Buain a’ Choirce (Reaping Oats)

Buain A’Choirce (Reaping Oats) is a Scottish Gaelic song which probably originated as a women’s work song in the fields of oats in the Highlands.
Buain A’Choirce (mietendo l’avena) è una canzone in gaelico scozzese che probabilmente ha avuto origine come canzone di lavoro femminile nei campi di avena nelle Highlands

Karen Matheson in Fused 2000,
a first example of celtic-fusion in from the multi-instrumentalist Michael McGoldrickun
[primo esempio di celtic-fusion nel cd solista del polistrumentista Michael McGoldrick]

Sìleas in Play On Light, 1999

Cassie and Maggie MacDonald in Sterling Road 2014

Seven Nations featuring Will Macmorran in Kirk McLeod: KIR 2016

Alasdair Gillies in Airgiod Is Or • Silver And Gold, 2012

I
Latha dhomh ‘s mi buain a’choirce
Gheàrr mi beum ‘s cha robh e socair
Sèist:
Ho ro sna hoir ri ri o
Hi ri ri ri ho ro eile
Ho ro sna hoir ri ri o

II
Gheàrr mi beum ‘s cha robh e socair
Ghèarr mi mo ghlùn is leig mi osna
III
Shuidh mi air uachdair a’ghoirtein
Dh’fheuch am faicinn fear do choltais
IV
Dh’fheuch am faicinn fear do choltais
Fear ‘chùil duinn ‘s nan gruaidhean dosrach
V
Fhaoilinn bhig a shnamhas an caolas
Beir mo shoraidh bhuam gu’m leannain

English Translation:
One day as I was reaping oats
I made a cut (1) that wasn’t easy
I cut my knee
and gave a moan
I sat at the top of the field
In the hope of seeing a man like you
A brown-haired man with a fair face
Little seagull who swims the straights (2)
Bear my greeting to my sweetheart

Traduzione italiano Cattia Salto
Un giorno mentre raccoglievo avena,
una mietitura assai faticosa,
mi feci un taglio al ginocchio
e cacciai un lamento.
Mi sedetti all’inizio del campo
nella speranza di vedere un uomo come te
Un uomo dai capelli castani con una faccia bella
Piccolo gabbiano che plani sui canali
Porta il mio saluto al mio innamorato

NOTE
1) letteralmente “Ho fatto un taglio non facile”
2) “who swims the straits”

Islay Reaper’s Song

Orally collected from Miss MacTavish, Islay ; translated and arr. for voice and piano by Marjory Kennedy-Fraser. Her daughter Patuffa sang it by playing her Irish harp in gut strings and recorded it in a 78 rpm “Mull Fisher’s Love Song / Islay Reaper’s Song” in 1929
Nelle note dello spartito “Islay Reaper’s Sogng”: raccolto da MacTavish di Islay (Isole Ebridi), tradotto e arrangiato per voce e pianoforte da Marjory Kennedy-Fraser. La figlia Patuffa la cantò suonando la sua arpa irlandese in corde di budello e la incise in un 78 giri Mull Fisher’s Love Song / Islay Reaper’s Song nel 1929

Brocelïande in Barley Rigs 2004

English version *
I
.. in the cornfield, I’ll a-reapin’
cutting my sheaves that it wasn’t easy
Chorus
Ho ro sna hoir ri ri o
Hi ri ri ri ho ro eile
Ho ro sna hoir ri ri o

II
Upon the hillside I cut my sheaves
but cutting my knee I was howling inside
III
Upon the hillside the lonly hillside
looking to see my lover was coming
IV
Looking to see if my lover was coming
A piercing boy with a curling ringlets
V
Snow white seagull, little white seagull
carrying my greetings across to my true love

Traduzione italiano Cattia Salto
I
.. nel campo alla mietitura
tagliavo le mie fascine e non era facile
Chorus
Ho ro sna hoir ri ri o
Hi ri ri ri ho ro eile
Ho ro sna hoir ri ri o

II
Sulla collina tagliavo le mie fascine
ma mi ferii il ginocchio e mi lamentai
III
Sulla collina, sulla collina solitaria
per vedere se arrivava il mio amore
III
Per vedere se arrivava il mio amore
un ragazzo fiero e ricciolino
IV
Gabbiano bianco neve, piccolo gabbiano bianco
porta i miei saluti verso il mio vero amore

NOTE
* written down by ear

LINK
https://electricscotland.com/music/songsofthebrides.pdf
http://songbat.com/archive/songs/scots-gaelic-and-manx/buain-a-choirce
http://www.tobarandualchais.co.uk/gd/fullrecord/86373/8
http://www.celticlyricscorner.net/mackenziefiona/buain.htm
http://www.celticlyricscorner.net/mcgoldrick/buain.htm
http://www.celticlyricscorner.net/sileas/buain.htm

Capercaillie, dalla new wave scozzese al folk crossover

In un post avevo già diffusamente parlato del volatile a cui il nome gaelico del gruppo fa riferimento (Capercaillie deriva da Capull coille letteralmente “cavallo della foresta”): non si tratta della comune pernice bianca di Scozia bensì del Gallo Cedrone che contrariamente alla prima è ridotto a pochi esemplari in Scozia.
E’ un grosso gallo dalle dimensioni, nel maschio, pari a quelle di un tacchino  (arrivato in Europa solo dopo la “scoperta” dell’America) la cui caratteristica è il canto spettacolare nel rito amoroso. Esprime così simbolicamente qualcosa di raro e prezioso, il canto in gaelico dal cuore (rocce e acqua) delle Highlands, le isole Ebridi.

CELTIC NEW WAVE

Il gruppo scozzese fondatosi agli inizi degli anni 80 ha diffuso con le sue registrazioni moltissimi canti in gaelico delle Highlands arrangiandoli in un alchemico equilibrio tra tradizione e sonorità contemporanee, accostando i più tipici strumenti acustici della tradizione musicale scozzese ai sintetizzatori e al basso elettrico.
Sono acclamati come la formazione più rappresentativa del moderno suono gaelico di Scozia diventati un’icona con l’album Beautiful Wasteland (1997).

Ma incomincio dalle origini, il trio sui banchi di scuola di Taynuilt vicino a Oban (a un centinaio di chilometri da Glasgow), Karen Matheson (voce), Donald Shaw (organetto e tastiere) e Marc Duff (flauto dolce, whistle) diventa un sestetto (violino, bouzouki-chitarra e basso elettrico) incide il primo album autoprodotto nel 1984 dal titolo Cascade. L’anno successivo vincono il Pan Celtic Festival in Irlanda e passano alla Green Linnet e al lancio in America: una frenetica attività concertistica li porta da un estremo all’altro del globo e al secondo disco Crosswinds  (1987 ) .  Ma è con l’album Sidewaulk che siglano il loro primo capolavoro (1989) -da ascoltare tutto nella playlist di Caledonian Music qui- nella formazione è entrato Mànus Lunny (chitarra e bouzouki), le atmosfere si fanno eteree ma mai stucchevoli, i set di dance tune sono incalzanti, i brani in gaelico si scolpiscono graniticamente nella memoria, basti citare la wauliking song Alasdair Mhic Cholla Ghasda riprodotta in un’infinità di celtic compilations.
Il successo viene bissato con il successivo album “Delirium” (1991) che ne celebra la popolarità internazionale, osannati dalla critica come i “Clannad scozzesi” (due gli hits “Coisich A’ Ruin‘ e “Breisleach” finiti in Tv, il secondo come spot ad una nota marca di whisky). Nell’album sono inclusi alcuni brani in inglese composti dai componenti del gruppo. Brani moderni o se vogliamo pop con batteria e percussioni suonate da Ronnie Goodman ma vecchi di 400 anni in un gaelico così arcaico e di ardua trascrizione fonetica.

Poi il gruppo occhieggia al pop e smarrisce un po’ la sua strada, o a seconda dei punti di vista diventa il massimo esponente della musica pop di origine celtica (vedasi “Secret People” e “To the Moon” l’ultimo prodotto da Donald Lunny), finchè nel 1997 esce “Beautiful Wasteland“: un pregevole equilibrio tra celtic e world music con rifiniture techno, subito assunto dalla critica come esempio perfetto di global celtic o world celtic music; alcuni ritocchi nella formazione, le percussioni sono ampliate con l’arrivo di David “Chimp” Robertson che supporta Wilf Taylor, Michael McGoldrick è al flauto, whistle e uillieann pipes.
Con “Nàdurra” (2000) il gruppo sembrano voler però ritornare sui propri passi

e poi esce “Choice Language” (2003) con una robusta sezione ritmica (Che Beresford batteria, David ‘Chimp’ Robertson percussioni e Ewen Vernal basso), con Karen e Donald , Mànus LunnyMichael McGoldrick e Charlie McKerron violino, che per me è il loro disco più maturo, la loro cifra stilistica sublimata.

IL CANTO DEL CIGNO

Passano cinque anni e registrano “Roses and Tears” all’apparenza il loro canto del cigno .. e poi  nel 2013  esce “At The Heart Of It All”, sono passati 30 anni dal loro primo cd e loro festeggiano invitando degli special guess dell’odierna scena scozzese e ritornando a dare concerti ospiti dei principali festivals internazionali: che classe!!

Karen Matheson

Una voce “sicuramente baciata da Dio” come ebbe a dire Sean Connery, Karen – classe ’63, è una cantante straordinaria che ha intrapreso anche la carriera solista seppur continuando ad essere l’anima dei Capercaille. Il talento arriva geneticamente dalla nonna materna Elisabeth Mac Neill cantante dell’isola di Barra. Nel 1996 pubblica il suo primo solo prodotto dal compagno Donal Shaw “The Dreaming Sea” (di sapore più new age con sax, armonica a bocca, archi, pianoforte) partecipa anche all’Heritage Des Celts di Dan Ar Braz (in cui canta “Ailein Duinn” per cui era comparsa l’anno prima in un cameo nel film Rob Roy); le collaborazioni continuano con grandi musicisti della scena musicale di tutto il mondo tant’è che ormai la sua musica e quella dei Capercaillie viene definita folk crossover.
Seguono un paio di altre incisioni e nel 2015 “Urram” interamente in gaelico da sfogliare come un album di sbiadite fotografie, un omaggio alle bardesse delle isole Ebridi, il rispetto (in gaelico  “urram”) da tributare alle voci della tradizione, a partire dai genitori e di chi è vissuto prima di loro: racconti di vite dure, storie di emigrazione e di guerra, scrive Karen (qui“Le vecchie fotografie di famiglia sono state l’ispirazione di questo album. La perdita recente dei miei genitori mi ha portato a un percorso di riscoperta e di guarigione . I racconti di vite dure, le perdite della guerra o dell’emigrazione sono ancora più coinvolgenti se si collega il volto a un nome.”
Canzoni che aveva imparato da bambina dalla nonna nativa di Barra o raccolti dagli archivi delle tante registrazioni etnografiche collezionate con i primi cilindri fonografici sul finire dell’Ottocento

tutto da ascoltare su https://karenmatheson.bandcamp.com/

li trovate nel blog seguendo il tag Capercaillie

FONTI
http://www.capercaillie.co.uk/
https://www.facebook.com/Sidetaulk-Capercaillie-Fanzine-1118615481514128/
http://www.karenmatheson.com