, una volta sott’acqua il cavallo avrà solo denti da pesce», disse Rupert, ondulando il palmo per imitare il movimento delle pinne, «e si nutre di lumache, di alghe e di altri cibi freddi e bagnati. Ha il sangue gelido come l’acqua, e non gli serve nessun fuoco, mentre una donna umana ha bisogno di calore.» …«Dunque la moglie del cavallo d’acqua era triste e soffriva il freddo e la fame, nella sua nuova dimora subacquea, non piacendole granché le lumache e le alghe che lui le serviva per cena. Così il cavallo, essendo di buon cuore, si recò sulla riva del loch vicino alla casa di un uomo che aveva fama di essere un bravo capomastro. E, quando l’uomo scese giù al fiume e vide il bell’animale dorato con le briglie d’argento che risplendevano al sole, non poté resistere alla voglia di montargli in sella. «Naturalmente il cavallo si tuffa in acqua e lo porta fino alla sua dimora fredda e viscida negli abissi. A quel punto dice al capomastro che se vuol tornare in libertà dovrà costruire un bel caminetto, con tanto di comignolo, in modo che sua moglie possa avere un fuoco dove scaldarsi le mani e friggere il pesce.» «Così il capomastro, non avendo altra scelta, fece come gli era stato chiesto. E il cavallo mantenne la promessa: lo riportò sulla riva vicino a casa sua. Fu così che la moglie del cavallo d’acqua poté starsene al calduccio, tutta contenta, con grande abbondanza di pesce fritto per cena. Dunque l’acqua non gela mai, all’estremità orientale di Loch Garve, perché il calore del comignolo del cavallo d’acqua scioglie il ghiaccio. » (Pag.317)

Con il passar del tempo in Scozia il kelpie è diventato tuttavia un mostro delle acque come il famigerato Nessie del Loch Ness.

IL DEMONE ACQUATICO

Più spesso il Kelpie è considerata una creatura malvagia una sorta di demone che va a caccia di vittime da sedurre e far annegare (e divorare) negli abissi (un ricordo di antichi sacrifici agli spiriti delle acque?) Così la saggezza popolare raccomandava per prima cosa di non salire mai incautamente in groppa ad un cavallo solitario (perchè  una volta saliti su un kelpie non c’è più possibilità di scendere) e per seconda cosa se proprio ci siamo saliti e stiamo per finire trascinati nelle acque profonde, di cercare le briglie per domarlo (più facile a dirsi che a farsi naturalmente).

I FOLLETTI ACQUATICI

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Nix del fiume

Il corrispettivo nel folklore germanico è il nix o nixie (a secondo se di sesso maschile o femminile) di cui il kelpie è una delle possibili incarnazioni: il nix si mostra nella forma di rana o rospo o di piccolo pesce o di uno strano pesce a forma umana. Volendo fare un distinguo fra Kelpie e Nix possiamo affermare che il primo preferisce attirare la vittima sotto forma di cavallo per farla salire in groppa e trasportarla negli abissi il secondo invece l’attira in forma umana con dolci melodie (sono sirene/ninfe dal bel canto o tritoni abili musicisti).

Liga Kļaviņa
Theodor_Kittelsen_-_Nøkken_som_hvit_hestARCHIVIO CANTI
Skye Water Kelpie’s Lullaby
Dh’èirich mi moch, b’ fheàrr nach do dh’èirich
Òran Tàlaidh An Eich-Uisge
A Mhór, a Mhór, till ri d’ mhacan
Cronan na Eich-mhara
Song of the Kelpie
Up, ride with the kelpie

FONTI

http://novelpointsofview.blogspot.it/2016/02/valentines-not-just-for-february_11.html
http://www.apjpublications.co.uk/skye/poetry/collect21.htm http://www.romanticamentefantasy.it/emozioni-in-tartan-leggenda-kelpie/ http://fairyroom.com/2013/03/bad-fairy-nixie/

The Grey Silkie of Sule Skerry

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5494853578_b8a653b169Selkie / silkie / Selchie are the dialectal terms with which in Scotland and Ireland the shapeshifting creatures of sea are called; derive from selich, the Scottish archaic word for  gray seal of the oceans and the Atlantic seas: they are guardians of the sea, seal in the sea and man on earth.

ALL ABOUT SELKIE see here

The power of shapeshifters seems to be contained in their mantle (seal skin), selkies can no longer transform themselves without it and are forced to remain human. This condition is understood in a negative way, a sign of a lack or deprivation, as if the skins of Selkie there were also their soul.
Some researchers wanted to see the origin of the legend in the Finfolk, ( probably the Sami people) Scandinavian men who arrived on the islands and on the coast of Scotland aboard their leather kayaks, while gradually they were advancing at sea their canoe had absorbed water and  sank until only part of their trunk it could be seen.

Both male and female, they are described in their human form as beautiful creatures (long hair and big dark eyes, agile limbs), docile but at the same time endowed with seductive power. The legend says that to reproduce a selkie-male must be in human form and transmit his power to descendants: when his child is weaned on dry land, the selkie will return from the sea. Once when the infant mortality rate was very high, only children over the age of seventh could be considered out of danger and it was at the end of the seventh year that the selkie returned to take his child.
Selkie males were invoked by girls in search of lovers, pouring seven tears in the tide, while sailors were attracted to the female selkie who tried to take as their brides.

Selkie by Maryanne Gobble

THE GREAT SELKIE OF SULE SKERRY

The best known of the Orkney ballads, also known as The Gray Silkie of Sule Skerry, it tells of a selkie living on the rocky cliff of Sule. Skerry derives from the Norse “sker” which means rock in the sea .
The ballad was also collected by professor Child ( # 113).

tumblr_loialeB04U1r04h5zo1_500A young girl has a child from an unknown man who turns out to be a selkie: man on earth, seal at sea whose dwelling is the rocks of Sule. After seven years the sea creature returns to claim his son, giving him a chain of gold, and the mother lets him go.
She after some time gets married with a hunter who trades with animal skins. One day he returns home with the skins of two seals he had killed to give them to his wife: one was of an old gray seal, the other of a young seal with a golden chain around his neck! She dies, overwhelmed by the pain of this vision: her heart breaks or she chooses to follow selkie and son throwing herself into the sea to prevent the prophecy from coming true.

SELKIE PROPHECY

The enchantment of the story lies in particular in the narrative choice: the story is often described as in a nocturnal dream in which a man who claims to be silkie and father of the child, appears almost magically and, next to the cradle of the newborn as in fairy godmothers of fairy tales, he traces child’s destiny.

TWO TUNES

A first melody, which was shot in the folk revival of the 70s, it was written by the American James Waters in 1954 (popularized by Joan Baez); another melody is instead traditional and it was collected in 1938 by Otto Anderson from the voice of John Sinclair of the island of Flotta and transcribed in notation.

JAMES WATERS TUNE

A funeral lament in a lullaby form.

Castelbar  (I, II, IV, V, III, VI, VII, I)

Very intense version of Steeleye Span from Cogs, Wheels and Lovers, 2009, Maddy Prior and Peter Knight

Cécile Corbel ( I, II, IV as refrain, III, V, VI)

Seriouskitchen (Nick Hennessey, Vicki Swan and Jonny Dyer ) live: magic instruments, beautiful voices, intense expressiveness

I
An earthly nurse (1) sits and sings,
And aye, she sings by lily wean,
“And little ken (2) I my bairn (3)’s father,
Far less the land where he dwells in.
II
For he came one night to her bed feet (4),/And a grumbly (5) guest, I’m sure was he,/Saying, “Here am I, thy bairn’s father,/Although I be not comely.”
III
He had ta’en a purse of gold/And he had placed it upon her knee/ Saying, “Give to me my little young son,/And take thee up thy nurse’s fee.”
IV
“I am a man upon the land,
I am a silkie on the sea,
And when I’m far and far frae land,
My home it is in Sule Skerrie.”
V
“And it shall come to pass on a summer’s day,/When the sun shines bright on every stane,/I’ll come and fetch my little young son,/And teach him how to swim the faem.”
VI
“Ye shall marry a gunner good/And a right fine gunner I’m sure he’ll be,/And the very first shot that e’er he shoots/Will kill both my young son and me.”
VII
“Alas! Alas! this woeful fate!
This weary fate that’s been laid for me!”/And once or twice she sobbed and sighed/and she joint to a sun and grey silkie (6)

NOTES
1) nourris = nurse
2) ken = know
3) bairn = child
4) bed fit = foot of the bed
5) grumly = strange, scary but also sad
6) or: And her tender heart did break in three

Angelo Branduardi in Il Rovo e la Rosa 2013
Lyrics: Luisa Zappa
Tune: James Waters

traditional tune

LINK
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
http://www.orkneyjar.com/folklore/selkiefolk/sulesk.htm
http://thawinedarksea.blogspot.it/2010/04/selkie-pallawah-skin.html
http://www.orkneyjar.com/folklore/finfolk/index.html
https://japanesemythology.wordpress.com/study-notes-investigating-sealkins-selkies-and-sea-goddess-folklore/
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/greatsilkieofsuleskerry.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31375
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch113.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-113-great-silkie-of-sule-skerry.aspx
http://bestoflegends.org/fairy/selchies.html
http://fiabesca.blogspot.it/2013/06/acque-settentrionali-le-storie-della.html

The Water o’ Wearie’s Well

In the variant of the ballad “Lady Isabel and the Elf Knight“, version B (Child ballad # 4B), the Elf- Knight becomes a spirit of water, a shapeshifter creatures that could appear under the guise of a horse or a young man / maiden.
With his magic harp (instead of the horn in version A) he casts the spell of sleep on the inhabitants of the castle in order to kidnap the princess. Straddling a dark steed, the two come to a stream (or a pond) called Wearie’s Well. Here the knight orders the princess to plunge herself into the water and then to let herself drown, just as seven other princesses had done before her.
Nella variante della ballata  “Lady Isabel and the Elf Knight”, versione B (Child ballad #4B), il Cavaliere degli Elfi diventa uno spirito dell’acqua, creature muta-forma che potevano apparire sotto le sembianze di cavallo oppure di giovane uomo/fanciulla.
Così è con l’arpa magica (invece del corno nella versione A) che la creatura fatata getta l’incantesimo del sonno sugli abitanti del castello per poter rapire la fanciulla. A cavallo di un oscuro destriero, i due giungono ad un corso d’acqua chiamato Wearie’s Well. Qui il cavaliere ordina alla principessa di immergersi nell’acqua e poi di lasciarsi affogare, proprio come avevano fatto altre sette principesse prima di lei.

But it will be the shapeshifter to die (ritual death): she enchants him with a kiss and drags him down into the water, drowning him. The question arises spontaneously, how can a water fairy drown?!
Ma a morire sarà il mutaforma (morte rituale):  lei lo incanta con un bacio e lo trascina giù nell’acqua, affogandolo.
Sorge spontaneo chiedersi, come può una creatura dell’acqua affogare?! 

Wearie’s Well

The place where the Wells of Wearie are located is not easy to find today, having been destroyed during the construction of the railway line that passes at the foot of Arthur’s Seat, (one of the Seven Hills of Edinburgh)
La località in cui si trovano i Wells of Wearie non è oggi facile da individuare essendo andati distrutti durante la costruzione della linea ferroviaria che passa ai piedi all’Arthur’s Seat, (uno dei Sette colli di Edimburgo)
The Wells of Wearie were one of nearly a dozen sacred and healing wells surrounding legendary Arthur’s Seat at the edge of Edinburgh, and whose waters were also said to have supernatural properties.  Shown on James Kirkwood’s 1821 map of Edinburgh  as the ‘Well of Wery’, this curiously named site was renowned in earlier centuries as an excellent water supply for the local people — “to cure the weary traveller” for one.  Today, all we have left of them are the small ponds immediately below the road, next to the converted railway line path, just as you come out of the long tunnel. (from here)
I Wells of Wearie erano uno della dozzina di pozzi sacri e curativi che circondano il leggendario Arthur’s Seat ai margini di Edimburgo e le cui acque erano considerate soprannaturali. Segnato sulla mappa di Edimburgo di James Kirkwood nel 1821 come ‘Well of Wery’, questo sito dal nome curioso era famoso nei secoli precedenti come un eccellente rifornimento idrico per la popolazione locale – e anche “per alleviare il viaggiatore stanco”  . Oggi, tutto quello che è rimasto sono dei piccoli stagni immediatamente sotto la strada, accanto al sentiero della linea ferroviaria, quando si esce dal lungo tunnel.

The Arthur’s Seat is one of the legendary sites where the sleeping King Arthur his awakening, according to others this was the site of the legendary Camelot. Its shape vaguely recalls a huddled lion.
La montagnola soprannominata “Il trono di Artù” (in inglese Arthur’s Seat) è uno dei siti leggendari in cui il dormiente re Artù attende il suo risveglio, secondo altri questo era il sito della leggendaria Camelot. La sua sagoma richiama vagamente un leone rannicchiato. 

Tony Cuffe in Sae Will We Yet, 2003


There came a bird (1) oot o a bush
On water for tae dine
An sighing said this lady fair
“oh woe’s this heart o mine!”
And he’s ta’en a harp(2) intae his had
And he’s harped them all asleep
Except it was the King’s daughter
Who a wink couldna get 
And he’s mounted on his berry-brown steed
Ta’en her behind himsel’
And on they rode to that water
That they call Wearie’s Well(3)
“Wide in, wide in, my lady fair
Nae harm shall ye befa’
For oftimes hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very first step that she stepped in
She stepped in unto the knee
And sighing said this lady fair
“This water’s nae for me”
“Wide in, wide in, my lady fair
Nae harm shall ye befa’
For oft times hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very next step that she stepped in
She stepped in to the chin
And crying said this lady fair
“I fear I’m too far in!”
“Seven King’s daughters have I drowned here
At the water o Wearie’s Well
And I’ll mak ye the eighth o them
And I’ll ring the common bell(4)”
“If I am standing here, she said,
This dowie death tae dee
A kiss from o yer comely lips
I’m sure would comfort me”
So he’s mounted ower his saddle bow
To kiss her cheek and chin
And she’s ta’en him in her airms twa
And she’s thrown him headlong in
“Seven King’s daughters have ye drowned here
At the water o Wearie’s Well
I’ll make ye bridegroom tae them all
And I’ll ring the bell myself”
English translation Cattia Salto
There came a bird out o a bush
On water for to dine
An sighing said this lady fair
“oh woe’s this heart of mine!”
And he has taken a harp into his had
And he has harped them all asleep
Except it was the King’s daughter
Who a wink couldna get 
And he’s mounted on his berry-brown steed
Taken her behind himself
And on they rode to that water
That they call Wearie’s Well
“Walk in, walk in, my lady fair
No harm shall you befall
For oftimes have I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very first step that she stepped in
She stepped in unto the knee
And sighing said this lady fair
“This water is no for me”
“Walk in, walk in, my lady fair
No harm shall you befall
For oft times hae I watered my steed
At the water o Wearie’s Well”
And the very next step that she stepped in
She stepped in to the chin
And crying said this lady fair
“I fear I’m too far in!”
“Seven King’s daughters have I drowned here
At the water o Wearie’s Well
And I’ll make you the eighth of them
And I’ll ring the common bell”
“If I am standing here, she said,
This sad death to die
A kiss from your comely lips
I’m sure would comfort me”
So he’s mounted over his saddlebow
To kiss her cheek and chin
And she’s taken him in her airms two
And she’s thrown him headlong in
“Seven King’s daughters have you drowned here/ At the water o Wearie’s Well
I’ll make you bridegroom to them all
And I’ll ring the bell myself”

NOTE
1) once some birds were carrying bad news. For example the English fishermen believed that the curlews announced a shipwreck and death when they stooped and rose on the coast weeping sadly; as well as that the cormorants and the gulls on the rocks are waiting for the souls of the fishermen who died at sea to torment the living.
un tempo molti uccelli erano portatori di cattive notizie. Ad esempio i pescatori inglesi ritenevano che i chiurli annunciassero naufragio e morte quando si abbassavano e alzavano sulla costa piangendo tristemente; come pure che i cormorani e i gabbiani fossero sugli scogli in attesa delle anime dei pescatori morti in mare per tormentare i viventi.
2) the harp is a magical instrument used by fairy creatures and bards see [l’arpa è uno strumento magico per eccellenza utilizzato da creature fatate e bardi per i loro incantesimi vedi]
3) the well is located south-west of Arthur’s Seat the hill east of Edinburgh, according to the etymologist it could be translated as “Devil pond”, but also “Well of Laments” or “Well of Wonders”. A Jacobite song called “Bonnie Wells o’Wearie” commemorates this location near Duddingston Loch
[il pozzo si trova a sud-ovest di Arthur’s Seat la collina ad est di Edimburgo, secondo l’etimologa si potrebbe tradurre come Pozzo del Diavolo, ma anche Pozzo dei lamenti oppure pozzo dei Desideri. Una canzone giacobita s’intitola Bonnie Wells o’Wearie proprio per commemorare questa località vicino a Duddingston Loch]
4) a bell was often placed in dangerous areas to sound the alarm and call people 
[una campana era spesso collocata nelle zone pericolose per suonare l’allarme e richiamare la gente]
traduzione italiano Cattia Salto
Là venne un uccello(1) fuori da un cespuglio
sull’acqua per pranzare
e sospirando disse questa bella dama
“O che dolore ho nel cuore!”
Ed egli prese un arpa(2) tra le mani
e li fece addormentare tutti
tranne la figlia del Re
che non riusciva chiudere occhio,
e lui montò sul suo destriero morello
facendola montare dietro
e cavalcarono verso l’acqua
detta Stagno dei Desideri(3)
“Al largo, al largo bella madamigella,
niente di male vi accadrà,
che assai spesso ho abbeverato il mio destriero
alle acque dello Stagno dei Desideri”
E con il primo passo che fece
lei si immerse fino al ginocchio
e sospirando disse questa bella dama
“L’acqua non fa per me”
“Avanti, avanti, bella madamigella
niente di male vi accadrà
che assai spesso ho abbeverato il mio destriero
alle acque dello Stagno dei Desideri”
E al passo successivo che fece
lei affondò fino al mento
e gridando disse questa bella dama
“Temo di essere troppo lontana (dalla riva)”
“Sette figlie di Re ho annegato qui
alle acque dello Stagno dei Desideri”,
ti farò l’ottava di esse
e suonerò la campana del paese(4)”
“Se sono qui -disse lei –
per fare questa morte in acqua,
un bacio dalle tue labbra belle
di certo mi daranno conforto”
Così lui si sporse dalla sella
per baciare la sua guancia e il mento
e lei lo prese tra le sue braccia
e lo gettò a testa in giù
“Sette figlie di re hai affogato qui
alle acque dello Stagno dei Desideri,
ti farò lo sposo di tutte loro
e suonerò la campana da me!”

The Grey Silkie of Sule Skerry

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5494853578_b8a653b169Selkie / silkie / Selchie sono i termini dialettali con cui in Scozia e Irlanda sono chiamate le creature del mare mutaforma; derivano da selich, vocabolo arcaico scozzese per la foca grigia degli oceani e i mari atlantici: sono i guardiani del mare, foca nel mare e uomo sulla terra.

LA SCHEDA vedi

Il potere dei mutaforma sembra essere contenuto nel mantello ovvero nella pelle di foca, senza di esso i selkie non riescono più a trasformarsi e sono costretti a restare umani. Questa condizione è intesa in modo negativo, segno di una mancanza o privazione, come se la pelle del selkie fosse anche la sua anima.
Alcuni ricercatori hanno voluto vedere l’origine della leggenda nei Fin Folk, (ovvero i finnar probabilmente il popolo sami) uomini scandinavi che arrivavano sulle isole e sulla costa della Scozia a bordo dei loro kayak di pelle e con la forza dei remi, man mano che avanzavano in mare la canoa assorbiva l’acqua e affondava fino a che si poteva vedere solo parte del tronco.

Di sesso sia maschile che femminile sono descritti nella loro forma umana come creature bellissime (lunghi capelli e grandi occhi scuri, agili membra), docili ma al contempo dotate di potere seduttivo. La leggenda dice che per riprodursi il selkie-maschio deve essere in forma umana e trasmetterà alla sua discendenza il suo potere: quando il bambino sarà svezzato sulla terra ferma, il selkie tornerà dal mare per portarlo con sé. Un tempo quando la mortalità infantile era molto alta, solo i bambini che superavano il settimo anno di età potevano essere considerati fuori pericolo ed è proprio allo scadere del settimo anno che il selkie ritornava a prendere il figlio.
Selkie maschi erano invocati dalle fanciulle in cerca di amanti versando sette lacrime nella marea mentre i marinai erano attratti dalle selkie femmina che cercavano di prendere come spose.

Selkie by Maryanne Gobble

THE GREAT SELKIE OF SULE SKERRY

La più nota delle ballate delle isole Orcadi, anche come The Grey Silkie of Sule Skerry, narra di un selkie che vive sulla scogliera rocciosa di Sule. Skerry deriva dal norreno sker che significa roccia nel mare e in italiano si traduce con scoglio.
La ballata è stata collezionata anche dal professor Child ( # 113).

tumblr_loialeB04U1r04h5zo1_500Una giovane fanciulla ha un figlio da un uomo sconosciuto che si rivela essere un selkie: uomo sulla terra, foca nel mare la cui dimora sono gli scogli di Sule. Dopo sette anni la creatura del mare ritorna per reclamare a sè il figlio, donandogli una catena d’oro, e la madre lo lascia andare.
La donna dopo qualche tempo si sposa con un cacciatore che commercia con le pelli di foca. Un giorno ritorna a casa con le pelli di due foche che aveva ucciso per donarle alla moglie: una era di una foca vecchia e grigia, l’altra di una giovane foca con al collo una catena d’oro! La donna sopraffatta dal dolore di tale visione muore: le si spezza il cuore oppure decide di seguire selkie e figlio gettandosi in mare per impedire che si avveri la profezia.

LA PROFEZIA DEL SELKIE

L’incanto della vicenda però risiede nella scelta narrativa: la storia è spesso descritta come in un sogno notturno in cui un uomo che si dichiara essere silkie e padre del bambino, appare quasi magicamente e, accanto alla culla del neonato come nelle fate madrine delle fiabe, ne traccia il destino.

LE MELODIE

La melodia abbinata e che è stata ripresa nel folk revival degli anni 70 è stata scritta dall’americano James Waters nel 1954 (la versione di Joan Baez per intenderci); un’altra melodia è invece tradizionale ed è stata raccolta nel 1938 da Otto Anderson dalla voce di John Sinclair dell’isola di Flotta e trascritta in notazione.

LA VERSIONE DI JOAN BAEZ

La melodia è stata composta da James Waters negli anni 1950 e resa popolare da Joan Baez, quasi un lamento funebre in forma di ninnananna.

Castelbar che hanno realizzato anche un mini-filmato,   molto evocativo. La sequenza delle strofe è: I, II, IV, V, III, VI, VII, I

Molto intensa la versione degli Steeleye Span in Cogs, Wheels and Lovers, 2009 Maddy Prior e Peter Knight

oppure la versione più pop di Cécile Corbel (strofe I, II, IV usata come ritornello, III, V, VI)

ed ecco la versione live dei Seriouskitchen (Nick Hennessey, Vicki Swan and Jonny Dyer )  magia degli strumenti, belle voci, intensità espressiva


I
An earthly nurse (1) sits and sings,
And aye, she sings by lily wean,
“And little ken (2) I my bairn (3)’s father,
Far less the land where he dwells in.
II
For he came one night to her bed feet (4),
And a grumbly (5) guest, I’m sure was he
Saying, “Here am I, thy bairn’s father,
Although I be not comely.”
III
He had ta’en a purse of gold
And he had placed it upon her knee
Saying, “Give to me my little young son,
And take thee up thy nurse’s fee.”
IV
“I am a man upon the land,
I am a silkie on the sea,
And when I’m far and far frae land,
My home it is in Sule Skerrie.”
V
“And it shall come to pass on a summer’s day,/When the sun shines bright on every stane,/I’ll come and fetch my little young son,/And teach him how to swim the faem.”
VI
“Ye shall marry a gunner good
And a right fine gunner I’m sure he’ll be,
And the very first shot that e’er he shoots
Will kill both my young son and me.”
VII
“Alas! Alas! this woeful fate!
This weary fate that’s been laid for me!”
And once or twice she sobbed and sighed
and she joint to a sun and grey silkie (6)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Una madre (1) mortale seduta, canta
e si, canta vicino al bambino pallido
“E ben poco so (2) del padre di mio figlio (3)
tanto meno della terra dove vive
II
che venne una notte ai piedi del letto (4) ed era un ospite ben strano (5)  e disse “eccomi qua, il padre di tuo figlio
anche se non sono bello da vedersi”.
III
Aveva preso una borsa d’oro
e gliela aveva posata sulle ginocchia
dicendo “Dammi il mio figlioletto,
e prendi la ricompensa per averlo allevato
IV
Io sono un uomo sulla terra,
e un silkie in mare
e quando sono lontano dalla terra
la mia dimora è lo scoglio di Sule.
V
Ed avverrà in un giorno d’estate, quando il sole splenderà lucente su ogni pietra, 
che verrò a prendere il mio figlioletto e gli insegnerò a nuotare nelle onde.
VI
E tu sposerai un buon cacciatore,
e sarà di certo un cacciatore dalla buona mira e al primo colpo che mai sparerà, ucciderà sia mio figlio che me”
VII
“Ahime! Ahime! Che destino doloroso
che tristo destino è stato predisposto per me!”
Una o due volte si lamenta e piange
poi si unisce al figlio e alla foca grigia (6).

NOTE
1) nourris = nurse qui tradotto nel senso della maternità
2) ken = know
3) bairn = child termine scozzese per bambino
4) bed fit = foot of the bed
5) grumly = strange significa strano, spaventoso ma anche triste
6) il verso più comunemente adottato è invece: And her tender heart did break in three

Angelo Branduardi in Il Rovo e la Rosa 2013 adattamento in italiano di Luisa Zappa sulla melodia di James Waters

SILKIE
I
Col suo bambino stretto al seno,
stava piangendo una fanciulla.
“Chi sia tuo padre non so più dire,
così remoto ora lui vive.”
II
Ma a notte fonda lui ritornò,
un’ombra scura che gemeva.
“Io sono il padre del tuo bambino,
benché non sia il benvenuto.
III
Io sono un uomo sulla terra,
io sono un Silkie nel mio mare.
Ma quando da te vado lontano
la mia dimora è Sule Skerrie.”

IV
Poi lui prese una borsa d’oro
e la depose ai suoi piedi.
“Tu ora dammi il mio bambino,
questa è la paga per le tue cure.
V
E quando poi verrà l’estate,
col sole ardente sulle pietre,
io prenderò il mio bambino
e nuoteremo tra le onde.
VI
Tu troverai un buon marito,
un buon fucile al suo fianco.
Ed io già so che al primo colpo,
ucciderà mio figlio e me.”
la versione tradizionale

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sule-skerry.htm
http://www.orkneyjar.com/folklore/selkiefolk/sulesk.htm
http://thawinedarksea.blogspot.it/2010/04/selkie-pallawah-skin.html
http://www.orkneyjar.com/folklore/finfolk/index.html
https://japanesemythology.wordpress.com/study-notes-investigating-sealkins-selkies-and-sea-goddess-folklore/
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/greatsilkieofsuleskerry.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=31375
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch113.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-113-great-silkie-of-sule-skerry.aspx
http://bestoflegends.org/fairy/selchies.html
http://fiabesca.blogspot.it/2013/06/acque-settentrionali-le-storie-della.html